4 vecchi in america

COME COSTRUIRE UNA CASA IN AMERICA, STEP BY STEP (parte prima)

Posted in Uncategorized by quattrovecchiinamerica on 4 agosto 2009

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COME COSTRUIRE UNA CASA IN AMERICA, STEP BY STEP

(parte prima)

 

Era da tempo che volevo approfondire un argomento, che sembra essere il primo argomento che i visitatori del blog preferiscono: come si costruiscono le case in america. Infatti il post che ho fatto sull’argomento e’ nettamente al primo posto come  visite, seguito dal post di Miami!!!

Il post che feci aveva foto fatte da me e c’erano informazioni raccolte dagli indigeni. Pero’ proprio ieri ho scoperto un sito di un amatore che ha descritto per filo e per segno tutti passi che ha seguito per costruire la sua casa. E’ un sito veramente eccezionale, per completezza di particolari e per il numero di foto inserite. Pero’ e’ naturalmente in inglese. Allora ho deciso di farne un breve sunto con le foto piu’ significative. Comunque lui ha fatto un lavoro egregio!!!

 

La prima cosa che viene consigliata e’ quella di  comprare un lotto di terreno che sia compatibile con il progetto che si ha in mente. Si consiglia di controllare le fees da pagare e se le utilities (acqua, luce, telefono e fognature) sono state programmate, altrimenti gli allacci dovrete pagarveli da soli!!!

Fare il progetto della casa, tenendo bene amente le esigenze familiari!!! Questo progetto prevede tre camere da letto, tre bagni, un ufficio, lavanderia, cucina e zona living, porch (entrata coperta dove si mettono le sedie a dondolo), due garage ed un terrazzo coperto.

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Per l’esecuzione del progetto si puo’ scegliere di assumere di volta in volta societa’ in grado disvolgere i vari lavori (scavi, gettate in cemento, tetto, tubazioni idrauliche…….). Questo pero’ significa che bisogno seguire il progetto da vicino e bisogna essere abbastanzaa esperti in materia e nello scegliere e trattare con le varie ditte.

Altrimenti si puo’ scegliere una societa’ di costruzione e fare un contratto con essa. Controllare bene che il contratto sia ben dettagliato altrimenti quello che non c’e’ scritto poi sara’ oggetto di controversie. Se non siete in grado di gestire un contratto del genere, rivolgetevi ad una agenzia immobiliare che seguira’ la costruzione passo per passo, in vostra vece.  Naturalmente il tutto  sara’ piu’ caro!!!

Ottenere una licenza di costruzione. Per averla bisogna che il progetto sia valutato anche dalla Associazione dei Propretari della subdivision, che deve approvare il progetto o modificarlo se il caso!!

Eseguire lo scavo.

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Dopo aver fatto lo scavo si procede con il footing. Sarebbe la fase di posa di assi di legno, sulla base dello scavo e ed ai lati. Lo spessore delle tavole dipende dal tipo di terreno, dal tipo di casa (se e’ ad un piano o due) dal materiale usato per ricoprire l’esterno della casa (mattoni, pietre ….).

E’  importante che le tavole siano messe ben parallele, per poter porre le fondazioni in modo corretto.

Prima della  gettata di cemento c’e’ una visita di un ispettore che da il via libera alla gettata.

 

 

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Ora si passa alla costruzione dei muri delle fondamenta (quello che sorreggera’ la casa!!), prima con assi di legno, poi con gettata di cemento. Di solito si usa una altezza di 8 o 9 piedi.

 

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La fase successiva e’ quella di mettere i tubi di raccordo per la fognatura e per l’acqua corrente, che poi andranno  cementate. 

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 Questo sotto  e’ l’ingresso del tubo dell’acqua.

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Si procede ora con l’impermeabilizzazione delle fondazioni. Prima si impregna la parte esterna delle mura delle fondazioni con del liquido che e’ impermeabile e quindi tiene lontano acqua ed umidita’. Poi intorno alla casa si mette uno strato di ghiaia, poi sopraun tubo di convoglio per l’acqua ed ancora sopra uno strato di ghiaia. 

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Ora si riempie di terra e ghiaia il perimetro delle fondamenta.

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Step successivo e’ la posa in opera di un sistema di riscaldamento radiante ad acqua. Una serie di tubi sono installati sopra la ghiaia, che nel frattempo e’ stata messa sullo scavo e sulle tavole. Naturalmente i tubi verranno poi inglobati nel pavimento con una gettata di cemento. 

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Da qui si vede meglio. Si poteva fare anche un sistema ad aria, ma il padrone ha preferito questa soluzione.

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Per finire le fondamenta non resta che cementare!!!

 

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Si inzia ora il processo di framing, cioe’ quello di posa in opera degli stud (pali) in legno e dei pannelli di truciolato , che poi costituiranno l’ossatura della casa (capite bene perche’ quando ci sono tornadi ed uragani le case vengono spazzate via come stuzzicadenti dello shangai!!!!).

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Il padrone voleva usare la parte sottostante al garage come luogo di ritrovo per suonare, giocare ed altro. Allora per evitare di dover mettere  colonne e travi che avrebbero tolto dello spazio utile, ha deciso di mettere un suspended slab. Sono dei pezzi di cemento particolare, fatti apposta per resistere a grandi carichi, senza mettere colonne o travi. E’ una procedura che si usa negli stadi e nei palazzetti dello sport americani.

Ecco di sotto il suspended slab. Naturalmente per metterlo in opera serve un gru!! 

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Per la tubazione dell’acqua invece dei soliti tubi di rame hanno usato dei tubi di Pex, che hanno il grande vantaggio di essere collegati tutti ad un Hub in un punto solo. Questo significahe tutte le tubature dell’acqua partono da un punto solo e si comandano da quel punto, come in un circuito elettrico!!!

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Questo e’ l’attacco della lavatrice, con lo scarico  ed il carico di acqua calda e fredda (tubi blu e rossi).

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Questa e’ la vasca con idromassaggio!!

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Questa e’ il condotto che portera’ l’aria condizionata in tutte le stanze della casa. Da notare che non esistono termosifoni, in quanto il riscaldamento e’ dato dall’impianto di AC.

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L’impianto elettrico e’ strano. Una serie di fili che si infilano negli stud di legno e lungo  essi, secondo regole ben definite. Per esempio l’altezza dei fili elettrici che corre lungo la casa e’ di circa 60 cm. Quindi se fate un buco con il trapano a questa altezza sara’ molto facile trovarli!!!

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 Fili elettrici che vagano sopra le teste dei padroni di casa!!!

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Pannello elettrico. 

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Questa e’ la fase di roofing (posa in opera del tetto). Prima si mette la roofing paper (carta speciale isolante e waterproof), poi si mettono gli shingles. 

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 Gli shingles sono un po’ come le nostre tegole ma sono fatte di vari materiali. Possono essere di metallo, di materiali provenienti dalla lavorazione della gomma…………

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Cosi’ si riparano gli shingles.

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Si passa ora alla copertura delle mura esterne di mattoni. Cosi’ la casa sembra fatta di mattoni veri, ma non lo e’!!!

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 Una casa di montagna non puo’ non avere un camino!!!

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Finiamo la prima parte del post con l’isolamento. Si mettono dei materiali, a base di fibre di vetro, tra gli stud, fino a riempire tutti gli spazi. Io credo che tali materiali messi cosi’ e non confinati molto bene come sembra dall’ultima foto, non siano saluteri per le persone che vivono in casa.  Dalla foto sotto si vede bene che i fili elettrici passano a circa 60 cm dal pavimento lungo tutto il perimetro della casa.

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39 Risposte

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  1. Stefano said, on 18 agosto 2009 at 8:38 am

    Ho navigato nel sito di David, l’amatore che ha descritto tutte le fasi di costruzione della sua casa. Dato che che è in inglese, attendo la tua seconda parte. Però, non si fanno mancare niente questi americani. In italia una casa simile se la possono permettere poche persone.
    Ma tutta quella lana di vetro? non so quanto sia salubre.
    Ciao, e buona permanenza negli states.

    • quattrovecchiinamerica said, on 18 agosto 2009 at 5:05 pm

      Caro Stefano

      sono d’accordo con te che tutta quella fyber glass non sia poi cosi’ salutare, specialmente se non e’ confinata bene!!!

      Domani mettero’ in rete la seconda parte. Anche se il sito originale e’ molto ma molto piu’ dettagliato!!!
      Ciao

    • quattrovecchiinamerica said, on 18 agosto 2009 at 5:07 pm

      Dimenticavo di dirti che una casa come quella puo’ costare anche meno di 220.000 $ (inclusi i mobili della cucina ed il bagno finito). Prezzo che con il cambio di oggi e’ 155.000 Euro!!!!
      Forse ci compri un monolocale in estrema periferia degradata di Roma, o un apprtamentino piccolo in provincia!!!!

  2. Cosimo said, on 8 novembre 2009 at 6:58 pm

    Cari Vecchietti…..!!!!!!!!! :-) !
    sono rimasto piacevolmente stupito dalla forza e la volontà del cambiamento .
    Mi piacerebbe sapere però ,la dove sia possibile con moderata discrezione, un po la vostra storia!
    Curiosavo in rete, e con grande stupore ho letto con avidità di cronaca, tutto quello che avete pubblicato sul web.
    E’ da una vita, forse dall’ultima ,che mi sento fuori posto quì in italia, ancora però non ho avuto il coraggio di fare rotta precisa, e un po in balia dei “venti” rimango con la prua che si volta verso sud..!
    Ho avuto un anno fa la grande opportunità di vedere di persona la grande America,”spaccandola” da est ad ovest , e sopratutto nell’ovest mi sentivo a casa… chiaramente non sono solo a pensare che ritorneremo, a “Casa” ,infatti ,io e mia moglie abbiamo messo in cantiere questa “idea”! Vorremmo vivere negli State !
    Mi ricordo, una decina di anni fa, quando una mia collega mi chiedeva, quale era il mio sogno nel cassetto, io rispondevo proprio questo Vivere/(Tornare ) in America.
    Ebbene Catia ha sposato un texano ha 2 splendidi figli e vive a Dallas , ehm….. io dopo aver lasciato Padova son tornato qui in puglia ! Strano vero?
    Io e mia moglie quel cassetto lo vogliamo aprire , ho pochi strumenti per potermi muovere, per il lavoro com’è la situazione reale ?
    Quì in Italia da 10 anni faccio L’ottico ,ma dall’alto dei miei 37 anni mi potrei tranquillamente reinventare apprendista !?!?!?!?!?! Per la lingua non mi preoccupo..si può perfezionarla o addirittura impararla sul posto ..vero?
    Spero voi possiate risponderci incoraggiando un sogno.
    garzie anticipatamente.
    un abbraccio dalla puglia …… W le orecchiette con le cime di rape

    • quattrovecchiinamerica said, on 8 novembre 2009 at 10:48 pm

      Caro Cosimo e consorte

      innanzi tutto devo dire anche io viva le orecchiette con lecime di rapa, viva le scarcelle, viva i funghi cardoncelli, viva i mariciddi ………………………..
      Anche io ho radici in Puglia, mia moglie ed i suoi parenti sono di Minervino Murge (BA).

      Abbiamo qualche cosa in comune!!!

      Passo a darti qualche rispostain ordine sparso.

      Per quanto riguarda il lavoro, devo essere sincero, ancora non ho capito se e’ facile trovarlo o no.

      Dove viviamo noi sembra un’isola felice. Ci sono moltissimilaureati che lavorano per le tante industrie spaziali di Huntsville. E naturalmente ci sono dei lavori di minor pregio indotti da tali industrie. Cuochi, camerieri, commessi, personale delle pulizie ……………………..

      Pero’la mia sensazione che l’impiego sia facile da trovare, ma altrettanto facileda perdere!!!

      Se quanto mi dicono gli americani e’ vero basta un semplice ritardo o qualche incomprensione con il tuo capo, che si viene facilmente licenziati!!!

      Pero’ sono tutte sensazioni e non voglio illuderti o deprimerti.

      Mentre per quanto riguarda la lingua, se un pochettino di inglese lo mastichi, tempo un anno e (se ti impegni) potrai disquisire di football con i nativi (sempre con errori, ma gli americani capiscono che tu no sei di madrelingua e ti rispondono ugualmente).

      Per quanto riguarda la qualita’ della vita’, qui ad Huntsville (e credo che nella maggiorparte dell’America, tranne le grandi citta’) si sta 1.000.000 di volte meglio che in Italia.

      Tutto funziona a meraviglia, no traffico, no problemi di parcheggio, Sanita’ che funziona, gentilezza prima di tutto, poca criminalita’, parchi gioco per bambini a iosa.

      Prezzi piu’ bassi del 30-40 % rispetto ai prezzi impazziti dell’Italia.

      Prezzi delle macchine bassissimi.

      Capisco che quello che ti dico e’ generico ed a grandi linee.

      Se vuoi qualche informazione piu’ specifica fammi sapere e se sapro’ risponderti avrai un feedbck immediato. Se nonsapro’ chiedero’ agli americani.

      In generale posso dirti che prima di venire devi informarti bene, perche’ per lavorare qui non e’ facile. Ottenere la green card mi dicono non essere cosa facile.

      Fammi sapere

  3. Max said, on 11 novembre 2009 at 6:37 am

    Carssimi..oggi per la 9^ volta leggo questa parte..-mi piace troppo…!!!
    Comunque volevo kiedervi se state su Facebook o MSN..perchè mi piacerebbe avere informaioni su come và…vi saluto…Max ;D!!

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 novembre 2009 at 8:36 am

      Caro Max

      anche a me la costruzione delle case mi ha colpito molto.

      Non fosse per il fatto che ci vivo dentro quando i tornadi passano sopra le nostre teste!!!

      Ed ho capito che se un tornado decide di farci visita, non ci saranno precauzioni: andremo con lui!!!!

      Mentre se le case fossero costruite in muratura sarebbe un altro discorso!!!

      Io non sto su facebook, perche’ gia’ il sito mi porta via del tempo.

      Comunque we vuoi contattarci scrivi a eziostefania@hotmail.com

      Ciao Ezio

  4. vincenzo said, on 1 dicembre 2009 at 3:42 am

    Salve . non credo di aver capito il tuo nome, quindi mi manterrò generico, ho apprezzato molto la descrizione di come si costruisce un casa in legno americana veramente bello . Ah? dimenticavo, io sono vincenzo sono nato nel sud italia e per lavoro ho dovuto girare molto tra roma perugia padova , napoli. Adesso da circa 4 anni mi sono stabilito a Rimini con il mio lavoro. Anche io ho il sogno nel cassetto di trasferirmi negli stati uniti ma purtroppo non posso perchè il mio lavoro non lo permette in quanto sono un militare di carriera, e poi anche perchè dovremmo essere in 4 a spostarci essendo che sono sposato e con due figli. Ammiro molto chi ha queste ampie vedute e riesce a mettersi in discussione lasciando la sua zona di confort( L’Italia) e trasferirsi in america affrontando nuove sfide e sinonimo di coraggio morale ed intellettuale.Grande ragazzi continuate così e buona fortuna………………!

    • quattrovecchiinamerica said, on 1 dicembre 2009 at 4:55 pm

      Caro Vincenzo

      mi chiamo Ezio e siamo colleghi, se non ho capito male.

      Io sono un Ufficiale del Corpo degli ingegneri.

      Ti do ragione sul fatto che partire per un lungo periodo non e’ facile, specialmente con la famiglia.

      Ma e’ una bellissima esperienza (con piu’ pro che contro!).

      Ciao Ezio

  5. vincenzo said, on 3 dicembre 2009 at 4:24 am

    Ciao Ezio mi fa molto piacere che mi hai risposto. Si siamo colleghi anche se io non sono ufficiale ma sono di truppa, faccio servizio a Rimini nell’ aves cioe negli elicotteristi però io sono a terra non volo. Tu come mai sei negli states? Fai parte del loro esercito o sei dei nostri e sei li per missione? Cmq volevo farti ancora dei complimenti hai una bella famiglia ed hai avuto un bellissima idea nel condividere questa tua esperienza con noi che sognamo l’america , attraverso te la sentiamo più vicina. Spero di risentirti per ora ciao e a presto
    vincenzo

    • quattrovecchiinamerica said, on 3 dicembre 2009 at 3:23 pm

      Caro Vincenzo

      sono contento che il blog ti faccia conoscere luoghi ed usanze lontane dall’Italia.

      E’ questo lo scopo del blog.

      Io sono del Corpo degli Ingegneri (Esercito Italiano) e lavoro con gli americani per un determinato periodo.

      Ciao Ezio

  6. massimiliano said, on 29 gennaio 2010 at 5:03 pm

    Ciao ragazzi,
    mi chiamo max e sono architetto.
    per caso ho beccato queste conversazioni…(alla ricerca di materiali isolanti)
    ho notato che in italia girano delle voci che la lana di vetro faccia male e le fibre siano addiritura cancerogene!!!

    Posso assicurarvi che la ‘nuova’ lana di vetro cioè tutta la lana di vetro prodotta dopo il 1996 e assolutamente sicura. – Oggi la grandezza delle fibre della lana di vetro e controllata e le fibre non scendono piu sotto livelli sospettabili che possano infiltrarsi nel nostro organismo attraverso i polmoni e poi provocare un cancro. In piu la nuova lana di vetro (almeno quella europea) e sottoposta a trattamenti a base di resine naturali che fanno si che le fibre rimangano attacate una al altra.
    La Unione europea inoltre ha classificato di recente il potenziale cangerogeno della lana di vetro uguale alla caffeina …e in piu vorrei ricordarvi che le particelle di fumo prodotte dalle nuove auto ‘euro 5′ sono la metà di quelle della lana di vetro!!!
    lascio a voi le conclusioni..!!

    (io stesso ho una casa ecologica dove e stata usata anche lana di vetro) e posso garantirvi in buona fede che la lana di vetro e sicura , economica , un buon isolante e sopratutto ignifuga!!

    un saluto
    massimiliano

    per ulteriori informazioni guardate il sito

    http://www.isover.it
    http://www.ursa.it/
    http://www.knaufinsulation.it
    http://www.fortlan.it

    • quattrovecchiinamerica said, on 29 gennaio 2010 at 5:32 pm

      Caro Massimiliano

      grazie per le precisazioni, utili e rassicuranti.

      Io ho sempre saputo che la lana di vetro fosse un prodotto poco salutare. Tu mi confermi che fino al 1996 avevo ragione, ora non piu’!

      Meglio per tutti, anche se resta da vedere se cio’ vale in America!!!

      Io resto dell’opinione che se la si usa vada almeno confinata e non lasciata a vista!!

      Grazie e continua a darci notizie utili!!

      Ciao Ezio

  7. diego said, on 22 febbraio 2010 at 11:29 am

    Ho visto che anche dalle mie parti nel Veneto stanno iniziando a costriure le case così, proprio con gli studs, rivestiti poi coi pannelli in truciolare proprio come nelle foto qui sopra. Poi una volta finite sembrano proprio di mattoni. Però qui vengono chiamate biocase o qualcosa dle genere. Qualcuno mi sa dire se c’è qualche differenza tra queste e quelle amiricane che non ho colto? E in quanto alla durata, sarà come quelle fatte in mattoni?

    • quattrovecchiinamerica said, on 22 febbraio 2010 at 1:14 pm

      CAro DIego

      non so la differenza tra le biocase e queste, ma quello che so e’ che le case qui durano poco. E dato che costa poco rifarle spesso le buttano giu’ e poi le costruiscono da zero.

      Per me non durano + di 20 anni!!

      Ciao Ezio

  8. diego said, on 23 febbraio 2010 at 4:34 am

    Grazie della risposta, ti auguro una buona permanenza, Diego

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 febbraio 2010 at 7:11 am

      CIao DIEgo se hai bisogno di qualche altra informazione fammi sapere!

      Ciao Ezio

  9. Silvano said, on 10 agosto 2010 at 6:02 am

    Ciao volevo chiederti l’indizzo web da dove hai ricavato le informazioni per questo tuo ottimo reportage sulle costruzioni negli stati uniti.
    Grazie.

    Silvano.

    • quattrovecchiinamerica said, on 10 agosto 2010 at 5:18 pm

      CIao Silvano

      per ora non posso dartelo perche’ lo ho perso!!
      Non appena trovero’ il link, sparso sui tre portatili e che non si vuole palesare, te lo inviero’!!

      Ciao Ezio

  10. Alfredo said, on 31 ottobre 2010 at 6:28 am

    Ciao Ezio.
    Ho trovato questo sito per caso e, visto che da tempo sto pensando di trasferirmi in America, mi ha fatto molto piacere avere informazioni sulle costruzioni delle case negli States. Io sono un fabbro e conosco bene il mio mestiere. Tempo fa feci un progetto per la costruzione di una casa che doveva costare poco ma essere resistente. La casa può essere rivestita con pannelli truciolati, può essere coibentata con lana di vetro o similari come il poliuretano espanso (non tutti sanno che il poliuretano espanso deve essere confinato molto bene perchè se viene attaccato dalle formiche basteranno pochi anni per essere sbriciolato), quello che la rende resistente è la struttura fatta in ferro sfruttando sempre una base di cemento che dia stabilità alla costruzione, per il resto degli impianti i sistemi che avevo pensato concordano con quelli che hai mostrato nella costruzione della casa. Se questi sistemi sarebbero adottati in Italia ci sarebbe un abbattimento dei prezzi e invoglierebbe la gente a comprare un lotto di terreno e costruire la propria casa invece di acquistare appartamenti, carissimi, dove senti il vicino che sta sussurrando (non c’è privacy). Vorrei sapere la tua Huntsville quale è (Alabama o Texas) così posso dare uno sguardo.
    Ciao Alfredo.

    • quattrovecchiinamerica said, on 31 ottobre 2010 at 10:06 am

      CIao ALfredo

      la nostra Huntsville e’ quella dell’Alabama.

      Oramai mi sono convinto che le case costruite in USA sono molto piu’ belle di quelle nostre.

      Sono veloci da costruire, facili da costruire e calde d’inverno (e fresche d’estate).

      CErto non durano 150 anni, ma sono facili da ristrutturare (al massimo si buttano giu’ e si rifanno!).

      Sono quasi tutte ad un piano e belle a vedersi.

      Tutte hanno l’impianto di aria condizionata gia’ progettato in fase di costruzione.

      Hanno tutte un porch ed un backyard e uno/due garage.

      Almeno 2/3 stanze da letto ed 1/2 bagni.

      Insomma hanno tutto per far felici una famiglia con pochi soldi.

      UNa casa qui in media puo’ costare dai 150.000 ai 250.000 dollari.

      E sono nuove di zecca!

      Ciao Ezio

  11. Angelo said, on 28 novembre 2010 at 4:15 pm

    Ciao Ezio.
    Sono contento di avere trovato questo sito in quanto affascinato da queste cose infatti in alcuni programmi tv fanno vedere che lì in una settimana costruiscono delle case come quelle descritte da te con una praticità e precisione incredibile. Il mio sogno è quello di venire in America, ma non per restarci tanto, giusto il tempo di arricchire la mia cultura tecnica in quanto sono un geometra e queste cose mi appasionano, nuovi materiali, nuove tecniche di costruzioni proponibili qui in italia con il vantaggio che non ci sono gli uragani. Secondo te troverei qualche strada da percorrere come geometra lì dalle tue parti per acquisire novità nel campo edile?

  12. Sancio said, on 23 marzo 2011 at 2:11 pm

    mmmmm…
    un camper è molto più robusto ed affidabile
    comunque un utilissimo articolo.
    Saluti
    Marco

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 marzo 2011 at 8:42 pm

      Forse il camper non e’ cosi’ robusto come le case americane, ma di poco!!

      Le case americane, piu’ le vedo in costruzione e piu’ mi affascinano per la loro semplicita’ di costruzione. Sembra che gli operai abbiano un foglietto di istruzioni, che seguono come farei io con la costruzione di modellini!

      Ciao Ezio

      • Andrea Pietroboni said, on 11 luglio 2011 at 1:58 pm

        ciao
        volevo sapere la seconda parte del progetto e quanto potrebbe costare una cosa del genere tolto il terreno in america?

      • quattrovecchiinamerica said, on 12 luglio 2011 at 8:05 pm

        Se vai negli articoli successivi a queelo da te letto, troverai la puntata successiva!

        Ciao Ezio

  13. Alessio said, on 5 luglio 2012 at 7:39 am

    Ciao, sono un ragazzino abbastanza giovane, ho un’età compresa fra i 10 e i 20 anni. Mi piacciono molto le case americane, perché sono proprio come le vorrei io. Vivere in America è sempre stato il mio sogno, ma i miei genitori non permettono di trasferirmi o andarci. Vorrei sapere se le case costano molto, ma anche come si vive in America, grazie.

    • quattrovecchiinamerica said, on 6 luglio 2012 at 12:32 pm

      CAro Alessio

      le case americane sono bellissime, anche se durano poco, rispetto alle nostre! Il costo naturalmente varia da Stato a Stato e da citta’ a citta’. AD Huntsville una villetta con garage, backyard la potevi pagare anche 200.000 $.

      PEr sapere come si vive in ameirca potresti leggere il blog e capirai che noi in Alabama siamo stati benissimo. MA le esperienze possono cambiare da persona a persoan e da posto in posto. IO comunque credo che si viva al 110 % meglio rispetto all’Italia.

      Il fatto che i tuoi genitori non ti facciano andare mi sembra comunque logico. ANdare li a vivere non e’ facile se non si ha un lavoro e se non si hanno delle spalle forti!

      Pero’ se vuoi veramente provare ad andraci prova con borse di STudio o dottorati di ricerca. E’ il primo passo per una green card!

      Una curiosita’ ma quanti hanni hai? LA forbice tre 10 e 20 anni mi ha molto incurisito!

      CIao Ezio

      • Alessio said, on 21 agosto 2012 at 1:54 am

        Ho 14 anni. Grazie per la risposta, magari un giorno riuscirò ad andare in America. Com’è stato il primo approccio con l’Americano, riuscivi a comunicare bene oppure avevi difficoltà?

      • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 3:14 am

        CAro Alessio

        l’approccio linguistico con gli americani e con la loro lingua e’ stato duro!

        E pensa che il mio inglese non era affatto male.

        Ma dopo un paio di mesi e parlando senza aver paura di sbagliare le ocse sono andate decisamente meglio.

        Pero’ se vuoi diventare bravo veramente devi non solo parlare ma studiare la grammatica, altrimenti il listening migliora decisamente, ma lo speaking (pur migliorando decisamente nella pronuncia) continua a risentire di errori grammaticali che si correggono solo con lo studio!

        I bambini invece si sono trovati meravigliosamente e parlano veramente un buon inglese!

        Ciao Ezio

      • Alessio said, on 21 agosto 2012 at 1:58 am

        Dimenticavo di nuovo, i tuoi figli si sono trovati bene?

  14. Alessio said, on 5 luglio 2012 at 7:40 am

    Dimentcavo, in quanto tempo si costruisce una casa?

  15. Domenico said, on 13 agosto 2012 at 8:43 am

    Bhe si vede tutto tranne la carpenteria egli assemblamenti del materiale legnaceo, che caratterizzano lo scheletro della casa. Io vorrei sfruttare terreni non edificabili per costruire un prefabbricato in legno mobile. Essendo che i non edificabili costano meno e una casa senza fondamenta e con ruote, verrebbe considerata una struttura mobile, il risparmio è notevole. Io sono un carpentiere, ma senza progetti non vado da nessuna parte. qualcuno sa dove posso trovare dei progetti di questo tipo?

  16. Tentoni Michele said, on 13 settembre 2012 at 11:49 am

    Perchè nelle zone a forte rischio tornado costruiscono tante case in legno? Non sarebbero più sicure in cemento?

    • quattrovecchiinamerica said, on 14 settembre 2012 at 2:28 am

      Ciao Michele

      le zone a forte rischio in USA sono moltissime ed occupano una parte notevole del loro territorio.

      Loro costruiscono case in legno, in quanto hanno la materia prima in abbondanza ed i carpentieri idem.

      Di certo basterebbe un rifugio interrato antitornado per salvarsi la vita almeno!

      Ma molti non se lo costruiscono anche se costa pochissimo (uno basic costa sui 3000 $).

      Misteri degli USA!

      Ciao Ezio

  17. gege said, on 9 novembre 2012 at 3:23 am

    ciao Ezio, ho trovato molto interessante
    tutto

    • quattrovecchiinamerica said, on 10 novembre 2012 at 1:42 am

      CIao Gege

      e grazie dell’interessamento!

      Ezio


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