4 vecchi in america

REGALO DI NATALE PER 30 MILIONI DI AMERICANI!

Posted in Cliniche e Dotttori by quattrovecchiinamerica on 29 dicembre 2009

 

REGALO DI NATALE PER 30 MILIONI DI AMERICANI!

 

Per non perdere contatto con i fatti americani ecco un sunto di vari articoli, stranieri ed italici, sulla riforma sanitaria votata il 24 Dicembre in USA.

Alla vigilia di natale il Senato americano ha votato il programma di riforma sanitaria, alla fine di una seduta turbolenta, che garantirà l’assistenza medica a 30 milioni di americani ancora scoperti, nel 2019.

Diciamo subito che  gli americani sono molto sospettosi di questo nuovo piano. Infatti l’ultima rilevazione dei sondaggi di oggi conferma che solamente il 38,4% degli americani è favorevole alla riforma. La maggioranza resta contraria e l’indice di gradimento di Barack Obama è sceso per la prima volta al di sotto del 50%, al 49%.

Obama ha detto raggiante “E’ la vigilia di Natale, ma voglio dirvi che il Senato ha passato una riforma per la sanità importante per le famiglie americane”. “Ora dobbiamo continuare fino in fondo, perché si tratta del più importante pacchetto legislativo sociale da quando il Social Security Act (le pensioni) passò negli anni Trenta, e della più importante riforma sanitaria dall’introduzione del Medicare nel 1965”.

 

Torniamo alla votazione al Senato.

 

I democratici (gli Obama men) hanno dovuto superare lo scoglio principale (quello che ha costretto a tanti compromessi al ribasso) del voto procedurale che permette di bloccare il dibattito in aula e passare alla votazione finale.

I democratici hanno ottenuto il “magic number”, i 60 voti necessari ad impedire il “filibuster”, l’ostruzionismo ad oltranza da parte della minoranza repubblicana che ha votato compatta, 40 voti, contro il passaggio alla votazione in aula.

Pero’ per ottenere questi numeri (cioe’ per ottenere il voto compatto dei 60 del gruppo democratici) la riforma ha perso componenti importanti del piano originario (passate gia’ alla camera) voluto da Barack Obama, a partire dalla public option, l’ente pubblico di assicurazione.

 

Ora l’obiettivo più immediato è arrivare a un compromesso fra i due rami del Parlamento al più presto, al ritorno del Congresso dalle feste natalizie e di Capodanno. Il voto finale bicamerale e la firma di Obama del progetto in legge dovrebbero coincidere con il suo primo discorso del Presidente sullo stato dell’Unione, previsto per il 26 gennaio o per il 2 febbraio 2010.

Andiamo a vedere in sintesi i punti cardine della riforma votata al Senato e i meccanismi che ci sono dietro al voto.

  1. La polizza sarà obbligatoria per tutti, e le assicurazioni non potranno rifiutarla a chi è ammalato, al contrario di quanto avvenuto sinora, né i singoli e le aziende potranno esimersene, pena ingenti multe (Prevede ad esempio, l’eliminazione di numerose clausole vessatorie incluse ambiguamente nelle polizze di assicurazione, che impedivano il rimborso-spese per certe malattie pre-esistenti o ritardavano in attesa di accertamenti l’autorizzazione a cure mediche urgenti, spesso con conseguenze fatali persino per coloro che avevano una copertura assicurativa);

  2. Lo stato dara’ un sussidio ai poveri che non possono permettersi l’assicurazione, e ridurrà le tasse per le piccole imprese che la stipuleranno per i dipendenti;

  3. La legge estende la copertura di Medicaid (assistenza sanitaria per famiglie e individui poveri). Il risultato netto previsto è che circa 30 milioni di persone in più sarebbero assicurate nel 2019;

  4. Il governo impedirà la formazione di un cartello, in modo che gli americani possano scegliere tra molte concorrenti facendo abbassare loro i premi.

Inoltre Obama intende complementare la riforma con un legge che abolisca il divieto d’importazione di farmaci stranieri, che sovente costano una frazione di quelli made in Usa, divieto strappato al Congresso dalla lobby farmaceutica con finanziamenti ai limiti della corruzione.

Avevo notato che nelle farmacie non erano presenti le nostre medicine tradizionali, ma mai pensavo che c’era una legge che lo impediva!!!

Dal piano resteranno comunque esclusi circa 23 milioni di americani ancora nel 2019.

 

Il pacchetto del Senato promette di assicurare oltre 30 milioni di americani nel 2019, attualmente senza mutua, a un costo di 871 miliardi di dollari in dieci anni e con la prospettiva di 132 miliardi di dollari di riduzione del deficit.

La parte più grande dei fondi verrà da una riduzione dei servizi di Medicare,  il programma di assistenza sanitaria agli anziani. Il taglio è gigantesco: 483 miliardi. Il resto da tassazione di imprese produttrici di prodotti sanitari e altre fonti. 

La legge sembra un gigantesco trasferimento di assistenza dagli anziani a giovani che per diverse ragioni non possono o non vogliono assicurarsi, e che sono oggi comunque assistiti dal servizio sanitario di emergenza.

 

Interessante e’ capire i meccanismi di scambio che ci sono stati dietro il voto.

Innanzi tutto e’ importante capire che se la legge non fosse passata al Senato questa settimana non ci sarebbe stata un’altra occasione per farla passare!!! E questo me lo aveva gia’ fatto capire un mio collega americano.

Joe Biden aveva detto prima del voto, rivolgendosi ai colleghi democratici: “Condivido la loro frustrazione perchè il piano non include l’opzione pubblica,ma non c’è ragione di buttar via l’altra mezza pagnotta”!!!

Pero’ per ottenere i voti necessari a far passare la riforma ci sono stati negoziati lunghi e pieni di sorprese.

Infatti il cammino della riforma si è sbloccato dopo che si e’ riuscito a strappare il “sì” del senatore del Nebraska Ben Nelson, necessario per raggiungere la maggioranza qualificata dei 60 voti, che consentono di fermare l’ostruzionismo e di spedire il testo al voto dell’aula. Nelson ha ceduto convinto da un compromesso sull’aborto, ma anche da una esenzione permanente concessa al Nebraska dai nuovi costi del Medicaid, la mutua dei poveri. È un “regalo” valutato 100 milioni di dollari, di cui il senatore si è fatto un punto di orgoglio: «Metto sempre gli interessi del Nebraska avanti a tutto. Non ho avuto ogni centesimo che chiedevo, ma ci siamo quasi arrivati». Nelson non è stato il solo dei “magnifici 60” al Senato ad aver fatto guadagnare il suo stato di origine mantenendo a lungo una posizione intransigente sulla riforma.

Non solo lui e’ stato “pagato”, un altro irriducibile, l’indipendente-socialista Bernie Sanders del Vermont, è stato convinto un aumento dei fondi per Medicaid, mentre per la senatrice della Louisiana Mary Landrieu, che ha ceduto alcune settimane fa, il compensò è stato pari a 300 milioni di dollari.

Insomma non solo in Italia ci sono truschini in Parlamento!!!

 

Passiamo ai limiti della riforma.

 

La riforma non garantisce una protezione medica a tutti i 47 milioni di cittadini dimenticati, bensì a poco più di 30 milioni, a fine 2019.

Concede deroghe a ciascuno dei 50 stati della Unione, per esempio sull’aborto, le cui spese potrebbero essere escluse dall’assicurazione. Ed è aperta ad altri compromessi perché la Camera e il Senato dovranno unificare le due diverse versioni.

La riforma non è una picconata al principio della privatizzazione della sanità che distingue l’America dall’Europa, più legata al welfare.

Obama, tuttavia, non poteva fare di più. Il presidente si è invano appellato alla bipartisanship. Ancorati alla ideologia liberista, i repubblicani gli hanno votato contro in blocco, anteponendo al pubblico interesse quello del capitale. Sono ricorsi alle menzogne, dicendo che il paese non può sostenerne il costo, mille miliardi di dollari in dieci anni, una somma che ha però speso per le guerre dello Iraq dell’Afganistan e contro il terrorismo; e aggiungendo che la riforma accrescerà il deficit di bilancio mentre lo ridurrà di 130 miliardi di dollari. I democratici non sono stati molto migliori: invece di fare quadrato attorno a Obama, il partito di Roosevelt, Kennedy e Johnson, si sono divisi per paura di apparire “socialisti”, ossia comunisti, a meno di un anno dalle elezioni congressuali. Di qui, una riforma imperfetta.

 

Ora avete una idea piu’ chiara di quello che e’ successo e di quello che potra’ succedere, fatevi una vostra idea.

Di certo non fidatevi troppo di quello che dicono i nostri giornali, che vogliono farci capire che la riforma sanitaria di Obama e’ una cosa senza precedenti!! E’ un piccolissimo passo avanti per i non assicurati, ma poco di piu’!! Almeno per ora.

Cosi’ come i nostri giornali  hanno enfatizzato il fatto che Obama nel 20xx ritirera’ le sue truppe dall’Afghanistan. Ma non hanno detto, o meglio hanno glissato sul fatto che Obama ha rafforzato il contingente americano (contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale) in quel paese!!

 

La mia idea sulla riforma e’ che non sia cambiato poi tanto (rispetto alle aspettative dei democratici), se non che 30.000.000 di persone avranno una polizza assicurativa. Il resto sono chiacchiere di parte!! E la maggiorparte degli americani e’ contenta cosi’!!

Pero’ per i poveretti che avranno una assicurazione sanitaria sara’ una bella soddisfazione (anche se credo che la polizza base coprira’ veramente le cose basilari, ma e’ meglio che niente!!!).

 

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