4 vecchi in america

PLYMOUTH, LA CULLA DELL’AMERICA – DAY 5 SUMMER HOLIDAY 2011

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 24 luglio 2011

  

PLYMOUTH, LA CULLA DELL’AMERICA

(DAY 5 SUMMER HOLIDAY 2011)

 

Come spesso accade l’ultimo giorno di vacanza in un posto, dopo giorni di cattivo tempo, si presenta al meglio (come per dire: “hai visto come ti ho fregato?”).

La mattina della nostra partenza da Boston infatti era soleggiata, ma non calda.

Finalmente dopo giorni di viste offuscate su Boston Harbour, ecco una foto senza nuvole e pioggia.

Ed anche io avevo tolto la pesante felpa blu (unica cosa pesante che avevo portato in vacanza) per metterne una piu’ leggera!

Verso le 9.00 AM siamo partiti alla volta di Cape Cod, dove avevamo affittato una casa direttamente sul mare.

Anche questo albergo era un albergo NON CONVENZIONALE per gli USA.

Fuori dalle solita catene di alberghi, gestito familiarmente.

Ma a Cape Cod difficilmente si trovano grandi catene di alberghi, ancora per fortuna non ci sono arrivati!

Il viaggio non era lunghissimo (circa 2 ore e mezzo), ma noi ci siamo fermati dopo circa un’ora in quanto non potevamo non vedere Plymouth.

Ai piu’ credo che questa micro cittadina sia sconosciuta, come lo era a me prima di andarci.

Pero’ se amate un po’ questo paese e’ un posto da vedere, non tanto per quello che c’e’, ma perche’ rappresenta l’inizio della storia di questa parte del mondo.

Infatti se a  Cristoforo Colombo si riconosce la scoperta dell’America (e non tutti concordano) ai padri pellegrini si assegna l’appelativo di “coloni del nuovo mondo”.

Da wiki:

I Padri Pellegrini sono considerati da molti i primi coloni del Nuovo Mondo.

Si insediarono nel New England e fondarono la loro colonia sulla costa del Massachusetts, che fu riconosciuta ufficialmente il 1º giugno 1621.

Prima di allora infatti vi erano state spedizioni e insediamenti di natura governativa e militare, ma è con i Padri Pellegrini che ha inizio il massiccio flusso immigratorio che è poi proseguito nei secoli successivi.

Contrariamente all’opinione comune, i Padri Pellegrini altro non erano che un gruppo di privati cittadini inglesi di religione cristiana puritana.

Re Giacomo I aveva fondato a Plymouth, in Inghilterra, nel 1606 la Plymouth Company, chiamata anche New England Company, con lo scopo di stabilire delle colonie lungo la costa del Nord America.

Nel settembre 1620 (alcune fonti indicano il 6 settembre, altre il 16) salpò da Plymouth (UK) la Mayflower, con 102 persone a bordo compresi donne e bambini.

La traversata dell’Oceano Atlantico fu durissima, e ancor più duro fu il primo inverno durante il quale morirono di stenti più di 40 persone.

Erano approdati, infatti nel nuovo continente quando ormai l’inverno era alle porte e le terre circostanti deserte, selvagge e inospitali.

L’anno successivo però la colonia si era insediata ed era ben organizzata, aveva costruito case solide e coltivato le terre rivelatesi generose; aveva inoltre instaurato rapporti di amicizia con una tribù di indiani i quali avevano insegnato loro come coltivare il mais; eccetto per Washow, grande capo indiano di quel periodo, che gli diede non pochi problemi.

Felici per il raccolto e per la buona terra, decisero di festeggiare tutti insieme con i prodotti locali: tacchino, mais e torta di zucca.

Ebbe così luogo la prima Festa del Ringraziamento (Thanksgiving Day), una celebrazione molto sentita e che tuttora si festeggia negli Stati Uniti per commemorare l’arrivo dei Padri Pellegrini sul suolo americano.

Insomma leggendo avrete capito ce il posto non vale la visita per edifici, monumenti ed altro, ma per l’atmosfera di storia che si respira (e vi assicuro che trovare un po’ di storia in USA non e’ facile!).

Ed allora eccoci di fronte alle replica della Mayflower, anzi della Mayflower 2, che fu arrivo’ a Plymouth nel 1629 dagli UK con altri 35 coloni.

Paolo e Sara che studiano la rotta da seguire!

La visita all’interno della nave mi ha fatto immaginare quanto duro fu il viaggio, quasi 400 anni orsono!

Per rendervi conto di quanto era stretta ed inospitale una nave del genere guardate questa replica di un mercantile del 1700.

Qui hanno viaggiato per un tempo non ben precisato, ma si parla di almeno 3 mesi dalla partenza, almeno 135 persone (compresi i bambini)!

Comunque anche se la nave era piccola, tutto sembrava ben organizzato (ma vi assicuro che i letti oltre ad essere scomodi erano microscopici!).

La cosa carina che i letti erano familiari, cioe’ una famiglia aveva una tavolozza con materasso e ci dormivano tutti insieme!

La nave era gestita da una scoieta’ inglese che ha messo delle persone in costume dell’epoca nella nave, che replicano le gesta dei pellegrini.

E vi garantisco che appena aprono bocca si capisce imediatamente che sono inglesi!

Per gli amanti dei pesi e delle misure (come me).

Finita la visita della barca, ci siamo rimessi le giacche a vento, perche’ era freddino, e ci siamo diretti verso il porto per mangiare.

Il porto era piccolino, ma con costruzioni caratteristiche.

La scelta del ristorante non e’ stata difficile, primo perche’ ce ne erano solo 4 e poi perche’ appena ho visto questo sotto mi ci sono subito fiondato!

Era il tipico ristorante che si trova nei porticcioli americani: appena si entra ci sono tutti i pesci in esposizione, uno li puo’ vedere e decidere se comprarli o farseli cucinare.

Questa foto merita un commento, non per la sua bellezza, ma per lo spunto culinario.

Qui in New England abbiamo scoperto quanto sono buone le vongole fritte e le ostriche fritte!

So che vi sembra una bestemmia culinaria, ma non e’ cosi’!

Le vongole specialmente (che qui sono giganti) sono veramente un piatto che si sposa bene con la frittura.

Ecco una foto che parla da sola!

E per quelli che non sono tradizionalisti ed amano provare gusti nuovi, ecco la ricetta:

 

New England Deep Fried Clams

 

12 clams in their shells

1/2 c flour

1/2 c corn flour or masa harina

1 t salt

1/2 t freshly ground black pepper

1 c buttermilk

Shuck the clams. Pat dry on a paper towel.

Mix together the flour, corn flour, salt & pepper.

Dip each clam in buttermilk and then the flour mixture. Deep fry until golden. Drain on a cake rack, sprinkle with salt.

Makes 2 servings.

Notes:

It is important to use corn flour not corn meal for this dish. Be careful when you shuck the clams to keep them whole. Serve with Tartar sauce and hot sauce.

Noi all’entrata abbiamo scelto delle aragoste, che i bambini hanno voluto prendere in mano senza paura!

Qui sotto Sara che ha voluto imitare Paolo.

E dopo poco ecco il piatto: due aragoste a testa, con contorno di vongole fritte e patatine fritte!

Couldn’t ask for a better plate!

E naturalmente se si vuole gustare un’aragosta, bisogna sporcarsi le mani, ma ne vale la pena!

E dopo una mangiata di pesce che rimarra’ nei miei sogni americani (aragosta, vongole fritte, patate fritte e birra ghiacciata, tutto in un ristorante semplice, senza fronzoli ed abbastanza economico con vista mare),

ci siamo diretti alla Plymouth Plantation (a pochi Km dal porto).

Sara aveva portato anche la sua tartaruga di SuperMario, che avevamo comprato a Salem (questa e’ l’ultima volta che la tartaruga e’ stata con noi. Poverina si e’ persa, chi ne avesse notizia ci chiami!)

Con il biglietto combo (che qui in america fanno sempre risparmiare. In pratica si comprano due o piu’ attrazioni insieme, nel nostro caso la Mayflower 2 e la plantation,  e si risparmia molto sul prezzo dei biglietti), siamo subito entrati nella plantation, passando per la chiesa, che vedete nella foto di sotto.

Questa foto sotto a mio avviso da l’idea della belllezza del villaggio e mi fa tornare indietro di circa 300 anni, con l’immaginazione!

Questo e’ il panorama che i padri pellegrini e le loro famiglie vedevano ogni giorno!

E queste sono le loro case, dall’interno.

Naturalmente anche qui, come sulla Mayflower 2, ci sono persone (con accento UK) che lavorano ogni giorno in abiti dell’epoca. E fanno tutte le attivita’ che si facevano allora, proprio come si faceva un tempo.

Gli animali non sono dell’epoca!

Prima di andare via Sara si e’ fatta delle foto con le galline e galli,

ed io con i miei “selvaggetti”!

Ci siamo rimessi in macchina “satolli di storia” ed in un’ora siamo arrivati al mitico Top Mast  a North Truro. 

Il complesso non era esteticamente meraviglioso, ma gli appartamenti erano tutti sul mare, nuovi e pulitissimi,

Noi ne avevamo uno al piano terra, ed appena siamo entrati abbiamo lasciato i bagagli per andare sulla spiaggia!

Il mare era trasparente, piatto, ma GHIACCIATO!

Iniziava a tramontare il sole e questo e’ uno dei tanti momenti belli che ci siamo goduti dalla spiaggia!

Come vedete lungo la spiaggia ci sono moltissimi cottage, tutti di legno e caratteristici (se ne volte affittare qualcuno, andate prima a vederlo o consultate tripadvisor, perche’ io ne ho visti alcuni, ma non tutti meritvano la “pena” di dormirci!

Ed andando verso Provincetown 

se ne trovano molti di piu’.

 

Ecco Paolo felice che rientra a casa.

E due scatti del tramonto bellissimo di quella sera (ma ogni sera ce ne era uno cosi’).

Davanti ad ogni appartamento c’era il BBQ personale ed il tavolo privato per mangiare di fronte al mare ed al tramonto!

Insomma un posto da 10 e lode: natura, semplicita’ ed assenza di tutto quello che puo’ essere commerciale e fastidioso (bar, lidi, negozi, macchine …….). 

In poche parole Cape Cod!

13 Risposte

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  1. MARCO TREVISO said, on 25 luglio 2011 at 12:17 am

    Bella la Mayflower 2.. però non penso che con tutte le mie allergie varie sarei arrivato vivo negli USA😀 .. mi sà che preferisco le moderne navi da crociera si si.. Molto carine Plymouth. in effetti a me con quel nome veniva in mente solo l’auto..😉 e anche cape cod..e come al solito molto interessante il ristorante scelto.. delle ostriche fritte ne ho sentito parlare molto bene, ma delle vongole ancora non avevo idea che le friggessero.. povera tartaruga dispersa..😦 però almeno ha scelto un bel posto con spiaggia e mare.. Dato che hai messo in mezzo il discorso, e non ho ancora avuto occasione di testare bene il problema.. da cosa capisci al volo la differenza tra inglese uk e inglese us a parte la grammatica e poi da stato a stato? mi preoccupa un pò questa cosa, perchè se ho fatto un figurone in Scozia.. magari in america faccio pena..🙂

    • gian16 said, on 25 luglio 2011 at 4:50 am

      per quanto riguarda la mia esperienza in campo di lingua inglese, la differenza tra inglese uk e usa, un italiano poco esperto ma che parla comunque abbastanza bene la riconosce solo in base all’intonazione e alla differenza della costruzione del verbo avere……se in scozia hai fatto una bella figura, negli Usa quasi sicuramente te la caverai altrettanto bene…..quando parli con qualche madrelingua che sta parlando con te, di solito capisci sempre, il problema sorge quando parlano tra di loro….lì non capisci più nnt (soprattutto se sono giovani ed americani)😀 ma credo sia un fatto di orecchio dopo un po’ dovresti riuscire a capirli…..

      • Marco Treviso said, on 25 luglio 2011 at 5:23 am

        Grazie Gian, per quest’anno intanto mi allenerò su una nave americana, in vista del viaggio negli Usa programmato spero per il prossimo anno.. conto molto sul mix di nazionalità dei parlanti inglese..😀

      • quattrovecchiinamerica said, on 25 luglio 2011 at 8:02 pm

        DI sicuro sara’ un bell’allenamento!

      • quattrovecchiinamerica said, on 25 luglio 2011 at 8:02 pm

        COme detto prima se capisci gli inglesi capisci gli americani, am non e’ vero il viceversa! Ciao Ezio

    • quattrovecchiinamerica said, on 25 luglio 2011 at 7:59 pm

      CAro MArco
      a mio avviso gli inglesi si riconoscono da un miglio perche’ il loro inglese e’ sincopato, choppato, e la loro pronunccia e’ chiusa. In un meeting ho riportato le seguenti pronuncie: Loife = life, soide = side, roit = right ………………… che unita alla pronuncia sincopata ed alla aulicita’ delle loro parole rende il listening abbastanza complicato. SAra’ perche’ vivo in USA da 3 anni ma la bella pronuncia aperta e svaccata degli yankees la capisco molto meglio!

      UN giorno dovro’ fare un post sulla lingua, ma troppi ancora ne dovrei scrivere!

      Ciao Ezio

  2. patrizia said, on 25 luglio 2011 at 4:47 am

    belo bello bello…come tutti i tuoi post! ciao

    • quattrovecchiinamerica said, on 25 luglio 2011 at 8:01 pm

      Se i miei posts fossero come i tuoi piatti, sarei uno scrittore famoso!

      CIao Ezio

  3. stefania said, on 26 luglio 2011 at 2:13 am

    I’m agree with Patrizia…
    by Stefy

  4. Marco said, on 26 luglio 2011 at 6:56 am

    Era molto bella la Mayflower2 e ilo villaggio.
    Molto bello anche il tramonto di Cape Cod.
    Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 30 luglio 2011 at 11:30 am

      iL TRAMONTO DI Cape Cod era bellissimo, specialmente se te lo gedevi dal terrazzo di casa!

  5. Vincenzo Marzano said, on 6 agosto 2011 at 1:46 am

    Bellissimo!🙂
    Mi fà molto sorridere il fatto che dici che non è semplice trovare storia in America🙂
    Pensavo la stessa cosa un paio di giorni fà quando ero a Londra, e mi dicevo “guarda te… quando qui costruivano questi edifici monumentali, in USA si cacciava con lance e frecce”.
    Hai fatto benissimo a rincorrere un pò di storia🙂, spero tanto che Paolo e Sara si ricordino tutti questi vostri viaggi quando saranno grandi.

    • quattrovecchiinamerica said, on 6 agosto 2011 at 8:45 am

      CAro Vincenza

      uno degli scopi del blog e’ quello di far rivivere ai bambini, quando saranno grandi, le loro avventure americne.

      MI e’ costato tempo e’ fatica (non quella fisica ma mentale), ma sara’ una bella soddisfazione per loro.

      SPERO!!

      CIao Ezio


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