4 vecchi in america

DICK’S SPORTING GOODS?

Posted in Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 25 novembre 2011

DICK’S SPORTING GOODS?

Riavvolgiamo il nastro americano e torniamo a Maggio 2011, momento in cui ho perso il controllo del blog!

Da oggi in poi leggerete i post in sequenza, come se fossimo tornati indietro di 6 mesi, fino ad arrivare al momento del nostro arrivo in Italia, Settembre 2011 (aggiungo purtroppo!).

Dopo di che il blog non avra’ piu’ molti aggiornamenti (magari ne apro un altro dal titolo “istantanee dall’Italia”)!

Torniamo quindi ad una Domenica di Maggio 2011, giorno in cui io ed i bambini ci siamo andati a fare una passeggiata in una dei tanti mall presenti e sempre aperti  ad Huntsville (tutti uguali, all over the USA!!).

Quel giorno dovevamo comprare una mouthpiece (copri denti per giocare a football) per Paolo. Cosi’ abbiamo deciso di andare in un negozio specializzato in “cose” sportive: Dick’s.

Dick’s ha veramente tutto per ogni tipo di sport, pesca, caccia e camping compresi.

Ecco sotto i ragazzi che provavano un canoa.

Questa sotto e’ una bellissima “ombra” portatile con tanto di ombrellone. Veramente utile e piccolissima da portare in macchina.

Le cose che amo di piu’ di questi negozi di outdoor americani sono le tende e le sedie portatili (e migno da mettere nel portabagagli). Eccone alcuni tipi provate dai ragazzi.

Questa cucina da campeggio a propano sarebbero state veramente utili ad Aprile 27th, quando ci fu il periodo bruttissimo dei tornadi in Alabama.

Ma ad un certo punto girato un angolo del negozio ecco che l’atmosfera sportiva si allontana e si presenta cio’ che nei nostri negozi sportivi italiani e’ difficile, se non impossibile da trovare: armi

e cartucce per tutte le voglie (per gli intenditori occhio ai prezzi, che sono bassissimi!).

In articoli precedenti avevo gia’ parlato della facilita’ con cui si comprano e purtroppo si usano le armi in USA.

E’ inutile tornare sull’argomento, tanto gli americani hanno punti di vista assolutamente diversi e divergenti dai nostri.

Ma vi voglio far vedere come sia facile e familiare per gli americani, grandi e piccoli, fare conoscenza con le armi!

Vi faccio notare che non c’erano solo fucili, ma anche pistole, coltelli, maceti …..

c’era solo l’imbarazzo della scelta (per prezzi e dimensioni).

La parte dei fucili pero’ era veramente impressionante per quantita’ e tipologie, in vendita.

La cosa che mi faceva veramente impressione (questo perche’ sono ansiosissimo) erano le cassaforti per armi.

Voi direte perche’?

Perche’ ce ne erano decine in esposizione, tutte aperte.

La mia paura era quella che un bambino ci fosse entrato dentro, chiudendosi dentro per scherzo.

Non voglio neanche pensare alle conseguenze.

Ma ancora piu’ sconvolgente il fatto che in USA i bambini non possono fare la pipi’ in pubblico, in TV un sedere di bambino viene censurato, non si possono avvicinare alle slot machine con i genitori …………………… ma pero’ possono prendere tranquillamente in mano delle cartucce, vere!!!!!

E badate bene che abbiamo aperto varie scatole di cartucce per almeno 5 minuti, tirato fuori le cartucce dalle confezioni

e nessuno ci ha mai rimproverato o impedito di aprire le confezioni (bambini compresi)!

A Las Vegas ed ad Atlantic City abbiamo provato a giocare alle slot machine, con i bambin accanto. In meno di 30 secondi la security ci ha fatto allontanare!!

Qui nessuno ci ha disturbato, mentre maneggiavamo pallottole vere (per chi non mi conoscesse bene, io lavoro su munizionamento di svariati calibri, da 5.56 mm fino a 155 mm, quindi maneggiavo delle cose che conoscevo bene!).

Questa e’ una contraddizione clamorosa della societa’ americana (ma i pregi di questa societa’ sono di gran lunga maggiore rispetto ai difetti, a mio avviso).

Per concludere ecco Sara con lo spray al pepe verde (che credo in Italia sia proibito, e mi chiedo perche’!).

Ecco le relative istruzioni per l’uso!

Si vendevano anche queste mega trombe, utilizzate in caso di aggressione per stordire un eventuale aggressore e avvertire che e’ in atto un’aggressione.

Bello questo spray al peperoncino da attaccare al portachiavi.

Insomma facendo una passeggiata in un negozio di “cose” sportive,si puo’ incappare in attrezzi che niente hanno a che fare con lo sport!

E purtroppo i bambini possono imparare a familiarizzare e toccare le armi!

Di seguito vi riporto alcune bellissime armi in vendita da Dick’s (cosi’ comein negozi simili).

Notate i prezzi e alcune marche di fucili, italiane (Benelli, Franchi e Beretta).

Per chi non fosse del campo i fucili e le pistole italiane sono un vanto della nostra industria bellica e sono gemme per gli amatori degli oggetti del genere.

BALTIMORA – DAY 15 SUMMER HOLIDAYS

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 21 novembre 2011

BALTIMORA – DAY 15 SUMMER HOLIDAYS

La mattina del nostro ultimo giorno di vacanza ce la siamo presi con comodo, dato che il viaggio da Philadelphia a Baltimora era brevissimo (circa 1 ora).

E poi a fare e disfare le valigie ci eravamo proprio stancati!

Ma dopo 2 settimane di giro a zonzo per il New England e dintorni, eravamo troppo rodati a fare le valigie, che gia’ alle 10.00 AM eravamo su uno dei tanti ponti di Philadelphia, direzione Baltimora.

Il nostro navigatore ci ha portato fuori da Philly, facendoci ammirare ancora dei grattacieli “strani”,

e delle architetture popolari (nel senso peggiore della parola) degne di Spinaceto!

Verso Baltimora abbiamo incontrato un plotone di baldi motociclisti, con moto davvero fuori dall’ordinario.

E dopo poco tempo siamo arrivati nel nostro bellissimo albergo, Westin BWI, vicino all’aeroporto di Baltimora.

L’albergo per meno di 90 $ offriva stanze nuove di zecca, con entrata “Zen” e piscina degna di questo nome.

Allora dato che Baltimora l’avevamo gia’ visitata, invecedi buttarci subito nel centro della citta’, ci siamo rilassati, mangiando un boccone nel ristorante dell’albergo, ma prima abbiamo indossato gli accappatoi dell’albergo e ci siamo andati a divertire in piscina!

Ecco sotto i bambini contentissimi, perche’ in ogni albergo dove andavamo, loro volevano andare in piscina, ma non sempre avevamo il tempo per farlo.

La piscina era veramente una bella piscina con vista sul verde ed un discreto idromassaggio (qui in USA detto Jacuzzi).

Dopo il bagno un po di relax sulle sdraio in piscina, avvolti dagli accappatoi

e dopo pranzo via verso il porto di Baltimora.

Eravamo gia’ stati qualche ora al porto, in un precedente viaggio, e dato che ci era piaciuto ci siamo tornati.

Qui sotto Paolo e Sara che posano di fronte a sculture a tema marino.

Poi ci siamo diretti lungo le banchine del porto, in zone che la volta scorsa non avevamo visto.

Un Hard Rock Cafe’ non si nega a nessuna citta’ americana!

Cosi’ come le imbarcazioni da visitare.

Di fronte a questo pezzo d’epoca (che non mi ricorda cosa fosse)

c’era il ristorante di pesce che abbiamo scelto per festeggiare la nostra ultima cena del viaggio estivo: McCormick & Schmick’s Seafood Restaurant.

Il ristorante e’ uno dei piu’ famosi in America per il pesce, specialmente nel Maryland.

McCormick & Schmick’s Seafood Restaurant – Baltimore, MD 

Since 1998, McCormick & Schmick’s Seafood Restaurant has been serving Baltimore fresh, classic seafood with a contemporary twist. Our classic décor features hand-crafted walnut wood, beveled and stained glass – creating the warm, sophisticated atmosphere of a private club. As weather permits, outdoor dining is available on a first come, first serve basis. 

McCormick & Schmick’s features more than 30 varieties of fresh seafood listed daily on our ever-changing menu. For the non-seafood diner, we have aged steaks, poultry, salads and pasta dishes. And save room for one of our decadent desserts! 

Visit our lively bar, where our bartenders practice traditional mixology. Ask for one of our hand-shaken cocktails made with freshly squeezed juices. Or, enjoy an assortment of imported, domestic and craft beers, premium wines and an extensive list of specialty single-malt scotches. 

Choose one of our private or semi-private dining spaces for your next corporate event or social gathering. Let us be your event planning partner. 

Book your reservation online today or call to experience the best seafood in Maryland.

Allora seguendo le indicazioni dell’ultima riga di sopra, abbiamo prenotato per le 7.30 PM e ci siamo diretti ad esplorare le aree vicine al ristorante.

Vicino al ristorante c’erano esempi di architettura tra i piu’ disparati.

Al centro di questo quartiere modernissimo, con palazzi vista mare, c’era questa bella e strana fontana dedicata a dei caduti polacchi della seconda guerra mondiale.

E dato che la fame di pesce era tanta puntuali alle 7.30 PM siamo entrati nel ristorante per mangiare pesce americano.

Il pesce che abbiamo mangiato non entrera’ nella storia delle nostre mangiate, ma non era affatto male. Pero’ mi ricordo questa candela, che aveva la particolarita’ di essere una buona idea a mio avviso: e’ una candela senza fiamma (flameless) che sembra veramente una candela con la fiamma!!

Ecco infatti Stefania che la spegne (senza bruciarsi),

e da qui sotto si vede come era fatta.

 Semplice e geniale dato che l’effetto era quello di candele accese!

Satolli e contenti per aver fatto un viaggio cosi’ bello, visto luoghi cosi- diversi e belli attraverso il New England e Maryland, torniamo verso casa, ben sapendo che questa sarebbe stata la nostra ultima vacanza estiva negli States (del nostro periodo americano).

Una cosa che vi voglio fare vedere e’ il soffione della doccia del Westin: assolutamente una AMAZING Showers!

VIAGGIO TRA ROCKY ED EDDY FELSON! – Day 14 Summer holidays

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 13 novembre 2011

VIAGGIO TRA ROCKY ED EDDY FELSON!

La giornata di oggi la abbiamo dedicata completamente al cinema americano, non impegnato.

La prima tappa e’ stata il  Philadelphia Museum of Art, non tanto per motivi artistici ma per andare a vedere dove Rocky saliva le scale a ritmo di musica, alla fine degli allenamenti: “The Rocky steps”.

Per chi non ricorda la scena (mitica per i cultori del genere) ecco un link: http://youtu.be/GWFjD_e9OAg

Il museo distava appena 5 minuti di macchina dall’albergo, ma ci abbiamo messo di piu’ perche’ il Tom Tom ha fatto i capricci (come si potrebbero fare oggi i viaggi, senza navigatore satellitare!!).

Ma dato che prima di ogni tappa io mi studio il percorso su google map, ci abbiamo mess 10 minuti ma senza mappa!

Parcheggio immediato e dopo aver visto questa bella chiesa

e questa statua moderna,

siamo arrivati di fronte a questa fontana, dove questa signora ( che definire sovrappeso e’ poco!!) faceva tranquillamente un pediluvio.

Al centro del parco, di fronte l’entrata Est del museo, c’e’ questa bella statua equestre

e questo indiano, che non ho la piu’ pallida idea di cosa rappresenti.

Ma bando alle chiacchiere, ecco la vera ragione per cui centinaia di turisti arrivano in questo luogo: la statua di Rocky Balboa!!!

Le persone di Philadelphia sono abbastanza contrari a questa statua, infatti a loro da fastidio che la citta’ sia associata ad un personaggio del cinema (quindi finto) e non ad una persona originaria di Philadephia.

E la cosa incredibile che molti turisti vanno al Museo solo per vedere la Statua e non per vedere il museo!

Io personalmente ho visto vari pulman lasciare i turisti, che sono scesi, hanno fatto la foto vicino alla statua e se ne sono andati senza vedere il museo!

Il museo è situato nella parte terminale destra della Benjamin Franklin Parkway, un’importante arteria stradale cittadina, nei pressi di Fairmount Park. Chiamato originariamente Pennsylvania Museum and School of Industrial Art, la sua fondazione venne ispirata da quella del britannico Victoria and Albert Museum di Londra, anch’ esso nato in occasione di un’Esposizione universale. Poiché la primitiva sede del museo era troppo distante dal centro cittadino, venne deciso di spostarne i locali in una nuova costruzione i cui lavori vennero iniziati nel 1919 quando il sindaco repubblicano Thomas B. Smith pose la prima pietra durante una cerimonia inaugurale di orientamento massonico.

Il disegno della costruzione, di ispirazione neo-greca, fu opera dell’architetto statunitense Horace Trumbauer. La facciata del palazzo è interamente in dolomite estratta nelle miniere del Minnesota ed un frontone venne scolpito dallo scultore di origini tedesche Carl Paul Jennewein.

Alla storia di questo museo è fortemente legata la figura del celebre collezionista e filantropo americano Henry Plumer McIlhenny, il quale fu prima curatore dal 1939 al 1964 dell’ente, per poi diventarne direttore a partire dal 1976 fino all’anno della sua morte, nel 1986, quando donò gran parte della sua collezione personale a questa istituzione.

Il Philadelphia Museum of Art è uno dei più grandi ed importanti musei degli Stati Uniti e conserva nei suoi ambienti ben 225.000 opere d’arte dislocate in circa 200 gallerie che coprono oltre duemila anni di storia. Esso tuttavia non comprende, nella sua immensa raccolta, alcuna collezione relativa all’arte egizia, a quella romana e a quella delle civiltà precolombiane. Il motivo di questa assenza si spiega con il fatto che, in base ad un accordo stipulato durante i primi anni di vita del museo con la University of Pennsylvania, si contemplò la donazione di tutte le porcellane cinesi appartenenti all’ateneo statunitense in cambio di gran parte delle opere d’arte egizie, romane e precolombiane. Il museo conserva tuttavia alcuni pezzi di grande pregio che vengono esibiti solo in particolari manifestazioni.

Eccoci alla fine della scalinata con vista sul downtwn di Philadelphia.

Ed ecco Rocky posizionato esattamente dove stavamo noi.

Ecco alcuni particolari dell’entrata.

Presi dalla follia cinefila, io e Paolo ci siamo messi in posa (come fessi, ma come la maggiorparte dei turisti che erano li!), facendo vedere i nostri presunti muscoli!

Qui sotto addirittura siamo riusciti a farci una fotografia tutti e 4 insieme!

Ma dato che una ciliegia tira l’altra, invece di entrare a vedere il museo, come i turisti di cui parlavo sopra, ci siamo diretti ad Atlantic City, a meno di 1 ora da Philly!

Ricordate Eddie Felson e Vincent Lauria (in arte Paul Newman e Tom cruise) in “il colore dei soldi”, quando giocavano il famoso torneo a 9 palle?

Sapete dove era ambientato?

Ad Atlantic City!!

Ma purtroppo  arrivati li, ho scoperto che nel film il torneo era ambientato ad Atlantici City, ma in realta’ lo hanno girato quasi interamente a Chicago!

(il torneo lo hanno girato al Navy Pier di Chicago, qui sotto)

Ma a parte questa delusione, arrivati nei pressi del mare abbiamo iniziato ad vedere i palazzi pu’ strani e particolari.

C’erano i mega alberghi tipo il Trump Plaza od il Caesars (di fronte al mare e strapieni di slot machine)

c’erano grattacieli in costruzione che constrastavano con le piccole case vecchie

e nuove che gli stavano alle spalle!

La cosa strana che se si voleva raggiungere il lungomare (o boardwalk) non era possibile, perche’ TUTTO il lungomare era pedonale e quindi vietato completamente al transito delle macchine!

Noi abbiamo parcheggiato al Caesars, pensando che qui come a Las Vegas il parcheggio fosse gratuito.

Ma invece si pagava!

Appena entrati abbiamo tentato subito la fortuna con 1 $, ma naturalmentelo abbiamo perso!

Il Caesars era sfarzoso naturalmente, ma aveva una particolarita’: oltre al classico casino (immenso e tentacolare) c’era una costruzione direttamente sul mare piena di negozi, ristoranti e bar.

Dato che di casino ne avevamo visti tanti a Las Vegas (e dopo che ne hai visti tanti i successivi sono piu’ o meno tutti uguali!),  abbiamo deciso di mangiare in questo mega building.

Dopo pranzo abbiamo girovagato un pochettino tra i negozi del palazzo.

Abbiamo visto queste Crocs,  che cambiano colore con la luce solare.

Ma la parte piu’ bella dell’edificio era questa megavetrata direttamente sul mare.

Dalle poltrone poste lungo la vetrata si poteva godere di un panorama bellissimo e non so perche’ emozionante.

In questi corridoi non solo hanno messo delle sedie a sdraio e poltrone,

ma anche la sabbia!

Dopo un buon caffe’ a Starbucks Coffee, ci siamo rilassati su poltrone assolutamente comode,

troppo!!

Rilassati abbiamo lasciato questo edificio da sogno per dirigerci finalmente fuori!

Arrivati fuori, subito la prima particolarita’: chi voleva fare una passeggiata sul boardwalk e non si voleva stancare, poteva prendere questi trabiccoli strani, che di strano avevano il motore: UMANO!!

Noi non lo abbiamo preso, perche’ ci sembrava un po triste farci portare a spinta da un uomo e  per pochi dollari!

E poi ancora non siamo cosi’ vecchi da doverci far trasportare in carrozzella!

Alcuni tratti del lungomare erano decisamente bellini,

altri decisamente tristi (ma a mio parere erano in attesa di espropriazioni per fare posto a mega alberghi).

E poi finalmente il mare (o meglio l’oceano, abbastanza scuro ed incavolato!).

Ma di come fosse il mare ai bambini non interessava nulla, infatti loro si sono divertiti come matti in riva al mare.

Non so perche’ ma queste 2 foto di seguito mi piacciono molto e potrebbero rappresentare un modo di vivere il mare in USA: semplicita’

e megaspiaggie con grattacieli fronte mare.

Siamo stati in spiaggia fino alle 5 PM e dopo ci siamo diretti verso la macchina,

passando dentro le belle sale del Caesars.

Una volta arrivati a Phialdelphia ci siamo diretti subito alla pizzeria Barbuzza, dove abbiamo mangiato veramente una ottima pizza (fina e saporita)

e subito dopo alla gelateria di fronte (Capogiro, di chiara discendenza italiana. Avevano tutte le zuccheriere che provenivano da Positano!),

per gustare un ottimo gelato italiano!

Poi tutti a casa per prepararci per l’ultima tappa del nostro viaggio estivo: Baltimora.