4 vecchi in america

SANTA CLAUS A BRIDGE STREET (e le sue origini)

Posted in Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 15 dicembre 2009

  

SANTA CLAUS A BRIDGE STREET

(e le sue origini)

  

  

Circa un mese fa, a Bridge Street (unico mall con possibilita’ di passeggio tra negozi), e’ arrivato Babbo Natale, qui chiamato Santa Claus (se siete curiosi di sapere perche’ si chiama cosi’ leggete le notein blu, prese da Wikipedia).

Ecco i bimbi che si preparano ad andare al Mall. Sono abbastanza coperti, perche’ in quel periodo ha iniziato a fare freddo e non ha smesso fino ad oggi!!!

 

 

 

Eccoli che fanno le pernacchie al padre!!!

 

 

 

Agli americani basta poco per divertirsi. Infatti c’era una mega albero di Natale al centro del mall, un complessino che suonava musiche di Natale e BASTA!!! 

 

L’albero era spento inizialmente ed alle 18.00 lo hanno acceso. Non ti dico la felicita’ dei bambini (americani, i nostri non sembravano eccitati piu’ di tanto!!).

  

Ad un certo punto e’ iniziato anche a nevicare, neve finta!! Gli americani hanno Holliwood nella testa!!

 

 

Priam dell’accensione abbiamo passato un po di tempo vicino alle fontane.

 

 

 

Sara contenta dello spettacolo, che se fosse stato a Roma avrebbe ricevuto non poche cocenti critiche. Ma qui erano tutti contenti e felici!!

 

I due grilletti della casa.

 

 

Finalmente i 4vecchiinamerica, in posa da non ricordare!!!

 

 

Notare che se noi avevamo la giacca a vento, alcuni stavano in polo!!! Non li capiro’ mai.

Oggi ho visto una mamma che portava due bambini. Oggi facevano 8 gradi circa, ma il vento era forte e freddo. Questa testa di birilla li portava in maniche di camicia mentre io stavo in giacca a vento!!! L’avrei ammazzata (si dice cosi’ ma non e’ vero. Ora non si puo’ dire piu’ nulla pereche’ tutto e’ istigazione al reato, vedo quello che hanno fatto al Berlusca ieri!!)!!!

 

C’era poi chi stava sempre in manche di camicia, con messaggio non certo di pace!!

 

 

 

 

 

Questo sotto e’ Paolo che fa il manichino, dietro la vetrina di un negozio!!

 

 

 

Non poteva mancare Mamma Natale!!

 

Finito il misero evento, passiamo ad un mio dubbio: mi sono sempre chiesto perche’ in AMerica Babbo Natale viene chiamato Santa Claus.

Facile basta guardare su  internet, ed in special modo su wikipedia!!!

Le origini. 

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il Vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell’odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.

La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.

Le origini sono da ricercare nella storia del crisitanesimo.

Il primo personaggio è San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell’Impero bizantino che corrisponde all’attuale Anatolia, in Turchia.

San Nicola divenne noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione. Originario di Patara, sempre in Licia (Asia Minore), scoprì molto presto la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita alla fede cristiana.

Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.

San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti.

È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.

In Grecia San Nicola viene talvolta sostituito da San Basilio Magno (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea.

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburgese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). L’equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente “uomo di Natale”).

In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di San Martino di Tours (Sint-Maarten).

In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, San Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la sua festa.

Babbo Natale in America. 

Nelle colonie britanniche del Nord America e, successivamente, negli Stati Uniti d’America, i portatori di doni della tradizione olandese e di quella britannica hanno finito per identificarsi ancor più l’uno con l’altro.

Ad esempio, nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas, americanizzato in Santa Claus, ma privo degli attributi vescovili, rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Il libro di Irving era una satira della comunità olandese di New York e molti caratteri del ritratto sono dovuti alla sua invenzione umoristica.

L’aspetto moderno di Santa Claus ha assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia “Una visita di San Nicola”, ora più nota con il titolo “La notte di Natale” (The Night Before Christmas), avvenuta sul quotidiano Sentinel della città di Troy (stato di New York) il 23 dicembre 1823.

L’autore del racconto è tradizionalmente ritenuto Clement Clarke Moore, anche se l’attribuzione è controversa. Santa Claus vi viene descritto come un signore un po’ tarchiato con otto renne, che vengono nominate (per la prima volta in questa versione) con i nomi di Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen; la versione italiana di tali nomi è Fulmine, Ballerina, Donnola, Freccia, Cometa, Cupido, Saltarello e Donato.

 

All’inizio, Santa Claus venne rappresentato in costumi di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale, ma il rosso divenne presto predominante a partire dalla sua comparsa sulle prime cartoline di auguri natalizie, nel 1885.

Uno dei primi artisti a fissare l’immagine di Santa Claus nella forma che conosciamo oggi è stato il cartoonist statunitense Thomas Nast, vissuto nel XIX secolo. Nel 1863 una sua immagine di Santa Claus, che si ritiene sia stata ispirata dal personaggio di Pelznickle, apparve sulla rivista Harper’s Weekly. Un’altra immagine che divenne molto popolare è quella disegnata nel 1902 da Frank Baum, autore de Il meraviglioso mago di Oz, per il racconto La vita e le avventure di Santa Claus.

Le immagini di Babbo Natale negli Stati Uniti si sono ulteriormente fissate nell’immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca-Cola, realizzate da Haddon Sundblom. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l’invenzione stessa di Babbo Natale.

L’immagine della Coca-Cola e quella di Babbo Natale sono sempre state molto vicine, poiché pur non inventandolo viene comunemente rappresentato con i colori bianco e rosso, come quelli di una lattina di Coca-Cola, se si esclude la campagna del 2005 che ha visto la sua sostituzione con orsi polari.

 

Secondo alcune tesi, la rappresentazione di Babbo Natale al Polo Nord è lo specchio dell’evoluzione del comune sentire nei confronti dell’industria. In alcune immagini dell’inizio del XX secolo si vede Babbo Natale che realizza personalmente a mano i giocattoli che distribuisce, in un piccolo laboratorio artigianale.

In seguito si diffuse l’idea che i giocattoli fossero realizzati, sempre a mano e con tecniche tradizionali, da un nutrito gruppo di elfi che lavoravano per Babbo Natale.

Verso la fine del secolo, la realtà della produzione di massa in modo meccanico diventa più largamente accettabile per il pubblico occidentale; tale cambiamento di vedute si riflette nelle rappresentazioni più moderne della dimora di Babbo Natale, spesso rese ironicamente simili a una fabbrica completamente automatizzata, in cui le più avanzate tecniche di produzione sono controllate dagli elfi e Babbo Natale e Mamma Natale prendono il ruolo di manager.

  

Dove abita Babbo Natale?

  

La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni.

Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l’occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese.

In Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca nel villaggio di Rovaniemi, in Lapponia.

Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia.

Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea.

 

La vigilia di Natale

  

Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale.

In Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry.

I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l’anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.

Secondo la tradizione olandese di Sinterklaas, invece, i bambini “mettono fuori la scarpa”, ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond).

La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.

 

Lettera a Babbo Natale

  

L’abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.

In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0(in riferimento all’espressione “ho ho ho!” di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all’infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere. 

 

Canzoni di Natale 

 

Fra le  canzoni più note (dal punto di vista americano) che hanno come argomento Babbo Natale: 

 

 

Take Care Santa!!!

 

2 Risposte

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  1. Stefania said, on 17 dicembre 2009 at 4:25 am

    in attesa di sapere come avete trascorso il Natale
    vi mando tanti auguri ….and happy holiday for a Christmas

    • quattrovecchiinamerica said, on 17 dicembre 2009 at 6:08 pm

      Tanti auguri anche a te e famiglia.

      Ciao danoi tutti


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