4 vecchi in america

LEGOLAND, CORONADO BEACH E LA USS MIDWAY

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 31 luglio 2010

 

LEGOLAND, CORONADO BEACH E LA USS MIDWAY 

 

Digitando su google: “Top thing to do in San Diego”, ecco cosa si ottiene:

 

San Diego Zoo: World famous, and deservedly so.

Sea World: Shamu and her buddies perform daily – and we always have more fun here than we expect to going in.

USS Midway: You’ll have more fun than you can imagine exploring this retired aircraft carrier.

The Beaches: With seventy miles of sand and surf, there’s plenty of space away from the other San Diego attractions.

Balboa Park and Museums: America’s largest urban cultural park has more than 25 museums and attractions from the astronomical to the horticultural.

Legoland: Really fun for the kids – and the adults get a kick out of all the great big Lego creations.

Wild Animal Park: Animals in large, open spaces, the next best thing to a safari.

La Jolla Charming, romantic seaside town. Go for shopping, galleries or tidepool-hopping.

Coronado: Home to the elegant Hotel Del Coronado and one of the best beaches in the country.

Harbor Cruise: San Diego has a long-standing maritime heritage and a beautiful skyline, and you can enjoy them both from a boat.  

Scorrendo la Top List si capisce che San Diego citta’ offre ben poco, almeno cosi’ sembra!

Poi dato che Sea World lo avevamo visto ad Orlando, degli Zoo ne avevamo le scatole piene, di spiaggie ne avevamo viste abbastanza, la Jolla la avevamo gia’ vista e che dei musei con i bimbi non se ne parla la scelta era quasi obbligata: LEGOLAND un giorno e l’ultimo giorno a Coronado Beach + USS Midway, sperando nel bel tempo!

Il giorno in cui abbiamo deciso di andare a Legoland era particolarmente coperto, quindi non avevamo rimorsi di non essere andati al mare! 

Vi dico subito che i prezzi di Legoland sono molto alti, anche a confronto con Disneyworld (che offre ben di piu’ per prezzi similari!).

Leggendo la riga dove c’e’ scritto Legoland, per una famiglia con due bambini di 3 anni si spende 67+67+57+57 = 248 $!!!!!!!!!!!!

Un vero sproposito per una giornata in un parco particolare, ma non esageratamente bello, specialmente per i grandi!

Se i biglietti si comprano in albergo si risparmia qualche cosa, ma noi lo abbiamo comprato al gate, con lo sconto che fanno ai militari americani ed abbiamo pagato meno della meta’!

Il parco e’ carino, particolare, le attrazioni sono per bambini piccoli ed i grandi non si divertono piu’ di tanto!

Sotto qualche foto scattata al parco.

Se sembrano sgranate, il motivo non e’ la macchina fotografica scarsa, ma il fatto che gli animali ed i giochi sono fatti veramente con il lego, ed in foto sembrano pixel sgranati!!

Animali nella giungla.

 

 

Giro in barca  nelle favole di:

i Tre Porcellini

 

Hansel and Gretel,

la Bella Addormentata nel bosco.

Paolo che spara acqua, con un cannone ad acqua, 

nella bocca dei coccodrilli!

La fontana musicale,

che si attivava con i salti dei bambini!

In questi parchi non mancano mai le fontane, che bagnano i bimbi al 100%.

Nelle giornate calde OK, ma oggi erano 21 gradi e senza sole!

Sara che gioca nel parco degli scivoli. 

L’attrazione piu’ eccitante per i grandi poteva essere questa torre.

Si saliva tirando su la corda, a mano,  (e non era agevole salire!) e si scendeva di botto!

Paolo si e’ divertito molto in questo gioco.

I bimbi prendevano la macchina, da soli, e  guidavano in questa citta’ in miniatura.  

 

Alla fine ti rilasciavano un patente, e se si voeva personalizzarla (con una foto), si pagavano 3 $.

Questa Volvo era fatta proprio bene. 

Qui siamo passati alla zona barche ed affini.

Per la cronaca, io e Paolo abbiamo preso una barca ed all’arrivo, non so come ci siamo presentati di poppa (con il muso non avanti ma indietro) bloccando il gioco per 10 minuti. Tempo in cui ci hanno riportato nella posizione giusta!

Sotto Sara e Paolo in bocca allo squalo!

 

Verso la fine del parco abbiamo ritrovato Las Vegas in miniatura, 

con alcune repliche dei suoi alberghi.

Il giorno dopo, sempre senza sole, andiamo a San Diego e per la precisione a Coronado, 5 miglia da San Diego.

Per arrivare a Coronado si attraversa il Coronado Bay Bridge, spettacolare ponte costruito nel 1969, con queste caratteristiche tecniche spicciole:

Total length 3,4 kilometres (2,1 mi)

Longest span 1880 feet (573 m)

Clearance below 60,96 meters (200 ft)

 

Eccolo sotto in vestito da sera!

Il simbolo della piccola isola, con spiaggie larghe, belle e sabbiose e’ l’Hotel Del Coronado, aperto nel 1888!

L’Hotel e’ bellissimo ed e’ direttamente sulla spiaggia.

I prezzi per noi mortali sono proibitivi, anche per le stanze piu’ piccole!

Ecco quanto costa questo weekend all’Hotel Del Coronado:

Resort King USD 450.00 Located throughout the Resort these medium sized guestrooms will comfortably accommodate a family of three and feature a non ocean view

Resort Queen Queen USD 445.00 Located throughout the Resort, these medium sized guestrooms will comfortably accommodate a family of four and feature a non-ocean view.

Resort Partial Ocean View – Queen Queen USD 585.00 Medium sized room with limited coastine view located throughout the resort.

Junior Suite Full Oceanfront USD 1,000.00 Junior Suite Full Oceanfront-Extra-large rooms located in the Victorian Building-ocean views

Victorian Suite USD 575.00 One bedroom suite with separate living room overlooks the resort grounds non oceanview

In piu’ essendoci la base dei Navy Seals a qualche Km,

ci sono continui aerei che atterrano e decollano!!

Pagare 1000 $ a notte e sentire ad ogni 1/2 ora i rumori dei Jet o degli enormi airbus, non e’ affatto piacevole!! 

Chi sono i Navy Seals?

SEAL (The United States Navy Sea, Air and Land Forces), sono le forze speciali d’elite della U.S. Navy, impiegate dal governo degli Stati Uniti d’America in conflitti e guerre non convenzionali, difesa interna, azione diretta, azioni anti-terrorismo ed in missioni speciali di ricognizione, in ambienti operativi prevalentemente marittimi e costieri.

Le unità SEALs dipendono dal Naval Special Warfare Command di Coronado.

Sono suddivisi in due Naval Special Warfare Group: il Gruppo East Coast, con sede a Little Creek, Virigina, ed il Gruppo West Coast, con sede a Coronado.

Se avete voglia di leggere come vengono addestrati ed i loro requisiti fisici, andate a questo link e resterete a bocca aperta!!

http://it.wikipedia.org/wiki/Navy_SEAL

Non voglio essere campanilista, ma anche noi abbiamo delle ottime Forze Speciali, come il GOI.

Il GOI (Gruppo Operativo Incursori) è il reparto di Forze Speciali della Marina erede della X^ Flottiglia MAS (Motoscafo Armato Silurante) che fu protagonista di leggendarie azioni nel Mar Mediterraneo durante il secondo conflitto mondiale.  

L’unità, inserita nel Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei” (COMSUBIN) con sede a La Spezia, inquadra soprattutto personale in servizio permanente ed è costituita da operatori che conseguono il brevetto di incursore al termine di un difficile iter addestrativo di durata annuale. Gli stessi vengono messi in condizione di operare sia nel loro ambiente elettivo (il mare) che in ambiente terrestre.

Con il brevetto di incursore, la preparazione dell’operatore non è conclusa e continua presso l’unità di impiego mediante altre attività formative specialistiche.

Il GOI ha partecipato alla gran parte delle operazioni “fuori area” di quest’ultimo dopoguerra, anche congiuntamente al “Col Moschin” dell’Esercito.

 

Lasciamo i nostri eroi al loro allenamento e torniamo all’Hotel Coronado.

Non ci sono solo camere ma vere e proprie ville sul mare!

SPA con piscina privata, 

e piscina per chi non vuole fare massaggi and co.

Ci sono poi svariati ristoranti e bar sulla spiaggia,

ma anche qui i Navy Seals non danno tregua, con i loro atterraggi!!

Eccomi in posa davanti all’entrata dell’Hotel, che dai commenti dei viaggiatori, non vale i soldi spesi (camere troppo antiche si dice). 

Questo e’ un lampadario nella Hall, tutta cosi’ arredata. 

 

Prima di lasciare questa residenza di lusso, Sara fa in tempo a strappare qualche fiore

 

La cittadina e’ carina e visitabile a piedi, con i Segway,

 

o con le macchine elettriche, in affitto a prezzi modici. 

Il pranzo lo abbiamo fatto all’Old Ferry Landing , grande spiazzo vicino al mare, con bar e ristoranti.

Noi avevamo i nostri panini, ma la gola mi ha fatto provare una Chicken Gyros

in questo ristorante!

Prezzi bassi, ma qualita’ in accordo con i prezzi!

 

Il mio “spacciatore” di Chicken Gyros di HSV e’ un 5 stelle a confronto!!

Era la prima volta che vedevamo un negozio di Cupcakery!!

 

Naturalmente vendeva solo cupcake!

 

 

Sara ha preferito un bel gelato, tipo quelli fatti sulla cold stone,

cioe’ quelli che si lavorano sulla pietra di marmo (evitateli se potete, dolci all’eccesso e se non chiedi almeno  topping si offendono!).

Qui ci si ferma e si fa un minuto di silenzio, per il miglior caffe’ che abbiamo bevuto in USA, da due anni a questa parte!!!

Esattamente in questo carretto lungo la strada!!

Ottimo il sapore e  la consistenza, mancavano solo le tazzine di ceramica ed era perfetto!!

I patiti di caramelle e dintorni in America non resteranno mai a bocca asciutta!

Questa foto sembra una replica del 9/11, ma e’ solo un aereo che passa nel dowtown di San Diego!

Prima di lasciare Coronado, facciamo una passeggiata sul viale con tanti negozi e con stile architettonico messicano (il Messico e’ a poche miglia da qui!). 

 

Il tempo di vedere una biciletta strana, nonche’ bruttina, 

piu’ una insegna di barbiere, molto familiare

e lasciamo Coronado.

Ci infiliamo tra le costruzioni futuristiche del downtown di San Diego

ed arriviamo subito alla USS Midway.

Come piu’ volte ho detto, gli americani ci sanno fare con le loro navi e le adibiscono spesso a musei, che oltre a rendere soldi per la Marina, rende felici migliaia di americani, che vanno orgogliosi a vederle!

Se ci fosse qualche Marinaio italiano, con potere e lungimiranza, ecco quanto si potrebbe guadagnare con una delle nostre navi, ancorate in uno dei tanti porti italiani.

E si potrebbe risparmiare sui costi di demilitarizzazione!

Io ne metterei una a Venezia, una a La Spezia, una a Napoli, una a Civitavecchia ed una a Taranto. Non dimenticando una per ogni isola maggiore!!

Sulla portaerei ci sono naturalmente in esibizione statica aerei

 

ed elicotteri.

 

Poco vicino alla nave, c’e’ la statua gigante dedicata alla fama di donnaioli che si portano appresso i marinai!

Anche i cartelli pubblicitari involgiano i bimbi e le famiglie ad entrare nella nave!

I distributori di soda ricordano i Navy Seals!

Noi essendo arrivati dopo le 6 PM, non siamo riusciti a vedere la portaerei da dentro, ma solo da fuori, con somma gioia di Stefania!

Ripartiamo per Carlsbad perche’ domani dovremo partire presto per il Sequoia National Park, a circa 4 ore e mezzo da San Diego.

Anche qui non abbiamo fatto molto mare, dato che il tempo e’ stato bruttarello, tranne un giorno. Ma abbiamo visto molte cose belle.

A mio parere San Diego e le sue spiaggie battono LA 3-0!!!

UN QUATTRO LUGLIO DA AMERICANI, CON GLI AMERICANI!

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 26 luglio 2010

 

UN QUATTRO LUGLIO DA AMERICANI, CON GLI AMERICANI!

 

Oramai sono due anni che siamo qui in USA ed alla festa del 4 Luglio ci siamo affezionati! Anche perche’ e’ una festa diversa dal nostro 25 Aprile.

Qui sembra veramente sentita in modo speciale!

A conforto delle mie sensazioni ecco cosa dice il sito  http://www.tuttoamerica.it , che secondo me spiega benissimo cosa e’ il 4 Luglio per gli americani.

Per gli Americani il 4 luglio si festeggia la festa più importante dell’anno. Celebrata con rigore, secondo alcuni schemi tradizionali: parate, patriottismo, fuochi artificiali, pic-nic e tanto altro: è la festa dell’indipendenza

Il 4 luglio l’America si ferma per celebrare se stessa. E’ un giorno che gli europei ed, in particolare, gli italiani fanno spesso fatica a comprendere fino in fondo. Non è un semplice giorno di festa, non si tratta di “un giorno in più di vacanza” come, invece, è spesso per noi il 25 aprile. E’ un giorno che ogni americano è orgoglioso di celebrare. E notate che si dice “celebrare” la festa del 4 luglio e non semplicemente “festeggiare” il 4 luglio, in quanto il verbo “celebrare” porta con se tutta una serie di significati profondi, quasi un alone di sacralità, che, invece, la semplice parola “festeggiare” non riesce ad evocare.

Banalmente, si può dire che il 4 luglio si celebra la festa dell’indipendenza (Independence Day) delle colonie americane, ottenuta dall’Inghilterra nel 1776. Questa è la data che, per un americano, segna la nascita della democrazia nel suo paese. Questa è la data che segna la vera nascita degli Stati Uniti d’America e, poiché gli Americani si sentono profondamente attaccati alla loro patria, tanto da identificarsi interamente con essa, si può dire che il 4 luglio è la festa anche degli Americani stessi. (Per conoscere meglio la storia della festa dell’indipendenza visita il sito: http://www.fourth-of-july-celebrations.com).

Come festeggiano gli Americani il 4 luglio?

Ci sono alcune “formule” ricorrenti: barbecue, pic-nic o pranzi di famiglia.

Durante il 4 luglio è rigorosamente vietato stare da soli: la regola è riunirsi con la propria famiglia (anche se dall’altra parte della costa) o con gli amici più stretti.

Ci si ritrova in tarda mattinata (a seconda di cosa si è organizzato: barbecue, pic-nic o pranzo a casa), si canta l’inno nazionale tutti in fila e con la mano sul cuore e, nel pomeriggio, possibilmente ci si reca in strada o in un villaggio vicino per assistere alla tradizionale parata in costume a stelle e strisce e a festeggiare fino a sera, quando non mancherà lo spettacolo pirotecnico con fuochi d’artificio da far restare davvero senza fiato.

Chi non ha mai trascorso almeno un Independence Day negli States non penso riesca a capirmi realmente quando parlo di “senso profondo di appartenenza” o di “spettacolo pirotecnico” mozzafiato.

Molti italiani reputano una “pagliacciata” questa festa, mentre invece penso non la si possa giudicare tale almeno fino a quando non la si è vissuta in prima persona…

Allora dato che l’anno scorsa non la abbiamo vissuta da americani, ma da soli a casa al mare, quest’anno abbiamo deciso di andare a celebrarla, in spiaggia con tutti gli americani!

Abbiamo scelto La Jolla Beach, perla tra le spiaggie di San Diego (perla per la scala di valori americani!).

Appena parcheggiata la macchina, senza posteggiatori abusivi che ti infanstidiscono con frasi “dotto’, capo, frate’ ….” (lontano e brutto ricordo delle feste italiane), incontriamo questa famiglia di surfisti, che allegra va in spiaggia a piedi nudi!

Appena arrivati sul prato che sta davanti alla spiaggia, ci si presenta uno spettacolo da film: centinaia (ma proprio centinaia) di tende una accanto all’altra,

tutti impegnati ad accendere il fuoco per il BBQ,

nessuna radio a volume impazzito, allegria da vendere e neanche un centimetro di prato libero!

C”era anche chi aveva i camerieri personali e tende mega da VIPs!!

A fatica ci facciamo strada tra le tende ed arriviamo in spiaggia. Ed anche li stesso panorama!

Surf, ombrelloni e gazebo,

persone che passeggiano con in bella mostra la camicia patriottica,

biciclette,

tende, sedie da spiaggia pieghevoli e tanti frigoriferi portatili,

addirittura letti portatili per neonati!!

Insomma tutto il necessario per festeggiare degnamente ed in accordo con la tradizione la festa!

La spiaggia e’ larghissima ed il fondale degrada molto lentamente.

Il sole come al solito non c’e’ (e non uscira’ per tutto il giorno), ma nessuno se ne cura piu’ di tanto.

La festa e’ festa e si festeggia con qualunque tempo!!

I bambini, con la solita felpa, si divertono a fare castelli di sabbia.

Noi naturalmente non abbiamo ne tende ne sedie, e ci sistemiamo tra una tenda ed un’altra, con i nostri mini asciugamani.

Ma l’importante e’ “afferrare” lo spirito della festa e sorridere!

Non puo’ mancare la macchina dei baywatch,

e la loro postazione di controllo.

Nonstante il tempo bruttino, ma questa volta non ventoso ne freddo, ci si diverte con le moto d’acqua, 

con le minitavole da surf e facendo il bagno. 

Dato che avevamo tempo da spendere, abbiamo deciso di fare una pista sulla sabbia per le biglie, che naturalmente non avevamo!

I mezzi da scavo erano pochi ed ho usato il secchiello!

Appena arrivata l’ora di pranzo, mentre gli altri si ingozzavano di carne cotta al BBQ, noi mangiavamo i nostri ottimi panini mozzarella e pomodoro e prosciutto e mozzarella + frutta fresca.

Una cosa da ricordare in questo viaggio e’ che i bambini hanno imparato a mangiare i panini (talmente tanti ne abbiamo preparati, duranti i vari spostamenti senza ristoranti!).

E dopo tanto lavoro ecco la pista,

con tanto di galleria!

E mentre io scavavo co il secchiello, dietro di me i professionisti stavano scavando con una vera pala, una buca per il fuoco serale e per il BBQ!!

A proposito della pista e ho scavato, che i bambini hanno subito distrutto passandoci sopra, al posto delle biglie,

vi racconto un aneddoto simpatico/imbarazzante!

Per fare la pista scavavo come nella foto sotto.

Gambe incrociate, sedere a terra, per non faticare troppo. Ho scavatto per circa un’ora in quella posizione.

A pista quasi ultimata, vedo una signora che si avvicina a Stefania e le dice qualche cosa.

Lei non capisce e le dice di rivolgersi a me.

Ma la signora non ne vuole sapere di parlare con me e continua a parlare con Stefania.

Visto che lei non capisce bene, la signora finalmente si rivolge a me e mi dice che stanno facendo una festa, che ci sono i bambini  e che si vedono le “nuts”!

Io ho fatto fatica a capire cosa volesse veramente!

Pesavo avessero finito le noci/noccioline e le volesse da noi, o che ci invitasse a mangiare della frutta secca nella loro tenda, dato che all’inizio non ha usato la parola nuts, ma un’altra che non conoscevo.

Poi quando mi ha detto “nuts”, tra i tanti significati di nuts:

 

nuts capotasti

nuts dadi

nuts damerini

nuts Frutta secca

nuts matto

nuts nocciole

nuts noci

nuts raccoglie noci

nuts teste

nuts coglioni

nuts for pazzo per

avellan nuts avellane

beech-nuts faggine

coco-nuts noci di cocco

lock-nuts controdadi

monkey-nuts arachidi

 

ho capito che il significato giusto da attribuire alla conversazione era quello sottolineato!!

Non voleva ne noccioline ne frutta secca, ma solo dirmi che avevo le parti intime in bella vista!!

In palese imbarazzo ho chiesto scusa, anche se le parti ignude erano meno di un centimetro quadrato e visibili solo con un cannocchiale!!

Ma gli americani sono super casti, ed anche una minima parte scoperta e’ una cosa scandalosa!! 

Cosi’ dopo aver imparato un altro significato di nuts, verso le 4.00 PM abbiamo lasciato felici la spiaggia per dirigerci verso la Jolla Cove.

Prima di lasciare la spiaggia, ho provato i bagni pubblici di fronte la spiaggia.

Devo dire che anche se superusati non erano cosi’ male: sanitari di acciaio, niente puzza e solo qualche carta per terra.

Naturalmente avevano subito un superuso, fuori dal normale!

Anche nei giorni di festa la Polizia faceva i tickets agli automobilisti indisciplinati! 

Sulla strada  che ci ha portato alla macchina abbiamo visto delle belle case, 

i cartelli antitsunami,

i cartelli anti criminali,

 e delle bellissime piante/fiori.

Arrivati al paesino sopra la spiaggia, oltre alla fontana 

abbiamo ammirato la pasticceria, anche essa con dolci patriottici!!

 

 

 

 

 

In pochi minuti arriviamo alla spiaggia di La Jolla Cove, molto rocciosa e stretta.

 

 

La sera ci mettiamo (insieme ad altre famiglie di americani) sul ciglio della strada di fronte al nostro albergo, sulla casa dei baywatch,

per ammirare i fuochi d’artificio, che si facevano dalle varie cittadine vicine!

Dopo i fuochi un bel ballo, con la musica che una famiglia di americani “trasmetteva” con il loro stereo portatile,

ed una foto ricordo del nostro 4 Luglio trascorso da americani, con gli americani! 

Niente di trascendentale,  ma abbiamo cercato di cogliere il senso della festa del 4 Luglio.

Ed a mio parere ci siamo riusciti. 

 

CARLSBAD AND OCEANSIDE

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 25 luglio 2010

 

CARLSBAD AND OCEANSIDE

 

Dopo i 5 giorni di mare (si fa per dire!) passati ad Hermosa Beach, verso le 10.00 partiamo verso Sud per Carlsbad, 83 miglia da Hermosa Beach e 35 minuti da San Diego.

Per arrivare percorriamo tutta autostrada, con un po di traffico qualche minuto prima di arrivare.

Sull’albergo avevo qualche dubbio, non sulla pulizia o sul mangiare, ma sull’ubicazione della spiaggia.

Sul sito dell’albergo c’era scritto fronte mare, ma poi si diceva che per raggiungere il mare si doveva attraversare la strada e scendere per una stradina sterrata!

La cosa mi puzzava un pochettino ed avevo letto molte recensioni su Tripadvisor, ma nessuna dava come cosa difficile arrivare al mare. Si diceva che si doveva attraversare la strada, e che c’era una stradina sterrata che arrivava facilmente al mare.

Appena arrivati, dopo aver visto la stanza partial ocean view (di cui in un prossimo post vi firo’), siamo andati in esplorazione a cercare la spiaggia per il giorno successivo.

La strada da attraversare e’ questa sotto. Una strada a 4 corsie, a scorrimento veloce, con semaforo che controlla l’attraversamento stradale.

Un po scocciante, ma niente di insuperabile.

Appena attraversata la strada si vede subito il mare, ma molto molto sotto!!

Quasi a picco dalla strada!

Iniziamo a cercare la strada per superare i circa 50 metri di dislivello dalla strada e subito troviamo questa stradina sterrata, abbastanza pericolosa per i bambini e forse anche per noi.

Questa sotto non e’ molto meglio.

La famiglia sotto e’ arrivata fino ad uno scoglio intermedio e li si e’ fermata a fare un picnic!! 

Dalla foto si puo’ notare il forte dislivello tra la strada e la spiaggia ed in fondo una ciminiera di una centrale a gas, anche questa direttamente sulla spiaggia!! 

Appena la ho vista da vicino, ho subito pensato fosse una centrale nucleare (ed ho pensato di cambiare citta’!),

poi ho chiesto informazioni ad i locali, che mi hanno tranquillizzato dicendomi che era solo una centrale per produrre energia elettrica, con raffreddamento delle turbine ad acqua di mare!!!

Decisamente poco bella a vedersi e molti locali si lamentano perche’ spaventa i tursti.

Nel 2017 verra’ smantellata per far posto ad un’altra centrale che produrra’ elettricita’ con generatori a gas naturale. Chissa’ se la costruiranno sempre sul mare!!

Ci spostiamo di un Km e troviamo una spiaggia (South Ponto), facilmente accessibile dalla strada, ma e’ scuro e l’impressione non e’ delle migliori!

Ecci Stefania che lascia la spiaggia, abbastanza triste, per il prolungarsi del tempo coperto!!

Qui si fa un sorriso, dopo 5 giorni di faccia perturbata, causa tempo!!

Paolo si rimette le scarpe,

mentre guarda un signore che porta la legna per fare il falo’ in spiaggia.

Facciamo un ultimo tentativo in un altra spiaggia vicinissima all’albergo (la spiaggia di Tamarock) e questa sembra piu’ aggraziata!

Di certo il fondale marino degrada molto piu’ lentamente di quello di LA, rendendo piu’ facile fare il bagno in riva al mare!

Ed il “risucchio” e’ meno pauroso, rispetto ad Hermosa Beach.

 

La mattina dopo, approfittando di una pausa del brutto tempo e della comparsa del sole, andiamo a South Ponto.

I bambini approfittano del fondo del mare bassino, per mettere almeno i piedi in acqua!

Dalla foto sotto si vede che il fondale degrada molto lentamente.

 

Certo che con uno straccio di sole, la spiaggia sembra molto piu’ carina!

 

Ma il vento e’ fastidioso, allora mi metto al lavoro per scavare una buca, atta a ripararmi dal vento!

I ragazzi, vestiti come i bambini che andavano al mare negli anni 40, continuano a giocare a castelli di sabbia,

mentre io finisco la mia buca, a tre piazze, e mi rilasso nella buca antivento!

E l’idea che ho avuto non era poi cosi’ originale, dato che le due signore sotto ne avevano scavata una ben piu’ ampia della mia (si vedono solo le due teste e la bandiera americana, con due bandiere che non invogliano di certo a farsi un bagno in oceano!!).

I bagnanti si fanno il bagno al massimo a 10 metri dalla riva, e con le tavole da surf!

Per cena decidiamo di spostarci in una cittadina a 7 Km da Carlsbad, decisamente piu’ turistica ed organizzata: Oceanside.

La caratteristica di quesa cittadina e’ quella di avere uno di moli piu’ lunghi della California!!

Historic Oceanside Pier is one of the longest wooden piers on the West Coast, spanning 1,942 feet in length (600 metri circa).

Opened in 1987 as the cityy’s sixth pier to be built (and fifth on this spot), it is located on Third Street. You can enjoy a meal at Ruby’s Diner, go fishing or stroll to the end to see Oceanside Harbor, a marina that sits along the northwest border of the city.

Welcome to Oceanside, a charming beach city located 35 miles north of San Diego and 83 miles south of Los Angeles in a region of San Diego County called North County.

It ranks 2nd in the United States for best climate with around 10 inches of rain per year and an average day time temperature of 69 degrees Fahrenheit.

Il Pier parte dal parcheggio  e dopo aver superato, con dei ponti pedonali, la strada sottostante,

diventa il classico molo in legno, che si perde nel mare!

Eccolo con una bella foto, non fatta da me, da sotto il pier.

Sul molo e’ sempre festa per tutti.

Ci sono gli inmancabili pescatori, quelli che vogliono solo fare una passeggiata, gli innamorati, chi vuole andare a mangiare pesce fritto …….

A meta’ del molo ci sono due negozietti: uno che vende esche per pescare ed un altro che vende souvenir e giochi per bimbi.

Noi, dato che non avevamo la canna da pesca, ci siamo fermati in quello dei giochi per ragazzi!! 

Paolo e Sara si sono comprati due stecchi prensili, uno con un pesce spada e l’altro con  un delfino, che hanno usato sulle nostre facce fino a che non si sono rotti (alla fine della vacanza, purtroppo!!).

 

Sempre a meta’ del molo si potevano osservare delle onde lunghissime, 

ed i surfisti!

Tanti e coraggiosi, a mio avviso (sia per le correnti, che per gli squali e non in ultimo per la temperatura dell’acqua freddina!!).

Il sole stava per tramontare sul molo,

quando alla fine dello stesso, abbiamo trovato questo ristorante carino e con finestre ampie e con vista, naturalmente, mare!!

Specialmente quelle di dietro, dato che il molo finisce dopo il ristorante.

Ci infiliamo dentro e dal tavolo, dopo aver mangiato pesce fritto in abbondanza, vediamo un bellissimo tramonto!

Ecco Paolo e Sara che iniziano a distrubare con i loro stecchi-pesce!!

Carini erano i costumi anni ’60, che indossavano le cameriere!

Usciti dal ristorante, si era fatta sera,

e dopo la foto con le macchine, che il ristorante aveva regalato ai bambini (qui in USA e’ normale che il ristorante dia qualche giochino di carta o dei pennarelli e dei fogli da colorare ad i bimbi, per non farli distrubare e per rendere il loro pranzo/cena piu’ piacevole!)

troviamo dei pescatori che avevano pescato tre belle razze!

Ripercorriamo il lungo molo verso il parcheggio e, decisamente piu’ contenti dei giorni  passati a LA, andiamo in albergo.