4 vecchi in america

I DON’T QUIT, MR. PRESIDENT SAID!!

Posted in Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 29 gennaio 2010

 

“I DON’T QUIT”, MR. PRESIDENT SAID!!

 

Mercoledi’ sera ero a Miami, nella mia camera d’albergo vicino all’aeroporto e, solo soletto, stavo passando il tempo guardando la TV, prima di addormentarmi.

Facendo zapping selvaggio, ho visto su piu’ di un canal,e i preparativi per il discorso che il presidente degli Stati Uniti d’America tiene ogni anno, di fronte alle due camere del Congresso, detto “State of the Union”.

In questa occasione il presidente fa un bilancio dell’anno passato e spiega algi elettori  cio’ che vorra’ fare in quello futuro.

Allora dato che non c’erano i bambini a “rompere” ho deciso di seguirlo tutto, senza sottotitoli in inglese (oramai mi sono lanciato!!), come ogni buon americano farebbe!! Ma lo ho guardato con gli occhi di un italiano!

Il discorso avviene in un momento particolare di Obama: la sua popolarita’ e’ in calo (notevole) a causa di errori commessi dalla sua amminsitrazione e per le promesse fatte nella campagna elettorale, mai mantenute. Una per tutte la famosa riforma sanitaria, che probabilmente non verra’ mai alla luce, se non in forma parziale (senza cambiare di molto lo stutus quo).

Inoltre i democratici (partito di Obama) ha perso da poco le elezioni in Massachusetts, portando i suoi senatori a 59 anziche’ 60. Questo, da quello che ho capito io, e’ un numero magico, che permette all’opposizione di poter fare veamente l’opposizione, allungando i dibattiti, ponendo emendamenti, rendendo difficile far passare leggi …… Cosa che prima (con 60 senatori della maggioranza) non poteva fare!!!

Quindi la perdita del senatore del Massachusetts, anche se fa diminuire di solo un senatore e’ molto importante dal punto di vista delle dinamiche politiche americane!!!  

Il discorso e’ durato 52 minuti e devo onestamente dire che Obama e’ un gran oratore!! Sentirlo parlare affascina anche chi non lo ama!

Non so se leggeva il discorso da qualche schermo, ma dava l’impressione di saperlo a memoria, e lo ha interpretato con consumata sapienza.

Immaginate di avere le due camera schierate (democratici e repubblicani) di fronte al Presidente e lui che con frasi ad effetto e slogan (“I don’t quit”, Change we can believe in”)

arringa il suo popolo, che a mo’ di teatro si alza ed applaude istericamente!!

A me e’ sembrato tutto forzato ed un po eccessivo. Detto cio’ pero’ c’e’ da notare che l’opposizione non ha mai fatto cenno a fischi, urla e scene isteriche, che si vedono nel nostro parlamento!!! Facce scure, ma mai becere urla, anche quando Obama gli ha mandato delle frecciatine!!

Prima di inziare il discorso si e’ accomodata tra gli spettatori Michelle, con il suo bel vestito e la sua faccetta carina, che ha salutato alla sua destra una poliziotta (che ha avuto un ruolo importante nella sparatoria che c’e’ stata qualche tempo fa in un Arsenale del Texas) ed i vari suoi ospiti.

Poi e’ arrivato lui, bello come il sole (o abbronzato come direbbe il Berlusca!!), ma con dei completi che sono pietosi, a mio dire!! Non credo sia vestito da uno stilista italiano!!

Con calma, senza enfatizzare troppo i toni, ma con fiera decisione ha iniziato il suo discorso.

In sintesi la ricetta per il rilancio e’ la seguente: per il rilancio dell’economia Obama anticipa la sua ricetta articolata in quattro punti: riforma finanziaria; innovazione, soprattutto nell’energia; più esportazioni (l’obiettivo è raddoppiarle in cinque anni così da sostenere 2 milioni di posti di lavoro); maggiori investimenti nell’educazione. 

Pero’ la sua number one issue e’ stata quella della creazione di nuovi posti di lavoro. La cosa per cui bisogna lottare prima di tutto nel nuovo anno. Quindi rilancio dell’occupazione nel 2010.

Cita i 7 milioni di posti persi nei due anni di recessione, con la disoccupazione che ha superato la barriera del 10% per la prima volta dal 1983, e promette: la priorità della Casa Bianca è creare nuovi posti di lavoro, con ogni mezzo. Per esempio con la costruzione di infrastrutture per i treni ad alta velocità, misure di sostegno all’export e alla piccola industria, una deroga sugli sgravi fiscali per la classe media.

Poi e’ passato a bastonare le grandi banche e Wall Street.

Sul fronte finanziario, Obama vuole una «riforma seria» e propone di utilizzare 30 miliardi di dollari dei fondi restituiti da Wall Street per aiutare le banche regionali a concedere credito alle piccole e medie imprese, «il vero motore della crescita occupazionale del Paese». «So che a Wall Street l’idea non piace – spiega -, ma gli istituti che possono permettersi di distribuire di nuovo pesanti bonus, possono permettersi anche di pagare una modesta tassa. Non sono interessato a punire le banche ma a proteggere la nostra economia». Il presidente sollecita dunque una regolamentazione più stringente su Wall Street a assicurato di non voler scaricare sulle generazioni future il peso dell’enorme deficit di bilancio: 1.416 miliardi di dollari nel 2009 e 1.350 miliardi previsti per il 2010. Per tre anni saranno congelate le spese pubbliche non indispensabili (taglio alle spese per il nuovo progetto dell’uomo sulla luna!!!) e sarà costituita una commissione bipartisan per definire un’agenda di lungo periodo sul programma di riduzione del rosso nei conti pubblici. Un’iniziativa che l’opposizione repubblicana ha definito «lodevole ma insufficiente».

Ha parlato di Afghanistan ed Iraq, in modo meno negativo e distaccato rispetto alla campagna elettorale. Infatti una delle colpe che gli americani danno ad Obama e’ quella di non amare i suoi militari!! E qui il convincimento che la nazione ed i  militari siano una cosa sola ed intoccabili e’ forte!! Non a caso ha aumentato i militari americani in Afghanistan, al contrario di quanto detto in campagna elettorale.

Ha promesso piu’ college per tutti. Dato che l’high school (il nostro liceo) non e’ piu’ sufficiente per trovare lavoro decente!

Poi ha fatto un mea culpa sulla riforma sanitaria, promessa con tanta veemenza in campagna elettorale. Secondo lui il popolo americano non ha capito bene cio’ che lui voleva proporre, e di questo se ne e’ addossato le colpe (“I take my share of blame for not explaining it more clearly to the American people). Cioe’ la colpa di una poca trasparenza verso l’elettorato!

Sulla riforma della sanità, che rischia lo stallo al Congresso ora che i democratici hanno perso la maggioranza in Senato, Obama riconosce di avere commesso errori ma lancia un appello al Congresso a completare l’opera superando le divergenze: «Per quando avrò terminato il mio discorso ancora più americani avranno perso la loro assicurazione sanitaria – avverte -, milioni di loro la perderanno quest’anno. Io non intendo abbandonare questi americani e non dovrebbero farlo neppure i presenti in questa Camera». Il presidente ha invitato tutti a riconsiderare il problema con calma e di avanzare suggerimenti: «Quello che chiedo al Congresso è di non girare le spalle alla riforma. Non adesso che siamo così vicini al traguardo. Troviamo insieme un modo per completare l’opera a beneficio del popolo americano». L’appello ha raccolto applausi anche tra alcuni repubblicani. Obama ha poi chiesto al Congresso di approvare la legge sul clima, anch’essa bloccata in Senato, perché «offrire incentivi all’efficienza energetica e alle fonti pulite è la cosa migliore da fare per il futuro». Quindi, tornando a criticare la sentenza della Corte Suprema sui finanziamenti elettorali, ha detto che è necessario porre «limiti stringenti» ai contributi dei lobbisti ai candidati.

E’ poi passato ad incensare l’energia pulita, tra cui quella solare, l’eolica e naturalmente quella nucleare. Voi amanti di Obama ed oppositori del nucleare in Italia, fate un pensierino su cio’!! Obama mette al primo posto, tra le energie pulite, il nucleare!!!

E come nel piu’ classico dei film americano finisce con il dire: “I don’t quit”,dobbiamo portare avanti il nostro sogno!!! 

A dieci giorni dalla sconfitta in Massachusetts e nel momento più difficile della sua gestione, il presidente lancia un messaggio di speranza: «È stato un anno difficile. La nostra amministrazione ha avuto delle battute d’arresto, alcune meritate. Ma noi non molliamo, dobbiamo cogliere il momento giusto per ricominciare e portare avanti il sogno». Infine, parlando di Haiti, ricordando gli «oltre 10mila americani che stanno lavorando, insieme a molte altre nazioni, per aiutare la gente a riprendersi e a ricostruire». Il Congresso ha applaudito l’ambasciatore haitiano Raymond Joseph, che era tra gli ospiti della first lady Michelle.

La mia impressione e’ che sia stato un discorso obiettivamento modesto, che tendeva a salvare il salvabile, in un momento negativo per il suo partito e per lui.

Queste impressioni sembrano condivise dalla maggiorparte delle TV e giornali americani, che il giorno dopo hanno commentato il discorso di Mr. President!!

Vi faccio notare che il gradimento del discorso e’ stato del 48%, ma l’anno scorso fu del 68%!!

Mentre il prima del discorso aveva una credibilita’ del 49%, dopo del 53 %.

Fa pensare che molti percentuali di gradimento vengano fatte su messaggi presi da twitter (potenza dei social network!).

Ci sono poi molti gruppi di ascolto che sono stati formati ad hoc. 1o democratici, 10 repubblicani e 10 indipendenti. Poi si fa un grafico del gadimento del discorso in tempo reale!! E se si analizza il grafico si vede che quando Obama parla della riforma sanitaria I gialli (indipendenti) ed I rossi (repubblicani) fanno scendere il gradimento a livelli minimi!!!

Altra annotazione di colore e che i repubblicani (di destra essenzialmente) sono dipinti di rosso (colore che ricorda i comunisti!), mentre i democratici (progressisti, parenti vicini del PD italiano) vengano dipinti di blu (colore che ricorda il nostro centro destra)!!!

Ecco alcune vignette simpatiche:

Tutto il mondo e’ paese, o meglio tutti i politici sono uguali, ad ogni latitudine ! O siamo noi cittadini che ci lamentiamo troppo?!!

 

 

3 Risposte

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  1. Gianluca 16 said, on 30 gennaio 2010 at 3:17 am

    ciao ezio, bel post, interessante leggere il parere di un italiano negli usa, sulla politica statunitense…..cmq bella la vignetta finale (bush era- obama era)….le vignette sono il punto forte di questo blog, certo bisogna sapere un minimo di inglese per capirle ma dove le trovi….??

    • Gianluca 16 said, on 30 gennaio 2010 at 3:19 am

      correzione: il pezzo forte…. non il punto forte

    • quattrovecchiinamerica said, on 30 gennaio 2010 at 6:55 am

      Caro Gianluca

      per la prima volta ho capito di poter capire cio’ che Mr. President diceva, senza la barriera linguistica. Allora ho detto” perche’ non trasmetterlo agli amici italiani, senza per forza doversi fidare dei giornali e delle tv, come filtro!!!!

      Lo ho guardato, digerito e le impressioni le ho riversate sul blog. cercando sempre conferma di quello che scrivevo sui giornali americani e sulle tv locali!

      Per le foto. niente di piu’ facile: vado su google e cerco su immagini cio’ che meglio si adatta all’articolo od alla parte di articolo che devo commentare.
      Questo pero’ richiede tempo, occhio, immaginazione e non sempre si trova quello che ssi vuole!!

      Ciao Ezio


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