4 vecchi in america

Puo’ succedere anche questo in USA!!

Posted in Uncategorized by quattrovecchiinamerica on 24 ottobre 2010

 

 

Puo’ succedere anche questo in USA!! 

 

Io spesso narro di un paese (gli USA) dove si vive bene e dove quasi tutto funziona bene.

In poche parole un paese “customer oriented”!

Naturalmente non tutto puo’ essere perfetto (e quello che non va bene, lo ho di volta in volta evidenziato), e il post di oggi ne e’ una dimostrazione!

L’argomento di oggi e’ la clinica pediatrica presso cui noi ci serviamo, o meglio presso la quale ci servivamo!!

Qui in Alabama (ed in USA) non esiste come da noi la figura del pediatra con il suo proprio studio.

La maggiorparte dei pediatri si riunisce in cliniche pediatriche, in cui lavorano circa 5 o 5 pediatri (+ svariate infermiere e molte impiegate al front desk).

La clinica esegue anche le basilari analisi di routine (tipo tamponi, analisi del sangue, vaccini …) e da i risultati per telefono, in uno o due giorni al massimo.

Questo senza fare nessuno sforzo, si fa tutto li dentro!!

Inoltre di solito hanno due sale di aspetto separate (distanti le une dalle altre). In una stazionano i bimbi in attesa di una vista normale (le “well visit”), nell’altra ci sono i bambini che hanno una emergenza (tipo febbre, mal di stomaco …….).

Le visite di emergenza si fissano il giorno stesso in cui il bambino sta male, e la clinica garantisce al bambino la vista nel giorno stesso (dato che i pediatri sono tanti ed uno di solito e’ dedicato alle visite di urgenza, chiamate “some day appointament”).

Qui mi fermo e vi faccio vedere un po di foto, prese a caso, di alcune sale di aspetto di cliniche pediatriche sparse per gli USA.

Nulla e’ lasciato al bianco e nero, ed allora ecco il controsoffitto allegro e decorato.

Anche le reception sono dipinte e colorate,

cosi’ come le sale d’aspetto piene di disegni,

colori,

e giochi!!!

Cosa non avrei pagato per andare dal dottore e giocare con qualche cosa che non fosse stata una rivista vecchia di 2 anni!!

Poi mi chiedo: come mai negli studi dei dottori italiani di base, ma sopratutto quelli privati (dove si pagano fior di Euro), hanno solo 2 riviste e vecchie (per 30 pazienti) di almeno un anno!!

Non hanno i soldi per pagarsi un abbonamento a 3-4 riviste, dato che poi i soldi sono i nostri??!!

Anche le sale di visita tendono ad essere allegre e con riferimenti legati ad i giochi.

Insomma tutto il contrario di quello che sperimentiamo noi nei nostri studi pediatrici italiani: sedie da metropolitana, con colori che metterebbero tristezza anche ad un clown e giornali vecchi e stravecchi!!

Anche se per la verita’ i pediatri italiani piu’ giovani, stanno cercando di rendere gli studi piu’ a portata di bambino.

Piu’ colorati, piu’ allegri e con qualche gioco.

Ma siamo ancora lontani dagli studi americani!

Mi ricordo che per andare dal pediatra di base a Roma, bisognava chiamare tanto tempo prima, l’appuntamento non era mai per lo stesso giorno e quando si andava nel suo studio, ci si trovava di fronte un muro umano di bambini malati e sani (ed anche di adulti malati, dato che certi studi hanno la commistione adulti piccoli insieme), mischiati nella stessa stanza.

Cosi se si va sani si puo’ uscire con un “virussetto” gratis.

Per non parlare se poi si ha bisogno di analisi!

Pochi studi medici italiani le fa in loco e bisogna andare alle ASL o per risparmiare tempo in laboratori privati, pagando di tasca propria!!

Torniamo alla nostra clinica, vicinissima a casa, e che fino a qualche mese fa era perfetta. Pulita, nessuna fila da fare al momento dell’appuntamento, infermiere gentili e professionali e medici cordiali e bravi (tranne il nostro, troppo giovane, presuntuoso ed inesperto!!).

Ma gia’ da qualche mese il nostro medico aveva iniziato a metterci il bastone di traverso.

Infatti per i vaccini dei bambini, noi usavamo la clinica militare dell’Arsenale, piu’ professionale (infatti si fanno centinaia di vaccini al giorno) e sopratutto gratis per noi militari e familiari!

Lo scorso Agosto il nostro dottore aveva inviato una lettera all’ospedale militare, nella quale non dava il suo permesso per la somministrazione dei vaccini alla clinica!

Questo mi aveva fatto molto arrabbiare, dato che a mio parere limitava molto la mia liberta’ di scelta, sopratutto perche’ dietro c’era una logica di guadagno e non medica!

Infatti i vaccini alla clinica militari erano gratis, mentre quelli nella clinica pediatrica erano a pagamento.

Ho cercato di oppormi, ma non ci sono riuscito ed ho dovuto fare i vaccini ai bambini per forza nella clinica!

Gia’ questa forzatura (oltre alla poca fiducia nel nostro medico) mi aveva fatto pensare di cambiare clinica. Ma poi dato che dobbiamo stare solo un altro anno in USA, “ob torto collo”, avevo abbozzato!

Le incomprensioni sono poi continuate con la richiesta del dottore di far eseguire a Sara dei vaccini, che non sono obbligatori in Italia.

Questa richiesta me la aveva fatta piu’ volte in questi due anni, ma io gli avevo sempre chiesto garanzie mediche su questi vaccini in piu’, che lui non mi aveva mai dato!

Infatti voleva fargli fare il quarto richiamo di DTaP ed IPV (che in Italia non sono previsti all’eta’ di Sara). Io gli chiedevo solamente di capire se le tre dosi italiane erano comparabili con le quattro americane, e se c’era bisogno di fare vaccini della stessa marca!

Insomma domande che un normale padre di famiglia, non medico, si pone.

Lui non mi ha mai risposto chiaramente e mi ha sempre detto che qui in USA questi vaccini sono obbligatori e basta!

Io ho cercato di fargli capire che il piano vaccinale USA va bene per i bambini che vivono in USA, ma quelli che provengono da altre nazioni hanno piani vaccinali diversi e marche di vaccini diversi, quindi ci sarebbe bisogno di una valutazione medica piu’ approfondita.

Ma lui mi ha sempre negato un commento medico, ripetendo a pappardella che queste sono le raccomandazioni del CDC (Child Develpoment Center).

La sua richiesta si e’ ripetuta quasi ogni volta che ci vedevamo nel suo studio, fino a che a Luglio mi ha detto che se Sara non avesse fatto i vaccini da lui richiesti entro il 3 Agosto (chissa’ mai per quale motivo il 3 Agosto e non il primo o il 15 o il 30!), lui avrebbe dismesso Sara dalla clinica.

Anche questo mi aveva fatto arrabbiare non poco. Allora ad Agosto gli ho inviato una certified mail (lettera con ricevuta di ritorno) nella quale gli ho esposto per iscritto tutti i miei dubbi ed alla quale chiedevo una sua risposta medica, per iscritto.

 

Lui mi ha risposto dopo qualche giorno (con lettera non certified), nella quale mi diceva sempre la stessa cosa: “Sara deve fare quei vaccini, perche’ in USA sono obbligatori, altrimenti verra’ dismessa dalla clinica”. Nessuna spiegazione medica sul paragone dei vaccini italiani con quelli americani e sulla compatibilita’ dei marchi farmaceutici dei vaccini da somministrare!!

Dato che la lettera non era certificate io potevo non averla ricevuta, ed allora ho fatto finto di non averla ricevuta.

Non ho risposto e non ho chiamato piu’ la clinica fino a ieri.

Nel frattempo avevo provveduto ad iscrivere i bambini ad un’altra clinica pediatrica ed anche ad un pediatra che lavora presso l’ospedale militare. In questo modo per qualunque problema iu ragazzi erano coperti (almeno da due dottori + il nostro vecchio dottore).

Ieri Paolo (che era assolutamente fuori da questa diatribe vaccinali) aveva un appuntamento di routine (quello che loro fanno ogni anno ad i bambini iscritti presso la clinica). Di solito la clinca il giorno prima chiama per avere confrma dell’appuntamento.

Pero’ nessuno mi aveva chiamato (e la cosa mi aveva fatto pensare).

Ho chiamato in clinica per confermare l’appuntamento e le infermiere non riuscivano a darmi la conferma.

Ho chiesto allora di parlare con il dottore, ma non me lo hanno passato.

Ala fine ho parlato con il supervisore del front desk (una che non capisce nulla di medicina e tanto meno di rapporti con i clienti!!), la quale mi ha detto che l’appuntamento di Paolo era stato cancellato dal dottore in quanto non aveva piu’ piacere di vedere la nostra famiglia!!!

Gia’ la supervisor mi stave sulle palle non poco, allora le ho chiesto il motivo per cui era stato cancellato l’appuntamento di Paolo, dato che lui aveva tutto a posto.

E lei mi ha confermato che il dottore non aveva piu’ “VOGLIA” di avere rapporti con la nostra famiglia!

Con il sangue agli occhi le ho detto che li avrei denunciati, dato che non avevo ricevuto nessuna certified mail dalla clinica, e non potevano permettersi di dismettere dei pazienti, senza fargli sapere nulla (lasciandoli senza copertura medica, in caso di emergenza).

Allora la simpaticona mi ha garantito che avrei ricevuto a giorni una certified mail, nella quale verra’ certificata l’avvenuta dismissione dalla clinica dei ragazzi e che comunque la clinica garantira’ i servizi sanitari per un mese (tempo necessario per trovarsi un altro studio medico).

Lettera ricevuta Sabato mattina!!

A me non dispiace affatto di cambiare clinica, tanto che la avevo cambiata con due mesi di anticipo, ma in USA puo’ succedere anche questo.

Essere dismesso da una clinica, pur non avendo fatto nulla (nel caso di Paolo), e senza sapere nulla di ufficiale!!

Per non parlare della pochissima professionalita’ del pediatra ad affrontare un caso medico, di certo non impossibile da affrontare (comparazione tra vaccini effettuati in paesi diversi), apportando alla causa una sola risposta: questi sono i vaccini obbligatori e questi bisogna fare!!

Insomma uno dei limiti di questo paese: una volta che c’e’ una regola nessuno si chiede se e’ universalmente applicabile.

Quando ci sono delle eccezioni alla regola nessuno ha la capacita’ e la voglia di confrontarsi con l’evento “diverso”, appiattendosi e coprendosi all’ombra del fatto che esiste una regola, alla quale nessuno ha l’intelligenza di confrontarsi!!

A volte mi chiedo se questo e’ il principale limite di questo paese o LA SUA FORZA!!!

10 Risposte

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  1. Emanuele said, on 25 ottobre 2010 at 1:26 am

    Ciao Ezio, alla fine l’estro Italico ha fatto le sue vittime!! Già da un pó leggendo i tuoi post avevo capito che li negli Usa se una cosa non è prevista non esiste, mica come da noi dove la speranza sta proprio nell’imprevisto! Come sai ho un bambino di un anno (come vola il tempo) e quindi ho anche io a che fare con i pediatri. A noi ne era stato assegnato uno che non ci convinceva ( il paese è piccolo e la gente mormora )e così abbiamo messo su un bel pastrocchietto italico e siamo riusciti a farcene assegnare un’altra che godeva di migliore fama.
    Devo dire di essere soddisfatto della scelta per il momento, visite di routine programmate per tempo da lei, orari delle vite abbastanza rispettati ed in caso di necessità extra visite il giorno stesso, dopo poche ore dalla chiamata. Sono sempre più convinto che la differenza la facciano le persone, in tutte le categorie.
    Come sai poi sono anche molto a contatto con medici in generale e anche io più volte ho parlato dello squallore delle sale di attesa, il fatto è che purtroppo qui da noi ci sono solo le riviste vecchie perché quelle nuove se le frega qualcuno, e così dopo un pó a chiunque passa la voglia di ricomprarle ad libitum.
    Mi piace molto il fatto delle due sale d’attesa per “sani e malati” e mi piacerebbe riuscire ad apolicarla in futuro, per il resto parlando di ambulatori di medicina generale, nella mia esperienza ho visto che in buon 60/70% dell’itenza si presenta solo per avere le ricette di una terapia cronica (ipertensione, ipercolesterolemia etc) perciò molte operazioni si potrebbero pianificare con un notevolissimo risparmio di tempo sia per il medico che i pazienti. Mi piacerebbe riuscire ad avere un ambulatorio perfettamente funzionante ed organizzato e non è detto che non ci riesca. Ciao alla prossima.

    • quattrovecchiinamerica said, on 25 ottobre 2010 at 10:41 am

      CIao Emanuele alla fine ha vinto la regola americana!! Ma non mi dispiace affatto aver cambiato clinica, dato che il dottore non era piu’ di nostra fiducia. Speriamo che il prossimo sia meno rigido e pi’ comprensivo! IL fatto che i nostri studi siano squallidi, io credo che sia n po per colpa di chi li gestisce, che non ha affatto in mente di approntare studi “piu’ allegri” ed un po perche’ da noi mancano gli spazi. Qui una nuova clinica la cosruiscono in 6 mesi ed e’ sempre una villetta singola, con parcheggio e spazio per tutto. Quindi e’ semplice per il progettista progetare degli spazi ad hoc per i pazienti. Da noi si affittano case e variare la pianta non e’ sempre possibile, oltre al fatto che pochi pensano ad una adattabilita’ di una casa a studio. Il fatto che molti pazienti si fregano i giornali, mi rattrista, ma purtroppo e’ vero!! Qui non esiste che qualcuno si freghi un qualche cosa (almeno per il 98 % delle persone). Se c’e’ una cosa la si usa, la si legge, ma non la si asporta!! Spero che il tuo futuro studio sia migliore e piu’ customer friendly di quelli che di solito visitamo in italia. IN bocca al lupo Ezio

  2. stefania said, on 25 ottobre 2010 at 2:29 am

    Hi Ezio.
    in my opinion the right solution is always in the middle,but does not seem to be in America.I belive that no nation is still perfect in any field…
    PS: But we can certainly say that Italy is falling apart!!!!
    Kiss Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 25 ottobre 2010 at 10:47 am

      HI STefy I don’t take care too much of what happend with my pediatric clinic. But this is what happen in USA if you don’t respect the rules!! You can kicked off from the clinic , even if you didn’t do anything!!!

      But if this is a weakness of the USA life style (having a look form the italin perspective), at the same time could be a strong point for the american society! Everyone have to respect the rules. No matter what is happening!! That is completely unacceptable from the italian society, accustomed to protest for everything!! Bye Ezui

  3. Valeria said, on 25 ottobre 2010 at 11:21 am

    Ciao Ezio!
    Complimenti per l’articolo, sempre interessante, come ci hai abituati.
    Sono rimasta molto colpita soprattutto dai colori delle sale d’aspetto: se ci pensiamo basta davvero poco per trasformare una squallida parete bianca in un muro colorato e attraente sia per i bambini e, perchè no, anche per i grandi!
    almeno per quanto riguarda gli ambulatori privati! al massimo qui si trovano poster e foto “tecniche” di tonsille, pancioni & co. … che tristezza!

    Per non parlare degli studi delle ASL, proprio stamattina ci sono stata per un controllo post operatorio della cataratta di mia nonna, e sono rimasta colpita dalle squallide mura grigie (di sporcizia soprattutto!), dai pavimenti in linoleum per lo più staccati (quindi si camminava sul cemento, a mo’ di tappeto), dai neon al 70% fulminati, quindi ambienti bui (tra l’altro pioveva, e non ti dico che ambiente cupo…) e sedie traballanti (le poche che ci sono, perchè si fregano anche quelle…)

    Purtroppo anche la sanità italiana non funziona a dovere, nè la pubblica, nè la privata (Tra l’altro, da qualche mese qui in Calabria si paga tutto, non ci sono più strutture convenzionate, a causa dei debiti immensi dovuti a soldi e finanziamenti che le amministrazioni hanno sperperato fin’ora).

    Mah!

    Cambiando argomento, vado a preparare un’ottima pizza fatta in casa, 100% italiana😉 Te ne offrirei una di gran cuore!
    un saluto a tutta la tua famiglia,
    Valeria

    • quattrovecchiinamerica said, on 25 ottobre 2010 at 12:39 pm

      Cara VAleria la situazione della sanita’ italiana e’ alla frutta, tranne forse per qualche eccezione! Spesso sento criticare la sanita’ americana, non sapendo neanche cosa sia la sanita’ americana. Qui e’ 1000 volte meglio di cio’ che purtroppo viviamo ogni giorno in Italia, come hai raccontato tu nella esperienza di oggi! Noi stiamo pagando anni di mala gestione della cosa pubblica, da cui tornare indietro non sara’ facile! Ogni volta che si va nelle nostre ASL si rimane sbalorditi, da tanta ignoranza, sporcizia e disorganizzazione! Se vuoi una cosa devi andare dai privati, e non sempre e’ meglio!! QUI , con tutte i limiti della Sanita’ americana (che sono nulla rispetto alla nostra!) tutto e’ facile , immediato, pulito e tutti hanno il sorriso sulla faccia! E per chi sta male, e’ un toccasana!! Invece di trovare le scorbutiche, presuntuose impiegate che purtroppo di solito troviamo nelle ASL (meno male che non sempre e’ cosi’!). Qui ora e’ l’ora di pranzo e mi stai facendo venire fame, con la tua pizza, che credo sara’ buonissima, come la maggiorparte della cucina calabrese! Io sono stato per anni in vacanza a Soverato, ed ho ancora amici li. SOno rimasto sbalordito dalla facilita’ con cui si puo’ fare amicizia in Calabria (se si e’ onesti nei rapporti personali) e dai piatti veraci e piccanti! Ciao Ezio

  4. Marco said, on 29 ottobre 2010 at 10:22 am

    Siamo sicuri che il dottore stava bene con la testa, oppure ce l’aveva proprio con voi?

    • quattrovecchiinamerica said, on 30 ottobre 2010 at 9:33 pm

      CAro MArco

      il dottore stava benissimo, dato che ragionava come gli hanno insegnato: senza pensare!!!

      E forse gli eravamo anche un po antipatici!!

      MA non ci sono problemi, lo abbiamo cambiato!!

      Ciao Ezio

  5. Coimbra said, on 12 settembre 2013 at 9:23 am

    Nel finale ti chiedi se questo accanirsi con le regole sia il loro limite o la loro forza… beh, non e’ altro che il rovescio della medaglia…

    La loro forza, cosi’ come quella di altri paesi che ci sono indiscutibilmente superiori come Germania, Regno unito, paesi scandinavi etc…) sta nell’organizzazione. Tutto e’ a prova di stupido, le regole sono facili e chiare, ogniuno sa quello che deve fare, la burocrazia e’ al minimo.

    Ma perche’ la cosa funzioni non ci devono essere casi particolari, perche’ il caso particolare porta alla deviazione delle regole od ad una serie di regole infinita per coprire tutti i casi particolari (e quindi la paralisi burocratica). La paralisi burocratica porta alle ricerche delle scorciatoie e quindi allo scambio di favori o peggio corruzione. Ovvero alla nostra penosa situazione.

    Noi abbiamo gli anticorpi e quindi un italiano in gamba in un paese occidentale come i sopracitati incontrera’ difficolta’ minime e verra’ probabilmente apprezzato per le grandi capacita’ di adattamento e di problem-solving. Ma gli americani questi anticorpi non li hanno quindi davanti al caso che non si uniforma alle regole non sanno cosa fare perche’ il loro spirito di iniziativa e’ limitato al dover stare dentro al set di regole che gli hanno insegnato a rispettare acriticamente fin da bambini cantando l’inno nazionale ad inizio lezioni di scuola.

    Ma in un mondo moderno, post-rivoluzione industriale e’ l’organizzazione che paga. L’individualismo nostrano non ha mai pagato per la massa ma solo per pochi eletti. Percio’ hanno ragione loro… ;-P

    • quattrovecchiinamerica said, on 24 settembre 2013 at 1:59 pm

      Caro Coimbra, tutto quello che dici e’ sacrosanto e lo capisce solo chi non ha vissuto in Italia!@

      Ciao Ezio


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