4 vecchi in america

APPUNTI DA UN LUNGO (2700 KM), BREVE (14 ORE) VIAGGIO.

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 27 Mag 2010

 

APPUNTI DA UN LUNGO (2700 KM), BREVE (14 ORE) VIAGGIO.

 

Oggi vi racconto le impressioni, le sensazioni che ho raccolto in un viaggio lampo: Huntsville – Miami A/R in 14 ore!

Avevo trovato una buona combinazione con i voli Delta: prezzi vantaggiosi (praticamente zero con le miglia) ed orari che mi permettevano di tornare a casa per l’ora di cena (stare lontano dai bambini mi riesce sempre piu’ difficile).

Pero’ come tutte le cose, ogni cosa ha un prezzo ed infatti per arrivare presto a Miami e partire presto il pomeriggio da Miami, l’aereo da HSV partiva alle 5.30!

Per essere sicuro di svegliarmi presto (alle 4.00) ho messo tre sveglie, ma quella che mi ha svegliato e’ stata quella di Stefania (la quarta!).

Doccia veloce e di corsa all’aeroporto. A differenza di tanti aeroporti americani, HSV e’ un aeroporto gioiello: piccolo, facile da girare e pulitissimo!

Parcheggio al daily parking (7 $/giorno) ed in un attimo sono al gate (per essere le 5.00 c’era gia’ tanta gente!).

Prima di partire ho avuto la necessita’ urgente di fare una visita ai bagni dell’aeroporto. Meravigliosamente pulito ed odoroso!!

Io sono superfissato per la pulizia dei bagni, in generale, tant’e’ che spesso in Italia se posso trattengo, dato il basso livello di attenzione che i gestori di bagni pubblici mettono nelle pulizie!!

Ne ricordo alcuni (in bar piu’ che famosi di Roma) che se fosse venuto l’Ufficio d’Igiene avrebbe chiuso per 1000 giorni i bagni, il bar ed il padrone del bar!!

Invece da quando sono qui in USA ho ritrovato il piacere (o almeno la non paura) di andare ai bagni pubblici!!

Ne ho provati tanti ed in citta’ e luoghi diversi, ma nessuno faceva rabbrividire, anche nei posti + sperduti di provinicia.

Mi ricordo che in Australia, vicino a Cairns, nel bel mezzo di una foresta pluviale, ne ho visitato uno che semrbava pulito come quelli di casa. Ma chi andava a pulire, visto che ci si arrivava a piedi e non ci arrivavano le strade?? I serpenti!!??!!

Mi chiedo come mai i nostri sono spesso impraticabili?? La mia ipotesi e’ che le pulizie non sono in cima alle priorita’ dei gestori + la poca pulizia degli “utenti”!!

Dopo questa esperienza ultraterrena, salgo sull’aereo che in meno di un’ora arriva ad Atlanta.

Prima di scendere l’hostess ha fatto un annuncio strano, ed ha detto che sull’aereo era presente un militare dell’esercito americano, ed ha proposto un applauso per lui e per il suo lavoro!!

Naturalmente gli americani non si sono fatti pregare per salutare uno dei loro eroi!!

Mentre raggiungevo l’altro terminal ho notato un altro cartello che diceva: heroes not from a movie (che raffigurava un soldato che tornava a casa dalla sua familgia), e dava il sito:operationneverforgotten.org.

Certo che qui fare i militari e’ bello, ma pericoloso (dato che i fronti di guerra che si aprono sono tantissimi, e’ di pochi giorni la notizia che 1200 soldati saranno inviati ai confini con il Mexico ed altri in Corea).

Salito sull’aereo mi scontro con un problema di volume!! Accanto a me c’era un signore che pesava almeno 180 Kg (ma almeno!). Ed io seduto accanto a lui ero non in verticale ma pendevo, come la torre di Pisa!!

(non e’ la prima volta che mi succede, ma la volta piu’ clamorosa e’ stata il viaggio di ritorno da Singapore a Londra. 12-13 ore di volo con accanto una ragazza che occupava il suo sedile e mezzo del mio!! Aereo pieno e non si poteva fare nulla! Lei stava sul corridoi ed io stavo al lato finestrino. Le ho chiesto gentilmente se aveva intenzione di spostarsi al lato finstrino, dato che io in viaggi lunghi mi alzo svariate volte! Lei non ha voluto ed io per uscire dalla mia tana la dovevo scavalcare fisicamente, con grosse difficolta’!! Non sapevo se scavalcarla di sedere o di petto!! E poi era un continuo contatto fisico, data la stazza imponente della ragazza!! Pensate che lei si e’ seduta a Singapore e si e’ alzata a Londra. Come se il sedile  avesse creato il vuoto pneumatico!!!)

Torniamo ad Atlanta. L’aereo non era tanto pieno e poco prima di partire ho chiesto alla hostess se mi potevo spostare e lei non ha fatto problemi. Ma l’aereo improvvisamente si ferma sulla pista e sta fermo li per 90 minuti, interminabili!!

Naturalmente arrivo a Miami con 2 ore di ritardo!

In tutti i posti dove sono andato a Miami c’era la TV accesa sulla CNN. Stavano trasmettendo l’operazione “Top Kill”.

L’operazione che la BP ha iniziato ieri sera per cercare di bloccare l’emorraggia di greggio dal golfo del Messico!

La cosa che mi ha sorpreso, oltre alle difficolta’ tecniche dell’operazione e’ il nome che gli americani hanno dato ad essa!

Pensate che anche Obama in un discorso la ha denominata cosi’!!

Noi la avremmo chiamata operazione tappa buchi e non credo che il nostro presidente la avrebbe chiamata cosi’, in un discorso ufficiale!!

Ma qui tutto e’ top, mega, maxi, iper e super, cosi una operazione tecnica che cerca di bloccare la perdita di greggio a 1550 metri sotto il mare diventa, come nei film di James Bond, Top Kill!!!

Alle 16.45 finisco quello che dovevo fare a Miami e mi precipito a trovare un taxi libero.

Avevo solo 43 minuti per arrivare all’aeroporto, fare il check in e la fila per i controlli! Praticamente impossibile anche perche’ era ora di rientro dei lavoratori. Poi vi avevo detto dei tassisti di Miami, che sono tutto tranne che tassisti!!

Invece questa volta ho trovato  un vero tassista!! Un bianco messicano che faceva il taxista da 45 anni e sapeva tutte le scorciatoie per evitare i maxi ingorghi sulle autostrade di Miami!!

Infatti in 10 minuti mi ha portato in aeroporto! 2 minuti per il checkin elettronico e 15 minuti per la fila dei controlli!! E con ben 16 minuti di anticipo ero al gate, praticamente un record mondiale!!

Ma questo record e’ stato vanificato da un acquazzone tropicale, che ha fatto ritardare l’aereo di 1 ora e mezza!!

Sono arrivato ad Atlanta alle 8.05 e dopo una corsa alle 8.10 ero al gate di partenza del volo per Huntsville, che partiva alle 8.15!

Ma l’aereo aveva gia’ chiuso lo sportello ed una volta che si chiude il portello per farlo riaprire ci vuole solo Obama!! 

Allora sono andato al banco della Delta e li mi si e’ presentata una nuova macchina infernale!

Una signora prende il tuo biglietto lo mette sotto lo scanner e ti da il biglietto del nuovo volo, sul quale il computer ti ha destinato!!

E’ infernale perche’ e’ un computer e non ci si puo’ ragionare.

Infatti mi aveva messo su un volo del giorno dopo, anche se ce ne era un altro alle 22.52!

Allora ho iniziato a questionare con la signora che pero’ aveva un livello troppo basso per decidere qualsiasi cosa, praticamente poco piu’ di un computer!

Lei mi ha indirizzato verso il suo maneger (quando in USA si passa di mano in mano, non sai mai a chi vai incontro!).

Il maneger mi dice con aria sicura di se, che non ci sono voli prima di domani mattina!

Allora le faccio notare che ce ne e’ uno fra due ore circa e le dico che io devo stare ad HSV per forza la sera.

Lei non sembra convinta e mi dice ancora che non c’e’ posto. Allora sempre piu’ incavolato (dato che avevo perso la coincidenza per colpa loro!) le dico che e’ MANDATORY la mia presenza ad HSV.

Lei sembra piu’ ricettiva a mi mette in stand by per il volo delle 22.52.

Ma questo non mi basta, dato che avrei potuto aspettare 2 ore per poi non partire ugualmente!

Allora mi ricordo della pubblicita’ della mattina: heroes not from a movie!

Tiro fuori il mio tesserino da militare americano e le dico in perfetto inglese e molto deciso che domani devo stare alla base obbligatoriamente!

Lei da quel momento non mi guarda piu’ in faccia, si mette a lavorare per 3 minuti al computer e mi stacca un biglietto di prima classe per HSV, per il volo delle 22.52!!

Ma quanto amano i militari questi americani!! Anche quelli stranieri! Ma io avevo omesso il fatto di essere un ufficiale dell’esercito italiano, mi ero limitato a dire che ero un ufficiale dell’esercito!! 

Quando gli aggettivi qualificativi fanno la differenza!!!

Contento come un bambino,

inizio a girare tra i terminale alla ricerca di una zona che mi ricordavo con molti ristoranti ed un chiosco che vende birre alla spina freschissime!

Lo trovo dopo vari giri in treno: e’ il terminal E!!!

Li mi sparo una bella pinta di birra Stella Artois e mi mangio un meraviglioso roast turkey bacon da Airbys!

Airbys per me e’ la migliore catena di fast food americana, nettamente superiore ai soliti MC Donalds e Burger Kings!

Praticamente non fanno panini con hamburger (se non pochissimi) ma fanno apnini con carne arrosto fatta a fette finissime con dentro cose e sfiziose.

Nel mio c’era l’arrosto di tacchino, il bacon, pomodoro e cipolla fresca!!

Accanto a me c’era un altro viaggiatore solitario americano, che in segno di gradimento ha fatto un bel rutto a tutto tondo!!

Qui in USA e’ frequente avere questi segni di apprezzamento. Nel mio ufficio ad ora di pranzo (ore 11.00!!) se ne sentono moltissimi!!

Prima di ripartire un buon caffe’ da Starbuck (dove mi volevano fregare 5 $ di resto, dato che ero straniero! Ad HSV non sarebbe successo, ma qui siamo in una grande citta’ e puo’ capitare!).

Poi a razzo ul volo della Alaska Airlines!! Volo partito in perfetto orario, prima classe, champagne incluso!

Arriviamo con 10 minuti di anticipo ad HSV, e dopo 10 minuti, alle 23.00 sono a casa!

Dormono tutti come Brunetta ai convegni

(e  come la mattinaquando sono partito), ma sono a casa!!

IL BIGRADUATO!!

Posted in Attivita' bambini by quattrovecchiinamerica on 24 Mag 2010

 

IL BIGRADUATO!!

L’anno scorso a Maggio abbiamo avuto la fortuna di poter assistere alla prima “graduation” di Paolo.

Ieri alla sua seconda!! 

(La graduation e’ la cerimonia che ogni anno si fa nelle scuole americane, per celebrare la fine dell’anno e per festeggiare la promozione al successivo anno)

La graduation dello scorso anno e’ stata sicuramente piu’ emozionante, sia perche’ la prima (e la prima volta si scorda difficilmente), sia perche’ obbiettivamente era stata organizzata piu’ in grande!

In una grande palestra-teatro, nel 2009,  i bambini avevano ballato,

cantato l’inno americano e recitato poesie.

Tutto si era svolto in un clima eccitante, da prima volta, con i bambini che indossavano il cappello e la tunica, tipica dei laureandi.

Ed era anche la prima volta per i genitori, dato che era la graduation di bambini di 4/5 anni, che facevano la PreK (preKindergarden), che non prevedeva la cerimonia di fine anno!

Ecco sotto Paolo che riceveva, da un militare,  la sua prima graduation!!

Quest’anno tutto si e’ svolto meno in pompa magna, anche se era organizzato benissimo.

I bambini sono entrati in una grande palestra (con cappello e maglietta della graduation), ordinati ed in fila indiana, e si sono seduti davanti ad i genitori,

che impazienti avevano gremito gli spalti!!

Poi come star si sono fatti circondare dai genitori, impazziti di gioia, che li hanno fotografati in ogni posa!!

Ed anche noi non siamo stati da meno! Ecco Paolo in posa per noi!!

 

Una sitemata al cappello prima dell’inizio della cerimonia!

La maestra, stretta tra la bandiera dell’America e dell’Alabama, ha dato l’inizio alla cerimonia, facendo recitare ai bimbi la “pledge of allegiance”!

The Pledge of Allegiance was written in August 1892 by the socialist minister Francis Bellamy (1855-1931). It was originally published in The Youth’s Companion on September 8, 1892. Bellamy had hoped that the pledge would be used by citizens in any country.

“I pledge allegiance to the flag of the United States of America and to the republic for which it stands, one nation under God, indivisible, with liberty and justice for all.”

Vi diro’ di piu’: la section 4 of the Flag Code statesdice che la Pledge of Allegiance to the Flag “should be rendered by standing at attention fac ing the flag with the right hand over the heart. When not in uniform men should remove any non-religious headdress with their right hand and hold it at the left shoulder, the hand being over the heart. Persons in uniform should remain silent, face the flag, and render the military salute.”

Sopra si detta il codice di comportamento delle persone che recitano od assistono a questa preghiera!!! E naturalmente tutti con la mano sul cuore e via i cappelli, bambini compresi!!

L’anno scorso invece i bimbi avevano cantato l’inno americano. Ma il significato e’ sempre lo stesso: ai bimbi viene inculcato fin da piccoli il senso di appartenenza alla nazione!!

A questo dovremmo tendere anche noi, ma mi sembra che siamo lontani!!

Se non riusciamo a metterci d’accordo su una proposta semplice e geniale, che farebbe tornare i bimbi italiani felici come noi quando eravamo piccoli: tornare  a scuola ad Ottobre!!!

Ma vi ricordate che belle vacanze passavamo noi da piccoli!!

Non c’era da fare le corse a fine agosto per tornare in citta’, bastava che i genitori tornassero a lavorare in citta’ e noi a divertirci nei paesini di origine con le nonne!!

Oggi ho sentito gente che si lamentava, perche’ il provvedimento metterebbe in difficolta’ le famiglie!!

Ma come si faceva 40 anni fa?????!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Torniamo a noi ed ecco il momento piu’ atteso: la consegna dei diplomi.

Per classe ed in ordine alfabetico i bambini sono stati chiamati ad uno ad uno.

Ecco sotto Paolo, che veloce come un fulmine ritira il suo diploma!!

A differenza dello scorso anno, quest’anno aveva compreso a pieno il significato della cerimonia. Eccolo contentissimo per avere ricevuto il diploma e per aver avuto la certezza di essere passato al first grade (la nostra prima elementare)!!

Mentre i bimbi ricevevano i premi, Sara andava in giro per la palestra.

Eccola sotto mentre veniva interrogata dalla vicepreside! Naturalmente come tutti i militari in terra straniera, non ha fornito altro che il numero di matricola, anzi neanche quello dato che la signora poi mi ha chiesto quanti anni avesse Sara, dato che lei non le aveva detto nulla!!

Finita la cerimonia, anche io e Sara ci mettiamo in posa!!

Finita la festa in palestra ci siamo spostati nella classe di Paolo, per festeggiare ancora!

La mestra prima del rinfresco, ha mostrato un filmino dove si mostravano tutti i bimbi, durante i vari eventi dell’anno scolastico!!

Poi la maestra ha consegnato alcuni diplomi a tutti i bambini, ognuno con qualche motivazione originale, tanto per dare un premio a tutti!!

Paolo sembra che sara’  un buon “author”!!

Ed ecco l’ora del rinfresco!! Magari era meglio se non lo facevano, visto i dolci che erano sul tavolo!!

A parte gli scherzi questi sono i dolcetti tipici americani, prendere o lasciare!!

Io ho lasciato!!

I due americanini, oramai abituati a questi dolci, invece li hanno mangiati, come se fossero paste della migliore pasticceria italiana!!

Se volete vedere come e’ fatta una classe americana ecco alcune foto.

Oltre ad i banchi, mai messi in fila e squadrati come i nostri (ma in liberta’), c’e’ sempre un’area con un tappeto ed una bacheca. Da li sotto i bambini giocano ed imparano insieme alla mestra.

Come vedete hanno imparato il calendario, il valore dei soldi, le somme e le sottrazioni, le stagioni e tanto altro!

Ci sono zone con computer, e zone con TV e DVD.

Dentro la classe c’e’ anche il bagno ed i locker (armadietti per mettere le lorocose personali)! Che ho controllato carie volte, vista la mia deformazione, ed era sempre pulito!!

Per vostra curiosita’ la maestra ogni settimana manda a casa una newsletter, nella quale c’e’ tutto il programma della settimana (cosa impareranno i bimbi nella settimana, cosa devono fare i genitori nella settimana con il bimbo, le feste che si organizzano a scuola, istruzioni varie per i genitori ………).

La mestra manda a casa anche i compiti, che il bimbo deve riconsegnare il Venerdi’, firmati dai genitori, ed ha anche un suo sito su internet (istituzionale) nel quale ci sono tutte le informazioni necessarie ad i genitori.

Inoltre ha una email, con la quale si puo’ dialogare con lei!!

Dentro la scuola non sono ammessi telefonini, abiti succinti e felpe con cappello o cappelli (questo per evitare che le telecamere a circuito chiuso possano non riconoscere chi fa cose contro la legge!!).

Chiudiamo con Sara che si e’ appassionata anzitempo alla Kindergarden!

Sotto si puo’ capire perche’ dico sempre che i cupcake americani hanno colori innaturali!!! 

I NUMERI DELLA DEEPWATER HORIZON

Posted in Varie by quattrovecchiinamerica on 21 Mag 2010

I NUMERI DELLA DEEPWATER HORIZON

 

Abbiamo visto, nel precedente post,  cosa e’ successo al largo delle coste della Louisiana.

Oggi proviamo invece a quantificare, con numeri e non chiacchiere, quanto greggio e’ uscito, fino ad oggi!!

Inoltre cerchiamo di inserire questa catastrofe ambientale in una tristissima top ten delle catastrofi dovute a petrolio, petroliere.

Devo dirvi innanzi tutto che capire bene quanto petrolio esca dalle due rimanenti falle e’ difficile, dato che i dati a disposizione di noi comuni mortali sono tanti, non concordanti e poco attendibili!

Proprio ieri sera guardavo l’intervista con un boss della BP (sulla CNN) ed a domanda precisa del giornalista (quanto greggio sta uscendo ogni giorno), la risposta e’ stato quanto di piu’ evasivo si potesse sentire!!

Il giornalista ha incalzato il maneger, piu’ volte con domande sempre piu’ precise e ficcanti, ma lui (bravo come pochi, nelle public relation) ha detto tutto e niente!!

Se vogliamo sintetizzare lui afferma che la perdita di barili al giorno non e’ maggiore di 5000 barili!! E tale perdita, a suo dire, sta diminuendo!!

Allora ho pensato di fare dei calcoli di matematica elementare, per capire quanto greggio sia uscito fino ad oggi!

Per prima cosa bisogna capire quanto pesa, in litri e Kg, un barile di petrolio.

Partiamo da questo dato: un barile di petrolio pesa 159 litri, che corrispondono a 135 Kg!

Conosciuto questo dato, tutto diventa matematica elementare (ma se volessimo fare i conti bene non basterebbero 10 ingegneri!).

Facciamo per semplicita’ due ipotesi:

 

1) Perdita 5000 barili/giorno (come dice la BP);

2) Perdita 50.000 barili/giorno (come sostengono molti scienziati. Addirittura oggi alcuni scienziati americani hanno ipotizzato una perdita di 70.000 barili al giorno:

“Many scientists dismiss an original 5,000 bpd estimate of the total leaking oil — often defended by BP executives — as ridiculously low and say it could be as high as 70,000 barrels (2.9 million gallons/11 million liters) per day or more.”).

 

Nel caso della prima ipotesi (quella piu’ ottimistica) dal 20 Aprile (data dell’incidente) fino ad oggi, facendo una operazione ardita di moltiplicazione (30 giorni x 5000 barili), sono fuoriusciti dalle viscere della terra, per riversarsi in mare, almeno 150.000 barili.

Che sono pari a circa 25 milioni di litri di greggio, che equivalgono a 20.500 tonnellate!!

Nel caso della seconda ipotesi (quella piu’ pessimistica, ma per molti piu’ vicina ala realta’) sono fuoriusciti almeno 1.500.000 barili.

Che sono pari a circa 245 milioni di litri di greggio, che equivalgono a 205.000 tonnellate!!

 

Spesso quando si leggono queste cifre non si capisce bene quanto grosse siano.

 

Aiutiamoci con degli esempi.

Prendiamo una piscina olimpionica, dalle misure standard: 50 m x 25 m x 2 m.

Una piscine cosi’ dimensionata contiene 2500 metri cubi di acqua, che sono 2.500.000 litri.

Consideriamo il petrolio come l’acqua (anche se si fanno degli errori di calcolo, ma e’ solo per dare un’idea) e vediamo che nella prima ipotesi i circa 25 milioni di litri di greggio finite nel mare, corrispondono a circa 10 piscine olimpioniche, alte 2 metri piene di petrolio, mentre nella seconda equivalgono a 100 piscine olimpioniche!!!

Non vi basta?

Una piscine olimpionica ha un’area di 1250 metri quadrati. E se si moltiplicano le 10 piscine olimpioniche di petrolio (alte 2 m!) per 1250 metri quadrati, si ottiene la superficie che occupano le 10 piscine: circa 12.500 metri quadrati, che sono 125 case, da 100 metri quadrati!!

Nel secondo caso basta moltiplicare per 10: 125.000 metri quadrati, pari a 1250 case, da 100 metri quadrati!!

Ma purtroppo questa e’ matematica elementare, che non tiente conto di decine di altri fattori, e le cose vanno ben diversamente.

Infatti la macchia di greggio sembra che abbia raggiunto una estensione, non continua, di 5600 miglia quadrate (pari a circa 12.000 Km quadrati, una fetta di mare larga 100 Km e lunga 120 Km)!!!

Questo se la fuoriuscita si fermasse oggi, ma purtoppo non e’ cosi!!!!

Guardiamo ora dove si andrebbe a collocare questo disastro nella classifica dei disastri ecologici, dovuti a petrolio e petroliere!!

Abbiamo fatto due ipotesi, nella prima fino ad oggi sono fuoriusciti 20.500 tonnellate di greggio, nella seconda 10 volte tanto e cioe’ 205.000 tonnellate!

Se facciamo una media potremmo dire di essere vicini alla realta’.

Quindi diciamo che ne sono uscite “SOLO” 100.000 tonnellate!

Guardando la classifica di sotto (SEMPRE SE TUTTO SI FERMASSE AD OGGI, COSA IMPOSSIBILE) il disastro della Deepwater Horizon non entrerebbe in classifica e sarebbe sotto il 10 posto, molto vicino ad entrare in classifica.

 

 

1. Ixtoc 1: 476,000 tonnes Bay of Campeche, Gulf of Mexico

2. Atlantic Empress: 287,000 tonnes Off Tobago, West Indies

3. Nowruz Oil Field: 272, 000 tonnes Persian Gulf

4. ABT Summer: 260,000 tonnes 700 nautical miles off Angola

5. Castillo de Bellver: 252,000 tonnes Off Saldanha Bay, South Africa

6. Amoco Cadiz: 223,000 tonnes off Brittany, France

7. Haven: 144,000 tonnes Genoa, Italy

8. Odyssey: 132,000 tonnes 700 nautical miles off Nova Scotia, Canada

9. Torrey Canyon: 119,000 tonnes Scilly Isles, UK

10. Sea Star: 115,000 tonnes Gulf of Oman

Exxon Valdez: 37,000 tonnes Prince William Sound, Alaska, US

 

Ma dato che la perdita sembra ad ora non stoppabile, presto entrera’ in classifica, e probabilmente nei primi tre posti!!

 

Dalla classifica di sotto, poco differente da quella di sopra si nota che e’  inarrivabile e’ il disastro che gli Irakeni hanno compiuto nel 1991, quando hanno gettato intenzionalmente in mare 1.500.000 barili di petrolio!!!

 

1) Gulf War oil spill Persian Gulf

January 21, 1991

1,360,000–1,500,000

 

2) Ixtoc 1 Gulf of Mexico

June 3, 1979–March 23, 1980

454,000–480,000 (3,328,000–3,518,000 barrels)

 

3) Atlantic Empress / Aegean Captain Trinidad and Tobago July 19, 1979

287,000 (2,104,000 barrels)

 

4) Fergana Valley Uzbekistan

March 2, 1992

285,000 (2,089,000 barrels)

 

5) Nowruz oil field Persian Gulf

February 1983

260,000 (1,906,000 barrels)

 

6) ABT Summer 700 nautical miles (1,300 km) off Angola 1991

260,000 (1,906,000 barrels)

 

7) Castillo de Bellver Saldanha Bay, South Africa

August 6, 1983

252,000 (1,847,000 barrels)

 

8) Amoco Cadiz Brittany,

France March 16, 1978

223,000 (1,635,000 barrels)

 

9) Amoco Haven tanker disaster

Mediterranean Sea near Genoa, Italy 1991

144,000 (1,056,000 barrels)

 

Gli americani si contentano pensando che ancora le tonnellate di greggio non sono arrivate a quelle disperse dalla Valdez (sempre pensando al dato piu’ ottimistico, altrimenti la ha passata e di parecchio!!!), ma non pensano che in un incidente simile (Ixtoc 1 Gulf of Mexico June 3, 1979–March 23, 1980) ci sono voluti 9 mesi per fermare le falle!!!

NOVE MESI!!

Non voglio fare altri calcoli ma e’ facile capire quanto sarebbero devastanti altri 8 mesi di sversamento a questo ritmo, nel Golfo del Messico!!

Andrebbe direttamente in seconda posizione!!

Vi faccio notare solo altre due cose:

La prima che solo un incidente di quelli in classifica e’ stato causato da piattaforme di perforazioni offshore (Ixtoc 1, oltre a quello della Deepwater Horizon, che non e’ per fortuna entrata in classifica!).

La seconda che al settimo (o nono se si guarda la seconda classifica) posto, c’e’ un incidente avvenuto in Italia nei pressi di Genova!!

In quella occasione sono stati disperse nel nostro bel mare 144.00 tonnellate di greggio!!

Ho guardato su Wikipedia la storia della Haven ed ora l’idea di mangiarmi un bel piatto di pesce fresco, provenienti da quelle zone, mi esalta proprio poco!!!!

La Amoco Milford Haven, ribattezzata Haven è il nome di una superpetroliera VLCC cipriota da 250.000 tonnellate varata nel 1973 di proprietà della multinazionale Amoco, ceduta nel 1988 all’armatore cipriota Loucas Ioannou e affondata nel 1991 nel golfo di Genova su un fondale di circa 80 m nelle acque antistanti Arenzano.

Si tratta del più grande relitto visitabile da subacquei del Mediterraneo e uno dei più grandi al mondo.

 

Nel 1988, fu colpita nel golfo Persico da un missile missile Exocet sparato da una nave da guerra iraniana riportando gravi danni allo scafo.

Fu riparata tra il 1988 e il 1990 a Singapore.

Dopo le riparazioni la nave fece un solo viaggio, giungendo a Genova, 6 miglia al largo del Porto Petroli di Multedo dove rimase alcuni giorni scaricando parte del greggio.

L’11 aprile 1991 alle 12:30, durante il travaso del carico da prua a centro nave, forse per il malfunzionamento di una pompa, si verificò un’esplosione che fece saltare cento metri di coperta nella parte prodiera, in un braccio di mare di 94 metri davanti a Voltri ( 44°22′09,23″N 08°45′01,71″E ). L’ incendio durò 3 giorni e la nave affondò nel mattino del 14 aprile 1991.

Nell’incidente morirono quattro membri dell’equipaggio e il comandante.

Durante la notte la nave in fiamme si spostò al largo di Savona, il giorno successivo fu trainata tra Cogoleto e Arenzano su un fondale di 80 metri; durante l’inizio dell’operazione si staccò la parte di prora interessata dall’esplosione lunga 95 metri che si adagiò a 470 metri di profondità ( 44°16′22,42″N 08°41′18,83″E ).

Il mattino del 13 aprile altre esplosioni scossero il relitto, esplosioni dovute probabilmente al surriscaldamento delle cisterne non ancora interessate all’incendio.

Una debole brezza da settentrione limitò lo spiaggiamento del greggio nei primi giorni del disastro, e impedì al fumo di raggiungere i centri abitati sulla costa.

Alle 9:30 del 14 aprile la petroliera concluse la sua agonia con un’ennesima esplosione ad un miglio e mezzo dal porto di Arenzano, tra Arenzano e Cogoleto, su un fondale di 80 metri ( 44°22′25,75″N 08°41′59.58″E ).

Nei giorni seguenti l’incidente nonostante l’intervento di una eterogenea flotta di mezzi navali in missione anti-inquinamento, dai caccia della marina ai mezzi del porto di Genova, un debole scirocco travolgeva le barriere che i numerosi volontari avevano sistemato lungo i litorali più esposti, causando importanti spiaggiamenti di greggio da Arenzano a Albissola Marina.

Fu il più grave disastro ecologico nel mar Mediterraneo. Bruciarono circa 90.000 tonnellate di petrolio greggio delle 144.000 presenti al momento dell’incidente oltre alle circa 1.000 tonnellate di carburante.

Una parte del carico, stimata in una quantità compresa tra 10000 e 50000 tonnellate, inquina tuttora gli alti fondali tra Genova e Savona.

Il relitto giace oggi a 80 metri di profondità; la coperta è a quota 54 metri e il castello di poppa si eleva fino ad una profondità di 36 metri, che corrisponde circa al livello a cui è stato tagliato il fumaiolo, che rappresentava un pericolo per la navigazione.

Dal 2001 una Commissione istituita presso l’assessorato ambiente della Regione Liguria è incaricata di realizzare interventi e sperimentazioni di bonifica anche del relitto. Le due bonifiche di rilievo sono state quella del 2003 e quella del maggio 2008, attualmente classificata come “definitiva”, comprendente il monitoraggio complessivo dello stato del relitto e il pompaggio di idrocarburi residui dai locali interni della nave. 

Concludo dicendo che l’impatto del greggio sull’ecosistema non puo’ essere misurato solamente con le tonnellate di greggio rilasciate o dalla chiazza che si e’ creata. Ci sono anche altri parametri da considerare quali le condizioni del tempo, il tipo di greggio (questo sembra molto gassoso ed e’ un bene!), la capacita’ di arrivare in superficie ……………