4 vecchi in america

VIAGGIO TRA ROCKY ED EDDY FELSON! – Day 14 Summer holidays

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 13 novembre 2011

VIAGGIO TRA ROCKY ED EDDY FELSON!

La giornata di oggi la abbiamo dedicata completamente al cinema americano, non impegnato.

La prima tappa e’ stata il  Philadelphia Museum of Art, non tanto per motivi artistici ma per andare a vedere dove Rocky saliva le scale a ritmo di musica, alla fine degli allenamenti: “The Rocky steps”.

Per chi non ricorda la scena (mitica per i cultori del genere) ecco un link: http://youtu.be/GWFjD_e9OAg

Il museo distava appena 5 minuti di macchina dall’albergo, ma ci abbiamo messo di piu’ perche’ il Tom Tom ha fatto i capricci (come si potrebbero fare oggi i viaggi, senza navigatore satellitare!!).

Ma dato che prima di ogni tappa io mi studio il percorso su google map, ci abbiamo mess 10 minuti ma senza mappa!

Parcheggio immediato e dopo aver visto questa bella chiesa

e questa statua moderna,

siamo arrivati di fronte a questa fontana, dove questa signora ( che definire sovrappeso e’ poco!!) faceva tranquillamente un pediluvio.

Al centro del parco, di fronte l’entrata Est del museo, c’e’ questa bella statua equestre

e questo indiano, che non ho la piu’ pallida idea di cosa rappresenti.

Ma bando alle chiacchiere, ecco la vera ragione per cui centinaia di turisti arrivano in questo luogo: la statua di Rocky Balboa!!!

Le persone di Philadelphia sono abbastanza contrari a questa statua, infatti a loro da fastidio che la citta’ sia associata ad un personaggio del cinema (quindi finto) e non ad una persona originaria di Philadephia.

E la cosa incredibile che molti turisti vanno al Museo solo per vedere la Statua e non per vedere il museo!

Io personalmente ho visto vari pulman lasciare i turisti, che sono scesi, hanno fatto la foto vicino alla statua e se ne sono andati senza vedere il museo!

Il museo è situato nella parte terminale destra della Benjamin Franklin Parkway, un’importante arteria stradale cittadina, nei pressi di Fairmount Park. Chiamato originariamente Pennsylvania Museum and School of Industrial Art, la sua fondazione venne ispirata da quella del britannico Victoria and Albert Museum di Londra, anch’ esso nato in occasione di un’Esposizione universale. Poiché la primitiva sede del museo era troppo distante dal centro cittadino, venne deciso di spostarne i locali in una nuova costruzione i cui lavori vennero iniziati nel 1919 quando il sindaco repubblicano Thomas B. Smith pose la prima pietra durante una cerimonia inaugurale di orientamento massonico.

Il disegno della costruzione, di ispirazione neo-greca, fu opera dell’architetto statunitense Horace Trumbauer. La facciata del palazzo è interamente in dolomite estratta nelle miniere del Minnesota ed un frontone venne scolpito dallo scultore di origini tedesche Carl Paul Jennewein.

Alla storia di questo museo è fortemente legata la figura del celebre collezionista e filantropo americano Henry Plumer McIlhenny, il quale fu prima curatore dal 1939 al 1964 dell’ente, per poi diventarne direttore a partire dal 1976 fino all’anno della sua morte, nel 1986, quando donò gran parte della sua collezione personale a questa istituzione.

Il Philadelphia Museum of Art è uno dei più grandi ed importanti musei degli Stati Uniti e conserva nei suoi ambienti ben 225.000 opere d’arte dislocate in circa 200 gallerie che coprono oltre duemila anni di storia. Esso tuttavia non comprende, nella sua immensa raccolta, alcuna collezione relativa all’arte egizia, a quella romana e a quella delle civiltà precolombiane. Il motivo di questa assenza si spiega con il fatto che, in base ad un accordo stipulato durante i primi anni di vita del museo con la University of Pennsylvania, si contemplò la donazione di tutte le porcellane cinesi appartenenti all’ateneo statunitense in cambio di gran parte delle opere d’arte egizie, romane e precolombiane. Il museo conserva tuttavia alcuni pezzi di grande pregio che vengono esibiti solo in particolari manifestazioni.

Eccoci alla fine della scalinata con vista sul downtwn di Philadelphia.

Ed ecco Rocky posizionato esattamente dove stavamo noi.

Ecco alcuni particolari dell’entrata.

Presi dalla follia cinefila, io e Paolo ci siamo messi in posa (come fessi, ma come la maggiorparte dei turisti che erano li!), facendo vedere i nostri presunti muscoli!

Qui sotto addirittura siamo riusciti a farci una fotografia tutti e 4 insieme!

Ma dato che una ciliegia tira l’altra, invece di entrare a vedere il museo, come i turisti di cui parlavo sopra, ci siamo diretti ad Atlantic City, a meno di 1 ora da Philly!

Ricordate Eddie Felson e Vincent Lauria (in arte Paul Newman e Tom cruise) in “il colore dei soldi”, quando giocavano il famoso torneo a 9 palle?

Sapete dove era ambientato?

Ad Atlantic City!!

Ma purtroppo  arrivati li, ho scoperto che nel film il torneo era ambientato ad Atlantici City, ma in realta’ lo hanno girato quasi interamente a Chicago!

(il torneo lo hanno girato al Navy Pier di Chicago, qui sotto)

Ma a parte questa delusione, arrivati nei pressi del mare abbiamo iniziato ad vedere i palazzi pu’ strani e particolari.

C’erano i mega alberghi tipo il Trump Plaza od il Caesars (di fronte al mare e strapieni di slot machine)

c’erano grattacieli in costruzione che constrastavano con le piccole case vecchie

e nuove che gli stavano alle spalle!

La cosa strana che se si voleva raggiungere il lungomare (o boardwalk) non era possibile, perche’ TUTTO il lungomare era pedonale e quindi vietato completamente al transito delle macchine!

Noi abbiamo parcheggiato al Caesars, pensando che qui come a Las Vegas il parcheggio fosse gratuito.

Ma invece si pagava!

Appena entrati abbiamo tentato subito la fortuna con 1 $, ma naturalmentelo abbiamo perso!

Il Caesars era sfarzoso naturalmente, ma aveva una particolarita’: oltre al classico casino (immenso e tentacolare) c’era una costruzione direttamente sul mare piena di negozi, ristoranti e bar.

Dato che di casino ne avevamo visti tanti a Las Vegas (e dopo che ne hai visti tanti i successivi sono piu’ o meno tutti uguali!),  abbiamo deciso di mangiare in questo mega building.

Dopo pranzo abbiamo girovagato un pochettino tra i negozi del palazzo.

Abbiamo visto queste Crocs,  che cambiano colore con la luce solare.

Ma la parte piu’ bella dell’edificio era questa megavetrata direttamente sul mare.

Dalle poltrone poste lungo la vetrata si poteva godere di un panorama bellissimo e non so perche’ emozionante.

In questi corridoi non solo hanno messo delle sedie a sdraio e poltrone,

ma anche la sabbia!

Dopo un buon caffe’ a Starbucks Coffee, ci siamo rilassati su poltrone assolutamente comode,

troppo!!

Rilassati abbiamo lasciato questo edificio da sogno per dirigerci finalmente fuori!

Arrivati fuori, subito la prima particolarita’: chi voleva fare una passeggiata sul boardwalk e non si voleva stancare, poteva prendere questi trabiccoli strani, che di strano avevano il motore: UMANO!!

Noi non lo abbiamo preso, perche’ ci sembrava un po triste farci portare a spinta da un uomo e  per pochi dollari!

E poi ancora non siamo cosi’ vecchi da doverci far trasportare in carrozzella!

Alcuni tratti del lungomare erano decisamente bellini,

altri decisamente tristi (ma a mio parere erano in attesa di espropriazioni per fare posto a mega alberghi).

E poi finalmente il mare (o meglio l’oceano, abbastanza scuro ed incavolato!).

Ma di come fosse il mare ai bambini non interessava nulla, infatti loro si sono divertiti come matti in riva al mare.

Non so perche’ ma queste 2 foto di seguito mi piacciono molto e potrebbero rappresentare un modo di vivere il mare in USA: semplicita’

e megaspiaggie con grattacieli fronte mare.

Siamo stati in spiaggia fino alle 5 PM e dopo ci siamo diretti verso la macchina,

passando dentro le belle sale del Caesars.

Una volta arrivati a Phialdelphia ci siamo diretti subito alla pizzeria Barbuzza, dove abbiamo mangiato veramente una ottima pizza (fina e saporita)

e subito dopo alla gelateria di fronte (Capogiro, di chiara discendenza italiana. Avevano tutte le zuccheriere che provenivano da Positano!),

per gustare un ottimo gelato italiano!

Poi tutti a casa per prepararci per l’ultima tappa del nostro viaggio estivo: Baltimora.

TUTTI A PHILLY – SUMMER HOLIDAYS DAY 13

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 6 novembre 2011

TUTTI A PHILLY – SUMMER HOLIDAYS DAY 13

Dopo 4 giorni passati a NY (probabilmente troppi!), la mattina presto mi sono diretto verso il Central Park per affittare una macchina. L’autonoleggio era microscopico (rispetto ai soliti utilizzati fino ad ora in USA) e nonstante ci fossero solo 3 persone davanti a me, ci ho messo almeno 45 minuti per prendere possesso della macchina (tempi biblici per gli affitti di una macchina in America. Di solito per affittare una macchina ci volgiono meno di 15 minuti!).

Cosi’ dopo aver pagato il conto SALATISSIMO in albergo (per la verita’ non l’ho pagato, dato che era gia’ stato caricato sulla mia caradi credito), alle 10.00 eravamo gia’ in macchina direzione Philadelphia.

Per lasciare NY siamo passati sotto il mega Holland Tunnel,

circa 2,6 Km, 9 corsie, che passano sotto il fiume Hudson, costruito negli anni ’20 (in meno di 7 anni)!!!!!!!

Questo tunnel, come gli altri presenti a Manhattan,

1. George Washington Bridge

2.Third Avenue Bridge

3.Willis Avenue Bridge

4. Triborough Bridge (leads into the Grand Central Parkway)

5. Queensborough Bridge (aka: 59th Street Bridge)

6. Queens Midtown Tunnel

7. Lincoln Tunnel

8. Williamsburgh Bridge

9. Holland Tunnel

10. Manhattan Bridge

11. Brooklyn Bridge

12. Brooklyn Battery Tunnel

sono frequentati ogni mattina da migliaia di pendolari (circo 96.000 al giorno) che vanno dal New Jersey a Manhattan.

Breve sosta nel New Jersey per fare benzina (che costa molto di piu’ dell’Alabama)

ed le 95 miglia che ci separavano da Philadelphia, sono state mangiate dalla nostra macchina, nuova ma nettamente meno bella della precedente. QUesto perche’ ho affittato la macchina da una compagnia ancora piu’ economica delle Thrifty (la Dollar).

Dopo meno di 2 ore eravamo alle porte di Philadelphia, meglio conosciuta come Philly dagli americani.

Con il navigatore (invenzione del secolo a mio avviso! Ricordate quando si andava con la mappa, e puntualmente la moglie che leggeva la mappa lagirava al contrario per orientarsi meglio!) in pochi minuti eravamo arrivati davanti al nostro Marriot, proprio di fronte alla City Hall (in pieno centro).

Dopo aver sistemato le valigie e fatto un giro nel bellissimo hotel (con prezzi 4 volte piu’ bassi di quello di NY!), ci siamo diretti al Reading Market, per mangiare qualche cosa.

Il posto era stato decantato dai vari viaggiatori di tripadvisor, e naturalmente le recensioni non hanno tradito!

Lo spazio e” una ex stazione al cui piano terra c’e’ un mega mercato alimentare. Ma il mercato principalmente vende cibo cucinato di tutti i tipi. Praticamente la mecca di un turista: cibo locale, fresco ed a buon mercato!

Si puo’ fare colazione,

o andare sul pesce,

o sulle famose ribs!

Ma io volevo assaggiare da tempo il famoso Pastrami, e dato che un bancone ne faceva di freschi, lo ho preso!

Ecco le varie fasi di lavorazione del mitico panino,

Ed ecco il risultato finale!

Vi assicuroche e’stato il panino migliore mangiato fino ad ora in USA!

Morbido, succulento e pieno di sapore.

Questa link http://www.grilling24x7.com/pastrami.shtml vi portera’ ad un sito web che vi guidera” alla preparazione (con tanto di foto)  di un pastrami fatto in casa.

Ma vi assicuro che sara’ difficile farne uno buono!

Si vendevano anche spezie,

e naturalmente tanti dolci.

Finito il meraviglioso frugale pranzo ci siamo diretti versola famosa campana del dovere ripartendo dalla City Hall,

passando perl’inmancabile Hard Rock Cafe’,

incontrando orologi antichi,

e palazzi vecchi sventrati per far posto a edifici improbabili.

E finalmente eccoci davanti alla Liberty Bell,

 che tante volte ho avuto per le mani, quando usavo i francobolli per spedire le cartoline in USA.

Da Wiki:

La Liberty Bell (in italiano Campana della libertà), si trova a Filadelfia in Pennsylvania, dove arrivò il 1º settembre 1752, ed ha un grande significato storico per gli americani. La Liberty Bell è forse il simbolo più comunemente associato alla Rivoluzione americana. L’8 luglio del 1776, il suo suono radunò i cittadini di Filadelfia per la lettura della Dichiarazione d’indipendenza. Precedentemente, aveva suonato per annunciare l’apertura del primo congresso continentale nel 1774 e dopo la battaglia di Lexington e Concord nel 1775. 

La Liberty Bell è conosciuta anche come la “Old State House bell” (Vecchia Campana della Casa dello Stato) dal 1837, quando fu adottata dalla società americana contro la schiavitù, come simbolo del movimento abolizionista. Negli Stati Uniti, la Liberty Bell è uno dei più familiari simboli di indipendenza, amore per la patria e libertà. 

Fu installata in passato nella torre dell’Independence Hall, uno dei venti siti statunitensi ad essere stati inseriti dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’umanità. Nel 1876, nel centenario dell’indipendenza, lasciò il posto ad una Centennial Bell. Al giorno d’oggi la campana, con la sua famosa crepa, è esposta lungo la strada all’interno del Liberty.

 Eccomi in posa di fronte ad un monumento importantissimo per gli americani,

e pure Paolo mi imita.

Dopo aver visto uno dei monumenti piu’ famosi degli States (non ridete per cortesia!) abbiamo fatto una passeggiata nel vicino parco che contiene la Old City Hall.

Al centro del parco c’era un patriota che ci ricordava di dover tornare indietro verso l’albergo, dato che era tardi, avevamo fame ela citta’ era incredibilmente piena di barboni (del tutto innocui, ma non si sa mai!!).

Il tempo di vedere una cosa da evitare accuratamente,

che lungo la S 13th street, vicina all’albergo, abbiamo scovato una pizzeria ed una gelateria italiana ECCEZIONALI VERAMENTE!