4 vecchi in america

SEQUOIA NATIONAL PARK

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 4 agosto 2010

 

SEQUOIA NATIONAL PARK

 

Finita la nostra vacanza al mare Californiano, che ci ha riservato scorci di oceano, spiaggie e cittadine bellissime, ma senza sole, lasciamo le fresche coste della CA e ci spostiamo verso il centro-nord.

A meno di 450 Km da Carlsbad c’e’ Visalia, nostra prossima tappa, per due notti.

Abbiamo scelto Visalia, dato che e’ abbastanza vicina (1 ora circa) al Sequoia National Park.

Da quelle parti ci sono tre parchi da vedere: il Sequoia National Park, Kings Canyon e lo Yosemite Park.

Lo Yosemite, seppur bello e famoso era troppo a nord e lontano da Carlsbad, Kings Canyon troppo vicino ed allora abbiamo puntato sul Sequoia, di cui avevo letto molte positive recensioni!

Arriviamo il pomeriggio a Visalia, e dopo aver posato le valigie all’Hampton Inn (nuovo di zecca) e chiacchierato con la maneger nera dell’albergo (che aveva la chiacchiera facile!), siamo andati a mangiare a Thaoe Joe’s, nota bisteccheria del luogo.

Da notare che in questa zona non ci sono troppi “ristoranti catena” (tipo Macaroni Grill, Cracker Barrel …) ma ristoranti unici e “ristoranti catena” che non sono famosi in Alabama.

Il colmo che qui in montagna c’erano quasi 38 gradi con sole spaccapietre (gli spruzzi di acqua nebulizzata aiutavano molto a rinfrescarsi!), mente al mare faceva freddo!!

Abbiamo mangiato bene, anche se la cameriera sembrava svogliata pur essendo il ristorante quasi vuoto.

Ma era Giovedi’ sera!

La mattina ci mettiamo in macchina alle 10.00 e dopo aver visto questo strano pick up,

dirigiamo la nostra Chevy Malibu verso il Sequoia National Park.

Poco prima di arrivare a Three River, cittadina che segna l’entrata Sud del SNP (Sequoia National Park), ci fermiamo ad ammirare le acque blu cobalto del Lake Kaveah.

Il Lago e’ il terminale del Kaveah River, e’ li e’ stata costruita (nel 1962 ed ammodernata nel 2003) una diga (Terminus Dam), per salvaguardare la citta’ di Visalia, dalle inondazioni.

La diga ed il lago sono gestiti dal U.S. Corps of Army Engineers.

Ecco cosa si puo’ fare al lago:

boating, fishing, swimming, water-skiing, picnicking and camping are favorite lake activities. A boat launch area is located at Lemon hill. The marina rents patio boats, fishing boats and wave runners at daily, half-day and hourly rates. Fishing tackle, bait, snacks, ice and gas are also available at the marina convenience store.

Caratteristiche sono le barche a fondo piatto, che si possono affitare nel lago.

Sembrano finte e fatte con il lego!!

Dopo le foto di rito davanti al lago-diga,

passati pochi Km arriviamo all’entrata Sud del SNP (Foothill Visitor Center).

Paghiamo l’entrata (20$) ed iniziamo l’ascesa verso le sequoie giganti.

Come si vede dalla piantina, dopo qualche Km dall’entrata la strada subito da piatta e dritta, diventa tortuosa, lenta e pendente.

Dopo aver visto il tunnel rock, propio vicino all’entrata (non eccitante),

facciamo mezz’ora di strada tortuosa di montagna e ci dobbiamo fermare per 15 minuti, dato che un pezzo di strada e’ in costruzione e si viaggia a senso unico alternato.

Paolo approfitta per giocare a Leapster,

mentre  Sara si prende un bastone anti serpenti,

che qui sembrano essere presenti in abbondanza!

Ecco un rattle snake in esposizione, per fortuna!

Non mancano neanche gli orsi!

Infatti prima di entrare ci sono cartelli come questi

che dicendo solo di rallentare a causa di animali selvatici, ti ricordano invece di stare attenti agli orsi, che siamo nel loro territorio e che non bisogna tenere il mangiare o le cose dolci negli zaini, nelle borse ed in macchina.

Questi sotto sono i cestini dell’immondizia che si trovano nel parco.

Come si vede per aprirli bisogna metterci tuta la mano dentro e gli orsi non ce la fanno ad arrivare fino in fondo per aprirli corrrettamente!!

Per stoccare alimentari bisogna usare dei contenitori a prova di olfatto di orso (bear proof containers), perche’ altrimenti gli orsi riescono a sentire gli odori, anche da lontano, e non hanno nessuna paura ad avvicinarsi agli uomini.

Come dargli torto, vista la loro mole (la lunghezza si aggira intorno ai 2,50 metri, ma può raggiungere anche i 3 metri. Il peso invece si aggira fra i 400 e i 500 chilogrammi, ma può arrivare anche agli 800. Ha delle unghie che possono essere lunghe anche 15 centimetri) rispetto a noi umani!!

Ed un incontro ravvicinato con un orso bruno, grigio o biano che sia, non sempre si puo’ raccontare!

Per questo noi abbiamo avvolto i panini (dato che nel parco i ristoranti sono pochissimi e sparsi in un area vasta) in + strati di carta argentata, racchiusi in ziplock, e lasciati nel portabagagli!!

E’ di qualche giorno fa la notizia che al parco di Yellostone una famiglia (di umani!) e’ stata attaccata da un Grizzly!!

Per fortuna solo ferite e tanto spavento!!!

Ho dato uno sguardo (a vacanza finita!) sul numero di attacchi di orsi (divisi in neri, grigi, marroni e bianchi) agli uomini nel Nord America e mi sono spaventato!

Guardate quanti ce ne sono stati a questo link!

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_fatal_bear_attacks_in_North_America

Naturalmente non bisogna spaventarsi piu’ di tanto, basta seguire le regole che i ranger danno sui depliant all’ingresso del parco, e sperare di essere fortunati!!

Dopo circa 40 minuti di salita e di vegetazione normale, ecco che di colpo si presentano due alberi altissimi, che segnano l’inizio della Giant Forrest.

La foto di sopra e’ la parte superiore degli alberi e quella sotto e’ la parte inferiore!

Il paesaggio cambia radicalmente, il cielo si vede a fatica, il verde e’ accecante e gli alberi crescono in circonferenza ed altezza!!

Questa bella macchina d’epoca,

ci ha fatto compagnia per svariate ore nel parco, dato che siamo entrati insieme e ci siamo fermati spesso insieme in vari punti scenici!

Guardate quanto e’ grande questa mega sequoia accartocciata sul terreno, rispetto a noi

ed alla macchina d’epoca!

Altro classico punto dove i turisti si fermano per fare le foto, e’ il tunnel log.

Un’altra sequoia cascata, nella quale hanno scavato un passaggio per le machine (denominato tunnel log)!

Mentre ci dirigiamo verso Moro Rock, incontriamo varie zone di foreste che si erano autoaccese, a causa del caldo!!

E dato che la strada verso Moro Rock era senza uscita (cioe’ per tornare indietro si doveva passare per forza sulla la stessa strada, in fase di autoacensione)e che c’erano molti mezzi di pompieri intenti a spegnere vari focolari (wild fires), ci abbiamo pensato un po’ prima di andare a Moro Rock!

Ma naturalmente ci siamo andati!

Ed abbiamo fatto bene!

L’ascesa alla vetta (2050 metri) e’ irta e piena di gradini,

ma valeva la pena sforzarsi, dato che la vista lungo la salita

 (in fondo in fondo c’era l’entrata del parco!)

ed in cima  al Moro Rock era assolutamente fantastica!

Ecco i bimbi ai loro primi a 2050 m!!!!

A testimonianza che gli americani vanno dappertutto, ecco la foto di una signora che porta il suo bambino piccolo nello zaino speciale!!

Dopo essere scesi alla base del Moro Rock, mangiamo qualche panino e ci sbrighiamo, dato che si stava facendo tardi, a prendere la strada per il General Sherman Tree, l’albero simbolo del parco!!

Per arrivare all’albero si parcheggia la macchina e si fa una strada in discesa di 15 minuti circa.

Arrivati all’albero mi accorgo di aver dimenticato la macchina fotografica in macchina, ed allora  faccio delle foto con la telecamera, sulla cui qualita’ lascio decidere a voi!!

A parte le foto, l’albero e’ impressionante sia in altezza (84 metri), che in circonferenza a livello terreno (31 metri).

Sembra che sia l’albero piu’ grande al mondo

ed e’ circondato da alberi altrettanto alti, alcuni dei quali alti piu’ di 50 metri!!

Tornando verso la macchina Paolo e Sara ingaggiano una lotta impari con una sequoia cascata a terra, prima da soli,

poi unendo le loro forze!

Di cose da vedere ce ne erano tante, ma si erano gia’ fatte le 6.00 PM, avevamo fame (dato che per paura degli orsi avevamo portato poco da mangiare!) e la strada del ritorno era lunga (almeno un’ora e mezza senza traffico). Ed allora decidiamo di tornare indietro a Visalia.

Al ritorno ho sperimentato il cambio manuale al volante, come nelle macchine da Formula Uno!!

Questo perche’ la discesa era lunga (almeno mezz’ora di discesa forte con tornanti da Mortirolo) e pendente.

E senza cambio manuale, i freni in poco tempo si sarebbero usuraticon rischio di frenata lunga e poco precisa. E questo in montagna non e’ augurabile a nessuno!!

Il cambio manuale al volante e’ facile e simpatico da usare!

Tutte le macchine dovrebbero averlo, come dotazione aggiuntiva al cambio automatico.

Mi domando come mai ancora in Italia si producano ancora macchine con cambio manuale non al volante e senza cambio automatico!!

Dopo cena abbiamo preparato le valigie (per fortuna per la penultima volta durante queste vacanze!!), per la nostra ultima meta del viaggio: San Francisco!!

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2 Risposte

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  1. stefania said, on 7 settembre 2010 at 2:39 am

    Hy Ezio,
    this pictures are outstansding,the landscape
    is breathtaking,and The General Sherman Tree is
    fantastic
    bye Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 7 settembre 2010 at 8:12 am

      Stefania SQN is absolutely fantastic! Everythins was so natural and far from the cities. Only mountains, trees and bears!! With some snakes. Ciao Ezio


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