4 vecchi in america

COME COMPRARE DUE MACCHINE USATE NEGLI USA

Posted in Varie by quattrovecchiinamerica on 27 agosto 2008

 

COME COMPRARE DUE MACCHINE  USATE IN AMERICA

 

1.    Premessa

Una tra le tante cose diverse qui in America e’ la necessita’ di possedere una macchina per ogni persona della famiglia che abbia l’eta per guidare la macchina (qui si puo’ guidare gia a 16 anni!! Infatti non di rado mi trovo a chiedere informazioni stradali a macchinoni tipo pick up e SUV giganteschi e dal finestrino oscurato esce fuori un bambinetto sbarbato che in Italia non guiderebbe neanche un motorino 50!! ).

A conferma della assoluta necessita’ di avere una car vi informo che qui ad Huntsville (AL) non esiste affatto il servizio pubblico (no tram, no autobus, no metropolitane, niente di niente anche se l’aerea della citta’ e’ molto estesa) e sopratutto non esistono marciapiedi!!!!!!!

Quindi non si puo’ andare da nessuna parte senza macchina perche’ altrimenti primo ti mettono sotto e secondo la polizia ti ferma pensando di avere a che fare con un messicano clandestino!!

Allora per non essere scambiato per un clandestino ho provveduto a comprarmi due machine (una per me ed una per mia moglie).

2.    La prima macchina 

Appena arrivato a meta’ Luglio ho subito acquistato (ma senza pagare nulla dato che Piero ancora non ha reclamato il quantum dovuto!!) per 2500 dollari circa (1600 € con il cambio di quei giorni) una Mercury Sable GS Bianca del 2001.

Senza perdere tempo a descriverla ecco qui sotto la foto: 

  

La macchina e’ abbastanza ben tenuta dal punto di vista estetico (niente bozze, no ruggine ed interni quasi ok se si eccettua lo scollamento di parti interne di tappezzerie, subito riparate prima da Piero poi da me successivamente), mentre dal punto di vista meccanico second me e’ abbastanza “rovinatella”.

Infatti subito dopo l’acquisto ho dovuto fare I seguenti interventi migliorativi: 

– Wheel balance and wheel allignement (convergenza e bilanciamento delle gomme) perche’ la macchina tendeva in modo mostruoso verso destra. Infatti se lasciavi il volante la macchina andava fuori strada come una scheggia!!

Prezzo 109 $  (76 € con il cambio del giorno in cui ho effettato I lavori e cioe’ il 4 settembre 2008)

A proposito il dollaro in questi giorni sta risalendo la china nei confronti dell’Euro e questo non e’ bene per il mio stipendio che viene pagato in Euro!!!

– Cambio della gomma posteriore destra ditrutta esternamente ed internamente da una buca.

Prezzo 80 $ (56 €)

– Service (cambio olio e filtri) – Aggiustare aria condizionata e cambio filtri – Replace wheel stud (che a tuttoggi ancora non ho capito che cosa sia , anche se il meccanico ha cercato piu’ volte di spiegarmelo con il suo accento sudista!!) – e qualche altro lavoro di cui non sono neanche riuscito a capire il nome!!!

Prezzo 346 $ (242 €)

– Transmission service (qualche lavoro connesso con la trasmissione nelle machine americane, che hanno tutte il cambio automatico).

Prezzo 140 $ (98 €)

Ora, dopo aver speso circa 650 $ (455 €) in lavori di miglioramento, la macchina e’ un’altra macchina, va abbastanza bene e comunque dovrebbe durare per almeno i tre anni in cui dovremo stare qui.

Questa sara’ la mia macchina che mi portera’ da casa al lavoro e viceversa tutti i giorni (12 Km in tutto senza un minuto di coda e senza che nessuno usi in modo inurbano il clacson.

 A proposito io sono qui da circa un mese e mezzo e non ho sentito mai nessuno suonare il clacson a modo di tromaba da stadio come avviene adogni semaforo in Italia e non ho visto mai eseguire una scorrettezza ne’ da macchine ne’ da moto.

La correttezza dei guidatori americani credo sia dovuta al fatto che qui la polizia non fa sconti e se ti ferma sono guai amari (Lo sanno tutti ma per chi non lo sapesse qui in USA se la polizia ti ferma NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE USCIRE DALLA MACCHINA PERCHE’ ALTRIMENTI TI SPARANO!!!).

I poliziotti spuntano dietro la macchina quando meno te lo aspetti come falchi e non puoi fare altro che fermarti e rassegnarti a pagare una contravvenzione ed a farti togliere qualche punto sulla patente dell’Alabama).

Inoltre la corretezza potrebbe derivare dal fatto che gli americani sono fondamentalmente educati dal punto di vista civico (cosa che noi purtroppo ci siamo dimenticati da un bel po di tempo).

Sempre parlando di educazione, anche se non c’entra con l’argomento macchine, qui le persone si salutano in continuazione anche se non si conoscono!! Infatti ogni volta che esci saluti almeno 60 volte persone perfettamente sconosciute, e sembra che lo facciano non per forma ma perche’ ne hanno piacere.

Questo comportamento risulta abbastanza strano per noi italiani e non riesco ancora a capire se e’ naturale e perche’ lo fanno. Piu’ avanti quando capiro’ vi faro’ sapere, comunque vera o finta e’ una bella atmosfera che si respira quando si esce rispetto alla rustica ed ignorante atmosfera che si respire quando sei fuori casa in Italia, ed in maggior modo a Roma (citta’ eterna ma ruvida ed ignorante nei modi).

D’altro canto qui anche se salutano sempre, sorridono sempre non sembrano pero’ troppo cordiali come invece sono generalmente gli italiani.

Infatti dopo il saluto e le eventuali spiegazioni ed informazioni che ti elargiscono gli americani, sembra che ci sia una certa chiusura, difficolta’ a fare amicizia, che rispecchia forse la tendenza degli americani a salvaguardare a tutti I costi la privacy!!!!

Pero’ sono tanto educati nella vita quanto cerque (imbranati per chi non e’marchigiano) nel guidare, infatti essendo abituati ad andare quasi sempre a 40 Mp/H (64 Km/H) ed a guidare su strade assolutamente non trafficate, non appena c’e’ qualcosa di diverso, non sono preparati e fanno subito un incidente (che in italia probabilmente non si verificherebbe mai data l’abitudine a fronteggiare imprevisti, anzi da noi sono solo imprevisti!!!!).

Descrivero’ ora le procedure Americana per comprare una macchina nel prossimo paragrafo (prego confrontarla con quella italiana).

 

3.   La seconda macchina

 

Fino al 26 Agosto siamo andati avanti con solo una macchina, con evidenti problemi logistici.

Infatti dato che i bambini hanno iniziato la scuola il 6 agosto Paolo ed il 13 agosto Sara e che la scuola era all’interno del Redstone Arsenal (dove lavoro io) io ho dovuto fare avanti ed indietro otto volte al giorno per soddisfare le esigenze familiari:

– la mattina alle 7.30 andavo al lavoro;

– alle 8.45 tornavo a casa per prendere I bambini e portarli all’asilo;

– alle 9.15 riportavo a casa Stefania;

– alle 9.30 tornavo in ufficio;

– alle 11.45 tornavo in asilo per riprendere I bambini (dato che i primi giorni piangevano spesso e non mangiavano);

– alle 12.00 li riaccompagnavo a casa;

– alle 12.30 ritornavo in ufficio;

– alle 16.30 tornavo a casa.

Allora per evitare questa punizione quotidiana ho deciso di comprare una seconda macchina.

La scelta come al solito era tra macchina usata e nuova.

Abbiamo subito optato per una usata, ma piu’ grande, piu’alta e meno scassata della Mercury!!

Qui entrare in un concessionario di auto usate e’ una bella esperienza, infatti gli addetti alla vendita appena entra un cliente, specialmente se straniero, sembrano vedere una leccornia da gustare tutta di un colpo. Si guardano tra loro, litigando  con lo sguardo per accaparrarsi la presunta vittima e dopo qualche second, con ghigno satanic mascherato da sorriso, si dirigono verso l’ignaro cliente, sicuri di dargli una sola paurosa!!!

Di concessionari ne ho girati tanti ed ognuno aveva pronto per me una sola diversa, comunque ho resistito alla tentazione di comprare le auto che mi hanno proposto ed ho optato per comprare la macchina usata da privati.

Ho dato uno sguardo ad i giornali specializzati e li ho subito scartati perche’ era abbastanza difficile interpretare le scritte abbreviate degli annunci.

Allora ho trovato un grosso parcheggio all’interno del Redstone Arsenal nel quale i private mettono in vendita le loro machine con i prezzi ed I loro telefoni in bella vista.

La scelta era ampia e i prezzi allettanti.

Tra le tante mi e’ subio piaciuta una ISUZU Ascender del 2003.

Ecco alcune foto:

Un SUV nero dalle dimensioni gigantesche, tenuto in condizioni esterne ottime da un ex ufficiale della Marina Americana.

Lo ho contattato subito e ci siamo messi d’accordo per un prova su strada, che mi ha soddisfatto. Allora ho portato la macchina dal meccanico del RSA (Redstone Arsenal) per un controllo meccanico.

Dopo avergli dato 28 $ per il suo lavoro mi ha dato il resoconto:

– need brakes (freni);

– need wheel allignement;

– tune up (qualche cosa che ha a che fare con la miscelazione dell’aria e della benzina).

Prezzo presunto per le riparazioni 500 $!!

 

 

 

 

 

 

Il propietario che era partito da 8750 $

dopo varie e bizantine contrattazioni era arrivato a 7500 $ e di li non voleva piu’ scendere.

Con un ultimo sforzo e’ arrivato a 7250 $, visto che avrei dovuto spenderne altri 500 $ per rimettere a posto la macchina.

Fissato il prezzo a 7250 $ (5000 €) vi faccio un breve resoconto temporale di come si compra una macchina in America e quanto tempo ci vuole:

1) h 10.00 appuntamento al parcheggio delle macchine con il propietario. Con me ho il mio assegno di 7250 $. Ray (il proprietario) con il suo americano super swingato (cantilenato e tagliato) mi fa capire che vorrebbe un assegno emesso dalla banca a suo nome, in modo da poterlo incassare in giornata (altrimenti il mio assegno lo avrebbe incassato dopo 15 giorni!).

  Ecco il primo imprevisto. Allora Ray senza battere ciglio mi ha portato alla mia banca per risolvere il problema;

2) h 10.15 siamo in banca e in 15 minuti parliamo con il titolare che mi spiega cosa devo fare e facendo la fila (che qui e’ inesistente a qualsiasi ora e giorno) ottengo un assegno della banca per Ray;

Vorrei far notare che gli impiegati USA sono cortesi, sorridenti ed educati al contrario della filial Banca Intesa di Roma         dove  sono scostanti chiacchieroni ed a volte screanzati!

 3) h 10.30 partiamo con Ray per il passaggio di propieta’, il bollo e le tasse del governo dell’Alabama. Con sopresa per voi lettori (ma non per me che avevo gia’fatto la stessa cosa per la Mercury con Piero) le tre cose di cui sopra si eseguono presso un supermercato che ha un ufficio che fa un casino di cose, tra cui tutto cio’ che riguarda i documenti delle machine. Qui la fila e’ un po piu’ lunga del solito, infatti aspettiamo 30 minuti per avere: 

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    •  il passaggio di proprieta’;

    •  la targa (con scritto “Star fall on Alabama”. Se vuoi una targa personalizzata paghi qualche dollaro in piu’ e te la spediscono a casa);

    •  il bollo e le tasse pagate (a proposito se si vuole pagare 25 $ invece di 360 $ bisogna portare un documentO che attesti che tu lavori in un Ente appartenente alla Nato, e io naturalmente lo avevo!!!!);

 4) h 11.00 Ray mi porta anche alla mia assicurazione, che in 15 minuti mi fa la polizza assicurativa dopo avermi fatto pagare 800 $ (per sei mesi). Il prezzo e’ alto perche’ io ancora non posseggo una patente dell’Alabama cosi’ mi applicano la tariffa che si applica a chi guida per la prima volta!!)

 5) h 11.15 ritorniamo al RSA pago Ray, ci prendiamo un caffe’ (tralascio la qualita’!!) mi da le chiavi della macchina (in duplice copia) mi spiega qualche cosa della macchina e mi dice che e’ a disposizione per qualsiasi futura spiegazione.

 6) h 11.45 la macchina e’mia!!!!!!!!!!!!!!!!

In conclusione in 1 h 45 minuti ho comprato una macchina, sono andato in banca, ho fatto il passaggio di proprieta’, il bollo, le tasse, la targa ed ho anche preso un caffe’ schifoso!!!

Veramente splendido e non paragonalbile con i tempi e le procedure italiane!!!!!

 

4.    Foto ISUZU e Paolo

  

 

 

 

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CAVERN CAVE

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 18 agosto 2008

 

 

CAVERN CAVE

Il 17 agosto visto che avevamo una macchina affidabile e grande (la Isuzu Ascender) decidiamo, con un altra famiglia di italiani,di fare la nostra prima gita fuori porta in Alabama: andiamo a circa un ora da Huntsville e visitiamo le grotte denominate Cavern Cave.

Il viaggio e’breve, anche se i limiti di velocita’ USA lo fanno sembrare piu’ lungo. I bambini sono contenti anche perche’ la famiglia che ci accompagna ha altri due bambini e in questo mese i kids si sono conosciuti ed hanno fraternizzato.

La sensazione che ho avuto appena siamo arrivati davanti alle grotte e’ stata quella di trovarmi in Australia ed esattammente nel Queensland. Infatti la costruzione ed in parte la vegetazione di fronte all’entrata delle grotte mi ha dato questa sensazione.

 Questa e’ la vista sull’entrata delle grotte da dentro la bilgietteria, che era una costruzione aperta inserita nel natura, come la maggior parte delle costruzioni ed a volte alcuni  alberghi del Queensland.

 

Sotto ci sono le inmancabili sedie a dondolo dell’Alabama, presenti spesso peraltro nel Queensland

 

Ed ancora piu’sotto un open space dedicato alla vendita di oggetti ricordo delle grotte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell’attesa che il tour iniziasse i bimbi si sono divertiti con gli oggetti a tema presenti di fronte alla biglietteria.

Qui sotto c’e’ Sara (che in Alabama pronunciano tutti Serua!) che sgambetta come una trottolina sul pavimento, per fortuna di legno, di fronte alla biglietteria.

 

Paolo che si rilassa sulla sedia a dondolo, cercando in tutti modi di cappottarsi o di romperla!

 

 Infine le due piccole pesti sui gradini del patio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per gli amanti delle concrezioni calcaree (vedi Silvano mio cugino e Titti di Enea), che ai profani sembrano tutte uguali a meno dei colori, la visita della grotta e’durata piu’ di un ora, le stalattiti e le stalagmiti erano molte ed alcune enormi. La grotta era perfettamente accessibile anche per gli handicappati, i colori a differenza delle grotte di Postumia e della Zinzilusa erano piu’ spenti. La nota di colore alle grotte la dava la guida. che con il suo perfetto slang in alabamese (sempre tipo Forrrest Gump) ci ha fatto ridere non poco, sempre quando si riusciva a capire!!! Sempre per gli amanti delle rocce ecco alcuni scatti delle cave.

 

 

   

 

 

 

Per concludere Paolo  che all’uscita si diletta con un ragno, naturalmente finto.

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PRIMO TORNEO DI CALCIOTTO IN USA

Posted in Attivita' Ezio e Stefy by quattrovecchiinamerica on 10 agosto 2008

 

 

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PRIMO TORNEO DI CALCIOTTO IN USA

 

Passati i primi 15 giorni indaffarato a fare tutto quanto serviva per fare stare bene i bimbi e Stefania, ho pensato bene di aderire ad una misteriosa e-mail che e’ arrivata nel mio ufficio. Questa richiedeva la disponibilita’ del sottoscritto ad un torneo di calciotto che si sarebbe svolto l’1 ed il 2 Agosto ad Huntsville. Ho subito pensato di aderire anche se non conoscevo nessuno della squadra, ne se il livello era troppo elevato o basso per le mie qualita’ calcistiche (diventate comunque di piu’ basso profilo, vista la poca attivita’ fisica svolta negli ultimi 4 anni!).

Comunque ho dato la mia adesione e mi sono arrivate via e-mail le indicazioni per partecipare: come arrivare, regole da seguire durante la partita, cosa indossare, orari delle partite. Leggendo l’orario delle partite mi sono iniziati a venire i primi dubbi, infatti oltre ad esserci due partite al Sabato ed una alla Domenica, esclusa l’eventuale finale sempre la Domenica, la cosa preoccupante era l’orario della seconda partita del Sabato: ore 13.00. Dovete sapere che in quei giorni la temperatura era veramente africana, con punte che arrivavano a 45 gradi Celsius ed umidita’ che si respirava anche la mattina alle sette!!

Io ero abbastanza preoccupato, non tanto per la mia prestazione (che comunque si rivelera’ scarsa, ma a confronto dei miei compagni uno dei migliori!!), ma per la mia incolumita’ fisica!!

Senza starci troppo a pensare parto con mappa stradale al seguito ed alle ore 8.00 del Sabato mi trovo al campo da calcio. La prima difficolta’ che incontro e’ nel trovare la mia squadra. Infatti l’area e’ costituita da 4 campi da calcio (qualita’ del fondo dei campi come campi di patate, gibbosi pieni di buche e con pozzanghere, anche se non pioveva da mesi!!!)  con un casino di parcheggi a fianco di ognuno di essi. A complicare il tutto il meeting point, inviato via e-mail, era stato cambiato a mia insaputa!! Passo in rassegna tutti e quattro i campi e cerco di capire qualipersone formavano la mia squadra e dopo svariati tentativi trovo la mia squadra. Un misto di giovani e vecchi di tutti i continenti, dal fisico poco atletico e dalle ligue che poco si capivano tra di loro. Ecco una vista del campo dalla quale sono evidenti le gibbosita’ del campo.

Subito il capitano della squadra (soprannominato dal resto della squadra, dopo il torneo gamba di legno, per la sua sensibilita’ nel tocco della palla quasi nulla!)  si presenta e mi da la maglia del team. Io gli chiedo una L o XL ma lui mi da solo una small (l’unica rimasta) che fa sembrare il mio poco atletico fisico una D!!! Tutta la panza si evidenzia nel suo profilo peggiore. Cerco di fare amicizia, tenendo in dentro la pancia, con qualcuno e cerco di capire durante il riscaldamento chi sono i giocatori bravi e quelli scarsi. La percentuale di bravi e’ del 10 % quella dei medi 20 % gli scarsi sono il resto!! Arrivano anche due italiani con i quali fraternizzo subito e cerchiamo di capire come dobbiamo metterci in campo.

La disposizione del capitano pero’ e’ la seguente: non esistono ruoli ognuno fa quello che gli pare, basta vincere!! Da queste parole capisco sia perche’ gli USA non vinceranno mai nessun torneo internazionale di calcio, sia che la due giorni calcistica sara’ avara di gioie!!

Infatti inziamo la prima partita disposti in modo confuso, tipo le partite scapoli ammogliati, e troviamo di contro una squadra di giovanissimi, tutti in perfetta forma fisica con le ragazze pon pon al seguito. Brutti clienti per degli improvvisati come noi. Io ed un altro italiano ci mettiamo in difesa, per cercare di limitare il passivo (CON SCARSI RISULTATI) e l’altro italiano si mette centravanti per togliersi qualche soddisfazione. La temperatura a quell’ora (8.30) e’ di circa 34 gradi Celsius con umidita’ mostruosa. Ci giochiamo onestamente la partita ma la sconfitta e’ pesante (non mi ricordo bene il risutato ma sara’ stato 15-4 naturalmente per l’altra squadra!!!).

La nostra squadra si ritrova per un debriefing (agli americani piace tanto fare i debriefing di qualsiasi cosa!) e noi italiani cerchiamo di far capire che se non vogliamo farci asfaltare di nuovo la prossima partita dovremo tenere le posizioni fisse!! Tutto recepito, lesson learned appresa da tutti ed aspettiamo la prossima partita non senza preoccupazioni visto che il sole e’ cocente e la temperatura sembra aumentare di ora in ora. Sembrava come le partite di fantozzi nelle quali si vociferava di tutto, infatti qualcuno giurava di avere visto il termometro sulla Memorial Parkway a 106 Gradi Farenhait che e’ piu’ di 44 gradi Celsius!!!

Ecco sotto la squadra motiva piu’ che mai dopo il debrifeing (notare il terzo da sinistra che e’ il sorridente capitano americano detto gamba di legno, il quarto il quinto ed io siamo gli italiani, il sesto e’ un coreano mentre i rimanenti sono americani. Incluso anche la persona inginocchiata che e’ molto simpatico, ma forse farebbe meglio a giocare a boccette)!!

Comunque alle ore 13.00 rientriamo in campo sempre piu’ convinti di non fare la figuraccia della partita precedente. Infatti per tutto il primo tempo e per meta’ del secondo siamo in vantaggio di un gol. Ma purtroppo la presenza di gamba di legno e di questo signore con l’ombrellino ci fanno perdere di misura di un gol. Comunuque un buon passo avanti.

Ci salutiamo e contenti di non aver avuto un collasso a causa del caldo (che comunque era diventato soffocante, dato che le nuvole avevano coperto il sole rendendo il clima percepito ancora piu’ umido) ci diamo appuntamento per domenica mattina ore 8.00.

Riposati e felici la mattina della Domenica ci ritroviamo al solito posto e ci carichiamo per la successiva partita, pur sapendo che non potevamo avere possibilita’ per passare in finale. La partita la giochiamo ai nostri massimi livelli, ma per l’elevato livello di pippe presenti nella nostra squadra prendiamo un’altra sonora batosta (non ricordo bene ma 10-2 piu’ o meno).

Alla fine della partita ci salutiamo e ci diamo appuntamento per un altro torneo. Il capitano ci incoraggia e ci dice che abbiamo giocato bene (io avrei voluto dirgli che forse avremo giocato meglio se lui non ci fosse stato, ma per educazione taccio!) e ci invita a formare una squadra per partecipare ad un campionato di una misteriosa categoria americana. La proposta viene accolta con molta freddezza sia a causa dell’ora ravvicinata con il pasto domenicale, sia perche’ prendere batoste ogni domenica non e’ piacevole per nessuno!

Eccomi dopo le tre partite con un asciugamano bagnato in testa (stile suorina in convento!) per combattere i colpi di sole e l’umidita’. Per corretezza vi dico che la foto e’ stata tagliata per decenza e per non far vedere la panza evidenziata in modo clamoroso dalla magli small!!

 

 

  

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