4 vecchi in america

WALKING THRU HISTORIC HUNTSVILLE

Posted in Attivita' bambini, Escursioni-Viaggi, Fiere-Feste-Musei, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 27 maggio 2012

WALKING THRU HISTORIC HUNTSVILLE

Dato che il blog si è sfasato di un anno (infatti gli articoli si riferiscono a cose avvenute a Maggio 2011, ma le scrivo solo oggi a Maggio 2012!), allora ho deciso di far finta di essere tornato ad un anno fa e di riprendere la narrazione dei nostri ultimi momenti americani, fino al nostro rientro definitivo in Italia (Settembre 2011)!

Back t to the past!

Sono quasi 3 anni che viviamo ad HSV ed ancora non conosciamo bene la città in cui viviamo e le sue origini.

Avevo letto sul giornale che Sabato mattina avrebbero organizzato un tour  delle case storiche di HSV ed allora con i bambini ci siamo andati.

Il tour ci avrebbe svelato i misteri del famoso quartiere Twickenham.

Non tutti sanno che Twickenham era il nome originale della citta’ di Huntsville. Un tale LeRoy Pope dopo aver comprato un terreno all’asta lo dono’ alla citta’e gli diede il nome di  Twickenham , in onore di un quartiere di Londra, dove risedeva il famoso (?!) poeta Alexander Pope (parente di LeRoy).

Piu’ tardi la citta’ fu chiamata Huntsville in onore di John Hunt  (Hunt’s Ville = citta’ di Hunt) uno dei primi  coloni, durante la guerra del 1812.

Prima di leggere il post, vi voglio dire che anche se  Twickenham e’ inserito nel National Register of Historic Places, non aspettatevi di vedere il Colosseo o Pompei!

Sono bellissime case, ma di appena 200 anni orsono. Nei nostri paesi del centro Italia e non solo, ne troviamo di piu’ vecchie, di piu’ belle e di piu’ numerose, senza che queste siano inserite nel registro dei siti storici italiani!

Ma si sa, gli Sates sono una nazione giovane e tutto quello che ha 200 anni e’ una cosa da preservare e da far vedere ai proprio figli!!

(Per i curiso ecco un link che vi porta dritti alla lista dei siti storici da preservare in Alabama:  http://www.nationalregisterofhistoricplaces.com/AL/Madison/state2.html).

Allora partiamo con questi “ruderi” americani!

La prima casa e’ del 1819, e’ pittosto malandata e sembra fatta di mattoncini, ma sappiamo che sono solo una copertura esterna, mentre il “core” e’ sempre di legno!

Il Tour, gratuito, lo guidava questa simpatica arzilla vecchietta, che era molto curioso di sapere come mai 3 italiani partecipavano a quel tour, in una terra cosi’ poco turistica come l’Alabama!

Ai bambini non importava nulla delle case ed erano sempre dietro a tutti a fare casino!

E quando il gruppo si allontanava si mettevano in posa sull’uscio di casa!

Twickenham is Alabama‘s largest antebellum district. Here you will find outstanding examples of Federal, Italianate, and Classical architecture. The Historic District in Huntsville has 3 defining areas, Twickenham, Old Town, and Five Points and each area has a distinct street sign so you always know where you are. Twickenham street signs have a tree symbol, Old Town signs all have the name Old Town, and Five Points signs use a star symbol. 

Proprio di fronte alla casa di Weeden, c’er la prima chiesa  presbiteriana di HSV,

e poco prima la chiesa episcopale della nativita’.

Lungo Gates Avenue, c’erano anche queste tre belle case,

e girando su Lincon street questa bella casa ricoperta esternamente di mattoni.

Altro stop per ammirare questa bella casa bianca, all’incrocio tra Lincon street e Williams Avenue.

E dopo questa casa, non troppo affascinante,

ecco la famosa casa di Leroy Pope.

Era dotata di un parco meraviglioso,

e di un colonnato simil greco!

Nel frattempo i bambini erano intenti ad acchiappare lizards!

 

Dopo la casa di Leroy, abbiamo svoltato su McClung Avenue, dove abbiamo visto tutte le case che troverete di seguito.

Le due case di sotto, sono stile bungalow, come dice questo cartello esplicativo, che si trova nel Alabama Consitutional Museum.

La strada, come tutte le strade del centro di HSV, ha un aspetto tra l’idilliaco ed il post Hiroshima!!!

NON c’e’ mai nessuno!!!

Tant’e’ che Paolo e Sara si sono messi in posa in mezzo la strada per minuti, senza che nessuna macchina passasse!

Per la serie “agli americani piace il porch (che non e’ il porco, ma la veranda coperta di fronte la casa!) eccone di seguito alcune carine.

Questa di sotto era stile greek revival.

Questa stile federal (non ne sono tanto sicuro, chi sa piu’ di me mi corregga!).

Vialetti come al solito deserti, anche se era Sabato verso le 11.00!

Una bella pianta, veramente ben sviluppata in altezza.

Sotto Sara e Paolo, che dopo 2 ore di case si erano scocciati!

Allora dopo aver visto Maple Hill Cemetery, classico cimitero americano che non mette tristezza,  senza tombe modello condominio come da noi, con i morti sotterrati sotto 2 metri di terra,

 

(foto del cimitero in versione autunnale)

abbiamo girato i tacchi e siamo tornati verso il museo dei bimbi, ammirando ancora il tanto verde,

 e gli animali incontrati lungo la strada.

Nel museo mentre Sara giocava alle bambole,

Paolo provava a ricostruire alcuni stili di case, visti poco prima, riportati nei cartelloni sul muro!

Per concluedere una, mia, curiosita’!

In questi anni ho sempre visto tantissimi cartelli come questo vicino a case, residence e palazzi governativi.

Ecco cosa significava, in poche semplici regole trasparenti!

What is the award?

The Beautification Board of Huntsville, Alabama sponsors the Beautification Awards. The recognition is awarded annually following a rigorous judging of nominated properties. A Beautification Award sign is placed on winning properties.

Who is eligible?

Any commercial or public business property (including government buildings) within the city limits of Huntsville may be nominated. The “public” areas of apartment complexes, condominiums, townhome developments, residential subdivisions, schools, hospitals and churches may be nominated; private residences are not eligible. 

Landscape contractors must have required business licenses including a city business license to maintain the property and a state license to install trees and shrubs.

How do I submit a nomination?

Pick up an entry form available at:

The Huntsville Public Library Downtown Branch

Huntsville City Hall

Madison County Co-op

Several Nursery and Garden Centers in Huntsville

Download a form from the city of Huntsville website: www.hsvcity.org/greenteam

Please Note:

An application fee of $15 is required for each property (new and renewing)

Make check payable to Operation Green Team

Fees are Non-Refundable

Mail by May 7 to:

Beautification Board c/o Operation Green Team

P.O. Box 308

Huntsville, AL 35804

*Each property (new and renewing) must submit an entry form and $15 application fee.

What are the judging criteria?

• Properties will be judged on First Impression, Originality, Distinction, Design, Selection and Quality of Plants (Trees, Shrubs, Flowers, Grass, Ground Cover), Maintenance, Hardscape Design & Maintenance, Litter Control

• Everything viewed from the parking lot and/or street address will be judged.

• Judging dates for 2009 are June 3 & 4

• Winners will be announced in July

DRIVING OVERSEAS HIGHWAY US 1 TO KEY WEST!

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 10 aprile 2012

DRIVING OVERSEAS HIGHWAY US 1 TO KEY WEST!

Quando ancora vivevamo in USA (purtroppo!), 0gni volta che dovevamo fare una vacanza in USA, la prima cosa che facevo era quella di programmare un viaggio da Miami alle Key West, lungo i 270 Km di autostrada costruita tra il mare e le isolette delle Florida Keys.

Ma pur avendo visitato Miami diverse volte e Key West, non siamo mai riusciti a fare questo percorso, che a dire degli americani, e’ uno dei piu’ belli degli States.

Allora dato che la settimana scorsa ero a Miami ed avevo una Domenica off, ho detto: “affitto la macchina e vado alle Key West”!

Il volo per Miami da Roma e’ un fantastico diretto, che pero’ dura 12 ore.

Appena si arriva all’aeroporto di Miami si trovano questi inconfondibili divani a fiori ed in pelle scura, con la forma assolutamente particolare.

Quando li vedete, non potete sbagliare: siete a Miami!

Appena arrivato mi sono recato subito alla Thrifty, per affittare una macchina compact (dato che ero da solo) e mi hanno affibiato questa Ford Focus , che per gli americani e’ una compact!!!

I tanti italiani che erano con me in aereo li ho visti quasi tutti andare a noleggiare presso le Hertz.

La Hertz e’ tra le piu’ care compagnie di rent a car, meglio Thrifty, D0llar e General e le macchine/condizioni di noleggio sono uguali!

Il prezzo dell’affitto della macchina e’ basso (170 $ per 4 giorni), ma dato che non ho piu’ la mia assicurazione auto americana, ho dovuto pagare altri 130 $ per l’assicurazione + 20 $ per il Florida sun pass (per poter sfrecciare sulle autostrade della Florida senza pagare e senza fermarmi ai caselli) + 20 $ per avere l’opzione di riportare la macchina anche con il serbatoio vuoto.

Insoma in tutto circa 340 $ per 4 giorni.

Sono arrivato alle 6 PM di pomeriggio in albergo (il navigatore lo avevo portato dall’Italia, altrimenti avrei pagato altri 20 $ di affitto) e sono crollato stecchito sul letto!

Pero’ alle 6.oo AM ero gia’ sveglio come un grillo e dopo una succulenta colazione americana (waffle con salsa di lamponi + lamponi caldi + panna, macedonia di frutta fresca ed un te con toast burro e marmellata), alle ore 7.25 AM ero in macchina pronto per il viaggio verso Key West,

seguendo questo particolare percorso tra mare, oceano, isole, ponti e spiagge!

Per arrivare a Key West velocemente da Miami, bisogna prendere questa turpnike (highway),

che e’ un’autostrada senza casello, ma che si paga in due modi.

Il primo e’ avere il Florida Sun Pass (FSP).

Il secondo consiste nel prenderla lo stesso senza FSP e pagare un po di piu’, quando ti arriva il conto a casa.

Infatti i caselli (toll booths) su questa turpnike non ci sono e sono stati sostitutiti dalle telecamere che vedete sotto.

La macchina passa, viene registrata dalle telecamere ed a quelli che hanno il FSP (le telecamere capiscono che una macchina ha il FSP perche’ sulla targa si applica un bollino orange, che le telecamere leggono) gli viene addebitata il pedaggio sul conto corrente bancario (nel caso mio nulla perche’ avevo gia’ pagato il Florida Sun Pass alla Thrifty), altrimenti se si e’ sprovvisti di FSP il conto viene inviato a casa via posta ordinaria, con una tariffa leggermente superiore rispetto a chi ha il FSP!

Potenza della tecnologia e della civilta’ americana!

Guardate lo specchietto (sia DX che SX) della mia Ford Focus, che permette di vedere molto meglio la corsia di sorpasso!

Con questo specchietto i classici punti morti dello specchietto non esistono piu’!

Lungo l’autostrada, deserta per 100 Km, ho incontrato i classici cartelli che si vedono in tutti gli States:

segnali per alberghi,

segnali per ristoranti,

segnali per distributori di benzina (3/4 volte piu’ economica che da noi in Italia!),

il mio preferito ristorante da autostrada (Cracker Barrel, con tanto di dondoli sul porch!),

ed il mitico Starbucks coffee, amico di mille buoni caffe’ americani!

In meno di un’ora sono arrivato a Florida City, punto di partenza per le escursioni alle Everglades (la prossima gita).

Fin qui del mare e dei famosi ponti neanche l’ombra!

L’autostrada improvvisamente da multicorsia si restringe ad una corsia (purtoppo per lunghissimi tratti fino a Key West), con abbasamento dei limiti di velocita’ notevoli e tanta polizia!

Ma dopo 50 Km di strada ad una corsia, con vegetazione fitta ai lati e poco eccitante, ecco d’improvviso l’oceano Atlantico a destra ed il Golfo del Messico a sinistra!

E poi finalmente i ponti, tanti e di tutte le dimensioni!

Eccone uno dei tanti qui sotto.

Chi ha letto il nostro blog sa della mia ammirazione per questo popolo che fin dai primi del ‘900 ha costruito cose che da noi ora sembra impossibile costruire (grattacieli, ponti gallerie …….. con mezzi e tecnologie  che a vederli ora sembrano ridicoli!).

Di sotto vi riporto una breve storia di questa  AMAZING highway in inglese ed un breve riassunto in italiano.

Intanto partiamo dalla lunghezza: 205,2 Km di strade e ponti (di cui uno di 7 miglia!) che uniscono le tantissime isole delle Florida Keys fino ad arrivare a Key West.

Nel 1912 (avete letto bene!), dopo appena 7 anni di lavori, le Key West erano gia’ collegate con una linea ferroviaria alla terraferma, con un ardito sistema di ponti “truss” sul mare.

La linea ferroviaria ha funzionato fino al 1935 e poi  a causa di vari uragani distruttivi e’ stato deciso di non ricostruire piu’ la linea ferroviaria.

Sulle macerie della linea ferroviaria hanno in seguito costruito l’autostrada, finita nel Marzo 1938!!!

Il resto si puo’ leggere di sotto, ma il sunto e’ per farvi capire che in 31 anni (agli inizi del novecento!) questi yankees hanno costruito una linea ferroviaria ed una autostrafa SUL MARE, che ancora oggi e’ l’unico collegamento con la terraferma.

E nessun ambientalista ha mai proferito parola!

The Overseas Highway is a 127.5-mile (205.2 km) highway carrying U.S. Route 1 (US 1) through the Florida Keys. Large parts of it were built on the former right-of-way of the Overseas Railroad, the Key West Extension of the Florida East Coast Railway. Completed in 1912, the Overseas Railroad was heavily damaged and partially destroyed in the Labor Day Hurricane of 1935. The Florida East Coast Railway was financially unable to rebuild the destroyed sections, so the roadbed and remaining bridges were sold to the State of Florida for $640,000.[2]

The original construction of the Overseas Highway used many of the bridges of the former railroad, including truss bridges, where the roadway was built on top of the trusses. “Contract for building 18 bridges on the new Overseas Highway to Key West was awarded to Cleary Brothers Construction Co. of West Palm Beach last week [late April 1942], calling for completion of all bridge construction work on sections of the highway within the overseas road and bridge toll district, on the abandoned foundations of the old Florida East Coast railway line.”[3] Most of these older bridges built for railroads have been replaced by more modern bridges that are able to accommodate more than two lanes of traffic. The highway included the Seven Mile Bridge, the Bahia Honda Bridge and the Long Key Bridge (although these three original bridges are no longer open to vehicular traffic, except for part of Seven Mile Bridge, they are listed on the National Register of Historic Places and are currently used as fishing piers).

From its opening on March 29, 1938, until the destruction by fire of the Card Sound Bridge in 1944, the Overseas Highway also had the signed designation State Road 4A; after the realignment in 1945 to its current entry onto Key Largo along the old railroad right-of-way (the new segment of Overseas Highway, from Florida City to Key Largo is known locally as “the 18 Mile Stretch”), it received the unsigned designation State Road 5, the same as the entirety of US 1 south of Jacksonville at that time.

Portions of the road were tolled until April 15, 1954; toll booths were located on Big Pine Key and Lower Matecumbe Key. Pigeon Key, roughly the midway point of the Seven Mile Bridge, served as the headquarters for the “Overseas Road and Toll District.”[4] The toll for automobiles was $1, plus 25 cents per passenger.[5]

One of animated television’s Wacky Races was The Overseas Hi-Way Race, which first aired on December 28, 1968, on CBS, covering the entire actual route from Key Largo to Key West. While Long Key was correctly portrayed, most of the other in-between keys were given fictional names, and Sombrero Key was actually five miles south of the highway in open water, according to the Florida Keys–East map.

The entire roadway of the Overseas Highway was substantially rebuilt in the 1980s. In recent years, Pigeon Key was used by the University of Miami as an oceanography laboratory, but current efforts to restore the buildings on the island have resulted in the establishment of a railroad museum there. The newer Seven Mile Bridge does not have direct access to Pigeon Key; people going there must walk on 2.2 miles (3.5 km) of the original Seven Mile Bridge from its northern end on Knight’s Key, or take a shuttle bus, to reach the island.

[edit] Mile markers

Locations along the Overseas Highway from Key West to Key Largo are commonly given as mile markers. The Florida Department of Transportation (FDOT) maintains mile marker signs every mile along the highway. Numbering starts in Key West, and increases towards the east and northeast up the path of the highway over the keys. Businesses along the highway began listing their locations by mile markers, adding decimal parts to more precisely indicate locations between mile marker signs. Outside of Key West and the City of Marathon, street addresses along the highway are based on the mile markers, using a four- to six-digit number (with no decimal point); the numbering pattern is as follows:[6]

The first three (or four) digits denote the approximate mile marker

The last two digits denote a particular address; an even digit denotes an address on the Atlantic Ocean side while an odd digit denotes an address on the Florida Bay/Gulf of Mexico side

As an example, the Tropical Research Laboratory of Mote Marine Laboratory has a physical address of 24244 Overseas Highway. The first three digits indicate that it is near mile marker 24.2 (it is located on Summerland Key) while the last two digits indicate that it is located on the Atlantic Ocean side of the highway.

[edit] Trail

In 2001, the Monroe County Commission, the Florida Department of Environmental Protection’s Office of Greenways and Trails, and FDOT entered into a Memorandum of understanding to create the Florida Keys Overseas Heritage Trail (FKOHT).[7] The trail will be a world-class, multi-use bicycle and pedestrian facility that will traverse the Florida Keys from Key Largo to Key West. Upon completion, the FKOHT will include an integrated system of educational kiosks, roadside picnic areas, scenic overlooks, fishing piers, water access points, and bicycle and jogging paths. The development of the trail will provide a mechanism for the preservation and use of the historic Flagler Railroad Bridges, 23 of which still exist and are mostly intact. Several alternatives exist for trail alignment, including cutting down the 22-foot-wide (6.7 m), 1940s-era roadway to its original 12-foot (3.7 m) spandrel width, or using the 22-foot-wide (6.7 m) roadway as is, particularly in multi-use areas. In all cases, original bridgework will be repaired or rebuilt, and the breaks created during the 1980s and 1990s fishing pier conversion will be reconnected. Where the original roadway no longer exists, the trail will be temporarily cantilevered on the side of the current US 1 highway bridge, until new 12-foot-wide (3.7 m) trail bridge sections can be built. The new sections will be built to match the historical character of the original bridges.

Ma torniamo al viaggio di avvicinamento a Key West.

Ecco un parcheggio multipiano di barche lungo la strada

(non e’ difficile immaginare che l’economia di questa zona si basa sullla pesca e sul turismo “marino”),

ed il tempo che faceva le bizze!

Dopo circa 2 ore e mezza di viaggio tra mare, oceani e ponti eccomi arrivare sul famoso Seven Miles Bridge (lungo in verita’ 6,79 miglia, cioe’ 10,93 Km!!)!

La vista non vi inganna, infatti i ponti sono due!

Il primo a destra e’ quello costruito sulle rovine della linea ferroviaria negli anni 30-40, mentre nel 1982 ne fu costruito uno piu’ nuovo,

lasciando intatto quello vecchio, sul quale ci si puo’ passeggiare e pescare a piacimento.

Solo un tratto e’ stato eliminato, quello in corrispondenza del ponte nuovo, alto di 20 m, per farci passare la navi.

The new bridge is a box-girder structure built from precast, prestressed concrete sections, comprising 440 spans. Near the center, the bridge rises in an arc to provide 65-foot (20 m)-high clearance for boat passage. The remainder of the bridge is considerably closer to the water surface. The new bridge does not cross Pigeon Key.

The total length of the new bridge is actually 35,862 ft (10,931 m) or 6.79 miles (10.93 km), and is shorter than the original. Each April the bridge is closed for approximately 2.5 hours on a Saturday and a “fun run,” known as the Seven Mile Bridge Run, of 1,500 runners is held commemorating the Florida Keys bridge rebuilding project. The event began in 1982 to commemorate the completion of a federally funded bridge building program that replaced spans that oil tycoon Henry Flagler constructed in the early 1900s to serve as a foundation for his Overseas Railroad.

Qui sotto si vede un albero cresciuto sulle rovine del vecchio ponte.

Una vista stretch del ponte nuovo,

e dell’ardito sitema di pali della luce che passano nel mare per Km!!!

Se guardate bene la foto di apertura del post, potete vedere come era il vecchio ponte senza quello nuovo!

L’isoletta che vedete qui sotto, Pigeon Key, e’ raggiungibile solo con la barca o utilizzando il vecchio ponte (solo le persone autorizzate possono percorrerlo).

Pigeon Key is a small island containing the historic district of Pigeon Key, Florida. The 5-acre (20,000 m2) island is home to 8 buildings on the National Register of Historic Places, some of which remain from its earliest incarnation as a work camp for the Florida East Coast Railway. Today these buildings serve a variety of purposes, ranging from housing for educational groups to administrative offices for the non-profit Pigeon Key Foundation. The former Assistant Bridge Tender’s House has been converted into a small museum featuring artifacts and images from Pigeon Key’s colorful past. It is located off the old Seven Mile Bridge, at approximately mile marker 45, west of Knight’s Key, (city of Marathon in the middle Florida Keys) and just east of Moser Channel, which is the deepest section of the 7-mile (11 km) span). 

Ultima curiosita’ cinematografica sul ponte: the spectacular bridge has attracted many filmmakers. Its film ‘credits’ include scenes in True Lies 2

Fast 2 Furious, the James Bond film Licence to Kill, CrissCross, and Up Close & Personal.

Alla fine del ponte ho parcheggiato la macchina e mi sono fatto una passeggiata su quello vecchio, dove molti pescatori stavano pescando.

Il mare come vedete era molto pulito e chiaro anche se in quel momento c’era poco sole.

Ecco la targa commemorativa del ponte,

e dei ragazzi che si accingevano ad una gita in canoa.

Per la serie tutto il mondo e’ paese, ecco un cartello che invita a non lasciare oggetti di valore in macchina!

Dopo poche miglia dal Seven Miles Bridge, mi sono fermato nuovamente per andare a visitare una famosa baia, di cui avevo sentito parlare bene nei forum viaggi: Bahia Honda Key.

L’ingresso costava 4,5 $ e ti da diritto a stare tutto il giorno sulle spiaggie della baia.

Le spiaggie verso l’oceano erano belline, ma il mare mosso le rendeva torbide (dato che muoveva la sabbia).

Ma il fondale era basso per diversi metri e la qualita’ dell’acqua sembrava niente male.

Anche qui c’era un vecchio ponte, sostituito da uno nuovo (sullo sfondo).

Cartolina del vecchio ponte.

Il lato verso il Golfo del Messico, era nettamente piu’ calmo e l’acqua piu’ invitante e mi sono fermato per mezz’ora a prendere il sole sulla spiaggia.

Questo e’ il ponte nuovo, che effettivamente non e’ proprio bello a vedersi dalla spiaggia, ma serviva e lo hanno fatto (il mio pensiero va sempre agli ambientalisiti italiani, che non avrebbero mai permesso la costruzione di 170 Km di autostrade e ponti sul mare!)!

Sotto un’altra spiaggie lato Oceano.

Facendo un salto indietro nel tempo ecco due foto del vecchio ponte, senza il nuovo.

E dopo una sosta al bar della baia dove ho sorseggiato una birra fresca ed un key lime pie (dolce tipico delle Keys)

sono ripartito e dopo 40 minuti sono arrivato finalmente a Key West.

A Key West ero gia’ stato con la mia famiglia e ne avevo parlato in un vecchio post, quindi vi risparmio troppe parole sulla ridente cittadina, regno dei gay d’america.

La citta’ e’ carina e piena di casette simili a questa sotto.

Questa bancarella era curiosa perche’ vendeva il succo ghiacciato dei “cocchi”.

Ma la cosa piu’ caratteristica era che il cocco veniva bucato con una punta di un trapano, che spero venga usato solo per i cocchi!!!

La bancarella era posizionata strategicamente vicino ad uno dei punti piu’ famosi della Key West:

il southernmost point.

Eccolo in tutta la sua bellezza!

I turisti venivano a frotte con mezzi elettrici (che sono un modo intelligente di visitare la citta’),

 e con i trenini (e i piccoli autobus aperti).

Da queste poarti tutto ee’ southernmost:

le case,

le spiaggie,

e gli hotel.

Se avete qualche soldo da investire potreste comprare questa villetta bianca,

che al civico 418 non aspetta altro che nuovi padroni, per una ristrutturazione!

Verso le 2.oo PM, mi sono rimesso in macchina per affrontare il lungo viaggio di ritorno (all’andata ci avevo messo 4 ore + le soste, che unite alle 12 ore di aereo del giorno prima ed al jet lag, si facevano sentire!).

Ma arrivato ad Islamorada, ho visto molte macchine parcheggiate lungo la strada e mi sono fermato anche io.

Ed ho fatto bene!

Infatti c’erano delle bellissime spiaggie bianche,

con fondale che degradava a pendenze inesistenti!

Il top per famiglie con bambini.

E visto che ho trovato una bella ispanica disponibile (solo a fotografare), mi sono fatto fare ritratto!

Sulla via del ritorno ho trovato questa mega aragosta

i fenicotteri stile “Gnomeo and Juliet”,

ed un villaggio della Montessori!!!

Verso le 7.oo PM sono arrivato in un grande mall di Miami, dove ho fatto shopping sfrenato, dato che i prezzi erano come al solito il 40% in meno che da noi!

Resta comunque la sensazione di aver fatto un viaggio unico, voluto da tanto, e rivelatosi bellissimo nel suo genere.

Chi va in vacanza a Miami non dovrebbe mancare questo itnerario, che va fatto con la propria macchina, in modo indipendente e non intruppati in un bus con l’aria condizionataa palla sul collo, che vi fa scendere solo dove vuole il tour operator!!

E se avete tempo a Key West (2-3 notti) fate una bella escursione in barca a Dry Tortugas.

LA NEW YORK DI UN AMICO!

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 4 gennaio 2012

LA NEW YORK DI UN AMICO!

 

Il post di sotto e’ farina del sacco di un amico del blog, Marco, che ci propone una lunga e bella riflessione su NY, dopo una permanenza di qualche giorno durante questo periodo di feste.

Aggiungo io qualche foto presa da internet, sperando di non rovinare quanto scritto di Marco!

New York è il fumo che esce dai tombini della metro come nei film.

New York sono i serbatoi dell’acqua in legno sul tetto dei vecchi grattacieli, e sei lì che aspetti che da un momento all’altro arrivi il cow boy e li buchi con le pistole.

New York è l’effetto WOW.

New York è il rombo cupo dei V8 americani e il silenzio vellutato dei V12 tedeschi.

New York è il traffico caotico e continuo che non sembra poter funzionare, e invece alla fine ognuno trova il suo posto.

New York è il rosso dei semafori: non è importante dove ti fermi, ma che tu lo faccia, poi gli altri riescono comunque a passare.

New York è un parcheggio impossibile da trovare e che ti può costare anche 30$ all’ora.

New York sono le cantine dei negozi che dal marciapiede vanno direttamente sotto terra.

New York sono i condomini eleganti dell’Upper side con le loro cappottine sul marciapiede,gli atrii elegantissimi addobbati a festa, ed un portiere in alta divisa che ferma i taxi col fischietto, lanciandosi come un kamikaze in mezzo alla strada.

New York sono le palazzine di mattoni rossi con le scale antincendio, dalle quali immagini che da un momento all’altro scenda Julia Roberts.

New York sono le finestre a ghigliottina, che, pur nuove, non contengono ne temperatura ne rumore, e ti tocca dormire coi tappi da cantiere maledicendo chi le ha inventate.

New York sono i volontari dell’esercito della salvezza, che a suon di campanella ad ogni angolo della strada raccolgono le offerte per Natale.

New York sono i taxi , una fiumana gialla che si infila in ogni dove a colpi di clacson.

New York sono le street che si incrocchiano con le avenue, e le avenue che si incrocchiano con le street (Alberto sordi “il tassinaro a New york).

New York sono le macchine della polizia, tante quasi come i taxi, ed a girarla ti senti veramente sicuro.

New York sono le sirene continue dei mezzi di emergenza che tentano di sfrecciare da una parte all’altra della città, ma alla fine restano imbottigliati come tutti gli altri.

New York è fare l’abbonamento della metro e praticamente non usarlo, perché a stare la sotto ti perdi sempre qualcosa.

New York è park Avenue, dove c’era l’appartamento dei Drummond, la famiglia di Arnold.

New York è visitare il Bronx e capire da dove nasce il concetto di periferia degradata.

New York è Harlem, con la sua musica ed i suoi colori.

New York è tornare in albergo col torcicollo, dopo aver passato la giornata a guardare in alto.

New York è la pubblicità: se non la fai non ti conosce nessuno.

New York è fare una scansione delle wifi e dover aspettare mezz’ora da quante ne trovi.

New York sono i metal detector e gli accurati controlli in ogni luogo famoso che vorrete visitare, perché la paura purtroppo è sempre dietro l’angolo.

New York sono le limousine infinite dai vetri scuri, dove potrebbe esserci chiunque, e che quando attraversano l’incrocio col muso hanno ancora la coda dall’altra parte.

New York sono le luci di Times Square, colorate ed accecanti, che attirano l’attenzione di chiunque passi di lì ad ogni ora del giorno o della notte, e rendersi conto che non ci passeresti mai il capodanno perché verresti schiacciato da un mare di gente.

New York è il Moma. Passando metà degli allestimenti quasi tutti pensano “Se mi impegnavo facevo un lavoro 10 volte migliore di quella schifezza”.

New York è una skyline inconfondibile.

New York è il ponte di Brooklyn, che da piccoli pensavamo fosse fatto di gomma.

New York è Lady Liberty, che accoglie chi entra dalla sua baia.

New York è Ellis Island dove 12 milioni di persone hanno cominciato una nuova vita, e dove puoi trovare tracce dei tuoi avi.

New York è la 5th ave, una fila infinita di vetrine per tutti i gusti.

New York sono l’Empire state, il Chrysler, il Rockfeller. Sono bellissimi e sembrano fatti ieri, potresti passare ore a guardarli, e di notte hanno un’aspetto magico.

New York è il punto di vista dall’osservatorio dell’Empire, in una notte serena. Non si può spiegare, si può solo vedere.

New York è il cibo di strada e i ristoranti di lusso,entrambi a loro modo gustosi e da provare.

New York è entrare in un ristorante e trovare sempre un desk dove ti chiedono se sei in lista o hai prenotato.

New York è ricordarsi che al prezzo che leggi delle cose devi sempre aggiungere le tasse, e se sei al ristorante anche almeno un 15% di mancia.

New York è entrare nella migliore gastronomia della città alla vigilia di Natale, e scoprire che le signore bene per il pranzo speciale comprano trenette al pesto, pasta alla Norma e lasagne ad un prezzo esorbitante.

New York è Fao Schwarz, il negozio di giocattoli col piano gigante, e i balocchi di un’epoca lontana.

New York è il Plaza, l’hotel lussuosissimo di “mamma ho riperso l’aereo”.

New York è Central park. All’inizio ti chiedi cosa ci faccia in mezzo a tutti quei grattacieli, poi ti accorgi  che ci stà benissimo, ed è bello e curato come pochi altri parchi.

New York sono gli alberi di Natale enormi e coloratissimi, dal Rockfeller, al Lincoln, alla Public Library.

New York è la pista da pattinaggio del Rockfeller. Non ne esiste un’altra con lo stesso fascino.

New York sono gli allestimenti natalizi. Semplicemente impareggiabili.

New York è scoprire che i più belli e costosi allestimenti natalizi sono nelle sedi di quelle società che hanno messo in crisi mezzo mondo ed ora dovrebbero essere in rosso di milioni di dollari, e a noi da piccoli avevano insegnato che senza soldi non si comprava nulla…

New York è il sogno americano di un sacco di gente, chi per turismo, chi per necessità.

New York sono due enormi buchi dove prima c’erano più di tremila persone, perché da qualche parte la nostra società è marcia e non è giusto che ci beviamo tutto quello che ci vogliono raccontare.

New York e’ un viaggio che volevi fare da sempre, che hai nel cuore fin da piccolo e che hai dovuto per un sacco di ragioni rimandare fino quando, ad un tratto, ti si presenta davanti e tu lo afferri al volo ma che, come tutti gli altri, ha un inizio ed una fine perché la tua vita stà da un’altra parte, e sei felice di averlo potuto fare probabilmente nella miglior settimana dell’anno.