4 vecchi in america

L’ETÀ DEL CONSENSO

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 2 aprile 2011

 

L’ETÀ DEL CONSENSO

 

La settimana scorsa avevamo parlato del significato di minimum age in USA per bere, per avere la patente, per votare e per avere rapporti sessuali. 

Molti di voi mi hanno sollecitato (senza chiederlo esplicitamente) un approfondimento sulla tabella riportata nel post, che riportava per l’Italia l’eta’ di 14 anni per avere rapporti sessuali, senza incappare nellemaglie della legge. 

Io erroneamente avevo pensato che la tabella fosse in qualche modo poco veritiera, ma approfondendo sulla rete ho capito che non era poi cosi’ sbagliata!

 

Ripartiamo pero’ dal Nord America, per arrivare al Bel Paese. 

Come vedete dalla cartina di sotto in Nord America l’eta’ del consenso varia notevolmente.

Si va dall’eta’ della puberta’ (9 anni!!) a Sonora (Mexico), ai 16 anni dell’Alabama per finire ai paesi dove l’eta’ del consenso si ha quando ci si sposa!

 

 

Vediamo invece cosa succede in Italia, con l’aiuto di qualche articolo di legge (non tanti, non vi spaventate!): 

 

Art. 609 quater (Codice Penale) – Atti sessuali con minorenne

 

Soggiace alla pena stabilita dall’articolo 609-bis (generalmente da 5-10 anni) chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che al momento del fatto: 

 

1) non ha compiuto gli anni quattordici;

 

2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore e’ affidato o che abbia, con quest’ultimo, una relazione di convivenza. Al di fuori delle ipotesi previste dall’articolo 609-bis, l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, o il tutore che, con l’abuso dei poteri connessi alla sua posizione, compie atti sessuali con persona minore che ha compiuto gli anni sedici, e’ punito con la reclusione da tre a sei anni.

 

Non e’ punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di eta’ tra i soggetti non e’ superiore a tre anni. 

Questo vuol dire che non sono punibili i minorenni che coscientemente e liberamente compiano tra loro atti sessuali, purché abbiano raggiunto i 13 anni e la differenza d’età all’interno della coppia non superi i 3 anni. In pratica la legge riconosce agli ultratredicenni il diritto a vivere liberamente i legami affettivi tra coetanei. Ammettendo, altresì, che una relazione amorosa possa avere risvolti sessuali già a questa età.

 

Nei casi di minore gravita’ le pena e’ diminuita fino a due terzi.

 

Si applica la pena di cui all’articolo 609-ter (da 6-12 anni), secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci. Articolo aggiunto dall’art. 5, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

 

Art. 609 bis  (Codice Penale) – Violenza sessuale

Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorita’, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali e’ punito con la reclusione da cinque a dieci anni. Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali: 1) abusando delle condizioni di inferiorita’ fisica o psichica della persona offesa al momento dei fatto; 2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona. Nei casi di minore gravita’ la pena e’ diminuita in misura non eccedente i due terzi. Articolo aggiunto dell’art. 3, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

Art. 609 ter (Codice Penale)   – Circostanze aggravanti

La pena e’ della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all’articolo 609-bis sono commessi: 1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici; 2) con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa; 3) da persona travisata o che simuli la qualita’ di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio; 4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della liberta’ personale; 5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore. La pena e’ della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto e’ commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci. Articolo aggiunto dall’art. 4, L. 15 febbraio 1996, n. 66.

 

Gli articoli di legge stranamente sono abbastanza chiari, ma vi sono risvolti difficili da comprendere per chi non e’ un giurista.

Vi riporto di sotto una nota di  Ezio Menzione

(preso da http://www.centroamicizia.org/App.%20MENZIONE,%20L’et%C3%A0%20del%20consenso.htm)

che spiega con parole abbastanza semplici (ma sempre difficili per noi non avvocati!) cosa e’ l’eta’ del consenso e le pene a cui si va incontro quando si hanno raporti sessuali con minori di 18 anni. 

 

Mi sembra che vi sia una grande confusione sull’età del consenso. Vediamo di mettere un po’ d’ordine.

Intanto cosa si intende per «età del consenso»?

E’ l’età al di sopra della quale è possibile avere rapporti sessuali consenzienti senza che una delle due parti commetta reato, senza che incappi cioè nelle maglie della legge. 

Sottolineiamo: consenzienti, perché se vi è il consenso [solo] di una delle due parti, allora i rapporti sono sempre vietati, a qualunque età.

 

Rapporti sessuli con minori di 14 anni:

 

Il nostro codice penale punisce con pene assai severe (fino a dieci anni di carcere) chiunque abbia rapporti sessuali (e non importa se completi o incompleti) con una persona di meno di 14 anni (vale a dire che non abbia ancora compiuto 14 anni, non sia cioè entrato nel quindicesimo). Qualunque rapporto a carattere sessuale con un/una infraquattordicenne costituisce un delitto, e a nulla vale sostenere che il/la minore era consenziente. Non serve a nulla nemmeno sostenere che ignoravano che avesse quell’età e pensavamo ne avesse di più. Il codice fissa una presunzione: si tratta sempre di violenza carnale e non valgono quelle giustificazioni che di solito valgono in casi simili.

 

Rapporti sessuali con minori di 16 anni:

 

Ad una pena altrettanto severa è esposto chi abbia rapporti con un/una giovane di meno di 16 anni, che sia suo familiare o a lui /lei affidato. 

 

Rapporti con un infradiciassettenne:

 

Diverso è però, in generale, il caso di chi abbia compiuto 14 anni ma non ne abbia ancora compiuti 16 (cioè non sia ancora entrato nel diciassettesimo). In questi casi, chi ha rapporti con un/una infradiciassettenne non commette violenza carnale (sempre che vi fosse un consenso di questi), bensì il reato – punito molto più blandamente: fino a tre anni – di corruzione di minore. Differenza sostanziale rispetto al caso precedente è che ci ha avuto rapporti con costui/costei, se viene denunciato e portato in giudizio, può difendersi sostenendo e provando che il/la giovane, per i suoi atteggiamenti e comportamenti, sapeva bene ciò a cui andava incontro e quindi era «moralmente corrotto» e dunque il reato non esiste.

 

La differenza è fondamentale perché, mentre, rispetto ai rapporti con infraquattordicenni, in pratica vi è un divieto assoluto, rispetto ai rapporti con infradiciassettenne il divieto è molto relativo, tant’è che i casi di condanna per ipotesi di questo genere sono assai sporadici […].

 

Rapporti con persona che ha compiuto 16 anni:

 

Una volta compiuti 16 anni, infatti, ed entrati nei 17, è consentito avere rapporti senza che il partner abbia problemi, sempre che – lo si ribadisce – vi sia consenso, e non violenza fisica o psicologica.

 

In questo, dunque, l’età per avere rapporti sessuali è diversa dalla «maggiore età» intesa in senso legale generale: la maggiore età, infatti, come tutti sanno, la si raggiunge a 18 anni, mentre i rapporti sessuali si può averli liberamente una volta compiuti i 16.

 

E’ chiaro che il/la giovane di meno di 14 anni non è soggetta ad alcuna pena per avere avuto rapporti; altrettanto per il/la giovane di meno di 16 anni che abbia subìto un rapporto.

 

Ma che succede se chi impone il rapporto ha meno di 14, 16 o 18 anni?

 

Bisogna distinguere.

 

La persona di meno di 14 anni nel nostro sistema non è giudicabile né tanto meno condannabile e quindi la questione non si pone.

Al di sopra dei 14 anni, invece, si è giudicabili; per i reati compiuti fino a 18 anni, dai Tribunali per i minorenni; per i reati compiuti dopo i 18 anni, dai Tribunali normali.

 

Dunque il sedicenne o diciassettenne che abbia avuto rapporti con un infraquattordicenne è punibile come un adulto (anche se certamente il suo caso sarà guardato con una certa indulgenza dal Tribunale dei minori). Mentre il quindicenne che abbia rapporti con un altro quindicenne, difficilmente verrà condannato; se ambedue hanno compiuto 14 anni, infatti, chi può stabilire chi ha corrotto chi?

 

Nei rapporti fra due diciassettenni non si pone alcuna questione, come per gli ultradiciottenni.

 

Possiamo riassumere dicendo che: 

 

In Italia l’età del consenso è fissata a 14 anni, ma può salire o scendere a seconda dei casi.

Infatti sale a 16 anni se uno dei due partner ha qualche forma di autorità o convivenza sul/la partner più giovane, ad esempio nel caso di insegnanti, catechisti, educatori, fratelli e/o sorelle maggiori, assistenti sociali, medici curanti e pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni.

L’età sale a 18 anni (seppur con pene previste minori rispetto agli altri casi) se il fatto è compiuto dal genitore (anche adottivo), da un parente o dal tutore, o da una persona che convive con questi, nei confronti di un minore cha ha comunque compiuto 16 anni ed avviene abusando dei poteri connessi alla propria posizione.

Scende, invece, a 13 anni se i due partner sono entrambi minorenni, a condizione che vi sia una differenza d’età non superiore a 3 anni.

Qualsiasi atto sessuale compiutosi con una persona di minore età rispetto a quella prevista (a seconda dei casi riportati sopra) è considerata reato anche se il minore è consenziente. L’età minore degli anni 10 costituisce un’aggravante, e in questo caso si procede sempre d’ufficio, senza il bisogno di una querela.

 

Continuando sul tema e’ bene ricordare che:

 

È inoltre illegale compiere atti sessuali in presenza di una persona minore degli anni 14 con l’intenzione di farla assistere, anche se la persona minorenne non partecipa a questi atti: in questo caso sussiste il reato di corruzione di minorenne ai sensi dell’articolo 609 quinquies.

 

Infine, la legge non permette di offrire denaro o regali, a un/a minorenne per indurla/o ad atti sessuali, pertanto sono illegali i rapporti di prostituzione con una persona minore di 18 anni (uno tra i tanti possibili capi di imputazione per Berlusconi nel caso Ruby, se fosse accertato).

 

La verifica dell’età del/la partner minore spetta al/la partner maggiore. L’articolo 609 sexies specifica che:

« Quando i delitti previsti negli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all’articolo 609-quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l’ignoranza dell’età della persona offesa. »

In Italia, a differenza di quanto accade in altri ordinamenti, la legge non distingue fra età del consenso per gli atti eterosessuali e per quelli omosessuali; inoltre è uguale sia per i maschi che per le femmine.

 

I rapporti senza il consenso di entrambe le parti sono sempre vietati, a qualunque età: in questo caso, infatti, si parla di vera e propria violenza sessuale, riconosciuta come reato dall’articolo 609-bis del Codice Penale, perseguibile (come i precedenti reati) nelle modalità descritte dall’articolo 609-septies.

 

È da notare che con le modifiche apportate con la Legge 6 febbraio 2006, n. 38 che, tra le altre cose, hanno sostituito all’articolo 600-ter primo comma del codice penale (che punisce la produzione di materiale pornografico con minori)

« Chiunque sfrutta minori degli anni diciotto al fine di realizzare esibizioni pornografiche o di produrre materiale pornografico è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da lire cinquanta milioni a lire cinquecento milioni »

(articolo 600-ter primo comma vecchia formulazione)

con

« Chiunque, utilizzando minori degli anni diciotto, realizza esibizioni pornografiche o produce materiale pornografico ovvero induce minori di anni diciotto a partecipare ad esibizioni pornografiche è punito con la reclusione da sei a dodici anni e con la multa da euro 25.822 a euro 258.228 »

(articolo 600-ter primo comma)

Cambiando lo “sfruttamento” con il mero “utilizzo“, sono ora considerate reato anche le riprese o fotografiepornografiche” realizzate consenzientemente, anche se senza fine di diffusione, da persone che abbiano raggiunto l’età del consenso, ma di cui almeno una sia ancora minorenne (o da un singolo minore), pur essendo teoricamente le attività sessuali raffigurate perfettamente legali dal punto di vista dell’età del consenso.

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