4 vecchi in america

I PRIMI GIORNI IN AMERICA 1 (SSN-Documenti-Primi ristoranti-Ricerca della casa)

Posted in Famiglia e dintorni by quattrovecchiinamerica on 1 agosto 2008

 

I PRIMI 15 GIORNI IN USA 1

 

1.1  Il Social Security Number

Dopo la prima notte passata a cercare di dormire senza riuscirci e dopo una ottima prima colazione (io mi sono  mangiato due meravigliosi waffle con lamponi caldi e panna!) fatta alle 5.00 (dato che i bambini si erano svegliati da oltre due ore), alle 08.00 Piero ci e’ passati a prendere per iniziare a fare il nostro e piu’ importante documento americano: il SSN (Social Security Number)! 

Piccola parentesi sull’albergo: il Fairfield Inn (albergo a tre stelle dotato di due piscine coperte, stanze grandissime nonche’ pulitissime e sala colazione con cibo prettamente americano) ci e’stato consigliato dai miei due strateghi di Huntsville, Piero e Arpad, data la sua vicinanza ad un Mall veramente gigantesco. Per essere precisi e’ stato costruito dentro al Mall!!

Il Mall e’ una piazza gigantesca, con un parcheggio “huge”, sulla quale si affacciano almeno 20 negozi grandi quasi come l’Auchan (almeno i piu’ grandi). L’ubicazione e’ fantastica perche’ senza macchina si puo’ fare dello shopping sfrenato e se si ha fame c’e’ un alro Mall a fianco con solo ristoranti (tedesco,messicano, esotico …). E per i primi giorni di Stefania ed i bambini, che non avranno la macchina, questo posto e’ veramente fantastico. 

Tutta la famiglia Vecchi parte per il Social Securiy Administration Office. Subito il primo intoppo perche’ l’ufficio ha cambiato sede, ma il nuovo indirizzo e’ scritto sul vetro dell’ex sede cosi’ in 5 minuti arriviamo nella nuova sede. Qui in USA non esiste problema di parcheggio, arrivi e pacheggi, gratis, dove vuoi. Ecco Paolo sotto la bandiera americana e noi all’uscita.

     

 

  

  

Il SSN e’ un numerino magico senza il quale in America nulla e’ possibile. Non puoi fare nessun contratto per le utenze domestiche, non puoi comprare una macchina ne fare assicurazione di nessun genere, non puoi neanche comprare a rate qualsiasi cosa ti potesse essere utile ed in ultimo non puoi neanche fare nessuna pratica medica. Praticamente non puoi fare nulla e non sei nessuno, assimilato ad un clandestino messicano!! Il SSN e’ una serie di numeri  tipo il codice fiscale italiano, che bisona custodire gelosamente,in quanto sembra che faccia gola a ladri tenologici che ne farebbero un uso fraudolento. La fila per avere il SSN e’ ordinata ed in 15 minuti facciamo tutto quanto. La signora ci rilascia un foglio provvisorio che attesta l’avvenuta richiesta e ci informa che nel giro di 15 giorni avremo l’originale a casa via posta. Non si paga nulla e queso e’ bello.

1.2   I primi documenti

Messo il primo mattone americano ora tocca ai documenti per entrare nel Redstone Arsenal. Qui la pratica si fa complessa non perche’ sia difficile ma perche’ iniziamo a scontrarci con i regolamenti americani di sicurezza (dopo l’11 Settembre in USA tutto e’ diventato piu’ difficile da fare perche’ c’e’ una paura matta della gente estranea, sopratutto se straniera) e con chi li applica.

Il giorno successivo i 4 Vecchi in America si presentano come da accordi con la sicurezza USA al gate di ingresso del Redsone Arsenal, dove rilasciano il pass temporaneo per entrare  e fare i documenti definitivi. Ecco il primo problema”: chi doveva richiedere il pass temporaneo per me e per Stefania si era dimenticato di inserire il nome di Stefania. Anche se ero accompagnato da Piero e scortato da un impiegato che ci faceva da guardia del corpo e naturalmente avevo tutti i documento a posto, ci e’voluto piu’ di due ore per convincere l’impiegata a farci entrare. Anzi se non era per la mia insistenza italica l’impiegata ci aveva gia’ mandati via e la scorta americana, per non crearsi tanti problemi, aveva acconsentito a che noi andassimo a casa. Superato questo ostacolo, con italiana testardaggine, ci dirigiamo presso MILPO (ufficio che rilascia il pass per il building in cui lavorero’ e la CAC (Common Acces Card) per me e per Stefania.

Qui una solerte e carina impiegata nera (che nel futuro avro’ la sfortuna di incontrare spesso) inizia a chiedermi una serie di documenti che naturalmente non avevo, in particolare vuole il certificato di matrimonio e di nascita dei bambini, in inglese!!!). Le faccio cortesemente notare che quanto vuole e’ tutto contenuto nel passaporto di servizio, ma non c’e’ nulla da fare lo vuole in originale e dall’Italia. Allorale faccio notare che anche se arrivasse dall’Italia comunque sarebbe in lingua italiana! Questa notizia la sconvolge e mi dice che non si puo’ fare niente. Allora le chiedo di chiamare un suo superiore in modo da parlare con qualcuno dotato di maggiore flessibilita’ nell’applicazione dei regolamenti. Qui gli impiegati  che applicano alla regola le normative si chiamano “flesh meat” cioe’ carne fresca e se ti capita di incontrarli e meglio evitarli, tanto fanno quello che c’e’scritto sul regolamento e niente altro di piu’ tanto e’ la paura di sbagliare!!!

Comunque arriva il capo, nero e giovane anche lui, e mi fa capire che non c’e’ niente da fare. Io gli faccio capire che se non fa una deroga al regolamento io non potro’ lavorare per almeno 15 giorni, in attesa dei documenti che comunque sarebbero in italiano e gli chiedo di parlare con un suo superiore. Lui acconsente e chiama in Virginia un responsabile della sicurezza e dopo qualche minuto rientra e mi dice che in via eccezionale fara’ uno strappo alla regola, ma il mio futuro sostituto, tra tre anni, dovra’ avere tutti i documenti a me richiesti!!! Anche questo tipo lo rincontrero’ nel futuro per altri problemi  burocratici, che in successivi articoli vi diro’.

In due giorni abbiamo cosi’ ottenuto il SSN (documento che attesta l’avvenuta richiesta) ed i documenti necessari per entrare nell’Arsenale per me e Stefania. Nel frattempo i bambini, che nei vari uffici si erano comportati abbastanza bene, hanno iniziato a familiarizzare con i Mall ed hanno iniziato a ricevere i primi regali:

  

 1.3  I primi ristoranti

Noi invece abbiamo iniziato a conoscere i vari ristoranti vicini all’albergo in quanto nella stanza non potevamo cucinare, con gravi difficolta’ per il mangiare dei bambini (specialmente per Paolo che non mangia molto). In poche sere abbiamo visitato Longhorm (classica bisteccheria americana, dove mentri aspetti la carne puoi sgranocchiare noccioline, buttando in modo incivile per terra le coccie!)

  

un ristorante tedesco (dove Paolo mi ha perso la Poste Pay, pero’ ritrovata il giorno dopo nello stesso ristorante senza che nessuno mi avesse rubato una lira) e Nothing but noodle (esotico ristorante che prepara vari piatti a base di noodle, che sarebbero simil pasta, molto speziati). Inoltre Paolo ha assaggiato i suoi primi pop corn, con molto godimento per le sue papille gustative.

   

 1.4   La ricerca della casa

Mentre Stefania si dilettava tra centri commerciali e badare alle due piccole pesti (e vi assicuro che con le temperature di quei giorni – la media era di 38 gradi con picchi fino a 44!! –  non era facileper niente!!) io avevo l’ingrato compito di trovare una casa in fretta, dato che non potevamo stare sempre in albergo, con i seguenti requisiti:

  • vicina all’Arsenale ed alla comunita’  di italiani, che si trova nella citta’ di Madison;

  • zona sicura per i bambini;

  • prezzo accessibile;

  • se possibile con piscina e con gate controllato (significa che l’accesso al residence non e’ consentito a nessuno che non sia residente).

Tutto questo nel piu’ breve tempo possibile in quanto non si poteva stare piu’in albergo, primo perche’costava troppo secondo perche’ i bambini avevano bisogno di mangiare bene e non potevano mangiare sempre al ristorante.

Io ero gia’ stato ad Huntsville a Maggio 2008 ed avevo gia’ individuato i migliori residences, cosi’ ho inziato a visitarli, ma a Luglio sono gia’ tutti occupati, in quanto qui le scuole inziano ad Agosto e la maggiorparte delle persone ha gia’ trovato una sistemazione. L’unico che mi offriva una buona sistemazione era il Grand Reserve at Madison. Casa con tre camere, cucina, 2 bagni, 4 walk in closet (armadi in cui ci si puo’ camminare dentro tanto sono grandi)  molto grande e luminosa. L’unica cosa bruttina era la vista: da una parte della casa si vedeva un campo sterminato di grano con in fondo una cementeria e dall’altra parte una strada con dei grossi pali della luce con cavi delle linee elettriche piu’ grossi del normale (cosa che non sembrava a prima vista salutare!).

Oramai stavo per decidere per quella casa ma mentre tornavo in albergo ho visto un nuovissimo residence in apertura. Sono entrato e li c’era una bella ragazza, di nome Chelsea, che con il suo americano stretto mi ha prima detto che non c’era posto, poi ha cambiato idea e mi ha fatto vedere un casa con due camere e vista non eccezionale ed in ultimo mi ha mostrato una casa, sempre con due camere, ma con una vista decisamente piu’ piacevole e sopratutto direttamente sulla bella e grande piscina. A questo punto non ho esitato piu’ ed ho firmato il contratto per un anno!!

Ecco alcune foto della vista dalla casa: la piscina ed il garage

 

 

 

 

Cosi’, dopo 4 giorni di albergo, la famiglia Vecchi Sabato 19-07-2008 di buona ora si trasferisce nella sua nuova abitazione. La casa e’ al primo piano, e’ situata proprio sopra la piscina e vicino alla clubhouse (la clubhouse e’ una parte del residence adibita a palestra, sala televisione al plasma, punto ristoro (con caffe’, acqua, the e frutta gratuiti), dotata di forno e frigorifero, due computer collegati ad internet ed una rete wireless che si estende per tutto il perimetro della piscina (cosi’ uno puo’ utilizzare il proprio computer ed internet anche quando si fa un bagno!!) ed e’ cosi’ composta:

  • cucina a vista con bancone che da direttamente sul salone;

  • salone;

  • terrazzo grande;

  • camera dei bambini;

  • master bedroom;

  • due bagni;

  • 2 walk in closet;

  • lavanderia (con gia’ predispotso tutto per asciugatrice e lavatrice);

  • piu’ vari armadi a muro sparsi nella casa.

I bambini e Stefania sono subito entusiasti della casa in quanto e’ nuova, ha la moquette in tutte le stanze tranne i bagni e possono scorazzare in tutta la casa in quanto e’ completamente vuota!! Qui in Usa pero’ quando affitti una casa comunque c’e’ gia’ arredata la cucina (noi abbiamo frigorifero, lavastoviglie nere della Whirpool e naturalmente i pensili e lavabo) ed il bagno. E questo non e’ poco riparmio!!

 

 

                                                                                    

                                         

A questo punto siamo gia’ piu’ tranquilli perche’ possiamo cominciare a pensare di fare da mangiare (anche se non abbiamo nessuna pentola!) e dormire (anche se non disponiamo di nessuna letto se non quello pieghevole di Paolo!), in un posto che sara’ la tua casa per lungo tempo.

Prima di concludere l’articolo un dettaglio di tipo economico, in modo che chi legge potra’ fare un raffronto con i prezzi italiani: la casa che e’ circa 85 metri quadrati costa al mese 921 $ (circa 620 Euro), ha i gate di accesso chiusi (quindi puo’ entrare solo gente che vive nel residence) ed inoltre offre l’utilizzo gratuito della piscina e della palestra e della clubhouse per fare riunioni o feste o qualsiasi altra cosa. Naturalmente tutto e’ pulito e lindo, anche perche’ e’ stato aperto a Giugno 2008 e molti building (di due piani al massimo oltre il piano terra) sono ancora da consegnare. Per quanto riguarda la spazzatura si puo’ portarla a mano in un compattatore o per 10 $ al mese gli addetti del residence la vengono a prendere davanti alla tua porta! 

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