4 vecchi in america

COME SI VIVE UN TORNADO

Posted in weather by quattrovecchiinamerica on 30 ottobre 2010

 

COME SI VIVE UN TORNADO 

 

Molte persone, ogni volta che ho scritto un post su un tornado, mi hanno chiesto cosa si provasse a vivere questi momenti.

Per fortuna fino ad ora i tornado che abbiamo vissuto, non sono stati cosi’ distruttivi come altri. Ma a Gennaio 2010 alcune aree di HSV sono state discretamente danneggiate e chi era da quelle parti ha vuto non poca paura!!

Noi lo abbiamo sempre vissuto da casa, tra televisore, ripostiglio (dove ci riuniamo quando il tornado passa da queste parti) e finestra (per vedere se il tornado veramente passa sopra la nostra casa.

Ma raccontarlo non e’ la stessa cosa che vederlo!

Allora approfitto del tornado che c’e’ stato Mercoledi’ scorso (che per fortuna ha fatto pochi danni, ma molto spavento a chi lo ha visto sopra la sua testa)  per raccontarvi con parole ed IMMAGINI, cosa si prova a sentir passare un tornado vicino casa!

Mercoledi’ mattina io e Paolo come al solito siamo usciti alle 7.35 da casa, per andare a scuola.

Tutto era uguale agli altri giorni, ma una cosa diversa si notava subito: la temperatura piuttosto sopra la media e le nuvole che viaggiavano velocissime nel cielo.

Ma tutto sembrava tranquillo.

Tutta la mattina c’era stato un bel sole ed un piacevole calduccio.

Ma verso le 11.30 la TV, le radio ed internet, hanno iniziato a diramare la notizia che ci sarebbe stato un tornado watching dalle 12.30.

Il tornado watching e’ la fase in cui c’e’ la possibilita’ che si formi un tornado. In pratica il tornado non c’e’, ma si potrebbe formare da un momento all’altro. 

A tornado watch is issued when weather conditions are favorable for severe thunderstorms to produce tornadoes in and close to the watch area. Since any thunderstorm capable of producing a tornado is defined as severe, a tornado watch is also automatically a severe thunderstorm watch. In most cases, the potential exists for large hail and/or damaging winds in addition to the tornadoes.

A tornado watch must not be confused with a tornado warning: a watch does not imply that the severe weather is actually occurring, only that conditions have created a significant risk for it. If severe weather actually does occur, a tornado warning or severe thunderstorm warning will be issued.

Le scuole chiudevano alle 12.30 e siamo andati a prendere i bambini per portarli a casa.

Da casa abbiamo iniziato a guardare le TV, che passo passo dava tutte le informazioni sull’evolversi della situazione.

Il tornado e’ passato dalla fase watching a quella warning, quella in cui il tornado si e’ formato.

A tornado warning (SAME code: TOR) is an alert issued by government weather services to warn that tornadoes may be imminent. It can be issued after a tornado or funnel cloud has been spotted by eye, or more commonly if there are radar indications of tornado formation. When this happens, the tornado sirensmay start going off in that area, letting people know that a tornado was seen or is forming nearby. Issuance of a tornado warning indicates that residents should take immediate safety precautions. 

Questo e’ quello che si legge sui siti di weather forecasts, quando vine emesso un tonrado warning:

BULLETIN – EAS ACTIVATION REQUESTED

TORNADO WARNING

NATIONAL WEATHER SERVICE DODGE CITY KS

919 PM CDT FRI MAY 4 2007 

THE NATIONAL WEATHER SERVICE IN DODGE CITY HAS ISSUED A 

* TORNADO WARNING FOR…

  KIOWA COUNTY IN SOUTH CENTRAL KANSAS. 

* UNTIL 1000 PM CDT 

* AT 917 PM CDT…NATIONAL WEATHER SERVICE METEOROLOGISTS WERE

  TRACKING A CONFIRMED LARGE AND EXTREMELY DANGEROUS TORNADO 14 MILES

  SOUTH OF GREENSBURG…OR 11 MILES NORTHWEST OF WILMORE…MOVING

  NORTHEAST AT 25 MPH. 

* LOCATIONS IMPACTED INCLUDE…

  GREENSBURG…

  RURAL RESIDENCES OF EASTERN KIOWA COUNTY. 

THIS INCLUDES HIGHWAY 54 BETWEEN MILE MARKERS 105 AND 115. 

THIS STORM HAS A HISTORY OF PRODUCING TORNADOES CAUSING DAMAGE! 

THE SAFEST PLACE TO BE DURING A TORNADO IS IN A BASEMENT. IF IN A

MOBILE HOME…EVACUATE TO A SUBSTANTIAL STRUCTURE. GET UNDER A

WORKBENCH OR OTHER PIECE OF STURDY FURNITURE. IF NO BASEMENT IS

AVAILABLE…SEEK SHELTER ON THE LOWEST FLOOR OF THE BUILDING IN AN

INTERIOR HALLWAY OR ROOM SUCH AS A CLOSET. USE BLANKETS OR PILLOWS TO

COVER YOUR BODY AND ALWAYS STAY AWAY FROM WINDOWS. 

THIS IS AN EXTREMELY DANGEROUS AND LIFE THREATENING SITUATION. A

LARGE TORNADO HAS BEEN CONFIRMED!. IF YOU ARE IN THE PATH OF THIS

DESTRUCTIVE TORNADO…TAKE COVER IMMEDIATELY IN A BASEMENT OR OTHER

UNDERGROUND SHELTER AND GET UNDER SOMETHING STURDY. 

THIS WARNING REPLACES THE PREVIOUS WARNING ISSUED FOR SOUTHERN

KIOWA COUNTY. 

LAT…LON 3743 9942 3738 9932 3760 9901 3764 9936

Le informazioni che si possono ascoltare e vedere dalla TV (ma anche  alla radio e via internet) sono dettagliatissime, danno ora e strada in cui passera’ il tornado.

Ecco cosa raccontava la TV durante il tornado:


 

COn queste informazioni dettagliate ci si puo’ regolare sul da farsi.

A mio avviso non bisogna uscire mai, a meno che il tornado non passi proprio sopra la tua casa!

Ma anche in quel caso, non so se uscire con la macchina per allontanarsi sia la cosa migliore!

Sarebbe utile uno shelter interrato per ripararsi dal tornado, ma gli americani non sentono l’esigenza di tale riparo/sicurezza.

Loro si affidano alla tecnolgia ed al destino (credono nel fato divino).

Dato che molti dall’Italia mi chiedono notizie su cosa si vede in TV, durante il tornado, e cosa si prova a vedere un tornado dal vivo, ecco sotto alcuni video girati durante il tornado.

Voglio precisare che il tornado ha avuto un touchdown ad un Km da casa nostra, ma i danni alle persone non ci sono stati (solo a qualche casa, ma neanche troppo).

In questo video si puo’ sentire bene il vento prima del tornado.

 

In quest’altro si vede la formazione del funnel cloud.

 

L’ultimo e’ relativo al tornado di GEnnaio 2010, ben piu’ distruttivo!

JACK DANIEL’S 22nd WORLD CHAMPIONSHIP INVITATIONAL BBQ

Posted in Fiere-Feste-Musei, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 26 ottobre 2010

 

JACK DANIEL’S 22nd WORLD CAHMPIONSHIP INVITATIONAL BBQ

 

Sabato scorso, in barba a tutti i programmi (partita di calcio di Paolo la mattina e festa di una amica di Paolo il pomeriggio), siamo andati al festival mondiale del BBQ!

Si svolgeva in una piccola cittadina del Tennessee (Lynchburg, ad 1 ora e mezza di macchina da Huntsville), dove c’e’ anche la famosa fabbrica di whiskey Jack Daniel,

 

E colmo dei colmi, sotto il portico della fabbrica, si beveva the e Coca Cola!!

Questo perche’ la Contea di Lynchburg e’ una Contea secca!!

Cioe’ dove non si possono bere alcolici!!

Un po come se in Calabria non si potesse mangiare salame piccante, in Sardegna non si potesse bere il Mirto od a Torino non si potesse mangiare la bagna cauda!!

Anche qui come alla Flidders Convention si vendevano gli hot cobbler.

L’altra volta non li avevo fotografati, questa volta si!

Gli hot cobbler sono una specie di dolce , fatto con frutta, burro, zucchero e latte + cannella.

La ricetta ve la riporto sotto, ma la cosa bella e’ che la mistura finale si cucina sotto questi grossi pentoloni, con sopra dei sassi arroventati!

Questo sotto e’ il risultato finale dell’hot cobbler. Si puo’ avere di vari gusti, mela, pesche,mirtilli, ciliegia o misto!

E sopra ci si mette di solito gelato e panna!

Ma se ne mangiate troppo diventate come il signore nella foto!!

Fruit Cobbler Recipe

Old fashioned fruit cobbler is the perfect dessert for a hot pot roast dinner or cold chicken and potato salad. It is wonderfully soothing and comforting also when you have had a spicy meal. Choose any fruit or any mixture of fruit for your recipe. Serve warm or room temperature. I like this best when it first comes out of the oven. It’s hard to wait for the fruit to cool just enough to eat. Great the next day for breakfast too. The best thing about homemade fruit cobbler’s is that they are not glutinous.

My favorite fruit for cobbler and pid is the blackberry, they used to be hard to come by in supermarkets and when found were quite pricey. Now are seen seen for a short time and the prices are reasonable. For me there is nothing like blackberry cobbler, although blueberry cobbler is a real close second.

Ingredients

1/2 cup butter
2 cups self-rising flour
2 cups white sugar
2 cups milk
3 1/2 cups fruit*

Directions

Preheat oven to 350 degrees.

Once oven temperature is reached melt butter in a 9×13 inch baking pan.

In a medium bowl stir together the flour, sugar and milk; batter will be slightly lumpy. Pour mixture on top of melted butter in baking pan. Do not mix butter and mixture together. Drop fruit into batter. Stir and pour into buttered baking pan. Use less fruit if you want more crust to the cobbler. Bake cobbler in preheated oven for one hour or until golden brown. Good with a scoop of ice cream. Take care if like me you cannot wait for the cobbler to cool, know that bubbling hot ftuit is painful.

______
Peach*
Apple*
Pear*
Blueberry*
Blackberry*

Hint
*If using peaches, apples or pears, core or seed and cut in thin slices. 

Questa volta non lo abbiamo mangiato (il piatto di hot cobler), dato che volevamo assaggiare il BBQ.

La fiera era frequentata da migliaia di motociclisti (infatti i parcheggi straripavano di Harley Davidson) in classica tenuta di pelle nera, come la coppia di sotto.

Prima di entrare nella fiera vera e propria, uno stacco di musica del Tennessee (Banjo, chitarra e violino).


 

E finalmente l’entrata del campionato mondiale del BBQ! 

Unica pecca della fiera era la mancanza assoluta di alcolici (vino e birra in primis)!

Mangiare della carne cotta al BBQ, con le salse piu’ strane, pasteggiando a the o coca Cola, e’ un vero delitto!!

Questi sotto facevano la fila per prendere della soda o delle bevande dolciastre a base di radici, invece di un bel boccale di birra ghiacciata!!

Per fermare l’appetito (si fa per dire!) dei bambini, ho comprato due panini con salsiccia italiana, vermente ottimi ed abbondanti!

Sara neanche lo ha guardato, mentre Paolo lo ha mangiato quasi tutto! 

 

E quando meno te lo aspetti, ecco che compaiono i Marines!!

Con un semplice stand si facevano pubblicita’ e cercavano adepti!

 

I giovani aspiranti facevano un test alla sbarra e se lo superavano gli veniva proposto di provare ad arruolarsi nei Marines, con tanto di firma su in documento!

Di fronte ai Marines, non poteva che esserci uno stand dell’Esercito americano, che si faceva pubblicita’, in cerca di volontari!!

Il toro meccanico, non puo’ mancare in una fiera americana!

Prima di addentrarci nel BBQ’s world, ci siamo fermati in una specie di fattoria, approntata per la fiera. C’erano molti animali, balle di fieno e selle da cavalcare (senza cavalli!).

Di sotto Paolo e Sara, che provano a cavalcare senza cavallo.

E poi sulla balla di fieno.

 

Ma bando alle ciancie, ed entriamo nel regno del BBQ.

Di sotto il capannone dove si svolgeva la competizione vera e propria.

Nel capannone una serie di giudici giudicava i migliori piatti, secondo una scaletta ben precisa. Si eleggevano i campioni del 2010 in varie categorie.

Avevamo notato che ogni tanto si vedevano tre persone che da un accampamento vicino, correvano con un piatto in mano (richiuso in una borsa termica). Quello davanti si faceva spazio tra la folla, per facilitare il passaggio di quello centrale che portava il piatto, il terzo dietro non so cosa facesse!!).

Questi piatti venivano direttamente da uno dei tanti concorrenti, che aveva posizionato il suo BBQ (+ camper, tenda  o roulotte) in una zona vicina al capannone.

Allora invece di vedere la gara, che non aveva senso a mio avviso vedere, siamo andati in questa zona.

Ed abbiamo fatto benissimo, perche’ ognuno dei concorrenti che sfornava un piatto, regalava ai visitatori della fiera la gran parte di cucinato che non andava ai giudici!!

E di concorrenti ce ne erano almeno 40!!

Insomma piano piano, concorrente per concorrente, abbiamo iniziato ad assaggiare le varie specialita’ che sfornavano, gratis!

Non c’e’ stato piatto che non abbiamo gradito, porco, brisquet, costolette ….. con i sughi piu’ strani e buoni. Si andava dal piccante al dolciastro, ma sempre gusti ottimi!

Eccomi sotto a gustare delle costolette con salsa dolciastra da paura!

Le mani dicevano quanto era buona e  condita la costoletta,

cosi’ come la bocca di Sara!!

Ecco sotto come i concorrenti lasciavano il piatto, per chi lo voleva assaggiare. Loro non davano ne piatti ne forchette, li dovevi avere tu, o facevi come qualcuno che mangiava con le mani!

Dopo il giro dei concorrenti,  panza piena e mani unte!!

Allora subito a alvarsi nel bagno campale attrezzato all’uopo.

Concluso il tour fuori programma, che molti visitatori della fiera non hanno neanche visto, dato che non era ben chiaro se si potesse entrare o meno, ci siamo ributtai nella bancarelle classiche della fiera e Sara ha sfoderato il suo perfetto inglese, per chiedere alla signora una assaggio di pelle di porco fritta al BBQ!!

Eccola fiera del suo scalpo!

Per i patiti del BBQ, queste due foto sono un must (queste braciole erano state cucinate dal vincitore dell’anno scorso)!!

I colori della foto non sono stati ritoccati, ma erano quelli originali!!

E per finire le ribbon fries: le patate fritte a fiocco!!

Come fa intuire Sara, una vera leccornia!!

C’erano anche “li  tutoli alla vrace” ( che per i non marchigiani sono le pannocchie alla brace), “con lu vurro” (con il burro).

Mentre stavamo andando via abbiamo visto questa asta di dolci, a scopi beneifici.

Ecco un breve filmato che ritrae il maestro d’asta. Un vero e proprio spettacolo!


 

Tornando verso la macchina abbiamo fatto in tempo a vedere questi scorci di natura del Tennessee.

Il sole oramai si velava di nuvole, quando noi abbiamo lasciato il Tennessee!! 

Puo’ succedere anche questo in USA!!

Posted in Uncategorized by quattrovecchiinamerica on 24 ottobre 2010

 

 

Puo’ succedere anche questo in USA!! 

 

Io spesso narro di un paese (gli USA) dove si vive bene e dove quasi tutto funziona bene.

In poche parole un paese “customer oriented”!

Naturalmente non tutto puo’ essere perfetto (e quello che non va bene, lo ho di volta in volta evidenziato), e il post di oggi ne e’ una dimostrazione!

L’argomento di oggi e’ la clinica pediatrica presso cui noi ci serviamo, o meglio presso la quale ci servivamo!!

Qui in Alabama (ed in USA) non esiste come da noi la figura del pediatra con il suo proprio studio.

La maggiorparte dei pediatri si riunisce in cliniche pediatriche, in cui lavorano circa 5 o 5 pediatri (+ svariate infermiere e molte impiegate al front desk).

La clinica esegue anche le basilari analisi di routine (tipo tamponi, analisi del sangue, vaccini …) e da i risultati per telefono, in uno o due giorni al massimo.

Questo senza fare nessuno sforzo, si fa tutto li dentro!!

Inoltre di solito hanno due sale di aspetto separate (distanti le une dalle altre). In una stazionano i bimbi in attesa di una vista normale (le “well visit”), nell’altra ci sono i bambini che hanno una emergenza (tipo febbre, mal di stomaco …….).

Le visite di emergenza si fissano il giorno stesso in cui il bambino sta male, e la clinica garantisce al bambino la vista nel giorno stesso (dato che i pediatri sono tanti ed uno di solito e’ dedicato alle visite di urgenza, chiamate “some day appointament”).

Qui mi fermo e vi faccio vedere un po di foto, prese a caso, di alcune sale di aspetto di cliniche pediatriche sparse per gli USA.

Nulla e’ lasciato al bianco e nero, ed allora ecco il controsoffitto allegro e decorato.

Anche le reception sono dipinte e colorate,

cosi’ come le sale d’aspetto piene di disegni,

colori,

e giochi!!!

Cosa non avrei pagato per andare dal dottore e giocare con qualche cosa che non fosse stata una rivista vecchia di 2 anni!!

Poi mi chiedo: come mai negli studi dei dottori italiani di base, ma sopratutto quelli privati (dove si pagano fior di Euro), hanno solo 2 riviste e vecchie (per 30 pazienti) di almeno un anno!!

Non hanno i soldi per pagarsi un abbonamento a 3-4 riviste, dato che poi i soldi sono i nostri??!!

Anche le sale di visita tendono ad essere allegre e con riferimenti legati ad i giochi.

Insomma tutto il contrario di quello che sperimentiamo noi nei nostri studi pediatrici italiani: sedie da metropolitana, con colori che metterebbero tristezza anche ad un clown e giornali vecchi e stravecchi!!

Anche se per la verita’ i pediatri italiani piu’ giovani, stanno cercando di rendere gli studi piu’ a portata di bambino.

Piu’ colorati, piu’ allegri e con qualche gioco.

Ma siamo ancora lontani dagli studi americani!

Mi ricordo che per andare dal pediatra di base a Roma, bisognava chiamare tanto tempo prima, l’appuntamento non era mai per lo stesso giorno e quando si andava nel suo studio, ci si trovava di fronte un muro umano di bambini malati e sani (ed anche di adulti malati, dato che certi studi hanno la commistione adulti piccoli insieme), mischiati nella stessa stanza.

Cosi se si va sani si puo’ uscire con un “virussetto” gratis.

Per non parlare se poi si ha bisogno di analisi!

Pochi studi medici italiani le fa in loco e bisogna andare alle ASL o per risparmiare tempo in laboratori privati, pagando di tasca propria!!

Torniamo alla nostra clinica, vicinissima a casa, e che fino a qualche mese fa era perfetta. Pulita, nessuna fila da fare al momento dell’appuntamento, infermiere gentili e professionali e medici cordiali e bravi (tranne il nostro, troppo giovane, presuntuoso ed inesperto!!).

Ma gia’ da qualche mese il nostro medico aveva iniziato a metterci il bastone di traverso.

Infatti per i vaccini dei bambini, noi usavamo la clinica militare dell’Arsenale, piu’ professionale (infatti si fanno centinaia di vaccini al giorno) e sopratutto gratis per noi militari e familiari!

Lo scorso Agosto il nostro dottore aveva inviato una lettera all’ospedale militare, nella quale non dava il suo permesso per la somministrazione dei vaccini alla clinica!

Questo mi aveva fatto molto arrabbiare, dato che a mio parere limitava molto la mia liberta’ di scelta, sopratutto perche’ dietro c’era una logica di guadagno e non medica!

Infatti i vaccini alla clinica militari erano gratis, mentre quelli nella clinica pediatrica erano a pagamento.

Ho cercato di oppormi, ma non ci sono riuscito ed ho dovuto fare i vaccini ai bambini per forza nella clinica!

Gia’ questa forzatura (oltre alla poca fiducia nel nostro medico) mi aveva fatto pensare di cambiare clinica. Ma poi dato che dobbiamo stare solo un altro anno in USA, “ob torto collo”, avevo abbozzato!

Le incomprensioni sono poi continuate con la richiesta del dottore di far eseguire a Sara dei vaccini, che non sono obbligatori in Italia.

Questa richiesta me la aveva fatta piu’ volte in questi due anni, ma io gli avevo sempre chiesto garanzie mediche su questi vaccini in piu’, che lui non mi aveva mai dato!

Infatti voleva fargli fare il quarto richiamo di DTaP ed IPV (che in Italia non sono previsti all’eta’ di Sara). Io gli chiedevo solamente di capire se le tre dosi italiane erano comparabili con le quattro americane, e se c’era bisogno di fare vaccini della stessa marca!

Insomma domande che un normale padre di famiglia, non medico, si pone.

Lui non mi ha mai risposto chiaramente e mi ha sempre detto che qui in USA questi vaccini sono obbligatori e basta!

Io ho cercato di fargli capire che il piano vaccinale USA va bene per i bambini che vivono in USA, ma quelli che provengono da altre nazioni hanno piani vaccinali diversi e marche di vaccini diversi, quindi ci sarebbe bisogno di una valutazione medica piu’ approfondita.

Ma lui mi ha sempre negato un commento medico, ripetendo a pappardella che queste sono le raccomandazioni del CDC (Child Develpoment Center).

La sua richiesta si e’ ripetuta quasi ogni volta che ci vedevamo nel suo studio, fino a che a Luglio mi ha detto che se Sara non avesse fatto i vaccini da lui richiesti entro il 3 Agosto (chissa’ mai per quale motivo il 3 Agosto e non il primo o il 15 o il 30!), lui avrebbe dismesso Sara dalla clinica.

Anche questo mi aveva fatto arrabbiare non poco. Allora ad Agosto gli ho inviato una certified mail (lettera con ricevuta di ritorno) nella quale gli ho esposto per iscritto tutti i miei dubbi ed alla quale chiedevo una sua risposta medica, per iscritto.

 

Lui mi ha risposto dopo qualche giorno (con lettera non certified), nella quale mi diceva sempre la stessa cosa: “Sara deve fare quei vaccini, perche’ in USA sono obbligatori, altrimenti verra’ dismessa dalla clinica”. Nessuna spiegazione medica sul paragone dei vaccini italiani con quelli americani e sulla compatibilita’ dei marchi farmaceutici dei vaccini da somministrare!!

Dato che la lettera non era certificate io potevo non averla ricevuta, ed allora ho fatto finto di non averla ricevuta.

Non ho risposto e non ho chiamato piu’ la clinica fino a ieri.

Nel frattempo avevo provveduto ad iscrivere i bambini ad un’altra clinica pediatrica ed anche ad un pediatra che lavora presso l’ospedale militare. In questo modo per qualunque problema iu ragazzi erano coperti (almeno da due dottori + il nostro vecchio dottore).

Ieri Paolo (che era assolutamente fuori da questa diatribe vaccinali) aveva un appuntamento di routine (quello che loro fanno ogni anno ad i bambini iscritti presso la clinica). Di solito la clinca il giorno prima chiama per avere confrma dell’appuntamento.

Pero’ nessuno mi aveva chiamato (e la cosa mi aveva fatto pensare).

Ho chiamato in clinica per confermare l’appuntamento e le infermiere non riuscivano a darmi la conferma.

Ho chiesto allora di parlare con il dottore, ma non me lo hanno passato.

Ala fine ho parlato con il supervisore del front desk (una che non capisce nulla di medicina e tanto meno di rapporti con i clienti!!), la quale mi ha detto che l’appuntamento di Paolo era stato cancellato dal dottore in quanto non aveva piu’ piacere di vedere la nostra famiglia!!!

Gia’ la supervisor mi stave sulle palle non poco, allora le ho chiesto il motivo per cui era stato cancellato l’appuntamento di Paolo, dato che lui aveva tutto a posto.

E lei mi ha confermato che il dottore non aveva piu’ “VOGLIA” di avere rapporti con la nostra famiglia!

Con il sangue agli occhi le ho detto che li avrei denunciati, dato che non avevo ricevuto nessuna certified mail dalla clinica, e non potevano permettersi di dismettere dei pazienti, senza fargli sapere nulla (lasciandoli senza copertura medica, in caso di emergenza).

Allora la simpaticona mi ha garantito che avrei ricevuto a giorni una certified mail, nella quale verra’ certificata l’avvenuta dismissione dalla clinica dei ragazzi e che comunque la clinica garantira’ i servizi sanitari per un mese (tempo necessario per trovarsi un altro studio medico).

Lettera ricevuta Sabato mattina!!

A me non dispiace affatto di cambiare clinica, tanto che la avevo cambiata con due mesi di anticipo, ma in USA puo’ succedere anche questo.

Essere dismesso da una clinica, pur non avendo fatto nulla (nel caso di Paolo), e senza sapere nulla di ufficiale!!

Per non parlare della pochissima professionalita’ del pediatra ad affrontare un caso medico, di certo non impossibile da affrontare (comparazione tra vaccini effettuati in paesi diversi), apportando alla causa una sola risposta: questi sono i vaccini obbligatori e questi bisogna fare!!

Insomma uno dei limiti di questo paese: una volta che c’e’ una regola nessuno si chiede se e’ universalmente applicabile.

Quando ci sono delle eccezioni alla regola nessuno ha la capacita’ e la voglia di confrontarsi con l’evento “diverso”, appiattendosi e coprendosi all’ombra del fatto che esiste una regola, alla quale nessuno ha l’intelligenza di confrontarsi!!

A volte mi chiedo se questo e’ il principale limite di questo paese o LA SUA FORZA!!!