4 vecchi in america

NEW YORK – DAY 9 SUMMER HOLIDAY 2011

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 4 settembre 2011

NEW YORK – DAY 9 SUMMER HOLIDAY 2011

Il nostro primo giorno a NY si e’ aperto con una buona notizia atmosferica: sole e temperature non afose.

Il top per visitare la citta’!

Per girare la citta’ abbiamo comprato una tessera valida per 4 giorni (valida sia per l’underground che per i bus).

Avendo deciso di viaaggiare con i mezzi pubblici, l’unica incognita era la sicurezza in metropolitana e se si poteva girare facilmente nei meandri della metro’ con i due passeggini.

Posso affermare subito che nei 4 giorni di visita a NY, non abbiamo mai avuto la sensazione di insicurezza, mai visto brutte facce fuori e dentro la metro’. Ma noi abbiamo girato solo dentro Manhattan ed in orari da turisti.

Di sicuro mi sono sentito piu’ sicuro di quando prendo la metro’ alla Stazione Termini!

Girare invece con i passeggini non e’affatto facile!

Infatti se avessimo dovuto rispettare le regole, avremmo dovuto utilizzare o le porte tipo slam gate (impossibili da utilizzare con i passeggini)

0 delle speciali porte, adatte al passaggio dei passeggini, che pero’ funzionavano solo su chiamata (si doveva chiamare un inserviente, che con estrema lentezza si presentava al gate per aprirlo). Se guardate la foto di sopra e’ quella accanto alla porta girevole.

Naturalmente la procedura e’ troppo lenta, infatti la prima volta per entrare abbiamo aspettato 15 minuti (ed alla fine una signora di NY ci ha aperto il cancello da dietro, facendo suonare l’allarme!!

Sempre la stessa signora ci ha consigliato come fare: piegare i passeggini farli passare sotto altri tipi di tornelli

cosi’ come i bambini e poi entrare noi grandi con il nostro biglietto.

Suggerimento ottimo, che abbiamo seguito tutte le volte che abbiamo preso la metro’, risparmiando tempo prezioso!

Poi le scale mobili non sono cosi’ numerose, e scendere ripide scale con i passseggini non e’ il massimo, specialmente la sera quando sei stanco morto dopo una giornata di camminata (con due bambini da seguire!).

All’uscita dall’abergo abbiamo subito notato come i New Yorkesi si arrangiano per i parcheggi: non in orizzontale, ma in verticale!!

Dovremmo imparare anche noi a Roma!

La prima giornata la abbiamo dedicata al passeggio all’aria aperta, dato che la giornata meritava veramente.

Gia’ alle 10.00 eravamo a Columbus Circle, al south corner del Central Park.

La piazza era molto bella e contornata da grattacieli moderni e con forme ardite.

Al centro della piazza naturalmente c’e’  la statua di Cristoforo Colombo (qui in USA veramente famoso, e non poteva essere diversamente!).

Se guardate bene le due foto di sopra, noterete che ci sono piu’ taxi che macchine.

Questa e’ una caratteristica di NY.

Infatti venire in macchina a Manhattan non solo comporta uno spreco di tempo (dato che per arrivare c’e’ molto traffico), ma anche di soldi. Infatti oltre a dover pagare i pedaggi dei vari ponti/tunnel (che portano sull’isola) bisogna pagare dei prezzi esorbitanti per i parcheggi .

Quindi il taxi risulta essere il mezzo piu’ facile da usare, specialmente se si deve andare in orizzontale. Cioe’ da East ad West. Mentre se si vada South a North conviene di piu’ la metro’ (che ha piu’ linee in verticale).

Il nostro viaggio e’ iniziaro dall’angolo inferiore sinistro sud di Central Park

e percorrendo laWest 59th streeet

siamo arrivati di fronte al mitico Plaza Hotel (angolo south, in basso a destra del Central Park).

Dato che avro’ visto 100 volte il film “mamma ho riperso l’aereo”,

nella mia mente era ben impresso l’hotel dove il bimbo passava gran parte del film: per l’appunto il Plaza hotel.

E non ho potuto fare a meno di andarlo a vedere dal di dentro!

Questa di sotto e’ un ristorante,

e questa e’ la bellissima hall.

Per entrare nell’albergo mi sono spacciato per un cliente in cerca di camera, ma poi sono andato veramente a chiedere il prezzo di una camera.

Prezzo piu’ basso per una doppia 800 $/notte!

Altissimo, ma noi non abbiamo pagato un po’ meno della meta’!!!

All’uscita dell’hotel abbiamo ammirato la FontanaPulitzer.

Da li ci siamo addentrati in Central Park, vero polmone verde di NY.

Per favi capire che non ho esagerato dicendo polmone verde di NY, vi faccio vedere la cartina,

ma ancora meglio e’ una fotografia aerea (il parco “prende circa 60 blocks!).

Abbiamo iniziato la nostra esplorazione del Central Park dall’entrata vicina alla Grand Plaza e ci siamo diretti lungo il Pond.

Poi ci siamo diretti verso il Lake, ed abbiamo incontrato numerose gallerie, di quelle che sono presenti in tutti i film girati al Central Park.

Continuando verso North abbiamo incontrati una serie di campi da baseball, naturalmente pieni di amatori.

Non potevamo non fermarci all giostra presente al centr0 del parco.

Poi ci siamo rilassati, come fannno spesso i new Yorkesi nella pausa pranzo, nel great lawn.

Come vedete dalla foto di sotto il parco era pieno di gente in costume a prendere il sole,

e c’era anche un bel vedere, per i maschietti!

La cosa che mi e’subito venuta in mente guardando queste belle ragazzein bikini, e’ stata la loro sicurezza.

Devo dirvi che la sensazione che ho avuto e’ stata quella di una sicurezza di base (girando nel parco ed a NY, o meglio Manahattan). Non ho mai visto brutte facce e/o gang. Ma negli anni NY e’ diventata piu’ sicura, grazie ad una potente azione di repressione, pulizia e Polizia.

E sentendo cio’ che di brutto, spesso, succede alle donne nei parchi o nelle vie di Roma e non solo, il paragone mi rattrista e mi fa incazzare non poco!

Dato che si era fatto tardi, ed uscire dal Central Park per cercare qualche ristorante per mangiare ci avrebbe fatto perdere almeno 1 ora, abbiamo deciso di mangiare proprio al centro del parco, al ristorante “Au Pain Quotidien”.

Il ristorante era carino, in mezzo al verde, ed abbastanza affollato (se ti volevi sedere).

Noi ci siamo seduti quasi subito, ma il motivo c’era: il posto che si era liberato quasi subito non aveva l’ombrellone. E con il sole che c’era quel giorno ci siamo abbronzati!!

Pero’ i panini ed i piatti che servivano erano buoni.

Subito dopo pranzo siamo andati al Lake ed abbiamo visto la Bethesda Fountain,

e la sua terrazza.

Si erano fatte le 4 PM ed eravamo ancora ameta’ del parco.

Allora invece di vederlo tutto ci siamo rigirati e ci siamo diretti verso il Central Park zoo.

Prima dello zoo abbiamo incontrato vari spaccati che fotografano la vita del parco:

una cerimonia indiana,

una signora che suonava l’arpa sotto le fresche frasche,

il divieto assoluto di fumare nel parco,

un saltinbanco,

e finalmente l’entrata dello zoo.

Lo zoo (reso famoso anche dal film Madagascar)

vi posso assicurare che se non avete bambini che lo vogliono visitare a tutti i costi, si puo’ tranquillamente saltare!

E’ decisamente bruttino e piccolo, nonche’ caro!

Verso le 5.30 PM siamo usciti dal parco e ci siamo diretti verso la famosa 5th Avenue.

E subito abbiamo incontrato FAO SCHWARZ, famosissimo negozio di giocattoli. E ci siamo entrati!

Il negozio e’ gigantesco ed ha dei giochi che non sono cosi’ comuni e dozzinali come in altri negozi.

Insomma un must per i bambini e per i genitori bambini!

Anche qui mi e’ venuto in mente il film di Tom Hanks “big”

dove lui suona allegramente “heart and soul”, sul big piano.

Per chi non si ricorda il motivetto, eccone due links: http://youtu.be/1TmIa9RbhPM ,   http://youtu.be/WngoqITIkTE

Ed anche Paolo e Sara non si sono risparmiati nel suonare il big piano, quando e’ stato il loro turno.

Appena usciti abbiamo percorso la quinta strada, piena di negozi grandi firme.

Devo dire che non mi e’ piaciuta quasi per nulla!

Infatti molti di questi negozi si trovano in giro anche ad HSV (oltre che nelle altri grandi citta’ degli States), ma c’e’ meno fila e si paga di meno!

Qui eravamo di fronte alla Trump Tower,

e si vede il negozio di Abercombie pieno di gente che fa la fila!

Se venite ad HSV di fronte e dentro il negozio non c’e’ mai quasi nessuno!!

Questa bella coppia di spalle tutta agghindata a festa, mi avevano colpito, dato che erano ben vestiti e giravano in mezzo ai turisti, che notoriamente sono meno ben vestiti!

Di fronte a questa scultura,

si trova la bellissima cattedrale  di St. Patrick.

Mentre questo grattacielo, che io ho sempre pensato essere l’Empire State Building, e’ il Chrysler Building.

Da questo blog traggo el informazioni di sotto relative al meraviglioso grattacielo di cui sopra, che come leggerete di sotto e’ stato il set di numerosi e famosissimi film:

 http://newyorkgrattacieli.blogspot.com/

Il Chrysler Building, alto 319 metri e disposto su 77 piani, è il grattacielo più bello della città di New York.

Lo dicono da sempre i newyorkesi. E lo confermano gli esperti: un sondaggio condotto nel 2005 dallo Skyscraper Museum (museo di NY con a tema proprio i grattacieli) su cento tra architetti, costruttori, critici, ingegneri, storici, lo ha collocato al primo posto tra i più bei grattacieli di Manhattan.

IL SOGNO DI DUE UOMINI

Nel 1928 Walter Chrysler aveva già tutto, ma per fortuna non gli bastava. Fu così che nacque il Chrysler Building.

Walter Chrysler aveva fondato la Chrysler Corporation nel 1925, a 50 anni di età e al culmine di una straordinaria carriera in campo manageriale nel settore automobilistico che lo aveva consacrato come uno degli uomini più ricchi d’America. Nel giro di soli 3 anni, dal 1925 al 1928, la Chrysler era poi passata dal 32° al 3° posto nella classifica dei maggiori produttori americani di auto. Così, alla fine del 1928, Walter Chrysler era sulla copertina di Time, con uno dei riconoscimenti ancora oggi tra i più ambiti: “Uomo dell’Anno”.

A quel punto, Chrysler decise che la sua società meritava una sede adeguata. Incidentalmente, decise anche che quella sede avrebbe dovuto essere il grattacielo più alto di New York. E diede il via al progetto Chrysler Building.

William Van Alen, architetto con la reputazione di showman, era l’uomo giusto per condividere l’ambizione di Chrysler e trasformarla in realtà.

Ma Chrysler e Van Alen non erano soli nella corsa verso il grattacielo più alto. Nei canyons di Lower Manhattan, più precisamente nel Financial District, il 34enne banchiere George Ohrstrom (soprannominato “the kid”) stava realizzando, al numero 40 di Wall Street, il grattacielo destinato ad ospitare la sede della sua banca, la Bank of Manhattan. L’architetto di Ohrstrom era H. Craig Severance. Particolare curioso: in passato Severance e Van Alen erano stati soci dello stesso studio di architettura, il che acuiva la competizione, aggiungendo un elemento di sfida nella sfida.

Alla fine, con il palazzo della Bank of Manhattan ufficialmente ultimato e il Chrysler Building in dirittura d’arrivo, non sembravano esserci più dubbi: 40 Wall Street era il più alto!

VAN ALEN E IL SEGRETO DELLA GUGLIA

La partita sembrava persa, ma Van Alen aveva in serbo un colpo di teatro. In gran segreto, aveva ottenuto l’autorizzazione per costruire in cima al grattacielo una guglia a spirale alta circa sessanta metri. La guglia venne realizzata di nascosto all’interno del palazzo, nel vano ascensori, assemblando i singoli pezzi provenienti dall’esterno, in modo che nessuno potesse sospettare quello che stava per accadere. Poi, mentre ancora tutti i media cittadini stavano celebrando la vittoria di Severance e della Bank of Manhattan, bastarono 90 frenetici minuti per montare la guglia e riscrivere la storia dell’architettura mondiale.

Walter Chrysler e William Van Alen ce l’avevano fatta: il loro era il grattacielo più alto di New York. A onor del vero, il primato così faticosamente raggiunto durò poco, perchè un anno dopo la sua inaugurazione (avvenuta il 27 maggio del 1930) il Chrysler fu superato in altezza dall’Empire State Building, che divenne così il numero uno dei grattacieli di Manhattan. La superba eleganza e la suggestiva raffinatezza architettonica del Chrysler Building: quelle, però, erano destinate a durare per sempre.

Un particolare che merita ampiamente di essere evidenziato: grazie agli elevati standard di sicurezza adottati, nessun operaio perse la vita durante la costruzione dell’edificio.

VITTORIA AMARA

Superato l’entusiasmo del momento, il successo per Van Alen ebbe purtroppo un sapore amaro. Walter Chrysler lo accusò di avere intascato indebitamente delle provvigioni dalle ditte che avevano lavorato alla costruzione del palazzo e si rifiutò di saldargli il conto per il suo lavoro di architetto. Sebbene alla fine Van Alen vinse la causa, le accuse mossegli dal suo potente cliente compromisero gravemente la sua futura carriera, al punto che, negli anni a venire, non ebbe praticamente più nessun lavoro e cadde nel dimenticatoio. Walter Chrysler non lo nominò mai nella sua autobiografia del 1937, parlando genericamente di “architetti”. Nel 1941, un anno dopo la morte di Chrysler, il New York Times riportò la notizia secondo la quale Van Alen era all’opera su un progetto che prevedeva la costruzione di garage sotterranei. Poi più nulla, fino alla sua morte, avvenuta nel 1954.

Intanto, un anno prima, nel 1953, gli eredi di Walter Chrysler avevano venduto il palazzo che ancora oggi porta il loro nome, e quindi non ne erano più i proprietari.

SUGGESTIONI ARCHITETTONICHE

Il Chrysler Building, elaborato in stile Art Deco, presenta molti elementi ricchi di fascino e di curiosità.

Il più appariscente è senza dubbio la stupenda guglia che lo sovrasta. Realizzata in acciaio inox, propone in forma stilizzata il motivo del sorgere del sole.

Sulla facciata del palazzo compaiono poi diversi riferimenti automobilistici. In particolare, al 31° piano, i quattro angoli dell’edificio sono abbelliti da ornamenti che hanno la forma del tappo del radiatore delle Chrysler dell’epoca. Alla stessa altezza, si possono ammirare dei fregi che riproducono le ruote delle automobili. In diversi parti del palazzo compare inoltre scolpito il logo a zigzag della Chrysler.

Per finire, al 61° piano sporgono dagli angoli dei gargoyles a forma di aquila americana.

Al calare delle tenebre, la parte alta del Chrysler Building si illumina, donando così tutto il suo fascino alla notte newyorkese.

UN ATRIO DA SCOPRIRE

A differenza di altri grattacieli newyorkesi, il Chrysler Building non ha un proprio osservatorio ai piani alti aperto al pubblico, nè ristoranti in cui pranzare e godere della vista della città. L’unica area del grattacielo aperta ai turisti è il suo atrio. Il quale è molto elegante e raffinato, in perfetta sintonia con la bellezza degli esterni. Visitandolo, si possono ammirare decorazioni in marmo, granito e acciao cromato. Le porte degli ascensori sono in legno pregiato con decorazioni ad intarsio che ricordano motivi egiziani. Il soffitto, dipinto da Edward Trumbull, è uno splendido affresco con immagini di edifici, aerei e scene dalla linea di montaggio della Chrysler.

SUPEREROI E MOSTRI

Data la sua natura di icona della città di New York, il Chrysler Building ha al suo attivo numerose presenze in film, telefilm, cartoni animati, fumetti, videogiochi, libri, immagini pubblicitarie.

Cominciamo questo viaggio alla scoperta delle sue apparizioni multimediali con qualcosa di assolutamente poco noto. Nel 1982 il regista Larry Cohen dirige il b-movie Q – the winged serpent, in cui un enorme mostro alato con la testa di serpente semina il panico nella Grande Mela, cibandosi delle prede che trova ai piani alti degli edifici (lavavetri, operai dei cantieri, fanciulle in bikini sugli attici). Il mostro – indovinate un po’ – ha la sue sede nascosta proprio sulla sommità del Chrysler Building. Un detective della polizia – interpretato da David Carradine – indaga per scoprire cosa si cela dietro la misteriosa scia di improvvise sparizioni. Intanto un ladruncolo in fuga scopre per caso la base dell’essere immondo e cerca di ricattare la città. Una curiosità: il ladruncolo in questione è interpretato da Michael Moriarty, oggi celebre per il suo ruolo di Ben Stone in Law and Order.

Casomai leggendo queste poche righe vi fosse già venuta l’acquolina in bocca, sappiate che il film (che il sottoscritto ha avuto qualche anno fa la fortuna di vedere su Odeon TV) è anche disponibile in dvd in italiano con il titolo Il Serpente Alato.

Sempre restando in tema di mostri, ben altra notorietà puo vantare Godzilla di Roland Emmerich (anno 1998). Qui il Chrysler Building fa una gran brutta fine, ma Godzilla ne è il responsabile solo in via indiretta. Nel tentativo, infatti, di abbattere il mostro, un elicottero militare gli spara contro due razzi, che però mancano il bersaglio e centrano in pieno il palazzo Chrysler.

Chi non colpisce il Chrysler Building ma gli passa letteralmente attraverso è invece Silver Surfer durante il suo inseguimento nei cieli di Manhattan con la Torcia Umana. La scena è contenuta nel film I Fantatici Quattro e Silver Surfer (anno 2007) ed è anche ripresa dal trailer originale del film.

Continuiamo ad occuparci di supereroi ma cambiamo media. Nel cartone animato di Spider-Man datato 1994/1998, kingpin, il terribile boss del crimine di New York City che opera ammantato da onesto businessman, ha il suo quartier generale al Chrysler Building.

Spazio ai videogames. In Parasite Eve, concluso una prima volta il gioco con successo, è possibile accedere ad una nuova modalità in cui compare il Chrysler Building: la protagonista deve scalarlo, affrontando – piano dopo piano – una serie di creature sempre più mostruose e spietate.

Per finire, una citazione fumettistica che è al tempo stesso un caro ricordo. Nel numero 146 di Amazing Spider-Man l’Uomo Ragno insegue uno dei suoi più tradizionali avversari, lo Scorpione, in lungo e in largo per i tetti di New York, fino alla cima del Chrysler Building, dove lo sconfigge. Questa storia è la prima in assoluto di Spider-Man che ebbi il piacere di leggere. L’anno era il 1977, l’edizione italiana era L’Uomo Ragno numero 186 e il logo in copertina era quello della (indimenticabile) Editoriale Corno…

All’altezza della 42nd street abbiamo ammirato, da fuori, la bellissima Public Library, vicina all’adiacente Bryant Park.

Si era fatto tardi, avevamo fame ed eravamo abbastanza stanchi per continuare a girare.

Allora abbiamo svoltato sulla 42 nd street, passato Broadway per vedere Times Square con il buio e le sue luci sfavillanti.

Ma prima di arrivare a Times Square ci siamo fatti abbindolare da questo caricaturista, che per la cifra modica di 5$ (poi diventati magicamente 20$ tra cornice, extra size, glossy paper …….) ha fatto due ritratti ad i bambini.

Come noterete il caricaturista ha reso i nostri bei bambini meno belli, di quanto li vediamo noi!

Stanchi siamo arrivati a Times Square, ma non la abbiamo visitata dato che ci siamo riproposti di andarla a vedere nei giorni successivi, con piu’ calma e piu’ “notte”.

Era ora di andare a mangiare a casa e di andare a riposare su un meraviglioso letto comodo!

19 Risposte

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  1. ilbornaspacca said, on 5 settembre 2011 at 2:41 am

    Ciao ezio, sono uno studente di 17 anni e seguo moltissimo le tue avventure negli USA.
    Potrei avere qualche modo per contattarti? Avrei bisogno di farti un paio di domande😀 Grazie!

    • quattrovecchiinamerica said, on 7 settembre 2011 at 8:17 am

      Ciao, mi puoi contattare a eziostafania@hotmail.com quando vuoi.

      Non so se saro’ in grado di rispondere alle tue domande, ma ci provero’!

      Ciao Ezio

      • Carlo Bornacin said, on 7 settembre 2011 at 11:41 am

        La tua email “eziostafania@hotmail.com” risulta non disponibile. Sicuro sia esatto?
        Saluti

      • quattrovecchiinamerica said, on 8 settembre 2011 at 12:03 am

        no! infatti e’ eziostefania@hotmail.com!!

  2. Giulio Maggi said, on 7 settembre 2011 at 1:35 am

    Ciao Ezio….ti ho anche inviato un commentino nel post precedente a questo, appena tornato dalle ferie.
    Bellissime queste immagini della città di New York…le trovo molto suggestive e mi è anche piaciuta molto, la veduta aerea del Centrl Park….non credevo che fosse così grande. Quello che dici ovvero, che non si vedono brutte facce ma che senti quella “sensazione di sicurezza” all’interno, è molto confortante.
    Devo anche aggiungere che ho trovato carino quel maxi pianoforte, da suonarsi con i piedi…Come musicista, non potevo restare indifferente a questa curiosità
    Tanti saluti e a presto
    GIulio

    • quattrovecchiinamerica said, on 7 settembre 2011 at 8:21 am

      Caro Giulio
      Da amante della musica ero sicuro che avrestigradito il big Piano!

      A riguardo della sicurezzaposso dirti che mi ha colpito in positivo il senso di sicurezza che mi ha dato NY.

      Ciao Ezio

  3. claudio said, on 7 settembre 2011 at 12:15 pm

    Ciao siete tornati in Italia??? veramente belle le differenze che fai notare tra gli States e il nostro paese……..

  4. Marco said, on 8 settembre 2011 at 4:03 am

    Fa incazzare sapere che una metropoli più grande mille volte delle nostre funzioni meglio di tutte le nostre messe insieme, che sono sicuramente più piccole!
    Vedere la polizia che gira per la città è un miracolo qui in Italia, a Napoli stiamo iniziando a vedere qualche macchine della polizia da quando è arrivato De Magistris.
    Un’altra cosa, è che lì la gente usa i mezzi pubblici per spostarsi, mentre in Italia conviene di più spostarsi con la macchina che con metro o autobus, tanto solo un biglietto di 90 minuti sta 1,60 € (almeno qui a Napoli), finchè era 1,10 € si poteva anche fare, ma solo per 2 biglietti si spende 3,20 € e non ne vale la pena, tanto poi si accumulano sempre i ritardi, guasti etc… Noi paghiamo, ma non riceviamo niente in cambio.
    A New York invece quanto costa un biglietto?
    Comunque, adesso siete in Italia, vero?
    Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 13 settembre 2011 at 6:37 am

      CAro MArco

      siamo rientrati in Italia il 7 Settembre e gia’ mi sembra di essere tornati nel medio evo!!!

      La priam sensazione non e’ stata quella di efficienza, pulizia ed educazione a cui eravamo abituati. Ma questo lo sapevo gia’! Ci stiamo lentamente riabituando alla maleducazione stradale, al caos ed alle polemiche inutili.ùùMa questo non vuol dire che non si puo’ cambiare! Spero che con il tempo le cose si rimettano ad andare nel verso giusto, anche se credo che ci volgia molto tempo. I biglietti del metro’ a NY costano 2.50 $ a corsa (circa 1.8 Euro), ma ci sono numerossissimi modi per pagare di meno (vedi http://www.mta.info/metrocard/mcgtreng.htm).

      Non ti sto neanche a dire che i servizi e la copertura della metro’ e degli autobus sono lontani anni luce dai nostri ( i nostri sono peggio!).

      Ciao Ezio

  5. Vincenzo Marzano said, on 11 settembre 2011 at 8:51 am

    Ciao bellissimo🙂
    Adoro NY, e vederla dai tuoi occhi è quasi come vederla dai miei🙂
    Un abbraccio e un bacio ai bimbi

    • quattrovecchiinamerica said, on 13 settembre 2011 at 6:40 am

      CIao Vincenzo

      in questi giorni sono sdtato superincasinato con il rientro in ITalia e con tutte le faccende lavorative e non connesse con il rientro.

      Il blog purtoppo non lo ho potuto aggiornare regolarmente ed ho moltissime cose ancora da dire e da farvi vedere. Cerchero’ di rimeterlo in pari al piu’ presto!

      Il prossimo post dovrebbe essere ancora su NY (Battery PArk, Statue of Liberty, Ground Zero, Little Italy, chinese food….).

      CIao Ezio

  6. Carlo Bornacin said, on 13 settembre 2011 at 11:09 am

    Ciao, la mia email non ti è arrivata?
    Saluti
    Carlo

    • quattrovecchiinamerica said, on 14 settembre 2011 at 2:11 am

      Caro Carlo la tua eamil e’ arrivata e cosi’ come e’ arrivata e’ magiacamente scomparsa! Potresti riprovare a reinviarla? Ciao Ezio

  7. Marco said, on 14 settembre 2011 at 6:56 am

    Concordo con te Ezio, l’Italia più cambiare, ma ci vuole una grande forza di volontà da parte del governo, ma credo che finchè avremo Berlusconi come Presidente del Consiglio, questo non si potrà avverare.
    Qui a Napoli, con l’arrivo di De Magistris in pochi mesi Napoli è cambiata, si rivedono gli spazzini, è stata data una dritta ai dipendenti dell’Asia(pensa che si rivedono anche i cassonetti chiusi, miracolo a Napoli), e i servizi funzionano meglio, però purtroppo la crisi e la manovra del governo ostacolano sempre di più i piani del Sindaco!
    Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 14 settembre 2011 at 7:02 am

      CAro MArco

      pero’ molta parte del cambiamento deve partire da noi! INfatti oltre a votare bene, a non votare chi e’ ladro o scansafatiche (e c’e’ l’imbarazzo della scelta su chi non votare!) dobbiamo farci parte dirigente ed iniziare ad educare i nostri figli in modo corretto. DObbiamo inesgnarli a non rubare, a non fregare a non copiare a rispettare la patria ……………………… Tutte cose che molti di noi si sono dimenticati!!! Non sempre si puo’ far pesare il peso dell’incivilta’ sul governo. Anche noi dobbiamo cambiare.

      Un esempio? i dipendenti pubblici dovrebbero iniziare a pensare che i soldi che prendono non sono una cosa caduta dal cielo, chemeritano a prescindere! Dovrebbero meritarseli , fornendo delle prestazioni accettabili!

      Ma questo mi pare ancora che non accada. Infatti si sente spessso la lamentela da parte dei dipendenti pubblici, che affermano di prendere poco. Ma cosa fanno per avere lo stipendio?

      MOlti lavorano anche per 10, ma moltissimi lavorano per zero )tanto ci sono sempre i fessi che lavorano per loro)!!

      Ciao Ezio

  8. Carlo Bornacin said, on 14 settembre 2011 at 10:45 am

    Ti ho reinviato l’email, speriamo faccia la brava!🙂
    Saluti
    Carlo

    • quattrovecchiinamerica said, on 14 settembre 2011 at 10:59 am

      got it!!

      quello che mi chiedi non e’ di facile risposta, ma cerchero’ di darti piu’ informazioni possibili! Ciao Ezio

      • Carlo Bornacin said, on 14 settembre 2011 at 12:08 pm

        Grazie mille! Fammi sapere appena puoi😀
        Ti chiedo scusa per il disturbo
        Saluti
        Carlo

      • quattrovecchiinamerica said, on 15 settembre 2011 at 3:49 am

        CAro CArlo ti ho inviato 3 emails. Non so se sono state utili a risolvere i tuoi dubbi, ma non sapevo molto sull’argomento!

        CIao Ezio


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