4 vecchi in america

TITO STAGNO DICEVA LA VERITA’??

Posted in Escursioni-Viaggi, Varie by quattrovecchiinamerica on 12 marzo 2010

 

TITO STAGNO DICEVA LA VERITA’?? 

 

Una faccia cosi’ vera e televisiva, poteva raccontarci un sacco di frottole??

Era il 20 Luglio 1969, quando l’apollo 11 “allunava”. Io mi ricordo bene quel momento e quelle immagini, anche se ero piccolo (avevo quasi sette anni!).

Ecco alcuni momenti della radiocronaca di quei momenti commentati da Tito Stagno e Ruggero Orlando:

“Mancano 2 metri, ha toccato il suolo lunare, non ha toccato (Ruggero da Houston),sono le  22.17 italiane, le 15.17 di houston  houston …. per la prima volta un veicolo pilotato dall’uomo ha toccato un altro corpo celeste ……….. a voi houston, qui ci pare che manchino ancora 10 metri (Ruggero da Houston), no Ruggero se abbiamo ascoltato bene le comunicazioni da 2,5 e mezzo non si passa a 10, hanno toccato ………………………………”

Se volete vedere da you tube la trasmissione originale del 1969, andate su:

http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.anthas.it/userfiles//TITO%2520STAGNO.png&imgrefurl=http://www.anthas.it/default.asp%3Fopt%3Ddettaglio%26codice%3D125&usg=__iPHyEcdDKAQMXukGBsOWjFMGBZc=&h=576&w=733&sz=176&hl=it&start=1&itbs=1&tbnid=PQ83OB9xQN1UmM:&tbnh=111&tbnw=141&prev=/images%3Fq%3Dtito%2Bstagno%26hl%3Dit%26gbv%3D2%26tbs%3Disch:1

Io non avevo mai avuto dubbi sul fatto che Tito Stagno raccontasse la verita’ ma molti si. Ed ecco a voi la teoria del complotto lunare, sollecitata da molti lettori del blog!

Prima di leggere la teoria, sappiate che tale teoria e’ stata ampiamente smentita da scienziati e professori universitari!

Quindi potreste anche fermarvi qui a leggere il post, evitandovi un mal di testa!!

Per i piu’ curiosi, dotati di moment, i dettagli!

Se vi interessa leggere esattamente ogni risposta scientifica alle accuse dei complottisti, andate sul sito http://www.siamoandatisullaluna.com nel quale Matteo Negri (Autore e amministratore del sito) analizza (IN ITALIANO!) ogni accusa comlottista e le smonta, rendendole utili solo a chi vuole fare del caos mediatico a tutti i costi (cosi’ come spesso accade dopo eventi di proporzioni mediaiche notevoli, come ad esempio le Torri Gemelle).

La teoria del complotto sull’allunaggio dell’Apollo (detta anche Moon Hoax in inglese) è la tesi secondo cui le missioni del programma Apollo non avrebbero mai portato l’uomo a toccare il suolo lunare e la NASA avrebbe falsificato le prove degli allunaggi, in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti.

Tale teoria del complotto, che gode di una certa popolarità negli Stati Uniti a partire dal 1976, sostiene che i vari allunaggi presentati all’opinione pubblica mondiale tra il 1969 ed il 1972 non sarebbero mai realmente avvenuti, bensì sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con l’aiuto degli effetti speciali. Questa teoria viene perorata da dubbi, osservazioni, ipotesi, sui fatti intercorsi durante le missioni Apollo.

 

Origini della teoria 

 

L’origine della teoria del falso allunaggio si individua nel libro “Non siamo mai andati sulla luna”, (We Never Went to the Moon) pubblicato nel 1976 a proprie spese dall’americano Bill Kaysing insieme a Rendy Reid e ripubblicato nel 2002, senza il coautore.

Nel suo libro “A Man on the Moon”, pubblicato nel 1994, Andrew Chaikin sostiene che tali teorie del complotto circolavano già ai tempi della missione dell’Apollo 8, nel dicembre 1968.

La teoria del complotto nel libro di Kaysing 

Capiamo chi era Bill Kaysing:

Si laureo’ nel 1949 in lingua e letteratura inglese, lavorava presso Rocketdyne (una ditta che forniva motori alla NASA e che collaborò ai progetti Apollo) e sovrintendeva alla stesura dei testi dei manuali tecnici.

Kaysing si licenziò nel 1963 (secondo altre versioni fu lui a essere licenziato),  diversi anni prima delle prime missioni Apollo.

Kaysing, nel suo libro, sostiene che la tecnologia degli anni sessanta non avrebbe mai consentito di portare a termine un allunaggio con equipaggio.

Egli espone tre premesse alle sue dichiarazioni e alle sue ipotesi, formulate sulla base della propria esperienza professionale.

1) La percentuale di successo sarebbe stata considerata dalla NASA stessa all’incirca dello 0,0017 per cento: praticamente senza speranza.

2) La NASA, amministrata in malo modo, non avrebbe potuto passare da una situazione disastrosa a un successo totale.

3) La NASA e la Rocketdyne erano semplicemente alla ricerca di denaro.

 

Secondo Kaysing, il falso metraggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino. Egli indica il regista Stanley Kubrick, già famoso per gli effetti speciali nel suo film 2001: Odissea nello spazio, quale incaricato dalla NASA per girare i vari filmati delle missioni, sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del giovane fratello Raul col Partito Comunista.

 

Con un team per gli effetti speciali capeggiato da Douglas Trumbull, Kubrick avrebbe messo in scena la prima e la seconda missione lunare in un edificio speciale di Huntsville, nell’Alabama. Per simulare la gravità lunare si sarebbero usate gru a ponti idraulici e sottilissimi cavi. L’interesse di Kubrick verso la matematica teorica sarebbe stata potenziata dalle nozioni di meccanica orbitale ricevute nei consulti di Wernher von Braun, all’epoca anch’egli a Huntsville.

 

Dopo il rifiuto di girare l'”Apollo 13″, sarebbe stato arruolato il regista inglese Randall Cunningham.

 

La teoria di Kaysing si ramifica sostenendo tre diverse possibilità.

 

1) «Probabilmente, il razzo Saturn V, con a bordo gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins, partì regolarmente ma, appena furono fuori dallo sguardo del pubblico, l’astronave si diresse verso il Polo Sud, espulse l’equipaggio e si schiantò nell’Oceano.

Nel frattempo, gli astronauti e gli uomini del Controllo della missione furono portati da parte in un corso meticolosamente progettato per ingannare il pubblico, facendogli credere del viaggio sulla luna.» Dopo la spettacolare “missione lunare”, l’equipaggio e il modulo di comando sarebbero stati caricati su un aereo militare da trasporto e gettati nel Pacifico per le operazioni di “recupero”. 

2) Un’altra ipotesi è che rimasero in orbita terrestre fino al rientro nell’atmosfera per finire con un perfetto ammaraggio nel Pacifico. 

3) L’ultima ipotesi è che « non salirono neppure alla partenza e la navicella caduta in mare fosse vuota. Dopo il rientro, gli astronauti furono messi in isolamento con l’incredibile scusa di non contagiare con i virus lunari!» 

 

I tre astronauti Roger Chaffee, Edward White e Virgil Grissom, morti ufficialmente nell’incendio dell’Apollo 1, sarebbero stati “eliminati” dalla NASA perché non collusibili. Kaysing segnalò altri sette casi di presunte eliminazioni tra astronauti e piloti.

 

Sostenitori della teoria del complotto di Kaysing.

 

Tra i sostenitori ci sono giornalisti, inventori, fotogafi ed un dottore in scienze tecniche russo. Poca gente di peso scientifico!

 

Altre argomentazioni a sostegno della teoria 

 

La corsa verso la Luna deve essere vista nel complesso della guerra fredda. Le prime tappe di questa corsa erano state vinte dall’Unione Sovietica, che era riuscita a mandare in orbita il primo satellite artificiale, a fotografare l’altra faccia della Luna e a portare il primo uomo nello spazio. Ora spettava agli americani di aggiudicarsi ad ogni costo questo prestigioso titolo.

La corsa verso la Luna serviva a coprire i massicci finanziamenti per la sperimentazione di nuovi armamenti e la ricerca e i test di nuovi sistemi missilistici. 

Questa vittoria tecnologica fu per il popolo americano estremamente motivante quale dimostrazione di supremazia non solo militare.

L’allunaggio sarebbe stato inscenato per distrarre gli americani dalla guerra del Vietnam.

La NASA avrebbe avuto timore di perdere il proprio budget che ammontava già allora a 30 miliardi di dollari.

Tutta la missione dell’Apollo 13 sarebbe stata messa in scena per riguadagnare l’interesse della gente alle missioni lunari e assicurarsi il finanziamento delle future attività. Tale sceneggiatura fu talmente perfetta da essere utilizzata quale trama dell’omonimo film di successo.

Nessun altro paese aveva i mezzi e l’autorità per contestare la veridicità della missione ad eccezione dell’Unione Sovietica che, diffusa attraverso la stampa comunista, non godeva di credito presso il grande pubblico occidentale.

 

Reazioni della NASA 

 

Nel 2002 la NASA commissionò a James Oberg per 15.000 dollari un libro che rigettasse punto per punto le affermazioni dei complottisti ma, lo stesso anno, cancellò la commessa a fronte delle lamentele di chi vedeva in tale azione una legittimazione delle accuse dei complottisti.

 

Lavori accademici e divulgativi di scienziati

 

Alcuni scienziati si sono occupati in particolare della teoria del complotto lunare, rispondendo alle obiezioni avanzate dai fautori della teoria.

Martin Hendry e Ken Skeldon dell’ Università di Glasgow nel 2004 hanno ricevuto dal Particle Physics and Astronomy Research Council l’incarico di indagare sulle tesi relative alla teoria del complotto lunare. Nel novembre 2004 hanno tenuto al Glasgow Science Center una lezione in cui le dieci principali tesi avanzate dai sostenitori del complotto sono state ad una ad una esaminate e rifiutate.

 

Obiezioni generiche alla teoria del complotto 

 

Tutte le motivazioni politiche e militari indicate dai sostenitori della teoria dovrebbero premettere la risposta a una domanda: perché l’Unione Sovietica non avrebbe denunciato gli americani per aver inscenato un falso sbarco sulla Luna?

I sovietici disponevano di radar, satelliti spia, basi di ascolto, avevano un proprio programma di conquista della Luna e ottimi scienziati capaci di analizzare i dati che giungevano alla NASA; ad esempio, facendo delle semplici triangolazioni avrebbero potuto scoprire la distanza da cui provenivano le trasmissioni degli astronauti e avrebbero avuto ogni interesse, in periodo di guerra fredda, a denunciare una eventuale truffa.

James Longuski, docente alla Purdue University, nota come l’ampiezza e la complessità del complotto dovrebbe essere tale che è impossibile considerarlo verosimile. Più di 400.000 persone lavorarono per il progetto lunare per circa dieci anni e una dozzina di uomini che camminarono sulla luna tornarono raccontando la propria esperienza. È quindi inverosimile che centinaia di migliaia di persone appartenenti alle categorie più diverse (astronauti, ingegneri, tecnici, burocrati ed altri) abbiano mantenuto il segreto. Sarebbe stato infatti più semplice atterrare sulla Luna che inscenare un complotto di simili proporzioni. Analoga considerazione, sottolineando l’assurdità della teoria del complotto, è svolta anche dal giornalista Beppe Severgnini e dallo scrittore Umberto Eco. Un’altra cosa che rende più difficile il complotto è che questo non poteva limitarsi solo alla NASA, ma doveva coinvolgere anche personale esterno, dato che la costruzione dei mezzi spaziali era appaltata a ditte private i cui ingegneri avevano parte attiva nella progettazione. 

Bisogna inoltre considerare che le imprese lunari erano seguite da numerosi giornalisti americani e stranieri e sarebbe stato difficile organizzare una simile truffa sotto gli occhi di tanti cronisti che conoscevano bene il loro mestiere.

Dal punto di vista dei finanziamenti, la NASA non poteva avere interesse a falsificare le varie missioni. Il denaro veniva infatti utilizzato per la maggior parte per gli stipendi dei vari ingegneri, nonché in particolar modo per la costruzione dei vari apparecchi per le missioni (alcuni razzi Saturn V sono addirittura rimasti inutilizzati). Nonostante il successo delle missioni Apollo 11 e Apollo 12, a causa di tagli nel bilancio della NASA le missioni di Apollo 18, 19 e 20 furono cancellate  , contribuendo a un risparmio sugli straordinari del personale di Houston, risparmio di tempo per allenamenti e sperimentazioni, nonché di carburante, ossigeno liquido e alimentazione apposita per astronauti.

Quanto all’ipotesi che gli allunaggi siano stati falsificati per sollecitare l’orgoglio nazionale e rafforzare il consenso interno, bisogna tenere presente che negli USA non c’era consenso unanime verso la conquista della Luna, ma vi furono anche delle contestazioni contro le spese spaziali, che secondo alcuni sottraevano risorse alla lotta contro la povertà; la più clamorosa di queste contestazioni fu quella del reverendo Ralph Abernathy, che si presentò con i suoi seguaci davanti ai cancelli della NASA il giorno del lancio dell’Apollo 11.

Se la NASA avesse deciso di falsificare gli allunaggi sarebbe stato logico e prudente ridurre al minimo certe attività e quindi fare pochissime fotografie, non girare video o fare filmati brevi, non dare appalti esterni, non fornire abbondanti notizie alla stampa. Sarebbe stato assurdo e molto rischioso, oltre che praticamente impossibile, falsificare un’enorme massa di documentazione come migliaia di fotografie e decine di ore di filmati. 

Se volete leggere tutte le obiezioni e le analitiche contro argomentazioni, andate sul sito citato all’inizio del post e trovere tutte le risposte alle seguenti accuse:

 

  • Tutte le foto scattate dagli astronauti sulla Luna, sono senza stelle …   

  • Tutte le ombre fotografate convergono! Come è possibile?  

  • Le aree in ombra delle fotografie non sono completamente nere! Come è possibile?  

  • L’orizzonte, nelle foto Apollo, è troppo vicino per essere reale … 

  • Nelle foto la bandiera è senz’ombra; nei filmati sventola. Com’è possibile se sulla Luna non esiste aria? 

  • Sotto il motore di discesa del LEM, manca il cratere di atterraggio!  

  • Ci sono tante anomalie nel video che ritrae il LEM dell’Apollo 17 decollare dalla superficie lunare …  

  • Sulla Luna esistono temperature e radiazioni letali per l’uomo … 

  • La maggior parte delle foto dell’Apollo presentano evidenti ritocchi … 

  • Le missioni lunari furono troppo perfette per essere vere … 

  • Gli astronomi non rivolgono mai i loro potenti telescopi sulla Luna. Forse per evitare di scoprire la verità? 

 

Riporto, per chi fosse interesato, le sintetiche conclusioni finali di Matteo Negri (che mi sento di condividere, avendo letto bene tutto il suo meraviglioso lavoro sul moon hoax), che smentiscono senza appello la teoria del Moon Hoax.

Le chiacchiere che i luna-complottisti stanno facendo, stanno infangando il buon nome di tutte quelle persone che dal nulla hanno creato un miracolo tecnologico. E’ questo il vero problema! Viviamo in una società dove sempre più spesso la gente crede alle fandonie raccontate per creare puro business, solo perchè ha sentito dire in una trasmissione televisiva demenziale, che esistono prove schiaccianti! Eppure oggi se si vuole capire i mezzi non mancano. Potremo stare a parlare ore, ma non riusciremo mai a trovare un particolare inspiegabile nell’eredità lasciata alle generazioni future dalle missioni Apollo. Eppure, il mio sforzo, come quello dei collaboratori della mia associazione è proprio quello di fornire lo spunto alla gente, per approfondire i temi e ragionare con il proprio cervello, arrivando da soli alla propria conclusione. Vorrei invitarvi infine a riflettere sulla definizione (che riportiamo dallo Zingarelli) della parola “indizio”: << fatto certo da cui il giudice del processo penale può argomentare la prova della sussistenza o meno di altro fatto rilevante per l’accertamento della verità >>. Un indizio quindi, per essere tale deve essere un fatto certo: non una supposizione, o un sospetto; non posso andare alla polizia affermando che il mio vicino di casa è un terrorista (o un ladro, o un assassino) e chiedere l’arresto solo perchè non è possibile dimostrare il contrario. Nessun giudice lo consentirebbe, almeno in un paese democratico. 

Facciamo quindi il punto finale di quanti “fatti certi” dispongono realmente i complottisti per supportare la loro teoria:

Le foto:

nessuna delle foto fornite dalla Nasa riporta anomalie; al contrario, le dichiarazioni dei complottisti a proposito risultano essere false affermazioni, distorsioni della realtà, o manipolazioni ad hoc.

I filmati:

nessuno riporta anomalie, ma mostrano semplicemente quello che ci si aspetterebbe in quelle condizioni, compresi quelli indicati dai complottisti come prove (bandiera che sventola ecc.).

Le rocce lunari:

i dati ricavati dai laboratori di tutto il mondo (compresi quelli sovietici) indicano una provenienza extraterrestre. Non esistono ipotesi plausibili su come si potrebbe accumulare una quantità tale di campioni senza l’intervento umano in loco.

Le radiazioni:

nessun complottista ha mai portato dati verificati che confermino che il viaggio oltre le fasce di Van Allen sia letale per gli astronauti. Gli astrofisici di tutto il mondo al contrario, confermano ciò che dice la Nasa.

L’ambiente lunare:

le affermazioni dei complottisti riguardo temperature e pressioni sono false; se fossero vere sarebbe impossibile qualsiasi EVA (Attività Extra Veicolare), anche in orbita terrestre.

I telescopi:

al contrario di quello che affermano i complottisti, nessun telescopio, terrestre o spaziale, ha la capacità di riprendere il LEM sulla Luna.

La dinamica spaziale:

anche le affermazioni dei complottisti riguardo la dinamica spaziale si rivelano false (come la “prova” del cratere mancante sotto al LEM).

Il complotto:

nessun complottista riesce a spiegare come il “cover-up” possa realmente estendersi a tutte le persone coinvolte nel programma (o per lo meno alla maggior parte), ai ricercatori stranieri (geologi, fisici, astronomi) e agli scienziati e ingegneri coinvolti nel programma spaziale di una nazione nemica (quelli dell’Unione Sovietica, che per il loro programma N1-L3 hanno dovuto fare gli stessi studi fatti dagli americani).

Di fronte a tutto questo, penso che un giudice di tribunale (che si deve basare solo sui fatti certi) non si limiterebbe ad assolvere la Nasa perchè non ci sono prove “oltre ogni ragionevole dubbio”, ma emanerebbe un’assoluzione con formula piena “perchè il fatto non sussiste”. Inoltre, data la quantità di menzogne raccontate durante il processo, non avrebbe dubbi a classificare i complottisti e i loro testi, come “falsi e tendenziosi” e magari ad accusarli anche di spergiuro.

Cari amici, spero di non avervi annoiato con questa mia immensa trattazione, ma mi considero una persona istruita e come tale non voglio comportarmi come fanno tanti, che seguono una linea di pensiero, solo perchè tanti la pensano così e basta! E’ necessario prima di esprimere pareri, approfondire la veridicità delle affermazioni per evitare di fare brutte figure! Ed è per questo, grazie alla cultura, grazie allo studio e grazie a tutti coloro che mi hanno permesso di capire, che non perdo il mio tempo a credere a fandonie scritte su un banalissimo libercolo da spiaggia delirante.

I libri e le trattazioni web dei luna-complottisti, come riportano talvolta  sulle loro copertine, potranno anche aver sconvolto il 25% dell’opinione pubblica americana (forse la massa che ignora), ma senza dubbio ha indignato per la mancanza di coerenza e di conoscenze, il 100% della comunità scientifica internazionale.

Ora ne sapete di piu’, fatevi la vostra opinione e guardate sotto alcune immagini “vere” dello sbarco dell’Apollo 11 sulla luna!!