4 vecchi in america

JACK DANIEL’S DISTILLERY

Posted in Attivita' bambini, Escursioni-Viaggi, Fiere-Feste-Musei, Ristoranti e cucina, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 3 dicembre 2011

JACK DANIEL’S DISTILLERY

Tempo addietro eravamo andati a vedere il festival mondiale del BBQ a Lynchburg (TN), ma non eravamo riusciti a visitare la fabbrica di whiskey della Jack Daniel (eravamo arrivati in fabbrica alle 4.00 PM e l’ultima visita iniziava proprio alle 4.ooPM. Naturalmente anche se ho insistito, dicendogli che ero italiano in visita al Tennesse non ci hanno fatto entrare!).

Allora in una bella Domenica di Maggio abbiamo ritentato l’avventura, partendo decisamente per tempo!

Le 50 miglia che ci separavano da Lynchburg, non sono da annoverare tra le miglia piu’ affascinanti degli States, ma ve le faccio rivivere con qualche foto in modo da darvi la sensazione di fare anche voi quel viaggio!

Lasciando HSV le case che si incontrano subito fuori la downtown sono di questo tipo,

e la strada e’ sempre ondulata, larga e semideserta (con polizia sempre nascosta ed in agguato se si sforano i limiti di velocita’)!

Come tutte le volte che abbiamo lasciato HSV, si arriva ad un certo punto e gli esercizi commerciali spariscono o meglio ci sono ma sono quasi sempre chiusi!

Segno di una crisi di nel commercio, che diventa evidente non appena si lascia un centro grande come HSV.

Non appena si arriva in un centro un po piu’ popolato ecco che spuntano i soliti mall ed i soliti ristoranti.

Uno di quelli che meno mi piace e’ Sonic!

Non solo si mangia male, ma si mangia anche in macchina!

Infatti si parcheggia la macchina, arrivano le cameriere con i pattini, si ordina e dopo pochi minuti ti portano da mangiare, IN MACCHINA!!!!

In teoria si puo’ scendere dalla macchina e mangiare proprio di fronte alla macchina, ma resta un luogo triste, dove si mangia tra due ali di macchine e decisamente male!

Ecco un improbabile ristorante messicano.

Dopo Fayetville, centro + popoloso incontrato, rieccoci nel verde del Tennesse, dove incontriamo case castello bellissime,

case diroccate,

e fienili distrutti, dalle caratteristiche forme a V rovesciata.

Quasi sempre si incontrano dei cimiteri lungo la strada, molto diversi dai nostri (che hanno mura di cinta alte e cancelli, quasi a far sentire la distanza tra vivi ).

Sinceramente, a parte il fatto che i cimiteri mettono sempre tristezza, questi sono meno tetri e cupi.

Ecco sotto due case tipiche del Tennesse (non molto diverse a dire il vero da quelle dell’Alabama)

e dopo 1 ora eccoci arrivati a Lynchburg.

Di solito quando andiamo in TN dobbiamo fare attenzione al fuso orario, dato che stranamente il TN ha due fusi orari!

L’Eastern Tennessee e’ nell’ Eastern Time Zone, mentre il Western Tennessee nel Central Time Zone, quello di HSV!

Quindi se si va a Chattanooga bisogna spostare di 1 ora avanti l’orologio, mentre se si va a Nashville no!

Come se si andasse nel Lazio ed a Roma fossero le 9.00 AM, mentre a Rieti le 10.00 AM!!

Comunque alle 11.00 AM eravamo di fronte alla fabbrica del Jack Daniel, posizionata in questo fresco, acquoso e rigoglioso boschetto.

Qualcuno di voi pensera’ perche’ uno deve andare a vedere una fabbrica di whiskey?

Prima di tutto perche’ vedere una fabbrica e’ sempre interessante, ma sopratutto perche’ in USA questa fabbrica e’ un vero mito, e gli americani fanno veri e propri pellegrinaggi in questa landa verde desolata del Tennessee.

Allora siamo subito entrati nel visitor center,

abbiamo prenotato il nostro tour (gratuito) ed abbiamo aspettato il nostro turno.

Mentre aspettavamo  (Sara si e’ scatenata nel cortile) abbiamo incontrato una famiglia di italiani che conoscevamo  perche’ vivevano ad HSV come noi (come e’ piccolo il mondo!).

Arrivato il nostro turno, un gigante in tuta jeans e bastone ci ha accolto nella fabbrica ed ha iniziato a spiegarci le varie fasi di lavorazione del whiskey.

Prendo spunto da quanto scritto da Angelo MATEUCCI a questo link http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=1087 per spiegarvi le varie fasi di lavorazione del whiskey e la vera ragione per cui il Jack Daniel e’ cosi’ famoso.

Nato nel 1850 a Lynchburg (Jack Daniel), un paesino del profondo Tennessee, ultimo di tredici figli fu cresciuto dal vicino pastore luterano e distillatore Dan Call che, oltre impartire al giovane Jack un’istruzione religiosa, gli fu maestro anche nell’arte della distillazione, evidentemente con grande profitto. Nel 1866 Jack decise di fondare la propria distilleria scegliendo la località fuori paese definita Hollow, a fondo valle, presso una caverna dalla quale sgorga una sorgente di acqua povera di minerali e soprattutto non ferruginosa, alla costante temperatura di 13°.

(dietro la statua di Jack,

 c’e’ la sorgente di acqua fresca e priva di impurita’)

Utilizzando i migliori cereali disponibili, il ricco mais, l’eccellente segale ed una buona percentuale di orzo maltato uniti a lieviti selezionati e all’acqua sopraccitata, creò una giusta “birra” pronta per la distillazione.

Come altri distillatori trattenne nel fondo del tino di fermentazione una parte della birra ancora ricca di lieviti vivi per aggiungervi il nuovo mosto di cereali e riprendere così la fermentazione.

Il sistema è definito “sour mash”. Non ancora soddisfatto il giovane Jack mise in pratica un sistema che è tuttora una differenza essenziale tra il Tennessee whiskey ed i bourbon prodotti nel vicino stato del Kentucky o altrove.

Il sour mash e’ posizionato in questi enormi contenitori in legno,

e la guida ad un certo la guida ha alzato di 3 cm il coperchio del barile, e si vede cio’ che vedete sotto.

Ma non potete sentire cio’ che noi abbiamo sentito!

Descrivere un odore e’ difficile, sopratutto per chi non e’ scrittore.

Ma ci provo lo stesso: l’odore che abbiamo sentito era un misto tra malto e whiskey primitivo, acuto, caldo e penetrante come pochi odori sentiti.

Di sicuro non si poteva respirare per + di 5 secondi, perche’ troppo forte e potente.

L’unica ebrezza alcolica che abbiamo potuto provare in una contea dry!

Il distillato appena uscito dal distillatore è filtrato attraverso carbone di duro acero raccolto nelle colline sovrastanti.

Questa operazione rende l’alcol particolarmente morbido e già privo di spigolature prima ancora dell’invecchiamento in barili nuovi di rovere americana.

Queste botti vengono messe a “riposare” per svariato tempo in mega edifici, nel quale sono presenti migliai di botti di Whiskey!

Dato che il processo di distillazione e’ la peculiarita’ del Jack Daniel vediamo di spigarlo meglio.

Durante la visita ci hanno fatto vedere queste cataste di legno, che inizialmente erano un mistero.

Poi ascoltando il gigante buono che ci guidava nella visita (con il suo accento spiccatamente del Tennessee) ho capito che le cataste venivano bruciate,

per ottenere il charcoal (carbone).

Con questo carbone si costruiscono degli enormi filtri, attraverso i quali casca il distillato.

Il distillato passa attraverso il carbone e viene raccolto un piano piu’ sotto, filtrato dalle sue durezze.

E questa operazione di filtraggio conferisce al whiskey un sapore piu’ morbido e differente dal bourbon.

Io che non bevo whiskey da + di 25 anni (data della mia prima ed ultima ubricatura, guarda caso di whiskey) non posso dirvi se e’ vero o meno e men che meno potevo provare il whiskey di cui stavamo la produzione, in quanto la contea dove eravamo era una contea DRY (non si poteva bere alcool).

Inizialmente commercializzato in recipienti di ceramica con tappo in sughero, Mr. Jack Daniel introdusse alcune bottiglie speciali in vetro con diciture smaltate in rilievo.

Nel 1895 passò alla produzione della bottiglia squadrata giunta ai nostri giorni. La distilleria fu ereditata dal nipote del fondatore Lem Motlow che con i figli la mantenne fino al secondo dopoguerra.Nel 1950 fu ceduta al Gruppo Brown-Forman.

Dai pochi ettolitri iniziali oggi si producono annualmente 72.000.000 litri di Jack Daniel’s con naturali cambiamenti per poter produrre tali quantità.

Il mais che conta per circa l’80% della miscela di cereali giunge dall’Indiana, Illinois e Kentucky, l’8% di segale è coltivata in Minnesota e nel Dakota ed il 12% di orzo (maltato) arriva dal Wisconsin.

L’acqua di una sola sorgente non è più sufficiente e viene prelevata da altre fonti provenienti dalla medesima falda, con le stesse caratteristiche.

I lieviti sono anch’essi selezionati e prodotti dalla proprietà stessa.

L’alambicco originale è stato sostituito da una serie di distillatori a colonna che producono il distillato alla gradazione alcolica non superiore ai 70°, mantenendo così molte caratteristiche ed aromi primari.

Perfette azioni di marketing hanno certamente permesso tale sviluppo del prodotto che è da considerarsi una vera e propria leggenda.

Da generazioni è legato ai consumi dei giovani amanti della musica in generale e del rock in particolare, dello stile di vita americano.

Molti giovani rimangono fedeli a Jack Daniel’s anche negli anni di maturità considerandolo un mito.

Alcuni si fanno tatuare la mitica bottiglia sul proprio corpo!

Le azioni di marketing sono importanti ma non vi è dubbio che il grande successo di Jack Daniel’s è soprattutto dovuto alle qualità intrinseche del prodotto, all’aroma ricco e fresco, al gusto morbido e dolce ed alla persistenza finale ricca, armoniosa, giustamente tannica.

Alla fine del tour siamo passati, come sovente accade in USA, in una sala dove c’erano souvenir da vendere al customer da spennare, dove si poteva ritirare la classica foto di rito fatta durante il tour e dove si beve LIMONATA gratis, dato che il whiskey non si puo’ bere!!

Il colmo per una fabbrica di Whiskey!!

Qui sotto Paolo che si gusta la sua limonata!

Ecco il commento di un americano, sulla sua gita alla Jack Daniel:

The sour mash vats (enormous copper pots loaded with of gallons of bubbling malt) were next on the tour, and smelled delicious. They didn’t, however, smell like whiskey. When we entered the mellowing chambers, where 140-proof whiskey is filtered through tanks of ground charcoal, our tour guide gave us a generous whiff of fresh-out-the-still Jack Daniel’s in compensation. No flash photography was allowed in the room for fear of setting off an explosion. From there we moved onto the barrel warehouse, where seven stories of charred oak barrels were shepherding whiskey through the aging process. Our last stop was the showroom and assembly line, which is the greatest conglomeration of moving parts I’ve ever seen. Well, greatest whiskey-related conglomeration, at least.

Finita la gita, abbiamo approfittato e siamo andati nel vicino centro di Lynchburg, che avevamo gia’ visto, ma essendo bellino (parametro USA) siamo riandati a vederlo.

Come ogni buon piccolo centro americano, in bella mostra la prigione della Contea!

Era ora di pranzo ed invece di andare nelle solite, omologate ed a volte ripetitive catene di ristoranti americani (che pero’ come piu’ volte detto hanno anche dei vantaggi), siamo andati in un ristorante unico, nella piazzetta del paese.

Ecco cosa offriva quel giorno, a 6 $ (meno di 5 Euro!!).

L’interno del ristorante era a dir poco originale,

con oggetti vecchi e fotografie appese al muro, senza tanto senso (notare le giunzioni artigianali dei fili elettrici che correvano lungo i muri!)

In un lato del ristorante John Wayne la faceva da padrone.

Le tovaglie di plastica a quadretti bianche e rosse ricordavano le veccchie trattorie italiane.

Ecco le nostre ordinazioni, criptate nel linguaggio dei camerieri!

Fonadmentalmente abbiamo ordinato dei panini al BBQ e degli hot dog, con vari sides.

Anche questo ristorante non rimarra’ negli annali dei ristoranti da visitare, ma non si mangiava cosi’ male (parametro naturalmente americano!).

Di simpatico questo cartello, che si trovava nel bagno!!

Ecco Sara appena usciti dal ristorante.

Prima di lasciare il paesello, abbiamo fatto un’altra passeggiata nello store del Jack Daniel’s, che vende le cose piu’ strane, targate Jack Daniel’s.

La botte da arredamento, dove si siedeva Paolo nella foto sopra, costava solo 174$ (a me non sembra molto).

Belle anche queste palle da biliardo ed il relativo tavolo, griffato JD.

Ancora piu’ carine queste palle di natale.

Ed infine due miti americani: la chitarra elettrica formato gigante,

ed una moto bellissima.

E dato che Lynchburg e’ una meta per gli “ipermotorizzati”, ecco dei riders in gita alla JD.

Nella piazzetta c’erano piu’ moto che macchine!

E dato che la giornata non aveva avuto nessuna divagazione per i bambini, e’ stato quasi obbligatorio fermarsi lungo la strada, a Fayetville, in questo parco giochi pubblico.

Ogni volta che entriamo in questi parchi, il paragone con i parchi italiani mi viene spontaneo!

Il parco era lindo, intonso e pulito! E per di piu’ dotato di tutte le attenzioni antinfortunistiche per i  bambini.

Che cosa di piu’ potrebbe volere un genitore per i proprio figli!

Il buon Veltroni, diero casa mia a Roma, qualche anno fa ha inaugurato un parco per bambini.

A parte che anche quando era nuovo aveva SOLO 3 altalene, 2 scivoli ed una sandbox (in un parco grande almeno 1Km quadrato!), ma a distanza di meno di due anni, il parco era gia’ notevolmente rovinato, a causa della poca manutenzione e della maleducazione della gente che lo frequenta.

Ma la cosa sconvolgente era che gia’ al momento dell’inaugurazione l’antinfortunistica del parco giochi era a livello del terzo mondo!!

Solo io avro’ tolto non so quanti pezzi di vetro, nel verde attorno i giochi.

Pietre grandi ed aguzze tutto attorno alle attrazioni, nessun segno di pavimentazione antinfortunistica………………………………….

Ed era nuovo!!!!!!!!

Ma torniamo ai parchi per bambini americani, che e’ meglio.

Qui in Usa anche il piu’ microscopico paesino (tipi Fayetville) ha il suo parco giochi a norma, ben tenuto con tutto cio’ che i bimbi potrebbero volere per divertirisi!

Probabilmente mancano solo i bambini, visto che spesso sono semivuoti!

Dal cartello noterete che qui non hanno problemi di vandalismo nei parchi, ma di armi!

E ciliegina sulla torta, accanto al parco una serie di campi da baseball e football!

E per finire la giornata di gita fuori porta, proprio all’entrata di HSV i bambini (ed io!) sono voluti entrare in uno dei loro negozi di leccornie preferito.

Krispy Kreme e’ il nostro spacciatore preferito di doughnuts!

Il perche’ lo vedete sotto!

Eccoli di fronte all’ardua scelta!

E dopo il Whiskey, la limonata, il BBQ, il parco giochi, finalmente una bella bomba fritta ricoperta di cioccolato and co!!!!

16 Risposte

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  1. Marco Treviso said, on 6 dicembre 2011 at 1:04 am

    Bella la Factory di JD ! Io durante il mio viaggio nelle Highlands 2 anni fà ho visitato e dormito in una distilleria di Inverness, ed al mattino degustazione per colazione..Mentre l’anno scorso ho visitato la Factory di G.H. Mumm a Reims en Champagne, sempre con degustazione.. Meno male che UK e Francia non sono DRY… ^_____^

    • quattrovecchiinamerica said, on 8 dicembre 2011 at 11:41 am

      Caro MArco

      ti manca la JD distillery, dato che sei un amante del buon bere!

      Se andrai li, non avrai problemi su cosa fare, e’ tutto scritto nel post!

      Pero’comprati il whiskey in una conte non dry e poi te lo bevi in albergo!

      Ciao Ezio

  2. gian16 said, on 20 dicembre 2011 at 8:44 pm

    Hey Ezio, what’s up?, qui e’ venuta una di quelle nevicate americane, e abbiamo passato la giornata a spalare neve (aiutando anche i vicini anziani, tutti si aiutavano, il nostro vicino di casa ci aveva spalato il vialetto con un piccolo spazza neve prima che uscissimo fuori, agli angoli delle strade stanno montage di neve, e la temperatura 18 F manterra’ la neve per un bel po’), Natale si avvicina, tanti auguri di Buon Natale da una terra lontana (il Kansas)….nn hai idea di quanto mi siano state utili le cose imparate dal tuo blog….
    ad esempio adesso ho un tracfone dopo aver avuto una breve esperienza con Verizon…
    Bye…and Marry Christmas (una 20ina di persone, bambini, genitori e anziani che ti bussano alla porta e ti cantano canzoni di Natale vale tutto il viaggio x gli Stati Uniti)

    • quattrovecchiinamerica said, on 21 dicembre 2011 at 3:23 am

      CAro Gianluca

      non sai quanto sono contento nel leggere che un altro italiano si trova bene e si è adattato in USA!

      E poi mi fa piacere che le mie informazioni ti siano state utili.

      Torni a NAtale in ITalia o ti fermi nello sperduto Kansas?

      QUi ci stiamo lentamente e faticosamente riabituando all’Italia, con tutti i pro e moltissimi contro rispetto agli USA!

      A me personalmente la vita americana manca moltissimo, tanto è vero che ogni volta che mi chiedono della esperienza in USA a confronto con quella italiana, dico sempre le stesse cose (a favore della vita americana), da sembrare un “disco rotto”!!

      Non ho avuto tempo di aggiornare il blog in questi ultimi giorni, dato che abbiamo appena finito i lavori di ristrutturazione a casa mia.

      Ma conto al piu’ presto di scrivere qualche cosa in modo da completare (con 6 mesi di ritardo) il blog americano!

      Presto passero’ sul tuo blog.

      HAppy christmas and really safe new year!

      Ezio

      • gian16 said, on 23 dicembre 2011 at 11:23 am

        Questo sara’ il mio primo Natale in terra straniera🙂 l’ultimo dell’anno dovrei andare a vedere una partita di basketball alla OSU and Merry Christmas….mi sn giusto accorto di aver fatto un errore nel mio precedente merry Christmas… ti saluto il piano x oggi e’ mettere su qualcosa che assomigli a un pupazzo di neve…..quello di ieri era piu’ che altro ghiaccio messo insieme…..

      • quattrovecchiinamerica said, on 23 dicembre 2011 at 2:31 pm

        Ciao GIanluca

        penso che alla partita di basket ti divertirai molto.

        E con la neve che hai detto che e’ scesa, potrai esprimere il tuo genio italico, nel costruire un pupazzo di neve da ricordo!

        Ciao Ezio

  3. ilPizzo said, on 21 dicembre 2011 at 9:54 am

    Non male il JD, è il whiskey americano che preferisco, forse l’unico decente. Io preferisco di gran lunga quelli scozzesi, in primis quelli molto torbati, con il caratteristico retrogusto affumicato. Certo però che gli americani sono strani, con questo loro amore/odio per gli alcolici. E’ una delle cose che mi lascia sempre perplesso, vietano di bere alcol fino a 21 anni, e di consumarlo in vari posti, e poi lasciano la gente libera di acquistare e portare in giro armi (ragazzi compresi).

    Il negozio di ciambelle è spettacolare😀

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 dicembre 2011 at 1:15 am

      Caro Andrea

      il negozio di ciambelle fritte e’ un vero must americano e le ciambelle ti assicuro che sono eccezionali!

      Per il Whiskey non posso darti nessun giudizio, dato che ho bevuto whiskey solo una volta (mezza bottiglia!) e poi dopo la sbornia non posso neanche sentirne l’odore!

      Per le contraddizioni americani sono d’accordo anche io, ce ne sono tante, ma credo che si possano sopportare.
      DI sicuro li si vive meglio, anche con le contraddizioni!

      Ciao Ezio

  4. Ilaria e Davie said, on 23 dicembre 2011 at 11:40 am

    Buongiorno Ezio,
    stiamo organizzando il nostro 4° viaggio in USA per la prossima Estate (il secondo con il nostro bimbo di 3 anni) e mi sta capitando spesso di imbattermi nel tuo blog che trovo davvero interessante!!
    Sto già prendendo tanti spunti, vedi anche chattanooga che mi ha entusiasmato anche solo dal tuo racconto… ma vorrei chiederti anche anltre dritte.
    Ti dico a che giro stiamo pensando:
    Orlando (kissimmee) – New Orlenas (con un paio di tappe sulle spiagge del golfo) – Neshville – Memphis (con tappe intermedie) – un passaggio in Kentuchy e poi verso nord con visita a Cleveland (ohio) fino a Buffalo (Niagara falls) per poi passare in Canada con una visita di Toronto prima di ripartire per Milano.
    Cosa mi consigli??
    Grazie 1000 e buone feste!
    Ilaria

    • quattrovecchiinamerica said, on 23 dicembre 2011 at 2:46 pm

      Cari Ilaria e Davide

      innanzi tutto grazie per i complimenti.

      Passando al viaggio (che mi sembra lungo non poco, ma non so quanti giorni avete a disposizione e quanto piccolo e’ il bimbo) ti posso dire che partendo da Orlando (con tappa obbligata nei parchi a tema se il bambino e voi siete appassionati del genere), una tappa che io farei e’ Pensacola beach e Santa Rosa Island. Sono spiaggie bianchissime bellissime ed isolatissime. Se cerchi nel blog ci sono dei post su questa vacanza. Poi ci sarebbe anche gulf shores, luogo in cui ci sono una infinita’ di case direttamente sul mare da affittare (ci sono post anche su quesdti luoghi sul blog). Da li a New Orleans ci vuole poco (circa 2-3 ore). NO anche se non ci sono stato e’ un po come se la conoscessi, dato che ho pianificato una nostra vacanza per ben 3 volte, ma ogni volta e’ andata buca!
      La citta’ dicono essere bellissima specialmente nel centro (quartiere francese). Sembra pero’ essere pericolosa (ma mai quanto Napoli o Palermo e ROma in questi ultimi tempi!). In 6 ore e mezza arrivi poi a Memphis, che vale la pena di essere vista, ma non merita + di 1-2 giorni a meno che non si sia patiti di Elvis e di BBQ. La citta’ non e’ tra le piu’ sicure degli States! In 3 ore e mezza poi arrivi a Nashville, che merita forse un giorno in piu’ di visita essendo la culla della musica! Salendo verso Cleveland (che mi dicono essere piuttosto malfamata) c’e’ Cincinnati ed Indianapolis, ma nonso se vale la pena visitarle. DA Cleveland a Buffalo ci sono 3 ore e mezza di macchina. E le cascate del NIagara (lato Canadese) sono un vero spettacolo (troveraipost anche sul blog). Tornoto e’ bellina e ci vive una mia carissima amica. Vedi anche qui i post sul blog.

      se ti serve qualche cosa di piu’ specifico fammi sapere e cerchero’di risponderti se posso!

      Have fun

      Ezio

      • Ilaria e Davie said, on 24 dicembre 2011 at 4:32 am

        Ciao Ezio, grazie 1000 per i consigli.
        Ad agosto il nostro bimbo avrà 3 anni e mezzo e staremo via 18 giorni.
        Pensavamo di fare il tour in questo modo:
        – Orlando (kissemmee a dire il vero, in quanto ci siamo già stati ed è il massimo del kitsch degli USA ma si integra perfettamente con lo spirito dei parchi…).
        Trascorreremo 4 notti e visiteremo il sea world – magic kindom e gli universal studios. Siamo già andati a Cape Canaveral, quindi preferiamo tornare in posti più adatti al piccolino.
        Nel trasferimento a New Orleans, per spezzare il viaggio il più possibile, faremo due tappe lungo le coste della Florida settentrionale, tra cui inseriremo sicuramente Pensacola Beach.
        Faremo un giorno intero a New Orleans.
        I trasferimento più lungo sarà tra New Orlenas e Memphis. Se conosci qualche posto carino in mezzo dove fermarci per una breve vista, colgo volentieri il suggerimento.
        A Memphis dormiamo e il giorno dopo faremo una visita e Graceland (lo so è tremendo ma non può mancare….) e poi via verso Nashville.
        Qui steremo 2 notti. In realtà il giorno interno lo useremo per visitare la fabbrica del JD e un giro alle attrazioni naturalistiche di Chattanooga (scoperta grazie al tuo blog).
        Dopo di che ci spingiamo verso nord, verso Cleveland (fermandoci a dormire a Cincinnati passando per il Blue Grass del Kentuchy). Anche a Cleveland steramo pochissimo, giusto il tempo di visitare la Rock en Roll Hall of Fame, e poi via verso Buffalo, o verso il vesrante USA delle Niagara Fall.
        Il mattino dopo giro sulla Mind of the mist e nel pomeriggio ci trasferiamo a Toronto.
        Il giorno dopo la visitiamo e il giorno dopo ancora torniamo in Italia.

        Si può sembrare tanto, ma fai conto che l’hanno socorso, con il nostro piccolino che aveva 2 anni e mezzo, abbiamo fatto (riassumendo): Washington – Philadelphia – New Haven – Cape Code – Kennenbourgh – Bar Haorbou e poi siamo tornati a Boston.
        Prima che nascesse il nostro piccolino avevamo fatto il classico giro dell’ovest: Los Angeles – Flagstaff – Monument Valley – Las Vegas – Death Valley – Mammouth Lake – Yosemitte Park (si scrive così?) e San Francisco
        E l’anno prima ancora avevamo fatto il giro della Florida peninsulare e poi 5 gg a New York.

        Visto che hai viaggiato parecchio con i bimbi e hai visitato tanto le zone dove andremo noi, mi puoi consigliare hotel o ristoranti???
        Grazie ancora!
        Ilaria

      • quattrovecchiinamerica said, on 25 dicembre 2011 at 2:31 am

        Cara Ilaria

        io posso consigliarti tutto quello che ho provato io! Infatti se vai nel blog troverai dettagliati resoconti su:

        alberghi/ristoranti/cose da vedere a orlando, pensacola beach, gulf shores, memphis e toronto.

        Per le altre citta’ che non ho visto ti consiglio di cercare SEMPRE su tripadvisor (in inglese) in modo da avereil polso dellasituazione di cio’ che c’e’ di buono.

        A New Orleans ti consiglio o la zona centrale (quartiere francese) che e’ piu’ sicura o la zona vicina all’aeroporto, che e’ meno cara e piu’ nuova (di solito gli alberghi vicino all’aeroport sono piu’ nuovi anche se anonimi, ma costano sempre di meno!

        Per i ristoranti vedi sempre su tripadvisor, che non tradisce mai.

        E se sei indecisa su cosa vedere nelle varie citta’ metti su google “top thing to do/see Memphis (per esempio”e troverai una sacco di buone informazioni (da filtrare naturalmente).

        Buon viaggio e se vuoi ancora informazioni fammi sapere!

        A proposito siete dei viaggiatori provetti se avete fatto e farete un viaggio cosi’ impegnativo in pochi giorni e con un bambini piccolo! Tutta la mia ammirazione (io ammiro sempre chi ama viaggiare e sopratutto con i bambini).

        Io credo che fate molto bene a far girare il mondo a vostro figlio, che magari ora non apprezzera’ ma sicuramente crescera’ con una mentalita’ sicuramente internzionale in confronto ai suoi coetanei che girano solo per la loro citta’ e dintorni!

        Ciao Ezio

  5. Marco said, on 26 dicembre 2011 at 6:15 am

    Però, a dirla tutta, una fabbrica di whiskey, la più famosa al mondo, in una contea dov’è è vietato bere alcool, è ridicolo.
    Le ciambelle facevano davvero venire fame, e avevano anche un bell’aspetto, in confronto a quelle Italiane che si trovano negli ipermercati. Ciao, Marco.

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 dicembre 2011 at 9:30 am

      D’accordo con te che fare il whiskey in una Contea dove non si puo’ bere e’ ridicolo. Ma l’america e’ riccadi queste contraddizioni.

      Per le ciambelle ti assicuro che sono veramente qualche cosa di inarrivabile, BUONISSIME!

      CIao Ezio

  6. Giulio Maggi said, on 27 dicembre 2011 at 8:35 am

    Ciao Ezio ….sono contento che ti sei rifatti vivo…come va….ora dove ti trovi, In America o in Italia? Ti faccio tanti auguri di Natale e di Capodanno a te e alla tua famiglia
    Ciao Giulio

    • quattrovecchiinamerica said, on 27 dicembre 2011 at 9:28 am

      Caro Giulio

      purtroppo sono tornato definitivamente in Italia, anche se il blog sta viaggiando con 5 mesi di ritardo!! QUindi troverai ogni tanto dei post, che andranno a completare la nostra avventura americana!

      Nel frattempo ho aperto un nuovo blog (www.istantaneeda.wordpress.com) nel quale parlo di tutto e di niente in particolare.

      Ciao Ezio


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