4 vecchi in america

FINALMENTE ALCATRAZ!!

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 25 agosto 2010

 

 

FINALMENTE ALCATRAZ!

 

Alle 14.30 arriviamo nel parcheggio multipiano, di fronte al Pier 39.

Il parcheggio e’ molto vicono all’Alcatraz Landing, ma e’ trafficatissimo. Infatti per parcheggiare la macchina ci mettiamo piu’ di mezz’ora!

E dato che dovevamo essere alle 15.00 al traghetto, abbiamo fatto una gran corsa per raggiungere il traghetto in tempo.

Alle 15.10 arriviamo al traghetto ed ancora non avevano aperto la fila per l’imbarco!

Finalmente, dopo 2 giorni di attesa, saliamo sul traghetto in direzione Alcatraz!

Alcatraz era una delle cose che veramente volevo vedere a SF, e mancare questa visita mi sarebbe veramente dispiaciuto.

Saliti sul traghetto ci mettiamo subito nella zona chiusa, dato che il vento era forte e freddo.

Per arrivare all’isola ci vogliono appena 10 minuti, ma penso ai carcerati che percorrevano lo stesso braccio di mare 50 anni fa.

Chissa’ quanto avranno pensato di impiegarci!

Almeno 100 ore!

Infatti una volta entrati nel carcere si era quasi sicuri che la permanenza sarebbe stata per sempre!

Insomma una nuova casa in mezzo al freddo mare della baia di SF,

con tanto vento, con la vista su SF, con il suono della gente che si divertiva lungo le vie del porto, che rendeva a mio avviso la permanenza dei carcerati ancora piu’ insopportabile!

Come quasi tutti sanno Alcatraz è un’isola nella Baia di SF, famosa per l’omonimo carcere di massima sicurezza.

È da sempre soprannominata The Rock (“la roccia”), poiché un’alta percentuale dell’isola è costituita da roccia.

È stata anche soprannominata The Bastion (“la fortezza”), poiché sembrava impossibile ipotizzare una fuga.

Un po di storia da WIKI:

Attorno al 1850, la corsa all’oro in California attirò molte navi nella Baia di San Francisco, rendendo necessaria la costruzione di un faro, che fu completato sull’isola nel 1853.

Nel 1909 fu abbattuto per fare posto a una prigione e al suo posto ne venne costruito un secondo in un’altra parte dell’isola.

Fin dal 1850, l’isola di Alcatraz fu adibita a scopi militari.

Nel 1933 divenne prima una prigione militare e successivamente, nell’agosto 1934, un carcere federale di massima sicurezza.

Appena si scende dal traghetto,

ci si trova di fronte al Building 64.

Era in origine una caserma per i militari, poi trasformata in alloggi per le guardie carcerarie e per le loro famiglie.

Proseguendo sulla strada in salita si incontra la Sally Port.

Gia’ dal 1859 i primi prigionieri furono imprigionati nei locali sotto l’edificio. Tali locali, come e’ facile immaginare, erano privi delle piu’ basilari condizioni igieniche.

Vi furono detenuti i peggiori criminali, stupratori, assassini dell’epoca, ed anche molti nativi indiani delle tribu Hopi, Apache e Modoc  catturati durante le guerre contro gli indiani.

Continuando a salire, e guardando verso destra si vede la famosa torre di guardia, che era una delle tante torri, che avevano lo scopo di fermare gli eventuali tentativi di evasione dei carcerati.

 

Andando ancora piu’ sopra, in una zona non frequentata da turisti, si vede questa ciminiera, nella zona industriale

e questo enorme serbatoio di acqua di 250.000 galloni (950 m3 ), costruito nel 1939, che veniva usata principalmente per lavare i panni.

Continuiamo a salire e dopo tre tornanti, dall’ultimo dei quali si ha una bella vista sul mare e sulla porta di Sally,

si arriva all’entrata del carcere.

Chi fossero i carcerati di Alcatraz lo potete intuire dal cartello di sotto:

  

tutti quelli che infrangevano le regole in altri carceri e dovevano essere messi sotto stretta sorveglianza, con minime possibilita’ di fuggire!

Comunque chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato estremamente pericoloso o aveva già tentato la fuga da altre prigioni.

I carcerati, appena sbarcati nell’isola, venivano sopposti al processo di incorporazione,

 

in questo stanzone,

con tanto di doccia.

Prima di entrare ti consegnano (compreso nel prezzo di ingresso) delle cuffie, che ti guidano passo passo, nella visita della prigione. Prendetele, perche’ oltre ad essere gratis, hanno anche la lingua italiana, e senza queste spiegazioni (che durano circa un’ora) si capisce poco del carcere!

Appena si entra nel carcere, si ha subito una sensazione di sofferenza.

Le celle sono veramente microscopiche ed i carcerati ci passavano 23 ore su 24!

Infatti Alcatraz era una prigione nella quale la possibilita’ di uscire dalla cella bisognava guadagnarsela, con il comportamento esemplare.

Chi ci riusciva aveva 4 ore a disposizione, per lavorare!

Qui sotto io e Paolo proviamo la brutta sensazione di essere in una cella, pur sapendo di non doverci restare!

 

Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d’isolamento.

Senza sbarre, senza luce

e con un buco rialzato per i bisogni corporei!!

La cella si puo’ provare (e noi lo abbiamo fatto tutti e 4) e la guardia vi chiude dentro per un minuto circa!

Vi assicuro che il buio era totale e la sola idea di dover restare li per una sola ora, fa impazzire!!

Durante i 29 anni di apertura del penitenziario molti carcerati hanno provato a scappare (per l’esatezza 26 tentativi di evasione), la maggiorparte senza successo.

Ma il mito che da Alcatraz non si poteva fuggire e’ tutt’altro che vero!

Guardate quanti tentativi di evasione ci sono stati: 

Joseph Bowers

Il primo detenuto a tentare di evadere fu Joseph Bowers, il 27 aprile 1936, che fu ucciso da una guardia.

John Paul Scott & Junior Lee Parker

I due detenuti riescono a tagliare le sbarre con una sega e a fuggire dalla finestra. Il primo riesce a scappare raggiungendo la riva fino a S. Francisco, il secondo muore poco tempo dopo la fuga. J.P.Scott viene ricatturato e riportato all’isola di Alcatraz dalla polizia locale.

Theodore Cole e Ralph Roe

La prima evasione avvenuta con successo da Alcatraz, il 16 dicembre 1937, fu quella di Theodore Cole e Ralph Roe. I due passarono attraverso le sbarre di una finestra della prigione e, approfittando della nebbia, riuscirono a raggiungere l’acqua e ad arrivare a San Francisco. Le ricerche si conclusero quattro anni dopo, quando Roe fu trovato in Sudamerica. Egli dichiarò che Cole era stato rapinato e assassinato da due sconosciuti.

Thomas Limerick

Cinque mesi più tardi, tentò di evadere Thomas Limerick, il 23 maggio 1938; una fuga avvenuta similmente a quella di Bowers terminata con l’uccisione di Limerick da parte di una guardia.

James Lucas e Rufus Franklin

Nello stesso periodo, James Lucas ed altri due carcerati, progettarono un piano di fuga da Alcatraz. Il piano non fu progettato attentamente ed, infatti, questo tentativo di fuga terminò con la morte di un complice di Lucas e di una guardia, Royal Kline, stordita in precedenza. Lucas e l’altro complice, Rufus Franklin, furono processati e condannati all’ergastolo.

Arthur Barker, Rufus McCain e Henri Young

Il 13 gennaio 1939, fu la volta di Arthur Barker, Rufus McCain ed Henri Young, una fuga dimostratasi alquanto deludente in quanto Barker, una volta arrivato sulla spiaggia, rivelò di non saper nuotare e di conseguenza McCain e Young furono ripresi. Barker venne ucciso; McCain e Young vengono riportati in prigione e riabilitati. L’anno successivo, al termine della loro riabilitazione, Young uccise McCain, perché rivelò di aver segnalato la propria fuga, fin dal principio, alle guardie. Questo evento fu ricostruito nel film L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz.

James Boarman, Harold Brest, Fred Hunter, Floyd Hamilton

Altro tentativo di fuga riguarda quella di James Boarman, Harold Brest, Fred Hunter, Floyd Hamilton ed altri tre carcerati. I sette detenuti riuscirono a passare inosservati, fino a che non furono individuati mentre stavano attraversando la baia di San Francisco a nuoto. Le guardie, appena viste le sagome in acqua, aprirono il fuoco ed il primo ad essere ucciso fu Brest; in seguito sparirono sott’acqua Boarman ed altri due carcerati mai identificati ed, infine, fu Hamilton l’ultimo ad essere ucciso. Di questo tentativo di fuga, solo Hunter e un altro complice si salvarono.

Battaglia di Alcatraz

Uno dei tentativi di fuga da Alcatraz, che entrò nella storia, riguarda la famosa Battaglia di Alcatraz, una rivolta scatenatasi il 2 maggio 1946 e terminata due giorni dopo con la morte di tre prigionieri (autori della rivolta) e di due guardie. Gli autori di questa rivolta (Bernard Coy, Marvin Hubbard, Joe Cretzer – uccisi durante la rivolta – Sam Shockley, Miran Thompson e Clarence Carnes – sopravvissuti), si procurarono alcune armi per fuggire ma, vedendosi senza alcuna possibilità di fuga, tentarono di convincere le guardie per passare. L’uccisione di altre due guardie prese in ostaggio provocò la reazione di tutta la prigione che si scatenò sulle forze dell’ordine per avere la meglio. La rivolta terminò due giorni dopo, grazie all’intervento della marina e della polizia di San Francisco, che riuscirono a sedare i prigionieri. Dopo la morte dei tre autori, furono arrestati e processati gli altri tre, dei quali Carnes fu risparmiato, mentre Shockley e Thompson furono condotti a San Quentin per essere giustiziati in camere a gas, il 3 dicembre 1948.

 E’ con questo attrezzo artigianale che i detenuti si aprirono in varco nelle sbarre.

Per sedare la rivolta furono sparate addirittura bombe a mano, il cui segno e’ ancora ben evidente sul pavimento della prigione!

Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin

Il caso più famoso di fuga da Alcatraz riguarda invece i detenuti Frank Morris ed i fratelli John e Clarence Anglin, che l’11 giugno 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l’impianto di ventilazione

(lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di giubbotti di salvataggio fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. Alla fuga avrebbe dovuto anche partecipare un quarto carcerato, Allen West. Nessuno ebbe più notizie dei tre fuggitivi e la direzione del carcere, non avendone però mai ritrovato i corpi, negò fermamente la possibilità che fossero riusciti a fuggire dall’isola (e, soprattutto, ad attraversare a nuoto il gelido tratto della baia di San Francisco). Secondo la testimonianza dell’audioguida su Alcatraz, pare che i tre, nel corso di svariati mesi di continuo ed estenuante lavoro, utilizzando un semplice cucchiaio da cucina,

riuscirono a realizzare un tunnel sufficientemente largo e profondo da consentire di raggiungere il condotto dell’aria.

A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con protagonista Clint Eastwood.

John Paul Scott e Darl Parker

Un altro caso, riguardante l’ultima fuga dalla prigione, è quello di John Paul Scott e Darl Parker, il 16 dicembre 1962, 6 mesi dopo la fuga di Morris e dei fratelli Anglin. I due, mentre stavano lavorando nelle cucine della prigione, approfittarono dell’assenza delle guardie per allargare le sbarre della finestra e per farsi calare sulla spiaggia, dopodiché si sarebbero messi in acqua per raggiungere San Francisco. La loro assenza fu notata pochi minuti dopo ed, infatti, Parker fu quasi immediatamente recuperato in acqua; Scott, invece, fu ritrovato sulla spiaggia di San Francisco dopo un paio di ore, in stato di ipotermia. A seguito di questo tentativo di fuga fu confermata la possibilità di raggiungere a nuoto San Francisco.

Alcatraz ha ospitato negli anni tanti famosi criminali, come:

Robert Stroud, who was better known to the public as the “Birdman of Alcatraz,” was transferred to Alcatraz in 1942. He spent the next seventeen years on “the Rock” — six years in segregation in D Block, and eleven years in the prison hospital. In 1959 he was transferred to the Medical Center for Federal Prisoners in Springfield, Missouri (MCFP Springfield). Although called “The Birdman of Alcatraz,” Stroud was not allowed to keep birds while incarcerated there.

When Al Capone arrived on Alcatraz in 1934, prison officials made it clear that he would not be receiving any preferential treatment. While serving his time in Alcatraz, Capone, a master manipulator, had continued running his rackets from behind bars by buying off guards. “Big Al” generated incredible media attention while on Alcatraz though he served just four and a half years of his sentence there before developing symptoms of tertiary syphilis and being transferred to the Federal Correctional Institution at Terminal Island in Los Angeles.

George “Machine Gun” Kelly arrived on September 4, 1934. At Alcatraz, Kelly was constantly boasting about several robberies and murders that he had never committed. Although this was said to be an apparent point of frustration for several fellow prisoners, Warden Johnson considered him a model inmate. Kelly was returned to Leavenworth in 1951.

Alvin “Creepy Karpis” Karpowicz arrived in 1936. He was not a model inmate, constantly fighting with other inmates. He also spent the longest time on Alcatraz island, serving nearly 26 years. He was sent to Alcatraz on convictions for worse crimes than any other inmate, though surprisingly he never once attempted an escape.

James “Whitey” Bulger spent 3 years on Alcatraz (1959–1962) while serving a sentence for bank robbery. While there, he became close to Clarence Carnes, also known as the Choctaw Kid.

Ellsworth Raymond “Bumpy” Johnson, the Godfather of Harlem, an African-American gangster, numbers operator, racketeer, bootlegger, in New York City’s Harlem neighborhood in the early 20th century. He was sent to Alcatraz in 1954 and was imprisoned until 1963. It is believed that he was involved in the famous escape that became legend involving Frank Morris, John and Clarence Anglin.[25][26]

Mickey Cohen worked for the Mafia’s gambling rackets and was charged with tax evasion and sentenced to 15 years in Alcatraz Island. Two years into his sentence an inmate clobbered Mickey with a lead pipe, partially paralyzing the mobster. On his release in 1972, Mickey returned to live a quiet life with his old friends.

Dalle finestre interne del carcere, si vedeva offuscata la baia di SF, cosi’ vicina e cosi’ lontana!

Questo e’ quello che e’ rimasto della casa del direttore, dopo una occupazione dei nativi indiani, durata un anno e mezzo, tra il 1969 ed il 1970.

 

Ripercorriamo la via centrale del carcere, chiamata Broadway, che da verso Times Square.

Con Times Square i carcerati erano soliti indicare la zona sotto l’orologio, che era sotto l’entrata della mensa. 

Il carcere di Alcatraz è comunemente noto per l’estrema rigidità con cui erano trattati i detenuti. Va sottolineato, però, che per la totale impossibilità di controllare e gestire i prigionieri nel momento del pranzo, il cibo era nel complesso sempre di ottima qualità, a differenza di quello di altre carceri statunitensi.

Si era, infatti, pensato che un vitto migliore avrebbe contribuito ad evitare disordini al momento della distribuzione del cibo. Un’eventuale possibile rivolta nel refettorio avrebbe potuto, in effetti, significare la morte sicura del personale di guardia, a causa del gas che sarebbe stato sprigionato per sedarla (durante i pasti tutti i prigionieri venivano radunati in un solo stanzone, sotto la sorveglianza di appena due o tre secondini).

Ma nel 1963 il carcere venne chiuso, a causa degli elevati costi che lo caratterizzavano, visto che era necessario trasportare sull’isola ogni bene necessario (cibo, vestiti, acqua potabile ecc.), tanto che i politici statunitensi arrivarono a sostenere che sarebbe costato meno mantenere ogni detenuto nell’hotel più lussuoso di New York piuttosto che mantenerlo ad Alcatraz.

Qualche decina di anni più tardi, Alcatraz fu aperta al pubblico per visite guidate ed oggi è gestita dal National Park Service e fa parte della Golden Gate National Recreation Area.

  

Film ispirati o ambientati ad Alcatraz:

  

L’uomo di Alcatraz (Birdman of Alcatraz, 1962) di John Frankenheimer con Burt Lancaster;

Cielo di piombo, ispettore Callaghan (The Enforcer, 1976) di James Fargo con Clint Eastwood e Tyne Daly;

Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979) di Don Siegel con Clint Eastwood;

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (Murder in the First, 1995) di Marc Rocco con Kevin Bacon, Christian Slater e Gary Oldman;

The Rock (The Rock, 1996) di Michael Bay con Sean Connery e Nicolas Cage;

Lupin III – Alcatraz Connection (Rupan Sansei: Arukatorazu Konekushon, 2001) di Hideki Tonokatsu;

X-Men: Conflitto finale (X-Men: The Last Stand, 2006) di Brett Ratner con Patrick Stewart e Hugh Jackman.

Infiltrato speciale (Titolo originale: “Half past dead” 2002) Regia: Don Michael Paul Con Steven Seagal

Codice Genesi (The book of Eli, 2010) di Albert e Allen Hughes con Denzel Washington e Gary Oldman. 

4 Risposte

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  1. Marco said, on 26 agosto 2010 at 5:28 am

    Sarà stato bello camminare sui passi di tutti quei famosi ricercati…
    Mi ha colpito molto la buca scavata col cucchiaino ! Sarà stato difficile, e ci avranno messo molto tempo, però hanno avuto anche la fortuna di non essere scoperti dalle guardie…
    Comunque credo che l’evasione da quella prigione era difficile a pensarla… Si doveva oltrepassare tutto l’interno della prigione e dopo arrivati alla spiaggia si doveva nuotare fino alla baia di san Francisco. Chissà com’è che non è stato mai pensato di mettere qualcuno a guardia della baia, in modo tale che se arriva qualche prigioniero non aveva via di scampo…
    Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 26 agosto 2010 at 6:09 am

      Ciao MArco

      la prigione solo per la sua posizione e’ una sicurezza!!
      Infatti oltre alle correnti forti della baia, l’acqua d’estate e’ghiacciata, figurati d’inverno!!

      NOn voglio neanche pensare al freddo che si potrebbe avere, nuotando per ore fino al SF!!

      Ciao Ezio

  2. Marco said, on 29 agosto 2010 at 1:01 pm

    Sì… Se in estate è ghiacciata e si prende un infarto solo ad entrarci dentro, figuriamoci in inverno…

    • quattrovecchiinamerica said, on 29 agosto 2010 at 2:45 pm

      NOn ci pensare tanto tu in ITalia hai un mare bello e caldo!!


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