4 vecchi in america

GLI AMERICANI, LE CARTE DI CREDITO ED I DEBITI

Posted in Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 25 ottobre 2009

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(se la grandezza delle carte di credito fosse in proporzione dei debiti) 

 

GLI AMERICANI, LE CARTE DI CREDITO ED I DEBITI

 

L’uso che gli americani fanno della carta di credito in USA mi ha sempre affascinato. Ma ancora piu’ sorprendente e’ stato capire come viene rilasciata, i danni che ha creato e i posti di lavoro che ha creato in modo indotto!!!

Andiamo in ordine.

Nel 2001 venni in USA, ad Orlando per un convegno, e per una settimana intera non cambiai i soldi italiani in dollari. Pagai tutto con la carta di credito!!

Quando dico tutto, intendo tutto a partire dall’albergo, al taxi, al ristorante per finire con la spesa al supermercato. Tutti accettavano il pagamento con carta di credito, nessuno faceva la faccia storta quando la esibivi (come la fanno i negozianti in Italia, anzi!!). Ricordo di aver pagato un biglietto in autobus con la carta di credito!!!

Ora che ci vivo,in america, ho approfondito di piu’ l’argomento.

Iniziamo con il rilascio della carta di credito.

Se non sei un cittadino americano (ed anche se sei un cittadino americano!!) avere la tua prima carta di credito e’ molto ma molto difficile. Io sono qui da un anno e mezzo ed ancora non sono riuscito ad averne una (anche se non ne ho bisogno, dato che se voglio utilizzo quella italiana)!!!

La mia banca non me la da (perche’ ho un conto che si chiama “checking account”. Praticamente si mettono e si prelevano i soldi e basta!!! Interessi zero, ma costi zero!!!), perche’ il tipo di contratto che ho io non lo prevede. Se avessi un “saving account” potrei averla, ma dovrebbero fare mille controlli e la banca mi ha detto che comunque non me la rilascerebbero se se io non avessi una sufficiente credit history.

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Per avere una credit history, bisogna dimostrare di essere un buon pagatore (di cose comprate a rate). Ma se nessuno ti concede di comprare qualche cosa a rate (e vi assicuro che difficilmente qualcuno si fida a farvi comprare cose a rate i primi tempi. Infatti i negozianti prima di darvi merce a rate si informano presso le tre agenzie di credito principali e vedono se siete dei buoni pagatori. Naturalmente non potrete mai essere dei buoni pagatori perche’ non avete mai comprato nulla a rate!! Quindi il pagamento a rate non viene mai accettato!!!!!) e’ impossibile avere una credit history e quindi e’ impossossibile ottenere  delle carte di credito!!

E’ un po’ come il cane che si mangia la coda!!!

Questa spirale perversa si rompe quando qualcuno non decide di farvi comprare qualche cosa a rate (e voi pagate per tempo!) o se qualche societa’ (bisognosa di clienti) vi rilascia lo stesso la carta di credito.

Per farvi un esempio proprio ieri mi e’ arrivata la risposta per una carta di credito di un negozio (Target, assimilabile ad uno Auchan). A dire la verita’ io non la avevo chiesta.. Anzi avevo firmato delle carte per avere la tessera del negozio, pero’ non avevo capito che stavo firmando la richiesta per la carta di credito del negozio!!

Quando lo ho capito, me ne sono dispiaciuto, dato che non mi serviva (era completamente gratuita pero’!!). A togliermi dall’imbarazzo la risposta per posta, dopo 1 settimana dalla mia richiesta, che mi diceva: “grazie per aver chiesto la carta di credito, ma non possiamo emetterla a suo nome, dato che le tre principali compagnie di credito non potevano dimostrare che ero un buon pagatore”!!!!

Grazie al piffero, nessuno mi ha mai concesso un pagamento a rate fino ad ora!!!!

Pero’, come detto, una volta che ne possiedi una (per esempio altri ragazzi italiani hanno la mia stessa banca, e loro, grazie ad un accordo con la loro societa’, hanno la carta di credito della mia banca!!) sentite cosa succede!!!

Mi aiuto (data il mio scarso feeling con l’economia!!) con un articollo di ARTURO ZAMPAGLIONE molto ben fatto e pieno di spunti di rilfessione.

 

Ti iniziano (o per meglio dire ti iniziavano) ad arrivare a casa offerte su offerte di compagnie che ti offrono carte di credito.

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Negli Stati Uniti il monte dei debiti costruito utilizzando il denaro di plastica sfiora i mille miliardi di dollari, una cifra vicina a metà del debito pubblico italiano.

Fino a due anni fa ogni americano riceveva una valanga di offerte di nuove carte di credito. Arrivavano per posta quasi quotidianamente, ingolfando le buche delle lettere.

Spedite da banche piccole e grandi, promettevano tassi di interesse bassissimi, specie durante i primi mesi della fase promozionale, e sembravano prestare poca attenzione alla solidità finanziaria del destinatario.

“La sua pratica è già stata preapprovata”, assicuravano le missive, facendo capire che bastava una firma in calce al documento perché venisse recapitato in pochi giorni il magico rettangolo di plastica da usare per ogni stravaganza consumistica. Di offerte simili ne furono spedite più di 8 miliardi nel corso del 2006. 

Risultato: incapaci di resistere alle tentazioni, i consumatori americani fecero incetta di Visa, American Express, MasterCard, Discover, accumulandone in media una ventina per famiglia. E soprattutto accelerarono gli acquisti senza badare troppo al peso dei debiti, anche perché si sentivano protetti dal valore delle loro case che aumentava a dismisura.

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Quanto sopra scritto e’ confermato anche dalla mia esperienza e dalle chiacchierate quotidiane con amici americani.

Pero’ non semprele ciambelle escono con il buco!!!

La crisi dei mutui subprime, la tempesta finanziaria e la grande recessione hanno rotto l’ incantesimo. Senza lavoro, e senza la prospettiva di trovarne uno nuovo nell’ immediato, e spesso senza neanche la casa a seguito dei pignoramenti, centinaia di migliaia di americani hanno smesso di ripagare i conti in rosso delle loro carte di credito.

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Oltre a cio’ c’e’ da dire che quando si hanno 20 carte di credito, ogni mese bisogna fare 20 assegni per le compagnie che rilasciano le carte di credito. Perche’ qui non e’ come in Italia che il 15 del mese ti vengono AUTOMATICAMENTE ADDEBITATE le spese della carta di credito del mese precedente.

Cosi’ se non si e’ piu’ che precisi nei pagamenti mensili, si va in rosso e si iniziano a pagare tassi di interesse altissimi. Andare in rosso un mese significa non avere i soldi per poter pagare quel mese. E probabilmente anche i mesi a venire.

Significa che ci si inizia ad indebitare. Si prende una strada senza una uscita!!!

Anche perche’ gli americani prima della crisi, generalmente non mettevano da parte nulla o quasi. Spendevano tutto alla ricerca del sogno americano: tutti possono avere tutto. Si compravano macchine grandi (che consumavano tanto), case immense le migliori scuole ………… Contando su mutui (rilasciati troppo facilmente) e su carte di credito (che altro non erano che trappole per fessacchiotti).

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Al tempo stesso, dopo la grande ubriacatura d’ inizio millennio in cui la spesa per i consumi era cresciuta negli Stati Uniti più di quella pil, azzerando i tassi di risparmio, il paese ha cominciato a ravvedersi e a invertire direzione di marcia. 

Secondo le prime valutazioni il tasso di risparmio delle famiglie americane è passato da poco meno dello zero degli anni scorsi al 5 per cento. “Cambiano le abitudini di spesa”. I consumi sono scesi del 4,3 per cento nell’ ultimo trimestre 2008, la flessione più marcata degli ultimi 28 anni, e ancora stentano a decollare, anche se la settimana scorsa il Conference board ha mostrato un sensibile miglioramento dell’ indice della fiducia: dal 40,8 di aprile al 54,9 di maggio.

Adesso le persone indebitate ricorrono sempre piu’ spesso a Societa’ specializzate, che ti programmano il ripianamento del debito che si ha verso le Societa’ propietarie delle carte di credito e verso le banche (per ripianare le rate dei mutui non pagate!!).

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Avete capito bene queste persone dato che non riescono ad organizzarsi per ripianare i debiti, pagano altre persone per farlo in loro vece. Queste Societa’ non coprono i tuoi debiti, ma ti dicono quanto devi pagare ogni mese (ed a chi devi pagare), partendo dal tuo bilancio familiare e dai debiti da te accesi!!!

Un uovo di Colombo per fare soldi facili!!! 

Intanto gli americani hanno ridotto sensibilmente l’ indebitamento: quello attraverso le carte di credito è sceso a ritmi record. A febbraio, ha riferito la Federal Reserve, i prestiti legati alle carte di credito sono crollati di 7,8 miliardi di dollari, ovvero del 9,7 per cento su base annua: gli analisti si aspettavano una flessione di appena 1 miliardo. Un trend incoraggiante, questo, almeno per l’ equilibro del sistema economico, anche se la strada del ripianamento sarà lunga. A marzo infatti gli americani avevano ancora 945 miliardi di dollari di debiti con gli istituti di emissione.

Tutto questo ha avuto pesanti ripercussioni sugli istituti di emissione delle carte.

Fino a qualche mese fa si temeva persino che il settore potesse tracollare. Gli interventi della Federal Reserve hanno permesso di evitare il peggio, ma intanto a banche e grandi gruppi delle carte di credito non è restato che avviare una dolorosa opera di pulizia e riorganizzazione, esemplificata dagli 11mila licenziamenti all’ American Express. E questa azione è stata complicata da una riforma legislativa varata dal Congresso e ratificata venerdì 22 maggio da Barack Obama. “Con questa legge introdurremo dei cambiamenti di buon senso che proteggeranno i consumatori americani”, ha spiegato il presidente in una cerimonia alla Casa Bianca.

Bravo Obama!!

“Ci aspettiamo che i consumatori vivano con i mezzi che hanno e ripaghino i debiti, ma vogliamo anche che gli istituti finanziari agiscano con senso di responsabilità”. La riforma, che stabilisce regole più severe per i tassi di interesse e vieta i costi occulti imposti dagli istituti, è nata dalla crescente frustrazione degli americani per le politiche di marketing condotte nel settore. La legge recepisce le norme già approvate dalla Federal Reserve di Ben Bernanke nel dicembre dell’ anno scorso, anticipandone di cinque mesi l’ entrata in vigore, cioè dal luglio al febbraio del 2010. Rappresenta anche la prima importante iniziativa di reregolamentazione di un settore finanziario all’ interno del progetto avviato dalla Casa Bianca di Obama.

In pratica le banche non potranno più alzare all’ improvviso e senza ragione i tassi di interesse sulle somme dovute sulle carte di credito: se lo vorranno fare dovranno mandare un preavviso 45 giorni prima. Sono anche previsti limiti per le penali e per i balzelli.

Tutte norme, queste, volute dai democratici per alleviare le difficoltà degli elettori in tempi di recessione e frontalmente osteggiate dalla American bank association, l’ organizzazione di categoria delle banche. Secondo la quale la riforma cambierà il business delle carte e soprattutto danneggerà i bilanci degli istituti di emissione. Paradossalmente, gli utili astronomici che si registravano fino a qualche anno fa nel settore delle carte di credito non venivano dai clienti più solidi e facoltosi, i quali godevano di benefici collaterali come viaggi premio, punti, sconti.

Le vere galline dalle uova d’ oro erano invece gli americani meno abbienti e meno solidi: che accumulavano carte e debiti, senza rendersi veramente conto di quanto andavano a pagare.

La nuova legge approvata dal Congresso tutela maggiormente queste ultime categorie e agli istituti non resterà che abbassare le aspettative di guadagno cercando al tempo stesso di rifarsi parzialmente a spese dei clienti più ricchi.

Secondo la società di ricerca CreditSight, Discover Financial Service e American Express rischiano di vedersi ridurre il rating per effetto della nuova normativa: si tratta degli istituti monodimensionali, cioè quelli che operano quasi unicamente nel settore delle carte di credito. Le nuove misure colpiranno duramente il ramo finanziario della GE (General electric), il maxigruppo guidato da Jeffrey Immelt, che ha moltiplicato le emissioni di “privatelabels card”, cioè di carte di credito con il marchio di grandi magazzini come J.C.Penney o Target.

Target e’ il grande magazzino che non mi ha concesso la carta di credito!!

Ovviamente anche le maggiori banche subiranno i contraccolpi della legge appena approvata: tra queste le grandi malate del credito americano, Citigroup, Bank of America, Capital One financial, che da un lato sono quelle che hanno il maggior numero di carte in circolazione, dall’ altro le hanno concesse negli ultimi anni a milioni di clienti dalla scarsa solidità finanziaria.

“Nel complesso quello delle carte di credito diventerà un tipo di business molto diverso a quello cui eravamo abituati”, sostiene con tono rassegnato Edward Yingling, chief executive dell’ Aba, ricordando che non sarà più possibile calibrare i tassi di interesse sui rischi legati a ogni utente. Gli istituti saranno così costretti a emettere in modo più selettivo le nuove carte e non più con spedizioni massicce di offerte.

Tutto quindi dovrebbe tornare alla normalita’. Nel frattempo gli americani stanno stringendo la cinghia, si stanno vendendo il superfluo e stanno cambiando case e macchine, in favore di quelle a prezzi piu’ abbordabili.

Prima si compravano tutto quello che volevano, cercando di raggiungere il sogno americano: avere il giardino piu’ bello e splendente si quello del vicino!!!

A conferma di quanto dico, i negozi che vedo piu’ frequentati sono quelli (Thrift Store)dove si mettono in vendita le proprie cose (mobili, TV, giochi, vestiti……) ed i banchi di pegni!!!!

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Che poi stiano nei guai lo si vede anche dalle frequenti vendite speciali, dai saldi continui. Ogni Sabato e Domenica c’e’ qualche negozio che fa saldi o svendite. Segno che devono fare cassa. Ma spesso i negozi restano desolatamente vuoti o con sparuto numero di clienti, che comprano solo quello che costa veramente poco.

Pensate che abituati ai prezzi assurdi italiani, qui sembra tutto meno caro del 30-40%!!!

Prima l’Italia era terra di conquista per gli americani, ora e’ esattamente il contrario: qui costa tutto di meno rispetto all’Italia!!! 

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