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COS E’ SUCCESSO ALLA DEEPWATER HORIZON?

Posted in Varie by quattrovecchiinamerica on 19 maggio 2010

 

COS E’ SUCCESSO ALLA DEEPWATER HORIZON? 

 

Di solito quando avvengono disastri come quello avvenuto alla Deepwater Horizon (il 20 Aprile 2010 in Louisiana) secondo me se ne aprla tanto, ma se si chiede a qualcuno di raccontare cosa e’ successo, pochi sono quelli che lo sanno!!

Ho due sensazioni: la prima che in Italia non si sia compreso molto bene cosa sia accaduto (come sempre i media riportano le notizie, ma sono sempre frammentarie, “a puntate”, e se non si capisce mai cosa stia succedendo nel “totale”.) la seconda che gli americani fatichino a comprendere il disastro a cui stanno andando incontro, se non riescono a trovare una soluzione alla fuoriuscita continua di petrolio.

Allora cerchiamo di capire cosa e’ successo con l’ausilio di spezzoni di articoli presi da Wikipedia, da sviluppo-web, da effettoserra.com e da rainews, mixati a mio piacimento.

Cosa e’ successo:

La Deepwater Horizon era una piattaforma petrolifera, dal valore di circa 370 milioni di dollari, di proprietà della svizzera Transocean(la più grande compagnia del mondo nel settore delle perforazioni off-shore) affittata alla multinazionale British Petroleum (BP) per 496 mila dollari al giorno.

Estraeva circa 8000 barili di petrolio al giorno, era grande quanto 2 campi da calcio e si trovava a circa 80 km dalla Louisiana nel Golfo del Messico e poteva ospitare circa 130 persone.

Il 2 settembre 2009 la Deepwater Horizon ha trivellato il pozzo di idrocarburi più profondo al mondo, lungo 10.685 metri di cui 1259 in acqua, nel giacimento di Tiber, sempre nel Golfo del Messico.

La trivella della Deepwater Horizon era una delle più grandi al mondo, lunga 121 metri per 78 metri di larghezza, poteva operare in acque profonde fino a 2400 metri e scavare pozzi profondi fino a 9100 metri!

Il 20 aprile 2010, mentre la trivella della Deepwater Horizon stava completando un pozzo petrolifero, una esplosione sulla piattaforma ha innescato un incendio, con la conseguente morte nell’immediato di 11 persone ed il ferimento di altri 17 lavoratori.

In seguito all’incendio la flotta della British Petroleum ha tentato invano di spegnere le fiamme, oltre a recuperare i superstiti.

Due giorni dopo la piattaforma è affondata

depositandosi sul fondale marino a circa mezzo km a nord-ovest del pozzo. Nonostante il suo affondamento, dal pozzo petrolifero sul fondale marino è continuato a fuoriuscire il petrolio greggio, spinto dalla pressione più elevata del giacimento petrolifero e poi risalito per via della minor densità rispetto all’acqua.

Purtroppo le valvole di sicurezza di chiusura del pozzo (della Cameron International) non hanno funzionato.

 Perche’ c’e’ stata l’esplosione??

Il motivo dell’esplosione, sembra sia dovuto ad una bolla di gas metano, partito dal fondale marino, poi esplosa in superficie. Questo significherebbe che le valvole di sicurezza di chiusura della struttura di trivellazione non hanno funzionato a dovere.

La BP e’ una delle quattro maggiori società del settore energetico a livello mondiale con Royal Dutch Shell, ExxonMobil, Total e non è nuova a casi simili.

Marzo 2005, esplosione nella raffineria di BP a Texas City, 15 morti e 180 feriti, sempre nel 2005 da una grande piattaforma – nel Golfo del Messico – fuoriuscita di petrolio.

2006, Alaska, la British Petroleum è costretta a chiudere parte dei suoi campi di estrazione in Alaska, nella baia di Prudhoe.

Sovente le commissioni d’inchiesta istituite hanno determinato che la BP nello svolgimento dei lavori ha ignorato la possibilità di prevenire i disastri.

Perche’ si trivellava a cotanta profondita’ (ultradeep water)??

La Deepwater Horizon era una piattaforma offshore tra le più avanzate, non “pescava” soltanto sotto a 1,6 chilometri di mare, ma si spingeva per altri 3,5 chilometri sotto la crosta terrestre.

 …. Matthew Simmons, profetizza in un suo libro un imminente crollo della produzione petrolifera saudita ….. quindi gli USA stanno cercando petrolio vicino alle loro coste!

”Il problema non sta nella sicurezza delle piattaforme offshore. Ma nel fatto che il petrolio “facile” (a poca profondita’) al largo della Louisiana e del Texas sta continuando ad esaurirsi, spingendo le compagnie a uno sforzo tecnologico alle soglie dell’impossibile: la ricerca del greggio a grandi profondità”…

La sete di petrolio, “ci ha portati troppo in basso nell’oceano e troppo vicini, o forse troppo oltre, alla soglia di rischio”.

Nel 1994, la profondità a cui si trivellava era inferiore ai mille metri, oggi si e’ passati ad almeno 5 volte di piu’(1.6 Km sotto il mare ed almeno 3.5 Km sotto la superficie del fondale marino!!).

… Agli inizi di aprile, Barak Obama ha ridato il via alle trivellazioni petrolifere offshore negli USA, dopo una lunga moratoria”. Ora le vuole bloccare!

Sforzi effettuati per bloccare la fuoriuscita di greggio (dalle tre falle createsi nel fondale marino) :

Nel tentativo di porre rimedio al disastro gli ingegneri della BP, coadiuvati da tutta l’intelligence americana) hanno adottato svariate strategie, per ora poco fruttuose:

• Utilizzo di veicoli sottomarini, operanti in remoto, allo scopo di chiudere le valvole di sicurezza sul fondo del mare (tentativo riuscito solo in una delle tre falle che si sono create dopo l’affondamento della piattaforma petrolifera!);

Spargimento di agenti disperdenti attraverso robot sommergibili, aerei e navi di supporto, allo scopo di legare chimicamente il petrolio e farlo precipitare sul fondo del mare, dove dovrebbe rimanere inerte nei confronti dell’uomo.

Il disperdente, un composto chimico che rende solubile il petrolio in acqua, evita la formazione di chiazze molto grandi, che sarebbero un pericolo per animali e imbarcazioni. La stima di diperdenti usati fino ad ora varia da 40.000 litri a 400.000 litri!

La BP sta anche utilizzando veicoli telecomandati per spruzzare altri disperdenti in prossimità del fondo marino, dove può depositarsi il petrolio più pesante.

Immaginate bene quanto danno possano fare questi agenti chimici e tossici alla flora marina, ai suoi abitanti (pesci and co.) ed agli uomini che si mangeranno i prodotti pescati in quel mare o che respireranno la sua brezza inquinata.

(Non e’ un caso che un inviato della BBC a Dauphin Island, un’isola abitata a 5 chilometri a largo delle coste dell’Alabama, dice che c’è un leggero, ma distinto odore di petrolio nell’aria)!!!

Trivellazione adiacente al punto di fuoriuscita del petrolio, allo scopo di raggiungere con un tubo di perforazione il canale di comunicazione fra il giacimento petrolifero e il fondale marino per potervi iniettare del cemento;

“Colpo di spazzatura”. “Si prendono dei detriti di varia natura, come pneumatici triturati o residui di palle da golf usate, e ad una pressione molto alta si sparano nella bocca del pozzo per tentare di intasare la conduttura e fermare la perdita (ma sembra piu’ un’azione disperata, degna dei migliori film d’azione film!).

• Allo studio, la perforazione di altri pozzi nelle vicinanze per alleggerire la pressione di fuoriuscita del petrolio dalla falla, e cercare di incanalarlo in altre tubature controllate. (tempo necessario: mesi!!).

Piattaforme galleggianti aspiranti il petrolio che raggiunge la superficie;

• Un suggerimento estremo per fermare la perdita di petrolio nel golfo del Messico viene da un articolo del quotidiano russo Komsomoloskaya Pravda, secondo cui ai tempi dell’Unione Sovietica problemi simili sono stati risolti con esplosioni nucleari controllate.

”In passato questo metodo e’ stato usato almeno 5 volte – scrive il quotidiano – la prima per spegnere i pozzi a gas di Urt Bulak, il 30 settembre 1966. La carica usata fu da 30 chilotoni, una volta e mezza quella di Hiroshima, ma fatta esplodere a 6 chilometri di profondita”’. Secondo il quotidiano l’esplosione sotterranea farebbe in modo da spingere le rocce facendo loro chiudere la falla. Degli altri tentativi effettuati nell’ex Urss, continua l’articolo, solo uno non ha funzionato, nel 1972, mentre gli altri hanno raggiunto l’obiettivo anche con testate di 60 chilotoni. ”Il metodo non e’ stato testato sott’acqua – insiste il quotidiano – ma secondo alcuni calcoli di esperti in Russia le probabilita’ di fallimento sono solo del 20%. Basterebbe scavare un pozzo vicino alla perdita, e far detonare la bomba. La Russia ha una grande tradizione nelle esplosioni sotterranee controllate – conclude l’articolo – che potrebbe essere messa a disposizione degli Usa”.

• Inserire una siringa telecomandata del diametro di 15 centimetri nel tubo da 53 centimetri all’origine della perdita.

“C’e stato un problema. Hanno dovuto riconfigurare l’operazione.Sono tornati a scendere per cercare di reinserirla”, ha detto il ministro dell’Interno Ken Salazar parlando con i giornalisti. Finora Bp ha offerto scarsi particolari sull’andamento dell’operazione che viene condotta con robot sottomarini telecomandati.

Il tubo, una volta inserito nel pozzo, dovrebbe risucchiare il petrolio come una cannuccia per immagazzinarlo nei serbatoi di una petroliera in superficie.

L’operazione ad oggi e’ ongoing e non e’ ancora fallita, per fortuna!

Camera di contenimento (chiamata volgarmente imbuto!) calata al di sopra della perdita primaria del tubo di perforazione danneggiato.

Analizziamo meglio quest’ultimo bizzarro ed ardito tentativo, che appena sentito mi e’ sembrata fantascienza infantile (invece poi ad analizzarlo bene e’ meno stupido di quanto avessi potuto pensare inzialmente!).

I piani per portare una cupola di contenimento sui fondali marini e per incalalare in superficie il greggio che fuoriesce da una conduttura danneggiata sono iniziati il 7 Maggio 2010.

La scatola in acciaio alta 18 metrie pesante circa 100 tonnellate e’ stata utilizzata come parte di uno sforzo per sigillare le due perdite rimanenti. Una delle tre perdite era stata bloccata ieri dopo che i tecnici hanno chiuso con successo una valvola installata il 4 maggio.

Vi ricordo che la perdita di petrolio si trova a due chilometri dal passaggio che porta verso il Mississippi e il porto di New Orleans, il percorso di navigazione più importante degli Stati Uniti per le materie prime (compreso il greggio)!

La struttura di contenimento subacqueo sul pozzo sarebbe dovuta entrare in funzione il 10 maggio e avrebbe dovuto catturare l’85 % del petrolio, incanalandolo in una tubatura indirizzata ad una nave in superficie.

Tale tecnologia non era mai stata provata in acque profonde e quindi aveva forti probabilita’ di insuccesso.

Il rischio maggiore era l’intasamento dei tubi.

La temperatura dell’acqua, di circa 6 gradi Celsius, e le pressioni di 170 Kg per centimetro quadrato potrebbero rendere difficile prevenire l’intasamento dei tubi. La BP prevedeva di riscaldare la superficie intorno al tubo, facendo circolare acqua e antigelo per evitare questo, ha detto ieri Dave Clarkson, responsabile del progetto di BP per il piano di contenimento subacqueo.

(questo tentativo ha fatto pensare alla BP ed alle altre compagnie di installare come prassi un meccanismo ad imbuto almeno nelle attività di perforazione che possano essere soggette ad incidenti simili a quello avvenuto in questi giorni. Di sicuro tutte le procedure per la perforazione in acque profonde saranno rivisitate molto attentamente.)

Come funziona l’imbuto

In precedenza, i sommergibili telecomandati avevano guidato l’imbuto (alto 12m) sopra la testa del pozzo ad una profondità di circa 1500 metri.

Con il dispositivo di contenimento è sul fondo del mare, i tecnici avevano bisogno di almeno 12 ore per far stabilizzare l’imbuto e assicurarsi che sia sicuro prima che i sommergibili lo potessero collegare ad un tubo flessibile che avrebbe incanalato il petrolio fino ad una cisterna in superficie.

“Stiamo prendendo, in sostanza, un edificio di quattro piani e portandolo a 1500 metri di profondita’, per adagiarlo sulla testa di uno spillo”, ha aggiunto un dirigente della BP.

Tale soluzione si sarebbe dovuta utilizzare anche per la seconda e piu’piccola perdita.

Gli esperti avvertivano che c’era il rischio che qualsiasi mossa sbagliata avrebbe potuto danneggiare il tubo che perde e peggiorare, se possibile, il problema.

Era anche possibile che il tubo in superficie si occludesse per via della formazione di ghiaccio e per la successiva separazione di petrolio, gas e acqua provocando un’esplosione.

Ha funzionato l’imbuto?

Purtroppo ci sono brutte notizie per quanto riguarda il tentativo di arginare le perdite di petrolio dalla falla principale sul fondale del Golfo del Messico.

La formazione di idrati, simili al ghiaccio dovuti alla fuoriuscita di gas dalla perdita, stanno ostacolando le operazioni e hanno costretto i tecnici ad interrompere l’istallazione dell’imbuto di 12 metri che era stato posizionato con successo.

Gli idrati si sono formati all’interno dell’imbuto che avrebbe dovuto, attraverso un foro posto sulla sua sommità, permettere di incanalare il petrolio in un tubo che lo avrebbe portato in superficie. Questo significa che i tecnici erano riusciti con successo a posizionare l’enorme dispositivo al di sopra della perdita, un’operazione non scontata in quanto si lavora a 1500 metri di profondità, dove solo le apparecchiature robotizzate possono arrivare (è esclusa la presenza umana per via delle forti pressioni che l’acqua eserciterebbe sul corpo).

Il portavoce di BP ha detto che altre strade sono allo studio, mentre la cupola di metallo è stata rimossa dalla perdita ed è stata posizionata sul fondale marino, per cercare di capire se e come sia possibile rimuovere gli idrati e evitare la loro formazione.

Se i tecnici riusciranno ad escogitare un modo per rimuovere gli idrati e prevenire la loro formazione, il petrolio catturato dalla cupola potrà essere pompato in superficie da una nave apposita.

In conclusione la battaglia ingaggiata dalla BP (e dagli USA) contro la fuoriuscita di greggio dal fondo del mare, ad oggi, e’ vinta purtroppo dalla natura!!

Naturalmente la battaglia si combatte non solo sotto il mare, ma anche in superficie e sulle coste della Louisiana, del Missisipi, dell’Alabama e della Florida (probabile successivo punto di passaggio della marea nera!).

Sulla superficie ci sono almeno 100 navi che continuamente cercano di separare, raccogliere il greggio dalla superficie del mare (di queste 100, 20 sono tra le navi piu’ grandi e specializzate in questo lavoro!)

Migliaia di metri di reti speciali (boom) sono state posizionate dall’esercito, come barriera di contenimento.

(il Pentagono ha mobilitato 17.500 uomini della Guardia Costiera Federale nelle zone interessate dall’emergenza ecologica:

 

un contingente di 6 mila uomini andrà in Louisiana e un altro, con la stessa quantità di personale, nel Missisipi, mentre altri 3 mila uomini verranno dispiegati in Alabama e 2.500 in Florida.

Naturalmente l’Esercito sta facendo la sua parte con uomini e mezzi!)

Tali reti dovrebbero evitare di far arrivare il greggio sulle coste degli USA.

Migliaia di volontari (almeno 4000) pagati 10 $ l’ora stanno cercando di ripulire e difendere le spiaggie della Louisiana e dell’Alabama.

Si utilizzano anche i prigionieri!

Ma questo qui e’ normale, li vedo ogni mese tagliare i prati di HSV, con la polizia che li controlla!

In tutto questo casino gli americani, oltre a protestare contro la BP,

sembrano essere poco coscenti del disastro che sta bussando alle porte delle loro bianche spiaggie!!

I politici, ora, si sgolano dicendo di fermare le trivellazioni offshore. E’ di qualche giorno fa la dichiarazione del Governatore della California (Arnold Scharzenegger, in arte Terminator!), con la quale annuncuava l’intenzione di bloccare le trivellazioni offshore!!

Ma come sempre e’ tardi e strano che queste dichiarazioni arrivino proprio ora, nel momento del disastro!

Vi faccio vedere queste foto, scattata l’anno scorso sull cose del golfo del Messico, in Alabama.

 

Come vedete, in 3 sole foto ed a distanza minima dalle bianche e meravigliose coste dell’Alabama, si vedono almeno 7 piattaforme petrolifere!!

Ma solo ora si accorgono del pericolo connesso ad esse!!??

Di queste piattaforme in USA ce ne sono a migliaia, e tornare indietro, fermando le trivellazioni offshore, credo che sia troppo tardi!!

Inoltre se, come ha previsto Hans Graber, oceanografo del Center for Southeastern Tropical Advanced Remote Sensing dell’Università della Florida, la marea nera dovesse essere intercettata dalla corrente del Golfo, il disastro arriverebbe in un batter d’occhio nel sud della Florida e da lì sulle coste atlantiche dello Stato: secondo Graber «non è più questione di se ma è questione di quando».

Gia’ le agenzie turistiche stanno cercando di lanciare messaggi (via web, Tv ed email) rassicuranti, riguardanti il fatto che le loro proprieta’ sulla spiaggia restano ancora non toccate dalla marea nera!!

 

Ma alla luce dei fatti e delle foto di sopra, sembra solo una grossa balla!!

Ma non voglio essere troppo pessimista e nel prossimo post vi daro’ i numeri di questo disastro ambientale che per ora, prendendo i numeri piu’ conservativi, non fanno rientrare questa catastrofe tra le top ten dei disastri ambientali dovuti alla fuoriuscita di petrolio!!!

Ma se si prendono i numeri meno conservativi (probabilmente i piu’ veri) e’ nella top 3!!!

Vi anticipo che purtoppo nella top 10 ci rientra invece un incidente avvenuto in Italia, non troppo tempo fa!! 

26 Risposte

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  1. Gianluca 16 said, on 20 maggio 2010 at 6:00 am

    Con più prevenzione si poteva evitare il disastro, peccato che si impara solo dopo aver commesso gli errori….

    • quattrovecchiinamerica said, on 20 maggio 2010 at 8:00 am

      Ciao Gianluca

      da quello che ho letto un problema potrebbe essere la poca attenzione che la BP ha messo nella sicurezza, dato che spesso ha avuto incidenti del genere.

      Ma la cosa che fa piu’ pernsare, almeno a me, e’ che l’uomo si sia cimentato in una impresa (quella di trovare petrolio non ad una distanza di 1 Km dal fondale marino, ma a 4 Km ed oltre!!), ancora piena di rischi e di non certezze.

      QUesti sono i risultati!

      Ma se uno non prova mai, non sapra’ mai se ci riesce o meno!!

      La cosa migliore sarebbe investire di piu’ sulle energie alternative , ma e’ una storia gia’ vecchia, ancora prima di iniziare!!

      Ciao Ezio

  2. stefania said, on 20 maggio 2010 at 6:53 am

    Hi Ezio
    that’s a big disaster!!!!!!!!!!
    Poor sea,poor animal,poor fishes,
    ,poor plant life,but I don’t know
    whether to say poor men…
    Bye Stefy.
    Ps: Which is Italian disaster at the third place
    on the top ten?

    • quattrovecchiinamerica said, on 20 maggio 2010 at 8:08 am

      Hi Stefy

      Tomorrow I’ll post the number of the disaster, and they are bad!!

      Regarding the italian disaster, I didn’t remember, but in 1991, close to your area (genova) a huge disaster happened:

      Amoco Haven tanker disaster Mediterranean Sea near Genoa, Italy 1991 144,000 ton of crude oil (1,056,000 barrels) As far as I know the deep water horizon right now (and according to the most optimistic figures) has spread down the sea “only 150.000 barrels!!! If I choose the worst case the barrels become 1.950.000 !!!!!!!!! Make your calculations and comparisons!! Bye Ezio

  3. Barbara said, on 20 maggio 2010 at 10:14 am

    Caro Ezio, viste le foto del disastro causato dall’uomo, visto che la natura ultimamente
    si sta continuamente ribellando ( terremoti, tsunami, alluvioni etc.), non sarà mica vera
    la profezia dei Maya sul 2012?
    Non credo molto a queste cose ma ultimamente qualche dubbio…
    Ciao Barbara

    • quattrovecchiinamerica said, on 20 maggio 2010 at 11:06 am

      CAra Barabara

      Sono ignorante in materia, ma quale e’ la profezia MAYA di cui parli??

      Ciao Ezio

      • Gianluca 16 said, on 20 maggio 2010 at 1:25 pm

        Secondo il calendario Maya il 21 dic 2012 finisce il 5° ciclo di un grande ciclo iniziato circa 13000 anni fa…..i Maya non hanno fatto nessun altro calendario dopo quello e nessuna profezia dopo quella data, qualcuno pensa che quella data coincida con la fine del mondo (visto che molte profezie di popoli diversi e antichi che non si sono mai incontrati tra loro segnano la fine di un ciclo e la fine del mondo + o – verso il 2012)…..Anche dal punto di vista scientifico e astronomico ci saranno dei cambiamenti, in effetti l’asse terrestre dovrebbe orientarsi verso la costellazione dell’aquario……qualcuno dice che nel 2012 addirittura ci sarà l’inversione dei poli, gli scienziati fino a poco tempo fa credevano che una cosa del genere accadesse una volta ogni 100000 anni, ora sono + o – certi che questa cosa accada circa ogni 13000 anni……..ci sono gruppi di fanatici(almeno per ora sono fanatici, soprattuto gente new age e cose del genere) che si preparano al 2012…..(non lo hai mai visto il film 2012? ha incassato qualkosa come 900 milioni di dollari in tutto il mondo 225 solo negli Usa è uscito a novembre 2009 negli Usa) ma non disperare secondo gli ultimi sacerdoti maya il 2012 sarà solo la fine di un ciclo, con dei cambiamenti sociali (in effetti se ti guardi intorno ci sono) e dei cambiamenti climatici (negli ultimi anni la natura si sta scatenando + del solito), non sarà la fine del mondo………..poi chi vivrà vedrà…….se avessimo creduto a tutte le leggende metropolitane saremmo morti da un pezzo……
        cmq il film 2012 (del 2009) è molto bello…..ciao

      • quattrovecchiinamerica said, on 20 maggio 2010 at 2:01 pm

        Ciao Gianluca

        sai tutto delle profezie MAya!!!

        GRazie per le notizie ed oggi cerchero’ il film.

        Mi ha molto incuriosito.

        Anche se sperosia tutta una balla colossale!!

        Non tanto per me ma per i bimbi!!

        Ciao Ezio

      • stefania said, on 21 maggio 2010 at 5:22 am

        Hi Ezio
        I’m agree with you about Mayan propechy ,
        I thinking to my baby.she so yong,
        Kisses to all family

      • quattrovecchiinamerica said, on 21 maggio 2010 at 10:22 am

        Hi Stefy

        Today I have enough time in order to correct your mistakes!!

        Don’t worry, because everyone makes mistakes!!

        One of the most common error that italians do is write: I’m agree with you!!

        It is a real translation of “io sono d’accordo”.

        But the american people say “I agree with you or I don’t agree with you”!!

        Next: I’m thinking instead of I thinking (but I think you wrote it because you were in a rush!).

        And last but not least “She’s so young instead of “she so young”!

        Coming back to your post, I agree entirely with you: 2012 is too early for our babies!!!

        Have a marvellous weekend

        Ezio

  4. Barbara said, on 22 maggio 2010 at 11:33 am

    Caro Ezio, ha risposto Gianluca per me.
    Comunque ogni trasmissione televisiva qui in Italia che ha come tema l’insolito vedi : TOP SECRET,VOYAGER,MISTERI,ETC., non fanno altro che parlare di alieni e profezia
    Maya. A dir poco MONOTONI!!!! E anche IETTATORI!!!
    Ciao Barbara

    • quattrovecchiinamerica said, on 22 maggio 2010 at 12:22 pm

      Cia Barbara

      devo dirti che credo poco nelle profezie!

      Se sono buone posso anche fare finta di crederci se sono negative le bollo come “non sicentifiche”!!

      Pero’il film 2012, che mi ha suggerito Gianluca lo vorrei vedere!!

      A presto Ezio

  5. Luca said, on 5 giugno 2010 at 8:34 am

    Non ci sono parole, le foto fanno riflettere molto! E’ un gran disastro! Speriamo si fermi in fretta.

  6. Marco said, on 6 giugno 2010 at 8:30 am

    Ma non avete paura che qualche uragano o cose del genere vi faccia il bagno di quest’acqua piena di petrolio? Ma ora che ce ne è così tanto di petrolio nell’acqua c’è possibilità di essere tolto e che le acque siano pulite?

    • quattrovecchiinamerica said, on 7 giugno 2010 at 10:56 am

      CAro MArco

      non voglio neanche pensare ad uragani che arrivino fino da noi!!

      Sarebbe una catastrofe naturale di mostruosa potenza!

      QUi per fortuna nostra arrivano solo tornadi!!

      Per la pulizia della acque, ci vorra’ tempo.

      Per ora gli sforzi si stanno concentrando nel bloccare la falla, e nel mettere delle reti di protezione contro il petrolio.

      Entrambi stanno fallendo miseramente!!

      Sono stati sparsi migliaia di litri di dispergenti chimici, che dovrebbero far addensare il petrolio e farlo depositare sul fondo del mare!

      Ti lascio immaginare quanto bene facciano alla natura, compresi gli uomini, che si mangeranno i pesci, che avranno mangiato alghe e simili contaminate da petrolio e dipersanti chimici!!!

      Insomma non stiamo messi bene!!

      Ciao Ezio

  7. Giuliano said, on 8 giugno 2010 at 1:43 pm

    Ho letto tutto solo ora.
    Chiaro, sintetico, completo, mi pare.
    Interessante, per niente noioso.

    • quattrovecchiinamerica said, on 8 giugno 2010 at 2:16 pm

      GRazie GIuliano

      ma la cosa brutta e’ che e’ tutto peggio dei numeri che ho ipotizzato io!!!

      Ed ancora peggio e’ che non sanno ancora quale e’ il modo migliore per andare avanti!!!Ciao Ezio

  8. Pasquale De Martino said, on 8 giugno 2010 at 5:20 pm

    Alla richiesta di aiuto, da persona corretta ho inviato una probabile soluzione tecnica alla Horizzon. Mi hanno ringraziato per l’impegno ed il lavoro svolto. Ho però, l’impressione che stanno per adottare la mia idea senza che averli specificatamente autorizzati. Non pretendo nulla, ma almeno potevano avvertirmi. (ti parlerò dei particolari solo dopo aver confermato le mie indagini).
    pasquale de martino

    • quattrovecchiinamerica said, on 8 giugno 2010 at 6:39 pm

      CAro PAsquale

      mi sfugge chi ti abbia chiesto aiuto!

      Il governo americano?

      NEl caso fossi nel giusto, allota sei un genio del mestiere!!
      FAcci sapere

      Ezio

      • Gianluca 16 said, on 11 giugno 2010 at 3:22 am

        Ezio forse non intendeva il governo americano in persona, ma parlava della richiesta di aiuto della BP, mi sembra che un paio di settimane fa avevano fatto un appello internazionale dove chiedevano a chi aveva qualche idea di proporla, visto che loro erano a corto di idee.

      • quattrovecchiinamerica said, on 11 giugno 2010 at 6:31 am

        FOrse hai ragione tu Gianluca, ma meglio di tutti potrebbe spiegarcelo PASquale!!

        ASPettiamo sue notizie!!

        SOno curioso di sapere la sua proposta!

        Ciao Ezio

      • pasquale de martino said, on 21 ottobre 2010 at 2:17 pm

        Ezio scusami per il forte ritardo,

        intanto ti confermo che la mia indagine ha avuto un buon esito.
        Difatti io avevo proposto un imbuto elstico una specie di cappa in pvc a forma di campana con speciali accessori per l’aspirazione delle perdite e la separazione del petrolio dai gas esplosivi, che si adattava ai forti cambiamenti di pressione sia sub marina che delle improvvise fuori uscite di gas insieme al petrolio.

        Difatti la loro campana era rigida e pesante, molto diversa dalla mia proposta, ma in un primo momento mi sembrava una variante della mia soluzione.

        Non ha funzionato la loro tecnologia, e tanto meno hanno adottato la mia idea.

        ti saluto e scusami ancora, purtroppo sono molto impegnato e trovo poco tempo per i forum.

        Ti faccio i miei complimenti per la tua iniziativa.

        Pasquale De Martino

  9. Giuliano said, on 15 giugno 2010 at 11:56 pm

    Ciao Ezio,
    poco volevo guardare la situzione delle perdite tramite le telecamere della BP, ma non si vedeva nulla
    Solo ora ho letto altrove che un fulmine ha bloccato le operazioni di pompaggio.
    Insomma, ha fermato i lavori in superficie.

  10. Giuliano said, on 15 giugno 2010 at 11:58 pm

    Le immagini delle telecamere sono riprese.
    Speriamo che funzioni anche il resto.

    • quattrovecchiinamerica said, on 16 giugno 2010 at 4:47 pm

      Anche se sono riprese, sono ancora molto lontani dalla risoluzione del problema!!

      ALcuni americani dicono che in 15 giorni riuisciranno a chiudere la falla.

      Io ci credo poco!


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