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LE ASSICURAZIONI MEDICHE IN USA (LA TEORIA)

Posted in Cliniche e Dotttori by quattrovecchiinamerica on 6 aprile 2009

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LE ASSICURAZIONI MEDICHE IN USA (LA TEORIA)

 

Oggi vi voglio parlare del sistema sanitario americano, che in qualche modo e’ affascinante e controverso.

Questo articolo oltre ad essere una vera punizione per chi legge(!!!) e’ dedicato a Gabriella di Salerno (moglie di Graziano) che me lo ha richiesto espressamente!!! Vai Lady Pig leggi e fammi sapere!!!

Io anche se sono negli States solo da 8 mesi, purtroppo ho maturato una esperienza notevole in cliniche, ospedali, assicurazioni sanitarie e dottori!!! E per questo vi parlero’ delle nostre esperienze.

Prima pero’ c’e’ bisogno di capire come funziona il sistema sanitario americano. Questa volta invece di usare parole mie e per non dire baggianate riporto di sotto un bellissimo articolo (scritto in blu) che spiega, a mio avviso benissimo, come funziona la sanita’ in USA. Dell’articolo ho tagliato molto specialmente cifre e percentuali, che avrebbero reso l’articolo ancora piu’ lungo di quello che e’!!!

Leggendo l’articolo mi sono accorto che sulla sanita’ americana si dicono e si sentono tante cose imprecise, che spesso sono dei luoghi comuni, che vanno corrette!! 

Di solito si pensa che la sanita’ americana sia completamente in mano alle assicurazioni private, si pensa che chi non ha una di queste assicurazioni non puo’ curarsi, che la sanita’ pubblica non esista ……. Leggendo quanto scritto di sotto vi accorgerete che non e’ vero nulla.

Non e’ come ci vogliono far pensare giornali e televisioni italiane!!

Per non rendere l’articolo ancora piu’ lungo di quanto possa un uomo sopportare (!!!) dividero’ l’articolo in due articoli. Il primo e’ questo di sotto, ed e’ praticamente la spiegazione del sistema sanitario americano. Diciamo che e’ la teoria.

Il secondo articolo sara’ il sistema sanitario americano vissuto da noi in USA, quindi la pratica!!!

Buona lettura. Chi non vuole spremersi le meningi troppo puo’ saltare la lettura di questo articolo e passare a quello sulla pratica!!

Altra precisazione: dalle varie fonti che ho consultato prima di scegliere questo articolo , mi sono accorto che questo articolo e’ molto equilibrato e sembra essere un po troppo vicino alle politiche del presidente Bush. Se volete avere una visione opposta (ma a mio parere troppo lontana da una realta’ oggettiva!) guardate il film di Moore sul sistema sanitario americano. Leggendo le critiche sembra che sia un po troppo lontano dalla realta’ di tutti gli americani.

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INTRODUZIONE

Negli Stati Uniti, il sistema sanitario è molto diverso rispetto al resto dei paesi sviluppati, ed esso è necessariamente vario per rispondere ai molteplici, diversi bisogni e domande di un Paese con 300 milioni di abitanti.

Tale modello sanitario è un misto di programmi del settore pubblico e privato.

Ma il settore della salute, negli Stati Uniti, è spesso criticato – sia all’interno del Paese sia all’estero – per l’alto numero di persone senza assicurazione.

Questo perché negli USA non hanno un sistema sanitario nazionale coercitivo, a differenza di altri Paesi sviluppati.

In ogni caso, il fatto che il settore sanitario statunitense non sia centralizzato permette che esso sia più permeabile all’innovazione, sia per quanto concerne l’assicurazione sanitaria sia per quanto riguarda la possibilità di introdurre nuovi trattamenti medici.

 

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ALCUNE CIFRE

Negli Stati Uniti la spesa sanitaria è quasi equamente bipartita tra il settore pubblico e quello privato. Nel 2006 la spesa sanitaria americana ha totalizzato 2.100 miliardi di dollari, ovvero il 16% del prodotto interno lordo. Del totale il 46%, ossia più di 992 miliardi di dollari, è stato speso per programmi pubblici, e più di mille miliardi di dollari, ossia il 54%, per la spesa privata.

PANORAMICA

Il sistema sanitario americano è un complesso mosaico che comprende ospedali che fanno profitti oppure non profit, ospedali di proprietà del governo e ospedali da esso gestiti, un insieme di piani sanitari pubblici e privati, uffici di medici privati e cliniche pubbliche, centri sanitari comunitari a finanziamento pubblico, centri di carità gestiti localmente e cure fornite attraverso organizzazioni filantropiche private.

Negli Stati Uniti le risorse per il finanziamento delle cure sanitarie sono molteplici.

Gli introiti detratti delle tasse costituiscono la maggior parte dei finanziamenti per i programmi pubblici, con una divisione dei costi richiesta, in taluni casi, dal destinatario dei benefici.

La maggior parte dei beneficiari di assicurazioni sanitarie private riceve copertura attraverso il posto di lavoro che occupa, con una condivisione di pagamento dei premi tra il datore di lavoro e il dipendente.

Anche organizzazioni filantropiche, chiese e centri di carità compresi, finanziano ospedali, cliniche e altri centri di cura.

IL SETTORE PUBBLICO

Negli Stati Uniti due sono i principali programmi di cura sanitaria sostenuti dai contribuenti: Medicare e Medicaid, entrambi istituiti dal Congresso nel 1965.

Medicare è il programma sanitario del governo federale a beneficio dei cittadini al di sopra dei 65 anni e dei disabili di tutte le età.

Medicaid è un programma federale-statale rivolto prima di tutto a finanziare le cure per la classe povera.

Insieme Medicare and Medicaid forniscono cure mediche a più di 107 milioni di americani.

Il programma pubblico di più recente conio è il programma di assicurazione sanitaria statale dei bambini, che provvede alla copertura sanitaria per più di sei milioni di bambini in famiglie ove i genitori guadagnano troppo per essere inclusi all’interno del programma Medicaid ma tuttavia non possono permettersi una assicurazione privata.

 

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Inoltre, vi sono molti altri programmi federali che beneficiano una popolazione più specifica, per esempio i veterani di guerra o i nativi americani, e molti programmi attivi a livello dei singoli stati o a livello locale, fra i quali più di mille “community center” che offrono cure gratis o a basso costo.

La prima cosa che vi voglio far notare e che generalmente si pensa che la sanita’ in america sia solo quella privata, ma da quanto detto sopra non e’ vero, specialmente per le categorie sociali piu’ deboli e cioe’ anziani, meno abbienti e bambini.

MEDICARE

Nel 2005 ci sono stati circa 43 milioni di beneficiari del programma Medicare, ovvero più di 35,6 milioni anziani e 6,7 milioni disabili.

Di fatto, oltre a tutti gli anziani, anche alcuni disabili sono qualificati come beneficiari della copertura Medicare.

MEDICAID

Medicaid è il programma deputato all’ assistenza dei poveri ed è istituito dal governo federale in collaborazione con i governi statali.

Gli Stati beneficiano di una certa flessibilità, per i rispettivi programmi Medicaid. Nel 2005 più di 45 milioni di persone hanno ricevuto cure attraverso il programma Medicaid, con costi che si stima raggiungono 313 miliardi di dollari, tra fondi federali e pagamenti statali. I costi del programma sono finanziati pressoché esclusivamente attraverso fondi federali, statali e locali.

Ai beneficiari del programma Medicaid spettano cure mediche attraverso gli stessi ospedali pubblici e privati a cui si rivolge il resto della popolazione.

Tuttavia l’accesso a medici privati potrebbe essere limitato a causa dei modesti onorari previsti dal programma Medicaid.

I leader politici votano sistematicamente a favore di un aumento del numero dei beneficiari del programma Medicaid. Ma, per evitare che i costi crescano a dismisura, gli Stati hanno introdotto vincoli sempre più restrittivi per l’avvio dei pagamenti Medicaid a medici ed ospedali. Per esempio, il rimborso medio previsto dal programma per una visita in uno studio medico in uno stato è di 20 dollari mentre un’assicurazione privata, per la medesima visita medica, potrebbe pagare dai 50 ai 70 dollari.

A causa di questa politica che prevede modesti rimborsi, i beneficiari Medicaid spesso non trovano medici privati disposti a visitarli e sono quindi costretti a ripiegare sui pronto soccorso degli ospedali, i quali, per legge, sono tenuti a fornire loro cure mediche.

Altro luogo comune che gira sul web e nei discorsi che si fanno tra male informati (come il sottoscritto fino alla lettura di questo articolo) e che il pronto soccorso cura solo chi possiede una assicurazione sanitaria o chi paga in contanti!! Niente di piu’ sbagliato!!

 LE ASSICURAZIONI SANITARIE PRIVATE 

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Nel 2006 più del 67% degli americani, circa 201 milioni di persone, era coperta da assicurazioni sanitarie private.La maggior parte degli americani riceve tale copertura attraverso il proprio posto di lavoro (il 60%, ovvero 177 milioni). Ad essi bisogna sommare altri 27 milioni di persone che acquistano assicurazioni sanitarie di propria iniziativa. Le possibilità di copertura assicurativa variano notevolmenteI datori di lavoro di solito negoziano i piani assicurativi che vengono offerti ai loro impiegati, e talora, ma non sempre, questi ultimi possono scegliere fra diverse opzioni.Alcune polizze sono in grado di coprire qualsiasi spesa sanitaria ma con costi mensili ovviamente elevati. Il premio annuale medio per un’assicurazione legata al posto di lavoro, per una famiglia, è di più di 12.000 dollari.Prezzo che se paragonato con le assicurazioni mediche in Italia e’ ben piu’ salato!! Pero’ per fare un confronto bisognerebbe verificare le varie clausole ed i cavilli che le assicurazioni sulla salute immettono nel contratto!!Analizziamo la mia assicurazione sulla salute italiana stipulata con Le Generali, era ottima ma per esempio pur pagando tutte le spese mediche per il primo parto, dal secondo in poi pagava solo 4000 Euro, che bastano a pagare solo la camera d’ospedale in caso si utilizzi un ospesale privato!!! Poi i soldi dell’intervento dovevi anticiparli tu (e dopo due mesi circa ti veniva riborsato tutto, se il liquidatore non metteva il bastone tra le ruote!!) e se si trattava di alte cifre la situazione si faceva delicata!!

E’ anche possibile scegliere una polizza maggiormente deducibile, con premi inferiori, pagando poi di tasca propria per i servizi di routine.

Gli Health Service Accounts (Conti per il Servizio Sanitario) sono stati istituiti per consentire alla gente di finanziare in modo diverso le proprie cure. I possessori di un HSA possono accantonare denaro, dedotto dalle tasse, per pagare le proprie spese sanitarie di routine. Essi comprano assicurazioni facilmente deducibili per coprire le principali spese mediche. Infatti sono in molti a ritenere che i premi per le coperture assicurative di questo tipo sono più bassi di quelli previsti per le assicurazioni sanitarie tradizionali e che, pertanto, è opportuno affidare il proprio denaro agli Health Service Accounts per pagare spese mediche correnti e future.  

 

 

 

Inoltre, i datori di lavoro stanno creando una serie di programmi sanitari innovativi per far si che i consumatori stessi siano coinvolti nellamministrazione delle loro cure mediche.

I nuovi mezzi d’informazione, una maggiore trasparenza dei prezzi, i miglioramenti della qualità e la gestione delle cure croniche sono tutti strumenti usati dalle compagnie private per mantenere i prezzi bassi, la qualità alta e per aumentare il valore dellofferta sanitaria.

Gli americani attribuiscono un grande valore al fatto che le assicurazione sanitarie private garantiscano largo accesso a medici e fornitori, ma molti vorrebbero avere più scelta tra le coperture assicurative nonché assicurazioni sanitarie più flessibili. Tuttavia, affinché ciò sia possibile, è necessario intervenire sul sistema di tassazione federale. 

 

 

 

 I NON ASSICURATI

 

Si stima che nel 2006 circa 47 milioni gli americani non fossero coperti da assicurazione medica. Mentre i numeri cambiano, il profilo dei non assicurati è piuttosto costante.

Secondo i dati del Census Bureau americano, i non assicurati sono primariamente: (1) esponenti di minoranze etniche, soprattutto ispanici; (2) americani che hanno un reddito basso e medio-basso; (3) giovani adulti fra i 18 e i 24 anni. I dati riscontrano inoltre che i non assicurati sono con alto grado di probabilità membri di famiglie con un reddito annuale inferiore ai 25.000 dollari e dipendenti di piccole imprese.

La probabilità che qualcuno abbia un’assicurazione medica è dunque assailegata al reddito, allo status lavorativo (part time o full time), e al fatto che il datore di lavoro fornisca o meno tale assicurazione.

Alcuni dei non assicurati sono persone che sono “tra un lavoro e l’altro”, e l’assicurazione è così strettamente legata al posto di lavoro negli Stati Uniti, che le transizioni fra un lavoro e l’altro significa che tali persone e le loro famiglie possono ritrovarsi per alcuni periodi senza copertura.

La società americana è particolarmente mobile. Nel 2005, di fatto, 55 milioni di lavoratori hanno cambiato il loro status lavorativo. Il 45% dei cittadini non assicurati sono stati senza copertura per sei mesi o meno: un indicatore che dimostra quanto il cambio di lavoro sia alla base della mancanza di copertura assicurativa. Permettere la portabilità dell’assicurazione medica, consentendo ai singoli di portare con sé la propria polizza da un posto di lavoro all’altro, farebbe tantissimo per risolvere il problema del vasto numero di americani non assicurati.

 

LA RETE DI SICUREZZA

 

Mentre agli Stati Uniti viene spesso posta la critica di avere un grande numero di non assicurati, ma non sempre viene detto che, nonostante i milioni di americani sprovvisti di assicurazione sanitaria, in caso di necessità sono pochi i malati o i feriti a cui viene negato l’accesso alle strutture ospedaliere.

L’Emergency Medical Treatment e l’Active Labor Act, emanati nel 1986 come parte del Consolidate Omnibus Budget Reconciliation Act, stabiliscono che qualsiasi ospedale degli Stati Uniti che accetta beneficiari Medicare e Medicaid è legalmente vincolato a fornire cure sanitarie a qualunque paziente che si presenti con un problema medico, che sia o meno in grado di pagare le spese per i trattamenti sanitari.

I non assicurati sono protetti da una rete di sicurezza ufficiale e da una non ufficiale e ricevono cure mediche attraverso:

- Pronto soccorso e altre strutture ospedaliere finanziate con fondi statali

- Programmi sanitari a collaborazione pubblica e privata, incluse cliniche ad accesso libero e centri sanitari comunitari

- Pagamenti diretti a medici ed ospedali a tariffe ridotte

- Cure fornite da cliniche operanti in farmacie e altre strutture

Non essere assicurati non significa assolutamente essere privati di cure mediche.

Di fatto, chiunque può ricevere cure in casi d’emergenza presso un ospedale o pagare direttamente per ricevere assistenza presso lo studio di un medico o di un’istituzione sanitaria, anche se sprovvisti di assicurazione medica.

Tuttavia i non assicurati spesso sono sottoposti ad una attesa e subordinazione rispetto agli assicurati, tale per cui la loro malattia può raggiungere uno stadio più avanzato. Spesso, inoltre, i non assicurati subiscono lo stress psicologico derivante dalla paura di ammalarsi o di avere un incidente, o che ciò capiti a qualcuno della loro famiglia, e che le spese mediche relative possano mandare in bancarotta la famiglia.

 

OPZIONI ED INIZIATIVE PER IL CAMBIAMENTO

 

 È essenziale che gli Stati Uniti entrino in una nuova era della copertura sanitaria, non solo per risolvere i problemi insiti in questultima quanto anche per includere milioni di persone nel sistema assicurativo e per dimostrare che il libero mercato può creare un sistema sanitario in grado di rispondere alle pressioni e alle esigenze del XXI secolo.

Gli Stati Uniti sono conosciuti nel mondo per la qualità dei servizi che essi offrono, incluso un sempre migliore accesso alle ultime tecnologie. 

Una delle principali ragioni che spiegano il continuo progresso della medicina negli U.S.A. sta nel sistema di ricompensa ed incentivi legati alla ricerca e nella forte protezione brevettuale Un mercato così competitivo impone ai fornitori di cure mediche e agli enti assicurativi sanitari di mantenere il passo con il progresso tecnologico per rimanere competitivi.

Per esempio, per conservare i clienti le compagnie assicurative private devono garantire l’accesso alle nuove tecnologie, ma devono fare attenzione a non superare il limite, pena essere tagliati fuori dal mercato. Quando una nuova tecnologia, come per esempio la chirurgia artroscopica, è ideata, esse viene subito adottata. Mentre le apparecchiature e il chirurgo possono essere più costose, quasi sempre lintervento può essere fatto in un centro chirurgico ambulatoriale, rendendo la procedura chirurgica più semplice per il paziente e risparmiando i costi dellospedalizzazione pagatori e pazienti ne escono entrambi vincitori

Questi incentivi, che portano innovazione e cambiamento nel settore privato, contribuiscono anche alla crescita della ricerca nel settore farmaceutico. Il 98% di tutti i programmi sanitari fornisce copertura per medicinali ad uso esterno poiché i piani sanitari riconoscono il valore essenziale di tali medicinali.

Se un paziente, assumendo medicine per il valore di 500 dollari, può evitare un intervento chirurgico del valore di 28.000 dollari, per quale ragione un programma sanitario non dovrebbe incentivare, pagando, l’utilizzo dei farmaci? Praticamente tutti lo farebbero.

Questi incentivi economici per linnovazione hanno portato le industrie farmaceutiche americane rivolte alla ricerca a diventare leader nel mondo per quanto concerne lo sviluppo di nuovi trattamenti. Nel 2003 il 53% dei nuovi medicinali è stato sviluppato negli Stati Uniti, cioè più che in Francia, Germania, Giappone e Australia messe insieme (47%). 

 

 

 

 

 Se siete riusciti a leggere tutto SENZA ADDORMENTARVI, allora resta l’ultimo sforzo: tradurre la barzelletta!!

 

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15 Risposte

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  1. katiuscia said, on 1 dicembre 2009 at 12:40 am

    se il sistema sanitario USA funzionasse esattamente come riportato in questo articolo allora non vedo il motivo per tanto clamore. Non sarebbero necassarie tutte queste battaglie per far si che il sistema cambi.Se da un lato e’ vero che i pronti soccorsi sono tenuti a curare tutti, assicurati e meno, e’ altrettanto vero che chi non dispone di una assicurazione ed e’ colpito da malattia che necessita di cure e trattamenti a lungo termine, viene purtroppo lasciato indietro con il risultato che la malattia avanza fino a raggiungere il punto in cui non e’ piu’ possibile far nulla. Chi non e’ assicurato deve pargarsi di tasca propria i farmaci e non mi sembra che tu abbia speso una parola sul costo dei farmaci, che ahime’ sono altissimi.Mio suocero (americano) soffre di diabete insulino dipendente, non ha assicurazione sanitaria e si deve pagarsi le iniezioni di insulina. Spesso e vlentieri non riesce a permetterselo economicamente e non c’e’ sistema privato o pubblico che gliele paghi, con il risultato che puo’ capitare ed e’ gia’ capitato che non avendo i soldi non compra l’insulina. Hai idea di cosa significa essere diabetici e
    non potersi permettere l’insulina? Evidentemente no. Per non parlare poi delle assicurazioni sanitarie che il piu’ delle volte hanno costi elevatissimi. E’ vero, piu’ alta e’ la copertura sanitaria e piu’ la polizza aumenta. Ma le assicurazioni non pagano tutte le possibili malattie di questo mondo e se ti ammali di qualcosa che non e’ compreso nell’assicurazione che fai? Anche questo e’ un problema importante Il sistema sanitario in America fa schifo e necessita di cambiamenti drastici il prima possibile. In Italia le cose non sono tanto meglio ma possiamo almento dire che chiunque e intendo dire proprio chiunque, viene curato, indipendentemente dalla malattia o dallo status economico. Io ci penserei un po’. Ma questa e’ solo una mia opinione

    • quattrovecchiinamerica said, on 1 dicembre 2009 at 7:24 am

      Cara Katiuscia

      ho letto questa mattina il tuo commento.

      Interessante il tuo punto di vista.

      Appena torno questa sera dal lavoro ti diro’ cio’ che penso del tuo commento.

      Ciao Ezio

    • quattrovecchiinamerica said, on 1 dicembre 2009 at 4:50 pm

      Cara Katiuscia

      Ho letto con attenzione il tuo commento e ti invio il mio, di commento.
      Tu dici che il sistema sanitario Americano fa schifo, basando il tuo giudizio sulla, purtroppo, esperienza negativa di tuo zio.
      Io ti do la mia esperienza, confortata dalla maggiorparte degli americani che conosco. Leggila e fatti una tua opinione.
      Come detto nei due articoli sulla sanita’ Americana, gli americani che non hanno una assicurazione sanitaria (pubblica o privata) sono pochissimi.

      Andiamo a vedere che significa pochissimi.
      Generalmente la stampa italiana e la pubblica opinione stima che la percentuale di chi non ha un’ assicurazione sanitaria in USA sia tra il 40 % ed il 60 %. Dato preoccupante se fosse vero!

      Il dato vero (almeno stando a quanto affermano la maggiorparte dei giornali americani) si attesta a meno del 10%!!!

      Vediamo i numeri.

      Circa 45 milioni di americani non hanno assicurazione sanitaria, il che corrisponderebbe a circa il 15 % (from the 2008 Census Report) di non assicurati. Di questi 45 milioni, circa 15 milioni guadagna circa 75.000 $ all’anno. E con tale cifra ci si puo’ tranquillamente pagare una buona assicurazione per tutta la famiglia. Ma semplicemente decidono di non farla!! Il che porta i non assicurati a quota 30 milioni.

      Di questi 30 milioni alcuni sono giovani tra I 18 ed I 34 anni senza figli, che non hanno particolari ragioni per fare una assicurazione (per loro fortuna sono giovani e sani!!) ed altri sono giovanissimi e coperti da Medicaid.

      Tirando le somme i non assicurati sono meno del 10 % della popolazione Americana (che guadagnano meno del 300% della soglia di poverta’, che non sono elegibili per alcun programma assicurativo statale (Medicare, Medicaid…..) e che hanno tra I 18 ed I 34 anni con figli).

      Tirando le somme, pochissimi vuol dire meno del 10 % della popolazione Americana. E per questi poveretti la vita non e’ facile in caso di malattia, fermo restando che se si presentano in ospedale devono, PER LEGGE, essere curati.

      Gurdiamo ora chi e’ assicurato dato che e’ la stragrande maggioranza degli americani.

      TI faccio l’esempio mio. Io ho una assicurazione che si chiama Blu Cross Blu Shield. E’ una ottima assicurazione e non costa uno sproposito al mese. Copre la maggiorparte delle malattie, interventi chirugici, esami specialistici e medicine.
      Per mia sfortuna ho sperimentato molto di quello che la assicurazione copre e ti posso assicurare che non cambierei il sistema sanitario Americano con quello italiano, per niente al mondo!!!

      Tutto e’ perfettoa a partire dai dottori, alle visite, agli esami. Tutto prenotabileda un giorno all’altro, non si fanno file, puoi scegliere la clinica che vuoi e sei trattato con i guanti bianchi.

      Tutto vero e tutto sperimentato da me, purtroppo!!!

      Natualmente niente e’ perfetto e quello che Obama sta cercando di fare e’ coprire la parte di persone che attualmente sono scoperte.

      Parlando con i locali, sembra che l’operazione sia di difficile riuscita, dato che piu’ della meta’ della popolazione Americana e’ contenta e felice di questo sistema sanitario!!!

      Questa e’ la mia esperienza, e quella di tanti altri americani ed emigranti italiani.
      Leggila e fatti una tua opinione. E ricordati che non tifo per nessuna parte politica Americana. Tifo solo per essere curato nel momento in cui serve!!

      Ciao Ezio

  2. paolo P. said, on 25 dicembre 2009 at 7:51 pm

    Finalmente!! sono contento di aver trovato un blog come questo ke mi ha dato l’occasione di conoscere piu in dettaglio il sistema sanitario americano. Vorrei appunto intervenire con cio’ ke mi e’ capitato. Devo dire ke sono stato e sono tuttora vittima dei costi assurdi e pazzi per me ke restando in italia,.. della sanita’ sulle cure mediche e visite ginecologiche ke mia moglie in america da un anno e mezzo ha dovuto e deve sostenere….La semplice visita ginecologica mensile senza nulla fare mi viene a costare 300$ piu 120$ di ricetta per i contraccettivi per evitare il formarsi di cisti ovarike, cosa ke qui in italia e’passata dalla mutua ed un prezzo solo di 4 euro in farmacia…ma la cosa piu tragica e sostenereora il conto ke l’ospedale ha spedito a casa sulle cure per l’influenza suina o come preferiamo chiamarla ke purtroppo mia moglie aveva contratto. Inizialmente e’ stata una spesa di 50.000 $ ke il suo datore di lavoro ha prontamente sborsato come primo soccorso anke perke io da qua non sono stato subito a conoscenza della gravita’ dello stato di salute di lei e non ero in grado di avere una cifra del genere subito. Dopo le prime cure e’ stata dimessa dopo un giorno di ospedale con l’ ordine di stare a casa una ventina di giorni evitando il contatto con chiunque e curandosi con dei medicinali prescritti dal costo non certo basso…A distanza di tre mesi ha avuto per una infezione polmonare rimasta delle ricadute, un paio di volte con febbre molto alta e svenimenti,(presa sempre in tempo da terra)…..quindi altri due ricoveri in ospedale.
    Ora succede ke i 50.000 $ anticipati dal suo capo erano il costo di entrata all’ospedale,pare ti rilasciano una tessera per non pagare le entrate successive, e ke deve sottoporsi ad una cura di 5 pastiglie al giorno per circa un mese al costo di 200$ e la cosa appunto tragica ke l’ospedale ha mandato il conto a casa di 40.000 $ da pagare…e non sono conteggiati gli altri due successivi ricoveri ..Adesso come una persona puo’ sopportare una spesa simile,…mia moglie non puo neanke ritornare al lavoro senza l’ok del medico…e da come sto’ imparando e conoscendo da un anno sulla vita americana tutto cio ke non riesci a pagare c’e’ l’arresto immediato.
    Posso provare a capire il sistema sanitario come sia strutturato, ma ha sicuramente ragione anche la ragazza di nome -Katiuscia -ke aveva scritto un mese fa’ ke cosi’ e’ uno skifo…non sono sostenibili certe cifre,….e come mia moglie riferiva,…della gente del posto “piuttosto ke fare tre giorni di ospedale ..e’ meglio morire.”
    Di storie assurde di vita capitate a mia moglie in un anno e passa ne ho fin sopra la testa, forse ci sara’ anke l’occasione di raccontarle.
    Ringrazio per l’attenzione e un saluto a tutti

    • quattrovecchiinamerica said, on 26 dicembre 2009 at 4:57 am

      Caro Paolo

      mi dispiace molto per cio’ che e’ avvenuto a tua moglie.

      Ma solo per capire meglio: tua moglie non aveva una assicurazione sanitaria, stipulata insieme alla ditta per la quale lavora?

      Perche’ io so che le ditte offrono l’assicurazione sanitaria ai propri dipendenti (pagano una quota loro ed una quota i dipendenti).

      Certo che la vita e’ dura se non si ha una assicurazione sanitaria (pubblica o privata che sia).

      In questi giorni pare che Obama (tra mille difficolta’ e limitazioni) sia riuscito a convincere il senato (pagando vari senatori!!) ad approvare una riforma, che e’ ben lontana da quello che i giornali ci vogliono far credere, ma che e’ un passetino avanti per chi non ha proprio assicurazione.

      Circa 30.000.000 di non assicurati avranno la loro assicurazione pubblica.

      Meglio che niente!!

      Ma nulla di cio’ che is parlava in campagna elettorale (no pubblic option, per intenderci).

      Ciao Ezio

  3. paolo P. said, on 4 gennaio 2010 at 12:05 pm

    Ciao Ezio, ancora auguri per un felice anno nuovo !! , ti scrivo per avere una consulenza sempre se logicamente ne sei a conoscenza,…
    Tempo fa’ avevo raccontato la disavventura medica di mia moglie negli Stati Uniti, (Alabama)….
    Mi ha fatto capire ke l’assicurazione medica ke gli spettava per legge essendo assunta col lavoro non ne abbia usufruito perche’ si e’ ammalata nei primi sei mesi di assunzione , …..vabbe’ pazienza!!!…
    Ora avendo ricevuto questo conto salato da pagare di 40.000 $ per tutte le cure mediche ospedaliere ricevute, da quel che mi dice, gli danno ( o ci danno) la possibilita’ di far fronte alla spesa, con piccole rate da 200 $ + tasse da pagare ogni 15 giorni…. ( puo’ essere vero? ) – ma la cosa piu’ curiosa e’ ke se paghi con un ritardo di un solo giorno una rata, diventa subito il doppio!!!….( e’ vero anke questo???).
    Mi sembra un trattamento un po’ da usurai, ….ma non conosco le leggi burocratiche del posto .
    Scusa la mia perplessita’ non per non credere alla moglie, ma comincio ad essere sospettoso-
    Se lo ritieni necessario mandami la risposta tramite e-mail-
    Grazie sempre della disponibilita’ nel rispondermi!!…….Ciao!.

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 gennaio 2010 at 12:30 pm

      Caro PierPaolo

      quello che tu mi chiedi non e’ facile.
      Primo perche’ non ho nessuna carta a mia disposizione, poi perche’ e’ molto personale.

      Ti posso dare le mie impressioni, che potrebbero essere giuste o sbagliate, dato che sono fondate solo su esperienza e non sulla conoscenza del caso diretto!!

      1) Il fatto che tua moglie non abbia potuto usufruire della assicurazione dato che era nei primi 6 mesi dalla sua assunzione, potrebbe essere vero. Per assicurarsi basta guardare nelle condizioni di assicurazioni. Potrebbe pero’ essere vero perche’ anche in Italia le assicurazioni private danno 180 giorni prima che la polizza sia operativa per alcune malattie.

      2) Il fatto che vi abbiamo dilazionato il pagamento e’ ottimo, anche se mi sembra eccessivo 200$ ogni 15 giorni. Si potrebbe provare a rinegoziare i pagamenti in modo da renderli meno onerosi.

      3) Il fatto che se non si paga in tempo raddoppi e’ difficile da dire se non si leggono le clausole. Pero’ sappi che in USA se non paghi le bollette in tempi rapidissimi, ti staccano le utenze. Non e’ come in Italia che si puo’ aspettare tanto tempo per pagare, li se non paghi ti staccano tutto!! Quindi potrebbe essere vero che si pagano multe salate per i ritardati pagamenti. Ma il doppio mi sembra troppo!!!

      Se hai qualche elemento piu’ preciso ti aiutero’ volentieri!!

      Ciao Ezio

      • paolo P. said, on 4 gennaio 2010 at 2:55 pm

        Grazie Ezio x la risposta alquanto tempestiva,! questo da’ fiducia!…
        Grazie al tuo forum e a cio ke mi racconta la moglie sto imparando a conoscere le differenze tra italia e America nel comportamento di ciascun sistema burocratico
        Devo dire ke leggendo quello ke mi scrivi ho ragionato meglio sulle cose,.:
        -Primo, sul discorso dell ‘assicurazione sanitaria avevo ipotizzato lo stesso ragionamento che mi dici xke’ ho riscontrato la stessa cosa in italia, anke io, ma volevo staccarmi dal pensare all’italiana per avere solo la versione America-
        -Secondo, accetto volentieri il tuo consiglio sul provare a rinegoziare meglio il pagamento delle rate, per avere un po’ piu’ di respiro…anke perke’ tutto ora e’ a spese mie….
        -Terzo, ipotizzo ke vengano ad aumentare le tasse con relativi interessi -il problema e’ ke mia moglie le scartoffie e le sue clausole non le legge mai, e allora penso sempre ke mi dice di pagare il doppio perke’ presa dal panico!- Comunque come dici tu’ e’ tanto lo stesso,!,
        Devo dire ke elementi in piu’ vorrei averne anke io, ma ho difficolta’ perke’ mia moglie non stando bene di salute a causa dell’infezione ai polmoni e continui stati febbrili la rendono debole a letto e quindi non puo’ uscire di casa per farmi almeno un fax ke mi illustri le cose.. ,e posso solo comunicare con lei tramite chat ma lei utilizza un computer non suo ! sprovvisto anke di webcam ….E’ tutto un gran casino!!
        Ti ringrazio ugualmente ..un saluto Ciao!!

      • quattrovecchiinamerica said, on 4 gennaio 2010 at 3:41 pm

        Caro PierPaolo

        ti e vi auguro ogni bene!!

        Ciao Ezio

  4. max said, on 22 gennaio 2010 at 7:53 am

    ho letto con attenzione il post di katuscia del 1-12.x quattrovekkiinamerica:mi puoi confermare ke se 6 gia diabetico nessuna assicurazione ti fa una polizza?e se te la fa,quanto te la fa pagare in + rispetto ad uno sano?un paese ke lascia un diabetico senza insulina,oltre ke assassino,è anke folle:sapete a cosa va incontro un diabetico ke non si cura?vi faccio un elenco parziale:cardiopatie,dialisi,retinopatie,amputazione gambe,formazione di piaghe ad ogni ferita.questo dopo anni di scompenso,ma se ad un diabetico non fornite l insulina,almeno dategli una pasticca di cianuro ke gli conviene

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 gennaio 2010 at 7:46 am

      CAro Max

      le domande che mi fai sono per un assiuratore sanitario!!

      Pero’ provo a risponderti per quello che so!!

      Come detto piu’ volte anche se non hai nessun tipo di assicurazione personale ( e non averla qui in USA e’ da avventati, dato che ce ne sono di tutti i tipi e prezzi!) c’e’ sempre Medicare e Medicaid che copre gli anziani ed i giovani in condizioni di poverta’!!

      Ho letto proprio ora che per chi rientra in questi due piani di assicurazione pubblica c’e’ la possibilita’ di avere insulina e non solo, se si e’ diabetici.

      Ti riporto in originale quanto ho trovato:

      Medicare Part B Covered Diabetic Testing Supplies for Diabetics!
      Medicare covers certain supplies if a beneficiary has Medicare Part B and has diabetes.

      These supplies include:

      • Blood glucose self-testing equipment and supplies
      • Insulin pumps and the insulin used in the pumps

      Blood Glucose Self-testing Equipment and Supplies
      Blood glucose self-testing equipment and supplies are covered for all people with Medicare Part B who have diabetes. This includes those who use insulin and those who do not use insulin.

      These supplies include:

      • Blood glucose monitors
      • Blood glucose test strips
      • Lancet devices and lancets and
      • Glucose control solutions for checking the accuracy of testing equipment and test strips.

      Medicare Part B covers the same type of blood glucose testing supplies for people with diabetes whether or not they use insulin. However, the amount of supplies that are covered varies.

      If the beneficiary

      • Uses insulin, they may get up to 100 test strips & lancets every month, & 1 lancing device every 6 months.
      • Does not use insulin, they may get 100 test strips & lancets every 3 months, & 1 lancet device every 6 months.

      Insulin Pumps and the Insulin Used in the Pumps

      Insulin pumps worn outside the body (external), including the insulin used with the pump, may be covered for some people with Medicare Part B who have diabetes and who meet certain conditions. If a beneficiary needs to use an insulin pump, their doctor will need to prescribe it. In the Original Medicare Plan, the beneficiary pays 20% of the Medicare-approved amount after the yearly Part B deductible. Medicare will pay 80% of the cost of the insulin pump. Medicare will also pay for the insulin that is used with the insulin pump.

      Medicare Part B covers the cost of insulin pumps and the insulin used in the pumps. However, if the beneficiary injects their insulin with a needle (syringe), Medicare Part B DOES NOT COVER the cost of the insulin, but the Medicare prescription drug benefit (Part D) covers the insulin and the supplies necessary to inject it. This includes syringes, needles, alcohol swabs and gauze. The Medicare Part D plan will cover the insulin and any other medications to treat diabetes at home as long as the beneficiary is on the Medicare Part D plan”s formulary.

      Coverage for diabetes-related durable medical equipment (DME) is provided as a Medicare Part B benefit. The Medicare Part B deductible and coinsurance or copayment applies after the yearly Medicare part B deductible has been met. In the Original Medicare Plan, Medicare covers 80% of the Medicare-approved amount (after the beneficiary meets their annual Medicare Part B deductible of $135 in 2009), and the beneficiary pays 20% of the total payment amount (after the annual Part B deductible of $135 in 2009). This amount can be higher if the beneficiary”s doctor does not accept assignment, and the beneficiary may have to pay the entire amount at the time of service. Medicare will then send the beneficiary its share of the charge.

      Medicare Part D Covered Diabetic Supplies and Medications

      This section provides information about Medicare prescription drug coverage (Part D) for beneficiaries with Medicare who have or are at risk for diabetes. If a beneficiary wants Medicare prescription drug coverage, they must join a Medicare drug plan.

      The following diabetic medications and supplies are covered under Medicare drug plans:

      • Diabetes Supplies
      • Insulin and
      • Anti-diabetic drugs

      Diabetes supplies associated with the administration of insulin may be covered for all people with Medicare Part D who have diabetes.

      These medical supplies include the following:

      • Syringes
      • Needles
      • Alcohol Swabs
      • Gauze and
      • Inhaled Insulin Devices

      Insulin
      Injectable insulin not associated with the use of an insulin infusion pump is covered under Medicare Part D drug plans.

      Certo il sistema americano e’ complicato per noi europei, ma quando ci prendi la mano e’ tutto piu’ semplice e veloce.

      Se hai bisogno di qualche esame medico o specialistico, in due o tre giorni lo fai ed hai i risultati!! Cosa che da noi e’ inpensabile!!!

      Ora poi Obama sta cercando di estendere Medicare e MEdicaid ai 30.000 di americani che non hanno neanche quella (un po perche’ non vogliono l’assicurazione un po perche’ sono persone estremamente povere (clandestini per la maggior parte). Inoltre sta cercando di obbligare le assicurazioni a stipulare i contratti anche con chi e’ ammalato, senza prezzi esorbitanti!!!

      Quindi l’america non e’ poi cosi’ male, come ci fanno pensare i nostri giornali!!

      Ciao Ezio

  5. Beppe said, on 10 luglio 2011 at 8:10 am

    sono un libero professionista…
    io vorrei pagare decisamente piu in tasse, e vorrei che queste fossero spese nel migliore modo possibile…
    ma MAI, e dico MAI vorrei trovarmi in una condizione di dover discutere di oneri, pagamenti ed assicurazioni davanti alla malattia, alla morte, all’istruzione ecc ecc..
    TUTTI hanno il diritto non solo d essere trattati con i guanti bianchi ma a NON dover MAI PENSARE a come recuperare i soldi per curarsi o far studiare il figlio!!
    è per questo è credo profondamente che il DIRITTO italiano abbia basi piu UMANI, ed è da qui che si deve partire per migliorare le cose!!
    questo è il mio umile pensiero.

    • quattrovecchiinamerica said, on 12 luglio 2011 at 8:00 pm

      CAro Beppe
      non so se tu abbia ragione o meno, ma credo che la sanita’ americana funzioni nettamente meglio di quella italiana. LA nostra e’ gratis (ma neanche tanto infatti ci si pagano le tasse ed i tickets!) ma spesso e volentieri funziona amel. E se si ha bisogno di qualche cosa in fretta bisogna sborsare soldi per uno studio specialistico o per una buona assicurazione sanitaria! Allora forse non e’ meglio sborsarli per una buona asicurazione (come si fa in AMericaO ed avere dele prestazioni puntuali e precise?

      Ciao Ezio

  6. Nick Nicassio said, on 30 gennaio 2013 at 9:11 pm

    e’ tutto una merda credetemi vivo da 7 anni negli stati uniti ….

    • quattrovecchiinamerica said, on 2 febbraio 2013 at 3:17 am

      CAro Nick, io per la mia esperienza con blu cross blu shield, posso dirti che copriva tutto in modo perfetto, anche se naturalmente era cara!SUl funzionamento della sanita’ USA con assicurazione, posso dirti che niente di piu; [erfetto ho visto!

      Invece la specializzazione dei medici di base (che in USA in realta’ non esistono) e’ bassa rispetto alla nostra.

      Ciao Ezio


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