4 vecchi in america

NY TRA FAVOLE E GRANDI VETTE- DAY 11 SUMMER HOLIDAY

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 29 settembre 2011

NY TRA FAVOLE E GRANDI VETTE – DAY 11 SUMMER HOLIDAY

La mattina del nostro terzo giorno di NY si era presentato bello nuvoloso, e come dice il grande Maurizio Battista, “quando si e’ in vacanza ed il tempo e’ brutto, si va per musei”!

Noi abbiamo iniziato a visitare i luoghi al chiuso, partendo dal Nintendo World, luogo che Paolo e Sara volevano visitare dal primo giorno di vacanza.

E dato che dovevamo andare al Rockfeller Center (nostra prima grande vetta di giornata) e che il negozio era proprio li sotto, non potevamo non visitarlo!

Il negozio e’ un must per i patiti della Nintendo, come noi 3 (io, Paolo e Sara), anche se in realta’ non ha molte cose che non si possano trovare in altri negozi. Ma naturalmente le cose che potresti trovare sparse in vari negozi, le trovi tutte concentrate in uno solo!

Questo sotto che indossa Paolo e’ lo zaino di Bowser che Paolo voleva comprare, e che naturalmente non gli abbiamo comprato.

Non perche’ tirchi, ma perche’ avevamo le valigie gia’ strapiene!

Per i patiti di SuperMario ecco una serie di peluche, che non sono facilmente reperibili nell’Universo!

Pagata la tassa alle favole moderne, ci siamo spostati di qualche metro e siamo entrati nel Rockfeller Center.

Eccolo visto da sotto.

Da Wiki:

Il Rockefeller Center è un gruppo di 19 edifici commerciali di New York, sito in Manhattan, che si affaccia sulla fifth avenue a pochi passi dal Central park in direzione sud. Costruito dalla famiglia di banchieri statunitensi Rockefeller, è uno dei più grandi complessi privati del suo genere al mondo.

Sul finire degli anni venti il magnate petrolifero John D. Rockefeller, Jr. cominciò a coltivare l’idea di costruire un nuovo complesso di edifici nella zona di Midtown, a New York. Il terreno su cui sarebbe sorto il complesso era di proprietà della Columbia University, con la quale Rockefeller stipulò nel 1928 un contratto di utilizzo della durata complessiva di 87 anni. 

I lavori di costruzione iniziarono il 17 maggio 1930: inizialmente avrebbero dovuto svolgersi in collaborazione con la Metropolitan Opera, che avrebbe edificato una nuovo teatro nella zona, ma in seguito al crollo di Wall Street del 1929, la Metropolitan si ritirò dal progetto, e Rockefeller rimase l’unico finanziatore. 

Il 1º novembre 1939 i lavori per la costruzione dei 14 palazzi in stile Art Deco del complesso erano terminati con successo

Tra gli anni ’60 e ’70 si aggiunsero altre 4 torri nella zona ovest del complesso, lungo la Avenue of the Americas. 

Nel 1985 la Columbia University cedette definitivamente il terreno su cui sorgeva il complesso al Rockefeller Group per 400 milioni di dollari. A partire dalla fine degli anni ottanta diversi proprietari si susseguirono:

Nel 1989 l’intero complesso venne acquistato dalla Mitsubishi Estate, compagnia immobiliare del gruppo Mitsubishi, che acquisì il controllo dell’intero Rockefeller Group.

Nel 1996 la proprietà passò a una cordata comprendente il gruppo Goldman Sachs (con il 50%), Gianni Agnelli, Stavros Niarchos, e David Rockefeller.

Nel 2000 l’ultimo passaggio di mano: la Tishman Speyer Properties, L.P. ha acquistato i 14 edifici originari per 1,85 miliardi di dollari.

Nei film il Rockfeller Center viene sempre immortalato a Natale con il suo classico albero di Natale,

o con la sua pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Eccoci sull’ascensore a vetri mentre scaliamo i 70 piani del grattacielo senza fatica !

Il Rockefeller Center e’un grattacielo di 70 piani, alto 266 metri. 

Ospita, tra gli altri, gli uffici della famiglia Rockefeller (tra il 54esimo e il 56esimo piano), il quartier generale della NBC, e al 65esimo piano il famoso ristorante Rainbow Room (letteralmente “Sala Dell’Arcobaleno”) anche sede di importanti congressi. 

In cima al grattacielo è accessibile al pubblico (a pagamento) il Top of the Rock: un punto di osservazione da cui si gode un fantastico panorama sulla città di New York, che può facilmente competere con il ben più alto 86esimo piano del vicino Empire State Building.

Arrivati sopra il panorama, anche se nuvoloso, e’ molto bello.

Ecco una vista sul Central Park,

sul “nemico” Empire State Building,

sul fiume Hudson,

e sul Chrysler Building.

Il panorama era molto caratteristico, ed io stavo ammirando con il cannochiale la nostra futura “preda” notturna: l’Empire State Building!

Qui sotto Paolo mostrava il suo portafoglio di SuperMario (barattato ad arte, al posto dello zaino),

ancora Paolo che cerca di volare da queste altezze non indifferenti,

e qui sotto cercava di fare la stessa cosa anche con la mamma!

Paolo e Sara che giocavano con un puzzle elettronico in cima al grattacielo,

ed un grattacielo con il tetto agghindato con un giardino!

Dopo un’ora passata ad alta quota siamo ridiscesi velocemente verso il basso,

per visitare il negozio di Swarovsky.

Appena usciti dal grattacielo abbiamo incontrato il famosissimo Radio City Music Hall.

Il Radio City Music Hall venne completato nel Dicembre 1932. All’epoca era il più sfarzoso e più grande teatro del mondo. 

In grado di contenere 6000 spettatori, dopo un inizio stentato divenne ben presto una delle attrazioni turistiche più importanti della città. 

Si trova all’angolo tra 50th Street e Avenue of the Americas.

Il Radio City Music Hall, conosciuto negli Stati Uniti come The Showplace of the Nation, fu progettato da Donald Deskey ed inaugurato il 27 dicembre 1932 con la versione cinematografica della commedia di Philip Barry The Animal Kingdom. Il teatro è anche la sede del Radio City Christmas Spectacular, il tradizionale spettacolo natalizio newyorkese in scena dal 1933. L’edificio è inoltre usato per una serie di concerti ed eventi di vario genere. Fra i vari cantanti che si sono esibiti qui in concerto, c’è anche il grande crooner Frank Sinatra.

Gli interni di Deskey sono considerati uno dei massimi esempi di Art Déco.

Ecco la galleria,

l’entrata,

ed il complicato sistema idraulico che sta sotto il palcoscenico.

Come al solito la fame ci ha colti in mezzo alla strada ed allora abbiamo cercato qualche cosa da mangiare al volo.

Da una bancarella venivano degli odori buonissimi, ma i buoni odori erano proporzionali alla persone  in fila per mangiare!

Volevamo provare questo cibo di strada, per essere come uno dei tanti impiegati che avevano lasciato i loro grattacieli, diventando per un attimo NewYorkesi!

Ma i bambini non hanno sentito ragioni e siamo andati a Five Guys, sotto il Rockfeller Center.

Satolli di hamburger ed hot dog (+ patatine fritte e Coke a refill illimitato!) ci siamo diretti al Museo delle Scienze Naturali, vicino al Central Park.

Qui hanno ambientato il famoso film “una notte al museo”.

Devo dire che con il biglietto base si ha accesso a moltissime sale, ma per visitare le piu’ belle, bisogna pagare dei biglietti a parte.

Il Museo lo abbiamo visto abbastanza di fretta, dato che ad i bambini non interessava piu’ di tanto, tranne la parte degli animali che loro conoscevano!

Pero’ io lo credevo piu’ affascinante (ma come detto le sale con le attrazioni piu’ belle probabilmente non le abbiamo viste, e lo abbiamo visto per meno di un’ora, dato che eravamo gia’ stanchi).

All’uscita dal museo ci siamo diretti verso Times Square, che volevamo vedere di notte, con il fascino delle luci sfavillanti!

La piazza brulicava di cristiani (e non!) che si godevano lo spettacolo dei negozi/ristoranti/luci, ma noi siamo dovuti entrare per forza nel mega negozio di Toys R us!

I bambini volevano ad ogni costo visitare questa favola di negozio, dopo essersi abbastanza scocciati al museo!

Subito sono saliti sulla ruota panoramica, all’interno del negozio!

Eccoli sulla loro carrozza,

e di seguito alcune altre carrozze della ruota.

Devo dire che la posizione da dove fotografavo la ruota, dava delle inaspettate prospettive!

Ma il negozio oltre alla ruota aveva migliaia di giocattoli ed una zona bellissima dedicata a Jurassic Park.

Usciti dal negozio si era fatto tardi ed ora la piazza era veramente caratteristica, con le luci multicolorate, i negozi di tutti i generi,i ristoranti che cercavano di accalappiare clienti e le facce dei turisti allegri e felici come bambini.

A proposito di turisti, eccone tre sotto che posano allegri, ma stanchi!

Ma anche se era tardi, abbiamo preso un taxi ed in pochi minuti eravamo sotto l’Empire State Building.

Da sotto vi assicuro che non si riesce a percepire di essere sotto il piu’ alto grattacielo di NY, dato che la strada e’ stretta e se si alza la testa all’insu’ non si vede il grattacielo!

A quell’ora (le 10.30PM) la fila per salire sul grattacielo non era lunga per nulla,

ed in pochi minuti siamo arrivati in cima al grattacielo, come fece King Kong in un celebre film del 1933 (http://youtu.be/CuRQH_hLcTw).

L’Empire State Building è il più famoso grattacielo della città di New York e probabilmente del mondo. Con i suoi 381 metri di altezza (443,2 m se si considera anche l’antenna televisiva sulla sua cima), è stato il grattacielo più alto del mondo fra il 1931 (anno del suo completamento) ed il 1973, quando furono inaugurate le Torri Gemelle del World Trade Center. 

In seguito al crollo di queste ultime negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, è tornato ad essere l’edificio più alto della città ed il terzo più alto degli Stati Uniti (dopo la Willis Tower e la Trump International Hotel and Tower di Chicago). 

È stato proposto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno 

Dall’alto si ammirava un panorama di luci e colori veramente unico ed affascinante.

Ma dalle mie foto non sembra affatto!

Scendendo giu’abbiamo provato l’ebrezza di scendere 9 piani a piedi, lungo le scale di emergenza.

E la sensazione e’ tornata immediatamente alle persone imprigionate nelle torri gemelle ed alla loro fuga in questi ambienti stretti, infiniti, labirinteschi ed angusti.

11 Risposte

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  1. stefania said, on 30 settembre 2011 at 12:56 am

    Hi Ezio
    how is the life,after that we’re comeback?
    Have children adapted at the new rhythms in Italy?
    Is the school ok?
    Kiss Stefy

    • quattrovecchiinamerica said, on 30 settembre 2011 at 2:55 am

      Hi Stefy
      nice to read you again!

      During this time I didn’t have enough time in order to update the blog.

      I had so much thing to do: new school, reset our home, my new job, buy cars, find a job for Stefania …………..

      I should have had 34 hours in order to fulfill all my commitment!

      Basically we are running our stuff as better as we can. But we are really confused!

      We need to organize better our life and ourselves.

      The noist important thing is the babies. They are more than happy of the school and of the city.

      And this is really enough!

      Bye Ezio

  2. Giulio Maggi said, on 6 ottobre 2011 at 1:14 am

    Ciao Ezio….era da un po’ che non ci si sentiva, anzi, che non ci si leggeva.
    Grazie a te, incomincio a farmi un’idea di come è strutturata New York che incomincio a conoscere sempre meglio via “online” Davvero bellissime sono le strutture interne della “Radio City Music Hall”
    Se caso mai dovessi davvero andare a New York, non me la lascierò di certo scappare.

    Un caloroso saluto e a presto
    Giulio

    • quattrovecchiinamerica said, on 6 ottobre 2011 at 6:03 am

      Caro Giulio

      Ti scrivo ancora dalla Florida, dove sono venuto per Qualche giorno.

      NY e’ steams, non bellissima, ma unica.

      Manca ancora un post su NY, Che faro’ non appena avro’ tempo.

      Il blog e’ sfasato, ma cerchero’ di rifasarlo con il tempo.

      Ciao ezio

      Sent from my iPad

      • gian16 said, on 13 ottobre 2011 at 9:02 pm

        hey Ezio, vedo che ogni tanto ritorni negli Usa per lavoro,
        gli ipad credevo fossero solo un giocattolo inutile costoso, mentre adesso li uso a scuola, e sono davvero utili e veloci per navigare su internet…..ho anche testato lo shopping su internet negli Usa e sono veloci a spedirti le cose🙂 questo e’ un paese che funziona bene…..e’ il binomio buon lavoro-premio e’ eccezionalmente bello e assolutamente da importare in Italia….:) bye

      • quattrovecchiinamerica said, on 14 ottobre 2011 at 12:33 am

        CIao GIanluca

        sono stato ancora una volta 4 giorni a Miami ed ho trovato come al solito bel tempo e belle donne!

        Tornando all’ipad, io ne ho comprato uno in US il giorno prima di partire (dopo aver venduto la mia macchina bianca, ed all’inizio pensavo fosse solo un giocattolo per giocare, vedere foto , insomma cazzeggiare!
        Ma nei giorni in cui sono stato a Miami si e’ dimostrato uno strumento assolutamente utile, versatile, con durata di batteria lunghissima e leggerissimo!

        Ci si puo’ fare tutto quello che si faceva con un computer, ma pesa di meno, ha una autonomia molto maggiore ed ha una grafica eccezionale.

        Per il binomio lovoro premio, che in USA e’ normale valutare, esportarlo in Italia sarebbe un duro colpo ad i Sindacati, abituati a premiare non chi lavora ma chi ha la tessera sindacale, a prescindere! Ma magari si potesse! Have fun

        Ezio

  3. Marco said, on 3 novembre 2011 at 2:15 pm

    New York di sera dev’essere bellissima… Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 4 novembre 2011 at 10:18 am

      Si di sera e’veramente “illuminata!”

  4. Marco said, on 3 novembre 2011 at 2:16 pm

    New York di sera dev’essere bellissima…. Ciao, Marco.

  5. Valentina said, on 15 novembre 2012 at 7:16 am

    non ho parole…wonderful…as always …NY❤

    • quattrovecchiinamerica said, on 19 novembre 2012 at 4:14 pm

      effettivamente dall’alto NY ha una marcia in piu’, specialmente di notte.


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