4 vecchi in america

ULTIMI GIORNI DI SCUOLA IN ALABAMA!

Posted in scuole, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 28 dicembre 2011

ULTIMI GIORNI DI SCUOLA IN ALABAMA!

Verso la fine di Maggio, Paolo ha finito il suo first grade, alla Providence School.

Da quando siamo arrivati in america, sia lui che Sara sono sempre andati a scuola volentieri, nonstante i primi giorni siano stati duri, a causa della non conoscenza della lingua (ma il periodo di acclimatamento e’ durato meno di un mese, per fortuna!).

Gli ultimi giorni di scuola sono sempre belli, e non c’e’momento migliore per fare delle foto ricordo.

Qui sotto Paolo, che portava a scuola la sua palla da football (in quel periodo faceva parte di una squadra di football flag ed il coach ero io!!).

Qui sotto Paolo e Marshall, amichetto piu’ grande che ogni giorno incontravamo all’entrata ed all’uscita.

Con la sua mamma e le sorelle eravamo diventati molto amici (quando parlo di amicizia intendo quella americana: limitata alle cose di ufficio, di scuola ….. ma che difficilmente “entra in casa”).

Questo omone era Mr.Corn (mitico perche’ bravissimo e puntualissimo, anche se tifava gli Auburn).

Lui aveva il compito di far uscire tutti i bambini “walker” (bambini che uscivano a piedi da scuola, da soli, come Paolo), li accompagnava fino alla strada e li faceva attraversare, per rilasciarli sul marciapiede opposto.

Avete capito bene, una persona dedicata solo a far uscire i bambini a piedi ed a farli attraversare la strada in sicurezza.

Succede anche da noi?

Qui sotto l’ultimo giorno di scuola.

La poliziotta (che incontravamo e con cui chiacchieravamo ogni giorno) era la persona invece che aveva il compito di fermare le macchine, quando i bambini attraversavanao la strada successiva a quella che controllava Mr. Corn!

Era simpaticissima e severissima con chi non rispettava i suoi ordini (ma per la verita’ erano pochi!).

Quindi i bambini che tornavano a casa da soli, avevano i primi due attraversamenti sradali controllati da personale dedicato!

E dopo l’ultimo giorno di scuola, la meritata mangiata al nostro spacciatore preferito di hamburger e wurstell: Five Guys!

Ma finita una scuola (il Venerdi’), ne inizia subito un’altra (il Lunedi’ successivo): il summer camp, all’interno del Redstone Arsenal!

Paolo era contentissimo di iniziare il summer camp, dove avrebbe incontrato un sacco di bambini che gia’ conosceva. Infatti li aveva gia’ conosciuti all’asilo del Redstsone Arsenal e durante i vari sport che ha frequentato nell’Arsenale.

Una cosa che mi ha sempre impressionato degli USA e’ l’organizzazione in generale.

Facciamo un salto in avanti di 3 mesi e dopo la fine della scuola e del summer camp, ecco un esempio di organizzazione americana.

Paolo a tutti i costi voleva fare qualche settimana di secondo grade ad HSV (dato che non poteva fare un anno intero, causa il nostro rientro in Italia a Settembre).

E come tutti i buoni cittadini americani, prima di andare a scuola BISOGNA comprare cio’ che e’ indicato nella “supply list”.

La supply list (reperibile sul sito internet della scuola) non e’ altro che una serie di cose da portare a scuola (gomme, matite, colla ……), a carico dell’alunno.

Questa della supply list e’ l’unica cosa che un genitore deve pagare alla scuola pubblica (oltre alla mensa).

Qui in USA nessuno critica il fatto che ci sia bisogno di portare questi materiali (come succederebbe in Italia), ma poi per il resto dell’anno non si deve portare piu’ nulla (e ricordo che il trasporto in autobus, da casa a scuola e ritorno, e’ gratuito).

Ma torniamo all’organizzazione americana.

Quando bisogno comprare le cose della supply list, non c’e’ bisogno di stampare la supply list a casa (o peggio come potrebbe succedere in Italia, andare a scuola e prenderla in segreteria, trovandola chiusa), non c’e’ bisogno che i genitori litighino al supermercato nel momento di tirare fuori la supply list, nel caso probabile di una dimenticanza da parte di uno dei due!

Basta andare al supermercato (uno qualsiasi) ed andare dove c’e’ il matitone rosso nella foto di sotto!

Li si poteva trovare la supply list di tutte le scuole di HSV, divise per classi (infatti ogni classe ha supply list diverse).

Semplice, geniale e funzionale!

Ecco sotto Paolo che prendeva la sua supply list!

Ecco un po di prezzi degli oggetti scolastici, tanto per farvi vedere quanto di meno costano rispetto all’Italia (e parlo di stessi articoli!).

Mentre 24 Crayons in USA costavano 25 Centesimi di dollaro, questi Crayola da 8 pezzi su Amazon.it costavano 2.70 EURO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un’altra cosa da notare e’ che quando ci sono questi momenti di shopping collettivo, i negozi non fanno mai pagare le tasse (si possono comprare anche computer senza pagare le tasse dello Stato, che di solito si aggirano al 9%. La percentuale cambia da Stato a Stato).

Altro bel risparmio per il consumatore!

Qui Paolo che era incantato di fronte a tanto ben di Dio di cancelleria!

Spesi i nostri 25-30 $ in supply list, eccoci di fronte alla scuola per scoprire in quale classe Paolo era stato inserito in questo nuovo anno scolastico.

Ecco la classe di Paolo che quest’anno aveva come insegnante di second grade Miss Patterson.

Paolo voleva assolutamente iniziare il nuovo anno scolastico in US, perche’ le aule del second grade erano al secondo piano (rispetto alla Kindergarden ed al first grade, che erano al piano terra), ed in tal modo si sentiva un bambino piu’ grande.

Anche perche’ al secondo piano c’erano anche i ragazzi delle medie!

La mattina del primo giorno di scuola, come vedete dalla foto sotto, i genitori ed i bambini entrano assieme e portano alla maestra le cose elencate nella supply list (a volte si va qualche giorno prima a portare le cose ed a conoscere la maestra, ma dipende dalla maestra).

E finalmente ecco Paolo nella sua nuova classa.

Ecco come e’ fatta una aula di scuola di seconda elementare americana.

Qui dietro Paolo vedete i lockers (armadietti), vero classico delle scuole americane!

La cosa strana (non piu’ per me dopo 3 anni di vita in america) e’ che i compagni di classe di Paolo del first grade, che ancora erano insieme nel second grade, erano solo 3 su 25!!

Gli altri sono stati volutamente o meno DIVISI!

Ecco perche’ la bambina afromaericana guarda Paolo con circoscrizione.

Infatti non si conscevano affatto!

A mio avviso in questo modo gli americani si abituano al “cambiamento” (anche perche’cambiano pure le maestre ogni anno!), che per loro e’ “dietro l’angolo”!

Loro infatti non hanno un posto fisso che li aspetta, magari nella stessa citta’ di nascita.

Generalmente i cittadini americani hanno dei lavori precari, che li costringe molto spesso a frequenti  spostamenti da citta’ a citta’, anche a distanza di migliaia di miglia, date le enormi distanze che ci sono in USA!

Ma loro non si spaventano, sono abituati agli spostamenti, ai cambiamenti di lavoro e di casa.

Per loro la casa non e’ per sempre, come il lavoro!

Pensate che nel nostro residence, non abbiamo mai visto persone che restavano per + di un anno!

Da noi invece spesso se non si trova un posto fisso sotto casa, il lavoro puo’ attendere!

Chi sbaglia?

Gli americani che cambiano senza troppi problemi o noi italiani (non tutti per fortuna!) che cerchiamo a tutti i costi un posto fisso, sotto casa e quando lo abbiamo ottenuto a volte neanche lavoriamo troppo, dato che ci sembra che tutto ci sia dovuto?

Spesso l’aver ottenuto un posto statale  ci fa pensare di non dover neanche lavorare e rendere per quel posto, aiutati spesso dai sindacati.

I quali invece di pensare a cose sacrosante quali la sicurezza del lavoratore e salvaguardare i diritti dei lavoratori, dimenticano i doveri degli stessi lavoratori, difendendo a spada tratta tutti, bravi e inutili, ignorando completamente la meritocrazia (che sembra una parolaccia in Italia)!

MA PERCHE’ NON SUCCEDE ANCHE DA NOI!!

Posted in Attivita' bambini, scuole, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 20 maggio 2011

 

MA PERCHE’ NON SUCCEDE ANCHE DA NOI!!

 

Continuiamo il nostro viaggio all’interno delle scuole americane e parliamo di awards.

Come spesso ho detto, in USA si e’ soliti premiare chi merita (veramente), in tutti i campi.

Chi non conosce gli Academy  Awards (Oscar), i Grammy Awards, gli MTV Video Music Awards ……………

Ma senza andare troppo in alto, per esempio nel mio ufficio americano, ogni mese si danno dei premi (in vile denaro, ma molto apprezzato), al miglior impiegato. E’ una cerimonia semplice, nel quale il capo Ufficio espone i motivi per cui elargisce il premio, davanti a tutti gli altri impiegati. Nessuno storce il naso e non ho visto traccia di sindacalisti (per fortuna) che osteggiavano tali premiazione.

Tutto il contrario di quello che succede da noi, dove a mio avviso i sindacati hanno, nel corso degli anni, dato il peggio di loro stessi, appiattendo il settore del lavoro pubblico, rendendo la meritocrazia un sogno inarrivabile!

In Italia (e nel settore della pubblica amministrazione) bisogna dare tutto a tutti nella stessa misura. Non importa se uno lavora o meno, basta che gli equilibri delle tessere sindacali sia rispettato!!

In America non e’ cosi per fortuna ed i ragazzi imparano a meritarsi un premio (award) sin da piccoli a scuola.

Ieri mattina, alle 9.00 AM, i genitori del first and second grade della scuola di Paolo, sono stati invitati ala cerimonia degli awards della scuola.

Io inizialmente avevo capito che era  la graduation (cerimonia di fine anno, durante la quale i ragazzi festeggiano la promozione).

Invece una mamma mi ha spiegato che la graduation si fa solo alla fine della Kindergarden, alla fine dell’ottavo anno (fine scuole medie) ed alla fine dell’high school (liceo).

Questa invece era una cerimonia, durante la quale si festeggiavano SOLO i ragazzi che avevano raggiunto dei traguardi, tali da essere premiati pubblicamente.

Tutti gli studenti si erano raggruppati nella cafeteria, da un lato, ed i genitori dall’altro.

Dopo una breve introduzione del principal (preside) ed aver recitato la pledge of allegiance (con la mano sul petto),

                   (TESTO)                                                      (INTERPRETAZIONE)

Pledge Allegiance I Promise to be faithful and true (Promise my loyalty)
to the flag to the emblem that stands for and represents
of the United States all 50 states, each of them individual, and individually represented on the flag
of America yet formed into a UNION of one Nation.
and to the Republic And I also pledge my loyalty to the Government that is itself a Republic, a form of government where the PEOPLE are sovereign,
for which it stands, this government also being represented by the Flag to which I promise loyalty.
one Nation under God, These 50 individual states are united as a single Republic under the Divine providence of God, “our most powerful resource” (according to the words of President Eisenhower)
Indivisible, and can not be separated.   (This part of the original version of the pledge was written just 30 years after the beginning of the Civil War and demonstrates the unity sought in the years after that divisive period in our history)
with Liberty The people of this Nation being afforded the freedom to pursue “life, liberty, and happiness”,
and Justice And each person entitled to be treated justly, fairly, and according to proper law and principle,
for All. And these principles afforded to EVERY AMERICAN, regardless of race, religion, color, creed, or any other criteria.   Just as the flag represents 50 individual states that can not be divided or separated, this Nation represents millions of people who can not be separated or divided.

la cerimonia ha avuto inizio.

http://youtu.be/ozTgZjxgLGs

Una alla volta le maestre si sono avvicendate sul palco, ed hanno chiamato gli alunni che avevano ricevuto un premio.

I premi che i bambini ricevevano erano essenzialmente 6:

 

most As High Honor Roll (i bambini che hanno avuto tutte A sulla pagella, tutto l’anno);

most As and Bs High Honor Roll (i bambini che hanno avuto tutte A e B sulla pagella, tutto l’anno);

Principal Award (premio che conferisce il preside per meriti particolari);

Perfect attendance (chi si e’ comportato bene tutto l’anno)

Citizenship awards (who daily demonstrate good citizenship both at school and at home)

Most improved english (dedicato ai bambini che sono arrivati ad anno scolastico gia’ iniziato, ed hanno migliorato moltissimo il loro inglese)

 

Il momento che la maestra di Paolo e’ salita sul palco (pensando ancora in italiano) mi sono messo sotto il palco, (sicuro che il premio lo stavano per ricevere tutti i bambini della sua classe) per fare una bella foto al “core di papa”!

Ma non avevo capito che non tutti i bambini sarebbero stati chiamati per ricevere il premio!

Per fortuna Paolo lo hanno chiamato, avendo meritato il Principal award!

Ma molti bambini, pur presenti nella cafeteria, non hanno ricevuto il becco di un premio.

Continuando a pensare in italiano, ci sono rimasto male per loro. Ma se penso in americano, la cosa non e’ poi cosi’ strana, anzi normale!

A cerimonia finita siamo andati in classe di Paolo, con la maestra che ha assegnato altri premi ad i bambini che avevano raggiunto un certo punteggio nella lettura.

http://youtu.be/uiRTJ3tjO7o

Anche qui naturalmente non tutti hanno avuto il premio (circa la meta’ dei ragazzi hanno avuto il premio, compreso il “core di papa’”).

Ecco Paolo  che si gusta il secchiello pieno di penne, matite, gomme, medaglie …… che la maestra gli ha dato,

 insieme all’attestato di merito per la lettura!

 

Pensate che ci sono stati bambini che nelle 2 premiazioni non hanno ricevuto nulla!

La maestra

ha poi fatto vedere un breve video (con musica ed effetti di transizione semplici, ma carini) di tutte le attivita’ svolte dai ragazzi durante l’anno  (preparato da lei, con il suo laptop) scolastico.

Inoltre ha dato ad i genitori una faldone formato A2, con molti lavori fatti dai bambini, con tanto di fotografie attaccate.

Insomma proprio una bella cerimonia, che ha fatto felici i bambini (quelli premiati!) ed i genitori (tutti premiati e non!).

 

Io ho fatto 2 considerazioni, ditemi quanto sono lontano dalla realta’:

1) La cerimonia in cafeteria, alla scuola non e’ costata il becco di un quattrino (l’unica spesa e’ stata quella delle pergamene per i bambini, peraltro stampate in proprio con stampanti non professionali).

2) le cose che ha fatto la maestra in classe non sono costate quasi nulla (forse solo il DVD che la maestra ha dato ad ogni genitore, in ricordo dell’anno trascorso insieme), ma solo lavoro della maestra, che mi sembra averlo fatto con piacere.

Allora la domanda nasce spontanea (Lubrano docet!): ma perche’ una cosa cosi’ semplice, carina ed assolutamente poco costosa, non si riesce ad organizzare anche nelle nostre scuole ?????????????????

Non mi dite che non ci sono soldi, perche’ il costo e’ irrisorio.

Non mi dite che e’ difficile da organizzare, perche’ di cerimonie cosi’ ne potrei organizzare una al giorno.

Non date la colpa al preside, perche’ non credo che nessun preside possa rifiutarsi di fare una cerimonia, che porterebbe solo elogi alla scuola (magari in USA!!).

Ma allora perche’?

Perche’ la scuola italiana rifiuta la meritocrazia (eredita’ pesante del ’68)?

Perche’ i professori (non tutti spero) hanno poca voglia di lavorare?

Perche’ i genitori italiani andrebbero su tutte le furie se il figlio non venisse premiato?

Perche’ i sindacalisti direbbero che e’ un premio a cottimo?

Perche’ “quelli che la sanno lunga” (e non sanno mai niente) direbbero che chi e’ premiato e’ un raccomandato?

Perche’ il sociologo di turno potrebbe dire che i bambini non premiati rischiano uno shock psicologico??

Non so perche’ ma vorrei tanto che nelle scuole italiane ci fossero cerimonie di questo genere’!!

ASSENZE SCOLASTICHE:IN ALABAMA E’ UNA QUESTIONE SERIA!

Posted in scuole, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 26 marzo 2011

 

ASSENZE SCOLASTICHE:

IN ALABAMA E’ UNA QUESTIONE SERIA!

 

Verso la fine del 2010 leggevo la report card di Paolo (pagella  per noi vecchi!) e la mia attenzione fu attirata dai ritardi (tardies) che Paolo aveva accumulato: 5.

Per di più tutti con asterisco che riportava la dizione unexcused!

(Ecco sotto una tra le possibili report card che arrivano a casa dalle varie scuole americane. Noterete che vi sono riportati i ritardi e naturalmente le assenze)

Sono andato subito a parlare con la maestra, la quale mi ha subito detto di stare attento ai ritardi, che qui sono una cosa seria e sopratutto di scusarli quando si fanno.

Cioè se si arriva in ritardo a scuola, bisogna compilare una dichiarazione, nella quale sichiarisce il motivo del ritardo.

Di ritardi poi non ne abbiamo fatti piu’ ed allora la mia attenzione sul problema si e’ abbassata.

Sono rimasto sempre molto attento alle assenza ingiustificate, perche’ se si va oltre le 10 ci sono problemi.

I genitori hanno a disposizione 10 giustificazioni (plausibili) per giustificare le assenze del figlio.

Oltre le 10 giustifiche dei genitori o c’e’ la giustifica del dottore oppure  sei unexcused!

Pero’ anche di assenze Paolo ne ha fatte pochissime e non mi sono piu’ preoccupato del problema.

Ma ieri la severità americana si e’ ripresentata, mentre leggevo il giornale incredulo!!

Ecco l’articolo dell’HSV Times che vi riporto fedelmente:

HUNTSVILLE, AL — A Huntsville mother was jailed Wednesday for allowing three of her children to miss a combined total of more than 100 days of school.

Katina Mechelle Carter, 35, was booked into the Madison County jail Wednesday morning for violation of parental responsibilities, according to jail officials.

Connie Baer, a social worker with Huntsville City Schools, said Carter was sentenced to six months in jail. She will serve three days of her sentence, with the remainder suspended.

The sentence was imposed immediately.

“She was told to call a relative to make arrangements for her children, that she was going to jail,” Baer said.

Madison County District Judge Ruth Ann Hall, who presided over the case, declined to comment through her staff Wednesday, citing the pending nature of the case.

Carter’s case involved twins who are now 15 years old and a 16-year-old child, Baer said. The three children have racked up 29, 31 and 43 absences individually. In addition, each child has more than 25 tardies.

“A lot of their attendance is identical,” Baer said. “If one missed, the others missed.”

Truancy in the schools is a problem that Huntsville administrators take seriously, though jail for a parent is a last resort.

“Truancy is not like shoplifting,” Baer said. “(Parents) continue to get chance after chance after chance to get them in school.”

Baer explained that school administrators who see an attendance problem with a student issue a referral to the system’s Pupil Services Division. A social worker contacts the parents and works with them to determine how the issue can be resolved.

Pupil Services received a total of 3,175 referrals during the 2009-2010 school year.

Five or more unexcused absences, 10 or more questionable excused absences, 10 or more unexcused tardies or three out-of-school suspensions result in a parent’s referral to the Early Warning Program.

The program, a joint effort between the school district and the Madison County District Attorney’s Office, is an attempt to reduce truancy and student dropout rates and to provide intervention for students’ behavioral problems.

A total of 541 cases were sent through the Early Warning Program last school year, Baer said. The program consists of weekly group sessions at the Madison County Courthouse, during which school officials review the system’s attendance policies and parents are informed of the consequences of keeping their children out of school.

“It’s a formal way to say that we think your child has an attendance problem,” Baer said.

If the attendance problem continues, criminal charges are filed through the warrant magistrate. Just 56 parents wound up facing charges last school year, Baer said. None served jail time.

Carter is the second parent to go to jail this school year for failing to get her children to school. Her initial court date was in January.

“She went back to court (Wednesday), and the children had more absences,” Baer said.

Baer said missing so much school, particularly in the elementary grades, can have an “extreme” impact on a child’s learning.

“You can make up some of the work, but you don’t ever get that teacher time back,” she said. “You can never make up the instruction that you miss.”

La signora Carter e’ stata condannata a SEI MESI di carcere, per aver fatto perdere circa 100 giorni di scuola ai suoi 3 figli e per avergli fatto fare piu’ di 25 ritardi a scuola!!

Avete letto bene 6 mesi di carcere (anche se sconterà solo tre giorni in carcere, mentre i rimanenti li dovrà scontare in lavori socialmente utili) e gli hanno dato solo poche ore di tempo per trovare dei parenti dove sistemare i ragazzi, prima che andasse in cella!!

Nell’articolo si capisce perche’ la maestra mi diceva di stare attento ai ritardi non giustificati.

Infatti dopo 5 assenze ingiustificate, 10 o piu’ assenze scusate, 10 o piu’ ritardi ingiustificati o 3 sospensioni i parenti vengono deferiti all’Early Warning Program.

L’anno scorso ad HSV ci sono stati 541 casi di deferimento a tale programma, di cui solo 56 sono passati dal magistrato di competenza.

E la povera signora e’ il secondo genitore incarcerato ad HSV in quest’anno!

Naturalmente non si puo’ mai giudicare da un articolo di giornale, perche’ non si sanno bene come sono andate le cose (dato che i giornalisti generalmente  sono poco fedeli alla realta’), ma questo vi da una idea di quanto sono severi in USA, su molte cose! 

  

Girando su internet ho poi notato che c’e’ una attenzione quasi maniacale da parte delle autorita’ scolastiche sui ritardi!

  

Sound Off Thursday: School tardy policy too tough?

The tardy policy at Holmes Elementary in West Central Spokane has one parent crying foul.

Parents are only allowed to excuse their own child’s tardies with a note from a doctor or dentist.

When children are tardy, they have to miss lunch recess and sit in the table storage room off of the multi-purpose room.

Sara Schibel’s son goes to Holmes and she says it’s unfair to punish an elementary school student for being late when it’s most likely not their fault.

When pressed, Spokane Public Schools and Holmes principal, Steve Barnes, said tardy policies are handled on a school by school basis.

Do you think it’s unfair to require parents to provide a note from a doctor if their child is late?  Do you think all schools should have the same tardy policy across the board?

  

Questa scuola addirittura ammette ritardi giustificati solo con nota di un dottore o di un dentista!

E certe scuole hanno ad hoc software, che gestiscono solo i ritardi!

  

La scuola di cui si legge nell’articolo di sotto ha dotato gli studenti di badge, che vanno usati per accedere alle varie lezioni!

Tutto e’ gestito da un software special e da una task force dedicata!

Making sure students get to class on time, that’s the goal of a high-tech program at West Ashley High School.

The school has around two-thousand students, and a program is helping to speed things up to make sure they beat the tardy bell. Tardy Sweep at West Ashley High School uses a computer program called speed sweep to scan student badges, which pulls up an immediate history of tardies along with consequences. Leatrice Frasier, a student concern specialists, mans the Tardy Sweep station. She says, “Prior to having this, everything went through the attendance office and with this system here, it sort of speeds up the process and the kids get to class more quickly.” Teachers continue the sweep, and walk the halls during planning period to get students to their right locations. Teacher Liz Linda says, “It cuts down considerably on disruptions, whether the students are five seconds late, 15 seconds late, a minute late, students come in and are prepared to work.”

The school had close to 400 tardies a-day, before using the program, now principal Mary Runyon says they have seen that number decrease to fifty on some days. The first few weeks we had a lot of tardies, but now they are days we only have 50, 60, 70 and with seven opportunities to be tardy, that’s a very low number. It has created an environment where students understand instruction is extremely important. Bell to bell teaching is extremely important. Our hallways are clear, the graffiti is diminished considerably and we have a priority and it’s called instructional time.” Students say, it’s making a difference. Junior Dana Clune says, “I think it’s a lot better. It will make us get to class on time. “

Teachers found the Speed Sweep software at a High Schools That Works conference. It cost 500-dollars. Mrs. Runyon told News 2 several schools have come to look at the program at West Ashley High. Depending on the number of tardy violations, punishment includes in-school, and out-of-school suspension

Insomma in USA le manette sono molto piu’ vicine al cittadino, rispetto a quanto si possa pensare.

Ma lasciamo la troppa severita’ agli americani e pensiamo ad un modo migliore per utilizzare le manette (in casi come questi)!