4 vecchi in america

PASSPORT CONTEST

Posted in Attivita' bambini, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 30 gennaio 2011

 

PASSPORT CONTEST

 

Venerdi’ scorso, come spesso accade, sono andato a scuola di Paolo per interrogare i bambini in geografia.

Non e’ che abbia cambiato lavoro, ma in USA i genitori (volenterosi) possono dare la loro disponibilita’ ad aiutare la scuola quando serve (gite scolastiche qui “field trip”, vendita di libri a scopo beneficienza, organizzazioni eventi e feste …..).

Io ho deciso di partecipare a questi eventi, sia per integrarmi di piu’ nella comunita’, ma sopratutto per vedere meglio la scuola da dentro, per osservare chi ci lavora e capire gli eventuali problemi della scuola, che da esterno non si possono percepire.

Allora ogni mese circa, mi chiamano per partecipare al famoso “passport contest”.

Il passport contest e’ un esame che tutti i bambini delle elementari sostengono ogni mese.

A seconda della classe, devono imparare 5-10-15-20 paesi del mondo e su di questi vengono interrogati.

La cosa strana e’ che la geografia NON VIENE INSEGNATA IN CLASSE, MA DAI GENITORI A CASA!!

Le prime volte che me lo raccontavano, non ci credevo, poi ho approfondito ed e’ effettivamente cosi’!!

La geografia alle elementari non e’ una materia di insegnamento, da parte delle maestre, ma viene demandata ai genitori!

Ogni mese ai bambini viene consegnata una mappa muta ed i paesi che debbono imparare (qui sotto la nostra, che mostra i segni del tempo e dello studio).

I genitori, che hanno voglia e tempo, insegnano ai bambini i paesi oggetto del test, ed il giorno del contest, su questi vengono interrogati.

Le mie impressioni, molto negative, sono le seguenti:

1)        Molti dei  paesi che i bambini devono imparare sono incredibilimente difficili, piccoli e poco significativi!

Ecco alcuni paesi che i bambini hanno dovuto imparare in questi mesi: Sao Tome and Principe, Tajikistan, Honduras, Panama, Monaco, Burkina Faso, Uganda, Cipro, Nicaragua, Antigua, Barbados …..

Sfido molti di voi a trovarli sulle carte, senza vedere su googlemap! 

 

2)        L’apprendimento dei bambini e’ meccanico. Cioe’ non c’e’ nessuna correlazione tra paese che si impara e tradizioni, cultura, risorse del paese che si studia!

3)        La cartina su cui i bambini vengono interrogati e’ un foglio A3, quindi piccolo per una rappresentazione del mondo.

E per i bambini puntare con un dito esattamente sul Monzambico (per esempio ed ammesso che lo si sappia) e’ difficile . Ma ancora piu’ difficile e’ capire, per chi interroga, se il bambino ha puntato sullo Swaziland o sul Malawi, piuttosto che sul Monzambico!!

4)        Anche per noi “maestri improvisati” non e’ facile conoscere i paesi sui quali si interroga i ragazzi.

Io la sera prima me li studio, per non fare figuracce!

Altro problema di tipo tecnico e’ che noi esaminatori abbiamo le cartine A3 con i nomi sotto i nostri occhi, ma i ragazzi puntano sulla loro cartina, che e’ girata a 360 gradi rispetto a noi (una cartina la abbiamo noi di fronte, ma quella muta e’ girata verso i bambini di 360 gradi, rispetto ai nostri occhi).

Quindi quando loro puntano sul Nicaragua, se non si sa bene dove sta sulla propria cartina, ma sopratutto sulla cartina all’incontrario dei bambini, si ha difficolta’ a dire se la risposta e’ giusta oppure no (anche perche’ le dita sono grandi rispetto agli Stati, che sono piccolissimi sulla cartina A3m e non si sa mai se puntano sullo Stato richiesto o su uno vicino)!

Sarebbe migliore avere un mappamondo tipo questo sotto. Si avrebbe meglio il senso della curvatura terrestre, per i ragazzi sarebbe piu’ eccitante girarlo e sopratutto le cartine sarebbero un po piu’ grandi!

5)        Il modo di interrogare della maggiorparte dei genitori (tutti americani tranne me) e’ penoso e riflette il modo con cui gli americani concepiscono i test: freddi, impersonali e senza pieta’!

Il test richiede che il bambino sappia rispondere a tutte le domande, sbagliando al massimo una nazione.

Quindi gia’ al secondo errore il test e’ sospeso e il bambino non supera il contest (non ricevendo lo stamp sul suo passaporto e gli stickers di rito. Il metodo della ricompensa in America e’ diffusissimo).

Spesso ho visto esaminatori fare due domande, ascoltare due risposte sbagliate e mandare il bambino al posto (il test si fa nella cafeteria, non in classe). Non una parola di incoraggiamento, non parole che cerchino di indirizzare il bambino sulla risposta giusta. Solo domande secche, ricezione risposte, registrazione dati ed emissione verdetto!

Io di solito ci metto molto tempo ad interrogarne un bambino (almeno 3 minuti, invece dei 30 secondi degli altri esaminatori), dato che cerco di dare informazioni aggiuntive sul paese, oltre al solito “let me know where Nicaragua is”!!

Se vedo che non sanno dove sta il paese, gli dico di cercare il paese nel continente giusto (in modo che almeno memorizzi il contintente!). Se non sa neanche il continente, glielo indico io e gli do informazioni, tipo ” e’ a Nord di” ……, “vicino a” un altro paese famoso, “il paese ha una forma a” triangolo/allungata…., “e’ grande” ……..

E comunque anche se ne sanno pochi o nessuno, come domanda finale gli chiedo sempre dove sono gli USA.

Sapete perche’?

Perche’ almeno il 95  dei bambini che ho interrogato non lo sapeva!!

Cosi’ almeno, anche se non superano il test, gli rimarra’ nella mente dove vivono!!!

 

6)        I risultati, a mio avviso, sono deludenti al massimo!

Almeno il 90 % dei bambini non supera generalmente il contest!

Questo perche’ i genitori non spendono il loro tempo a studiare con i ragazzi, sia perche’ non ne hanno, sia perche’ non hanno voglia.

Io e Paolo di solito passiamo un po di tempo a studiare la geografia insieme.

A Paolo piace molto, forse perche’ piace molto anche a me.

Ecco sotto Sara che simula un passport contest, con l’Atlante che la nonna di Roma gli ha regalato a Natale.

Di solito quando chiedo ai bambini se hanno studiato, molti mi rispondono candidamente di no!

Ho notato varie tipolgie di bambini.

Quelli che non hanno studiato e provano ad indovinare a caso (e per loro non ci sono speranze di miglioramenti).

Quelli che non hanno studiato ma provano guardare i nomi dei paesi sulla cartina dei “professori” (di solito sono pochissimi e tutti afroamericani “smartissimi”. Guardarli mentre cercano di fregarti mentre parlano per abbindolarti, e’ un vero spettacolo della natura. Non c’e’ speranza di miglioramento per loro, ma loro sono quelli che qui chiamano “street learning boy”, cioe’ quelli che imparano dall’esperienza).

Quelli che hanno studiato e non ricordano/identificano i paesi sulla mappa (di solito con loro ci perdo piu’ tempo, perche’ se guidati bene alla fine dell’esame riescono ad ricordare l’ubicazione esatta dei paesi).

Ed infine quelli che hanno studiato e sanno perfettamente tutti i paesi senza il minimo cenno di tentennamento.

Di questi ne ho visti solo 3 o 4 in tutti questi mesi!

Uno di questi e’ Paolo, che rispetto ai suoi compagni e’ un genio.

Ma in un mare di ciechi “vedere” non e’ molto difficile!

E poi lui vive in una casa tappezzata di carte geografiche (ne abbiamo 4 attaccate al muro, tipo quella che vedete dietro di me, giganti e plastificate),

di libri di geografia e viaggia moltissimo, per essere un bimbo di 6 anni.

Ieri, per il superamento del passport contest di Venerdi’ scorso, ha avuto in regalo un Atlante geografico per bambini.

Qui almeno le cartine sono piu’ leggibili e ci sono notizie su cio’ che caratterizza un paese!

Concludendo questo breve viaggio nella geografia insegnata nelle scuole elementari ad HSV, ecco il mio telegramma finale: la geografia insegnata cosi’ serve a poco (se non a chi ha genitori che seguono i propri figli), tale metodo e’ figlio della legge No Child Left Behind (di cui ho parlato in un altro recente post) che taglia tale materia alle elementari, per dare spazio ad altre materie e sopratutto al test di Aprile.

Infatti ad Aprile tutte le scuole fanno un test i cui risultati sono fondamentali per i fondi che il governo eroga alla scuola, se supera il test.

E le materie oggetto del test sono quelle insegnate a scuola.

La geografia probabilmente non e’ presente nel test e quindi e’ demandata (ma non dimenticata, per fortuna) ai genitori!! 

E per chi ama le esplorazioni geografiche ecco una cartolina ad hoc:

Mentre il sito “le voci dal web”, propone delle cartine a colori che giurano essere un miracolo per l’apprendimento della geografia in eta’ adulta!

Vi do un aiuto come faccio con i bambini: Sao Tome and Principe e’ in Africa, lato Sud-Ovest, e’ un’isola, di fronte al Gabon! 

Have fun!