4 vecchi in america

RITORNO AD HUNTSVILLE CON LA DELTA AIRLINES

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 16 gennaio 2009

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RITORNO AD HUNTSVILLE CON LA DELTA AIRLINES

 

Prima di parlarvi del viaggio di ritorno ecco alcune istantanee di quello di andata:

Eccomi intento a spiegare alla signora che vorrei che i miei bagagli fossero inviati direttamente a Roma senza andarli a prendere a Charlotte o Philadelphia. Questo perche’il biglietto era un pochettino complicato.

Avevamo un biglietto nazionale a nomedi Ezio, Paolo e Sara da Huntsville a Charlotte e da Charlotte a Philadelphia.

Poi un altro biglietto sempre a nome di noi tre internazionale da Philadelphia a Roma.

Infine Stefania aveva un unico biglietto internazionale da Huntsville a Roma.

Con siffatti biglietti tutto e’ stato complicato, infatti le valigie a nome di Ezio, Sara e Paolo le avremmo dovute ritirare a Philadelphia o Charlotte per fare la dogana e reimbarcarle per Roma. Poi avremmo dovuto pagare sempre quelle valigie, perche’ nelle tratte interne agli USA le valigie si pagano (avendo un bilgietto non internazionale). Mentre Stefania e le valigie potevano andare direttamente a Roma. In piu’ e’ stato difficile trovare i posti vicini sui tre aerei per l’Italia.

Comunuque siamo riusciti a non pagare le valigie e a non ritirarle a Philadelphia, Potenza della mia persuasione e del mio native speaker english (magari!!!).

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Vandalini e zaini pronti alla partenza!! 

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Relax prima di partire, dopo aver sbrigato tutte le pratiche del check in

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Il nostro piccolo aereo che da Huntsville ci ha portato a Charlotte

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Il risveglio di Paolo a Roma

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Sara che non voleva proprio svegliarsi!

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Eccoci arrivati a Roma, stanchi ma felici sia per essere arrivati e sia per aver ritrovato tutte le valigie!

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Ecco il nonno piu’ felice del mondo, quando ha rivisto i nipoti (ed il figlio forse)!!

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Il nonno che vizia subito il nipote con 1 metro di Kinder!!

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E per par condicio anche la nonna gioca a sedia sediola con  Sara!!

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 Nella foto potete ammirare, oltre a mamma in delirio, anche il famoso presepio a vetro, specialita’ di mamma!!

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Finiamo le foto con Stefania ed i suoi gioielli, fuori dal terminal di Fiumicino

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Come non mettere queste foto del nonno con i nipoti felici?

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Eccoci al viaggio di ritorno

Le valigie innanzi tutto sono diventate 5 anziche’4 (causa regali e cibo/varie che ci siamo portati dall’Italia, come parmigiano, biscotti Plasmon, caffe’, nutella, schiuma da barba, deodorante breeze, dentifricio AZ 15). Prima di partire Paolo e suo cugino Alessandro hanno provato fisicamente la quinta valigia monster, comprata da me per l’occasione.

 

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Sara invece preferiva giocare con babbo natale (gli girava intorno come gli indiani giravano intorno ai loro prigionieri prima di scuoiarli!!)

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Alla danza della morte si sono uniti anche Paolo ed Alessandro

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Anche questa volta ci hanno accompagnati a Fiumicino Babbo e Gianluca. Siamo partiti alle 7.00 da sotto casa  perche’ l’aereo  partiva alle 9.50. Naturalmente non siamo riusciti a far fare la colazione ai bambini e neanche noi l’abbiamo fatta: troppo presto e loro troppo addormentati!

Arriviamo alle 7.50 al mitico terminal 5 (per chi non lo sapesse e’ il terminal dedicato unicamente alle partenze per gli USA ed e’ completamente disstaccato dagli altri terminal. Infatti per arrivarci ci si deve arrrivare con la macchina o con il bus messo a disposizione da Fiumicino, seguendo le indicazioni dopo che si e’ arrivati alla zona delle  partenze) e ci accingiamo a dare i documenti.

A questo punto il primo inconveniente: la signorina che controllava i passaporti nell’aprirne uno ha notato che si era scollato, ed aprendo gli altri anche questi si sono scollati. Apriti cielo, fila bloccata per 20 minuti, lei sparita nel nulla e quando e’ ricomparsa dice che i passaporti cosi’ non sono validi e non possiamo partire. Le chiedo di farmi parlare con il suo supervisore e mi dirigo verso il suo ufficio. Gli faccio capire che e’ stata la signorina a scollare i passaporti mentre li apriva (e’ una mezza  verita’ ,in quanto effettivamente erano un po’ rotti gia’ quando mi erano stati consegnati a Luglio 2008), che non era stata colpa nostra e che noi dovevamo partire per forza, in quanto io dovevo prestare servizio in una base americana NATO. Lui mi e’sembrato nuovo del mestiere e sentito gli argomenti di forza maggiore, da me sapientemente citati, ha tirato fuori l’italico ingegno: mi ha dato del vinavil e mi ha detto “metta del vinavil sui 4 passaporti e  facciamo finta che non ci siamo visti”. Genio italico che manca alla gente americana!!!

Riattaccati i passaporti siamo tornati dalla signorina e gli abbiamo fatto vedere i passaporti nuovi di zecca e lei ci ha fatto entrare! Talmente erano attaccati bene che ha fatto entrare anche babbo e Gianluca in un area riservata ad i soli viaggiatori (la sicurezza in questo caso e’ stata di tipo italico!!!) prima di effettuare il check in.

Facciamo allora il check in e la signorina ci fa capire che anche se 4 valigie su 5  valigie pesano piu’ dei 23 Kg previsti lei non ci fara’problemi !!!

Salutiamo babbo e Gianluca che si intristicono subito molto. Non come a Luglio 2008, infatti il distacco e’ sembrato meno doloroso, forse perche’ il secondo. Comunque mentre stavamo in fila per far esaminare i due zaini rimasti dalla sicurezza, abbiamo visto spuntare i due faccioni di babbo e Gianluca che dopo aver preso un cappuccino ed un cornetto sembravano molto meno tristi!!! Potenza di una colazione italica!

Noi invece continuiamo a fare la fila per il controllo zaini. Devo dire che questa parte del viaggio e’ veramente punitiva. Infatti bisogna togliersi tutti le scarpe, far scendere i bambini dai passeggini, tirare fuori i computer, ripiegare i passeggini, e mettere tutto il resto nelle bacinelle di plastica. Dopo questo spogliarello (momento nel quale i bimbi si innervosiscono molto) tocca rivestirsi e spesso lo si deve fare in equilibrio e con le persone che ti sfrecciano in ogni dove, mentre i bambini ti scappano da tutte le parti. Quando questa pantomima avviene all’inizio del viaggio si e’ ancora freschi e non pesa piu’ di tanto ma quando lo devi fare alla fine del viaggio (per esempio quando arrivi in USA e devi cambiare aereo) e’ proprio punitivo perche’ la stanchezza ed il nervosismo sono poco controllabili.

Fatto cio’ si sale sul pulman che ti riporta al terminal 5.

Ora siamo pronti per partire. Ci abbiamo messo quasi 90 minuti da quando siamo arrivati!!! Stanno per imbarcare ed abbiamo solo il tempo di andare al bar per far riempire i 2 biberon di latte e comprare due cornetti per la colazione.

SI PARTE!!

La compagnia e la Delta airlines, l’aereo e’ piccolo per un volo oltre oceano (un 767 con due file da due ed una da tre). Questa volta i posti sono quelli giusti per attaccare la culla di Sara. La culla si attacca perfettamente alla parete ed e’ notevolmente piu’ lunga di quella fornitaci all’andata dalla US Airways.

Ecco Sara che la utilizza, anche se i piedi le escono di fuori!!

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Il viaggio passa presto e senza susssulti, tra un pranzo ed uno snack. Sulla qualita’ del cibo tralascio, ma comunque e’ notevolmente migliore di quello della US Airways. NAturalmente nessuno ha il suo display personale e quindi bisogna arrangiarsi con lo schermone gigante posto al centro dell’aereo. Per fortuna abbiamo il DVD portatile ed il computer che e’ stata come al solito una salvatci hanno aiutato molto a far passare la monotonia del viaggio!!!

Ecco Paolo che si diletta a vedere i suoi cartoni animati preferiti.

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I bimbi hanno mangiato poco e quello che hanno mangiato e’ stato cibo che ci eravamo portati nello zaino del mangiare da Roma.

Apro una parentesi: Stefania si e’ incaricata di preparare tale  zaino e ci ha messo tutto quello che serviva piu’ tutto quello che non serviva, con il risultato che il peso era maggiore di quello delle valigie imbarcate!!!!

Qui sotto Paolo che mangia un omogeneizzato. 

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Finiamo le foto con il mio sguardo sul megaschermo centrale, che per chi soffre di presbiopia (per i vecchi che non lo sanno significa che con l’avanzare dell’eta’ si mettono a fuoco con difficolta’ gli oggetti vicini) non e’ il massimo! 

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Atterrati ad Atlanta, non senza qualche incertezza da parte del pilota, ci dirigiamo verso il controllo passaporti (attesa di 40 minuti) poi verso il ritiro bagagli. Arrivati dopo 1 ora dall’atterraggio al nastro bagagli ecco la sorpresa: delle nostre 5 valigie ne troviamo solo 1!!!! 

Inizio subito a rompere le palle a piu’ persone possibile, ma dopo 40 minuti ho capito che nonc’era nulla da fare e se non volevamo perdere il successivo volo, dovevo smettere di cercare le valigie. Cosi’ abbiamo fatto e con la mente alle valigie (sopratutto al parmigiano, nutella ed al caffe’) ci imbarchiamo sul mini aereo che porta ad Huntsville.

Il volo dura solo 1 ora ed atterriamo subito subito. Anche qui cerchiamo le valigie  nella speranza che qualcuno le abbia fatte arrivare lo stesso. Speranza vana. Faccio il reclamo e loro mi dicono che non appena arriveranno ce le spediranno a casa direttamente.

Stanchi morti andiamo a casa accompagnati da un mio collega, che gentilmente ci e’ venuto a prendere. Un veloce pitstop per comprare il latte per l’indomani e sparati a casa. Arriviamo alle ore 18.30 (1.30 italiane) dopo essere partitida casa alle 7.00 italiane. Tra una cosa e l’altra ci abbiamo messo circa 18 ore!!! E non abbiamo neanche le valigie.  Per la cronaca la valigia che non si e’ persa e’ quella del mangiare, ma purtroppo il parmigiano  la nutella ed il caffe’ erano sparsi nelle altre quattro valigie  (per non creare problemi alla dogana)!!

La mattina alle ore 9.30 (dopo che eravamo svegli gia’ da 5 ore e mezza, infatti i bambini si  sono svegliati esattamente alle 4 e di conseguenza noi!!) ci hanno riportato le valigie sane e salve senza nessuna detrazione. Una valigia e’ stata ispezionata dalla dogana (infatti abbiamo trovato il  cartellino che diceva che la valigia era stata aperta per un controllo), ma non hanno preso niente e neanche il parmigiano!!

Si riinizia!!

 

 

 

3 Risposte

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  1. Andrea said, on 18 gennaio 2009 at 1:31 pm

    Caro Ezio,
    mi ha fatto molto piacere esserci rivisti a Roma a inizio anno. Ormai le occasioni per scambiare 2 chiacchiere spensierate -come ai tempi torinesi!- sono ridotte all’osso ma mi piace ritrovare intatto quello spirito a distanza di anni. Il tuo blog è veramente gustosissimo perchè con un taglio “leggero” propone uno spaccato dell’America decisamente diverso dagli stereotipi che circolano da noi. Anzi, considerando la minuziosità con cui scrivi e intrattieni il lettore (mi riferisco, ad esempio, alla tua descrizione delle tecniche di costruzione delle abitazioni in USA) spero proprio che tu possa conservare tempo e pazienza per proseguire su questa strada nei prossimi 3 anni! In bocca al lupo per questo inizio d’anno e un abbraccio a tutti voi,
    Andrea

  2. vittorio said, on 19 gennaio 2009 at 9:01 am

    caro Ezio ciao, ho letto le tue vicissitudini al tuo rientro!! Però consolati perchè fosse accaduto in Italia le valigie sarebbero sparite, e per sempre!!!!!
    A presto
    Vittorio & C.

    • quattrovecchiinamerica said, on 20 gennaio 2009 at 9:28 pm

      Caro Vittorio e compagni

      sono contenti che anche tu sia rientrato nella cerchia dei nostri lettori.
      domani spero di pubblicare un nuovo articolo sul freddo di questi giorni.
      leggilo se hai tempo.

      un salutone a voi tutti e sopratutto a Kamil.

      ciao Ezio


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