4 vecchi in america

UNIVERSITA’. TUNNEL E GRATTACIELI DI BOSTON – DAY 4 SUMMER HOLIDAY 2001

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 14 luglio 2011

UNIVERSITA’, TUNNEL  E GRATTACIELI DI BOSTON

(DAY 4 – SUMMER HOLIDAY 2001)

 

Anche il day 4 della nostra vacanza nel New England, si e’ presentato al peggio: coperto, ventoso e freddino!

Ma come detto, in vacanza non ci si deve fermare e coperti da giacche a vento ed ombrelli e ci siamo diretti nella zona universitaria di Boston.

A Boston sono presenti due centri di eccellenza universitari: il MIT e l’Universita’ di Harvard.

DA Wiki:

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) è una delle più importanti università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts.

Aperto a Boston nel 1861 dal geologo William Barton Rogers, che ne fu il primo rettore, il MIT, in un primo momento dedicato alla ricerca applicata all’industria, si è sviluppato in 5 scuole e 32 dipartimenti organizzando corsi di laurea e di specializzazione post-laurea.

La scuola di scienze comprende corsi di laurea in biologia, chimica, matematica, fisica, scienze della terra, meteorologia e astronomia.

Il MIT gode ormai di una notevole reputazione per la qualità dell’insegnamento e della ricerca; fu tra le prime scuole a usare i laboratori nell’insegnamento, a sviluppare la professione di ingegnere chimico, a organizzare corsi in ingegneria aeronautica ed elettrica e in fisica applicata. Tra le strutture di cui può disporre oggi vi sono cinque acceleratori ad alta energia, un reattore nucleare e più di 70 programmi interdisciplinari e laboratori, comprendenti il Center for Cancer Research, il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, il Center for International Studies, il Media Laboratory (noto come Media Lab), il Research Laboratory of Electronics, il Center for Cognitive Science e l’International Financial Services Research Center.

Il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (detto CSAIL) deriva dall’unione, avvenuta nel 2003, fra l’Artificial Intelligence Laboratory e il Laboratory for Computer Science (il vecchio Project MAC). Lo CSAIL ospita, tra l’altro, il W3C, ossia il World Wide Web Consortium, fondato da Tim Berners-Lee, ed è ubicato nello Stata Center, disegnato dall’Architetto Frank Gehry.

Al MIT si trovano alcuni dei complessi tecnologici più all’avanguardia del mondo, tra cui un laboratorio di intelligenza artificiale e un keyserver OpenPGP.

La foto di sopra e sotto rappresentano uno dei building piu’ interessanti ed innovativi del MIT: il Ray and Maria State Center.

The Ray and Maria Stata Center (pronounced STAY-ta) or Building 32 is a 720,000-square-foot (67,000 m2) academic complex designed by Pritzker Prize-winning architect Frank Gehry for the Massachusetts Institute of Technology (MIT). The building opened for initial occupancy on March 16, 2004. It sits on the site of MIT’s former Building 20, which housed the historic Radiation Laboratory, in Cambridge, Massachusetts.

Major funding for the project was provided by Ray Stata (MIT class of 1957) and Maria Stata. Other major funders include Bill Gates, Alexander W. Dreyfoos, Jr. (MIT class of 1954), and Morris Chang of TSMC. Above the fourth floor, the building splits into two distinct structures: the Gates tower and the Dreyfoos tower.

Contained within the building are the Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory, the Laboratory for Information and Decision Systems, as well as the Department of Linguistics and Philosophy. Academic celebrities such as Noam Chomsky and Ron Rivest have offices there. World Wide Web Consortium founder Tim Berners-Lee and free software movement founder Richard Stallman also have offices within.

Several MIT classes, including many taught by the computer science and electrical engineering department (Course VI) are held inside. The Forbes Family Café is also located in the Stata Center, serving coffee and lunch to the public.

In contrast to the trend at MIT of referring to buildings by their numbers rather than their official names, the complex is usually referred to as “Stata”, or “the Stata Center”. The two towers are often called “G Tower” and “D tower”.

Notable alumni

Several Project MAC alumni went on to further revolutionize the computer industry.

Bob Metcalfe, who later invented Ethernet at Xerox PARC and later founded 3COM

Ecco due viste del progetto dall’interno del palazzo (non fatte da me), che rendono l’idea della bellezza del progetto. 

Ma ancora piu’ bella e’ questa foto del complesso, scattata di notte!

E per chi avesse dubbi sulla qualita’ degli studi svilupati al MIT guardi questo link: 

http://web.mit.edu/newsoffice/2011/printable-solar-cells-0711.html

Non sazi di voglia di scienza indotta, ci siamo diretti verso Cambridge (poche migli a da Boston) dove ha sede la citta’ universitaria di Harvard.

Eccoci tutti in bella copia sotto la statua di John Harvard.

Questo sotto e’ il cortile interno della cittadella universitaria,

con tanto di campanile.

Sara che si incammina lungo la strada ardua e perigliosa dell’universita’ (avra’ tempo per decidere)!

Qui siamo di fronte all’entrata di una facolta’, non so quale!

Vedete i giardini sotto, con tanti sentierini delimitati da corde?

I bambini in vece di contemplare l’austerita’ del posto, hanno interpretato i sentieri come piste da corsa e si sono scatenati in inseguimenti all’ultimo respiro!

Mentre gli studenti in bicicletta, dovevano “passeggiarle”!

Cafeteria con sedie all’aperto per degustare il lunch time.

Questa foto sotto invece si potrebbe intitolare: paint class time!

Infatti tutti gli studenti erano impegnati a dipingere, nel bel prato antistante le aule universitarie.

Prima di lasciare Cambridge, un buon caffe’  in questo atipico ma bello Starbucks Coffee,

ed uno sguardo alla mitica vespa rossa!

Abbastanza affamati ci siamo diretti verso il Prudential Center, entrando nei meandri delle gallerie sotterranee di Boston.

Andando in giro per Boston in macchina, per andare in qualunque posto siamo sempre passati in una serie di tunnel lunghissimi, ed orientarsi in quei meandri non era affatto facile (li dentro il GPS perder spesso il segnale).

Viaggiando nei tunnel si poteva percepire la grandezza dell’opera.

Infatti mi sono informato ed ancora una volta sono rimasto affascinato dalla capacita’ di “fare” degli americani!

Non vado troppo in profondita’, ma i link che vi lascio di seguito vanno molto a fondo dell’opera con foto e descrizioni tecniche, ma a Boston c’era un problema di traffico di fondo, e la vecchia interstate 93 (autostrada sopraelevata ) che tagliava in due la citta’ sembrava essere il problema da risolvere.

Allora si e’ deciso di fare una cosa semplicissima: farla passare sottoterra (aumentando il numero di corsie), di costruire 2 nuovi ponti sul Charles River (di cui uno sospeso, lo Zakim Bridge), di estendere la I-90 fino all’aeroporto Logan (creando un tunnel sotto il mare), destinando almeno 300 acri di terra rubata alle autostrade prima soprelevate, a parchi/ verde e riconettendo Boston downtown al Boston waterfront!

Il progett0 denominato “big dig” (iniziato nel 1991 e concluso nel 2007) ha incontrato difficolta’ tecniche ed ambientali notevolissime .

Oltre a queste difficoltà politiche e finanziarie, il progetto incontrò molti ostacoli ambientali e ingegneristici. L’area sotterranea del centro, attraverso la quale sarebbe stato scavato il tunnel, era in gran parte già occupata da gallerie della metropolitana e da diverse condutture e tubazioni che avrebbero dovuto essere sostituite o spostate. I lavoratori addetti agli scavi incontrarono diverse e inaspettate barriere geologiche e archeologiche, che andavano dai detriti delle ere glaciali alle fondazioni di case sepolte e ai relitti di diverse navi affondate che si trovavano ora nelle terre strappate alle acque.

Il progetto ricevette l’approvazione degli enti ambientali di stato nel 1991, dopo aver soddisfatto le preoccupazioni circa il rilascio di tossine durante gli scavi e la possibilità di distruggere le tane di milioni di topi, con la conseguenza di lasciarli liberi di vagare per le strade di Boston in cerca di un nuovo riparo. Nel momento in cui le regole federali sull’ambiente furono pronte nel 1994, dopo un iter che aveva occupato alcuni anni, l’inflazione aveva aumentato di molto i costi originali del progetto.

La strada statale multicorsia doveva anche passare sotto la South Station chhe disponeva di 7 binari e che accoglieva oltre 40,000 pendolari e 400 treni al giorno. Per evitare lo spostamento di molte linee durante i lavori del tunnel, come previsto originariamente, venne creato un particolare scambio che supportasse il terreno e i binari mentre si scavava sotto. Venne anche congelato il terreno per aiutare a stabilizzare il terreno circostante al tunnel. È stato il più grande progetto di tunnel pensato sotto binari ferroviari del mondo. Il congelamento del terreno ha permesso uno scavo più sicuro ed efficiente e ha preservato l’ambiente circostante essendo necessari metodi meno invasivi rispetto a quelli tradizionali. Un’altra difficoltà era rappresentata da un tunnel preesistente che attraversava il tracciato dell’autostrada sotterranea. Per costruire muri di supporto è stato necessario scavare sotto il tunnel e costruire un ponte sotterraneo in cemento armato che supportasse il peso del tunnel.

Insomma una mega opera che da noi e’ fantascienza, non perche’ non la sapremmo realizzare, ma perche’ avremmo diecimila persone che manifesterebbero contro l’opera ogni giorno per i motivi piu’ disparati (vedi TAV, inceneritori e simili).

Ne dico qualcuno a caso: pericoli di crolli dei palazzi soprastanti l’opera, polveri sottili pericolose per l’ambiente, pericoli di tipo geologico, archeologico, negozianti preoccupati per il calo di affari durante il periodo di svolgimento dell’opera ……………………………….

Vi faccio vedere per curiosita’ il ponte sospeso a 10 corsie (sul quale siamo passati), Zakim Bridge, realizzato nell’ambito della monumentale opera e  che si infila sotto il big dig:

Dettagli tecnici del ponte a questo link:

http://www.roadtraffic-technology.com/projects/charles/

Ecco i link per il big dig:

http://it.wikipedia.org/wiki/Big_Dig (in italiano)

http://en.wikipedia.org/wiki/Big_Dig (in inglese ma molto ricco di informazioni, anche sui problemi post realizzazione)

http://www.consiglio.regione.veneto.it/commissioni/commissionevenezia/allegati/bigdig.pdf (un po datato, ma pieno di fotografie)

ed entrate nei tunnel con questa foto!

Dalla foto di sopra potrete notare il Prudential Center, grattacielo verso il quale eravamo diretti.

Appena entrati nel tunnel, ne siamo usciti quasi subito dopo meno di 1 miglio, ma del grattacielo non vi era piu’ traccia!

Ci siamo trovati di fronte alla Trinity church,

che si specchiava nel grattacielo John Hancock Tower.

C’era anche una bella piazzetta, con bancarelle, fontane

e delle statue di bronzo, prese come cavalli da gioco da Sara!

Dopo circa 800 metri di camminata, sotto un vento forte e freddino, finalmente siamo arrivati al Prudential Center, dove abbiamo visto questo manichino di bambino, abbastanza sinistro!

Nei piani bassi del grattacielo c’erano tantissimi negozi di marche prestigiose e naturalmente uno Starbucks Coffee, nel quale ci siamo rilassati con un caffe’ ed una buona lettura di libri.

Il bambino vicino Paolo era molto interessato al suo libro!

Le donne invece leggevano giornali di moda!

Riposati e mangiati, siamo saliti sulla cima del grattacielo “Pru”, chiamata Tower Skywalk.

La vista da lassu’ era  naturalmente molto panoramica, e si poteva osservare benissimo Boston e dintorni.

Sotto il bel quartiere Back Bay ed il ponte Longfellow Bridge (ribattezzato “salt and pepper bridge”!

Qui sotto l’Hynes Convention center,

ed un po’ piu’ a destra (in senso orario) il Cristian Convention Center,  mega complesso con megafontana,che  mi ricordava la Francia, non so perche’!

La chiesa episcopale Columbus nel Titus Sparrow Park,

e tanti stili architettonici, che convivono nella stessa area!

Per i patiti del baseball (non so come facciano) questa e’ una icona degli stadi di baseball americani: il Fenway Park!

E’ stato costruito nel 1912 ed e’ il piu’ piccolo ed antico stadio di baseball americano.

Qui hanno giocato leggende dei Red Sox, quali Ted Williams e Carl Yastremsky (nomi a me perfettamente sconosciuti!).

Da qui si vede bene la interstate 93 (che prima era sopraelevata e passava in mezzo ala citta’) che arriva a Boston, per esser inghiottita nel big dig subito dopo lo stadio (parte bassa della foto)!

Da questa angolazione si vede la piazza dove abbiamo parcheggiato la macchina (quella dove si vede la chiesa piccolina della Old Trinity Church) e dietro in fondo l’aeroporto Logan di Boston,

con piste di atterraggio e decollo pericolosamente vicino al mare!

Scendendo siamo tornati alla piazza dove avevamo parcheggiato la macchina, e Stefania si e’ tolta lo sfizio di andare a vedere un TJ Max (negozio di occasioni, nel campo dell’abbigliamento) che stava proprio nella piazza,

accanto alla chiesa.

Verso le 7.00 PM ci siamo diretti a casa, passando per i numerosi tunnel di Boston, per preparare da mangiare e le valigie in direzione Cape Cod.

E mentre Stefania preparava la cena, io ho portato i bambini al vicino parco.

Vi faccio notare come una scalcagnata cittadina come Winthrop abbia un parco giochi di primo livello in quanto a divertimeno e sicurezza!

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BOSTON – DAY 2 SUMMER HOLIDAY 2011

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 27 giugno 2011

 

BOSTON

(DAY 2 SUMMER HOLIDAY 2011)

 

La sera precedente, ci eravamo addormentati con la speranza che il freddo e la pioggia fossero solo un momento passeggero, nel clima Bostoniano.

Ed invece no!!

La giornata si presentava con nuvoloni carichi di pioggia e freddo abbastanza pungente (sui 9 gradi Celsius).

Ma la vacanza e’ vacanza e non ci si puo’ fermare per un po di freddo e pioggia, quindi con ombrelli, K-way, passeggini e giacche a vento siamo partiti alla volta di Boston!

Io avevo pianificato di passeggiare lungo il “Boston’s freedom trail”, definito dagli americani una “friendly way for vistore to take in the most important sites”!

Il freedom trail e’ un percorso (con tanto di pista verniciata a terra)

di circa 4 Km, che college 16 importanti locazioni storiche della citta’.

Quindi anche senza aver studiato molto in precedenza, basta seguire il percorso per vedere tutto quello che di storico c’e’ in Boston.

Noi non lo abbiamo potuto seguire perche’ il tempo era troppo piovigginoso ed abbiamo deciso di seguirlo solo in parte.

Esattamente dove il percorso aveva aree nelle quail si potevano facilmente trovare negozi o ristoranti, nei quali riparare in caso di pioggia!

Abbiamo iniziato la nostra visita dalla centralissima e vibrante Faneuil Hall Marketplace (punto 11 della mappa di sopra).

Il Quincy Market, costruito nel 1742, ha un piano inferiore dove ci sono almeno 40 miniristorantini, ed un piano superiore atto ad ospitare meeting.

Inoltre ci sono svariati bei negozi che circondano la piazza.

Insomma anche se avesse piovuto, sapevamo dove andare!

Abbiamo parcheggiato la macchina proprio dietro la piazza, e subito abbiamo fatto la conoscenza con i prezzi selvaggi dei parcheggi di Boston: dopo le prime due ore, si pagavano 35 $!!!

Appena arrivati in piazza, abbiamo trovato questo simpatico e bel ragazzo, che (con gonna da perfetto scozzese e cornamusa)

intratteneva il pubblico, con giochi da strada semplici ma coivolgenti.

Dopo qualche minute ha iniziato a piovigginare e ci siamo infilati in questo fantastico negozio di oggetti Natalizi.

C’erano addobbi e palle per tutti i gusti

ed inoltre erano gentilissimi, perche’ Sara ne ha rotta una e non ci hanno fatto pagare nulla!

La pioggia ha smesso quasi subito, ma noi siamo andati a vedere anche il negozio di merchandise della NFL/NBA ……

Gli amanti del football/baseball/basket qui trovano veramente tutto.

Io mi sono comprato tutti i caschetti delle squadre della NFL!!

Poi visto che era ora di pranzo ci siamo infilati al piano terra del Market ed abbiamo iniziato a girovagare nei ristorantini che offrivano tantisime cose appetitose e sfiziose.

 

Li dentro non si poteva non trovare una cosa che non fosse di proprio gusto: c’erano piatti di pesce,

carne,

verdure,

dolci a volonta’,

gelati e frutta,

in svariati accoppiamenti,a volte anche troppo audaci, come questo panino con polpette di porco + provolone, ricoperto di parmigiano, salsa marinara, aglio e purtroppo spacciato per panino italiano!

Noi abbaimo preso un crabcake, e degli involtini di pesce alla piastra (pesce spade, scalloppe di mare, granchi e verdure), i bambini hot dog e macaroni and cheese.

E per finire Stefania ha preso una banana colada (ottima) ed io uno smoothies alla frutta fresca!

Belli satolli e felici del fatto che la pioggia non si faceva piu’ sentire, ci siamo diretti verso la rinnovata parte di citta’, che prende il nome di Waterfront.

Qui da vedere (oltre ai mega alberghi, molto costosi, tipo il Marriot),

c’era un acquario vari moli, dai quali si vedeva un panorama bellissimo e dall’altra parte del mare il nostro albergo a Winthrop!

Ma prima di arrivare a Waterfornt, una fermata d’obbligo sulle giostre con i cavallucci!

Era ora di un caffe’ ed allora ci siamo diretti verso uno Starbuck Coffee, non prima di aver sfidato la sorte, andando a toccare il centro di una fontana con zampilli che funzionavano a tempo (se si fossero attivati quando noi eravamo al centro della fontana, allora sarebbero stati guai “bagnati”).

Proprio fuori dal bar c’era la piccola Old State House, con un enorme grattacielo alle spalle!

E dato che il tempo reggeva, anche se faceva freddino, ci siamo diretti verso North End, ovvero Little Italy!

Qui viveva il mitico Paul Revere e qui si sono stabilite le successive ondati di immigrati, tra cui moltissimi italiani.

Paul Revere (Boston, 1º gennaio 1735 – 10 maggio 1818) è stato un incisore e patriota statunitense, che interpretò ed immortalò gli avvenimenti della guerra di indipendenza in una celebre incisione a stampa (esperto incisore di rame, realizzò molte caricature anti-britanniche).

Esponente – come molti altri personaggi della rivoluzione americana – della massoneria, aveva partecipato in gioventù alle guerre contro i nativi americani e i francesi che contendevano all’Inghilterra il possesso del territorio. Nel 1756 si era arruolato poco più che ventenne come secondo tenente di artiglieria e per diversi mesi fu assegnato a Fort Edward (New York).

Revere, acceso sostenitore della causa rivoluzionaria, partecipò con un ruolo di spicco all’associazione Sons of Liberty (Figli della libertà) che il 16 dicembre 1773, nell’impresa del Boston Tea Party, accese la miccia della rivolta.

Sposato con Sarah Orne, lavorò per quasi tutta la sua esistenza nella oreficeria del padre; molte sue stampe e incisioni in rame sono conservate tutt’oggi nei musei di Boston, Cleveland e New York. Un monumento equestre lo ricorda nella sua città natale, in corrispondenza del Freedom Trail, simbolico itinerario segnato da una linea rossa tracciato per ricordare il glorioso passato cittadino.

Una storica cavalcata notturna compiuta da Revere servì a rendere vano il tentativo degli inglesi di assaltare i depositi di armi e munizioni dei coloni insorti: il 18 aprile 1775, assieme ad un altro patriota, William Dawes, cavalcò fra le prime ore della sera fino alla mezzanotte inoltrata fra Charlestown e Lexington per avvertire i capi dei rivoltosi (Samuel Adams, Samuel Prescott e John Hancock) dell’imminente arrivo di soldati inglesi appena sbarcati a North Beach.

Revere riuscì a fatica nel suo intento; dopo aver raggiunto Lexington, a notte ormai fonda si rimise in marcia per proseguire nella sua impresa, ma fu catturato sulla strada per Concord; venne però rilasciato, privo tuttavia del suo fedele cavallo. Rientrato a Lexington, venne posto dai compagni definitivamente al sicuro a Burlington. Questo non gli impedì di tornare a recuperare dei documenti che aveva astutamente nascosto in un tronco d’albero al momento della cattura.

Quando il giorno dopo le giacche rosse guidate dal generale Thomas Gage risalirono i sentieri dell’interno l’effetto-sorpresa era svanito, così i patrioti poterono fronteggiarli a viso aperto. Non è dato sapere quale dei due fronti – il manipolo di rivoltosi composto da circa settanta coloni, da una parte, e le truppe inglesi dall’altra – abbia scatenato la battaglia di Lexington: di certo gli otto civili caduti nello scontro furono le prime vittime della guerra d’indipendenza americana. A Revere negli anni immediatamente successivi venne affidato il comando della guarnigione di Fort Williams destinata al controllo del porto di Boston.

La maggiorparte dei negozi e ristoranti era di chiara discendenza italiana.

C’erano processioni come nei nostri piccoli paesini,

e gadget di sapore molto italico!

Una pasticceria e’ citata da molte guide locali: Mike’s Pastry.

Come vedete sotto c’era una fila pazzesca per comprare i dolci, che pero’ a vederli (noi non li abbiamo mangiati) sembravano non troppo buoni.

Ma non avendoli assaggiati non posso dirlo con certezza.

Di sicuro se la qualita’ andava di pari passo con la quantita’ (grandezza delle paste), allora le paste erano decisamente ottime! 

Poi ci siamo fermata in un alimentari con prodotti esclusivamente italiani, ed abbiamo comprato mozzarella, olio di oliva, prosciutto, pane, biscotti del mulino bianco, caffe’ Lavazza e pasta De Cecco!

Abbiamo visto, da fuori, la casa di Paul Revere, e da dentro la Old North Church.

La chiesa non aveva nulla di eccezionale, se non una bella vetrata,

e dei curiosi sedili a palchetto.

Cioe’ tutta la chiesa aveva dei cubicles bassi, dove probabilmente le famiglie prendevano posto, durante le cerimonie.

Una curiosita’: in una piazza vicina alla chiesa si vedevano luccicare delle cose d’argento.

I romani avrebbero potuto pensare che potevano essere dei lucchetti degli innamorati (come a Ponte Milvio. Ma quando e’ che si decideranno di togliere questa fesseria??!!),

invece erano le piastrine distintive dei soldati morti in guerra per difendere la patria.

Che differenza, loro le piastrine dei soldati morti noi i lucchetti degli innamorati!

Infine abbiamo visitato la Saint Leonard Church, con un muro tappezzato con edera finta,

piena di signore italiane, che parlavano mezzo italiano e mezzo inglese, che celebrava messa in onore di Padre Pio, con tanto di processione!

Dopo aver visto il caffe’ dello sport,

la scritta Forza Italia,

i bambini hanno preso un buon gelato, finito per la maggiorparte sui loro vestiti!

La pioggia e’ tornata a farsi rivedere, ed allora abbiamo visto velocemente un altro ristorante famosissimo di Boston,

 

pagato il carissimo parcheggio e ci siamo ritirati a casa per cucinare la nostra frugale cena: pasta De Cecco con Olio e parmigiano + toast con mozzarella e pane italiano.

Caffe’ Lavazza fatto con la nostra macchina del caffe’ (che ci portiamo sempre in vacanza) + biscotti del Mulino Bianco, per finire una giornata fredda ma bella!

DIREZIONE NEW ENGLAND!

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 12 giugno 2011

DIREZIONE NEW ENGLAND!

Sabato scorso e’ iniziata la nostra vacanza nel North-East degli USA: nel New England.

Molti amici americani mi avevano parlato benissimo di questa zona degli States, ricca di storia, tradizioni e buon cibo.

Ed allora perche’ non andarci?

Dato che arrivarci da HSV e’ molto lungo, abbiamo optato per un comodo aereo.

E visto che avevamo deciso di affittare una macchina, abbiamo dovuto limitarci nei bagagli (altrimenti avremmo corso il rischio di affittare una macchina troppo piccola per i nostri soliti tanti bagagli!).

Ecco i nostri bagagli, caricati nella nostra macchina, pronta in direzione aeroporto di HSV.

I bambini non vedevano l’ora di prendere l’aereo, per arrivare a Boston, via Atlanta.

Fino ad Atlanta il viaggio e’ andato benissimo, come al solito.

Abbiamo anche avuto il tempo di ammirare questo tatuaggio dietro la nuca di un signore, che non si vede tutti i giorni!

Ho fatto in tempo anche a fotografare il Renaissance Hotel (di cui ho parlato spesso), hotel che e’ sulle piste dell’aeroporto di Atlanta. Chi avesse la curiosita’ di vedere atterrare da vicino gli aerei, non potrebbe trovare posto migliore (forse di meglio c’e’ solo la spiaggia di St. Maarten!!).

Il volo invece fino a Boston e’ stata una vera punizione, per me e Paolo!

Stefania e Sara erano vicine, cosi’ come io e Paolo, ma in file lontante.

L’aereo era tutto pieno e quindi non c’era la possibilita’ di cambiare posto.

Ma perche’ uno dovrebbe cambiare posto?

Ve lo dico io!

Infatti a pochi minuti dalla partenza, mi si presenta un cane lupo gigante, proprio accanto al mio faccione!

Io non sapevo se fosse uno scherzo o meno.

Ma non era uno scherzo!

Il meraviglioso (per davvero) cagnone si e’ infilato sotto i nostri piedi e dopo alcuni secondi e’ arrivato il padrone.

Dato che il cane era un cane che accompagnava i ciechi, ho pensato che anche il padrone lo fosse.

Ma invece il padrone era sano come un pesce!

Paolo che di solito salta come un grillo per tutto il viaggio, non si e’ mosso per due ore e mezza.

A muoversi ci ha pensato il cane che ogni tanto si alzava e ci veniva a leccare le cinture!

Poi data la stazza, io avevo anche un po di paura (e comunque la puzzetta di cane si sentiva decisa).

Arrivati (finalmente!)) abbiamo preso la navetta per affittare una macchina, con la Thrifty (compagnia molto economica, ma con ottime macchine).

Dato che Paolo ha sempre voluto una macchina rossa, ne ho affittata una rossa fiammante: la Dodge Charger!

Non ci restava che andare in albergo.

Dopo tanti alberghi catena, la prima settimana nel New England, ho deciso di farla tutta in INN (alberghi piu’ economici, a gestione familiare, tipo bed and Breakfast).

Anche perche’ Boston ed il Massachussets, hanno alberghi abbastanza costosi (ci sono alberghi in centro di Boston che arrivano oltre i 500 $!)

Il primo Inn della serie lo ho scelto vicinissimo all’aeroport0 che dista 10 minuti da Boston) a Winthrop: the Inn at Chrystal Cove.

Ecco come ci si e’ presentato al nostro arrivo verso le 6 di pomeriggio.

Una bella casa in legno, molto pulita fuori ed anche dentro, con piscina ed idromassaggio (che non useremo mai, dato che la temperatura era di 10 gradi circa!),

con tanto di cannone, per eventuali attacchi di pirati,

ed una bella vista su Boston.

Con tanti aerei che ci passano in testa!

Depositati i bagagli nella nostra stanza, con tanto di cucina (l’impressione della stanza un “amore a prima vista”, ma e’ pulita, decente, ha la cucina e va bene per 4 persone. niente di eccezionale, ma come dicono gli americani “this room rocks”!)

siamo andati a fare un po di spesa per la colazione del giorno dopo (nel piu’ vicino e sgangherato dei convenient store fino ad adesso visitati in USA).

E dato che era freddino e non ci andava di cucinare per niente,

siamo andati a mangiare dalla trattoria “d’Parma” (di chiara origine italiana e scitta cosi’!).

I piatti avevano tutti nomi italiani, i colori erano bellini ed il sapore non era male (ma se ci avessero presentato questi piatti in italia, li avremmo naturalmente rimandati indietro!).

Il miglior piatto era questo antipasto misto, che non era affatto male.

Io ho preso un risotto di mare, che si presentava benissimo!

La parte di sopra, cozze vongole and company, era decisamente buona, il riso ed il sugo di sotto era decisamente scarso!

Pasta e fagioli era quasi da buttare (era il piatto di Stefania!).

La curiosita’ di questo ristorante (e di quello accanto) era che non avevano la licenza di vendere alcolici, ma dentro si poteva bere vino o birra, ma quella che ti portavi da casa!!

Infatti la cameriera ti diceva che se volevi il vino o la birra, bastava andare nel negozio di liquori accanto, comprare gli alcolici e portarli nel ristorante!!

Quasi tutti facevano cosi’!!

Stanchi ma contenti di iniziare una nuova vacanza, siamo andati a dormire nella nostra nuova casa.

Per i curiosi ecco le foto della cucina, della camera da letto e della bella Sara!