4 vecchi in america

COZUMEL (MEXICO) – MSC POESIA DAY 3

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 20 aprile 2010

COZUMEL (MEXICO) – MSC POESIA DAY 3

 

Passato i primi due giorni possiamo dire di esserci abituati ai ritmi della nave (per nulla stressanti, anzi) e di aver preso confidenza con i luoghi e gli orari da rispettare (dove prendere un caffe’ buono, dove fare colazione, cosa prendere al buffet, gli orari dei vari buffet serali….) per godere di una rilassante e piacevole crociera.

Inoltre abbiamo fatto conoscenza con molti camerieri, la maggiorparte asiatici, qualche rumeno e molti italiani.

Voglio subito dire che il servizio e’ di ottimo livello, tutti (dal marinaio al comandante) sono a completa disposizione dei crocieristi, come nelle migliori publicita’!

Puntuali alle 10.00 siamo arrivati al porto di San Miguel, sull’isola di Cozumel.

Il porto era piccolo, al massimo potevano attraccare due meganavi, ed aveva un acqua color cobalto da film!

In realta’ saremmo dovuti arrivare a Playa Carmen ma il Comandante ha deciso di andare a Cozumel, per motivi di sicurezza.

Infatti la nave si sarebbe dovuta fermare in rada a meta’ strada tra Cozumel e Playa Carmen. Poi con i tender (piccolo imbarcazioni) avremmo raggiunto Playa Carmen.

L’operazione di sbarco dalla mega nave ai tender e’ lenta (pensate che ci sono quasi 3.000 passeggeri sulla nave, che devono scendere su piccolo imbarcazioni che ne contengono a malapena 100!!) e poco sicura. Infatti qualche tempo fa una passeggera, su una nave della Carnival, mentre passava dalla nave al tender, si e’ rotto il femore!

Per questo motivo il comandante della nostra nave ha deciso di sbarcare a Cozumel, che ha un porto attrezzato per ospitare queste megaship.

Molto meglio per noi cosi’ abbiamo risparmiato tempo!!

Appena scesi dalla nave, alle 10.30, una folla di taxisti, operatori turistici ci hanno assalito, cercando di convincere i crocieristi a fare ed andare dove volevano loro!!

Ecco i prezzi veramente modici dei taxi, che non hanno tassametro, ma sono a prezzo fisso, in base al posto che si deve raggiungere.

Un consiglio per le escursioni da fare in crociera.

Di solito la maggiorparte dei crocieristi quando arriva nei porti, si affida alle escursioni organizzate dalla nave, che sono sempre molto care (e non sempre si adattano alle preferenze dei passeggeri)!

Di contro hanno il vantaggio che se c’e’ qualche ritardo nella escursione, la nave aspetta il loro ritorno!

Cosa diversa invece se si va in escursione per conto proprio. In questo caso se si arriva in ritardo le probabilita’ che la nave aspetti, diventano basse!

Per chi va in escursione “da solo” la nave fornisce un numero di telefono da contattare se si pensa di non poter rientrare in tempo utile.

Ma gia’ telefonare in questi paesi non e’ facile, e poi non credo che la nave aspetti un singolo passeggero!

Per questo se si va in escursione da soli, bisogna essere puntuali al ritorno (anzi tornare almeno 1 ora in anticipo, per evitare ingorghi, traffico e disguidi vari) e bisogna conoscere in anticipo dove andare!!

Infatti se non si sa dove andare, si e’ in balia degli operatori turistici che circondano/assalgono il crocierista, all’uscita della nave!

Noi eravamo esattamente in questa situazione all’uscita del porto di Cozumel. Infatti io avevo studiato bene dove andare a Playa Carmen (infatti volevo andare a vedere le rovine Maya di Tulum), ma non sapevo nulla di Cozumel!!

Cosi’ appena sceso ho chiesto a tre ragazzotti, che offrivano dei tour organizzati e confidando nel mio sesto senso, ho scelto di andare alla spiaggia chiamata Mr Sanchos!

A dire la verita’ avevo chiesto a qualche ufficiale di bordo italiano, dove andavano loro di solito. Loro mi avevano consigliato Paradise Island. Ma Mr. Sanchos mi sembrava migliore (infatti gli operatori turistici ti fanno vedere delle foto e dei cartelli che ti aiutano a scegliere dove andare) ed era attaccato a Paradise Isalnd. Nel caso non ci fosse piaciuto ci saremmo potuti spostare facilmente a piedi!!

Cosi’ alle 10.45 saliamo su un taxi che per 10$ (per tutti e 4) ci porta alla spiaggia di Mr Sanchos.

La guida e’ molto “disinvolta”!!

Il nostro taxi ha l’antenna al centro della macchina!

I guidatori romani sono dei pivellini alle prime armi a confront di questi taxisti messicani: non rispettano le distanze di sicurezza, sorpassano in curva con disinvoltura e suonano il clacson come dei concertisti!!

A parte cio’’ in 15 minuti arriviamo a Mr. Sanchos e ci troviamo di fronte all’entrata che assomiglia ad un film di Zorro!

Scendiamo e subito veniamo fermata da un tipo che con un inglese maccheronico, vorrebbe farmi pagare un all inclusive pass, che darebbe diritto a tutta la famiglia pasti e bevande illimitate.

Il prezzo sembrava accettabile: 15 $ a testa per gli adulti e gratis i bimbi!

Gli do trenta dollari ma lui ne vuole 100 (fifteen e fifty alle volte sono parole tricky!!).

Lo ringrazio e non compro il pass, dato che poi il tempo a disposizione per mangiare non e’ poi cosi’ tanto.

Infatti dovevamo stare in nave alle 15.30!

L’entrata alla spiaggia e’ gratis, cosi’ senza pagare uno sgheo ci piazziamo sotto gli ombrelloni di paglia e sulle sdraio (anche queste gratis!) proprio di fronte al mare!

Volendo si poteva scegliere anche questo letto matrimoniale sotto la paglia!

La scelta di stare sul mare e’ quasi obbligata, dato che dobbiamo controllare gli zaini, con tutti i documenti dentro, e poi perche’ ci sono solo due file di ombrelloni!!

La spiaggia e’ bellissima, il resort non e’ da meno (vedi foto in apertura di post dall’alto)!

Non c’e’ un lusso sfrenato, anzi tutto e’ rustico, ma pulito, con colori forti ed immerse nella natura piu’ incontaminata.

Si sente un forte odore di palme, che arriva fino alla spiaggia ed entra dritto nei polmoni. L’odore non e’ “consueto” e bisogna abituarsi ad esso: e’ un po’ dolciastro e persistente!

Il tempo non e’ che sia tra i migliori., ma i bimbi si buttano subito in acqua!

 

Trovano anche un amichetto americano che sta in crociera con noi e ci giocano insieme.

Ci sono grandi e scure nuvole alle nostre spalle

che in qualche minuto ci raggiungono e superano, facendo diventare il cielo nero come la pece.

 

A contrasto con il cielo nero c’e’ l’acqua cristallina del mare, che anche senza luce solare e’ limpida come acqua di bottiglia!

Per qualche minute inizia a gocciolare e sembra che la giornata volga al peggio. Ma dopo pochi minuti le nuvole scompaiono ed il sole ha iniziato a fare “picaboo” tra le nuvole, per il resto della giornata!!

Devo dire che la spiaggia e’ semivuota ed abbiamo trovato pochi passeggeri della nostra nave.

Infatti ci si riconosce facilmente guardando il telo arancione, che la nave fornisce ad ogni crocierista all’uscita dalla nave (naturalmente si deve riconsegnare al ritorno!).

Anche io, qui sotto in posizione plastica,

mi sono fatto un meraviglioso bagno, nelle acque fresche e limpide di Mr. Sanchos, proprio quando pioveva!

Arrivata l’ora di pranzo ci dirigiamo verso il ristorante, anch’esso direttamente sul mare.

SI poteva magiare direttamente sulla spiaggia o andare due gradini piu’ su e stare al fresco sotto un megacapannone di paglia e frasche.

Questo era il menu.

A noi piace mangiare cibo locale (quando siamo fuori casa) ed abbiamo scelto il Mariscada (grilled fishermand platter).

Il piatto (che costava 55 $) che abbiamo scelto era assollutamente meraviglioso!

C’era tutto il pesce di Cozumel: aragosta, gamberi, polipo, pesce e verdura alla griglia, poi del pesce fritto (che era buonissimo, tanto che Paolo ne ha mangiato uno gigante) con una pastella croccante e dolciastra!

Poi c’era una montagnola di riso, condito con qualche spezia messicana, che lo rendeva saporito!

Il tutto accompagnato da una birra corona con limone, ghiacciata!!

Non voglio esagerare, ma secondo me uno dei migliori piatti di pesce che ho mangiato in vita mia (semplice, saporito e tanto)!!!

Dopo la mangiata, un veloce giro sulle altalene (proprio nel ristorante)

e poi con un altro taxi diritti al porto.

Ecco alcuni scatti fatti dal taxi, da cui si nota che oltre il mare ed i resort c’e’ poco!

Cozumel infatti vive sul turismo portato dalle crociere!

Prima delle foto finali ecco qualche notizia di Cozumel presa da Wikipedia:

Cozumel (da Kùutsmil, in lingua Maya “isola delle rondini”) è un’isola posta nel Mar dei Caraibi, poco al largo della Penisola dello Yucatán, posta al limite orientale del Canale dello Yucatán.

L’isola do Cozumel è separata dalla terraferma (Playa del Carmen) da un braccio di mare di circa 20 km.

Essa misura circa 48 km di lunghezza per 16 di larghezza, per una superficie totale (inclusi gli isolotti minori) di 477,961 km²: tali misure ne fanno la prima isola atlantica messicana per estensione, mentre considerando anche le isole messicane situate nell’Oceano Pacifico essa scende al terzo posto, superata dalle isole Tiburón e Ángel de la Guarda.

Non sono presenti rilievi di una certa entità, anzi il punto più alto dell’isola è di soli 15 m sopra il livello del mare.

La maggior parte degli abitanti di Cozumel si concentra nella città di San Miguel de Cozumel (71400 ab.), sulla costa occidentale: il resto dell’isola è scarsamente popolato e ricoperto da una lussureggiante vegetazione tropicale.

Molto verosimilmente, i primi uomini a colonizzare Cozumel furono i Maya, nella prima metà del I millennio aC: sono stati recentemente trovati sull’isola anche degli antichi manufatti olmechi.

I Maya consacrarono l’isola al dio della luna Ixchel, e i templi che vennero edificati divennero meta di pellegrinaggio specialmente per le donne desiderose di concepire dei figli.

Il primo europeo a mettere piede a Cozumel fu Juan de Grijalva nel 1518. L’anno successivo Hernán Cortés sbarcò sull’isola con una flotta navale, distruggendone i templi (tuttavia già abbandonati da tempo) e decimando la popolazione (ai tempi stimata a 40000 persone) a causa dell’introduzione del vaiolo: nel 1570 su Cozumel non restavano che 30 persone.

La scarsissima popolazione di Cozumel in seguito al raid di Cortés fece sì che nei secoli successivi l’isola venne utilizzata come nascondiglio da innumerevoli pirati: nel 1848 la guerra che infuriava sul continente spinse numerosissime persone a stabilirvisi per poter vivere indisturbate.

Una targa sita nel Museo Cozumel attesta addirittura che l’ex presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln avviò delle trattative per l’acquisto dell’isola, che tuttavia non andarono in porto proprio a causa della guerra: essa sarebbe dovuta essere adibita come centro dove collocare gli schiavi neri liberati.

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’isola venne adibita a punto di scalo per gli aerei alleati: venne costruito un aeroporto, anche a costo di rimuovere numerosi siti archeologici.

Nel 1959 Jacques Cousteau fu tra i primi a notare la bellezza della barriera corallina di Palancar, nella parte meridionale dell’isola: dalla pubblicità che ne fece nacque un certo interesse per Cozumel, che divenne un’apprezzata meta per gli appassionati di immersioni subacquee, successo solo in parte offuscato dalla controversa morte della cantante Kirsty MacColl.

Il porto di San Miguel

Negli anni settanta l’aeroporto venne ampliato considerevolmente per poter ricevere voli internazionali, e poter così incrementare il turismo sull’isola: per lo stesso motivo, negli anni novanta il vecchio porto di San Miguel venne dragato ed ampliato per accogliere anche navi di grosse dimensioni.

Cozumel nell’occhio dell’Uragano Wilma.Nel 2005, Cozumel venne investita da due uragani di categoria 4 nella Scala Saffir-Simpson: l’uragano Emily in giugno e l’uragano Wilma in ottobre. Fu proprio quest’ultimo, meno potente ma più lento nel muoversi, a causare i danni più considerevoli.

Economia

L’economia dell’isola è quasi completamente basata sul turismo di lusso: a Cozumel sono presenti infatti più di cento fra ristoranti ed hotel, prevalentemente situati sulla costa occidentale.

Il turismo è indirizzato principalmente verso le antiche rovine Maya che si possono ancora osservare sparse per l’isola (come il sito di San Gervasio), oppure verso la foresta lussureggiante e ricca di vita che le circonda, od ancora (e questo è il motivo principale che spinge molta gente a visitare Cozumel) verso le spiagge bianche e le barriere coralline che circondano l’isola, le quali, sebbene abbiano risentito in maniera pesante sia degli uragani che hanno devastato i Caraibi nel 2005, sia dell’urbanizzazione selvaggia della costa.

Collegati al turismo vi sono numerosissimi negozi disouvenir anche non appartenenti alla cultura locale (ad esempio sigari cubani, tequila etc.), e tre case di tolleranza.

Arriviamo al porto alle 15.15, con circa 15 minuti di anticipo sull’ora di partenza!

Prima di entrare alla nave, c’e’ stato il tempo di osservare la pulizia della spiaggietta di fronte al porto: avete visto che acqua!!

Chi non voleva spendere soldi per taxi e tempo, poteva andare sulla spiaggietta, prendersi una birra al bar accanto e tornare a mangiare alla nave, che stava ad un minuto di distanza!

Pero’ l’idea di farsi un bagno al porto non era molto eccitante!!!

Torniamo nel nostro regno dorato (la nave!!),

non prima di aver fatto una foto di rito

e ci piazziamo sul balcone, ordinando della caprese e della frutta fresco in cabina. Con una bella birretta ghiacciata!!

Il servizio in cabina e’ asolutamente gratuito e noi lo abbiamo utilizzato spesso, speialmente per la frutta, la caprese ed i dolcetti (per i bimbi).

La sera c’era la prima cena di gala. La maggiorparte dei crocieristi sembravano essersi vestiti per la note degli Oscar!!

Io dal canto mio, non avendo portato nessun vestito adatto a tale serata, ho messo i jeans e la felpa celeste!!

Il top del mio abbigliamento, mentre Stefania si e’ tirata in ghingheri, cosi’ come i nostri compagni di tavolo!!

Finiamo la nostra serata in discoteca, sempre per far ballare e stancare i bimbi!! 

Eccoli sul letto a castello prima di andare a dormire.

 

Fort Lauderdale – Key West = 171 miglia marine

Key West – Cozumel = 373 miglia marine

Totale: 544 miglia marine

(1 miglia marina = 1,852 Km) 

6 Risposte

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  1. Stefania said, on 21 aprile 2010 at 1:11 am

    Hi Ezio.
    what say?It’s a marvelous experience
    and a outstanding holiday
    See you soon

    • quattrovecchiinamerica said, on 21 aprile 2010 at 7:58 am

      Hi STefy

      yes you are right, and I reccommend to evryone to try at least one time the xruise.

      You can enjoy or not, but you have to try.

      The price are not so huge, compare to other kind of holiday!!

      The kids usally sail free!!

      Bye Ezio

  2. rosadimaggio63 said, on 22 aprile 2010 at 7:58 am

    Hi Ezio,
    questo viaggio è veramente pazzesco nelle novità !!!
    Una nave MSC piacerebbe molto anche a me !!!!!!!!!!!
    Nave ed acqua turchina sono in simbiosi con la mia concezione di avventura !
    Kiss Myriam

    • quattrovecchiinamerica said, on 22 aprile 2010 at 8:25 am

      Cara Myriam

      e non hai visto ancora il meglio!!

      Appena avro’ tempo di sistemare foto e scrivere qualche cosa ti faro’ vedere le altre tappe, forse piu’ belle come mare rispetto alle due viste fino ad ora!!

      La nave era veramente meravigliosa, nuova e super pulita!!

      PEr questo la avevo scelta e per il cibo.

      Anche se nelle review dei vari viaggiatori c’era qualche cosa di strano: o recensioni a 5 stelle o ad una stella!!

      COn clama poi faro’ un post sulle recensioni di una nave italiana, fatta da americani!!

      Ne leggerai delle belle!!

      Ciao Ezio

  3. Marco said, on 23 aprile 2010 at 1:04 pm

    ciao.
    sono finito nel tuo blog assolutamente per caso e mi è decisamente piaciuto!
    Continuerò a seguirti con piacere.

    Saluti
    Marco

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 aprile 2010 at 5:01 pm

      CAro MArco

      a volte il caso (la casualita’) non e’ cosi’ malvagio!!

      Mi fa piacere che ti sia piaciuto il blog e scrivi quando vuoi!!

      Ciao Ezio


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