4 vecchi in america

ORIGINI DEL THANKSGIVING DAY

Posted in Fiere-Feste-Musei by quattrovecchiinamerica on 21 novembre 2008

 

 

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ORIGINI DEL THANKSGIVING DAY

 

 

Il Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day) è una festa osservata negli Stati Uniti d’America (il quarto giovedì di novembre) ed in Canada (il secondo lunedì di ottobre). Infatti Marraya lo ha gia’ festeggiato con manicaretti da leccarsi i baffi. 

La festa del Thanksgiving ha origini storiche molto antiche, che risalgono al periodo dei Padri Pellegrini del Mayflower, infatti in origine (ora non piu’) includeva anche un ringraziamento per gli indiani del Nord Est (Algonchini) che aiutarono i Padri Pellegrini, arrivati dall’Inghiltera sulla nave Mayflower, a sopravvivere durante il primo inverno dal loro sbarco in America, fornendo loro zucche, granoturco e tacchini selvatici, che poi sono diventati piatti nazionali. 

È ancora usanza tra alcune vecchie famiglie del New England, 

(Il New England, formato da sei stati: Maine, New Hampshire, Massachusetts, Vermont, Connecticut e Rhode Island,  fu la prima regione degli Stati Uniti a definire una propria identità. Originariamente abitata da popolazioni native, all’inizio del XVII secolo iniziò a ricevere i Padri Pellegrini, soprattutto appartenenti a minoranze religiose inglesi, che fuggivano dalle persecuzioni religiose in Europa)

di posare cinque grani di granturco su ogni piatto del tavolo a ricordo dei giorni di carestia, quando le scorte erano così scarse che soltanto cinque grani venivano distribuiti ad ogni persona.

I Pellegrini volevano cosi’ far ricordare ai loro figli i sacrifici, la sofferenza, la vita dura che rese possibile l’insediamento nella nuova terra. Oggi i cinque grani posati su ciascun piatto sono il ricordo di un eroico passato. 

Oggi invece il thanksgiving day e’ un modo per ringraziare Dio per quanto si è ricevuto durante tutto l’anno. 

 

Ecco notizie piu’ dettalgiate, prese da internet, sulle origini del giorno del ringraziamento:

 

La tradizione racconta che nel settembre del 1620, 102 uomini, donne e bambini navigarono dall’Inghilterra fino all’America. Alcuni degli emigrati erano puritani che stavano partendo per scappare dalle persecuzioni religiose. Lasciarono il porto di Plymouth in Inghilterra a bordo di una nave chiamata “Mayflower”.

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L’imbarcazione era vecchia e il viaggio è stato tempestoso. Due mesi dopo, la Mayflower attraccò a Cape Cod nel Massachusetts. I viaggiatori trovarono un posto vicino e lì si stabilirono. Chiamarono quel posto Plymouth Colony. In un primo momento la vita fu molto dura. Nel periodo invernale il terreno era ghiacciato. Avevano pochissimo strumenti per lavorare la terra e non abbastanza cibo. La metà dei coloni morirono. Il grano che i Pellegrini avevano portato con loro per piantarlo, non crebbe sul terreno roccioso. Un uomo, che era stato aiutato da un inglese, li aiutò a sua volta. Quest’uomo si chiamava “Tisquantum” (Tis SKWAN tum) o “Squanto” (SKWAN toe). Squanto era originario del villaggio di Pa TUK et, e un membro del Pokanokit Wampanoag. Patuxet una volta era nel posto esatto dove i pellegrini costruirono Plymouth.

I Pellegrini erano sbarcati sulla costa rocciosa di un territorio che era abitato dagli indiani Wampanoag (Wam pa NO ag), Cape Code nel Massachusetts (nord america quasi ai confini del Canada, sopra New York).

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I Wampanoag facevano parte delle tribù che parlavano Algonkian, un grosso gruppo dell’area della cultura Woodland. Questi indiani vivevano in villaggi lungo le coste di quello che adesso sono gli stati del Massachusetts e di Rhode Island. Vivevano in case chiamate wigwams. Erano fatte di pali coperti con corteccia di betulla. Si muovevano diverse volte all’anno per trovare cibo, in primavera pescavano nel fiume salmoni e aringhe, nella stagione della semina si spostavano nelle foreste per cacciare cervi e altri animali. Dopo la fine della stagione della caccia, si spostavano nell’entroterra dove c’erano migliori protezioni contro gli agenti atmosferici. Da dicembre ad aprile vivevano del cibo che avevano procurato nei mesi precedenti.

I Wampanoags trattavano le persone con rispetto. A qualsiasi ospite gli veniva sempre dato di che nutrirsi, dividendo quello che c’era, anche se poco. Questa fu infatti la stessa accoglienza che riservarono ai Pellegrini quando li incontrarono. Possiamo solo immaginare che cosa i Wampanoags devono aver pensato quando per la prima volta hanno visto le strane navi dei Pellegrini arrivare a riva. Ma la loro usanza era quella di aiutare gli ospiti e loro trattarono i nuovi arrivati con cortesia. La gentilezza dei Wampanoags ha aiutato i pellegrini a sopravvivere.
Nel 1605, 15 anni prima dell’arrivo dei Pellegrini, Squanto andò in Inghilterra con un esploratore inglese di nome John Weymouth. Egli aveva vissuto molte avventure ed aveva imparato l’inglese. Squanto tornò indietro nel New England con il capitano Weymouth. Più tardi, Squanto fu catturato da uno schiavista britannico che saccheggiò il villaggio e vendette Squanto agli spagnoli nei Caraibi. Un Francescano spagnolo divenne suo amico e lo aiutò a lasciare la Spagna e in seguito a tornare in Inghilterra su una nave. Squanto allora trovò il Capitano Weymouth, che pagò il suo ritorno a casa. Tempo dopo, mentre Squanto stava cacciando lungo la spiaggia vicino a Patuxete si dispiacque di vedere le persone giunte dall’Inghilterra nel loro villaggio isolato. Per alcuni giorni stette lì ad osservarli fino a quando, un giorno, decise di incontrarli. Camminò all’interno del villaggio e disse: “Welcome”. I pellegrini che non erano certo in buone condizioni, necessitavano di aiuto, furono sorpresi di incontrare qualcuno che parlasse inglese. Squanto, che probabilmente al tempo conosceva più inglese di qualsiasi altro indiano del nord America, decise di stare con i pellegrini per i mesi successivi e insegnargli come sopravvivere in questa nuova terra. Gli indicò le piante velenose e gli mostrò quali invece potessero essere usate come medicine. Gli spiegò come scavare e cucinare le vongole, come estrarre il succo dagli alberi di acero, come usare il pesce per concimare, e tante altre cose importanti che erano necessarie per la loro sopravvivenza.

L’anno successivo, dopo i loro primi raccolti, i coloni invitarono i loro amici nativi americani ad una grande festa per ringraziare Dio per essere riusciti a sopravvivere. Questo fu infatti il primo Giorno del Ringraziamento (Thanksgiving Day).
Oggi il Giorno del Ringraziamento è ancora una festività nazionale negli Stati Uniti. I coloni divennero famosi con il nome di Pellegrini.

 
Il capitano Miles Standish, capo dei pellegrini, invitò Squanto, Samoset e Massasoit (capo dei Wampanoags), e i loro familiari stretti a unirsi a loro per la celebrazione, ma essi non avevano idea di quanto potessero essere grandi le famiglie indiane. Appena cominciò la festa del ringraziamento, i pellegrini furono sopraffatti dal numero dei parenti che Squanto e Samoset portarono con loro, (circa novanta). I pellegrini non erano preparati a dar da mangiare a tutte quelle persone per tre giorni. Di conseguenza accadde che gli indiani offrirono la maggior parte del cibo: cinque cervi, molti tacchini selvatici, pesce, fagioli, zucche, zuppa di mais, pane di mais, e bacche. Il capitano Standish sedette a un capo di una lunga tavola e il capo del clan Massasoit sedette all’altro capo. Per la prima volta i Wampanoag erano seduti ad una tavola per mangiare invece di una stuoia o una pelliccia per terra. Le donne indiane sedettero insieme ai loro uomini per mangiare. 

Fu un certo William Bradford a proporre per la prima volta di istituire questa festitivà e a raccontare come si può leggere dai documenti originali che essi mangiarono carne di anatra, oca selvatica, forse persino carne di cervo ma non certamente carne di tacchino nel corso della prima festa nei giorni immediatamente successivi allo sbarco. Il termine tacchino è stato usato per sottintendere che si trattava di carne di provenienza “gallinacea” , ma certamente non fu carne di tacchino. La festa non fu ripetuta l’anno successivo, ma venne ripresa nel 1623, in seguito ad una severa carestia. Le tredici colonie (i primi stati americani) non celebrarono contemporaneamente il Giorno del Ringraziamento fino all’ottobre del 1777. 

Fu George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d’America a dichiarare la festa per tutti gli stati nel 1789. A metà dell’Ottocento molti strati sociali, dai ricchi ai meno abbienti, iniziarono ad osservare la festività del Giorno del Ringraziamento. Nel frattempo la scrittrice Sarah Hale iniziò una specie di campagna atta a promuovere nel cuore di tutti gli americani affinché la festività assumesse definitivamente una certa rilevanza per tutti i cittadini degli Stati Uniti. 

Durante la guerra di secessione americana il presidente Abramo Lincoln cercò di unire la nazione promuovendo ancora di più questa festa e, nel 1863, le diede i crismi dell’ufficialità, collocandola nel calendario all’ultimo giovedì di novembre e tale è rimasta da allora.

 

 

Il Thanksgiving oggi e una festa molto sentita dagli Americani, in quanto a qualsiasi religione essi appartengano, sentono il dovere di ringraziare il loro Dio per tutti i favori ricevuti durante l’anno. E’ una festa piu’ sentita del Natale, che, essendo una festività religiosa cristiana, non viene riconosciuta da altre religioni presenti nel paese. È consuetudine che la famiglia di riunisca attorno al tavolo di casa per consumare i piatti tipici della tradizione. Chi non ha una famiglia oppure e’ da solo, viene normalmente invitato da parenti, amici o conoscenti. 

In questo periodo si registra in America il piu’ intenso traffico aereo di tutto l’anno, dato che tutti cercano se possibile di rientrare a casa per festeggiare la festa del ringraziamento.

Per vivere l’atomsfera del pre thanksgiving day guardate il film “un biglietto per due”, comico con Steve Martin e John Candy, che parla di due persone che fanno di tutto per rientrare nella loro casa a festeggiare la festa del ringraziamento, tra peripezie e avventure divertenti.

 

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I piatti tipici del giorno del ringraziamento:

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Gli statunitensi di oggi ne approfittano per preparare pranzi eleborati cucinando il classico tacchino, che viene offerto anche ai vicini di casa e alle persone meno fortunate che si trovano in strada.

In questo periodo si inizia a girare per le strade già addobbate per le prossime feste del Natale per individuare i regali giusti da comperare per i propri parenti ed amici.

Per le strade si svolgono numerose parate con carri ed attrazioni di ogni genere.

In questo giorno, il presidente degli Stati Uniti fa visita alle forze armate e mangia con i soldati. 

In molti tavoli americani, il tacchino è ancora l’orgoglio del posto per il Ringraziamento. Solo negli Stati Uniti, più di 40 milioni di tacchini sono consumati durante il weekend festivo ogni anno. Solitamente è accompagnato dal sugo e dal ripieno.

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Nella East Coast il ripieno di ostriche è tradizionale, come quando in passato i crostacei erano economici e abbondanti nel mare.

Nel Sud più probabilmente si trova con ripieno di focaccia al granturco, mentre nel Nord degli Usa puoi trovare il Wild Rice (spezia nordamericana) tra gli ingredienti del tacchino.

La salsa di mirtillo è tradizionale, fatta con bacche fresche o congelate.

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Piatto tradizionale del Ringraziamento sono per molti le patate dolci (da evitare accuratamente!!), unite allo zucchero, spezie e burro, girato in una casseruola e qualche volta con malva.

Altri piatti vegetariani, insalate, seguiti dalla tradizionale torta di zucca e panna montata.

In molte famiglie la fine di un Ringraziamento tradizionale è ritirarsi in una sedia comoda, allentarsi la cinghia e dormire, cosa che si fa tutti i gironi nel sud dell’Italia !!!.

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte

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  1. Maria (Marraya) said, on 25 novembre 2008 at 3:49 pm

    Anche qui in Canada la festa del Thanksgiving e’ la ricorrenza piu’ sentita, anche del Natale.Io per la circostanza ho cucinato per due giorni interi per una cena di otto persone! Pero’ con un po’ di esperienza le ricette si possono leggermente variare per renderle piu’ appetibili al ns palato. All’inizio ero molto scettica, sulla salsa al cranberry per accompagnare il tacchino ora penso che sia azzeccatissima…Le patate dolci ad esempio sono buonissime cotte al forno nella carta argentata e condite semplicemente con un po’ di burro fuso un pizzico di sale all’aglio, noce moscata e ginger(zenzero) grattugiato fresco! Provare per credere! Sono piaciute anche ai “aimangiacake”(cosi’gli emigranti italiani chiamavano un tempo i canadesi amanti dello zucchero)

  2. quattrovecchiinamerica said, on 25 novembre 2008 at 6:45 pm

    CaraMarraya la settimana scorsa al thanksgiving della preschool ho provato il tacchino con salsa di mirtilli o mix berry ed era fantastico.

    Per quanto riguarda le patate dolci, l’odore e la vista erano meravigliose, mentre il sapore era decisamente forte e strano per i nostri palati.

    Il 27 saremo con tutti gli italiani di huntsville all’hotel Marriot dove abbiamo organizzato un pranzo di ringraziamento.

    Ti diro’ dopo.


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