4 vecchi in america

BARBADOS (CARNIVAL VICTORY – DAY 3)

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 23 aprile 2011

BARBADOS

(CARNIVAL VICTORY – DAY 3)

 

Il day 2 della crociera non e’ da menzionare , in quanto di navigazione e scocciantissimo!

Anche se la nave offriva molte opzioni di divertimento, il movimento (seppur lieve) della nave rende tutto pesante e rallentato. L’unica cosa chei bambini hanno voluto fare e’ stare un paio d’ore al Kids Carnival Camps.

Loro si sono divertiti molto e noi ci siamo rilassati tra negozi, casino e bar.

Il mattino successivo, appena ci siamo affacciati sul balcone, abbiamo visto la sagoma colorata dell’Aida, che era arrivata prima di noi alle Barbados.

Dalla nave si intravedeva questa spiaggietta, proprio a ridosso del porto, che non sembrava troppo male, per essere vicino al porto.

Ecco la banda “musicale” che ci ha accolto al porto!

Io avevo pianificato di passare la giornata all’Hilton hotel, pagando un daypass per tutta la famiglia (dato che nel porto erano presenti ben 5 navi quel giorno e le spiaggi probabilmente potevano essere affollate),

che garantiva una bella spiaggia (sicuramente con poca gente, dato che si pagava),

e delle belle piscine. 

Ma il tempo non era molto bello, anzi.

Ed allora abbiamo preferito risparmiare il daypass (sui 150 $ compreso l’uso delle piscine ed il pranzo a buffet) per passare la giornata nella spiaggia immediatamente dietro l’hotel Hilton: Carlisle Beach

La scelta non e’ stata poi cosi’ male, dato che il tempo e’ stato bruttino, poco sole e poca pioggia. Ma maggiormente nuvoloso.

La spiaggia non era poi cosi’ male (ma lontana anni luce da quella di St. Thomas, che potete vedere nel filmato di sotto),

 

ma con poca luce l’acqua assumeva dei colori veramente strani!

Ma vi assicura che era molto pulita, almeno alla vista.

La zona non doveva essere poi cosi’ sicura, dato che spesso sono passati dei poliziotti a controllare la spiaggia.

Ogni tanto il sole bucava le nuvole e la spiaggia si colorava!

Con qualche raggio di sole in piu’ i bambini giocavano piu’ allegri,

ed i grandi prendevano qualche raggio di sole, in posti abbastanza strani!

Ecco i bambini all’opera. 

 

La giornata e’ passata in fretta tra una ritirata sotto l’ombrellone per scrosci di pioggia e bagni  in un’acqua comunque limpida e calda.

Verso le 3.oo PM ci siamo diretti fuori dallo stabilimento (piuttosto vecchio e malandato), pieno di bancarelle con oggetti artigianali, fatti con foglie e gusci di cocco .

Ecco Paolo contento come una Pasqua, perche’ stava tornando sulla nave!

Come avevo detto, per par condicio, ecco un sirenetto del luogo (taxista), fotografato da Stefania!

A me non dice nulla, ma il giudizio a voi donne!

Accanto alla nostra nave era arrivata la Norvegian Dawn.

In 5 scatti il motivo per cui Paolo voleva tornare a tuttii costi alla nave:

 

 

 

La vista della pilotina accanto alla nave significa che e’ ora di lasciare il porto!

TOUCH DOWN IN SAN JUAN

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 18 aprile 2011

 

TOUCH DOWN IN SAN JUAN

 

Dopo esserci svegliati con calma alle 8.30 (di Sabato scorso)

ed aver dormito meravigliosamente bene su questi materassi regolabili “in durezza” con l’apposita leva,

abbiamo fatto colazione ed abbiamo preso lo shuttle bus che ci ha portato direttamente all’aeroporto di Atlanta (dall’albergo erano solo 5 minuti). 

Ma prima di partire abbiamo giocato un po con un bruco e gli abbiamo salvato la vita dato che stava entrando nell’hotel!

La macchina l’abbiamo lasciata parcheggiata nel parcheggio dell’albergo, dato che avevamo la tariffa “stay, eat, park and fly”! 

 

Per arrivare a San Juan (Porto Rico) abbiamo preso da Atlanta due voli con la compagnia Airtran, con scalo ad Orlando (per un paio di ore). 

Questa volta i nostri bagagli erano pochi (per noi!) e ben pesati: tutti sotto i 22 kg! 

Di solito paghiamo sempre delle multe per overweight and oversize, ma questa volta Stefania aveva preparato tutto a puntino! 

Siamo partiti alle 3.30 PM ed arrivati a San Juan alle 9.20 PM. 

Appena arrivati (stanchi perche’ comunque il viaggio con i bambini e’ sempre uno stress, nonstante loro siano veramente ottimi viaggiatori. Ma sono pur sempre bambini!) abbiamo preso un taxi e ci siamo diretti verso il Radisson Hotel. 

La sensazione di tranquillita’ che respiriamo di solito ad HSV, quella sera ha lasciato il posto a quelle di relativo caos che si vive di solito in grandi citta’ tipo San Juan. 

Appena arrivati in albergo, capisco subito che l’albergo non e’ nello stile dei solito alberghi americani! 

Due cose mi hanno colpito all’arrivo: la musica caraibica ad altissimo volume (che rimbombava nelle nostre orecchie stanche, proveniente dal casino di proprieta’ dell’albergo) e la poca attenzione che i receptionists dell’albergo mostravano nei nostri confronti (ma noi in USA siamo abituati male, dato che di solito quando si entra in un albergo, si riceve un trattamento regale e pieno di attenzioni). 

Con calma caraibica ci hanno assegnato la nostra stanza (diversa da quella scelta, ma grande pulita e decente, se non per i mobili che erano per cosi dire d’epoca!). 

I bambini avevano voglia di latte ed allora sono uscito per andare a cercare un negozio aperto. 

Mentre scendevo nella hall dell’albergo, per sbaglio sono passato per il casino e per l’annesso bar. 

Qui ho notato molte, ma molte signorine belle e solitarie che “cercavano” amici per trascorrere una buona serata! 

Insomma a Porto Rico per indicare un luogo dove si gioca alla roulette si dice Casino e non Casino’ come diciamo noi in Europa, ma non ci si sbaglia se si pensa al vecchio Casino caro a molti italiani del dopoguerra!! 

Naturalmente per le strade limitrofe all’albergo non c’erano molti negozi aperti a quell’ora, se non locali con musica ad altissimo volume, pizzeria e ristoranti. 

Ho comprato il latte in un convenient store ed ho ordinato una pizza take away, presso una pizzeria che faceva dish pizza (pizze spesse) Chicago Style. 

Non ci crederete, ma questa pizza e’ stata una delle tante buone che abbiamo mangiato nei Caraibi! 

La mattina presto (9.30) abbiamo lasciato l’albergo per dirigerci, finalmente al porto. 

Le procedure di imbarco sono state assolutamente piu’ veloci, precise e collaudate rispetto a quelle che l’anno scorso abbiamo sperimentato sulla MSC crociere. 

Una volta sistemate le valigie, ottenute le cards per entrare sulla Carnival Victory, invece di entrare sulla nave (erano le 11.00) siamo andati a vistare San Juan, che a detta di molti crocieristi valeva la pena di visitare.

 

San Juan, per chi non lo sapesse (compreso me prima di metterci piede) e’ un “unincorporated organized US territories”. 

Cioe’ fa parte dei famosi “territories” degli Stati Uniti d’America.

 

I “territori” degli US sono per l’appunto territori che possono essere considerati una divisione politica degli US, sorvegliati dal Governo Federale degli US. 

Questi territori sono stati creati per governare nuovi possedimenti di terra acquistati dagli US nel passato e possono essere classificati in:

 

1) incorporated territories (di proprieta’ degli US e che sono considerati parte degli US). 

A loro volta tali territori sono classificati in organized ed unorganized.

 

Quelli organized sono praticamente i 50 Stati americani +  Washington DC che fa parte degli US, ma non e’ uno stato.

Mentre negli unorganized territories si puo’ trovare solo l’atollo disabitato di Palmyra.

(Geographically, Palmyra is one of the Northern Line Islands (southeast of Kingman Reef and north of Kiribati Line Islands), located almost due south of the Hawaiian Islands, roughly halfway between Hawaii and American Samoa. The atoll is 4.6 sq mi (12 km2), and it is located in the equatorial Northern Pacific Ocean. Its 9 mi (14 km) of coastline has one anchorage known as West Lagoon. Physically, the atoll consists of an extensive reef, two shallow lagoons, and some 50 sand and reef-rock islets and bars covered with vegetation—mostly coconut trees, Scaevola, and tall Pisonia trees). 

 

2) unincorporated territories (territori che sono soggetti alle leggi US, controllati dal governo US, ma che NON sono proprieta’ degli US ne loro possedimenti). 

Anche per questi territori vale la classificazione in organized and unorganized territories. 

 

Unincorporated organized territories

 

 

Unincorporated unorganized territories

 

Islands in the Pacific Ocean

 

 

Islands in the Caribbean Sea

 

 

Per concludere (e confondere le idee maggiormente!) ci sono le giurisdizioni extraterritoriali, che non fanno parte dei territori!

 

Extraterritorial jurisdiction

 

The United States exercises some degree of extraterritorial jurisdiction over its embassy, overseas military, and leased areas such as: 

Guantanamo Bay Naval Base (since 1903): A 45 sq mi (117 km2) area of land along Guantánamo Bay, Cuba, to which the United States holds a perpetual lease. This is disputed by the Cuban government. The U.S. pays its annual lease payment by check, but the Cuban government has refused to cash them for decades. 

Certain other parcels in foreign countries held by lease, such as military bases, depending on the terms of a lease, treaty, or status of forces agreement with the host country. 

 

Detto cio’, sperando di non aver confuso le idee sul significato di “US territories”, dopo aver svolto le procedure di imbarco (senza neanche salire sulla nave) abbiamo preso il trolley numero 17, pubblico e gratuito, che dal porto portava verso la old town di San Juan.

La citta’ e’ vecchiotta e non sembra essere mantenuta troppo bene.

San Juan è la capitale e la città più grande di Porto Rico, situata sulla costa settentrionale dell’isola. Il nome deriva da San Giovanni Battista (in spagnolo: San Juan Bautista). Stando all’ultimo censimento conta una popolazione urbana di 848.864 abitanti, che la rendono di fatto la 42ª città più popolosa sotto la giurisdizione degli Stati Uniti. È inoltre il più antico insediamento europeo nel territorio statunitense.

La città è stata fondata dai coloni spagnoli nel 1521, ed è la più antica città di Porto Rico. Oggi rappresenta il più importante porto dell’isola ed è anche il maggior centro manifatturiero, finanziario, culturale e turistico del paese. La popolazione dell’area metropolitana, includendo i comuni di Bayamón, Guaynabo, Cataño, Canóvanas, Caguas, Toa Alta, Toa Baja, Carolina e Trujillo Alto, raggiunge i 2.152.632 di persone, che sono circa la metà dell’intera popolazione dell’isola. Gli scali aerei principali sono l’aeroporto internazionale Luis Muñoz Marín, a Carolina, e l’aeroporto Fernando Luis Ribas Dominicci, a Isla Grande, quartiere di Santurce, circoscrizione del comune di San Juan.

Abbiamo girato il centro storico, bellino ma che a chi vive in Italia non puo’ colpire piu’ di tanto se non nei colori pastello degli edifici, e le assolate vie della vecchia old San Juan (piene di persone molto povere e bisognose).

Alcune case, erano belle da fuori, ma dentro non c’era nulla!

Tutta facciata e niente arrosto!

Questa neanche facciata!

Pero’ l’architettura ed i colori non erano per nulla male.

Salendo a piedi verso il castello abbiamo incontrato parecchi barboni e venditori di gelati (che sinceramente non avrei comprato mai, per la scarsa condizione igienica del carrello!).

La strada per il castello era lunga ed i bambin approfittavano di passaggi gratuiti sulle mie spalle!

 

La basilica di San Juan, di quelle che nelle Puglie te le tirano appresso!

 

In cima alla citta’ c’e’ questa piazza strana,

con fontana caratteristica, in cui i ragazzi si fanno il bagno vestiti (per la cronaca c’e’ anche ad HSV!).

E dopo tanta strada, con i bambini che si erano stancati e che volevano ritornare alla nave a tutti i costi, ecco il meritato riposo proprio di fronte al Castello.

 

La cosa piu’ bella che abbiamo visto (e che secondo me vale assolutamente la pena di vedere) e’ stato El Morro!

Il forte San Felipe del Morro, conosciuto anche come castello San Felipe del Morro o più semplicemente El Morro, è una fortezza del XVI secolo situata nell’estremità nord-occidentale dell’isoletta di San Juan, laddove sorge la Vecchia San Juan, in Porto Rico. Venne costruita per difendere la baia di San Juan e la stessa città dagli attacchi dei nemici e fu intitolata al re Filippo II di Spagna.

Fa parte del sito storico nazionale di San Juan che nel 1983 è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

La vista del prato antistante il castello, pieno di aquiloni colorati e multiformi, secondo me vale da sola la visita a San Juan! 

Centinaia di persone, piccoli e grandi, che giocavano con gli aquiloni, che volavano alti con il vento che soffiava forte.

Di aquiloni ce ne erano di tantissimi tipi,

che venivano lanciati da famiglie

 

e da professionisti del mestiere!

Naturalmente abbiamo visitato il castello (3 $ a testa ed i bambini entravano gratis) a picco sul mare.

Ecco i cannoni a difesa del bastione,

gli attrezzi del mestiere,

e le istruzioni per l’uso del cannone!

E da bravi figli di bombarolo, ecco Paolo e Sara sopra un mucchio di palle per cannone!

Anche io mi faccio immortalare sulle palle per cannone,

ed anche Stefania!

Verso le 4.30 PM, Paolo non si teneva piu’ perche’ voleva assolutamente entrare sulla nave, allora siamo scesi a piedi dal Forte al Porto.

15 minuti di passeggiata, tra gli aquiloni, i venditori delle cose piu’ strane, tra la gente che ballava musica Caraibica ad ogni angolo di strada,

tra scorci di mare tra le vecchie mura di San Juan,

e tra spiaggiette in pieno centro citta’!

E finalmente alle 17.30 siamo entrati sulla Carnival Victory, per iniziare la nostra crociera, nei Caraibi del Sud!

I bambini erano raggianti dalla gioia.

Eccitati dalla cabina, dalle mille luci della nave, dagli ascensori a vetro a vista su un salone spettacolare di 5 piani,

per i ristoranti,

per le piscine con scivolo d’acqua

Insomma per tutto!