4 vecchi in america

MARE, OSTRICHE E GRANDI PALAZZONI SUL MARE

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 2 luglio 2009

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MARE, OSTRICHE E GRANDI PALAZZONI SUL MARE

Oggi il tempo e’ molto variabile, come sempre in questa ultima settimana. La prima e’ stato caldissimo  e sempre sunny, mentre in quest’ultima il cielo e’ spesso nuvoloso. Ma le nuvole durano pochissimo (10 minuti al massimo) poi il vento in quota le spazza via, torna il sole e poi tornano le nuvole, in un’alternanza di sole e nuvole, in cui il sole ha quasi sempre la meglio. Le temperature sono tornate umane, cosi’ come l’umidita’, che nei giorni scorsi era stata eccezionale. Pensate che la mattina ci alzavamo con il pavimento bagnato per l’umidita’, dato che la notte non accendevamo mai l’aria condizionata!!!

Appena alzati i bimbi fanno colazione con latte, biscotti Plasmon (ordinati su internet, perche’ qui non si trovano!!) e Nesquik. Sara ha ancora i segni del Nesquik, che si e’ fregato con un cucchiaino!! 

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Poi zampettano un po sul terrazzo, prima di farsi vestire per andare al mare verso le 8.40. 

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Sotto Sara che socializza con una bimbetta americana. 

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Vi voglio far notare che dopo la prima settimana, in cui noi con le nostre tende eravamo relegati in seconda fila (ultima per la cronaca!!!), ci siamo spostati in primissima fila, praticamente sul bagnoasciuga!!!

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Questa macchina che gira per la spiaggia e’ quella dei gestori delle sdraio e degli ombrelloni (25 $ al giorno). Una cosa da sapere e’ che in Alabama TUTTE le spiaggie sono libere!! Non esistono spiaggie private e non esistono lidi!!! Si parte dall’idea che la spiaggia e’ di tutti e nessuno puo’ fare pagare un biglietto di ingresso per un bene che e’ pubblico!!! Mi piace proprio!!!

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Paolo ha imparato che per non far volare le tende deve riempire le tasche laterali di sabbia. Questa idea di zavorrare le tende e’ semplice ed efficace. Infatti in due settimane, senza nessun picchetto, la tenda non si e’ mai mossa, mentre le altre piu’ che picchettate, il giorno dopo mostravano segni di cedimento!!  

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Io con la classica maglietta bianca da mare!! 

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Sara che mostra sprezzo del pericolo e’ prende con le mani un granchio (per la verita’ morto, ma lei non lo sapeva!!) 

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 Poi lo mette nel retino e lo lava.

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Affamati ci siamo diretti in un nuovo ristorante per il pranzo: The original house of oysters. Andiamo verso le 13.30, orario in cui gli americani hanno gia’ digerito. Infatti nel ristorante c’era poca gente e ci hanno servito subito.

Da notare una chicca. Per entrare bisogna fare una lunga passerella in legno, con caldo ed umidita’ da paura. Allora i padroni hanno pensato bene di fare un semplice impianto di acqua nebulizzata!!! Mentre passi ti rinfreschi!!

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In alcuni punti c’e’ anche un ventilatore che spruzza piu’ lontano l’acqua nebulizzata!!!

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Sara ha scelto un piatto mitico: patate fritte (che non mancano mai), gamberi fritti e pesce fritto. Anche se era tutto fritto, essendo gli americani re del fritto, non era assolutamente pesante! Notate che il piatto era veramente gigante (andava bene per un adulto affamato) e costava 5 $ (neanche 4 Euro).

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Paolo ha scelto un corn dog e patate fritte. Il corn dog e’ un hot dog, fritto con pastella di mais dolce. Un gusto veramente nuovo per noi e buono (3.99 $).

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Stefania un bel piatto di gamberi grigliati, con due crocchette di pesce fritto, veramente ottimo (11 $, cioe’ 9 Euro). In piu’ per ogni piatto generalmente ci sono sempre due sides (contorni) che sono inclusi nel prezzo. Lei ha preso una patata baked con burro e souercream (una cremina che sa di yoghurt , limone e maionese, veramente ottima e fresca) e c’era un bancone dal quale si poteva prendere a volonta ogni tipo di insalata (pomodori, cetrioli, insalata, uova sode, peperoni,piselli, cipolle …… e condimenti a volonta’).

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Io scelgo il catch of the day (pescato del giorno) e mi riempiono il piatto di chele di granchio, due ostriche cotte, dei gamberi alla griglia ed un pesce sempre alla griglia + 2 palline di pesce fritto. Poi ho scelto una insalata al bancone ed una patata baked. Tutto per la modica cifra di 11 $ (che non sono neanche 9 Euro, meno di una pizza con i funghi in Italia)!!!!

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Eccoci con il nostro trofeo culinario  gigante!!! 

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Mentre i maschi giggioneggiano  con il mangiare, le femmine fanno i fatti: Sara mangia il trofeo culinario!!! 

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Di sotto alcune sale del ristorante, grande, con distanza tra un tavolo ed un altro e pulito!!!

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Questo sotto e’ il banco da cui ci si puo’ servire per farsi una fresca insalatona. 

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Questo e’ il motto del ristorante: don’t worry be crabby!!

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A paragone con questo meraviglioso ristorante (in cui noi abbiamo pagato 50 $ in 4 e cioe’ meno di 40  Euro, compresa la mancia), che altro non e’ che uno dei tanti ristoranti di pesce che ci sono in zona (ne il top ne il peggiore), vi riporto sotto quanto hanno pagato due Giapponesi in un noto ristorante di Roma dopo aver consumato una cena a base di pesce: 695 EURO.

Sembra (da quello che si legge dai giornali, che peraltro in Italia sono molto poco credibili ed attendibili) che oltre ad averli fregati su tutti i prezzi riportati sul menu (cioe’ gli hanno addebbitato prezzi maggiori di quelli riportati sul menu) , gli abbiano caricato, a loro insaputa, una mancia di 115 Euro!!!!!

Per la cronaca il ristorante lo hanno anche chiuso, perche’ oltre ad aver truffato i due turisti, i NAS hanno trovato frigoriferi non funzionanti, sporcizia e cibo non ben conservato!!! E pensare che questo e’ uno dei migliori ristoranti di Roma, dove politici ed artisti vanno spesso a mangiare!!!!

Come al solito non si puo’ generalizzare, ma come si puo’ andare avanti cosi’ in Italia, cercando di fregare chi ti porta dei soldi!!!! Alcuni ristoratori, albergatori ed operatori turistici dovrebbero essere inibiti da questo tipo di lavoro, se screditano categorie cosi’ importanti per la nostra economia. Non e’ un caso che la Spagna, la Grecia ed addirittura la Turchia stiano guadagnando turisti a scapito dell’Italia. Noi dobbiamo ringraziare i nostri antenati che ci hanno lasciato una eredita’ di monumenti, naturale e culturale cosi’ ampia, altrimenti gia’ da un pezzo i turisti ci avrebbero detto By By!!!

Qui (in USA) in un anno non ho mai visto nessuno che abbia cercato di fregarci, pur essendo stranieri!! Eppure lo avrebbero potuto fare facilmente, approfittando delle difficolta’ della lingua.

 

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Tornando a casa abbiamo approfittato per fare un giro sul lungomare del Gulf Shores. Qui siamo agli antipodi della meraviglia di strade bianche ed isolate che sono dalle nostre parti (Fort  Morgan). Tutto sembra cementato e privo di fascino. Anche se gli edifici, qui chiamati Condo, sono direttamente sul mare (anche qui esci e non devi neanche attraversare la strada per andare al mare!!).

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Anche i condo che sono dall’altra parte del mare si sono ingegnati con tunnel, che passano sopra la strada e permettono ai clienti di andare al mare senza attraversare la strada. Naturalmente nel tunnel c’e’ l’aria condizionata!!! 

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Sotto altre tre esempi di posti in cui non vorrei mai andare in vacanza, anche se affacciano sul mare!!!

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11 Risposte

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  1. pippo said, on 3 luglio 2009 at 4:55 am

    sono veramente colpito dall’economicità dei ristoranti USA. e mi sembra sia una costante di tutti i ristoranti.

    • quattrovecchiinamerica said, on 3 luglio 2009 at 7:48 am

      Caro
      Pippo hai ragione. I ristoranti sono economici, ma anche il resto e’ quasi tutto meno caro dell’Italia del 30-50%!!!!

      Io non riesco a capire come una maglia od un Jeans di marca o uno stereo o una macchina fotografica sempre di marca, qui costino cosi’ poco ed in ITalia cosi’ tanto !!!

      Secondo me un po e’ perche’ ci sono meno intermediari tra fabbrica e cliente, un po perche’ i gestori dei negozi vogliono guadagnarci troppo.

      Qui per esempio ci sono in continuazione saldi per ogni avvenimento: Festa del Papa’, Indipendence Day……………….. e se non trovano una festa per festeggiare li fanno ugualmente!!

      Per me i prezzi italiani sono un mistero!! Anche in confronto ai prezzi europeri che sono sempre piu’ bassi di quelli italiani!!

      Ciao Ezio

  2. pippo said, on 3 luglio 2009 at 1:14 pm

    hai proprio ragione, i prezzi italiani sono proprio un mistero. Per quello che mi riguarda, un paio di jeans a 20 euro sono ben pagati (ne trovi anche a 10 euro, magari xchè vivo a Napoli e non sto parlando di robaccia o imitazioni di griffe)
    anche quelli delle auto, scandalosamente care. sotto questo punto di vista, w l’america, un po’ meno se guardiamo gli aspetti legati alla sanità non per tutti. O all’istruzione cara da morire. Con ogni probabilità in America nn avrei potuto permettermi l’Università, mentre in Italia si. Al punto che a 40 anni sto per prendere la mia II laurea.
    Complimenti x il blog e per il tuo lavoro (confesso: non sapevo che esiste il corpo degli Ingegneri dell’EI.)
    Buone vacanze

    • quattrovecchiinamerica said, on 3 luglio 2009 at 9:01 pm

      Pippo come sai del Corpo degli Ingegneri? Ne ho parlato per caso nel blog?

      Per quanto riguarda i prezzi dell’sitruzione ti posso dire che le scuole pubbliche qui funzionano benissimo e sono praticamente gratuite, compreso il servizio di pulman che ti passa a prendere a casa e ti riporta. I libri di testo non si pagano, ma si ridanno alla fine dell’anno scolastico alla scuola (se non sono distrutti!!!).
      Nulla so dei College (mi informero’ appena posso).
      Per la sanita’, ti posso assicurare che non e’ come ci raccontano in Italia. Tutto funziona benissimo e ci sono assicurazioni pubbliche e private (che non costano poi cosi’ tanto) . Se hai tempo leggi i due articoli che ho scritto sulle assicurazioni mediche in USA, ti chiariranno le idee. Io personalmente prima di venire qui pensavo esattamente cio’ che pensi tu, ma poi mi sono ricreduto: e’ 100.000 volte meglio qui.
      Ho provato e ti assicuro che la celerita’ e la qualita’ dei servizi non e’ paragonabile con la nostra.

  3. pippo said, on 4 luglio 2009 at 12:14 am

    del corpo degli ingegneri ne hai parlato nel blog, ovviamanente.
    Da ragazzo, anche durante l’università, pensavo di passare un po’ di tempo negli stati uniti. in particolare mi piaceva molto la costa occidentale, la nona nord, oregon e washington state. C’era un professore che aveva vissuto qualche anno a Seattle nei primi anni 80, dopo l’eruzione di S. Helens, 1980 (è un prof di fisica del vulcanismo) e descriveva una città fantastica. Penso sia proprio così. Piena di verde, di fiumi e laghi, dove tutti avevano la barca, anche se dal clima molto piovoso.
    Voi invece vivete nel profondo sud, nel mississippi dove sono ambientati la maggior parte dei romanzi di john grisham.
    Mi sono fatto l’idea che il mississippi somigli un po’ alle zone depresse del sud italia. chissà se corrisponde a verità?
    Ho letto il post sulle assicurazioni e quello sulle automobili (il più interessante, insieme a quello sulle casette americane, col quale ho scoperto il blog). mi ha sorpreso molto la celerità del rimborso per i danni da grandine all’automobile.

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 luglio 2009 at 11:02 pm

      Io credo che convincere gli americani a comprarsi macchine dalle dimensioni europee sia ben difficile!!!

      Qua la taglia piu’ piccola e’ quella di un van familiare, poi ci sono i pick up e poi i suv (dai piccoli, che sono grandi rispetto ai grandi italiani, a quelli monster!!).

      per quanto riguarda le assicurazioni, qui e’ un piacere pagare, farsi rimborsare in meno di un’ora e cambiare da una compagnia ad un’altra se si ha un prezzo piu’ conveniente!!

      Cosa ben difficile in Italia!!!

      Per quanto riguarda il sud dell’Alabama effettivamente sono ben arretrati, ma e’ completamente diverso dal nostro sud. Sembra di vivere nelle piantagioni di cotone di 50 anni orsono!!!

      Tutte casette in legno sparse nella campagna, non messe bene e tanta desolazione.

  4. pippo said, on 4 luglio 2009 at 1:45 am

    ecco il post in cui parli del corpo degli ingegneri. la cosa la ricordo, in quanto non ne conoscevo l’esistenza.

    https://quattrovecchiinamerica.wordpress.com/2008/10/28/ospedali-cliniche-medici-e-farmacie-americane/

    a proposito di automobili, è vero che negli usa c’è la tendenza a comprare auto più “europee” nelle misure e nelle cilindrare?? insomma la fiat ha fatto bene a entrare in chrisler?
    ciao

  5. Emanuele said, on 6 luglio 2009 at 4:52 pm

    Ciao a tutti voi, continuo a seguirvi con piacere, questa sera sono stato a cena al road house che somiglia molto ai ristoranti che descrivi nei tuoi ottimi articoli, mi sono sentito anche io un pò americano e vi ho pensati, Un saluto caloroso. Emanuele

    • quattrovecchiinamerica said, on 7 luglio 2009 at 9:25 am

      Ciao Emanuele

      come dice ARBORE: PIU’ SIAMO MEGLIO STIAMO!!!

      Ciao Ezio

  6. Stefano said, on 7 luglio 2009 at 5:23 pm

    Parlavo con una amica prorio di queste cose: qualità dei servizi, la celerità degli stessi, prezzi delle automobili e la logica delle assicurazioni, prezzi dei ristoranti. Insomma, qualità di vita migliore rispetto a quella italiana. In tutti i settori sembra si respiri competenza, qualità, lealtà, fiducia reciproca, senso civico ecc……… Avevo anche precisato che tutto questo era una testimonianza di una persona che vive in Alabama e quindi non generalizzabile. La risposta a tutto questo è stata che in Italia una famiglia di operai si può ancora permettere la settimana bianca mentre negli states no. E poi ci lamentiamo della crisi??? Io credo che molti Italiani subiscano una certa influenza dai media, magari una sorta di messaggi subliminari i quali fanno credere che tutto va bene. Tu cosa ne pensi🙂

    • quattrovecchiinamerica said, on 8 luglio 2009 at 8:20 am

      caro Stefano

      non so se qui in Usa una famiglia di operai riesca a farsi la settimana bianca (anche perche’ se vivi in uno Stato lontano dalle piste da sci, raggiungere una altro stato (dove ci sia la neve) con l’aereo, con una famiglia che in media e’ di 5 persone ed oltre, costa solo di viaggio!!). Pero’ ho capito che qui la qualita’ della vita non ha paragoni con quella nostra!! TUtto e’ a portata di famiglia, tutto e’ piu’ facile e senza gente che ti tira la fregatura in ogni angolo della tua quotidianita’.

      Dopo un anno di Albama, con puntatine in varie altre citta’ e Stati, posso affermare che vivere negli States e’ nettamente piu’confortevole rispetto all’Italia, specialmente per famiglie con figli piccoli.

      Devo ancora capire se i giovani si divertano. Da quello che capisco la loro vita gira intorno alla scuola ed ai college, che offrono tutto quello che noi ricerchiamo fuori la scuola: eventi sportivi, gite, balli, feste …..

      Ciao Ezio


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