4 vecchi in america

IL VIAGGIO VERSO GLI USA

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 17 luglio 2008

 

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IL VIAGGIO VERSO GLI USA

 

 

1.1  I preparativi per la partenza 

Ci siamo oggi e’ il 16-07-2008 e purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, bisogna partire.

La partenza e’ fissata per le ore 11.15 da Fiumicino con la compagnia US Airways.

Ci alziamo prestissimo (06.00) perche’ ancora una parte di bagagli non e’ stata chiusa, a causa della mia mancata azione di coordinamento sulla famiglia (in altre parole ognuno ha fatto quello che ha voluto la sera prima, ignorando ogni mia raccomandazione inerente la preparazione dei bagagli!!!).

Una volta chiusi i bagagli (in modo fantozziano, data la fretta ed il nervosismo che regnava in casa) passiamo al rito della colazione dei bambini, che come al solito e’ lento e laborioso (Paolo ancora bisogna imboccarlo e Sara a volte fa i capricci).

Concluso il rito pagano, io inizio a caricare i bagagli con l’aiuto di babbo e Gianluca, che fungono da facchini ed accompagnatori.

Le macchine in partenza per Fiumicino sono due (quella di babbo e di Gianluca),  Stefania e Sara salgono con babbo, mentre io e Paolo con Gianluca.

Prima di partire ci fermiamo al bar/pasticceria in via Conca d’Oro per una ultima (prima del nostro ritorno previsto a Dicembre 2008) colazione decente, dato che il caffe’ in America e’ acqua colorata ed i cornetti sono un lontano ricordo di quelli nostri.

Dopo la consueta fila sul raccordo anulare, arriviamo al terminal, nuovo di zecca, per le partenze in America e l’atmosfera diventa subito cupa e triste, dato l’immintente e lungo distacco cui dovremo sottoporci tutti (a proposito mamma non e’ voluta venire, rimanendo a Penna, per non soffrire piu’ di quanto non ha sofferto lasciando Sara e Paolo qualche giorno prima!!).

Io notoriamente freddo e glaciale (ma solo in apparenza) cerco di non piangere e saluto velocemente babbo e Gianluca e non mi giro piu’ per non vedere e sentire le lacrime che escono impietose e copiose.

Con un groppo in gola la famiglia Vecchi-Giorgio si dirige rapidamente verso il check in.

Paolo e Sara sono abbastanza eccitati da tutto quanto gira loro intorno, Stefania sembra spaventata per il viaggio che dovra’ affrontare (lei ha sempre paura anche se ha viaggiato spesso in aereo andando anche in Australia!!) ed io, triste per il distacco, gia’ penso ai casini che i bambini combineranno in businees class durante il viaggio. 

1.2 Il viaggio  

Come detto sopra la compagnia e’ l’US Airways, con la quale avevo viaggiato gia’ due volte, sempre verso gli USA.

Una volta per Orlando in classe magnifica (viaggio mitico e meravigliosamente comodo) ed un’altra in economica per Little Rock in Arkansas (viaggio decisamente meno comodo!).

I nostri biglietti sono tutti e quattro di business class ma   

  • Ezio, Paolo e Sara a carico del Ministero della Difesa;

  • Stefania a carico mio (1789,40 Euro!!!), dato che secondo la normativa (vorrei incontrare chi ne e’ l’ideatore) la moglie che segue il marito nella nuova sede di servizio. ha diritto al biglietto gratuito solo se nell’anno precedente il trasferimento ha guadagnato meno di 2500 Euro, lordi!!! (meno di 250 euro a mese!)  

Il viaggio e’ stato cosi’ programmato (non da me altrimenti avrei fatto un solo scalo ad Atlanta con la Delta o Washington con la United) da un ufficio dell’Amministrazione della Difesa sulla base di tre preventivi e si aggiudica la gara la compagnia che offre il prezzo piu’ basso:   

  • Roma – Philadelphia (Pennsylvania)

 

Partenza da Roma h 11.15 (Italian time) – Arrivo a Philadelphia h 20.55 (Italian time) che sarebbero le 14.55  utilizzando  il Philadelphia Time.

Philadelphia UTC/GMT -5

Roma UTC/GMT +1

In altre parole tra Roma e Philadelphia ci sono 6 ore di differenza (Roma e’ piu’ avanti di sei ore)

Ore di volo = 9h 40 minuti

Stop over = 4h 5 minuti 

 

  • Philadelphia/Charlotte (North Carolina)

 

Partenza da Philadelphia h 19.00 (Philadelphia Time) – Arrivo a Charlotte h 20.54 (Charlotte time, che ha lo stesso fuso orario di Philapdelphia)  che sarebbero le 2.54 dell’Italian time.

Charlotte UTC/GMT -5

Ore di volo = 1h 54 minuti

Stop over = 1h 26 minuti 

 

  • Charlotte/Huntisville (Alabama)

 

Partenza da Charlotte h 22.20 (Charlotte time) – Arrivo ad Huntsville h 22.36 (Huntsville time) che sarebbero le 3.36 utilizzando l’Italian time.

Huntsville UTC/GMT -6

Ore di volo = 1h 16 minuti 

 

In totale 13 h 50 minuti di volo !!

 

Per approfondimentei su UTC/GMT e fusi orari vi riporto di seguito alcune nozioni di base tratte da wilkipedia e qualche sito internet:

1) UTC =  e’ l’abbreviazione di coordinated universal time

2) GMT (Greenwich Mean Time,Tempo medio di Greenwich; o anche Greenwich Meridian Time, Tempo del meridiano di Greenwich) è la sigla che identifica il fuso orario di riferimento della Terra. Il nome fa riferimento alla città di Greenwich, un sobborgo di Londra (Inghilterra), dove ha origine, per convenzione internazionale, il meridiano fondamentale (detto anche meridiano di Greenwich) avente longitudine pari a 0°. Tutti gli altri fusi orari del pianeta sono definiti relativamente al tempo GMT, con un numero intero positivo o negativo a seconda che il fuso orario sia in anticipo o in ritardo rispetto all’orario GMT. In realtà, a causa della non perfetta corrispondenza tra le fasce individuate dai meridiani e i confini degli stati, esistono fusi orari che hanno un valore numerico che include anche le mezz’ore e i quarti d’ora (ad esempio il Nepal ha un fuso orario di +5:45 GMT, ovvero quando in orario GMT sono le 12:00 in Nepal sono le 17:45). L’orario in Italia è pari a GMT +1 ora. 

Esempi 

Se d’inverno a Roma sono le 21:00 (GMT+1), in orario GMT saranno le 20:00 (GMT+0), a New York le 15:00 (GMT-5) e a Los Angeles le 12:00 A GMT-8).  

Riassumendo: 

Italia: 21:00 (GMT+1)

Greenwich (GMT): 20:00 (GMT+0)

London (GMT): 20:00 (GMT+0)

New York (EST): 15:00 (GMT-5)

Los Angeles (PST): 12:00 (GMT-8)

Huntsville 14.00 (GMT -6) 

3) http://www.fusoorario.it

4) http://wwp.greenwichmeantime.com

5) http://it.wikipedia.org/wiki/Greenwich_Mean_Time  

1.2.1 Volo da Roma a Philadelphia 

Notare bene che prima di partire, previdente come al solito, alla ragazza che eseguiva (svogliatamente e senza attenzione) il check in, ho richiesto di avere i nostri posti a sedere tutti e quattro vicini per tutte e tre le tratte.

Dato che nel passato mi e’ capitato piu’ volte di fare la stessa richiesta ed ottenendo sempre la stessa risposta “non si preoccupi i suoi posti sono stati assegnati come lei mi ha richiesto”, salvo poi constatare che i posti da me richiesti erano stati assegnati ad un altro passeggero,  questa volta ho chiesto per ben tre volte se i posti erano tutti vicini dato che il viaggio era lungo e con due bambini piccoli (che fra l’altro viaggiavano per la prima volta).

Io non so se a Roma gli operatori lo fanno di proposito, se sono stupidi o se non gli frega niente, ma anche questa volta posti non erano quelli richiesti, ma il piu’ possible lontani gli uni dalgi altri!!

Infatti dopo essere saliti sull’aereo (Airbus A330 vedi foto, sito, e  dati di seguito)

 

 

Overall length    

63.6 m.

 

208 ft. 10 in.

   
     
  Height  

16.85 m.

 

55 ft. 3 in.

 
     
  Fuselage diameter  

5.64 m.

 

18 ft 6 in.

 
     
  Maximum cabin width  

5.28 m.

 

17 ft 4 in.

 
     
  Cabin length  

50.35 m.

 

165 ft 3 in.

 
     
  Wingspan (geometric)  

60.3 m.

 

197 ft 10 in.

 
     
  Wing area (reference)  

361.6 m2

 

3,892 ft2

 
     
  Wing sweep (25% chord)  

30 degrees

 

30 degrees

 
     
  Wheelbase  

25.6 m.

 

84 ft.

 
     
  Wheel track  

10.69 m.

 

35 ft. 1 in.

 
             

 http://www.airbus.com/en/aircraftfamilies/a330a340/a330-300/index.html

 

(vi faccio notare che dal sito ho scaricato la tabelle ed e’ incredibile come ancora in siti specializzati le unita’ di misura vengano scritte con il punto!!! Non si fa, si scrive Kg, m, cm, s (e non sec!!!)).

i nostri posti non erano affatto vicini. Per l’esattezza se guardate la figura del “three class” riportata di seguito noi avremo dovuto avere un posto nella terza fila centrale un altro nella quarta fila centrale e l’ultimo nella quinta fila di destra (proprio come avevamo chiesto al check in!!!!) 

 

In piu’ c’era l’aggravante che pur avendo pagato ben 424 Euro per il biglietto di Sara, lei non ha diritto ad un posto, ma solo ad una culla, che in business puo’ essere ubicata solamente nella terza fila.

Cio’ voleva dire che Stefania doveva stare con Sara in terza fila, ma da sola e lei aveva una paura folle del volo, io da solo ed anche la piccola peste di Paolo solo!!!

Dopo aver spiegato tutto alla hostess lei ha proveduto a spostare un po tutti e ci ha piazzato tutti e quattro nella terza fila, due nel centro (Stefania con la culla di Sara e Paolo) ed io subito accanto nella terza fila di destra.

Apro una parente (come diceva il mitico Toto’) sulla sistemazione di Sara.

Sara ha pagato il biglietto 424 Euro ed ha diritto ad una culla.

Quando l’ultima volta sono andato in Australia in economica, ma con la Malaysia Air Lines (che consiglio a tutti quanti sia per la comodita’ dell’aereo, sia per la bellezza delle hostess ed in ultimo per il mangiare anche se fortemente speziato) ho visto tre bambini con relativa culla fissata al divisorio esistente tra la classe economica (poveracci) e business (benestanti).

Quindi i bambini hanno viaggiato ad una altezza di un metro da terra fissati alla parete e potevano vedere tutto e la mamma facilmente li poteva accudire.

Quando la hostess si e’ presentata con la culla all’inizio ho pensato “forse e; una culla giocattolo per far giocare la bambina”.

No era la vera culla con la quale, in business, hanno fatto viaggiare Sara.

Lei, pur non essendo altissima, assolutamente non entrava nella culla e gli uscivano fuori completamente i piedi. Inoltre la culla non si poteva agganciare al divisorio e quindi e’ dovuta stare per tutto il viaggio per terra, creando intralcio a Stefania ed a chiunque passasse da quelle parti!! 

Altra parente sulla qualita’ dei sedili e loro performance.

Il sedile di Paolo aveva naturalmente in dotazione la televisione, che pero’ non funzionava. Quindi per 9h 40 minuti non ha potuto vedere nulla, quindi non si e’ cioncato, con grave nocumento per i passeggeri nel suo raggio di azione.

Il mio sedile invece non si reclinava!!!!!!!!!!!!

Che secondo me e’ la punizione piu’ grande per una persona che sogna di viaggiare in business per stendersi tipo letto invece deve stare a 90 gradi, come una squadra, per tutto il viaggio.

Quindi il viaggio dal punto di vista logistico e’ stato quasi penoso, tenendo conto sempre che viaggiavamo in business (naturalmente se comparato con la economica il viaggio e’ stato rilassante!).

Comunque Stafania con il Tavor in corpo non si e’ lamentata piu’ di tanto (agonizzava sul sedile, dando ogni tanto segni di vita intelligente), Sara pur accartocciata nella culla delle bambole ha dormito e mangiato e Paolo nonstante la sua vivacita’ e’ riuscito a dormire, a non dar fastidio agli altri passeggeri piu’ di tanto e sopratutto si e’ mangiato un grande piatto schifoso di pasta (per chi legge e non conosce Paolo lui non mangia nulla oltre le solite cose che mangia a casa, quindi che abbia mangiato da solo un piatto di pasta sull’aereo e’ una cosa straordinaria!!).

1.2.2 Sosta a Philadelphia 

Arrivati a Philadelhia il nostro orologio biologica diceva che era ora di cena e ci siamo messi a cercare qualche cosa da mangiare.

Vagando per l’aeroporto abbiamo incontrato un parco giochi al chiuso ed i bambini non si sono fatti pregare per collaudarlo.

Qui sotto c’e’ Paolo che guida un aeroplano (a proposito il viaggio per lui e Sara e’ stato molto eccitante e non hanno avuto paura per niente).

Poi Sara che si scola un biberon di acqua, con tutti in nostri zaini e zainetti nello sfondo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apriamo un’altra parente sui bagagli.

Noi siamo partiti con:

  • 2 grandi valigie, ma grandi davvero, un lettino pieghevole ed un valigia grigia rigida piu’ piccola (tutto imbarcato nella stiva dell’aereo):

  • 2 passeggini che imbarcavamo nella stiva dell’aereo, appena prima di salirci sopra (per poi riprenderli non appena usciti dall’aereo all’arrivo):

  • 2 zaini contenenti tutto il necessario per i bambini (mangiare, acqua, biberon ciucci, vestiti di ricambio, felpe da utilizzare per mitigare l’aria condizionata nel viaggio ed in aeroporto….) ed in piu’ Paolo era riuscito a farci portare anche un altro zaino rosa con molti giochi inside.

Quindi una volta imbarcati i bagagli grandi noi viaggiavamo negli aeoporti con 3 zaini, e due carrozzine + 2 bambini.

Inizialmente, cioe’ fino a quando i bambini sono stati svegli (si sono addormentati nel volo da Philadelphia a Charlotte) tutto e’ stato semplice ma poi come vedrete non tanto. 

Ancora Paolo che guida il camion

  

 Sara che chiacchiera. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo la giocata ci siamo piazzati al ristorante “nothing but noodles” che offriva dei piatti simil esotici a base di quasi spaghetti (noodles) che abbiamo provato (buoni) e del maiale in agrodolce che era “buonixximo” ma “pesanterrimo”.

I bambini hanno mangiucchiato un pochettino questa schifezze, ma per fortuna hanno mangiato degli omogeneizzati che ci eravamo portati da Roma.

1.2.3 Volo da Philadelphia a Charlotte

Ci siamo, siamo pronti per salire sul nuovo aereo, che vedete qui sotto (two class), piu’ piccolo e meno internazionale (infatti i passeggeri sono quasi tutti americani e si inizia a sentire quell’inglese alla John Wayne, che e’ americano!!!).  

                  

  

 

 

  

 

 

 

 

 

 

Tralascio il casino che come al solito abbiamo creato, grazie a quella testa di birilla di hostess che ha eseguito un check in a Roma, attento, preciso e puntuale.

Infatti anche su questo volo eravamo nei posti piu’ lontani ma sempre in business. Il fatto di essere in business comunque ci ha agevolato molto perche’ i posti destinati ad essa sono di meno e quindi le hostess hanno potuto spostare meno persone per farci sedere vicini, vicini.

I bambini vista l’ora italiana fanno un po di casino fino a poco dopo la partenza e poi si addormentano (Deo gratias).

Questo avvenimento che inizialmente a me e Stafania ci e’ sembrato positivo, e’ stato l’inizio di una grande punizione fisica.

Infatti se e’ vero che quando i bimbi dormono non fanno casino e non danno fastidio ad i vicini, e’ pero’ altrettanto vero che non camminano piu’ da soli come avevano fatto fino a quel momento.

Infatti il problema si e’ subito presentato all’uscita dell’aereo, al nostra arrivo a Charlotte: innanzi tutto abbiamo dovuto aspettare che tutto l’aereo si fosse svuotato dei passeggeri, per riuscire a prendere tutti quei maledetti zaini, che inizialmente non erano pesanti ma che con il passare del tempo diventavano non solo pesanti (per la nostra stanchezza) ma anche ingombranti; poi con i bambini e gli zaini in braccio siamo usciti dall’aereo ed abbiamo aspettato la consegna dei passeggini, fuori dall’aereo.

Questa volta pero’ i passeggini li hanno consegnati due piani piu’ sopra, quindi ulteriore punizione con zaini e bambini che per fortuna continuavano a dormire beati.

Dopo aver ririrato i passeggini e sistemato le creature le cose sono diventate piu’ semplici e ci siamo riposati su questa sedie a dondolo.

 

Con i bambini che ci facevano da angeli custodi (dormienti)!!

       

 

 

 

                     

  

     

   

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

 

 

 1.2.4 Volo da Charlotte ad Huntsville 

Adesso la stanchezza si fa sentire, specialmente perche’ i due bambini dormono profondamente e noi dobbiamo fare tutte le operazioni di imbarco e sbarco con due passeggini, quattro zaini e lo stress dei posti assegnati che come al solito sono sparsi qua e la nell’aereo.

Questa volta c’e’ un ulteriore disguido, infatti l’aereo essendo molto piu’ piccolo dei precedenti, praticamente un auobus con le ali, non ha business class e quindi per le hostess e’ piu’ difficile spostare i passeggeri, che peraltra al momento del nostro arrivo sull’aereo si erano gia’ sistemati  e non avevano nessuna voglia di spostarsi. In questi voli interni e paragonabili ad u viaggio in corriera da Ancona a Macerata, le hostess pero’ sono piu’ mature e piu’ rudi, quindi senza stare troppo a pensarci su e cazziano in americano stretto chi non si vuole spostare e ci sistemano cosi’ su due file.

Io paragono le hostess di questi voli alle cameriere che servivano nello sceneggiato televisivo ambientato in un fast food americano, il cui padrone si chiamava Mel.

(chi si ricorda il titolo del telefilm me lo faccia sapere!). 

Le cameriere  di Mel, cosi’ comelehostess dei voli interni negli States, erano mature, ruspanti, affascinanti e senza peli sulla lingua, pur essendo simpatiche!

Il viaggio passa in frettissima perche’ tutti e quattro ci addormentiamo e ci svegliamo a destinazione in un baleno.  

1.2.5   L’arrivo 

Dopo aver recuperato tutti i bagagli (una valigia si era aperta, ma per fortuna, previdente come pochi, a Philadelphia, quando abbiamo fatto la dogana la avevo fatta ricoprire di “sellotape US Airways” e cosi’ ha resistito fino ad Huntsville senza perdere il suo carico prezioso di medicinali italiani) andiamo a vedere se qualcuno ci e’ venuto a prendere.  

Che vuo dire fare la dogana? 

Ecco la risposta: quando si arriva da un altro paese negli USA, al primo aeroporto americano in cui si atterra si fa la dogana, cioe’ si ritirano i bagagli che si erano imbarcati sull’aereo al momento della partenza, si reimbarcano gli stessi dopo un controllo della polizia locale (se si e’ diretti verso un altra citta’ che non sia quella in cui si e’ arrivati) avendo cura di azzeccare il nastro giusto altrimenti i bagagli non arriveranno mai!!

Ed infine vengono controllati i documenti dagli addetti alla dogana.

Qui faccio un’altra parente: in Italia si sta tanto a discutere sulla possibilita’ di prendere le impronte digitali agli zingari (che nella maggiorazna dei casi sono dei ladri, purtroppo) mentre quando passi la dogana negli STATES TUTTI (tranne i militari e loro familiari! Infatti quando mi sono messo davanti alla macchina fotografica per fare la fotografia digitale di rito con cui ti schedano e prendere le impronte digitali, l’addetto mi ha risposto che per le persone speciali, riferendosi al mio status di Ufficiale dell’Esercito e della famiglia al seguito, queste misure di sicurezza non andavano prese) vengono fotografati ed a TUTTI si registrano le impronte digitali.

Una SCHEDATURA vera e propria, ma nessun giornalista italiano dice nulla, mentre da noi si grida allo scandalo per la sola ventilata ipotesi di prendere le impronte a chi usualmente delinque. Meditate gente, meditate. 

Torniamo all’arrivo. 

L’aeroporto di Huntsville e’ come la stazione dei pulmann di fronte alla stazione ferroviaria Tuscolana a Roma, un buco, ma pulito e senza barboni!!!!!!

Infatti dopo 10 secondi che siamo arrivati vediamo subito il faccione rubicondo di Piero in tenuta da americano:  pantaloncini corti larghi, t-shirt sgargiante larghissima per cercare di non far trasparire i tre anni di abbuffate americane (stragemma pero’ non riuscito dato che le forme erano evidenti!!) e sandali aperti.

Sembrava un turista americano alle Hawai!

Insieme a lui c’era anche Arpad (un altro mio collega che avevo conosciuto a Maggio in Arkansas) che mi fara’ compagnia nel Redstone Arsenal almeno per un altro anno.

I nostri due angeli custodi ci hanno preso in consegna e non ci hanno fatto fare nulla fino a quando non ci siamo addormentati: hanno caricato le valigie nelle loro macchine ci hanno portato in albergo, hanno scaricato loro le valigie, ci hanno portato acqua e latte per i bambini e ci hanno augurato un buona notte. 

1.3   Il risveglio 

Stanchi morti, ma non per dire ma per davvero, ci buttiamo sul letto dopo avere montato il lettino di Sara ed infilato Paolo nel letto King size (secondo me era piu’ di King perche’ in tre dormivamo larghi!).

Ci addormentiamo all’istante, come farebbe il mitico Enea o mio cugino Francesco di fronte ad un gran premio di formula uno a Penna, ma dato che erano le 24.00 di Huntsville, l’orologio biologico dei bambini segnava ancora le sette di mattino ed infatti si sono svegliati dopo appena due ore!!!

Alle due locali!!

Loro erano svegli e pimpanti ed avevano anche una discreta fame, mentre i genitori , seppur forti e quasi giovani, distrutti e rassegnati al fatto che la settimana entrante sarebbe stata molto dura, sopratutto a causa dell’assorbimento del fuso orario che faceva prevedere molti notti in bianco!! Allora io li ho intrattenuti fino alle 5.00 giocando e vedendo qualche cartone animato, poi alle 5.00 siamo scesi nella sala colazione ed abbiamo fatto tutti quanti colazione (anche Stefania che nel frattempo si era svegliata). 

Cosi e’ iniziata la nostra avventura negli States.

3 Risposte

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  1. Nick said, on 5 settembre 2008 at 3:44 am

    Commento quanto letto utilizzando il blog per dare un senso a questo spazio e per rispondere ad un tuo espresso desiderio.
    A parte la constatazione che ci mancherà, qui in Italia e più in particolare nel nostro clan calcettaro, la tua predisposizione alla cronaca (nessuno ci farà passare una mezz’oretta del martedi leggendo i dettagliati resoconti delle nostre gesta atletiche), devo dire che mi sa che in Italia le espulsioni dei clandestini sono organizzate meglio delle trasferte degli Ufficiali dell’Esercito.
    Passo poi a risolvere il tuo dubbio amletico allegando la scheda del telefilm (avrei anche un’immagine, ma non riesco ad incollarla qui):
    ALICE
    Titolo originale: Alice
    Creato da: Robert Getchell
    Anno: 1976
    Stagioni totali: 9
    Rete originale: CBS
    TRAMA
    Alice Hyatt lavora come cameriera nella tavola calda di Mel. Insieme alle sue colleghe, affronta ogni giorno le esilaranti situazioni che prendono vita al locale. E nel frattempo sogna un futuro migliore, per offrire a suo figlio tutto ciò che lei non ha mai avuto, e spera di realizzare il suo più grande sogno: diventare un’affermata cantante…
    Sequel televisivo di “Alice non abita più qui”, film di Martin Scorsese del 1975, vede sopravvivere un solo attore della versione cinematografica: Vic Tayback è ancora Mel Sharples, il proprietario di Mel’s Diner, la tavola calda al centro delle vicende.
    Tra i vari personaggi è da ricordare Florence Jean Castleberry detta “Flo” (Polly Hollyday), che si mangia i clienti maschi con gli occhi: il suo personaggio ha talmente successo da dar vita a uno spin-off (Flo).

    CAST
    Linda Lavin (Alice Hyatt), Polly Holliday (Flo Castleberry), Beth Howland (Vera Louise Gorman), Vic Tayback (Mel Sharples), Philip McKeon (Tommy Hyatt), Celia Weston (Jolene Hunnicutt), Diane Ladd (Belle Cupree), Marvin Kaplan (Henry)

    Mi resta solo di augurarti buona permanenza negli States.

    Italici saluti

    Nick

  2. Stefania said, on 31 marzo 2010 at 7:09 am

    Dear Ezio….
    oh my god…
    Sara and Paolo were small when you arrived in America…
    knows how many memories you have…
    let me know Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 31 marzo 2010 at 8:12 am

      Stefania

      how you’re right!!!

      It is only 20 months that we have been in USA, bt they grow up so far. Sometimes too far!!!

      I am wrtie down the all the post of the blog, in word, starting from the first one.

      And man (tipica espressione americana che si usa per rappresntare stupore. Si dice di solito Oh man, o Holy cow!!) how srange were they, so small and so happy to star a new adventure!!

      I remember the first da of school, as a nightmare!!

      Because I was so scaried of everything:new teachers (most of them afroamerican), new language, new procedure!!

      Everything was new.

      But everything was smooth.

      Bye Ezio


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