4 vecchi in america

“MIO CUGINO VINCENZO” E LA PENA DI MORTE!

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 25 settembre 2010

“MIO CUGINO VINCENZO”

E

LA PENA DI MORTE!

 

Fin da quando vivevo in Italia il film “Mio cugino Vincenzo” mi ha sempre fatto ridere nonostante la sua intrinseca tragicita’!

In sintesi il film, del 1993,  parlava di una coppia di ragazzi (uno dei due e’ il mitico ragazzo di Karate Kid, Ralph Macchio) che erano entrati in un convenient store per fare la spesa, dimenticandosi di pagare una scatola di tonno (avendo pagato pero’ il resto).

Dopo che i ragazzi avevano lasciato il negozio, la polizia dell’Alabama li ha  fermati ed arrestati.

I ragazzi credevano di essere stati arrestati per il furto di una scatola di tonno, ma invece sono stati incolpati di omicidio (avvenuto proprio nel convenient store da loro visitato, ed eseguito invece da altre persone!), rischiando cosi’ la pena capitale.

A difesa dei ragazzi viene chiamato un cugino del ragazzo interpretato dal Ralph Macchio (Vincenzo, interpretato da un magistrale Joe Pesci), con una laurea in legge, senza pero’ mai aver esercitato!!

Vincenzo fa esperienza sulla pelle dei ragazzi, e mostra i vestiti piu’ impossibili per un avvocato in un tribunale!

La vita nel tribunale gli e’ resa difficile da un giudice severissimo e simpaticissimo, che lo multa e lo arresta piu’ volte, per comportamento non consono ad un tribunale dell’Alabama!

Vincenzo ha come fidanzata una bellissima Marisa Tomei, nel fiore della sua giovinezza.

Il film fa ridere come pochi film e naturalmente finisce bene!

Lo scambio di identita’, alla base della trama del film,

e la possibilita’ di essere giustiziato, pur essendo innocente, oggi che vivo in Alabama (e piu’ un generale negli USA) mi fa pensare molto!!

Vi assicuro che piu’ di una volta ho pensato a quanto successo in quel film ed ho sperato di non incappare mai in un casino del genere!

Per questo motivo qui in USA io uso extra cautele, che in altre nazioni non userei, dato che qui la polizia/giustizia non chiacchiera molto, ma agisce!!

Voglio dire che oltre al normale e retto comportamento che userei in nazioni “normali”, in cui non vige la pena di morte, qui non faccio nulla che potrebbe portarmi a contatto con la polizia/giustizia.

Per esempio cerco di non litigare mai con nessuno anche se ho ragione netta (anche perche’ qui girano in molti armati), guido in modo ineccepibile sulla strada, non entro nei convenient store se non strettamente necessario ……………….

Insomma qualche cautela in piu’ per non intersecare la sfera giuridica di questo paese!

 

Ma guardiamo un po meglio il mondo che gira intorno alla pena di morte negli USA, con qualche riferimento al resto del mondo.

 

Lo spunto viene dall’esecuzione di Teresa Lewis avvenuta ieri (24 Settembre 2010) in Virginia, condannata nel 2003 alla pena di morte per aver pianificato l’assassinio del marito e del figlio adottivo di lui.

La Lewis è morta per un’iniezione letale alle 03:13 ora italiana ed è così diventata la prima donna ad essere giustiziata in Virginia da un secolo a questa parte, la prima in Usa dal 2005.

E’ stata uccisa nonostante gli appelli alla clemenza arrivati da ogni parte del mondo e giustificati con il suo limitato quoziente intellettivo.

Il suo caso ha suscitato interesse in tutto il mondo e scatenato un’intensa campagna, che aveva fatto arrivare sul tavolo del governatore della Virginia, Robert McDonnell, quasi 4.000 richieste di grazia, tra le quali anche quelli di rappresentanti dell’UE e personalità come lo scrittore John Grisham o Bianca Jagger.

Persino il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha fatto riferimento alla Lewis, paragonando il suo caso a quello di Sakineh, la donna iraniana che rischia la lapidazione in Iran. Ahmadinejad ha accusato l’Occidente di avere un doppio standard, avendo criticato l’Iran per la vicenda di Sakineh, mancando invece di mobilitarsi per la Lewis (e forse non ha tutti i torti, neanche quando parla di strage di stato, riferendosi all’11 Settembre 2001!).

 

Tutti i dati che leggerete di seguito sono presi in maggiorparte da Wikipedia, dal sito  http://www.deathpenaltyinfo.org/  e da http://www.nessunotocchicaino.it .

Voglio sottolineare che sui numeri non c’e’ coincidenza nei vari siti, quindi vanno presi come indicazione generale!!

 

Di 197 Stati o Territori, nel mondo, circa la metà, 97, prevedono la pena di morte nei loro ordinamenti, ma solo 50 (compresi 5 Paesi che la applicano solo per reati particolari, come quelli commessi in tempo di guerra) applicano attualmente la pena di morte attraverso il loro sistema giudiziario, mentre 47 non la applicano da più di dieci anni. I rimanenti 100 hanno invece abolito totalmente la pena di morte dalle loro leggi.

Gli USA sono uno degli stati del mondo in cui a oggi è prevista l’applicazione della pena capitale.

 

(Celeste = Abolita per tutti i crimini, Verdino = Riservata a circostanze eccezionali, come crimini commessi in tempo di guerra, Arancione = Non utilizzata, Rosso = Utilizzata come forma di punizione)

Gli Stati Uniti si collocano in controtendenza rispetto all’indirizzo abolizionista ormai prevalente a livello internazionale, testimoniato dalla Moratoria universale della pena di morte sostenuta dall’ONU.

La pena di morte appare come una contraddizione interna al sistema penale americano, dovuta alla permanenza dello scontro tra una cultura fortemente garantista ed ancorata ai principi del giusto processo ed una cultura che risale all’ideologia della pena di morte come sanzione estrema, confermata dalle ultime sentenza della Corte Suprema federale.

Franklin Zimring nota come la percezione della pena di morte negli ultimi decenni in America abbia subito una “trasformazione simbolica”: da legittimo atto punitivo dello Stato, a rimedio diretto ad arrecare conforto alle vittime del reato, come “programma di sollievo” per i parenti delle vittime, e cioè per l’evidente fine di rendere l’idea della pena di morte più accettabile all’opinione pubblica. Zimring collega lo stesso fatto all’esperienza dei “vigilantes” che, alla fine dell’800, si occupavano di “rendere giustizia” alle vittime, anche al di fuori della legalità, sconfinando talvolta nel linciaggio.

  

Non in tutti gli stati della federazione americana si applica la pena di morte: in alcuni è stata abolita, oppure la sua esecuzione è stata sospesa.

Ma dalla figura di sotto noterete che e’ vigente nella maggiorparte del territorio americano!!!

 

STATI IN CUI E’ PREVISTA LA PENA DI MORTE (SONO 35)

Alabama, Arizona, Arkansas, California, Colorado, Connecticut, Delaware, Florida, Georgia, Idaho, Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maryland, Mississippi, Missouri, Montana, Nebraska, Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Utah, Virginia, Washington, Wyoming.

 

STATI IN CUI NON E’ PREVISTA LA PENA DI MORTE (SONO 15)

Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico*, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin, District of Columbia.

 

Generalmente si rischia la pena capitale, nel caso di omicidio di primo grado/capitale (negli Stati in cui vige la pena di morte)

La pena di morte è comunque prevista per reati federali e militari, anche per cittadini di Stati dell’Unione in cui la pena di morte non è prevista per reati non federali.

Ecco una lista di reati federali: 

Distruzione di velivoli.

Omicidio commesso in aeroporto al servizio dell’aviazione civile internazionale.

Offesa di diritti civili con conseguente morte.

Omicidio di un membro del congresso, di un importante funzionario esecutivo, di un giudice della Corte Suprema.

Genocidio.

Omicidio di primo grado.

Omicidio di un giudice o di un funzionario federale.

Omicidio di un funzionario straniero.

Omicidio di un cittadino degli Stati Uniti in un paese straniero.

Omicidio effettuato da un evaso della prigione federale già sentenziato con l’ergastolo.

Omicidio durante rapina.

Omicidio durante un rapimento.

Omicidio di un ufficiale della corte o di un giurato.

Omicidio di rappresaglia di un testimone, di una vittima o di un informatore.

Omicidio teso ad evitare testimonianza da un testimone, da una vittima, o da un informatore.

Spedizione di materiale nocivo con intenzione di uccidere.

Assassinio o rapimento con conseguente morte del Presidente o del Vice Presidente.

Omicidio su commissione.

Omicidio relativo a sfruttamento sessuale dei bambini.

Omicidio commesso durante l’offesa contro navigazione marittima.

Omicidio commesso durante l’offesa contro una piattaforma fissa marittima.

Omicidio del terrorista di un cittadino degli Stati Uniti in un altro paese.

Omicidio che coinvolge tortura.

Morte derivante dal dirottamento del velivolo.

 

Altri crimini oltre l’omicidio per cui è prevista la pena di morte sono: spionaggio, tradimento, traffico di grandi quantitativi di droga.

 

Ora che abbiamo capito dove e per quali reati si rischia la pena di morte, analizziamo come viene somministrata la pena di morte ai condannati (la parte meno simpatica del post).

Ogni Stato ha il suo metodo di applicazione, anche se l’iniezione letale e’ stata indicata dal presidente George Bush come il metodo di esecuzione ufficiale, lasciando pero’ liberi gli Stati di adoperare altri sistemi.

Nella tabella sotto si nota che l’iniezione letale e’ il metodo priamario piu’ utilizzato dagli Stati (35 Stati). Ci sono poi casi di utilizzo della sedia elettrica (9 Stati), della camera a gas (5 Stati), per arrivare all’impiccaggione (2 Stati) ed alla fucilazione (3 Stati)!!

 

Resta da vedere quante esecuzioni capitali sono state eseguite fino ad oggi, dal 1976.

Tantissime, 1226, divise cosi’ negli anni.

 

Ma tutto e’ relativo, infatti se paragoniamo il numero delle escuzioni eseguite in USA in 34 anni, con il solo numero di esecuzioni avvenute in Cina nel 2009, si resta di stucco: 5000 in un solo anno in Cina (402 in Iran e 77 in Iraq)!!!!

I primi tre Stati dove si rischia di piu’ sono il Texas, la Virginia (dove e’ stata giustiziata la Lewis) e l’Oklahoma, con rispettivamente 463, 107 e 92 esecuzioni!

L’Alabama non e’ molto lontana in questa brutta classifica: e’ settima con 48 esecuzioni.

Nel Sud degli USA sono state esguite 1010 esecuzioni, mentre nel Nord-Est solo 4!

Nel West 69, contro le 143 del Mid-West.

Solo il Texas e la Virginia registrano 570 esecuzioni!!

 

Infine c’e’ da sottlineare che dal 1 Marzo 2005 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito a maggioranza (5 voti contro 4) l’incostituzionalità della pena di morte nei confronti dei minorenni all’epoca del reato. Tale storica sentenza ha avuto effetto immediato su 70 detenuti, la cui condanna a morte è stata convertita in ergastolo. Nella motivazione della sentenza la pena capitale su minori viene descritta come «una crudeltà sproporzionata nei confronti di persone immature, una crudeltà contraria ai principi della Costituzione».

Facendo riferimento a dei fatti accaduti in Alabama l’anno scorso, un minore che si macchia di determinati ed efferati crimini puo’ essere processato “as an adult” (come un adulto), rischiando anche lui la pena capitale!

 

Sul fatto che la pena capitale sia efficace o meno negli USA, non ci sono dubbi: secondo i maggiori studiosi di criminolgia americana, la pena di morte non e’ un deterrente (country’s top academic criminological societies, 88% of these experts rejected the notion that the death penalty acts as a deterrent to murder – Radelet & Lacock, 2009).

 

Parlando invece del fatto se sia giusta o meno la pena capitale, si puo’ notare che ci sono forti divergenze, che partono dal nostro lontano passato cristiano.

 

Nella Bibbia:

Nella Bibbia sono elencate situazioni in cui nelle leggi, che Dio dà a Mosè per esporle al popolo ebraico, si stabilisce la pena capitale come punizione per determinate colpe: ad esempio, nell’Antico Testamento è scritto:

« Colui che colpisce un uomo causandone la morte, sarà messo a morte. » (Esodo 21,12) 

Nell’Antico Testamento (Genesi, 2,12-15), esistono alcuni passi in cui Dio condanna la vendetta umana, minacciando punizioni peggiori («sette volte» e «settanta volte sette») per chi avesse ucciso Caino e Lamech.

Diversi passi, in prevalenza dell’Antico Testamento, affermano la legittimità della pena di morte quando è violata la legge di Mosè. A questi si aggiungono gli episodi di guerra e della storia del popolo eletto, dove i nemici periscono per volontà divina. Riguardo alla violazione della legge ebraica, nella Lettera agli Ebrei 10,28: «Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni». In Levitico 24,16 viene messo a morte «Chi bestemmia il nome del Signore», in Levitico 20,10 chi commette adulterio, in 27,29 «Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte», e in Levitico 24,17 «Chi percuote a morte un uomo». In Esodo 21,17 viene messo a morte chi maledice il padre o la madre.

Il passo è ripreso nel Nuovo Testamento, da Vangelo di Marco 7,10: «…infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte». In Numeri 35,30, si afferma che non si può accettare un prezzo di riscatto da un omicida: «Se uno uccide un altro, l’omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni, ma un unico testimone non basterà per condannare a morte una persona. Non accetterete prezzo di riscatto per la vita di un omicida, reo di morte, perché dovrà essere messo a morte».

La morte del colpevole avveniva per lapidazione. Questa forma di esecuzione coinvolge tutta la comunità locale adulta, che collettivamente è chiamata ad applicare la legge, e risparmia l’individuazione di un singolo come boia.

Nel Nuovo Testamento Gesù richiama più volte al perdono e condanna l’episodio della lapidazione della donna adultera:

« Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. » (Giovanni 8,7)

 

Pensatori cristiani

Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino sostengono la liceità della pena di morte sulla base del concetto della conservazione del bene comune. L’argomentazione di Tommaso d’Aquino è la seguente:

« Come è lecito, anzi doveroso, estirpare un membro malato per salvare tutto il corpo, così quando una persona è divenuta un pericolo per la comunità o è causa di corruzione degli altri, essa viene eliminata per garantire la salvezza della comunità » (Summa theologiae II-II, q. 29, artt. 37-42)

Il teologo sosteneva tuttavia che la pena andasse inflitta solo al colpevole di gravissimi delitti, mentre all’epoca veniva utilizzata con facilità e grande discrezionalità.

Lo Stato pontificio ha mantenuto nel suo ordinamento la pena di morte fino al XX secolo, abolendola nel 1969, benché inapplicata dopo il 9 luglio 1870, data dell’ultima esecuzione capitale. Per la posizione attuale della Chiesa cattolica, vedi più avanti.

Cesare Beccaria

 

Nel 1764 la pubblicazione Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria stimolò la riflessione sul sistema penale vigente. Nel trattato, capitolo XXVIII, Beccaria si esprimeva contro la pena di morte, argomentando che con questa pena lo Stato, per punire un delitto, ne commetterebbe uno a sua volta:

« Parmi un assurdo che le leggi, che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinino un pubblico assassinio. » 

Tuttavia, la condanna di Beccaria verso la pena di morte, pur nella sua portata storicamente innovativa, non era espressa in termini assoluti:

« La morte di un cittadino non può credersi necessaria, che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza, che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di un cittadino divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell’anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi. »

 

Guardando sempre al passato potremo notare che le modalita’ di efettuazione delle pene capitali sono state svariate e per lo piu’ truculente.

Storicamente sono apparsi molti modi per applicare la pena di morte secondo le varie epoche e culture:

Crocifissione: usata, ad esempio, in alcuni casi dagli antichi romani.

Damnatio ad bestias: pena di morte riservata nell’antica Roma ai criminali, condannati a essere divorati vivi dalle belve nelle arene.

Trafittura con frecce: usata in alcuni casi dagli antichi e da alcuni popoli primitivi.

Schiacciamento: veniva eseguito in diversi modi; ai tempi di Marco Polo, il popolo mongolo usava eseguire la condanna a morte delle persone rispettabili coprendole con un telo e schiacciandole con i cavalli.

Ghigliottina: usata in Francia a partire dalla rivoluzione francese e adottata poi in altri Paesi europei.

Garrota: usata in Spagna dal medioevo fino alla fine della dittatura di Francisco Franco.

Impiccagione: comune nel Medioevo ma ancora oggi utilizzata.

Fucilazione (in Italia era la forma più comune).

Colpo di pistola alla nuca: usato a tutt’oggi in Cina.

Iniezione letale: usata a tutt’oggi negli Stati Uniti.

Lapidazione: usata ampiamente nell’antichità, è ancora presente in alcuni stati islamici prevalentemente ai danni di donne adultere.

Sedia elettrica: inventata a fine Ottocento da Thomas Alva Edison, noto inventore del fonografo e della lampada ad incandescenza, applicata in molti stati americani fino agli anni settanta, sostituita poi con iniezione letale.

Camera a gas: utilizzo di acido cianidrico (HCN) tristemente noto come Zyklon B nei campi di sterminio nazisti, introdotto poi nel secondo dopoguerra nel diritto penale dello stato della California poi abolito.

Squartamento: citato nel poema medievale della Chanson de Roland, utilizzato nei paesi arabi nell’età moderna. Vi sono testimonianze filmate di squartamenti di prigionieri durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta, utilizzando automezzi invece che cavalli.

Rogo: consisteva nel legare il condannato ad un palo sopra una catasta di legna per poi appiccare il fuoco. Applicato in Europa dal Medioevo e nelle Americhe fino al Secolo XVII. Famose le condanne ai danni di eretici e presunte streghe.

Impalamento. Molto usato nel Medioriente medievale. Si narra che il famoso voivoda romeno del secolo XV Vlad Tepes, ispiratore del mito di Dracula, ne avesse appreso il metodo dai Turchi invasori.

Decapitazione: molto diffusa nel mondo antico e medievale, sostituita alla fine del secolo XVIII dalla ghigliottina in Francia. Usata tutt’oggi in Arabia Saudita con l’utilizzo di una spada.

Schiacciamento da elefante: diffusa nel sud e sudest asiatico, particolarmente in India, durante quasi 4.000 anni.

Caduta dall’alto: il condannato veniva fatto precipitare da una grande altezza, per esempio da una rupe.

Bastonatura e fustigazione a morte: erano usate a volte presso alcuni popoli antichi.

Annegamento: era usato a volte nell’antico Egitto: il condannato veniva chiuso dentro un sacco e gettato nel Nilo.

Vergine di ferro: Nota anche come Vergine di Norimberga, è una macchina di tortura e morte inventata nel XIX secolo ed erroneamente ritenuta rinascimentale. Il condannato viene fatto entrare in un sarcofago con dei chiodi verso l’interno e quindi chiuso. Il condannato muore per dissanguamento dopo un’estrema sofferenza.

Supplizio della ruota: Diffuso nel medioevo, consisteva nel legare per i polsi e le caviglie il condannato ad una ruota e con una mazza gli venivano rotte le ossa fino alla morte.

 

L’opinione pubblica di molti Paesi è divisa sulla liceita’ o meno della pena di morte.

In quelli nei quali vige la pena di morte, primo fra tutti gli Stati Uniti, esiste un movimento che ne chiede l’abolizione.

Viceversa, in altri nei quali tale pena non è contemplata dai codici, tra cui l’Italia, riaffiorano periodicamente, a seguito soprattutto di crimini particolarmente efferati, richieste per la sua reintroduzione nel Diritto penale (benché le vere e proprie richieste siano per lo più casi isolati).

L’opinione pubblica contro la pena capitale si divide inoltre in abolizionisti (come Amnesty International) e sostenitori della moratoria (come l’associazione radicale Nessuno tocchi Caino).

C’è chi considera la moratoria (ordinanza di sospensione), soprattutto a livello internazionale, un primo e migliore passo, poiché gli stati autoritari possono revocare l’abolizione, che comunque è più difficile da ottenere e non si può imporre o decidere da parte di organismi sovranazionali.

Il 18 dicembre 2007 l’ONU, con 104 voti favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti, ha approvato la Moratoria universale della pena di morte, promossa dall’Italia a partire dal 1994.

Come sempre non e’ facile capire chi abbia ragione o torto, ma vivere in un paese in cui vige la pena di morte, non e’ proprio piacevole, ve lo assicuro!! 

18 Risposte

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  1. gianluca16 said, on 26 settembre 2010 at 11:09 am

    ti credo che non è piacevole, soprattutto se magari si può venire incolpati di un reato non commesso e magari avere la pena capitale, ad es. come succede nel film con l’unica differenza che nei film tutto si aggiusta mentre nella vita reale non finisce sempre bene…….però 1226 esecuzioni (per quanto può sembrare un gran numero) non è una cifra che deve destare preoccupazione, è molto + facile morire in un incidente automobilistico (senza buttare seccie, solo una costatazione di fatto)…..enjoy usa and take it easy

    • quattrovecchiinamerica said, on 26 settembre 2010 at 9:56 pm

      CIao Gianluca

      di certo non e’ piacevole, ma se ti comporti bene, difficilmente ti potra’ capitare qualche cosa di storto!

      A parte botte di sfiga clamorose!!

      Io non ci penso molto, ma quando ci penso, ho un leggero brivido sulla schiena!!

      Ma naturalmente si campa bene anche con questa spada di Damocle sulla testa!!

      Ciao Ezio

  2. Francesco said, on 27 settembre 2010 at 1:51 am

    Ciao Ezio, leggo ogni giorno il tuo blog, complimenti! Volevo segnalarti il mio sito che tratta specificatamente il tema della pena capitale negli Usa, http://www.lapenadimorte.com. Dovrei riuscire ad avere un po’ di tempo per aggiornarlo, se vuoi dagli un’occhiata…

    Francesco

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 settembre 2010 at 9:27 am

      Ciao Francesco questa mattina prima di andare a lavorare ho dato uno sguardo al tuo sito, e ti faccio i miei complimenti. Due cose: 1) non ho visto (probabilmente per il poco tempo dedicato alla lettura del sito) la sezione statistiche! Esiste sul tuo sito? 2) Mi incuriosisce un’altra cosa: come mai ti sei appassionato a questo argomento, cosi’ particolare? Ciao Ezio

      • Francesco said, on 28 settembre 2010 at 4:09 pm

        Ciao Ezio, le statistiche sul sito sono visibili solo da parte mia, ho utilizzato google analytics inserendo il codice di tracciamento nel footer di tutto il sito. Sinceramente non ricordo il perchè mi abbia sempre appassionato questo argomento, ma con certezza ti posso dire che mi appassionano tantissime cose degli Usa, dal cibo (spazzatura), ai costumi, alle tradizioni fino ad arrivare al sistema giuridico… Per questo leggo tutti i giorni il tuo blog, sono romano anche io (Prenestino) e con i tuoi racconti mi sembra di essere lì, in prima persona, in Alabama. Con i tuoi esempi e confronti tra la vita a Roma e quella negli Usa rendi perfettamente l’idea di quanto possiamo essere diversi come mentalità e approccio alla vita di tutti i giorni noi italiani dal popolo a stelle e strisce…

        Francesco

      • quattrovecchiinamerica said, on 28 settembre 2010 at 9:50 pm

        CIao Francesco

        quando parlavo di statistiche, mi riferivo a quelle sulla pena di morte e non a quelle del tuo sito!!

        Mi fa comunque piacere che tu riesca a sentirti parte, anche se solo leggendo, di quel pazzo mondo che e’ L’America!

        Ci sentiamo presto

        Ezio

  3. imperatrice2 said, on 27 settembre 2010 at 2:14 am

    Hi Ezio,
    this is a hard question,”death penality,or death penality not” ???????
    In my opinion ,some crimesshould be trieated again with death penality.
    Some criminals deserve to suffert horribly,though perhaps it would be better thrown
    them in jail and thrown away the key for until the end of time
    Kisses Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 settembre 2010 at 9:24 am

      DEar Stefy as usual it is not easy understand what is the right side of the moon!! in my opinion hte death penalty or capital punishment) should be left, for somme crimes. I know that is bloody and vicious, but really some criminals deserve it! On the other side you can be scared of being victim of it, even if you are innnocent!! But if you act in the correct way you have less than 0.00001% chance of being charged with capital punishment. By the way and changing subject, I would like to know if you have an easy recipe in order to make “una piadina in casa”!!!! Bye Ezio

      • stefania said, on 28 settembre 2010 at 12:56 am

        Hi Ezio,I agree with you,about capital punishment.
        Here recipe of “piadina made in home”
        Ricetta numero 1″piadina senza strutto” nel caso faticassi a trovare lo strutto
        680 gr farina 00
        120 gr olio extra vergine
        80 gr latte
        200 di acqua (i liquidi devono essere 400 gr in tutto)
        1 cucchiaino di sale
        1 cucchiaino di bicarbonato
        nserire nel boccale del bimby i liquidi,1 minuto 37 gradi ,vel 1.aggiungere il bicarbonato,il sale e la farina.30 sec vel 6 poi 1 minuto vel spiga.Formare una palla
        con l’impasto,riposare 1/2 ora poi dividere in palline e stendere tirare l’impasto
        in una sfoglia sottile.Con queste dosi ottieni 10 piadine circa.

        Ricetta 2:PIADINA ROMAGNOLA (ricetta tradizionale senza uso del bimby)
        Ingredienti:
        1 kg. di farina
        200 gr. di strutto
        4 cucchiai di olio d’ oliva extravergine
        1 cucchiaio scarso di sale
        lievito per un kg.
        acqua tiepida o latte

        Procedimento:
        Versate sulla spianatoia la farina, mettete al centro lo strutto e l’olio, impastate unendo l’acqua tiepida o il latte (in cui è stato precedentemente sciolto il sale) fino ad ottenere una pasta piuttosto morbida.
        Lavoratela bene e lasciatela riposare un poco, quindi dividetela in tanti gnocchetti della grandezza di un limone, stendeteli in dischi dello spessore di non più di mezzo centimetro.
        Fate arroventare la piastra, abbassate la fiamma ed iniziate la cotturra dei dischi ottenuti, punzecchiandoli con la forchetta. Lasciateli cuocere bene, prima da un lato poi dall’altro.
        Mantenete le pizze calde coprendole con un tovagliolo. Gustatele calde con formaggio squacquerone o casatella, salame o prosciutto.

        Enjoy your meal
        kiss Stefy

      • quattrovecchiinamerica said, on 28 settembre 2010 at 7:53 am

        Thank you very much for the piadina recipe!! I’m going to try it next Saturday! I’ll let you know the result! Bye Ezio

  4. enrico said, on 27 settembre 2010 at 8:15 am

    A mio modesto parere la pena di morte è un vero e proprio atto barbaro compiuto da una società nei confronti del condannato. compito dello stato, anche per i criminali che hanno compiuto i delitti più efferati, non è quello di uccidere ma di rieducare una persona. Secondo me una società che si macchia di questo empio fatto, regredisce ad uno stato evolutivo da età della pietra. Infatti la pena di morte, oltre che negli Usa, esiste esclusivamente in stati nei quali i diritti civili non sono per nulla rispettati, e spesso ove sono presenti dittature. Pensate che il primo stato al mondo ad abolire la pena capitale è stato il gran ducato di toscana nel 1764 (se non ricordo male), seguita dall’Olanda nel 1768. Oltretutto la pena di morte non è per nulla un deterrente, dato che gli Stati Uniti hanno tra i paesi occidentali il più alto numero di omicidi pro-capite. Probabilmente, oltre la pena di morte, dovrebbero abolire anche la vendita di armi e la detenzione di queste senza porto d’armi. Trovo che gli Usa sotto certi punti di vista, siano uno stato molto arretrato, e questo è un punto fondamentale della loro arretratezza culturale.
    Enrico.

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 settembre 2010 at 9:36 am

      Caro Enrico io sono quasi convinto che per alcuni efferati crimini la pena di morte sia una giusta punizione. Del resto nella Bibbia ci sono dei riferimenti che vanno in questo verso! D’accordo nella funzione rieducativa che lo Stato dovrebbe avere nei confronti di chi si vuole redimere, ma certi criminali sono NON REDIMIBILI!! Mi metto anche nei panni di chi ha subito un crimine (tipo l’uccisione di un figlio o di una moglie, o un abuso sessuale su un minore) e non credo che abbia molta voglia di far redimere quel tipo di criminale. Ancora meno voglia a vedere il criminale uscire di galera dopo poco tempo senza scontare nemmeno una pena commisurata alla gravita’ del’atto effettuato (come spesso succede in Italia)!! D’accordo con te al 100% che qui in USA le armi si vendono e si detengono troppo facilmente. Probabilmente senza questa facilita’ d’uso delle armi, ci sarebbero meno omicidi! Ma spesso ho parlato con amici americani di questo problema (armi troppo facili) ma loro mi dicono che portare le armi e’ una questione di cultura (pensa al Texas ed ai cowboy) e non recedono di un millimetro su questo argomento! Vogliono avere le armi ed essere liberi di usarle per legittima difesa!! Ciao Ezio

  5. enrico said, on 27 settembre 2010 at 9:48 am

    Scusa Ezio, ma non sono d’accordo con te. Secondo me la pena di morte non va applicata nemmeno ai criminali che si sono macchiati di reati alquanto efferati. tu mi citi la bibbia. Ma non penso che questo libro sia da prendere in considerazione per quanto riguarda la pena capitale. uno, perchè ad esempio una persona può essere laica e credere in altri principi, due perchè questo libro è stato scritto più di duemila anni fa e per fortuna in questo lasso di tempo il genere umano è alquanto progredito. Poi se andiamo a leggerci la parola di Gesù Cristo (premetto io non sono credente), questo affermava di non uccidere per nessun motivo. Penso esclusivamente che uno stato che si macchi di questo crimine, sia uno stato incivile, barbaro. Secondo me con la violenza si fomenta solo la violenza, e sinceramente placare la sete di vendetta dei cittadini con altrettanta vendetta, mi pare di tornare ai tempi medioevali. Altro che grande potenza gli Usa, da questo punto di vista si comportano da piccola potenza!!! Per fortuna la cultura europea è molto diversa, e meno spicciola e vendicativa di quella americana!!!
    Enrico.

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 settembre 2010 at 11:26 am

      Bentornato Enrico probabilmente quello che dici tu e’ molto saggio e vero (se l’Europa tutta va in questo verso!). Ma mi riesce difficile perdonare chi fa del male ad un tuo caro! QUesta e’ una carenza mia, e non dico di aver ragione! Manco di fede??!! Ma la sola idea che qualcuno faccia del male , ingiustificato a qualche mio caro ed in generale a chiunque, mi fa pensare di non essere troppo lontano dalla ragione! Ciao Ezio

  6. Marco said, on 27 settembre 2010 at 11:47 am

    Ciao Ezio.
    Nella frase: “Altri crimini oltre l’omicidio per cui è prevista la pena di morte sono: spionaggio, tradimento, traffico di grandi quantitativi di droga” hai detto che che si può andare a finire sotto la pena di morte anche se si tradisce o ho capito male?
    se è come ho capito io mi sembra un po eccessivo…

    • gianluca16 said, on 27 settembre 2010 at 12:40 pm

      forse è prevista nella costituzione dell’Alabama ma di fatto non è applicata…ci sono un sacco di leggi strane nelle costituzioni degli stati degli US ma di fatto non sono applicate….

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 settembre 2010 at 4:14 pm

      Caro Marco e Gianluca

      quando parlavo di spionaggio e tradimento mi riferivo ( o meglio Wikipedia si riferiva!!) a reati Federali di questo tipo!

      Quindi se sei accusato di alto tradimento o spionaggio per fatti connessi a danno della nazione America!!

      Non sono esperto di reati militari italiani ma la fucilazione, in caso di guerra, era prevista anche nel nostro codice penale militare di guerra, per reati tipo tradimento, diserzione e spionaggio!!

      Nel 1994 dovrebbe essere stata tolta la possibilita’ di fucilare chiunque nel cao di guerra, ma nel 2007 ho visto un disegno di legge che parlava ancora di cio’. SIGNIFICA CHE LA POSSIBILITA’ REMOTA ANCORA C’E’!!

      Ecco un estratto del disegno di legge del 2007!!

      disegni di legge costituzionale in esame hanno in comune il titolo
      (Modifica all’articolo 27 della Costituzione, concernente la soppressione della
      pena di morte) ed il contenuto, essendo entrambi volti a sopprimere, nell’articolo
      27, comma quarto Cost., l’inciso “se non nei casi previsti dalle leggi militari di
      guerra”.
      L’intento dei proponenti è quello di escludere totalmente dalla Carta
      costituzionale qualsiasi riferimento all’ammissibilità della pena di morte, sia pure
      nei casi eccezionali quali lo stato di guerra (si veda ad esempio la relazione
      illustrativa dell’A.S. n. 1086).
      In tal modo si dà seguito, a livello costituzionale, all’abolizione della pena
      di morte già disposta nella legislazione ordinaria dalla legge 13 ottobre 1994, n.
      589 (Abolizione della pena di morte nel codice penale militare di guerra), che ha
      soppresso ogni riferimento alla pena capitale ancora esistente nel codice penale
      militare di guerra.
      I proponenti intendono così eliminare la norma costituzionale che legittima,
      seppure solo nell’ambito delle “leggi penali di guerra”, la previsione della pena
      di morte (e che pertanto, in astratta ipotesi, renderebbe possibile la reintroduzione
      di tale pena nell’ordinamento).
      Si ricorda che l’articolo 27 della Costituzione, al quarto comma, sancisce che
      “non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”.
      Va evidenziato che la locuzione «leggi militari di guerra», usata dal Costituente, è
      – come rilevato dalla dottrina – un’espressione ellittica, che pone taluni dubbi
      interpretativi, relativi al profilo dei reati per i quali la pena capitale possa essere prevista
      e a quello dell’ambito di applicabilità delle leggi in questione.
      Tali dubbi sono stati risolti dalla prevalente dottrina nel senso che: 1) la pena
      capitale può essere comminata solo per i reati militari previsti da una norma penale
      militare di guerra; 2) l’applicazione delle leggi penali militari di guerra presuppone, a
      sua volta, che si versi in uno stato di guerra internazionale (deliberato dal Parlamento ai
      sensi dell’articolo 78 della Costituzione).

  7. Marco said, on 30 settembre 2010 at 6:43 am

    Ah ecco! Mi sembrava troppo strano e sconvolgente!


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