4 vecchi in america

“OPEN SEATS’ SUL VOLO MIAMI-ATLANTA!

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 30 settembre 2010

 

“OPEN SEATS’ SUL VOLO MIAMI-ATLANTA! 

 

Ieri come al solito ho fatto la mia toccata e fuga a Miami (2800 Km in 18 ore!).

Il viaggio, che piu’ volte vi ho raccontato, non smette mai di offrire spunti interessanti da raccontare.

Per raggiungere Miami alle 12.30, orario del mio appuntamento, mi sono alzato alle 4.30 AM (di mattina per capirci).

Con meticolosita’ degna del miglior Furio (ricordate il film di Verdone!!)

ho preparato le cose da portare ed alle 5.00 sono uscito da casa, mentre tutti dormivano come angioletti.

Scendendo le scale avevo la netta e persistente sensazione che mi stessi dimenitcando qualche cosa!

Mi sono fermato qualche secondo ed ho fatto mentalmente la check list delle cose che avrei dovuto portare.

Ma mi sembrava di aver preso tutto.

Non convinto sono entrato comunque in macchina e mi sono diretto verso l’aeroporto.

Ma la mia mente continuava “guarda che stai dimenticando qualche cosa”!!

Dopo aver parcheggiato la macchina sono andato sparato al check in.

Arrivato davanti al security check point (dove bisogna quasi spogliare per poter entrare all’interno dell’aeroporto), con gesti sicuri, fatti decine di volte, prendo la carta di imbarco (che oramai con i biglietti elettronici te la stampi a casa da solo) ed il documento.

La carta di imbarco l’ho trovata subito, ma il documento (la mia ID governativa Americana) non c’era nel portafoglio!!

Ecco cosa mi ero dimenticato: il mio documento Americano (mai sotovalutare i presentimenti)!!

Senza quello e con i soli documenti italiani presenti solitamente nel mio portafoglio non sarei potuto partire.

Se fossi tornado indietro a casa avrei perso l’aereo e l’appuntamento, ma scartabellando nervosamente nel portafoglio, ho trovato un’altra ID dell’Alabama, che avevo fatto pochi mesi fa e che avevo messo in uno scomparto del portafoglio, che non ricordavo!

Con quella mi hanno fatto passare senza problemi.

L’aereo era in ritardo di 15 minuti, per cause oscure, ma avevo un layover ad Atlanta (tempo di attesa nell’aeroporto di Atlanta, prima di prendere il volo per Miami) di 1h e 10, quindi non me ne sono preoccupato piu’ di tanto.

Arrivati ad Atlanta ho preso il treno che collega i terminal dell’aeroporto, per spostarmi da un terminal ad un altro.

Prendendo il trenino (guidato da un computer), ho visto una cosa strana: una viaggiatrice non ha fatto in tempo ad entrare completamente nel treno, perche’ le porte le si sono chiuse in faccia, bloccando la sua borsa in mezzo ad esse.

Mi sarei aspettato che le porte si fossero riaperte automaticamente, invece le porte non solo non si sono riaperte, ma il treno e’ anche partito!!

Per fortuna la signora e’ riuscita a togliere la borsa, altrimenti il treno la avrebbe portata con se fino alla prossima stazione (non voglio pensare ad una carrozzina con bambino, incastrata a posto della borsa)!!

Insomma un treno a cui bisogna prestare molta attenzione!

Il volo per Miami e’ stato perfetto e veloce (infatti ho dormito tutto il tempo!).

L’unica cosa strana e’ stata quando mi sono svegliato nei pressi di Miami.

Io stavo sul lato destro dell’aereo proprio sul finestrino.

Quindi arrivando da Atlanta (cioe’ da Nord verso Sud) avrei dovuto vedere prima il mare e poi la terra, invece vedevo prima la terra e poi il mare!!

Questo perche’ l’aereo aveva superato Miami e poi era tornato indietro. In questo modo si e’ avvicinato a Miami da Sud, e per questo vedevo la terra e poi il mare!!

Il tempo qualche Km prima di Miami era soleggiato, ma appena arrivati a Miami le nuvole nere si erano impossessate della citta’, rovesciando secchiate d’acqua sui simpatico abitanti del luogo.

Ho preso un taxi, al quale ho fatto un’esame prima di partire!

Infatti di solito i taxisti di Miami (probabilmente come in tutto il mondo) quando vedono un turista cercano di fregarlo, facendo le strade piu’ strane!

Allora prima di salire gli ho chiesto se sapesse la strada, e gli ho chiesto quale strada voleva prendere per portarmi a destinazione. Dato che aveva risposto bene sono salito!!

Il taxista era un messicano che la sapeva lunga sulle strade, infatti mi ha portato a destinazione in 14 minuti (gli ho dato 5 $ di mancia per la sua abilita’!).

Per tutto il giorno non ha smesso un solo secondo di piovere ed alle 17.30 ero pronto per ritornare all’aeroporto.

Chiamo un taxi e mi capita un taxista che avevo gia’ conosciuto in un altro viaggio!

Un vecchietto tutto pepe, con una macchina gigante (che ad ogni curva dava la sensazione che si ha sulle giostre quando le machine fanno le curve: slittano invece di girare!) super slide!

Poi con la pioggia, la sensazione di slittamento in curva si amplificava di molto.

Pero’ lui conosceva bene le strade ed invece di prendere la solita superstrada per l’aeroporto (che a quell’ora e’ trafficatissima) ne ha presa un altra secondaria ed in meno di 10 minuti eravamo alle partenze Delta!

Anche a lui 5 $ di mancia e subito al Check in.

Non avevo molto tempo, infatti l’aereo doveva partire alle 6.45 ed erano le 5.50.

Check in velocissimo, nessuna fila ed alle 6.00 ero dentro il terminal.

I dieci minuti prima dell’imbarco, li ho spesi in un meraviglioso bar (ESPRESSAMENTE ILLY), tra i due Terminal H e J.

Lo avevo gia’ visto in altri viaggi, ma non lo avevo mai provato.

Mi sono preso un caffe’ ILLY, in tazza piccola, con cornetto al cioccolato!!

Tutte e due le cose buonissime (e’ stato come essere in Italia. Il bar preparava tutti i tipi di caffe’ che i bar Illy fanno di solito in Italia!): consigliatissimo per chi transita in Miami.

In piu’ in quell’area ci sono altri due ristoranti di chiara origine italiana: La Famiglia e La Pausa.

Non li ho provati, ma li provero’!

Tutto sembrava sotto controllo, mi ero imbarcato, ed avevo piu’ di 2 ore di layover ad Atlanta, per il volo di ritorno ad HSV!

L’aereo aveva gia’ lasciato il gate e si stava avviando verso la pista di lancio, per il decollo.

Ad un certo punto si sente un forte rumore che veniva da sotto l’aereo (tipo quando si prende una buca con la macchina e gli ammortizzatori si rompono!).

Pero’ non gli ho dato molto peso, in quanto io penso troppo e immagino spesso le conseguenze piu’ nefaste!

Ma invece avevo ragione!!

Il pilota ci ha comunicato che l’aereo aveva subito un danno meccanico e che avrebbero provato a ripararlo, in pista!

Naturalmente non ci sono riusciti e dopo 30 minuti l’aereo e’ stato riportato al gate, per provare a ripararlo in posizione piu’ consona (infatti sulla pista c’era un acquazzone tropicale!!).

Arrivati al gate alle 7.15, il comandante ci ha dato due alternative: o si aspettava nell’aereo la riparazione del guasto o si lasciava l’aereo per cercare di prendere il volo sucessivo per Atlanta (per la cronaca l’ultimo!) delle 7.53!

La scelta era difficile, infatti rimanendo sull’aereo si poteva sperare in una riparazione rapida del guasto e ripartire prima delle 7.53; ma al tempo stesso scendendo sall’aereo si perdeva un posto sicuro, per cercare un posto sul nuovo volo, che pero’ poteva non esserci!

Il sesto senso

in questi casi aiuta nelle scelte (ma non sempre!) e sono sceso dal volo!

Come me sono scesi almeno altre cento persone (la meta’ circa  dei passeggeri).

Tornati nel terminal il caos regnava sovrano!

Nessuno sapeva cosa dovevamo fare. Infatti il nostro volo non era stato cancellato e quindi nessun operatore Delta poteva fare nulla se non dare dei consigli generici, vaghi ed a volte sbagliati.

In questi caso si segue il primo, che e’ andato al gate del nuovo volo e cosi’ quasi tutti gli altri.

Io pero’ nell’incertezza sono stato lento e mi sono ritrovato davanti almeno 5o persone, che volevano fare il cambio volo!

L’operatore era solo uno e lentissimo (faceva un viaggiatore ogni 4 minuti, quindi ci avrei messo 200 minuti per avere forse un biglietto sul nuovo volo, sempre ammesso che ci fosse stato posto!!).

Mentre pensavo cosa fare, una bella ragazza mi ha detto che il volo bloccato per cause meccaniche, sarebbe ripartito alle 8.15.

Dato che era carina (faceva la barista in un Casino di Atlantic City) e sembrava sapesse il fatto suo, l’ho eguita al gate dove era ancorato il vecchio aereo!

La ragazza era bella e le piaceva chiacchierare, ma non diceva la verita’. Infatti ho chiesto al comandante del volo in panne, il quale mi ha detto che nessuno sapeva se il volo fosse ripartito o meno, e mi ha consigliato di cambiare volo!

Allora ho salutato la bella ragazza e sono tornato al gate del volo delle 7.53.

Nel frattempo la fila era aumentata ed erano le 7.50!!

Non avevo nessuna possiblita’ di ricevere un biglietto, seguendo le regole.

Allora ho attivato la parte di genio italico, che ognuno di noi ha come patrimonio genetico!

Dato che il volo delle 7.53 aveva quasi finito ad imbarcare i passeggeri con regolare biglietto, mi sono messo in fila pure io ed ho provato ad entrare su quel volo.

Sapevo che non avevo nessuna chance di entrare senza un biglietto per il volo delle 7.53.

Infatti mi hanno bloccato subito. Allora ho chiesto alla signorina della Delta cosa dovevo fare per prendere quel volo, dato che il caos regnava sovrano!

L’operatrice mi ha detto (in un orecchio!) di restare di fronte alla porta di imbarco (e di non fare la fila per prendere il biglietto), perche l’aereo aveva attivato la procedura di OPEN SEATS!!

Questa procedura significa che non appena finivano di imbarcare i passegeri regolari (quelli con il biglietto per quel volo), sarebbe iniziata la procedura di open seats: che significa in altre parole “pirati all’arrembaggio”!!

Infatti dopo aver imbarcato i regolari, con un annuncio i passeggeri in attesa di cambiare volo venivano avvertiti che erano disponibili dei posti a sedere (open seats), e chi si fosse presentato per primo alla porta di imbarco avrebbe ottebuto accesso al volo, senza fare nessuna fila ne cambio biglietto!!

Io ero il primo ed unico della fila, ma presto la fila delle persone che stavano cercando di cambiare biglietto si e’ riversata dietro di me!

Naturalmente l’aereo non poteva contenere tutti i passeggeri che stavano in fila ed hanno accomodato circa 40 persone.

Le altre sono rimaste a terra, insieme a quelle dell’aereo in panne che alla fine non e’ partito!!

Insomma un casino tutto Americano, e per sopravivere a questo caos bisognava arrangiarsi all’italiana!!

La gioia di aver preso il volo e’ finita quasi subito, dopo aver visto che l’aereo ha lasciato Miami alle 21.00!

Infatti il tempo di volo tra Miami ed Atlanta e’ di 1h 16 minuti, con conseguente orario di arrivo alle 22.16 + il tempo di arrivare al gate + il tempo per scendere dall’aereo = 22.40 (se tutto fosse andato nel verso giusto).

Ed io avevo la coincidenza per HSV alle 22.53!

E con 13 minuti in un aeroporto cosi’ grande il volo e’ perso!!!

L’aereo infatti ha rispettato la tabella di marcia ed io ero fuori da’aereo alle 22.40. Grande corsa in un altro terminal (non poteva essere che ero cosi’ fortunato ad avere due voli nello stesso terminal) e sono arrivato al nuovo gate (per la cronaca il piu’ lontano di tutti C43) alle 22.53!

Fortunatamente l’aereo aveva avuto un guasto meccanico ed avevano ritardato la partenza alle 22.59!!

Ho fatto in tempo a strafogarmi un hamburger con pancetta e pollo fritto comprato da Wendy’s (uno dei peggiori fast food americani)

e con il panino in bocca sono salito sul’aereo!!

Praticamente mancavo solo io e quest’altro signore che non ha fatto in tempo a finire il panino di Wendy’s!!)

L’aereo e’ partito alle 23.15 ed aveva l’aria condizionata solo in volo (quindi a terra abbiamo fatto la sauna, e dopo un panino di quel tipo vi lascio immaginare il caldo!!).

Finalmente alle 23.00 atterriamo ed alle 23.30 sono arrivato a casa!!

Insomma un’altra bella avventura sulla tratta HSV-Miami!!

20 Risposte

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  1. stefania said, on 1 ottobre 2010 at 2:49 am

    Hi Ezio
    in my opinion,the beautiful girl saw a handsome man
    and she thought ” would be a good company……” ahahah
    kisses Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 1 ottobre 2010 at 11:28 am

      If I had been 25 years less and unmarried, I would have been more than happy to “speech” with her, instead run for a new ticket!! But it is a third type hypotethic phrase: imaginary world!!!! However thank you for the adjective “handsome”!! I know that is not true but I’ll take this adjective as it was true!! Bye Ezio

      • stefania said, on 4 ottobre 2010 at 3:00 am

        Hi Ezio
        don’t be silly,you’re a handsome,delightful and cleaver man,
        and you have a marvelous family,
        you dont need anything else
        kiss Stefy

      • quattrovecchiinamerica said, on 4 ottobre 2010 at 4:42 pm

        Stefy you have a night free to our farm holiday in Penna San Giovanni!!

        Hi Ezio

  2. Bruno said, on 2 ottobre 2010 at 5:07 am

    Meno male che anche negli USA succedono queste cose ! Cominciavo a preoccuparmi…..
    Adesso anche gli Americani risultano più “umani” e mi accorgo di quanto essere “italiano” nel modo di pensare possa aiutare in questo caso! Ciao!

    • quattrovecchiinamerica said, on 2 ottobre 2010 at 7:28 am

      Ciao Bruno

      gli americani programmano tutto e si comportano da robot, ma quando qualche cosa e’ fuori dalla norma l caso regna sovrano e tutti fanno le stesse cose!
      Quindi un pizzico di sana irrazionalita’ fa bene!!

      CIao Ezio

  3. Stefano said, on 4 ottobre 2010 at 4:56 am

    Ciao Ezio

    noto che spesso ti rechi a Miami e puntualmente le disavventure, contrattempi e caos non mancano. Mi sembra, dai tui racconti che anche le persone del posto non rispecchiano quelle più “robotizzate” di città come HSV.

    Al prossimo viaggio di lavoro allora, sperando in un tragitto normale.

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 ottobre 2010 at 4:43 pm

      Ciao Stefano

      quando si viaggia con tempi cosi’ stretti, ogni piccola cosa e’ un contrattempo che puo’ rovinare il viaggio!

      Certo che a Miami tutto e’ piu’ citta’ rispetto alla nostra piccola HSV.

      Ma solo viaggiando si impara a viaggiare!!

      Ciao Ezio

  4. gianluca16 said, on 4 ottobre 2010 at 9:37 am

    open seats…..mai sentita una cosa del genere……. Ma ki aveva il biglieto dell’aereo che non era partito poteva usufruire di questi posti?
    Comunque tutti questi voli te li paga la base anche se tu perdi un volo e devi comprare un altro biglietto??

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 ottobre 2010 at 4:49 pm

      CIao Gianluca

      chi aveva i biglietti dell’aero che non era partito (quello in panne) poteva usufruire (senza pagare) dei posti liberi sul nuovo volo (Se disponibili). Ma se usciva dall’aereo in panne per andare sul nuovo, non aveva la certezza di trovare un posto (dato che la certezza di avere un posto sul nuovo aereo la si poteva avere solo ad imbarco dei passeggeri con regolare biglietto per quelo volo) e al contempo poteva essere che l’aero in panne ripartiva senza farti salire (dato che eri fuori dall’aereo e l’aereo aveva a bordo circa 100 passeggeri)!!

      Dato che i viaggi a Miami sono a titolo personale, i biglietti me li pago io, e comunque se avessi perso il volo, non era per colpa mia. E mi avrebbero messo su un altro volo senza pagare nulla. Se il volo era previsto per il giorno dopo ti pagavano l’albergo, la cena e la colazione!!

      Pero’ se non si chiede a volte le compagnie sono restie a fornire tutto quello che in realta’ dovrebbero fornire!

      Io dico che e’ sempre meglio chiedere, con fermezza ma gentilezza, invece che subire i voleri delle compagnie aeree, che gia’ straguadagnano sui biglietti aerei!!

      Ciao Ezio

      • gianluca16 said, on 5 ottobre 2010 at 10:19 am

        Che pagavano l’albergo, la cena e la colazione lo sapevo, ma se il giorno dopo dovevi lavorare, e dato che l’aereo non era partito, non potevi andare al lavoro, ti avrebbero dato un indennizzo (come funziona in là)? Tanto per sapere ad es un volo Miami-Atalanta quanto ti costa??

      • quattrovecchiinamerica said, on 5 ottobre 2010 at 11:08 am

        Gianluca non so dirti se avresti avuto diritto ad un indennizzo, ma credo proprio di no! D’altronde ti pagano tutto! Un volo Huntsville – Miami A/R (andata e ritorno) se lo compri con largo anticipo (due mesi) ti puo’ costare 273$. Se lo compre qualche giorno prima di partire anche 800$!!! Pensa che un volo HSV- washington, costava un mese fa meno di 150 $, ieri sera 800/1000$!!!! I prezzi dei volo sono difficili da capire!!! Ciao Ezio

  5. Marco said, on 4 ottobre 2010 at 11:38 am

    Ahahahaha! Mi ha ricordato quella volta che sono rimasto nella Cumana (Metropolitana vecchia che si trova solo a Napoli). Siamo partiti, tutto ok fino a quando sotto a un tunnel si sente un tonfo esagerato e si ferma la Cumana e rimaniamo al buio con solo le luci vicino alle porte accese (Che fanno anche da luci di emergenza!). Per fortuna aveva 2 motori, uno che mandava avanti il mezzo da un lato e uno dall’altro e quindi siamo tornato indietro e ci siamo fermati alla fermata pi vicina, una fermata bruttissima, con delle tettoie (e quindi non chiusa!)!!!! All’improvviso viene a piovere, un acquazzone esagerato, tant’è che mi faccio il bagno. Aspettiamo un’altra Cumana che viene e si attacca a se quella rotta e la porta alla stazionamento per toglierla dal binario. Arriva un’altra Cumana che ci prende da quella fermata e continua il viaggio.
    Alla fine sono arrivato a casa, fradicio, stanco e tardi!
    Il giorno dopo, parto e me ne vado una settimana in vacanza e fortunatamente il tempo mantiene piuttosto bene!
    Saluti, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 ottobre 2010 at 4:50 pm

      Ciao MArco

      anche la tua e’ stata un’avventura bagnata, ma su due ruote!!

      La cCumana mi ha sempre attratto ma non ci sono mai andato.

      La prossima volta che verro’ a Napoli, oltre ad una sfogliatella ed una pizza + caffe’, ci faro’ un firo!

      Ciao Ezio

  6. Marco said, on 6 ottobre 2010 at 6:34 am

    Non te lo consiglio… La cumana viene usata dalla gente solo per uscire dai paesi dell’Area Flegrea per arrivare a Napoli, sennò non sarebbe usata tanto… E’ vecchia e puzza, viene usata solo perchè sennò tutti quanti dovrebbero metersi nelle macchine la mattina e andare a lavorare, invece la Cumana è un mezzo più semplice ma allo stesso tempo un mezzo sporco e vecchio!
    Saluti, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 6 ottobre 2010 at 10:02 am

      Allora mi limitero’ alle sfogliatelle napoletane!!

  7. Marco said, on 8 ottobre 2010 at 9:53 am

    Eh sì… ma ti consiglio anche la pizza e il caffè!

  8. elena said, on 22 novembre 2010 at 6:07 am

    ‘Allora ho attivato la parte di genio italico, che ognuno di noi ha come patrimonio genetico!’.. grande!!!*.*

    • quattrovecchiinamerica said, on 22 novembre 2010 at 10:45 pm

      CIao Elena

      ho detto solo quello che vedo in giro per il mondo: noi italiani abbiamo tanta tanta immaginazione!!
      A volte troppa!!

      Ciao Ezio


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