4 vecchi in america

I RETURN DI AMAZON

Posted in Varie by quattrovecchiinamerica on 31 agosto 2010

 

 

I “RETURN” DI AMAZON

 

Ieri abbiamo parlato di Amazon, di come funziona esaltando la sua unicita’ e semplicita’.

Dato che negli ultimi giorni ho fatto tre ruturn di oggetti comprati nel mese scorso, vi faccio il resoconto!

 

1) Cartuccie per stampante Epson Stylus Color NX 105.

 

La mia stampante/copy/scanner, che avra’ stampato non piu’ di 15 fogli in tutto e tutti in bianco e nero, stranamente mi segnalava mancanza di inchiostro.

Allora mi sono messo alla ricerca di cartuccie ad hoc. Ho trovato su amazon un rivenditore di Miami (quindi prodotto non venduto direttamente da amazon) che per 17 $ mi vendeva 10 cartuccie (2 per ogni colore e 4 per il nero).

Prezzo stracciato in confronto alle cartuccie originali (e gia li mi dovevo insospettire!!).

Dopo pochi giorni arrivano le cartuccie (non orginali e caricate da lla societa’), le apro in fretta e le installo.

Mando in stampa un documento e vedo delle striature sul documento. Riprovo e la seconda stampata esce con una chiazza nera, al centro del foglio!

Contatto, tramite amazon, il rivenditore e gli dico cosa devo fare per il return.

Lui mi dice di fare alcune prove (per la cronaca tutte miseramente fallite) e mi da l’indirizzo a cui debbo rispedire le 10 cartucce.

Dato che non le ho comprate direttamente su amazon, la spedizione e’ a mio carico.

La posta per una spedizione celere mi ha richiesto 7 $.

Quindi fra qualche giorno avro’ indietro i miei 17 $ (accreditati sulla mia poste pay), meno i 7 $ che ho speso per la spedizione!

L’affare che si prospettava all’inizio si e’ dimostrato una perdita  (questo perche’ non ero stato attento al rivenditore, infatti al 90 % io compro direttamente da amazon, a meno che il prodotto amazon non lo venda).

 

2) Nintendo WII Fit Plus + WII Fit Balance Board

 

 

Dato che abbiamo comprato da poco la Wii (innovativa console per giocare in modo interattivo, con controller/telecomando tecnologici),

volevo completarla con uno dei numerosi accessori a disposzione degli accaniti giocatori.

Prima di dirvi del return, voglio sottolineare il fatto che i giochi della Wii sono fatti molto bene, sono realistici, ma solo quelli che costano 40 $!!

Cioe’ se si comprano giochi di minor prezzo, la qualita’ diminuisce in modo proporzionale al prezzo!

Meno si pagano i giochi e peggiori sono le performance, la grafica e la risposta del gioco!

Per esempio ho comprato Wii Sports Resort a 43 $ ed e’ fantastico,

ne ho comprati altri 3 , su amazon, a 13 $ e sono abbastanza scarsini!

Avevo deciso di comprare la WII Fit Plus + WII Fit Balance Board, da regalare a Stefania, che spesso aveva detto di desiderarla.

Detto fatto, comprata ed arrivata in tre giorni davanti casa.

Ma il regalo non ha avuto il successo sperato, tanto che neanche la abbiamo aperta.

Allora ho deciso di fare il return, dicendo che era stato un “accidental order”.

La Balance Board l’avevo comprata direttamente da amazon ed in due secondi ho stampato le etichette per il return.

Ma la  mia sincerita’ (dicendo che era un accidental order, ho ammesso di aver fatto una fesseria!) non e’ stata premiata.

Infatti ho dovuto consegnare la board all’Ups (dato che e’ accanto al bar, o meglio fornaio, dove faccio la colazione tutte le mattine. Ma se non avessi avuto voglia di andare all’Ups, amazon mi avrebbe programmato un appuntamento a casa mia, ed un rappresentante dell’UPS avrebbe preso il pacco) e pagare 4.96$, perche’ l’item non era difettoso, ne rovinato dal trasporto!

Anche qui sono andato in rosso. Ma ho recuperato 94 $ dei 99 $ spesi!!

 

3) Adattatore per DVD portatile Toshiba

 

Anche qui avevo scelto una ditta privata, che vendeva su amazon.

Avevo bisogno di un adattatore 9V – 2.2 A.

Semplice ed elementare.

Dopo due giorni mi e’ arrivato un adattatore  9 V – 2 A.

Ho chiesto al rivenditore il return, ma lui mi ha detto che me ne avrebbe spedito un altro giusto.

Dopo due giorni ne ho ricevuto un altro da 12 V – 3 A.

Ho riscritto al rivenditore e me ne ha spedito un altro ancora, questa volta 14 V – 3.5 A!!!

Gli ho riscritto di nuovo e lui per disperazione mi ha riscritto dicendomi che mi aveva riaccreditato tutti i soldi da me spesi per l’adattaotre e che avrei potuto tenermi gli altri tre adattatori!!

Questa volta ci ho guadagnato tre adattatori ed ho riavuto i soldi precedentemente spesi!!

 

Insomma non tutti i return vengono con il buco!!!

 

 

AMAZON.COM: IL PARADISO PER IL COMMERCIO VIA INTERNET!

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 29 agosto 2010

 

AMAZON.COM

IL PARADISO PER IL COMMERCIO VIA INTERNET!

 

Un’altra cosa che non potra’ mai esser uguale in Italia (le ragioni le leggerete tra le righe del post), sono gli acquisti via internet, che qui in USA io faccio quasi esclusivamente via Amazon.com.

 

Amazon e’ un sito mitico, per una serie di motivi, che vado ad elencare:

 

1)  Praticamente si trova qualunque cosa  !! 

 

Questi sono solo alcuni acquisti degli ultimi tempi fatti da noi. 

 

– ViewSonic’s VA2231WM 22-Inch Widescreen LCD Monitor with Speakers, DVI and Energy Star 5.0 (Black)

– Timex T5G941 Heart Rate Monitor Watch

– House M.D. Everybody Lies Juniors/Ladies Charcoal T-shirt Tee

– LG KP500 Cookie Unlocked Phone (Black)–International Version with No Warranty

– 2x Sylvania 72178 Motion Activated Battery Powered Safety Light

– Ac Power Adapter Charger for Toshiba Sd-p1900sn Sd-p2000 Sd-p2500 Sd-p2600 Sd-p2700 Sd-p2800 Sd-p2900 Sd-p71s Sdp93s Sd-p101s

– Honeywell TM005X Wireless Indoor/Outdoor Thermo-Hygrometer

– Pilot WH522-16C-B Black Chrome 16″ Wheel Cover

–  Brand New Apple Travel Wall Charger for 2nd Generation iPod Shuffle – non-OEM

– PHILIPS – All Region Hi-Def 1080p Up-Converting Multi Region DVD Player with USB. Plays PAL/NTSC DVDs(Model DVP5990)With Remote.

– Bargaincell- Brand New Apple IPOD Shuffle 2nd Generation MP3 Player USB Hotsync & Charging Dock Cradle desktop Charger

– Premium White USB Data / Charging Adapter Adaptor for Apple 2nd Generation Shuffle

 

Come vedete si va dalle magliette del Dott. House, ai videoregistratori multiregion, ai cerchioni della macchina, ai telefonini unlocked, ai caricatori per l’ipod. Spesso compro dei biscotti plasmon e del caffe’!

Abbiamo comprato anche DVD, giochi per la Wii, internet radio, speaker per il PC …………………………

Praticamente tutto quello che ti vieni in mente c’e’ e si puo’ comprare!

 

Ma molti potrebbero dire che di siti del genere ce ne sono tanti, ad esempio ebay.

Ma ci sono alcuni vantaggi, che credo siano unici.

 

2) I prezzi sono quasi sempre piu’ bassi di tutti i negozi e super store specializzati!

 

 

Tutti gli acquisti che ho fatto nei negozi normali, li ho pagati di piu’ dei prezzi che offriva amazon.

Per esempio una macchina fotografica digitale della Nikon, comprata BEst Buy di San Diego, l’ ho pagata 30 $ in piu’ rispetto ad i prezzi di amazon!

 

Ma chi non e’ abituato a comprare su internet e su amazon, potrebbe obbiettare che una cosa e’ vedere le cose dal vivo ed una cosa e’ vederle dal sito web.

 

3) Ci sono oggetti nuovi, usati e refurbished

 

Una volta che si trova l’articolo giusto, si possono avere tre opzioni: oggetti nuovi, usati e refurbished.

I prezzi dei prodotti nuovi sono di solito piu’ bassi di quelli venduti nei negozi tradizionali.

I prezzi di quelli usati sono sempre molto bassi (ma bisogna leggere attentamente in quali condizioni sono messi in vendita).

Se non si ha paura degli item refurbished (sono quelli che sono stati rimessi a nuovo dal fabbricante a seguito di un return di un cliente), comprateli, perche’ spesso sono affari.

Io ho comprato due palmari refurbished. Il primo lo ho rimandato indietro, perche’ non funzionava, mentre il secondo (Dell Axim X50) funziona perfettamente e lo ho pagato 1/3 del prezzo di uno nuovo!!!

 

4) Presenza sul sito di amazon di recensioni, caratteristiche tecniche e review dei customers!

 

Di qualsiasi item in acquisto si possono consultare le caratteristiche tecniche (che spesso sono difficili da reperire in negozio, e che quando le si richiedono al commesso  generano nello stesso un attacco di bile!!)

Poi sono molto utili le review dei clienti che hanno comprato prima di te l’articolo in fase acquisto. Si possono capire un sacco di magagne del prdotto e se ci sono nmerose reviews negative, del  prodotto non c’ e’ da fidarsi.

Questo e’ un grande vantaggio rispetto ai negozi tradizionali nei quali e’ impossibile chiedere giudizi di altri clienti!

Ci sono una miriade di recensioni, divise in 5 fascie, da ottimo a pessimo. Alcune delle quali fatte da epserti di recensioni.

Poi se si vuole vedere l’articolo “de visu”, basta andare in un negozio tradizionale, guardarlo toccarlo e poi comprarlo su amazon!!!

 

5) Pagamenti semplici e sicuri con carta di credito

 

La procedure di checkout e di pagamento e’ semplice ed a prova di fesso.

In 5 passi (max 2 minuti) si finisce la procedura di acquisto e si paga in vari modi. Io uso una carta di credito della posta, che mi garantisce la massima sicurezza. Infatti anche se viene clonata, al max mi fregano i soldi che ci ho caricato!!

Se si vuole fare un regalo il pacco viene abbellito come un pacco regalo (a pagamento).

 

6) Pacchi fatti a regola d’arte

 

Amazon e’ una societa’ colossale ed ha linee di imballagio e metodi di imballaggio, che spesso piccole societa’ neanche si sognano!

Fino ad ora tutti i pacchi che mi sono arrivati, non hanno avuto nessun tipo di danneggiamento!

A volte, come si vede dalla foto sotto, si esagera con i pacchi ed i riempimenti, per un item solo!!!

Per chiaririvi cosa e’ amazon leggete questo articolo di un giornale inglese, fatto alla vigilia di Natale 2008.

 

To make sure you get your Xbox 360 this Christmas, Amazon’s U.K. workers pack 140 games consoles every hour. And that might be the easiest part of their day, according to a report in the Times of London , which says laborers are sometimes made to walk up to 14 miles a shift to collect items for packing. The report also notes that U.K. workers risking firing if they take sick days, even with a doctor’s note.

A reporter went undercover in one of Amazon’s U.K. fulfillment centers (warehouses, packaging and delivery centers) and found that laborers there have to work seven days a week, including an overnight shift, which runs from Saturday evening to 5am on Sunday.

The reporter also revealed that Amazon refuses to allow sick leave, even with a doctor’s note. Amazon operates a penalty points scheme, where a worker gets dismissed when he accumulates 6 points. One sick day off will cost the laborer one point.

Breaks are not very comfy for Amazon’s workers either. Apparently they are given only 35 minutes break (15 and 20 minutes respectively) in an eight-hour shift and they have to get permission to go to the toilet.

Amazon U.K. doesn’t deny the report, telling the Times that their workers are “working flat out to ensure that our millions of customers receive the products that they have ordered on time this Christmas.” However, in the U.S., an Amazon spokesperson said to Seattle PI reporter Andrea James: “Don’t believe everything you read!” as “There were many inaccuracies in the U.K. article.” 

Riassunto: i lavoratori inglesi della linea di imballaggio lavorano 7 giorni a settimana, hanno anche turni notturni, spesso si vedono rifiutati i certificati medici per malattie, hanno 35 minuti di break in 8 ore e per andare al bagno devono chiedere il permesso!!

Amazon e’ nata da in un garage di Seattle 13 anni fa ed oggi e’ una compagnia che stima il giro dei suoi clienti che ogni anno comprano qualche cosa, nel numero di 81 milioni!!

  

7) Spedizioni celeri, e spesso senza costi aggiuntivi

Gli articoli in vendita su amazon possono essere venduti in due modi: quelli venduti direttamente da amazon e quelli venduti da ditte private che utilizzano amazon, come mercato virtuale.

Io di solito preferisco comprare le cose vendute direttamente da amazon. Questo perche’ le spedizioni sono piu’ celeri, e se ci si abbona ad amazonprime (3 $ al mese circa, come ho fatto io) gli articoli arrivano in due giorni senza pagare una lira di spedizione. Praticamente al prezzo che si legge su amazon!

Pensate che Venerdi’ ho ordinato un monitor per il mio laptop, ed e’ arrivato il giorno dopo (in un giorno, pagando solo 3 $ in piu! Se avessi voluto aspettare due giorni, non avrei pagato nulla di piu’!).

Mentre le societa’ che usano amazon come vetrina virtuale (marketplace) sono societa’ serie, ma di solito fanno pagare un qualche cosa in piu’ per la spedizione di articoli che non vanno bene. Ma il principale limite di questo tipo di acquisto e’ che se c’e da fare un return, di solito la spedizione del pacco alla societa’ e’ a tuo carico, mentre se si acquista su amazon il return e’ a carico di amazon!!

 

8) Return a carico di Amazon!

 

Quindi come detto prima, se si acquista direttamente da amazon, ed il prodotto non funziona, non vi piace, lo avete acquistato per sbagllio od in un momento in cui avete litigato con il consorte  ………….. basta aprire via internet la pratica di return, e loro ti mandano, istantaneamente, un documento (etichetta) da stampare e da apporre sul pacco di ritorno.

Con questa etichetta si va alla posta o all’UPS e si lascia il pacco a loro, senza pagare nulla. Dopo pochi giorni Amazon, ti rimborsa completamente il prezzo dell’articolo che si e’ mandato indietro!!

Questo senza nessuna richiesta di spiegazione (oltre a quella che si immette nella pratica di return, iniziata e finita via internet in 30 secondi e super user friendly. Niente di complicato e di tecnologico. Pure un somaro potrebbe fare la pratica di return in 30 secondi!).

Degli ultimi acquisti fatti, ho mandato indietro attraverso amazon le cartucce per la stampante che non funzionavano, i cerchioni ed una lamapda che non mi picaceva.

Ed al 100 % ho avuto i soldi riaccreditati sulla mia carta di credito, senza pagare nulla per la spedizione!!

Mentre per una chitarra acustica elettrica che non funzionava bene, comprata da ditte che vendevano su amazon, la spedizione e’ stata a mio carico.

Pero’ i soldi anche in questo caso ho riavuo i soldi indietro al 100%!!

 

9) Pacco consegnato direttamente davanti alla tua porta di casa

 

Questo e’ un altro vantaggio, in USA!!

Infatti Sabato mattina ho trovato il mio monitor davanti alla porta di casa, senza fare neanche la fatica di andare al negozio, fare la fila, caricarlo in macchina e portarlo a casa!

Pero’ questo credo che non potrebbe succedere in Italia.

Infatti se si lascia un monitor nuovo da 22.5 pollici fuori dalla porta (per ore come accade qui in USA), si potrebbe trovare un biglietto del tipo:”grazie, ma la prossima volta ordina anche un computer” (noi italiani siamo anche ironici verso la persona a cui si frega qualche cosa!!). 

 (magari i ladri fossero tutti come Toto’!)

Il rischio di non trovare piu’ l’articolo e’ altissimo in Italia, mentre qui ti lasciano tutto davanti alla porta e nessuno neanche pensi di fregarti qualche cosa!

Io ho mandato un libro a mio fratello in Italia, e naturalmente non e’ arrivato! Non so chi lo abbia preso, ma presumo qualcuno nel tragitto poste italiane – casa di mio fratello!!!!

 

Ci sono poi molte altre utility tipo:

– gli item si possono mettere nel carrello, senza comprarli, per essere osservati nel tempo. Se il prodotto aumento o diminuisce di prezzo ti viene segnalato subito;

– esiste una sorta di memoria storica degli acquisti, che e’ molto utili se vuoi ricordarti cosa hai comprato, quanto hai speso…..;

– ti viene suggerito cosa gli utenti hanno comprato dopo aver guardato quell’articolo;

– ci sono le offerte del giorno;

e tanti altri utili al cliente (e ad Amazon!!).

 

 

A quando Amazon.it??? 

 

 

 

Leggendo alcuni articoli di giornale, amazon.it sembra anora molto lontana!!

Leggete sotto il perche’!! 

Su Il Sole-24 ore di oggi, a pagina 2, Alessandro Merli intervista Diego Piacentini, numero due di Amazon. In poche parole, il dirigente spiega perchè il negozio virtuale statunitense non abbia ancora e non avrà per parecchio tempo una presenza diretta in Italia. Due le ragioni principali: la prima, interna ad Amazon, è la priorità che l’azienda Usa ha assegnato agli investimenti e alla crescita in Asia. La seconda, molto più grave, è il cronico ritardo tecnologico che affligge il mercato italiano, dove la banda larga e l’e-commerce sono ancora agli albori e dove, secondo Piacentini, due fattori frenano la crescita del sistema Italia: la scarsa volontà di fare ricerca e innovazione, ma anche e soprattutto la quasi inesistente propensione di chi investe a rischiare con progetti nuovi.

Mentre altri giornali asseriscono che si potra’ comprare item su Amazon.UK o .Ge o .Fr e che verranno spediti in Italia a prezzi bassi (bassi non per gli USA, dato che io pago 3 $ al mese per spedizioni consegnate in 2 giorni!!). 

Gli internauti italiani possono finalmente acquistare dagli store Amazon, con costi di spedizione a partire a 6 euro.

Amazon apre finalmente le porte agli italiani, non si parla ancora di un vero negozio, bensì della possibilità di godere degli sconti e delle spedizioni a costo agevolato, applicati da Amazon.co.uk, Amazon.de e Amazon.fr.

Anche gli italiani, potranno comprare a prezzi bassi e con consegne veloci da uno qualunque dei siti web europei di Amazon.

E non parliamo solo di libri, DVD, ma anche di prodotti di elettronica, articoli per la casa e la cucina, Fai da Te e ferramenta, accessori e ricambi per auto, articoli sportivi, abbigliamento, scarpe, giocattoli e articoli per l’infanzia, gioielleria, orologi, programmi software e videogame.

Interessanti i costi di spedizione che vanno da 6 euro (tre giorni per la consegna) a 10 euro (uno o due giorni per la consegna).

Siamo lieti di offrire agli italiani una gamma di prodotti che risulteranno di particolare interesse ad esempio Amazon.co.uk può fornire una scelta di oltre 55.000 titoli fra libri e DVD in lingua italiana, ha spiegato Diego Piacentini, Senior Vice President International di Amazon.

Finalmente le grosse aziende sul web spingono il mercato italiano.

Libri, Dvd e molto altro, compresi prodotti di elettronica e articoli per la casa e la cucina: finora Amazon.com era per gli internauti italiani una meta di shopping telematico solo per pochi generi di beni, oltretutto separata da un intero oceano. Da oggi, invece, i cittadini residenti nel Paese possono comprare l’intero catalogo del sito di e-commerce più popolare al mondo dai principali siti Web europei, e cioè Amazon.co.uk, Amazon.de e Amazon.fr.

La merce acquistata on line – accessori e ricambi per auto, articoli sportivi, abbigliamento, scarpe, giocattoli e articoli per l’infanzia, gioielleria, orologi, programmi software e videogame e ovviamente i classici libri – verrà debitamente recapitata all’indirizzo di residenza in Italia del compratore. Spendendo quanto? I costi di spedizione verso l’Italia vanno da sei euro per termini di consegna a partire da tre giorni mentre la scelta di un corriere espresso, con esecuzione in uno o due giorni lavorativi, comporta una tariffa base di 10 euro per spedizione. Nel caso degli acquisti su Amazon.co.uk (dove si trovano oltre 55.000 titoli fra libri e Dvd in lingua italiana) il grande merchant americano ha predisposto per i consumatori che utilizzeranno carte Visa o MasterCard la possibilità di pagare direttamente in euro verificando prima dell’acquisto, grazie a un apposito convertitore, l’esatto ammontare dell’ordine. Per quanto riguarda i dettagli della transazione, la società di Seattle conferma che l’Iva da pagare sarà quella italiana e il prezzo totale dell’acquisto sarà possibile vederlo non al momento della scelta del prodotto ma solo quando lo stesso sarà posizionato nel cestino. Praticità, ampia disponibilità di scelta (ai milioni di prodotti offerti direttamente da Amazon si aggiungono quelli di migliaia fra venditori e distributori che operano tramite la piattaforma) e costi alla portata di tutti sono di fatto il succo di un annuncio che apre nuove opportunità di business al sito principe dello shopping su Web pur senza la tanto attesa localizzazione dello stesso in lingua italiana.

L’annuncio è arrivato stamattina in occasione del Forum e-Commerce organizzato dal Consorzio NetComm e a darlo è stato in videoconferenza dagli Stati Uniti Diego Piacentini, Senior Vice President International di Amazon. “Il nostro obiettivo – ha detto l’ex top manager di Apple – è quello di offrire anche ai clienti italiani la convenienza di acquistare on line tutto quello che desiderano, beneficiando dei bassi prezzi di uno qualsiasi dei siti Web europei di Amazon”. Per vedere Amazon in versione italiana c’è quindi tempo – Piacentini non ha lasciato trapelare nulla al riguardo ammettendo solo che è una questione di “quando” – anche perché le priorità al momento sono altre e fra queste c’è la Cina. Le aspettative di fatturato per quanto riguarda il mercato italiano non sono note ma la sensazione del vice president di Amazon vede l’Italia al quarto posto fra i Paesi dell’Unione europea. L’altra faccia dell’iniziativa della società capitanata da Jeff Bezos è quella di Amazon Marketplace.

Il tempo ci dira’ se questo sara’ possibile o meno.

Ma i pacchi lasciati fuori dalla porta che fine faranno?

Quella di questo celebre e spassossisimo film?

Oppure quella che fanno i conigli nel cappello di un mago??!!

 

FINALMENTE ALCATRAZ!!

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 25 agosto 2010

 

 

FINALMENTE ALCATRAZ!

 

Alle 14.30 arriviamo nel parcheggio multipiano, di fronte al Pier 39.

Il parcheggio e’ molto vicono all’Alcatraz Landing, ma e’ trafficatissimo. Infatti per parcheggiare la macchina ci mettiamo piu’ di mezz’ora!

E dato che dovevamo essere alle 15.00 al traghetto, abbiamo fatto una gran corsa per raggiungere il traghetto in tempo.

Alle 15.10 arriviamo al traghetto ed ancora non avevano aperto la fila per l’imbarco!

Finalmente, dopo 2 giorni di attesa, saliamo sul traghetto in direzione Alcatraz!

Alcatraz era una delle cose che veramente volevo vedere a SF, e mancare questa visita mi sarebbe veramente dispiaciuto.

Saliti sul traghetto ci mettiamo subito nella zona chiusa, dato che il vento era forte e freddo.

Per arrivare all’isola ci vogliono appena 10 minuti, ma penso ai carcerati che percorrevano lo stesso braccio di mare 50 anni fa.

Chissa’ quanto avranno pensato di impiegarci!

Almeno 100 ore!

Infatti una volta entrati nel carcere si era quasi sicuri che la permanenza sarebbe stata per sempre!

Insomma una nuova casa in mezzo al freddo mare della baia di SF,

con tanto vento, con la vista su SF, con il suono della gente che si divertiva lungo le vie del porto, che rendeva a mio avviso la permanenza dei carcerati ancora piu’ insopportabile!

Come quasi tutti sanno Alcatraz è un’isola nella Baia di SF, famosa per l’omonimo carcere di massima sicurezza.

È da sempre soprannominata The Rock (“la roccia”), poiché un’alta percentuale dell’isola è costituita da roccia.

È stata anche soprannominata The Bastion (“la fortezza”), poiché sembrava impossibile ipotizzare una fuga.

Un po di storia da WIKI:

Attorno al 1850, la corsa all’oro in California attirò molte navi nella Baia di San Francisco, rendendo necessaria la costruzione di un faro, che fu completato sull’isola nel 1853.

Nel 1909 fu abbattuto per fare posto a una prigione e al suo posto ne venne costruito un secondo in un’altra parte dell’isola.

Fin dal 1850, l’isola di Alcatraz fu adibita a scopi militari.

Nel 1933 divenne prima una prigione militare e successivamente, nell’agosto 1934, un carcere federale di massima sicurezza.

Appena si scende dal traghetto,

ci si trova di fronte al Building 64.

Era in origine una caserma per i militari, poi trasformata in alloggi per le guardie carcerarie e per le loro famiglie.

Proseguendo sulla strada in salita si incontra la Sally Port.

Gia’ dal 1859 i primi prigionieri furono imprigionati nei locali sotto l’edificio. Tali locali, come e’ facile immaginare, erano privi delle piu’ basilari condizioni igieniche.

Vi furono detenuti i peggiori criminali, stupratori, assassini dell’epoca, ed anche molti nativi indiani delle tribu Hopi, Apache e Modoc  catturati durante le guerre contro gli indiani.

Continuando a salire, e guardando verso destra si vede la famosa torre di guardia, che era una delle tante torri, che avevano lo scopo di fermare gli eventuali tentativi di evasione dei carcerati.

 

Andando ancora piu’ sopra, in una zona non frequentata da turisti, si vede questa ciminiera, nella zona industriale

e questo enorme serbatoio di acqua di 250.000 galloni (950 m3 ), costruito nel 1939, che veniva usata principalmente per lavare i panni.

Continuiamo a salire e dopo tre tornanti, dall’ultimo dei quali si ha una bella vista sul mare e sulla porta di Sally,

si arriva all’entrata del carcere.

Chi fossero i carcerati di Alcatraz lo potete intuire dal cartello di sotto:

  

tutti quelli che infrangevano le regole in altri carceri e dovevano essere messi sotto stretta sorveglianza, con minime possibilita’ di fuggire!

Comunque chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente pericoloso o aveva già tentato la fuga da altre prigioni.

I carcerati, appena sbarcati nell’isola, venivano sopposti al processo di incorporazione,

 

in questo stanzone,

con tanto di doccia.

Prima di entrare ti consegnano (compreso nel prezzo di ingresso) delle cuffie, che ti guidano passo passo, nella visita della prigione. Prendetele, perche’ oltre ad essere gratis, hanno anche la lingua italiana, e senza queste spiegazioni (che durano circa un’ora) si capisce poco del carcere!

Appena si entra nel carcere, si ha subito una sensazione di sofferenza.

Le celle sono veramente microscopiche ed i carcerati ci passavano 23 ore su 24!

Infatti Alcatraz era una prigione nella quale la possibilita’ di uscire dalla cella bisognava guadagnarsela, con il comportamento esemplare.

Chi ci riusciva aveva 4 ore a disposizione, per lavorare!

Qui sotto io e Paolo proviamo la brutta sensazione di essere in una cella, pur sapendo di non doverci restare!

 

Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d’isolamento.

Senza sbarre, senza luce

e con un buco rialzato per i bisogni corporei!!

La cella si puo’ provare (e noi lo abbiamo fatto tutti e 4) e la guardia vi chiude dentro per un minuto circa!

Vi assicuro che il buio era totale e la sola idea di dover restare li per una sola ora, fa impazzire!!

Durante i 29 anni di apertura del penitenziario molti carcerati hanno provato a scappare (per l’esatezza 26 tentativi di evasione), la maggiorparte senza successo.

Ma il mito che da Alcatraz non si poteva fuggire e’ tutt’altro che vero!

Guardate quanti tentativi di evasione ci sono stati: 

Joseph Bowers

Il primo detenuto a tentare di evadere fu Joseph Bowers, il 27 aprile 1936, che fu ucciso da una guardia.

John Paul Scott & Junior Lee Parker

I due detenuti riescono a tagliare le sbarre con una sega e a fuggire dalla finestra. Il primo riesce a scappare raggiungendo la riva fino a S. Francisco, il secondo muore poco tempo dopo la fuga. J.P.Scott viene ricatturato e riportato all’isola di Alcatraz dalla polizia locale.

Theodore Cole e Ralph Roe

La prima evasione avvenuta con successo da Alcatraz, il 16 dicembre 1937, fu quella di Theodore Cole e Ralph Roe. I due passarono attraverso le sbarre di una finestra della prigione e, approfittando della nebbia, riuscirono a raggiungere l’acqua e ad arrivare a San Francisco. Le ricerche si conclusero quattro anni dopo, quando Roe fu trovato in Sudamerica. Egli dichiarò che Cole era stato rapinato e assassinato da due sconosciuti.

Thomas Limerick

Cinque mesi più tardi, tentò di evadere Thomas Limerick, il 23 maggio 1938; una fuga avvenuta similmente a quella di Bowers terminata con l’uccisione di Limerick da parte di una guardia.

James Lucas e Rufus Franklin

Nello stesso periodo, James Lucas ed altri due carcerati, progettarono un piano di fuga da Alcatraz. Il piano non fu progettato attentamente ed, infatti, questo tentativo di fuga terminò con la morte di un complice di Lucas e di una guardia, Royal Kline, stordita in precedenza. Lucas e l’altro complice, Rufus Franklin, furono processati e condannati all’ergastolo.

Arthur Barker, Rufus McCain e Henri Young

Il 13 gennaio 1939, fu la volta di Arthur Barker, Rufus McCain ed Henri Young, una fuga dimostratasi alquanto deludente in quanto Barker, una volta arrivato sulla spiaggia, rivelò di non saper nuotare e di conseguenza McCain e Young furono ripresi. Barker venne ucciso; McCain e Young vengono riportati in prigione e riabilitati. L’anno successivo, al termine della loro riabilitazione, Young uccise McCain, perché rivelò di aver segnalato la propria fuga, fin dal principio, alle guardie. Questo evento fu ricostruito nel film L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz.

James Boarman, Harold Brest, Fred Hunter, Floyd Hamilton

Altro tentativo di fuga riguarda quella di James Boarman, Harold Brest, Fred Hunter, Floyd Hamilton ed altri tre carcerati. I sette detenuti riuscirono a passare inosservati, fino a che non furono individuati mentre stavano attraversando la baia di San Francisco a nuoto. Le guardie, appena viste le sagome in acqua, aprirono il fuoco ed il primo ad essere ucciso fu Brest; in seguito sparirono sott’acqua Boarman ed altri due carcerati mai identificati ed, infine, fu Hamilton l’ultimo ad essere ucciso. Di questo tentativo di fuga, solo Hunter e un altro complice si salvarono.

Battaglia di Alcatraz

Uno dei tentativi di fuga da Alcatraz, che entrò nella storia, riguarda la famosa Battaglia di Alcatraz, una rivolta scatenatasi il 2 maggio 1946 e terminata due giorni dopo con la morte di tre prigionieri (autori della rivolta) e di due guardie. Gli autori di questa rivolta (Bernard Coy, Marvin Hubbard, Joe Cretzer – uccisi durante la rivolta – Sam Shockley, Miran Thompson e Clarence Carnes – sopravvissuti), si procurarono alcune armi per fuggire ma, vedendosi senza alcuna possibilità di fuga, tentarono di convincere le guardie per passare. L’uccisione di altre due guardie prese in ostaggio provocò la reazione di tutta la prigione che si scatenò sulle forze dell’ordine per avere la meglio. La rivolta terminò due giorni dopo, grazie all’intervento della marina e della polizia di San Francisco, che riuscirono a sedare i prigionieri. Dopo la morte dei tre autori, furono arrestati e processati gli altri tre, dei quali Carnes fu risparmiato, mentre Shockley e Thompson furono condotti a San Quentin per essere giustiziati in camere a gas, il 3 dicembre 1948.

 E’ con questo attrezzo artigianale che i detenuti si aprirono in varco nelle sbarre.

Per sedare la rivolta furono sparate addirittura bombe a mano, il cui segno e’ ancora ben evidente sul pavimento della prigione!

Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin

Il caso più famoso di fuga da Alcatraz riguarda invece i detenuti Frank Morris ed i fratelli John e Clarence Anglin, che l’11 giugno 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l’impianto di ventilazione

(lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di giubbotti di salvataggio fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. Alla fuga avrebbe dovuto anche partecipare un quarto carcerato, Allen West. Nessuno ebbe più notizie dei tre fuggitivi e la direzione del carcere, non avendone però mai ritrovato i corpi, negò fermamente la possibilità che fossero riusciti a fuggire dall’isola (e, soprattutto, ad attraversare a nuoto il gelido tratto della baia di San Francisco). Secondo la testimonianza dell’audioguida su Alcatraz, pare che i tre, nel corso di svariati mesi di continuo ed estenuante lavoro, utilizzando un semplice cucchiaio da cucina,

riuscirono a realizzare un tunnel sufficientemente largo e profondo da consentire di raggiungere il condotto dell’aria.

A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con protagonista Clint Eastwood.

John Paul Scott e Darl Parker

Un altro caso, riguardante l’ultima fuga dalla prigione, è quello di John Paul Scott e Darl Parker, il 16 dicembre 1962, 6 mesi dopo la fuga di Morris e dei fratelli Anglin. I due, mentre stavano lavorando nelle cucine della prigione, approfittarono dell’assenza delle guardie per allargare le sbarre della finestra e per farsi calare sulla spiaggia, dopodiché si sarebbero messi in acqua per raggiungere San Francisco. La loro assenza fu notata pochi minuti dopo ed, infatti, Parker fu quasi immediatamente recuperato in acqua; Scott, invece, fu ritrovato sulla spiaggia di San Francisco dopo un paio di ore, in stato di ipotermia. A seguito di questo tentativo di fuga fu confermata la possibilità di raggiungere a nuoto San Francisco.

Alcatraz ha ospitato negli anni tanti famosi criminali, come:

Robert Stroud, who was better known to the public as the “Birdman of Alcatraz,” was transferred to Alcatraz in 1942. He spent the next seventeen years on “the Rock” — six years in segregation in D Block, and eleven years in the prison hospital. In 1959 he was transferred to the Medical Center for Federal Prisoners in Springfield, Missouri (MCFP Springfield). Although called “The Birdman of Alcatraz,” Stroud was not allowed to keep birds while incarcerated there.

When Al Capone arrived on Alcatraz in 1934, prison officials made it clear that he would not be receiving any preferential treatment. While serving his time in Alcatraz, Capone, a master manipulator, had continued running his rackets from behind bars by buying off guards. “Big Al” generated incredible media attention while on Alcatraz though he served just four and a half years of his sentence there before developing symptoms of tertiary syphilis and being transferred to the Federal Correctional Institution at Terminal Island in Los Angeles.

George “Machine Gun” Kelly arrived on September 4, 1934. At Alcatraz, Kelly was constantly boasting about several robberies and murders that he had never committed. Although this was said to be an apparent point of frustration for several fellow prisoners, Warden Johnson considered him a model inmate. Kelly was returned to Leavenworth in 1951.

Alvin “Creepy Karpis” Karpowicz arrived in 1936. He was not a model inmate, constantly fighting with other inmates. He also spent the longest time on Alcatraz island, serving nearly 26 years. He was sent to Alcatraz on convictions for worse crimes than any other inmate, though surprisingly he never once attempted an escape.

James “Whitey” Bulger spent 3 years on Alcatraz (1959–1962) while serving a sentence for bank robbery. While there, he became close to Clarence Carnes, also known as the Choctaw Kid.

Ellsworth Raymond “Bumpy” Johnson, the Godfather of Harlem, an African-American gangster, numbers operator, racketeer, bootlegger, in New York City’s Harlem neighborhood in the early 20th century. He was sent to Alcatraz in 1954 and was imprisoned until 1963. It is believed that he was involved in the famous escape that became legend involving Frank Morris, John and Clarence Anglin.[25][26]

Mickey Cohen worked for the Mafia’s gambling rackets and was charged with tax evasion and sentenced to 15 years in Alcatraz Island. Two years into his sentence an inmate clobbered Mickey with a lead pipe, partially paralyzing the mobster. On his release in 1972, Mickey returned to live a quiet life with his old friends.

Dalle finestre interne del carcere, si vedeva offuscata la baia di SF, cosi’ vicina e cosi’ lontana!

Questo e’ quello che e’ rimasto della casa del direttore, dopo una occupazione dei nativi indiani, durata un anno e mezzo, tra il 1969 ed il 1970.

 

Ripercorriamo la via centrale del carcere, chiamata Broadway, che da verso Times Square.

Con Times Square i carcerati erano soliti indicare la zona sotto l’orologio, che era sotto l’entrata della mensa. 

Il carcere di Alcatraz è comunemente noto per l’estrema rigidità con cui erano trattati i detenuti. Va sottolineato, però, che per la totale impossibilità di controllare e gestire i prigionieri nel momento del pranzo, il cibo era nel complesso sempre di ottima qualità, a differenza di quello di altre carceri statunitensi.

Si era, infatti, pensato che un vitto migliore avrebbe contribuito ad evitare disordini al momento della distribuzione del cibo. Un’eventuale possibile rivolta nel refettorio avrebbe potuto, in effetti, significare la morte sicura del personale di guardia, a causa del gas che sarebbe stato sprigionato per sedarla (durante i pasti tutti i prigionieri venivano radunati in un solo stanzone, sotto la sorveglianza di appena due o tre secondini).

Ma nel 1963 il carcere venne chiuso, a causa degli elevati costi che lo caratterizzavano, visto che era necessario trasportare sull’isola ogni bene necessario (cibo, vestiti, acqua potabile ecc.), tanto che i politici statunitensi arrivarono a sostenere che sarebbe costato meno mantenere ogni detenuto nell’hotel più lussuoso di New York piuttosto che mantenerlo ad Alcatraz.

Qualche decina di anni più tardi, Alcatraz fu aperta al pubblico per visite guidate ed oggi è gestita dal National Park Service e fa parte della Golden Gate National Recreation Area.

  

Film ispirati o ambientati ad Alcatraz:

  

L’uomo di Alcatraz (Birdman of Alcatraz, 1962) di John Frankenheimer con Burt Lancaster;

Cielo di piombo, ispettore Callaghan (The Enforcer, 1976) di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly;

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979) di Don Siegel con Clint Eastwood;

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (Murder in the First, 1995) di Marc Rocco con Kevin Bacon, Christian Slater e Gary Oldman;

The Rock (The Rock, 1996) di Michael Bay con Sean Connery e Nicolas Cage;

Lupin III – Alcatraz Connection (Rupan Sansei: Arukatorazu Konekushon, 2001) di Hideki Tonokatsu;

X-Men: Conflitto finale (X-Men: The Last Stand, 2006) di Brett Ratner con Patrick Stewart e Hugh Jackman.

Infiltrato speciale (Titolo originale: “Half past dead” 2002) Regia: Don Michael Paul Con Steven Seagal

Codice Genesi (The book of Eli, 2010) di Albert e Allen Hughes con Denzel Washington e Gary Oldman.