4 vecchi in america

LA NEW YORK DI UN AMICO!

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 4 gennaio 2012

LA NEW YORK DI UN AMICO!

 

Il post di sotto e’ farina del sacco di un amico del blog, Marco, che ci propone una lunga e bella riflessione su NY, dopo una permanenza di qualche giorno durante questo periodo di feste.

Aggiungo io qualche foto presa da internet, sperando di non rovinare quanto scritto di Marco!

New York è il fumo che esce dai tombini della metro come nei film.

New York sono i serbatoi dell’acqua in legno sul tetto dei vecchi grattacieli, e sei lì che aspetti che da un momento all’altro arrivi il cow boy e li buchi con le pistole.

New York è l’effetto WOW.

New York è il rombo cupo dei V8 americani e il silenzio vellutato dei V12 tedeschi.

New York è il traffico caotico e continuo che non sembra poter funzionare, e invece alla fine ognuno trova il suo posto.

New York è il rosso dei semafori: non è importante dove ti fermi, ma che tu lo faccia, poi gli altri riescono comunque a passare.

New York è un parcheggio impossibile da trovare e che ti può costare anche 30$ all’ora.

New York sono le cantine dei negozi che dal marciapiede vanno direttamente sotto terra.

New York sono i condomini eleganti dell’Upper side con le loro cappottine sul marciapiede,gli atrii elegantissimi addobbati a festa, ed un portiere in alta divisa che ferma i taxi col fischietto, lanciandosi come un kamikaze in mezzo alla strada.

New York sono le palazzine di mattoni rossi con le scale antincendio, dalle quali immagini che da un momento all’altro scenda Julia Roberts.

New York sono le finestre a ghigliottina, che, pur nuove, non contengono ne temperatura ne rumore, e ti tocca dormire coi tappi da cantiere maledicendo chi le ha inventate.

New York sono i volontari dell’esercito della salvezza, che a suon di campanella ad ogni angolo della strada raccolgono le offerte per Natale.

New York sono i taxi , una fiumana gialla che si infila in ogni dove a colpi di clacson.

New York sono le street che si incrocchiano con le avenue, e le avenue che si incrocchiano con le street (Alberto sordi “il tassinaro a New york).

New York sono le macchine della polizia, tante quasi come i taxi, ed a girarla ti senti veramente sicuro.

New York sono le sirene continue dei mezzi di emergenza che tentano di sfrecciare da una parte all’altra della città, ma alla fine restano imbottigliati come tutti gli altri.

New York è fare l’abbonamento della metro e praticamente non usarlo, perché a stare la sotto ti perdi sempre qualcosa.

New York è park Avenue, dove c’era l’appartamento dei Drummond, la famiglia di Arnold.

New York è visitare il Bronx e capire da dove nasce il concetto di periferia degradata.

New York è Harlem, con la sua musica ed i suoi colori.

New York è tornare in albergo col torcicollo, dopo aver passato la giornata a guardare in alto.

New York è la pubblicità: se non la fai non ti conosce nessuno.

New York è fare una scansione delle wifi e dover aspettare mezz’ora da quante ne trovi.

New York sono i metal detector e gli accurati controlli in ogni luogo famoso che vorrete visitare, perché la paura purtroppo è sempre dietro l’angolo.

New York sono le limousine infinite dai vetri scuri, dove potrebbe esserci chiunque, e che quando attraversano l’incrocio col muso hanno ancora la coda dall’altra parte.

New York sono le luci di Times Square, colorate ed accecanti, che attirano l’attenzione di chiunque passi di lì ad ogni ora del giorno o della notte, e rendersi conto che non ci passeresti mai il capodanno perché verresti schiacciato da un mare di gente.

New York è il Moma. Passando metà degli allestimenti quasi tutti pensano “Se mi impegnavo facevo un lavoro 10 volte migliore di quella schifezza”.

New York è una skyline inconfondibile.

New York è il ponte di Brooklyn, che da piccoli pensavamo fosse fatto di gomma.

New York è Lady Liberty, che accoglie chi entra dalla sua baia.

New York è Ellis Island dove 12 milioni di persone hanno cominciato una nuova vita, e dove puoi trovare tracce dei tuoi avi.

New York è la 5th ave, una fila infinita di vetrine per tutti i gusti.

New York sono l’Empire state, il Chrysler, il Rockfeller. Sono bellissimi e sembrano fatti ieri, potresti passare ore a guardarli, e di notte hanno un’aspetto magico.

New York è il punto di vista dall’osservatorio dell’Empire, in una notte serena. Non si può spiegare, si può solo vedere.

New York è il cibo di strada e i ristoranti di lusso,entrambi a loro modo gustosi e da provare.

New York è entrare in un ristorante e trovare sempre un desk dove ti chiedono se sei in lista o hai prenotato.

New York è ricordarsi che al prezzo che leggi delle cose devi sempre aggiungere le tasse, e se sei al ristorante anche almeno un 15% di mancia.

New York è entrare nella migliore gastronomia della città alla vigilia di Natale, e scoprire che le signore bene per il pranzo speciale comprano trenette al pesto, pasta alla Norma e lasagne ad un prezzo esorbitante.

New York è Fao Schwarz, il negozio di giocattoli col piano gigante, e i balocchi di un’epoca lontana.

New York è il Plaza, l’hotel lussuosissimo di “mamma ho riperso l’aereo”.

New York è Central park. All’inizio ti chiedi cosa ci faccia in mezzo a tutti quei grattacieli, poi ti accorgi  che ci stà benissimo, ed è bello e curato come pochi altri parchi.

New York sono gli alberi di Natale enormi e coloratissimi, dal Rockfeller, al Lincoln, alla Public Library.

New York è la pista da pattinaggio del Rockfeller. Non ne esiste un’altra con lo stesso fascino.

New York sono gli allestimenti natalizi. Semplicemente impareggiabili.

New York è scoprire che i più belli e costosi allestimenti natalizi sono nelle sedi di quelle società che hanno messo in crisi mezzo mondo ed ora dovrebbero essere in rosso di milioni di dollari, e a noi da piccoli avevano insegnato che senza soldi non si comprava nulla…

New York è il sogno americano di un sacco di gente, chi per turismo, chi per necessità.

New York sono due enormi buchi dove prima c’erano più di tremila persone, perché da qualche parte la nostra società è marcia e non è giusto che ci beviamo tutto quello che ci vogliono raccontare.

New York e’ un viaggio che volevi fare da sempre, che hai nel cuore fin da piccolo e che hai dovuto per un sacco di ragioni rimandare fino quando, ad un tratto, ti si presenta davanti e tu lo afferri al volo ma che, come tutti gli altri, ha un inizio ed una fine perché la tua vita stà da un’altra parte, e sei felice di averlo potuto fare probabilmente nella miglior settimana dell’anno.

NY MOMA E DINTORNI – DAY 12 SUMMER HOLIDAYS 2011

Posted in Escursioni-Viaggi, Varie by quattrovecchiinamerica on 13 ottobre 2011

NY MOMA E DINTORNI – DAY 12 SUMMER HOLIDAYS 2011

Il nostro ultimo giorno a NY abbiamo deciso di dedicarlo all’arte (tanto era brutto tempo!).

Avendo poi acquistato il NY citypass (che per 79 $ a persona adulta ti consentiva di vedere l’Empire State Building, il Metropolitan Museum of Art, l’American Museum of Natural History, il MoMA, la Statua della Libertà e Ellis Island ed il Top of the Rock/ Guggenheim Museum), potevamo ancora vedere il MOMA ed Metropolitan Museum of Art.

Inoltre avevamo una crociera intorno a Manhattan ancora da fare.

Quindi il programma era presto fatto: Moma, Metropolitan Museum of Art e crociera finale, piu’ qualche altra cosa che ci veniva in mente strada facendo.

E la prima cosa che ci e’ venuta in mente, oltre il programma e’ stata quella di andare a vedere il famoso grattacielo “ferro da stiro”!

Il grattacielo ha una forma accattivante e complessa dal punto di vista architettonica, ed aveva accanto altrettanto strani grattacieli.

Dall’alto sembra proprio un ferro da stiro, infatti e’ chiamato flat iron.

Da Wiki:

Il Fuller Building, meglio noto come Flatiron Building (“ferro da stiro”), con i suoi 86,9 metri di altezza è stato uno dei più alti grattacieli di New York sin dal suo completamento nel 1902. Situato a Manhattan, l’edificio fu progettato dall’architetto di Chicago Daniel Burnham in stile Beaux-Arts su un lotto triangolare compreso tra la 23a strada, la 5th Avenue e Broadway guardando verso il Madison Square Park Conservancy.

I newyorkesi furono subito attratti dall’edificio tanto da scommettere quanto a lungo sarebbe riuscito a resistere alle forti raffiche di vento che soffiano dove sorge. Il nome Flatiron fu coniato proprio dai cittadini della Grande Mela a causa della forma del palazzo che ricorda molto quella di un ferro da stiro (in inglese Iron). La punta dell’edificio è larga solamente 2 metri e si estende per 86,9 metri in altezza, divisi su ventidue piani. Il Fuller Building restò l’edificio più alto di New York City fino alla costruzione del Park Row Building.

Attualmente il Flatiron Building è quasi un passaggio obbligatorio per i numerosi turisti della metropoli di New York che affollano anche i negozi di souvenirs e libri inerenti all’edificio, che attualmente ospita diversi uffici tra cui quello del National Historic Landmark.

L’area limitrofa all’edificio viene chiamata Flatiron District.

Naturalmente essendo cosi’ particolare e’ stato set di numerosi film, tra i quali Mr. Popper’s penguin, Spider man 1 e 2, Armageddon e tanti altri.

Visto il flat iron in pochi minuti ci siamo recati al MOMA (dove eravamo gia’ stati il giorno precedente, ma era chiuso per riposo settimanale).

Stefania era finalmente contenta, dato che molte delle attrazioni che avevamo visto erano dedicate ai bambini.

Mentre i bambini non sembravano poi cosi’ eccitati nel vedere 5 piani di opere d’arte!

Il giudizio sul MOMA ve lo anticipo: straordinario, con qualche cosa di opinabile!

Straordinari i primi 4 piani, opinabile il quinto piano (che sarebbe il sesto, dato che in US il grounf floor e’ gia’ considerato primo piano!).

Mi spiego meglio con foto e parole.

Il primo piano (dedicato alle contemporary galleries and print/illustrated books, per la cornaca secondo piano) ed il secondo piano (dedicato ad architecture and design, drawings and photography, terzo piano) sono piacevoli da visitare. Anche se a mio avviso non si tratta di vera arte (infatti per me un artista dovrebbe saper dipingere, scolpire, intagliare …… BENE, con qualita’ tecniche decisamente superiori alla media e dovrebbe trasmettere, a chi guarda una sua opera, una sensazione di “wow”).

La conferma della non straordinarieta’ delle opere viene dal fatto che molte delle opere ivi esposte sono “cose” che abbiamo usato fino a qualche tempo fa o che ancora usiamo tutti i giorni!

Un vecchio computer che si trova nei mercatini dell’usato,

una radio che ancora si potrebbe usare,

una calcolatrice a rotolo di carta che di sicuro si usa ancora in certi uffici di PA,

un bellissimo vecchio piccolo TV,

una cassettiera tipo IKEA,

sedia avveniristica tipo banco di scuola,

sedie che ancora si usano in tante case,

lettino tipo Caraibi,

sedia da ufiicio per gobbi,

sedia da sala di aspetto di uno studio di architettura,

sedia da computer per masochisti!!

Non mancavano i mezzi di locomozione vecchi come la lambretta,

o la SMART!!

Invece il terzo e quarto piano (painting and sculptures I e II, quarto e quinto piano) sono veramente eccezionali, tralasciando alcuni dipinti che potrei fare anche io in momenti in cui guardo le partite e mangio un panino!

Ecco un esempio di artisti che vorrebbero trasmettere emozioni senza tanti sforzi:

Classico quadro bianco “dipinto” da chi non ha manco i soldi per i pennelli/colori (e che forse non  vuole neanche sforzarsi), che nessuno mi potra’ convincere che e’ arte. Lo posso fare anche io senza troppo sforzo ed immaginazione.

Due piani di mattoni sovrapposti senza neanche il cemento. Lo puo’ fare meglio un mio amico muratore.

Serie di quadri bianchi, ma qui l’artista ha voluto perdere piu’ tempo mettendo un bordo di colre diverso per ogni quadro. Geniale, ma anche questo e’ facilino da rifare.

Fermaporte tondo in acciaio. Di questi mio padre ne ha tantissimi nel magazzino delle porte!

E dato che il bianco “ispira” gli artisti, serie di quadri bianchi, ma questa volta con cornice. Inutile, ripetitivo e gia’ visto!

Qui sotto troverete alcune opere di artisti che comunque uno sforzo di immaginazione e di realizzazione lo hanno fatto (a differenza degli artisti di sopra), anche se e’ dura definirli dei Matisse o Picass0!

“Sercio” surf?

1 Leone in padella?

Cozze alla tarantina.

Tende da parati a strisce.

La foto e’ sfocata ma non e’ un prosciutto, ha due palle ed un’asta.

Che cosa e’?

Ma maggiormente cosa significa?

Cacche aliene multicolori.

Materassino di acciaio per fachiri.

Marilyn art attack.

Furto allo sfasciacarrozze.

 

La carriola del contadino.

Sezione di un tubo di scappamento di una astronave aliena.

Forchette rotte.

Poi c’erano molti quadri di veri artisti (sempre usando la mia concezione di artista e di arte)

Del Casal – Fishes

Miro’ – Hirondelle Amour

Modigliani – Reclining Nude

Picasso – The Studio

Per la cronaca abbiamo rischiato di pagare un famoso Modigliani,

dato che Paolo per andare a fare una foto sotto il quadro ci ha sbattuto violentemente contro!

Meno male che non e’ cascato!

Cosi’ salendo le scale e gli ambienti spaziosi ed ampi del museo,

si arriva al quinto piano (special exhibitions, sesto piano) la quinta eseenza del “ridicolo” (sempre a mio avviso).

Purtroppo a queste opere d’arte non ho potuto fare fotografie, perche’ vietato.

Ma vi assicuro che non vi siete persi nulla!

Ne ho fatta solo una e da questa potete regolarvi sul livello di tali opere!

Titolo: cucchiaino in verticale attaccato ad un fazzoletto di carta usato!

Di tutte le opere mi ricordo solo di una ruota che girava sospinta da un videoregistratore che trasmetteva un film.

Leggendo su internet ho trovato alcune special exhibitions di cui vi lascio traccia, per chi fosse interessato a questa forma di arte che definirla strana e’ poco!

 

E’ stata presentata come un’opera d’arte ma si tratta di una vera e propria proposta innovativa in ambito di produzione di energia pulita. Si tratta di una struttura modulare formata da “foglie” che possono muoversi generando energia ricoperte da pannelli solari.

Pero’ l’idea anche se non da esporre e’ geniale in quanto “La piccola quantità di energia può essere prodotta sia con vento che con sole, ed è modulare al punto da poter ricoprire interi fabbricati”.

Non si conosce il prezzo di produzione ma il GROW, così si chiama, promette di rivoluzionare l’edilizia dei prossimi decenni.

Days is a “sound sculpture” consisting of a continuous stream of seven voices reciting the days of the week in random order.

Fourteen suspended speakers are installed in two rows with one voice emanating from each pair of speakers as the visitor passes between them. There are men’s voices and women’s voices, old and young. Some speak swiftly, others with pause, each with his or her own cadence. The collection of distinctive voices produces a chorus—at times cacophonous, at others, resonant—and creates a sonic cocoon that envelops the visitor. The work invokes both the banality and the profundity of the passing of each day, and invites reflection on how we measure, differentiate, and commemorate time. The installation is organized by Doryun Chong, Associate Curator, Department of Painting and Sculpture, The Museum of Modern Art.

Una ultima “girata” su internet mi ha rivelato la Special Exhibitions al MOMA di Marina Abramovich, artista molto forte a leggere le molte critiche.

Sembra che il nudo sia il suo forte.

Ecco una opera che ritrare due modelli veri e nudi, attraverso i cui corpi passare.

Quest’altra opera espone un modello nudo con sopra uno scheletro.

Addirittura un famoso personaggio americano sembra abbia dato indietro la sua tessera del MOMA, dopo aver visto una opera piuttosto spinta di Marina: si trattava di modelli che mostravano la loro erezione (ma vestiti questa volta!!) al pubblico pagante (ma come tutte le opere d’arte si poteva vedere ma non toccare!).

Ma il top della creazione artistica Marina la ha toccata con la sua opera vivente:”the artist is present”.

Praticamente si tratta di un tavolino con due sedie (tipo al bar), di cui una era occupata da Marina. Gli spettatori potevano sedersi di fronte a lei, che pero’ non diceva nulla!

Ecco una foto dell’opera,

ma ancora meglio e’ un video.

Un avvertimento a chi soffre di depressione: NON GUARDATE IL VIDEO!!

http://youtu.be/ASS7xMOM1EE

Noi invece abbiamo proprio visto molte opere video, assolutamente spettacolari.

Provo a raccontarvene due (perche’ di piu’ sarebbe una cattiveria!).

La prima era un video nel quale una persona spingeva un blocco di ghiaccio lungo le strade di una citta’ e man mano che passava il tempo il blocco di ghiaccio si scioglieva fino a diventare un cubetto di ghiaccio per poi disciogliersi definitivamente!

Il video durava moltissimo dato che lo scioglimento era quasi in tempo reale!

Opera d’arte?

Un altro video riprendeva un obelisco in una piazza attorno al quale girava un pastore con tante pecore. Ogni tanto ne spariva una, fino a che le pecore erano scomparse tutte, cosi’ come il pastore!

Opera d’arte?

Voglio concludere sul quinto piano dicendo che questi pseudo artisti cercano di esprimere il loro stato d’animo o la loro ispirazione in forma inusuale, che il piu’ delle volte risulta incomprensibile a noi comuni mortali.

Ma uscendo da queste special exhibitions la mia mente e’ andata al film di Alberto Sordi quando in “dove vai in vacanza”,

Remo ed Augusta andavano a fare le vacanze intelligenti ed andarono a visitare un museo, del quale non erano riusciti a cogliere in pieno la valenza culturale delle opere!

Esattamente cio’ che e’ successo a me, anche se amo profondamente le opere moderne e le architetture moderne.

Ecco i bambini contenti e felici per aver finito la visita culturale al MOMA!

Per farli contenti siamo andati qualche minuto ancora a Ninetendo World, poi al mega negozio di Lego,

 dove si poteva giocare tra le centinaia di pezzi di lego sparsi ed in esposizione

ed infine a mangiare di nuovo a Five Guys (proprio li di fronte).

Ecco gli hamburger in cottura,

i panini che si riscaldavano

e la preparazione tipo catena di montaggio dei mitici Five guys hamburger.

Ecco le delizie che si sciolgono in bocca poco prima di essere consegnate al cliente!

Paolo e Sara invece amano mangiare gli hot dog di questa catena, con patate fritte da urlo, di bonta’!

Finito di mangiare abbiamo chiamato il Mtropolitan Museum of the Arts per conoscere gli orari, ma abbiamo scoperto che era chiuso!

Bambini ultra felici, Stefania un po di meno!

In sostituzione del museo perso, siamo andati al molo per la crociera attorno a Manhattan, trovando avolte le strade poco pulite.

La prima parte della crociera e’ stata interessante, con grandi panorami

sulle portaeree,

sui grattacieli,

sui velieri,

sulle barche a vela,

sulla statua della Liberta’,

su Ellis Island,

sugli State Island Ferries,

sulle barche da corsa che sfrecciano sul fiume Hudson,

e sui numerosi ponti di NY.

poi il ritorno come al solito in tutte le crociere piu’ palloso, dato che rivedi tutto quello che hai visto ma dal lato opposto!

Ma Paolo era felice!

Dato che avevamo ancora un po di tempo, ci siamo diretti ancora verso la quinta strada.

 Ed a sorpresa ho portato Stefania da Tiffany.

e mentre i bambini giocavano nei salottini di Tiffany,

Stefania si e’ scelta un pensierino, che cieravamo ripormessi di comprare da Tiffany sin da quando eravamo fidanzati!

Vederla sorridere spontaneamente mi mette sempre felicita’.

E come elle migliori favole dopo il sereno ecco la tempesta!

Ed in  pochi minuti il cielo di NY si e’ oscurato facendo cadere gocce di pioggia sempre piu’frequenti ed intense.

La strada si e’ svuotata in un attimo,

i taxi sono diventati padroni delle strade di NY,

e chi non aveva un ombrello si e’ fradiciato!

Veloce spesa al supermercato vicino l’albergo, per la cena nella nostra comodissima camera e poi subito a fare le valigie per la nostra prossima meta: Philadelphia.

NY TRA FAVOLE E GRANDI VETTE- DAY 11 SUMMER HOLIDAY

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 29 settembre 2011

NY TRA FAVOLE E GRANDI VETTE – DAY 11 SUMMER HOLIDAY

La mattina del nostro terzo giorno di NY si era presentato bello nuvoloso, e come dice il grande Maurizio Battista, “quando si e’ in vacanza ed il tempo e’ brutto, si va per musei”!

Noi abbiamo iniziato a visitare i luoghi al chiuso, partendo dal Nintendo World, luogo che Paolo e Sara volevano visitare dal primo giorno di vacanza.

E dato che dovevamo andare al Rockfeller Center (nostra prima grande vetta di giornata) e che il negozio era proprio li sotto, non potevamo non visitarlo!

Il negozio e’ un must per i patiti della Nintendo, come noi 3 (io, Paolo e Sara), anche se in realta’ non ha molte cose che non si possano trovare in altri negozi. Ma naturalmente le cose che potresti trovare sparse in vari negozi, le trovi tutte concentrate in uno solo!

Questo sotto che indossa Paolo e’ lo zaino di Bowser che Paolo voleva comprare, e che naturalmente non gli abbiamo comprato.

Non perche’ tirchi, ma perche’ avevamo le valigie gia’ strapiene!

Per i patiti di SuperMario ecco una serie di peluche, che non sono facilmente reperibili nell’Universo!

Pagata la tassa alle favole moderne, ci siamo spostati di qualche metro e siamo entrati nel Rockfeller Center.

Eccolo visto da sotto.

Da Wiki:

Il Rockefeller Center è un gruppo di 19 edifici commerciali di New York, sito in Manhattan, che si affaccia sulla fifth avenue a pochi passi dal Central park in direzione sud. Costruito dalla famiglia di banchieri statunitensi Rockefeller, è uno dei più grandi complessi privati del suo genere al mondo.

Sul finire degli anni venti il magnate petrolifero John D. Rockefeller, Jr. cominciò a coltivare l’idea di costruire un nuovo complesso di edifici nella zona di Midtown, a New York. Il terreno su cui sarebbe sorto il complesso era di proprietà della Columbia University, con la quale Rockefeller stipulò nel 1928 un contratto di utilizzo della durata complessiva di 87 anni. 

I lavori di costruzione iniziarono il 17 maggio 1930: inizialmente avrebbero dovuto svolgersi in collaborazione con la Metropolitan Opera, che avrebbe edificato una nuovo teatro nella zona, ma in seguito al crollo di Wall Street del 1929, la Metropolitan si ritirò dal progetto, e Rockefeller rimase l’unico finanziatore. 

Il 1º novembre 1939 i lavori per la costruzione dei 14 palazzi in stile Art Deco del complesso erano terminati con successo

Tra gli anni ’60 e ’70 si aggiunsero altre 4 torri nella zona ovest del complesso, lungo la Avenue of the Americas. 

Nel 1985 la Columbia University cedette definitivamente il terreno su cui sorgeva il complesso al Rockefeller Group per 400 milioni di dollari. A partire dalla fine degli anni ottanta diversi proprietari si susseguirono:

Nel 1989 l’intero complesso venne acquistato dalla Mitsubishi Estate, compagnia immobiliare del gruppo Mitsubishi, che acquisì il controllo dell’intero Rockefeller Group.

Nel 1996 la proprietà passò a una cordata comprendente il gruppo Goldman Sachs (con il 50%), Gianni Agnelli, Stavros Niarchos, e David Rockefeller.

Nel 2000 l’ultimo passaggio di mano: la Tishman Speyer Properties, L.P. ha acquistato i 14 edifici originari per 1,85 miliardi di dollari.

Nei film il Rockfeller Center viene sempre immortalato a Natale con il suo classico albero di Natale,

o con la sua pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Eccoci sull’ascensore a vetri mentre scaliamo i 70 piani del grattacielo senza fatica !

Il Rockefeller Center e’un grattacielo di 70 piani, alto 266 metri. 

Ospita, tra gli altri, gli uffici della famiglia Rockefeller (tra il 54esimo e il 56esimo piano), il quartier generale della NBC, e al 65esimo piano il famoso ristorante Rainbow Room (letteralmente “Sala Dell’Arcobaleno”) anche sede di importanti congressi. 

In cima al grattacielo è accessibile al pubblico (a pagamento) il Top of the Rock: un punto di osservazione da cui si gode un fantastico panorama sulla città di New York, che può facilmente competere con il ben più alto 86esimo piano del vicino Empire State Building.

Arrivati sopra il panorama, anche se nuvoloso, e’ molto bello.

Ecco una vista sul Central Park,

sul “nemico” Empire State Building,

sul fiume Hudson,

e sul Chrysler Building.

Il panorama era molto caratteristico, ed io stavo ammirando con il cannochiale la nostra futura “preda” notturna: l’Empire State Building!

Qui sotto Paolo mostrava il suo portafoglio di SuperMario (barattato ad arte, al posto dello zaino),

ancora Paolo che cerca di volare da queste altezze non indifferenti,

e qui sotto cercava di fare la stessa cosa anche con la mamma!

Paolo e Sara che giocavano con un puzzle elettronico in cima al grattacielo,

ed un grattacielo con il tetto agghindato con un giardino!

Dopo un’ora passata ad alta quota siamo ridiscesi velocemente verso il basso,

per visitare il negozio di Swarovsky.

Appena usciti dal grattacielo abbiamo incontrato il famosissimo Radio City Music Hall.

Il Radio City Music Hall venne completato nel Dicembre 1932. All’epoca era il più sfarzoso e più grande teatro del mondo. 

In grado di contenere 6000 spettatori, dopo un inizio stentato divenne ben presto una delle attrazioni turistiche più importanti della città. 

Si trova all’angolo tra 50th Street e Avenue of the Americas.

Il Radio City Music Hall, conosciuto negli Stati Uniti come The Showplace of the Nation, fu progettato da Donald Deskey ed inaugurato il 27 dicembre 1932 con la versione cinematografica della commedia di Philip Barry The Animal Kingdom. Il teatro è anche la sede del Radio City Christmas Spectacular, il tradizionale spettacolo natalizio newyorkese in scena dal 1933. L’edificio è inoltre usato per una serie di concerti ed eventi di vario genere. Fra i vari cantanti che si sono esibiti qui in concerto, c’è anche il grande crooner Frank Sinatra.

Gli interni di Deskey sono considerati uno dei massimi esempi di Art Déco.

Ecco la galleria,

l’entrata,

ed il complicato sistema idraulico che sta sotto il palcoscenico.

Come al solito la fame ci ha colti in mezzo alla strada ed allora abbiamo cercato qualche cosa da mangiare al volo.

Da una bancarella venivano degli odori buonissimi, ma i buoni odori erano proporzionali alla persone  in fila per mangiare!

Volevamo provare questo cibo di strada, per essere come uno dei tanti impiegati che avevano lasciato i loro grattacieli, diventando per un attimo NewYorkesi!

Ma i bambini non hanno sentito ragioni e siamo andati a Five Guys, sotto il Rockfeller Center.

Satolli di hamburger ed hot dog (+ patatine fritte e Coke a refill illimitato!) ci siamo diretti al Museo delle Scienze Naturali, vicino al Central Park.

Qui hanno ambientato il famoso film “una notte al museo”.

Devo dire che con il biglietto base si ha accesso a moltissime sale, ma per visitare le piu’ belle, bisogna pagare dei biglietti a parte.

Il Museo lo abbiamo visto abbastanza di fretta, dato che ad i bambini non interessava piu’ di tanto, tranne la parte degli animali che loro conoscevano!

Pero’ io lo credevo piu’ affascinante (ma come detto le sale con le attrazioni piu’ belle probabilmente non le abbiamo viste, e lo abbiamo visto per meno di un’ora, dato che eravamo gia’ stanchi).

All’uscita dal museo ci siamo diretti verso Times Square, che volevamo vedere di notte, con il fascino delle luci sfavillanti!

La piazza brulicava di cristiani (e non!) che si godevano lo spettacolo dei negozi/ristoranti/luci, ma noi siamo dovuti entrare per forza nel mega negozio di Toys R us!

I bambini volevano ad ogni costo visitare questa favola di negozio, dopo essersi abbastanza scocciati al museo!

Subito sono saliti sulla ruota panoramica, all’interno del negozio!

Eccoli sulla loro carrozza,

e di seguito alcune altre carrozze della ruota.

Devo dire che la posizione da dove fotografavo la ruota, dava delle inaspettate prospettive!

Ma il negozio oltre alla ruota aveva migliaia di giocattoli ed una zona bellissima dedicata a Jurassic Park.

Usciti dal negozio si era fatto tardi ed ora la piazza era veramente caratteristica, con le luci multicolorate, i negozi di tutti i generi,i ristoranti che cercavano di accalappiare clienti e le facce dei turisti allegri e felici come bambini.

A proposito di turisti, eccone tre sotto che posano allegri, ma stanchi!

Ma anche se era tardi, abbiamo preso un taxi ed in pochi minuti eravamo sotto l’Empire State Building.

Da sotto vi assicuro che non si riesce a percepire di essere sotto il piu’ alto grattacielo di NY, dato che la strada e’ stretta e se si alza la testa all’insu’ non si vede il grattacielo!

A quell’ora (le 10.30PM) la fila per salire sul grattacielo non era lunga per nulla,

ed in pochi minuti siamo arrivati in cima al grattacielo, come fece King Kong in un celebre film del 1933 (http://youtu.be/CuRQH_hLcTw).

L’Empire State Building è il più famoso grattacielo della città di New York e probabilmente del mondo. Con i suoi 381 metri di altezza (443,2 m se si considera anche l’antenna televisiva sulla sua cima), è stato il grattacielo più alto del mondo fra il 1931 (anno del suo completamento) ed il 1973, quando furono inaugurate le Torri Gemelle del World Trade Center. 

In seguito al crollo di queste ultime negli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, è tornato ad essere l’edificio più alto della città ed il terzo più alto degli Stati Uniti (dopo la Willis Tower e la Trump International Hotel and Tower di Chicago). 

È stato proposto come una delle Sette meraviglie del mondo moderno 

Dall’alto si ammirava un panorama di luci e colori veramente unico ed affascinante.

Ma dalle mie foto non sembra affatto!

Scendendo giu’abbiamo provato l’ebrezza di scendere 9 piani a piedi, lungo le scale di emergenza.

E la sensazione e’ tornata immediatamente alle persone imprigionate nelle torri gemelle ed alla loro fuga in questi ambienti stretti, infiniti, labirinteschi ed angusti.