4 vecchi in america

PASSPORT CONTEST

Posted in Attivita' bambini, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 30 gennaio 2011

 

PASSPORT CONTEST

 

Venerdi’ scorso, come spesso accade, sono andato a scuola di Paolo per interrogare i bambini in geografia.

Non e’ che abbia cambiato lavoro, ma in USA i genitori (volenterosi) possono dare la loro disponibilita’ ad aiutare la scuola quando serve (gite scolastiche qui “field trip”, vendita di libri a scopo beneficienza, organizzazioni eventi e feste …..).

Io ho deciso di partecipare a questi eventi, sia per integrarmi di piu’ nella comunita’, ma sopratutto per vedere meglio la scuola da dentro, per osservare chi ci lavora e capire gli eventuali problemi della scuola, che da esterno non si possono percepire.

Allora ogni mese circa, mi chiamano per partecipare al famoso “passport contest”.

Il passport contest e’ un esame che tutti i bambini delle elementari sostengono ogni mese.

A seconda della classe, devono imparare 5-10-15-20 paesi del mondo e su di questi vengono interrogati.

La cosa strana e’ che la geografia NON VIENE INSEGNATA IN CLASSE, MA DAI GENITORI A CASA!!

Le prime volte che me lo raccontavano, non ci credevo, poi ho approfondito ed e’ effettivamente cosi’!!

La geografia alle elementari non e’ una materia di insegnamento, da parte delle maestre, ma viene demandata ai genitori!

Ogni mese ai bambini viene consegnata una mappa muta ed i paesi che debbono imparare (qui sotto la nostra, che mostra i segni del tempo e dello studio).

I genitori, che hanno voglia e tempo, insegnano ai bambini i paesi oggetto del test, ed il giorno del contest, su questi vengono interrogati.

Le mie impressioni, molto negative, sono le seguenti:

1)        Molti dei  paesi che i bambini devono imparare sono incredibilimente difficili, piccoli e poco significativi!

Ecco alcuni paesi che i bambini hanno dovuto imparare in questi mesi: Sao Tome and Principe, Tajikistan, Honduras, Panama, Monaco, Burkina Faso, Uganda, Cipro, Nicaragua, Antigua, Barbados …..

Sfido molti di voi a trovarli sulle carte, senza vedere su googlemap! 

 

2)        L’apprendimento dei bambini e’ meccanico. Cioe’ non c’e’ nessuna correlazione tra paese che si impara e tradizioni, cultura, risorse del paese che si studia!

3)        La cartina su cui i bambini vengono interrogati e’ un foglio A3, quindi piccolo per una rappresentazione del mondo.

E per i bambini puntare con un dito esattamente sul Monzambico (per esempio ed ammesso che lo si sappia) e’ difficile . Ma ancora piu’ difficile e’ capire, per chi interroga, se il bambino ha puntato sullo Swaziland o sul Malawi, piuttosto che sul Monzambico!!

4)        Anche per noi “maestri improvisati” non e’ facile conoscere i paesi sui quali si interroga i ragazzi.

Io la sera prima me li studio, per non fare figuracce!

Altro problema di tipo tecnico e’ che noi esaminatori abbiamo le cartine A3 con i nomi sotto i nostri occhi, ma i ragazzi puntano sulla loro cartina, che e’ girata a 360 gradi rispetto a noi (una cartina la abbiamo noi di fronte, ma quella muta e’ girata verso i bambini di 360 gradi, rispetto ai nostri occhi).

Quindi quando loro puntano sul Nicaragua, se non si sa bene dove sta sulla propria cartina, ma sopratutto sulla cartina all’incontrario dei bambini, si ha difficolta’ a dire se la risposta e’ giusta oppure no (anche perche’ le dita sono grandi rispetto agli Stati, che sono piccolissimi sulla cartina A3m e non si sa mai se puntano sullo Stato richiesto o su uno vicino)!

Sarebbe migliore avere un mappamondo tipo questo sotto. Si avrebbe meglio il senso della curvatura terrestre, per i ragazzi sarebbe piu’ eccitante girarlo e sopratutto le cartine sarebbero un po piu’ grandi!

5)        Il modo di interrogare della maggiorparte dei genitori (tutti americani tranne me) e’ penoso e riflette il modo con cui gli americani concepiscono i test: freddi, impersonali e senza pieta’!

Il test richiede che il bambino sappia rispondere a tutte le domande, sbagliando al massimo una nazione.

Quindi gia’ al secondo errore il test e’ sospeso e il bambino non supera il contest (non ricevendo lo stamp sul suo passaporto e gli stickers di rito. Il metodo della ricompensa in America e’ diffusissimo).

Spesso ho visto esaminatori fare due domande, ascoltare due risposte sbagliate e mandare il bambino al posto (il test si fa nella cafeteria, non in classe). Non una parola di incoraggiamento, non parole che cerchino di indirizzare il bambino sulla risposta giusta. Solo domande secche, ricezione risposte, registrazione dati ed emissione verdetto!

Io di solito ci metto molto tempo ad interrogarne un bambino (almeno 3 minuti, invece dei 30 secondi degli altri esaminatori), dato che cerco di dare informazioni aggiuntive sul paese, oltre al solito “let me know where Nicaragua is”!!

Se vedo che non sanno dove sta il paese, gli dico di cercare il paese nel continente giusto (in modo che almeno memorizzi il contintente!). Se non sa neanche il continente, glielo indico io e gli do informazioni, tipo ” e’ a Nord di” ……, “vicino a” un altro paese famoso, “il paese ha una forma a” triangolo/allungata…., “e’ grande” ……..

E comunque anche se ne sanno pochi o nessuno, come domanda finale gli chiedo sempre dove sono gli USA.

Sapete perche’?

Perche’ almeno il 95  dei bambini che ho interrogato non lo sapeva!!

Cosi’ almeno, anche se non superano il test, gli rimarra’ nella mente dove vivono!!!

 

6)        I risultati, a mio avviso, sono deludenti al massimo!

Almeno il 90 % dei bambini non supera generalmente il contest!

Questo perche’ i genitori non spendono il loro tempo a studiare con i ragazzi, sia perche’ non ne hanno, sia perche’ non hanno voglia.

Io e Paolo di solito passiamo un po di tempo a studiare la geografia insieme.

A Paolo piace molto, forse perche’ piace molto anche a me.

Ecco sotto Sara che simula un passport contest, con l’Atlante che la nonna di Roma gli ha regalato a Natale.

Di solito quando chiedo ai bambini se hanno studiato, molti mi rispondono candidamente di no!

Ho notato varie tipolgie di bambini.

Quelli che non hanno studiato e provano ad indovinare a caso (e per loro non ci sono speranze di miglioramenti).

Quelli che non hanno studiato ma provano guardare i nomi dei paesi sulla cartina dei “professori” (di solito sono pochissimi e tutti afroamericani “smartissimi”. Guardarli mentre cercano di fregarti mentre parlano per abbindolarti, e’ un vero spettacolo della natura. Non c’e’ speranza di miglioramento per loro, ma loro sono quelli che qui chiamano “street learning boy”, cioe’ quelli che imparano dall’esperienza).

Quelli che hanno studiato e non ricordano/identificano i paesi sulla mappa (di solito con loro ci perdo piu’ tempo, perche’ se guidati bene alla fine dell’esame riescono ad ricordare l’ubicazione esatta dei paesi).

Ed infine quelli che hanno studiato e sanno perfettamente tutti i paesi senza il minimo cenno di tentennamento.

Di questi ne ho visti solo 3 o 4 in tutti questi mesi!

Uno di questi e’ Paolo, che rispetto ai suoi compagni e’ un genio.

Ma in un mare di ciechi “vedere” non e’ molto difficile!

E poi lui vive in una casa tappezzata di carte geografiche (ne abbiamo 4 attaccate al muro, tipo quella che vedete dietro di me, giganti e plastificate),

di libri di geografia e viaggia moltissimo, per essere un bimbo di 6 anni.

Ieri, per il superamento del passport contest di Venerdi’ scorso, ha avuto in regalo un Atlante geografico per bambini.

Qui almeno le cartine sono piu’ leggibili e ci sono notizie su cio’ che caratterizza un paese!

Concludendo questo breve viaggio nella geografia insegnata nelle scuole elementari ad HSV, ecco il mio telegramma finale: la geografia insegnata cosi’ serve a poco (se non a chi ha genitori che seguono i propri figli), tale metodo e’ figlio della legge No Child Left Behind (di cui ho parlato in un altro recente post) che taglia tale materia alle elementari, per dare spazio ad altre materie e sopratutto al test di Aprile.

Infatti ad Aprile tutte le scuole fanno un test i cui risultati sono fondamentali per i fondi che il governo eroga alla scuola, se supera il test.

E le materie oggetto del test sono quelle insegnate a scuola.

La geografia probabilmente non e’ presente nel test e quindi e’ demandata (ma non dimenticata, per fortuna) ai genitori!! 

E per chi ama le esplorazioni geografiche ecco una cartolina ad hoc:

Mentre il sito “le voci dal web”, propone delle cartine a colori che giurano essere un miracolo per l’apprendimento della geografia in eta’ adulta!

Vi do un aiuto come faccio con i bambini: Sao Tome and Principe e’ in Africa, lato Sud-Ovest, e’ un’isola, di fronte al Gabon! 

Have fun!

METAL CLASH ROAD 2 DESTRUCTION TOUR

Posted in macchine, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 25 gennaio 2011

METAL CLASH ROAD 2 DESTRUCTION TOUR

  

 

Ci sono varie cose che in america, per gli americani, sono un must. Una di queste sono i Monster  Truck!

E Sabato scorso siamo andati a vederli, nel rinnovato (ma ancora non finito) Von Braun Center (palazzetto dello sport, ma non solo. Luogo dove si tiene il circo, rappresentazioni teatrali ….).

Verso le 12.00 siamo andati a comprare i biglietti al VBC, e li ho scoperto che chi compra i biglietti lo stesso giorno dell’evento, li paga di piu’!!

Dovrebbe essere il contrario, cioe’ chi lo compra all’ultimo momento paga di meno, ma invece qui lo sconto lo hai se compri su internet o prima dai rivenditori autorizzati!!

Ogni volta che vado al VBC, prendo sempre delle sole sulla scelta dei biglietti.

I primi tempi perche’ non lo conoscevo bene (non sapevo quale era il posto migliore, in base alle manifestazioni ospitate).

Ma Sabato avevo studiato bene la mappa ed avevo scelto i posti da 25 $ (+ 2 $ di late fee, per l’acquisto nel giorno stesso dello spettacolo), che erano a livello basso e permettevano una visione ottimale dello spettacolo.

Leggendo il post, capirete se ho preso l’ennesima sola oppure no!

Prima dello spettacolo siamo andati a mangiare nella pizzeria vicina: Pane e Vino (di cui ho gia’ parlato in un precedente post).

Li abbiamo gustato un buon calzone (buono, magari non come quelli italici, ma considerando la distanza dal nostro paese, si difende bene),

mentre Sara ha voluto la pizza margherita.

Come vedete dall’aspetto, la pizza si presenta piu’ che bene, ma il sapore e’ decisamente poco buono. Il sapore prevalente e’ l’aglio, contenuto nell’olio con cui la pizza e’ ben condita.

C’era poi un’altra spezia (che non sono riuscito a decifrare) che rovina definitivamente il gusto di una pizza che si presentava decisamente bella!

Hanno anche la Peroni alla spina, che non e’ male!

Il tiramisu era da buttare, cosi’ come la pizza, che e’ andata prima in un take away box, per poi essere gettata ai pesci giganti del laghetto, di fronte al ristorante!

Alle 2 PM in punto eravamo dentro il palazzetto, nei nostri posti a livello dei monster truck.

Un campanello di allarme suonava nella nostra testa: perche’ eravamo solo noi 4 (+ altri pochi) in un settore che conteneva molti piu’ sedili? E poi ancora, perche’ gli altri settori erano pieni di persone?

Certo eravamo vicinissimi e vedevamo l’arena perfettamente,

macchine distrutte comprese!

Lo spettacolo e’ subito iniziato, dopo l’ inno USA cantato dal pubblico in piedi e con la mano sul cuore (ogni volta che vedo questa scena, mi vengono sempre in mente le deprimenti scenette sessual-politiche italiane, e mi rattristo molto).

Ecco il video, rovinato dalle nostre stonature!

Ma ecco i monster truck!

Inizia lo show questo girls rock moster truck, guidato con sapienza da una bella americanina!

Non appena il monster truck ha acceso il motore, abbiamo iniziato a capire uno dei perche’ quei posti erano semivuoti: il rumore dei motori era veramente assordante (infatti si vendevano delle cuffie per sopprimere il rumore, a prezzi da vero mercato nero).

Ecco la ragazza che mentre superava e schiacciava, con un leggiadro balzo, le 4 macchine in fila.

Dopo i salti dei monster truck, 

e’ iniziata una gara di macchine tipo boogie car, che scorrazzavano all’impazzata lungo l’anello di gara.

A questa gara, a tempo, hanno preso parte anche pick up,

SUV e macchine normali (che naturalmente si sono rotte dopo il primo salto!!).

Alla fine della gara, questa era la situazione sotto i nostri posti: polvere e terra dappertutto!

Anche sui nostri sedili!

Per questo motivo ci eravamo gia’ spostati all’anello superiore, dove si vedeva lo spettacolo da piu’ lontano, ma il rumore era accettabile e la polvere (ed i gas di scarico) decisamente di meno!

Insomma anche questa volta ho toppato a scegliere i posti!!

Naturalmente anche qui ci sono i venditori di “roba inutile” a caro prezzo!

Noi abbiamo comprato nell’ordine, due bandiere a scacchi, due manine di plastica per far rumore e due monster truck (pagando quasi  la meta’ del costo dei biglietti!).

 

Nell’intervallo siamo andati all’entrata South del VBC, perche’ (a pagamento) si poteva fare un giro in questo monster truck!

Abbiamo fatto la fila, aam il tempo era poco e le persone tante. E non siamo riusciti a fare il giro sul mostro rosso!

Lo spettacolo e’ ripreso con i salti di due spericolati in moto (che avevano aperto lo spettacolo all’inizio).

Le acrobazie che facevano erano veramente entusiasmanti e tutte senza nessuna rete di protezione!

Sono poi entrati in pista dei piccoli go kart, che hanno fatto 10 giri a velocita’ della luce, sulla striscia di asfalto intorno all’arena, creando ancora piu’ polvere di quanta ce ne era gia’!

Ed in ultimo, dopo la gara di salto dei monster truck, 

hanno tolto tutti gli ostacoli nella pista, ed i monster truck hanno fatto del free style sulle carcasse della macchine!

Lo show non e’ stato niente di strabiliante, ma in definitiva uno spettacolo da vedere (di sicuro non uno spettacolo di quelli che si vedono in TV, con salti ed ostacoli mostruosi per i monster truck), per capire quanto sono immensi, difficili da guidare e rumorosi questi mostri.

Ma sopratutto per capire meglio cio’ che provano gli americani, patiti di queste attrazioni.

Da quello che ho letto i patiti di queste attrazioni sono i cosidetti “redneck”.

Cioe’ i rudi e poco colti contadinotti della zona.

Il termine redneck viene utilizzato in modo dispregiativo, volto ad indicare numerose caratteristiche a sfondo razzista di un abitante di etnia caucasica (bianco) degli stati meridionali (Alabama, Tennessee, Kentucky) degli Stati Uniti d’America, appartenente alla fascia economica medio-bassa della società. La traduzione letterale di redneck è “collo rosso”, ad indicare la nuca scottata dall’esposizione al sole dovuta al lavoro nei campi ai quali i rednecks sono generalmente sottoposti. Con redneck viene infatti intesa una persona che abita in camper o in baite, vivendo di caccia e pesca. Tali individui sono generalmente conservatori e talvolta anche razzisti. Altri luoghi comuni vogliono che il redneck sia rozzo e ignorante, intollerante verso temi come religione, sesso e politica, appassionato in modo feticistico di motori e armi, fanatico della caccia ed amante di rozze tradizioni contadinesche. Tali stereotipi sono largamente usati (in tono più o meno scherzoso) nella cultura popolare degli USA: la figura dello zoticone del sud appare frequentemente in film e serie televisive (The Simpsons, South Park) e nelle battute dei comici (Bill Hicks)

E guardando molti degli spettatori, credo che quanto letto abbia un fondo di verita’.

Infatti la maggiorparte delle persone indossavano una tipica giacca mimetica, che qui indossano spesso questo tipo di persone, nei campi o nelle foreste.

Ma erano persone assolutamente normali, simpatiche e che amavano molto questo genere di spettacoli. 

Mini suites e francobolli fai da te

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 21 gennaio 2011

  

Mini suites e  francobolli fai da te

 

In questi giorni, mentre ci stiamo riabituando ai ritmi di vita americani (ben piu’ tranquilli e rilassati rispetto a  quelli italiani), ho notato due cose che mi hanno incuriosito.

La prima e’ quella relativa a delle minisuites, che si affittano all’aeroporto di Atlanta.

Spesso quando si viaggia si hanno dei tempo morti, tra un aereo ed un altro.

A volte anche lunghi, magari dopo un viaggio di parecchie ore (e quindi ovviamente stanchi).

Noi di solito girovaghiamo per i terminal dell’aeroporto a guardare negozi ed a mangiare nei ristoranti. E quando siamo stanchi ci mettiamo sulle sedie di fronte ai gate d’imbarco, che possono essere piu’ o meno comode (ma sempre circondati da caos e da persone affrettate).

Se volete rilassarvi in modo migliore, basta andare presso le Minute Suites, che garantiscono un riposo adeguato ai viaggiatori stanchi e bisognosi di privacy!

Ecco cosa promette la pubblicita’: 

Minute Suites now offer travelers a private retreat within the terminal to nap, relax, or work. 

Each suite comes equipped with a comfortable daybed sofa, pillows and fresh blankets. A sound masking system within each suite helps neutralize noise and a unique Nap26 audio program is available to help deliver a refreshing powernap. Guests can use the alarm clock in the suite or request a wake-up call. 

The HDTV in each suite can be used to view the news, sports, or a favorite show. With a simple click on the remote control, the television converts to a computer with access to the Internet and the airport’s flight tracking system. 

A desk, phone, and office chair provide guests with a functional workstation. Laptop users can connect with the internet using airport WiFi or a direct connection port. Alternatively, guests can use the suite’s computer and wireless keyboard/mouse as their gateway to a variety of browsers and business applications. 

Praticamente sono delle ministanze attrezzate di tutto punto, per rilassarsi (magari allungarsi e dormire un pochettino sul divano con delle coperte ed un cuscino), vedere la TV, navigare in internet, finire un lavoro su una scrivania (invece di stare seduto per terra, nei terminal degli aeroporti).

Io le ho visitate venerdi’ scorso e per la verita’ non sono immense (ma sono minute suites!) pero’ sono abbastanza confortevoli, pulitissime e relativamente isolate dal rumore di fondo del terminal.

Unico difetto (a mio avviso) e’ la mancanza di un bagno personale! Se si necessita di un bagno bisogna uscire ed andare nei bagni del terminal, che comunque sono molto puliti!

A mio avviso e’ un business genial, perche’ e’ una comodita’ che a molti viaggiatori e’ veramente utile. Pensate ai tanti uomini di affari che viaggiano nel mondo,  famiglie con bimbi stanchi ed assonnati….

I prezzi non sono esorbitanti:

PRICING

1 Hour Minimum – $30
15 minutes thereafter – $7.50

Overnight (11pm – 7am) – $120

A rate discount of 25% applies to stays of 8 hours or more.

Military, Flight Attendant and Pilot Specials are available.

Delta Skymiles – Earn 1 mile for every dollar you spend!

Se si sta mezz’ora si pagano 30 $, mentre per un’ora 60.

Se si desidera passare la notte si pagano 120 $. Non poco, ma non si deve pagare il taxi per andare in un altro hotel (se non c’e’ l’hotel in aeroporto) ed un hotel a 3 stelle costa piu’ o meno lo stesso prezzo, e non di meno!

Di certo e’ che un hotel ha stanze piu’ grandi, ma se non si vuole perdere troppo tempo, io credo che sia un buono affare!

Quindi chi avesse voglia di intraprendere un nuovo business negli aeroporti italiani, sa cosa deve fare!

Per ora esistono all’aeroporto di Atlanta (concourse B, vicino al gate 15), non so se esistono in altri aeroporti americani!

Ecco cosa ne pensa il New York Times:

http://www.nytimes.com/2010/05/06/business/06POD.html?_r=1&src=busin

ed un viaggiatore che le ha usate: 

I was stuck in ATL for a few hours after a long weekend in PR. I was not looking forward to the noise and busybuzz of the airport.  I was walking around and saw Minute Suites. After a quick run through of what it was, I said WTH and paid for an hour.

I was very surprised at what you get.  A small room with a bed/couch, desk, flatscreen tv that doubles as a computer with wifi, and a drastic drop in the noise level.  It’s not completely quiet (you are in an airport hello) but was definitely quiet enough to relax.

I snuck in a catnap, checking my email, watched some videos online, and before you knew it, my time was up.  Depending on your level of cheapness, this is not for everyone.

The staff was very friendly.  Only downside is I wish they would have had a bathroom to use in the immediate area.  Freshening up in the airport bathroom is not fun.

If you are fine with plonking down $30 for an hour of alone time, I highly suggest Minute Suites if you are stuck in ATL for a while.

 

Passiamo al secondo argomento: stamps.com

 

Questa mattina, mentre mi facevo la barba, ho sentito alla radio una pubblicita’ che decantava la bonta’ dei “francobolli fatti in casa”!

Incuriosito e memore delle amare leccate di francobolli che ci siamo fatti da piccolo (fino all’avvento dei francobolli adesivi),

sono andato a vedere su internet di che cosa si trattava.

 

Per la modica cifra iniziale di 80 $, la Societa’ ti consegna le seguenti cose:

 

1)    Una bilancia digitale USB (max 5 lb) per pesare le lettere/pacchi.

2)    25 $ di materiale postale con il quale stampare dei francobolli.

3)    Un non meglio identificato free postage kit, che tra l’altro contiene materiale per stampare anche le “label” per i pacchi, raccomandate (con e senza ricevuta di ritorno )….

 

Praticamente tutto quello che ti serve per non andare piu’ in posta: ti pesi la lettera, stampi il francobollo adatto, stampi l’etichetta necessaria, e la vai a mettere nella tua cassetta postale, SENZA andare in posta!!

Io credo che sia molto utile a societa’ od a studi che lavorano molto con la posta. In tal modo si evita di far andare una persona alla posta, perdere tempo nelle file (che qui sono sempre minime) e si risparmia nell’acquisto dei francobolli (come dicono nella pubblicita’).

Per elaborare etichette, ed altro materiale da spedizione ti viene fornito il programma Stamps.com 8.8 with new Batch Processing Features!

 

Introducing the world’s most powerful USPS shipping software. 

Stamps.com is proud to introduce the newest generation of USPS shipping software. Now it’s easier than ever to ship packages to your customers. Features in software version 8.8 include detailed order information from your web stores and XML-based files, packing slips printable from the Batch tab, and customizable notification emails sent to the package recipient. Stamps.com has created a USPS shipping environment that is a breakthrough in simplicity and efficiency for companies of all sizes

 

I vantaggi, a detta del sito,  sono essenzialmente i seguenti:

1)              Print stamps, shipping labels, envelopes and more!

2)              Eliminate trips to the Post Office

3)              Save up to 80% compared to postage meters

4)              Track packages with one click

With Stamps.com’s “one-click” package tracking there is no need to type long tracking numbers to verify your package delivery. The software will also send out email notifications to your recipient to let them know their package is on its way.

5)              Never fill out another Post Office form by hand

With Stamps.com’s automated forms, you or your staff will never have to handwrite another Certified Mail™, Return Receipt or International Customs form again. Save time and effort by printing postage, addresses and forms in one step.

6)              Never underpay or overpay for postage again

No more guesswork. Just place your letter or package on the Stamps.com scale and the exact weight is sent to the software. Then select the mail class and Stamps.com will instantly calculate and print the correct postage amount. Stamps.com will also help you choose the best mail class based on your needs.

7)              Receive discounts you can’t get at the Post Office™

Stamps.com customers save up to 21% on all Express Mail® shipments and up to 15% on Priority Mail® shipments. Shipping internationally? Stamps.com saves you 5% on Priority Mail International shipments and 8% for Express Mail International. Package insurance is cheaper, too! Save up to 40% over USPS rates when you insure your shipments with Stamps.com.

 

Il costo di questo servizio e’ di 15.99 $ al mese (oltre gli 80 $ con cui ricevi il kit di benvenuto), che per uno studio od una ditta potrebbe essere basso se il numero di lettere o pacchi ogni mese e’ elevato.

Nei 15.99 $ non sono compresi i prezzi dei francobolli, che verranno dedotti dal tuo account bancario, ogni volta che se ne emette uno.

Il vantaggio principale nell’usare questo servizio (oltre a quello di fare tutto in casa e non perdere tempo all’Ufficio postale) e’ che su certe tariffe applicate dalle poste si ottiene uno sconto notevole (vedi punto 7).

Altra idea per un business italiano???

Per maggiori informazioni vai al link:

http://www.stamps.com/welcome/custom/home01/index28.html