4 vecchi in america

IL “TOTAL CUSTOMER CARE” ITALIANO, ANZI PEGGIO: ROMANO!!

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 10 gennaio 2011

 

IL “TOTAL CUSTOMER CARE” ITALIANO,

ANZI PEGGIO: ROMANO!! 

 

In questi 15 giorni di vacanza italiana, oltre a gustare degli ottimi piatti della cucina italiana ed a rivedere tanti amici e parenti, abbiamo provato il TOTAL customer care italiano.

Ed il trattamento che abbiamo ricevuto, non e’ da augurare neanche al peggior nemico!

Per noi che siamo nati in Italia (nello specifico a Roma), non e’ che sia una novita’, ma avendo vissuto per piu’ di due anni in USA (nello specifico in Alabama), ritornare nel mondo in cui i negozianti o le Societa’ trattano “a pesci in faccia” i clienti, non e’ bello per niente!

Sono sicuro che chi vive in Italia, non risenta piu’ di tanto di questo problema (dato che non sa che nei paesi progrediti il cliente e’ trattato da cliente non da pollo da spennare).

Ma se si sapesse che nel resto del mondo si e’ trattati veramente da clienti, con diritti e non solo doveri, credo che ci sarebbe da arrabbiarsi!

Ma andiamo con ordine ed ecco 5 chicche che i negozianti/societa’ di servizi ci hanno regalato, assolutamente gratuitamente!

 

1) Acquisto di un materasso

 

 

Avevamo bisogno di un materasso matrimoniale ed allora ci siamo messi in moto andando a visitare un negozio super pubblicizzato da una nota radio locale (il negozio si chiamava Giorno e Notte, e fareste bene ad evitarlo accuratamente, e la radio si chiamava Radio Radio).

Verso le 18.00 arriviamo di fronte al negozio, e subito mi colpisce il fatto che il negozio era veramente piccolo piccolo (ma questo e’ perche’ sono abitutato ai mega negozi americani!).

Comunque aveva una ventina di materassi in esposizione da provare.

Nel negozio non c’era nessuno, tranne la commessa: una signora sui 45 anni (portati male), che stava comodamente seduta dietro la sua scrivania.

Dopo averla salutata e fatto un breve giro nel negozio, le chiedo se i prezzi che aveva in esposizione erano prezzi suscettibili di sconto. Lei, molto acidamente, mi ha risposto che oltre agli sconti riportati sui cartellini, il negozio non praticava nessun ulteriore sconto.

Cosa non vera, dato che esiste un accordo con Radio Radio, che permette al cliente di avere uno sconto ulteriore (sul prezzo finale praticato dal negozio), solo citando la suddetta radio!

Io me ne sarei gia’ andato, ma mio fratello ha insistito per rimanere nel negozio.

Allora cortesemente le ho chiesto se ci poteva far vedere alcuni materassi, spiegandomi le caratteristiche di qualche materasso.

Lei senza schiodarsi dalla sedia (su cui probabilmente era incollata),

ha farfugliato qualche cosa ed ha ribadito che le caratteristiche tecniche erano comunque riportate sul cartellino.

Voi capite bene che comprarsi un materasso che costava 2000 euro (non 50 euro), senza adeguate spiegazioni tecniche risulta un po azzardato. Tanto piu’ se la commessa (alla quale non frega nulla se il materasso si vende o meno) e’ antipatica e scostante.

Dato che il materasso era del tipo memory foam, mio fratello ha chiesto alla scansafatiche se era il famoso materasso che utilizza materiale testato dalla NASA (il famoso e costoso, in Italia, Tempur Pedic).

Lei, con il classico modo di fare del commesso romano (attraverso il quale il commesso pensa di essere un genio ma sopratutto e’ convinto che il cliente e’ un cretino), inizia a sparare fesserie grosse come la luna, asserendo che il suo materasso era fatto con materiale testato dalla NASA.

Allora le chiedo se il materasso e’ un Tempur Pedic.

Lei subito mi ha corretto dicendo che io non sapevo pronunciare la marca, che secondo lei era Tempur Bedding!

A quel punto mi sono scocciato ed ho salutato, lasciando il negozi0. Nel frattempo erano entrati altri clienti, che stavano ascoltando questo dialogo surreale tra me e la commessa. Lei per farsi bella di fronte agli altri clienti, mentre lasciavamo il negozio, ha urlato: “ma vedi’n po’ se devo perder tempo co questi”!!

Insomma questa sedicente “tecnica” dei materassi, voleva vendere un materasso da 2.000 euro, senza alzarsi dalla sedia, senza dare un dato tecnico, senza uno sconto (che era d’obbligo per l’accordo di Radio Radio), con una presunzione da commessa che sa tutto lei e che solo a Roma si puo’ trovare!!

Per la cronaca la famosa marca Tempur Bedding, che la commessa millantava come marca che usava materiali testati dalla NASA, non esiste, ed un materasso Queen della Tempur Pedic in USA costa meno di 1600 $ (ed e’ il top dei materassi memory foam!).

Il giorno dopo siamo andati a Mondo Convenienza, noto centro di mobili a buon prezzo. Li c’erano una decina materassi in esposizione, un commesso normale, educato ed onesto. Infatti ci aveva consigliato un materasso a prezzo piu’ basso, in base alle nostre esigenze (nonstante ne avesse di altri a prezzi maggiori).

Al momento dell’ordine, il commesso si e’ accorto che nel magazzino non aveva quel tipo di materasso. Allora gli ho chiesto se poteva ordinarlo presso altri magazzini, dello stesso negozio (in altre zone della citta’). Lui gentilmente mi ha detto che non poteva ordinarlo lui, ma dovevo farlo io, tramite un numero verde o su internet!!

Allora con le pive nel sacco ma contenti, essendo stati trattati da re (rispetto al precedente negozio), ritorniamo a casa per fare l’ordine su internet.

In pochi minuti dal sito faccio l’ordine, compilo quello che mi si chiede, poi arrivo ad un malizioso bivio informatico: potevo scegliere tra la “consegna sotto casa tua” ed “il trasporto e montaggio”. Ci ho pensato un pochettino ed ho scelto trasporto sotto casa tua. Ed ho messo la postilla, che se non mi avessero consegnato il materasso in 4 giorni lavorativi, non lo avrei pagati.

Il giorno successivo alle 8.30 un incaricato di Mondo Convenienza mi ha chiamato e mi ha gentilmente detto, che se avessi scelto la modalita’ consegna sotto casa tua, il materasso mi sarebbe arrivato dopo almeno 7 giorni lavorativi ed il materasso me lo consegnavano esattamente sotto casa tua (per strada), non a casa!!

Allora per 10 euro in piu’, il materasso me lo hanno consegnato a casa ed entro i 4 giorni lavorativi!!

 

2) Acquisto di una scheda TIM

 

 

Dato che la mia vecchia scheda vodafone era scaduta, in questi giorni avevo bisogno di una nuova scheda. Mio padre me ne aveva regalata una da 10 Euro della Wind, che dopo 5 telefonate brevissime si era scaricata!

Allora mi sono buttato a capofitto nella scelta della scheda SIM piu’ economica.

Per scegliere la piu’ economica in Italia bisogna fare un corso di ingegneria delle telecomunicazioni e non basta, date le troppe offerte presenti sul mercato!

Ma la cosa piu’ difficile e’ capire dove ti fregano!

Infatti le offerte non sono facili da comparare, dato che ci sono molti parametri che ti fregano per bene, tipo lo scatto alla risposta, il canone settimanale, le opzioni, quanto telefoni, quanti messaggi SMS mandi, you and me, quando telefoni  …………..

Ho studiato, ed avevo scelto la TIM 6: 6 Centesimi di Euro al minuto per telefonate verso tutti + 16 centesimi di scatto alla risposta.

Vado in un negozio ed un commesso, molto gentile e professionale mi spiega i vantaggi e gli svantaggi di questa tariffa, a paragone con le altre. Pero’ mi dice che se voglio questa tariffa, la posso ottenere solo se ho un’altra SIM, con cui fare il passaggio di numero.

Io la avevo (quella Wind) e gli ho detto di procedere. Lui stava iniziando la procedura, quando mi ha avvertito che al momento della scelta del piano (TIM 6), se la TIM non offriva piu’ quel piano, ne avrei dovuto scegliere uno piu’ caro!!

Credendo di non aver capito bene gli ho chiesto di spiegarmi di nuovo, e lui mi ha ridetto che se al moomento della scelta del piano la TIM 6 non era disponibile, avrei DOVUTO PER FORZA sceglierne una piu’ cara!!

Allora ho optato per una TIM 12 con scatto alla rispota di 16 centesimi e numero nuovo.

Insomma una volta avviata la procedura via computer, secondo lui avrei dovuto per forza comprare un piano TIM. E se non c’era quello che volevo scegliere ne avrei dovuto scelglere uno piu’ caro!!

Qualche giorno dopo sono passato vicino ad un altro  negozio TIM e per curiosita’ gli ho chiesto di passare a TIM 6 con la mia vecchia scheda Wind. Non ci crederete, ma in 5 minuti avevo la mia TIM 6 con il vecchio numero Wind!!!

Allora tutte le complicazioni che mi faceva il primo commesso non erano vere??!!

 

3) Acquisto tuta mimetica militare

 

Sono andato dal solito negozio di articoli militari, noto per i suoi prezzi alti, ma essendo in centro e vicino al mio Ufficio, per  comodita’ cintinuo ad andarci.

Appena entrato ho notato un cartello che non avevo notato mai.

C’era scritto a caratteri cubitali, in giallo fosforescente: NON SI RESTITUISCONO SOLDI.

Il contrario dei cartelli che si trovano in USA:

Gia’ quel messaggio, non proprio subliminale, ti fa capire che starai per perdere dei soldi e per sempre (oltre a sapere gia’ che pagherai l’articolo militare almeno il 30 % in piu’, dato che il negozio e’ in centro, vicino al Ministero della Difesa e quasi l’unico in tutta Roma!).

Comunque avevo fretta ed ero disposto a spendere un po di piu’!

Sono entrato ed ho chiesto ad una signora il prezzo di una tuta mimetica. La signora ha sparato 70 Euro (quando credo che il costo non possa essere superiore ai 45 Euro!). L’ho provata e dato che andava bene, la volevo pagare.

Appena uscito dal camerino, alla cassa era andato il capo del negozio, che mi ha fatto il conto. Ed incredibilmente mi ha battuto 75 Euro.

In 10 secondi il prezzo era aumentato del 7% circa (potenza dell’inflazione o dei paraculi??!!).

Ho chiesto come mai il prezzo fosse di 75 e non di 70 Euro, come mi aveva detto la signora. E lui, con la faccia come il bronzo (e di chi sa che per comprare queste cose, bisogna recarsi in spacci militari e negozi alla Cecchignola) mi ha detto che il prezzo era di 75 Euro e basta. Senza scusarsi del “misunderstanding”!

Allora io ho ringraziato ed ho lasciato la mimetica sul bancone!

Non e’ per i 5 Euro che non ho comprato la mimetica, ma per il modo di comportarsi da paraculo e menefreghista del padrone, nei confronti di un cliente!

 

4) Notizie sul pagamento della TARI

 

Volevo avere notizie sui pagamenti da me effettuati per la tassa dei rifiuti (TA RI). Allora sono andato su internet ed ho cercato un numero di telefono con cui parlare.

Vana speranza, perche’ l’AMA (societa’ di Roma che si occupa dei rifiuti) non ha un numero di telefono per i rapporti con i clienti!!!!!!!!!!

C’era solo un fantomatico numero (060606), attraverso il quale si entrava in contatto con persone del comune di Roma, che prendevano appunti, per poi trasferirli all’AMA, che avrebbe poi richiamato l0interessato, nel giro di una settimana!!

Veramente ridicoli ed il tempo di risposta esageratamente lungo!

Ma non e’ finita!

Volevo avere la certezza che avessi pagato tutte le bollette, ed ho chiesto al gentilissimo operatore come avrei potuto fare.

Lui mi ha dato un numero di una Banca, alla quale avrei potuto chiamare e gentilmente mi avrebbero dato tutti i ragguagli sulle bollette pagate.

Ma il numero non era un numero verde, ma a pagamento (8 centesimi a minuto + scatto alla risposta!)!!

Quindi se uno vuole sapere se ha pagato tutte le bollette, deve pagare ancora e di tasca propria (perche’ l’AMA non ha un sito e neanche un numero di telefono verde all’uopo).

Solo in Italia!!!

 

5) Controllare le bollette telfoniche del telefono di casa

 

Dovevo controllare se la banca mi aveva pagato tutte le bollette del telefono nel 2010, allora mi sono collegato al sito di Fastweb, che offre (questa volta gratuitamente, non come l’AMA!) il servizio di controllo bollette.

Molto contento del fatto di non dover pagare il balzello della telefonata all’199, mi addentro nel sito e cerco le bollette del 2010!

Ma con mio sommo rammarico, trovo una scritta a caratteri belli grandi, che avverte il cliente che non avrebbe trovato piu’ di due bollette vecchie (i due bimestri antecedenti alla ricerca) per la privacy!!!!!!!!!!!!!!!

MA CHE VOLETE CHE ME NE FREGHI DELLA PRIVACY, SE IL TELEFONO E’ MIO E LE TELEFONATE LE FACCIO IO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

La paura e la fissazione per la privacy sta arrivando a livelli ridicoli!

Ho dovuto chiamare un numero verde (perdere un po di tempo, mio e dell’operatore) per avere i resoconti delle bollette 2010!!

Insomma qui c’era il mezzo tecnico, non si pagava nulla, ma c’era di mezzo la privacy!!!

 

In cinque brevi racconti ecco a voi cosa di solito subisce un cliente in Italia, da parte di commessi, direttori di negozi o Societa’ di Servizi, che farebbero bene a leggersi libri come questo qui sotto (magari tradotto!).

Sara’ che oramai mi sono abituato alla vera cura del cliente, che c’e’ in America (dove generalmente il cliente e’ coccolato, perche’ fonte di guadagno per i commercianti. Mentre in Italia il cliente e’ un pollo da spennare o un rompipalle, che fa perdere tempo prezioso per il cazzeggio ai commessi), ma credo che noi clienti italiani non ci meritiamo questo trattamento! 

E se ogni volta che veniamo trattati male, noi riuscissimo ad avere il coraggio di non comprare piu’ il quel negozio, di spargere la voce presso i nostri conoscenti che il negozio non vale la pena di frequentarlo, allora i commercianti (che piangono sempre miseria (ma non credo che se la passino poi cosi’ male) avrebbero piu’ rispetto per noi clienti!

Meditate clienti, meditate!