4 vecchi in america

A VOLTE SI RIPRESENTA!!

Posted in Attivita' bambini, Attivita' Ezio e Stefy, Varie by quattrovecchiinamerica on 10 agosto 2012

A VOLTE SI RIPRESENTA!!

Dopo 3 anni di vita a stelle e striscie, in cui abbiamo fatto di sicuro una esperienza di vita unica, ecco che verso la fine di Agosto il momento “tanto NON atteso” si è ripresentato: il momento di ritraslocare in Italia!

A dire il vero in questi anni non abbiamo mai pensato a questo momento, tanto ci sembrava lontano, ma come tutte le belle esperienze anche questa sta per finire!

E come quando eravamo arrivati a Luglio del 2008, anche questa volta quando il furgone dei traslochi è arrivato sotto casa nostra io ero pronto per fotografarlo Stefania dice che sono malato di fotografia, e dorse è vero)!

Quel giorno si sono presentati due signori di New Orleans (distante 440 miglia e 7 ore di macchina da HSV!) per fare un sopralluogo e per portare degli scatoloni vuoti, da utilizzare nei giorni successivi per imballare tutto.

Non vi nascondo che durante i giorni del trasloco l’amarezza era nell’aria e Paolo, quasi a confermare che non voleva farsi portare via le cose a cui teneva di più, aveva fatto questo biglietto per non farsi portare via la scaletta!

I ragazzi erano diventati assoluti padroni della casa, dato che il caos era totale e loro nel casino ci sguazzano benissimo!

Qui sotto stavano preparando la scatola dei loro DVD americani.

In secondo piano della foto di sotto i graffiti, di loro produzione, con cui avevano tappezzato tutta la casa!

La preparazione del trasloco è stata lunga e laboriosa, infatti gli amici di New Orleans sono venuti per due giorni consecutivi ed hanno impacchettato tutta la casa.

La difficoltà grossa è stata di duplice ordine.

Prima di tutto dovevo dividere le cose da portare con mezzo aereo (fino ad un totale di circa 1000 Kg) e poi quella via nave, fino ad un massimo di un tot di quintali.

In secondo ordine dovevo controllare/coordinare 5 operai dagli accenti piu’ diversi e lontani dall’english standard (c’era un indiano, due di New Orleans un messicano ed un puro Alabamiano), che peraltro lavoravano in tutte le stanze contemporaneamente e pure nel garage!

Insomma il primo giorno mi sono stressato molto e loro comunque hanno impacchettato molta parte della casa.

Ecco la camera da pranzo,

la camera da letto,

la sala da pranzo,

che erano al limite della praticabilità!

Una volta che verso le 6.00 PM gli operai se ne andavano, noi uscivamo per rilassarci un pochettino, approfittando per fare delle compere nei nostri negozi preferiti.

Qui eravamo di fronte al PX (grande mall all’interno dell’Arsenale).

Qui sotto Paolo e Sara che passeggiavano, mano nella mano, nella sezione TV.

Per la gioia di Stefania, non potevamo non andare a TJ max, luogo di piacere delle signore di HSV!

E dato che la cucina era diventata impraticabile, ci siamo diretti, passando su una delle tipiche strade ondulate di HSV,

verso una famosa pizzeria: the Famous Joe’s pizzeria!

A mio avviso una delle migliori pizzerie dei HSV.

Il secondo giorno i ragazzi del trasloco hanno dato fondo a tutta la loro perizia per finire l’imballaggio delle nostre cose!

Ogni tanto facevo qualche foto ad i collegamenti del TV, con il PC e con la Wii per poterli rifare a Roma senza sbagliare!

Qui i ragazzi si godevano la TV, prima che venisse incartata!

La TV sopra la passapanca inpacchettata!

Ed alla fine della giornata ecco la camera dei bambini off limits, data che era piena di pacchi, cosi’ come il garage e la camera da pranzo!

Il terzo giorno si sono presentati con due camion.

Il primo guidato da un indiano, che è entrato alle 9.00 AM nella cabina del camion e ne è uscito solo alle 6.00 PM a carico finito (come tutte le cose americane standardizzate, lui aveva il compito di guidare il camino e non di caricare e lui lo ha rispettato)!!

Questo era il container, destinato al trasporto via nave.

Il tempo di mettere due “inviti” sul pianale del container

e vai con il carico!

Quei giorni era caldissimo e caricare non è stato il momento più bello della vita di questi simpatici operai!

Questo sotto invece era il camion che ha ospitato i pacchi da trasportare via aereo (circa 1000 Kg che in teoria dovrebbero arrivare ad un mese dalla partenza).

Alla fine della giornata, con la casa vuota e desolata non ci restava altro che buttarci in qualche mall per spendere gli utlimi soldi e per mangiare qualche cosa.

Dopo cena siamo rientrati a casa e la visione della casa con  pochissimi mobili presenti (c’erano solo quei pochi che avremmo venduto nei giorni precedenti la partenza) era di una tristezza infinita!

Gli unici che erano felici erano Paolo e Sara (cosi’ come all’arrivo nella casa a Luglio 2008).

Infatti si erano impadroniti toalmente della casa vuota ed hanno girato vari filmini, che vi ripropongo in versione integrale, per la vostra gioia!

IL primo e’ intitolato “get them all” e la trama e’ semplice: Paolo e Sara che saltano sul loro letto ad aria, facendosi rimbalzare sul letto!

http://youtu.be/Oc-NlbdYw8g

Questo due link di seguito sono stati fatti autonomamente dai bambini, che come dicevo sopra, si erano impadroniti della casa!

http://youtu.be/BqjEryvPR_E

Notate la desolazione della casa vuota e gli scatoloni dove era piazzato il TV!

http://youtu.be/EMkJpOjUps8

Per dormire avevamo lasciato i letti ad aria, sui quali avevamo dormito a Luglio del 2008, mentre aspettavamo il trasloco dall’Italia!

In conclusione mancavano 3 giorni alla partenza ed eravamo ritornati come 3 anni prima:una casa vuota e triste.

Ma se nel 2008 c’era la voglia di iniziare una nuova vita, di conoscere un nuovo mondo, nuove persone, nuovo cibo e nuovo modo di vivere, ora c’era la consapevolezza che si stava concludendo una esperienza  meravigliosa, ma sopratutto che stavamo andando incontro ad inevitabili problemi di “riadattamento” al nostro rientro in Italia!

Ma fedele a ciò che avevo scritto nei primi giorni del blog, niente spazio al sentimentalismi, anche se vi assicuro che il griogiore si sentiva nell’anima!

Sembrava impossibile che questa avventura stesse per finire.

Ma ancora ci restavano 3 giorni per vendere tutto cio’ che ci era rimasto, macchine comprese, per salutare gli amici ed organizarci per il viaggio di rientro!

26 Risposte

Iscriviti ai commenti con RSS .

  1. Alfredo De Rosa said, on 13 agosto 2012 at 12:50 am

    Scarica il container e resta dove sei. Forse i ragazzi cresceranno meglio.

    • quattrovecchiinamerica said, on 13 agosto 2012 at 4:33 am

      Caro Alfredo

      purtroppo il container e’ già stato scaricato a Roma, da tempo (infatti il trasloco lo abbiamo effettuato tra Agosto e Settembre, ma del 2011. A causa del poco tempo a disposizione il blog si e’ sfasato di quasi un anno!!!).

      Ma cio’ che dici e’ assolutamente vero. Infatti io da quando sono tornato, non faccio altro che rimpiangere la vita tranquilla e senza pensieri che facevamo in USA!

      Ma resta l’esperienza fantastica fatta, che non si puo’ cancellare!

      CIao Ezio

    • dario said, on 9 dicembre 2012 at 5:25 pm

      Già…

  2. Stefano said, on 13 agosto 2012 at 5:19 am

    Caro Ezio
    traspare moltissimo, guardando queste foto ed altre che hai inserito nel blog, quale vita tranquilla e senza pensieri, come dici tu, si viveva negli states.
    Dalle foto della tua residenza americana sembra di vedere un residence di vacanza (piscina club house ecc) piuttosto che un condominio.
    Ambiente pulito, prati e marciapiedi curati.
    Una cosa non mi torna a proposito di vita tranquilla e senza pensieri. Dalle voci che sento sugli americani deduco che essi lavorano moltissimo, hanno meno ferie rispetto a noi e quindi mi immagino una vita molto frenetica e con poco tempo a disposizione. Tu invece hai sempre sostenuto che qui in italia non hai più il tempo che avevi in america per fare cose extra lavoro. Come mai?

    • quattrovecchiinamerica said, on 13 agosto 2012 at 8:52 am

      Caro Stefano

      per quanto riguarda le subdivision, la nostra era bella, ma la maggiorparte di quelle che ho visto io erano simili! Quindi nulla di strano nel fatto che una volta tornati a casa ci sia la tranquillità e l’ordine. Non so se ti ricordi, ma qualche volta avevo parlato di neighborhood watch. QUesto vuol dire che tutta la subdivision si cura dell’aspetto estetico e di sicurezza dell’area. Quindi sarà ben difficile trovare qualcuno che sporca o che fa casino. E se accade il tuo vicino non esisterà un minuto a chiamare la polizia per far rispettare il regolamento della subdivision!

      Per quanto riguarda le ferie , non credo che ne abbiano tante di meno di noi. E questo cambia naturalmente da lavoro a lavoro.

      Generalmente attaccano a lavorare presto (anche alle 6.30 nel mio building e finiscono relativamente presto (dalle 4.30 PM alle 5.30 PM). Ma a differenza nostra arrivano a casa in un baleno, parcheggiano la macchina in un baleno e non trovano quasi mai fila per le varie attività giornaliere (palestra, che spesso e’ nell’ufficio, supermercato, banche ………..).

      Quindi capisci bene come mai tutto mi sembra frentico e senza regole in Italia!

      Ti sembra normale che quando un giudice chiude una fabbrica percheè eè da 30 anni che uccide gli abitanti limitrofi, il governo si batte per non farla chiudere (ILVA di Taranto)? Doveva essere messa in regola 30 anni orsono!

      Ti sembra normale che la Windjet vende biglietti INUTILI per 400.000 Euro e fallisce? E chi aveva i biglietti deve pagare un surplus 100 Euro e piu’) per non farli diventare carta straccia?

      Ti sembra normale che il Napoli perda una partita di calcio e non si presenti alla premiazione (sotto giochi olimpici , dove ci hanno inculcato l’idea che si gioca, si perde o si vince, ma alla fine della partita tutti sono felici, non si pensa che l’arbitro abbia falsato le partite, non si fanno polemiche strili ed inutili.
      Insomma lo sport deve essere una guerra durante la partita, ma alla fine terzo tempo e tutti a bere una birra insieme (non da noi purtoppo, telecornisti per primi ad incitare al biscotto od alla combine anti italia!=.

      Ti sembra normale che Fini paghi 90.000 Euro per la sua scorta, mentre lui e’ al mare in Toscana??!!

      E di esempi del genere ne sentiamo ogni giorno a centinaia, ma ce li scordiamo.

      Ieri per esempio ho visto per la prima volta la ricostruzione scientifica di che cosa era successo alla Costa concordia, da un canale scientifico straniero.
      In tutti questi mesi i giornalisti italiani ci hanno sempre fatto credere un sacco dicazzate su quello che era success. E solo ieri devo scoprire che la nave si era incagliata per una serie di coincidenze fortunate??!!

      Ieri ho visto la Reggia di CArditello devastata dai vandali , messa all’asta al miglior offerente, probabilmente mafioso, senza che lo Stato facesse qualche cosa per salvaguardare opere di cotanto splendore!

      Insomma uno schifo totale.

      Ma il bello e’ che lo vediamo tutti i giorni, lo tocchiamo con mano quotidianamente, ma non riusciamo mai a cambiare abitudini (sia di comportamento che di voto)!

      Con questo non dico che gli italiani siano da buttare nel cesso e non voglio generalizzare, ma stiamo andando su una china che per i nostri figli non e’ per niente bella.
      probabilmente in due generazioni o tre potremmo risollevare il Paese, ma ci credo poco!

      Un abbraccio Ezio

  3. enrico said, on 13 agosto 2012 at 2:35 pm

    Dopo quello che sento succedere negli Usa negli ultimi mesi (Denver, due giorni fa a New York freddato una persona praticamente inerme e stasera altra sparatoria in un campus in Texas, senza tralasciare il minorato mentale finito ucciso barbaramente sempre in Texas) preferisco di gran lunga il “casino” italico. Forse non avremo l’ordine americano, che spesso mi sembra gran finzione, ma almeno posso sentirmi libero di esprimere me stesso senza il timore di finire “male”. Oltretutto per me è inconcepibile che in un paese occidentale viga ancora la pena di morte, non dimentichiamo che al mondo solo paesi dittatoriali o simili hanno la pena capitale e non dimentichiamo che il primo stato al mondo ad eliminare questo crimine è stato a fine ’700 il gran ducato di toscana seguito pochi anni dopo dall’Olanda. Trovo che questo sia il vero modo per misurare la civiltà di un popolo e non l’ordine dei quartieri…senza nessuna polemica,
    Enrico.

    • quattrovecchiinamerica said, on 13 agosto 2012 at 3:58 pm

      CAro Enrico ho letto i tuoi commenti ora e li trovo un punto di vista interessante. Scusami se ti rispondero’ con calma, ma questa sera sto facendo le valigie e domani mattina presto parto. TI faro’ sapere le mie sensazioni presto. Ciao e grazie per il tuo punto di vista, anche se notevolmente diverso dal mio!

      CIao Ezio

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 1:25 am

      CAro Enrico

      come promesso, anche se dopo molto tempo, ti rispondo.

      Ho letto attentamente i tuoi due commenti e di seguito ti riporto il mio pensiero.

      Io ho vissuto per 3 anni e qualche mese in USA e ti assicuro che la sensazione di “tranquillità” che abbiamo sentito li qui non si respira.
      Per tranquillità intendo vari aspetti della vita quotidiana che qui in Italia stiamo purtroppo dimenticando.

      Te ne elenco alcuni di questi aspetti che mi fanno pensare fortemente che li si vive meglio al 100% rispetto all’Italia:

      educazione civica, ben presente e radicata nei cittadini americani (probabilmente non perchè loro sono migliori di noi, ma perchè a scuola e nelle famiglie ai bambini si insegna ad amare la patria, la bandiera le forze armate ed il loro paese, prima di ogni cosa);

      educazione stradale, che da noi è un puro e mero ricordo (se vieni a guidare a Roma od in altre grandi città ti accorgerai che non mento!);

      organizzazione delle cose publiche (per esempio dopo il tornado dell’Aprile 2011, il giorno dopo, con la città senza luce, acqua gas internet, telefono, benzina e generi alimentari, erano presenti con tendoni nella città gazebo delle assicurazioni, che permettevano a chi aveva subito dei danni alle case di fare un claim per avere i soldi dall’assicurazione!! per non parlare della solidarietà delle persone normali, che andavano per conto proprio ad aiutare le persone bisognose a centinaia di Miglia da casa)

      assoluta assenza di “burocrazia”, a paragone con l’Italia (tutte le pratiche quotidiane sono veloci semplici e senza cavilli a favora delle società e contro i customer! Per esempio al mio arrivo in USA io ho attivato tutte le utenze domestiche + internet + tv via cavo in 2 giorni tramite telefono!!);

      città costruite per la vita familiare (tutte le attività della famiglia, dallo sport alla scuola, passando per i divertimento sono semplici da fruire, pulite e con prezzi molto piu’ bassi rispetto all’Italia);

      prezzi medi di “tutto” piu’ basso del 30-40 % rispetto all’Italia (con qualità identica se non maggiore);

      negozi aperti SEMPRE (non esistono domeniche e festività per la maggiorparte dei negozi. Pensa che Walmart è aperto 24/24 tutti i gironi tranne Natale e Thanksgiving!);

      dottori e cliniche che finzionano come un orologio (avere appuntamenti e referti è cosa di giorni non di mesi od anni come da noi. Quando si entra in clinica la cortesia e la professionalità e’ d’obbligo);

      potrei continuare per molto ma non vogli essere ripetitivo, infatti nel blog ho esaltato spesso le qualità della vita americana.

      Nn ti nego che anche qui le pecche esistono, come ad esempio le sparatorie e la paura di incappare in guai giudiziare, ma io credo che se ci si comporta bene, non ci sono grossi rischi di incappare in problemi tipo “mio cugino Vincenzo”:

      Ciao Ezio

  4. enrico said, on 13 agosto 2012 at 3:49 pm

    E questi sarebbero i tanto civili Stati Uniti d’America???
    “In America ci sono più di 2.250.000 persone in prigione. 726 galeotti ogni 100.000 abitanti, uno ogni 138 americani: il record mondiale d’imprigionamento.

    100.00 detenuti sono in isolamento. 128.00 sono ergastolani. 100.00 i minorenni in riformatorio e 15.000 nelle prigioni per adulti. Il Michigan da solo ha 300 minorenni condannati all’ergastolo senza possibilità di rilascio anticipato.
    Dei 700.000 che si trovano nelle prigioni locali 400.000 sono, più che in attesa di giudizio, in attesa d’avvocato. Aspettano, anche per anni, che qualcuno si degni di trovargli uno straccio di difensore d’ufficio.

    Le persone in libertà vigilata sono 4.800.000 e a questi occorre aggiungere 5 milioni di ex detenuti che hanno perso il diritto di voto. Trent’anni fa, nelle carceri federali e statali, c’erano 200.00 detenuti, oggi sono 1.400.000: il più grande esperimento di imprigionamento di massa dai tempi di Stalin.

    Metà dei detenuti sono afro-americani. Se il tasso d’incarcerazione per i bianchi è di 393 per 100.000, per i neri è 2.531. Se poi si considerano solo i maschi il tasso per i bianchi sale a 717, mentre per i neri arriva a 4.919, ma in molti Stati supera abbondantemente quota 10.000. Non stupisce quindi che in un quarto degli USA il 10% dei maschi neri adulti sia in galera. Questo si spiega perché, pur essendo il 13% dei drogati, i neri sono il 35% degli arrestati per possesso di droga, il 55% dei processati per questo reato e il 75% di quelli che stanno scontando una pena per questo delitto.

    Un terzo dei ventenni di colore è in prigione o in libertà vigilata e per i giovani neri passare un certo periodo di tempo in prigione è diventato un “rito di passaggio”, come lo era per noi fare il servizio militare. Il loro tasso d’incarcerazione è di 12.603 per centomila, mentre per i loro coetanei bianchi è di 1.666.

    La metà dei delitti non è denunciata, eppure ogni giorno le carceri della Contea di Los Angeles accolgono 6.000 nuovi detenuti e ogni anno le 18.000 polizie americane arrestano almeno 13.700.000 persone (ma più probabilmente sono 15 milioni). Circa 2.200.000 sono minorenni: almeno 500.000 sotto i 15 anni, 120.000 fra i 10 e i 12 e 20.000 sotto i 10. Sono stati arrestati bambini di meno di 6 anni.

    Le esecuzioni sono state quasi mille e nel braccio della morte ci sono circa 3.400 persone fra cui alcuni innocenti e molti pazzi. Il Texas ha fatto un terzo delle esecuzioni, 152 sotto l’attuale presidente George Bush. 121 innocenti sono stati rilasciati e non sappiamo quanti siano stati uccisi, ma, vista la scarsa qualità dei processi americani, devono essere stati molti.

    L’ex governatore dell’Illinois George Ryan ha detto che il sistema giudiziario americano non è in grado di stabilire chi è innocente, chi è colpevole e nemmeno il grado di colpevolezza. Ha ragione. La giustizia americana funziona solo perché non fa i processi, non fa gli appelli e non motiva le sentenze. Più del 90% delle condanne per crimini gravi è ottenuto grazie al patteggiamento. Lo stesso avviene per il 56% delle condanne per omicidio preterintenzionale e volontario. La gran parte dei piccoli reati sono sbrogliati in meno di un minuto da tribunali locali, in cui la presenza dell’avvocato difensore non è prevista e spesso nemmeno consentita.

    I processi, quando si fanno, sono caratterizzati da una grande sommarietà e dalle scarse garanzie che sono concesse agli imputati poveri, cui sono forniti avvocati incompetenti, quando non ubriachi, drogati e addormentati. Le condanne sono spesso ottenute grazie a confessioni estorte a suon di botte, a pentiti fasulli, testimoni bugiardi e a referti di laboratori compiacenti. I Procuratori non si fanno scrupolo di mentire e di far sparire prove favorevoli alla difesa: tanto non gli succede nulla.
    L’appello (nei rari casi in cui è accolto) ha templi biblici e non prevede la libertà provvisoria del condannato, così che il Parlamento del Texas ha dovuto fare una legge apposita per mettere in libertà i 13 innocenti della “strage di Tulia”. Le condizioni carcerarie sono normalmente orribili e spesso atroci, tanto che una prigione della Georgia è stata definita da un giudice federale “una nave di schiavi”. In questo immenso gulag i suicidi, le violenze e gli stupri sono innumerevoli.

    E’ piuttosto raro che i giornali si interessino di pena capitale americana. La stragrande maggioranza delle uccisioni effettuate dagli Stati Uniti d’America passa sotto silenzio. Ma non fu così per Donald Gaskins: i quotidiani di tutto il mondo parlarono della sua esecuzione avvenuta in Sud Carolina il 6 settembre del 1991.

    Gaskins non era uno dei tanti possibili innocenti ammazzati dalla giustizia americana. Non era un poveraccio, un minorenne, un pazzo o un nero linciato da una giuria di bianchi. Gaskins era un feroce assassino come pochi se ne sono visti nelle carceri Usa, ma era il primo bianco, dal 1944, ad essere “giustiziato” per l’uccisione di un nero.
    Un fatto del genere è estremamente raro negli “States”. In Texas non è mai accaduto e in Sud Carolina non accadeva dal 1880.

    Anche le circostanze del suo crimine erano eccezionali. Gaskins, che stava scontando nove ergastoli consecutivi per l’uccisione di nove bianchi, fu avvicinato dal figlio della vittima di un altro carcerato, il nero Rudolph Tyner, e convinto a ucciderlo dietro compenso.

    In questi anni altri 11 bianchi sono stati “giustiziati” per l’assassinio di un nero, mentre 202 sono stati i neri uccisi per l’omicidio di un bianco (un quarto condannato da giurie di soli bianchi). Su un totale di quasi 1.000 esecuzioni l’80 per cento riguarda omicidi di bianchi, anche se in America il 50 per cento delle vittime degli omicidi è nero.
    Dal tempo in cui gli Stati Uniti erano delle colonie, sono una ventina, su quasi 20.000 esecuzioni legali, i bianchi “giustiziati” per l’uccisione di un nero. Il totale sale a 30 se si contano anche i 10 bianchi uccisi perché avevano distrutto la proprietà di un bianco: avevano cioè ammazzato uno schiavo.

    Dott. Claudio Giusti”

    Enrico

    • Stefano said, on 16 agosto 2012 at 4:01 am

      In attesa che risponda Ezio riporto questa semplice considerazione. Tutto quello che ha scritto Enrico è senz altro vero, ma è altrettanto vero che gli americani in pochi anni sono passati da non far sedere i black people negli autobus ad eleggere uno di loro presidente degli Stati Uniti. Credo che con i pregiudizi italici non basterebbero 300 anni.

      • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 3:09 am

        CAro Stefano

        non posso essere che d’accordo con te, ma la mia sensazione che la vera integrazione neri-bianchi, sia lontana da venire! Infatti in Alabama e probabilmente anche in altri Stati i neri si sentono ancora “un’altra cosa” rispetto ad i bianchi.

        Ne ho avuto la sensazione spesso parlando con gli afroamericani dell’Alabama.

        Ciao Ezio

      • Valentina said, on 16 novembre 2012 at 2:24 am

        …secondo me se ci sono quei dati è perchè la GIUSTIZIA FUNZIONA per chi commette reati! ..e qui in Italia?!? non mi pare proprio!! in quanti fanno barba alla giustizia a partire dai”nostri”politici?!? gli Americani saranno anche esagerati ma almeno le regole le fanno rispettare!

      • quattrovecchiinamerica said, on 19 novembre 2012 at 4:16 pm

        d’accordo con te al 100 %!

  5. Stefano said, on 16 agosto 2012 at 5:41 am

    Ciao Ezio
    volevo chiederti, se non sono indiscreto, quanto hai speso per organizzare un trasloco simile? Ed ancora:
    c’è stato un passaggio di testimone come avvenne tre anni fa con Piero Lo Conte?

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 3:11 am

      CAro Stefano

      il trasloco non so esattamente quanto sia costato, ma non credo meno di 10.000 Euro. Devi pensare che abbiamo fatto due traslochi, uno via mare (il + “pesante”) ed uno via terra (di 1000 Kg circa).

      Il posto mio è stato preso da un altro mio collega, che diversamente da me e da Piero è un single.

      Se lui facesse un blog avremmo punti di vista sugli States probabilmente diversi da quelli miei e di Piero!
      Ciao Ezio

  6. pennagialla said, on 22 agosto 2012 at 9:09 am

    Uffa. Spiace pure a me che ve ne siate andati. Adesso ti tocca farti spedire di nuovo al’estero per poter continuare i tuoi bellissimi post !!!

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 3:15 am

      CAro Pennagialla

      spero che il tuo sia un desiderio che si avveri presto!

      Continua a seguirci

      Ezio

  7. Daniele Maggi (@maggi_daniele) said, on 23 agosto 2012 at 4:11 am

    Sono passato per caso da queste parti un pò di tempo fa.
    Mi sono letto i primi articoli che hai scritto nel luglio 2008 e poi a seguire…
    L’argomento discusso in questo post dal mio punto di vista sembra molto interessante visto che in questo periodo in cui le cose in Italia (ma anche nella maggior parte degli altri paesi non è diverso) non vadano molto bene.
    Quando ci sono dei problemi di fondo le persone tendono sempre a condannare che sbaglia. Il nostro problema è che non sappiamo mai chi è il vero colpevole.
    Diamo sempre la colpa alle persone che ci governano, che dovrebbero rappresentarci. Forse a rigor di logica sarebbe anche giusto così… ma nella realtà è solo un modo per poter scaricare le colpe sempre su altri.
    Io sono dell’idea che tutti gli italiani sono colpevoli della situazione a cui siamo arrivati.
    Sfido chiunque a contraddirmi se non sono vere queste affermazioni:

    Chi non ha mai buttato una carta/gomma dal finestrino della macchina?
    Chi ha sempre chiesto lo scontrino al commerciante di turno?
    Chi non ha ma approfittato del fatto che se l’idraulico non ti fa la fattura spendi qualcosa in meno?
    Chi ha mai denunciato una persona che ha evaso il fisco e viaggia con il SUV?

    Sarebbe tante le domande a cui la risposta è sempre: SI! CE L’HO!

    Per poter cambiare in Italia serve la volontà di tutti… forse ha detto bene Ezio che fra 2/3 generazioni sarà possibile invertire questa rotta… ma bisogna che tutti si vada in verso l’unica direzione possibile… quella della correttezza e lealtà verso ognuno di noi.

    La cosa che però non ho ancora capito è che lavoro faccia il nostro amministratore del blog :-)
    Però una domanda la volevo porre: saresti andato in America di tua spontanea volontà… nel senso avresti preso la famiglia e saresti volato lontano senza avere un lavoro sicuro???
    Sai si fa presto a cambiare vita ma con la certezza che lì per 3 anni il lavoro non mancherà di sicuro… anzi forse si andrà a stare meglio.

    Saluti.

    Daniele

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 3:18 am

      Caro DAniele

      ti svelo il mistero (che poi mistero non è!): io sono un ingegnere dell’Esercito ITaliano del Corpo degli Ingegneri, specializzato in armi e munizioni.

      Ed il mio mandato era triennale.

      Di certo andare in USA senza la certezza di un lavoro non solo non è facile, ma anche impossibile!
      Infatti per avere la possibilità di avere la carta verde, devi avere in anticipo il lavoro in USA!!

      Per tornare alla tua domanda, se avessi la necessità di emigrare comunque sceglierei prima l’Australia epoi gli States!

      Ciao Ezio

      • Daniele Maggi (@maggi_daniele) said, on 5 ottobre 2012 at 1:51 am

        Purtroppo, e dico purtroppo anche io sono un Ingegnere, non dell’Esercito Italiano però.
        Dico purtroppo perché sinceramente era meglio fare altro, ritornare ai vecchi lavori di un tempo.
        Per quanto riguarda la scelta della location, io credo che Australia/States o altri Stati sarebbero comunque la stessa cosa, con gli stessi problemi, i soliti pensieri.

        ps. non te ne avere male di quello che scrivo ora ma io proprio non condivido chi lavora nel campo dell’Esercito Italiano, inoltre specializzato in armi/munizioni… da buon studente ho fatto obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio, com’è giusto che sia a mio parere.
        Comperare caccia bombardieri, spendere miliardi di euro per armi o finanziare e mantenere persone hanno un costo elevatissimo che non ha senso, tutti soldi tolti alla comunità.
        A noi italiani la spesa militare costa ben 2 miliardi di euro al mese? Per cosa poi?
        In America addirittura la spesa ammonta a 663.255.000.000 usd, una vera vergogna.

        Con questo vorrei porti una domanda: sei contento di lavorare in quell’ambiente?

      • quattrovecchiinamerica said, on 6 ottobre 2012 at 8:48 am

        CAro DAniele

        e’ naturale che rispetto il tuo parere e comunque parlare di questi delicati argomenti in modo cosi’ “open” su internet non e’ facile.

        TI posso pero’ dire che a me il mio lavoro piace, ed anche se si lavora con cose poco simpatiche, dal punto di vista ingegneristico ci sono spunti veramente interessanti.

        PEr quanto riguardo la possibilita’ che vengano utilizzate ,le munizioni, ti dico che noi italiani se le usiamo e’ sempre per difesa e mai in attacco. E se non le avessimo la nostra patria non potrebbe essere difesa (e neanche le casue dei piu’ deboli).
        Inoltre l’industria bellica da da mangiare a tantissime famiglie che in caso di dismissione (impossibile in pratica, a meno che non si faccia un ragionamento pacifista, che pero’ dovrebbe essere accettato universalmente, e cosi’ purtoppo non e’!), sarebbero nei guai. INfatti una ipotetica riconversione delle moltissime fabbriche sarebbe problematica.

        Infine devi sapere che da sempre i programmi di sviluppo e ricerca di “cose” militari, sono sempre fonte di scoperte per il mondo civile utilissime.

        UN solo esempio e’ la ret o per meglio dire internet!

        CIao Ezio

  8. Marco said, on 28 agosto 2012 at 5:51 am

    Ciao Ezio; concordo con te sui problemi Italiani, ma concordo anche con Enrico riguardo ai problemi degli USA. Soltanto dagli USA si sentono notizie di minorenni che entrano nelle scuole armati e fanno fuoco ai loro compagni e ai loro insegnanti e questo sinceramente non mi sembra un Paese degno di essere 4° nella classifica ISU, anche per le stime pubblicate da Enrico.
    Se devo dare una mia opinione, trovo che l’Italia sia molto più sicura degli USA.
    Io dal 4 al 9 Agosto sono stato a New York e mi è piaciuta tantissimo, ma sinceramente non ho visto tutta questa pulizia e sistemazione, anzi la città era sporca, inquinata ed era molto rumorosa.
    Mentre dal 9 al 11 Agosto sono stato da alcuni parenti a Montreal, e ho trovato la città bellissima, pulita e sistemata.
    Avrei voluto visitare anche Las Vegas, ma purtroppo il tempo era poco.
    L’anno prossimo vedrò di visitare anche altre città degli USA. Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 11 settembre 2012 at 4:48 am

      Ciao MArco

      tu hai avuto una impressione negativa su NY (e se devo essere sincero anche io), ma ricorda che è una megalopoli con frotte di turisti impazziti!

      La cosa che mi e’ rimasta impressa e’ stata la puzza vicino ad i tombini della metropolitana.

      Ma a dire il vero a parte la puzza mi è sembrata abbastanza pulita per essere una grandissima città!

      Pero’ l’America non e’ NY o LA o Miami, ma le migliaia di citadine medie e piccole che sono di gran lunga piu’ curate di queste.

      Ciao E<io

  9. Marco said, on 17 settembre 2012 at 2:57 pm

    Si, concordo sul fatto che NY sia molto grande, ed è già molto quello che fanno.
    Ciao, Marco.

  10. Valentina said, on 16 novembre 2012 at 2:34 am

    chissà come mai molta gente,sopratutto giovane,lascia la nostra”bella Italia”(forse una volta)per emigrare e trovare fortuna altrove!!fosse per me lo farei anche io!! e se non fosse così complicato me ne andrei pure io!!!
    certo l’Italia è più sicura…io non credo proprio..guardando i tg è tutt’altra cosa!
    comunque mi dispiace un casino che la tua avventura sia finita mi son davvero appassionata ai tuoi racconti”a stelle e strisce”…secondo me gli States sono davvero un’esperienza da provare! :)

    • quattrovecchiinamerica said, on 19 novembre 2012 at 4:17 pm

      L’avventura negli States e’ finita, ma continuero’ a scrive dei miei viaggi di lavoro in USA e non solo. Infatti ho molte altre cose che non ho mai scritto e le scrivero’.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 205 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: