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LE ASSICURAZIONI MEDICHE IN USA (LA PRATICA)

Posted in Cliniche e Dotttori by quattrovecchiinamerica on 7 aprile 2009

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 LE ASSICURAZIONI MEDICHE IN USA (LA PRATICA)

 

Nell’articolo precedente sulle assicurazioni mediche ho provato a spiegare, tramite un saggio di una esperta in materia, come funziona la sanita’ americana.

Non so se qualcuno e’ riuscito a leggere tutto l’articolo, data la sua lunghezza.

Per chi e’ stato pigro ecco in poche parole il riassunto:

Tramite due programmi di cura sanitaria pubblici, le persone anziane sopra i 65 anni ed i disabili di tutte le eta’ (con Medicare), le persone con reddito basso (con Medicaid) ed i bambini sono coperti dal punto di vista sanitario, nel malaugurato caso che gli succedesse qualcosa ed avessero bisogno di cure.
Ci sono poi altri programmi pubblici sanitari rivolti ai veterani di guerra, ai nativi americani ed aktro ancora che tutelano le minoranze.

Chi e’ coperto da questi programmi puo’ recarsi in qualsiasi ospedale o al pronto soccorso e, se accettati (questo e’ il dubbio piu’ grande!!), debbono per legge essere curati!!
C’e’ da dire che i possessori di questi programmi di cura pubblica generalmente sono trattati come persone con minori diritti rispetto a chi ha una assicurazione sanitaria privata!! Infatti per loro le attese sono molto piu’ lunghe rispetto agli assicurati “paganti”!!

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Per le persone che lavorano e che non rientrano nelle categorie dette sopra, i datori di lavoro offrono una assicurazione sanitaria, che con una integrazione di pochi dollari al mese messi dal lavoratore, coprono la maggior parte delle spese sanitarie.

Per coloro che non rientrano in quanto detto sopra, non resta che attivare di tasca propria una assicurazione privata, che se scelta bene copre molto di piu’ rispetto a quelle citate di sopra.

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Questo e’ in sostanza cio’ che e’ scritto nell’aricolo!!!

Andiamo sul pratico e vediamo come funzionae se funziona una di queste assicurazioni.

La mia famiglia ha la Blu Cross Blu Shield insurance, che e’ una delle migliori in USA. Essa che copre tutte le spesse mediche tranne una co-pay del 20 % (parte che e’ a carico del paziente. In verita’ e’ piu’ complicato di quanto detto, ma generalmente funziona cosi’. Infatti ci sono varie eccezioni, una positiva e che se ti ricoveri non devi pagare proprio nulla, e’ tutto a carico dell’assicurazione!!).

Per darvi una idea sul costo di una di queste assicurazioni vi dico che per un famiglia di 4 persone, il minimo prezzo da pagare al giorno e’ di 30 $. Quindi bisogna sborsare circa 900 $ al mese per una famiglia, che non sono pochi!!

Pero’ sebbene le assicurazioni siano care, gli ospedali funzionano bene, sono puliti, c’e’ puntualita’, professionalita’ e competenza.

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Non ci sono attese nel prenotare visite normali e specialistiche, massimo 5 giorni lavorativi (anche se noi non abbiamo mai aspettato piu’ di 2 giorni!!).

Da noi le attese sono clamorose!!!

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Un aneddoto italico:
Ieri ho parlato con degli amici di Roma e mi hanno detto che ad un signora di 80 anni prima di fare un intervento chirurgico la hanno “trattenuta” per 10 giorni in ospedale solo per fare dei controlli. Fino a qui niente di strano, se non per il fatto che i controlli si sarebbero potuti fare in day care, che la signora avrebbe evitato di stare 10 giorni in piu’ in ospedale (con le cure amorevoli delle infermiere, che sembravano essere piu’ interessate ai fatti loro, piuttosto che ai malati!) e che infine il letto poteva essere utilizzato per qualcuno che ne aveva veramente bisogno, invece che farlo occupare ad una persona che doveva fare solo delle analisi!!

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Torniamo in USA:

Il giorno della visita se l’appuntamento e’ alle 7.30, e’ quasi certo che alle 7.30 verrai chiamato (anzi devi arrivare un po prima per sbrigare tutte le pratiche iniziali).

La sensazione che si ha quando si entra in un ospedale americano e quella di entrare in un albergo a 5 stelle, dove tutti (a partire da chi pulisce per terra, passando per l’accettazione, gli infermieri, per finire con i dottori) sono gentili e rispettosi, dove tutto e’ pulito e si respira aria di competenza!

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Io non voglio dire sempre che l’Italia e’ indietro, ma chiunque di voi ha avuto esperienze in ospedali italiani e credo che la maggiorparte potra’ dire non benissimo di essi. Naturalmente ci sono delle eccezioni, che pero’ dovrebbero essere la regola!!!!!

Per avere una idea di cio’ che si fa quando si entra in un ospedale/clinica/studio medico in Alabama leggete qui sotto:

Al momento dell’accettazione si tira fuori la carta dell’assicurazione, le segretarie che sono in accettazione (che non sono mai scazzate e non chiacchierano tra di loro di cosa cucinare a cena o della Roma e della Lazio!) controllano che l’operazione o la visita o l’analisi sia pagabile dalla tua assicurazione e se tutto e’ OK ti danno il semaforo verde. Si inzia a compilare una serie di moduli che permetteranno al dottore di capire quali malattie hai avuto, quali medicine solitamente prendi, quale e’ la tua storia medica, chi potra’ ritirare i tuoi referti, i tuoi recapiti telefonici, il tuo indirizzo ……..

Voglio farvi notare che se l’assicurazione non passa la visita, l’intervento o l’analisi, il tutto si blocca e l’unica possibilita’ di effettuare cio’ che ti serve e’ pagare in anticipo il tutto!!!

Sbrigate le pratiche di entrata si viene chiamati, generalmente in accordo con l’ora dell’appuntamento preso in precedenza, e si effettuata la visita, l’analisi.
Prima, durante e dopo la visita chiunque ti assiste ti da spiegazioni su cosa stai per fare su quello che ti succedera’ durante la visita e dopo. Il tutto sempre con il sorriso sulle labbra. Questo per chi non sta bene ed e’ preoccupato e’ un vero piacere!!!

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Finito tutto te ne puoi andare a casa senza cacciare un dollaro (anche questo aspetto e’ notevole, infatti generalmente le assicurazioni sanitarie hanno speciali accordi con gli ospedali che permettono al paziente di non anticipare mai i pagamenti. Io per esempio in Italia avevo una ottima assicurazione sanitaria con Le Generali, ma dovevo sempre anticipare di tasca mia. Per interventi di poco conto non e’ un problema ma quando la cifra sale, anticipare inizia a diventare problematico!!!

Si inzia a parlare di pagamenti quando (dopo circa 15 giorni) ti arriva a casa (oltre al referto medico del dottore), dall’assicurazione, uno statement che ti informa quanto e’ a carico dell’assicurazione e quanto e’ a carico tuo.
Successivamente ti arriva a casa una lettera del dottore o della clinica che ti dice quanto devi pagare.
A questo punto se gli importi comunicati dalla tua assicurazione e dalla clinica coincidono (e coincidono sempre!!!) fai un assegno della cifra a te richiesta, lo metti in una busta, lo affranchi e lo invii alla clinica od al dottore!!

Tutto semplice e facile senza odore di fregature ne per l’utente ne per la clinica od i dottori!!

Pensate ai caos, imbrogli che potrebbero succedere se i pagamenti fossero fatti in Italia in simil maniera (e cioe’ per posta)!!!

Concludendo, pur essendo brutto dover andare dai dottori/ospedali se si ha la sensazione che tutto sia pulito, che chi ti sta davanti non e’ maleducato, che gli infermieri sono veramente a tua disposizione, e che i dottori oltre ad essere competenti ci tengono alla tua guarigione, allora i malanni piu’ facilmente passano o si sopportano!!!

Queste sensazioni in Alabama ed in Florida le ho sperimentate personalmente e vi posso assicurare che se c’e’ qualcuno che vi cura con attenzione, professionalita’ tutto diventa piu’ semplice. Pensate solo alle infermiere, se stai in un letto di ospedale e se non hai nessuno che ti puo’ accudire, diventano il tuo punto di riferimento.

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Io personalmente ho sperimentato che pur chiamandole veramente 50 volte al giorno, loro venivano sempre (dopo massimo 1 minuto, anche durante la notte) con il sorriso sulla bocca, mi davano sempre quello che io richiedevo, mi spiegavano quello che mi stavano dando (parliamo di medicinali) ed avevano sempre una parla genitile nei miei confronti. Tutto cio’ ti rende la permanenza in ospedale piu’ sopportabile.

 

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Non posso dire che in Italia sia uguale, lo spero, ma dalle esperienze avute in Italia sembra che la categoria degli infermieri faccia a gara per smarcarsi le ore di lavoro in modo veloce, senza avere troppe rotture di palle dagli ammalati ed usando veramente poco tatto verso chi sta male. Come al soltio non si puo’ generalizzare ma io penso che chi si comporta cosi’ in Italia sia purtroppo la maggioranza rispetto ai pochi che lo fanno con passione e coscenza.