4 vecchi in america

WHALE WATCHING A CAPE COD – DAY 7 SUMMER HOLIDAY 2011

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 6 agosto 2011

WHALE WATCHING A CAPE COD

DAY 7 SUMMER HOLIDAY 2011

L’ultimo giorno di mare a Cape Cod si e’ presentato al meglio, con sole e quasi caldo.

Allora abbiamo deciso di andarci a fare un giro in barca per vedere le balene.

Alle 10.00 AM in punto abbiamo comprato i biglietti e ci siamo diretti al porto per imbarcarci sulla baleniera (che altro non era che una normalissima media barca da pesca).

Lungo il porto i bambini hanno iniziato a familiarizzare con le balene, salendo sopra una loro scultura.

Dalla barca abbiamo ammirato questo bellissimo scorcio di spiaggia di Provincetown.

Il viaggio di avvicinamento alle balene e’ durato quasi un’ora, tempo durante il quale ci siamo riparati all’interno della nave, dato che fuori il tempo era diventato cupo, grigio e freddino!

Stefania leggeva la brochure sulle balene,

mentre i bambini scrivevano sui miei appunti di viaggio.

La scocciatura del viaggio di avvicinamento alle balene in nave e’ passata immediatamente quando il capitano ci ha avvertito di uscire fuori perche’ eravamo arrivati vicinissimi alle balene!

Lo spettacolo di vedere questi mostri buoni di mare da vicino, vi assicuro non ha prezzo!

Le foto fatte con la macchina digitale da viaggio, non sono venute benissimo, ma credo che rendano abbastanza bene cio’ che abbiamo vissuto in quei momenti.

In questa foto si intravedono due balene che passano sotto la nostra barca.

Due code di balene che entrano in acqua in sincrono!

Qui si vede bene il dorso e la parte centrale della balena, con i gabbiani che gli girano sulla schiena.

Questa coda e’ venuta molto bene,

cosi’ come questo muso!

Altre belle foto del whale watching.

Eccp un breve video in cui si vedono le balene sbuffare e tuffarsi in acqua leggiadre!

Dopo circa un’ora di osservazione dei cetacei, ci siamo diretti di nuovo verso il porto, con il tempo che era nettamente peggiorato!

Questo era il faro di North End, posto sulla lingua di terra che avevamo raggiunto l’altro giorno passando sul breakwater.

Questa era un’altra breakwater, che proteggeva il porto.

E verso le 2.00 PM siamo ritornati al porto.

Appena arrivati abbiamo visto queste composizioni floreali, fatte con conchiglie, molto originali.

Un breve giro in citta’ per scegliere il ristorante,

 e dopo poco eravamo dentro questo bel ristorante, dal nome accattivante!

Abbiamo mangiato naturalmente pesce, ma la cosa da ricordare e’ stato questo dolce veramente originale e buono: non ricordo il nome, ma erano dei frutti di bosco, con gelato all’arancia amara, “wrappati” di una pastella fritta ricoperta di zucchero bruciato + foglie di menta fresca!

Il sapore era veramente eccezionale, il dolce esagerato della pastella con zucchero bruciato si sposava bene con l’amaro del gelato (veramente amaro) e si completava con il sapore dei frutti di bosco.

Questo e’ stato il miglior dolce mangiato in USA , e si presentava benissimo!

Poi il ristorante aveva anche un bonus: una bella vista sul porto.

Qui sotto Paolo che posa nel ristorante con la sua felpa rossa di Cape Cod.

Nel pomeriggio abbiamo fatto una passaggiata per le viuzze piene di negozi colorati di Provincetown

ed abbiamo capito che la cittadina e’ very much gay oriented!

Verso le 6.00 PM siamo tornati verso casa e dopo una breve passeggiata sulla spiaggia,

siamo andati nella dependance dell’hotel,

per farci un bel bagno in piscina (dato che il mare era troppo freddo).

Oltre alla piscina c’era la jacuzzi, la palestra il bagnoturco e la sauna (oltre ad i campi da tennis)!

Niente male per un hotel a gestione familiare.

Dopo cena ci siamo goduti l’ultimo bel tramonto,

e mentre preparavamo le valigie il bel tramonto ha lasciato il posto alle nuvole basse ed ad un temporale improvviso.

PROVINCETOWN, LIGHTHOUSES, BREAKWATER AND SAND DUNES – DAY 6 SUMMER HOLIDAY

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 31 luglio 2011

PROVINCETOWN, LIGHTHOUSES, BREAKWATER

AND SAND DUNES

DAY 6 SUMMER HOLIDAYS

Finalmente dopo 7 giorni di tepo brutto, ci siamo alzati con un sole quasi caldo ed assenza di nuvole!

Allora senza perdere tempo ci siamo diretti verso la bella citadina di Provincetown, centro della vita mondana di Cape Cod.

Andando verso la piccola cittadina abbiamo incontrato moltissimi cottages, costruiti direttamente sul mare.

Alcuni erano veramente carini sia da fuori che da dentro, altri come questo solo da fuori (infatti alcuni li abbiamo visitati per capire se potevamo stare qualche giorno in piu’, dato che al nostro cottage era tutto sold out).

Le casette sono tutte semplici, +/- carine ma tutte con una caratteristica in comune: sono direttamente sul mare.

E spesso si incontrano le gabbie per pescare le aragoste lungo la strada.

In pochi minuti siamo arrivati al porto di Provincetown, dove abbiamo parcheggiato la macchina.

Qui sotto Paolo e Sara stavano guardando il famoso monumento (una torre) costruito in onore dei pellegrini.

Guardate bene la torre, non trovate una somiglianza con qualche monumento sito in Firenze?

Abbiamo fatto un breve giro nellla cittadina, che e’ bellissima e piena di negozietti insoliti, prima di prenotare una gita in fuoristrada sul gigantesco sitema di dune presente proprio dietro la citta’.

Poi dato che la gita iniziava alle 3.00 PM ed erano le 11.00 AM, abbiamo deciso di andare a vedere alcune spiaggie vicine a provincetown.

La nostra ricerca si e’ fermata quando abbiamo visto una strada di scogli che entrava nel mare per finire dopo quasi 2 Km al West wood lighthouse.

Come sempre quando si inizia una piccola avventura, non si valuta bene la portata e lo sforzo necessario.

Raggiungere la parte opposta sembrava uno scherzo, ma ci abbiamo messo almeno 1 ora (solo per arrivare)! 

Unintended consequences can be a boon or a bane. In the case of Provincetown’s breakwater, which was constructed in 1911 to protect the town’s harbor from the dune’s shifting sands, the unforeseen falls solidly in the category of boons.

The audacious dash of the breakwater across the harbor says something to the eye about courage and survival at the farthest ends.

The breakwater has done its assigned duty well over the years, but its rock structure has also added to the town’s beauty and the accessibility of the Cape’s tip. Visitors and residents can follow its solid path across the harbor, passing easily to the outermost finger of the jutting Cape and the sentry of Wood End lighthouse. Along the way, if the tide has taken its ritual leave, the harbor floor can be explored, which holds abandoned rowboats, horseshoe crabs, seaweed and other ocean oddities.

Upon reaching the other side, amblers can continue on to Long Point lighthouse at land’s end or cross over to the quiet beaches that lie on the Cape Cod Bay side of the spit.

The audacious dash of the breakwater across the harbor also says something to the eye about courage and survival at the farthest ends. Standing at its center, the Cape’s serpentine land windings can be witnessed and the remoteness of Provincetown’s location seems all the more astounding. Nearby, the moors stir softly with their grasses, serving as a gentle counterpoint to the vision of the breakwater’s brave rock tumble from one narrow land spit to another.

Depending on speed, a walk across the breakwater can take anywhere between one to two hours. The rocks are not evenly laid so only those with sure footing should plan on the amble. It is also important to check the tide’s schedule before crossing the breakwater because from time to time the harbor’s water rises above the rock passage.

The breakwater is located in the far west end near the Pilgrim’s Memorial at the juncture of Commercial Street and Route 6.

In questa foto si vede bene come la breakwater (linea rossa) si estendeva dalla punta estrema di Provincetown fino alla lingua di sabbia che ospitava due fari e delle spiaggie frequentate solo da pochissime persone (infatti non tutti sono cosi’ poco savi di farsi 1 ora di passeggiata sugli scogli, con il pericolo di cascare nelle acque freddine di Cape Cod).

Ed a tratti c’era da superare anche il mare, che in alcuni tratti superava la strada di scogli!

Pero’ dopo la lunga traversata ci siamo rilassati in una spiaggia quasi totalmente per noi!

Da qui potete vedere uno dei due fari dell’uncino di sabbia che ripara Provincetown.

Guardate che questa ragazza, con questo strano animale trovato in riva al mare!

Il mare, anche se freddo, era pulitissimo!

E dopo circa mezz’ora passata a rilassarci sulla spiaggia,

abbiamo iniziato il lungo viaggio di ritorno.

Il viaggio di ritorno e’ stato ancora piu’ lungo di quello dell’andata, in quanto Sara aveva perso una scarpa in mare (all’andata) ed abbiamo fatto tutto il ritorno a piedi nudi!

E non era facile in quanto gli scogli erano tappezzati di centinaia di pezzi conchiglie rotte!

Eccoci, a piedi nudi, a pochi metri dall’arrivo!

Avevamo pochi minuti per mangiare qualche cosa, per arrivare in tempo all’appuntamento per la gita sulle dune.

Ed allora abbiamo mangiato qualche cosa al volo (fritta ma buonissima) da Foot long hot dog,

su questa bella panchina.

Con il fritto ancora sullo stomaco, alle 3 PM in punto ci siamo presentati dagli amici di Art Dunes (Societa’ che ha l’esclusiva sulle escursioni sulle dune. In altre parole o andate con loro oppure non potete andare sulle dune, a meno che non abbiate voglia di andare a piedi. Ma serve sempre l’autorizzazione governativa, dato le dune fanno parte del Cape Code National Seashore) e siamo saliti sopra il nostro SUV verso l’immenso sistema di dune sul mare, proprio dietro Provincetown.

Noi la mattina abbiamo visitato Wood End Light (passando sul breakwater)

 

ed il pomeriggio tutta la zona di Race Point (attraversando le dunes’ edge).

Navigare sulle dune e’ stata una esperienza meravigliosa.

Andare con il SUV sopra questi monti di sabbia colorate di bianco accecante con contorno di blu forte del cielo e’ stato veramente emozionante!

 

Ad un certo punto ci siamo fermati sulla cima di una duna ed abbiamo potuto passeggiare sulle dune, ma solo sulla strada perche’ oltre al pericolo dei serpenti, la zona  e’ un parco nazionale e non ci si puo’ allontanare dai sentieri se non si ha un permesso speciale!

I bambini hanno gradito la discesa di sabbia e ci si sono lanciati “a palla”!

E dato che non volevano tornare su, anche io sono dovuto scendere per andarli a riprendere.

La cosa curiosa del posto e’ che esistono ancora delle shacks (specie di baracche in legno) in cui vivono degli artisti del luogo.

Da notare che le baracche non hanno corrente, fogne ed acqua!!

Praticamente sono allo stato brado e selvaggio!

Ma i cittadini del luogo hanno combattuto per non farle buttare giu’ dal Governo (che ha preso in gestione il parco da diversi anni), in quanto patrimonio del luogo!

I possessori delle baracche hanno ottenuto una concessione che gli permette di viverci, fino a quando restano in vita.

Solo una particolare shack ha la possibilita’ di essere ereditata dai legittimi figli del propietario.

Ma avendone viste molte e da vicino, distruggerle non sarebbe poi un cosi’ grave danno per l’umanita’!!

Ecco delle shacks, fotografate in estate ed in inverno.

 

Foto ricordo sulle dune + shack come backstage!

Dopo un paio d’ore siamo tornati indietro verso Provincetown, surfando ancora in modo simpatico sulle dune!

Ritornati a casa ci siamo rilassati sul nostro terrazzo con vista mare.

Abbiamo mangiato sui tavoli sulla spiaggia,

abbiamo preso un caffe’ e latte sul patio,

e ci siamo rilassati sulle nostre poltrone vista mare.

PLYMOUTH, LA CULLA DELL’AMERICA – DAY 5 SUMMER HOLIDAY 2011

Posted in Escursioni-Viaggi, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 24 luglio 2011

  

PLYMOUTH, LA CULLA DELL’AMERICA

(DAY 5 SUMMER HOLIDAY 2011)

 

Come spesso accade l’ultimo giorno di vacanza in un posto, dopo giorni di cattivo tempo, si presenta al meglio (come per dire: “hai visto come ti ho fregato?”).

La mattina della nostra partenza da Boston infatti era soleggiata, ma non calda.

Finalmente dopo giorni di viste offuscate su Boston Harbour, ecco una foto senza nuvole e pioggia.

Ed anche io avevo tolto la pesante felpa blu (unica cosa pesante che avevo portato in vacanza) per metterne una piu’ leggera!

Verso le 9.00 AM siamo partiti alla volta di Cape Cod, dove avevamo affittato una casa direttamente sul mare.

Anche questo albergo era un albergo NON CONVENZIONALE per gli USA.

Fuori dalle solita catene di alberghi, gestito familiarmente.

Ma a Cape Cod difficilmente si trovano grandi catene di alberghi, ancora per fortuna non ci sono arrivati!

Il viaggio non era lunghissimo (circa 2 ore e mezzo), ma noi ci siamo fermati dopo circa un’ora in quanto non potevamo non vedere Plymouth.

Ai piu’ credo che questa micro cittadina sia sconosciuta, come lo era a me prima di andarci.

Pero’ se amate un po’ questo paese e’ un posto da vedere, non tanto per quello che c’e’, ma perche’ rappresenta l’inizio della storia di questa parte del mondo.

Infatti se a  Cristoforo Colombo si riconosce la scoperta dell’America (e non tutti concordano) ai padri pellegrini si assegna l’appelativo di “coloni del nuovo mondo”.

Da wiki:

I Padri Pellegrini sono considerati da molti i primi coloni del Nuovo Mondo.

Si insediarono nel New England e fondarono la loro colonia sulla costa del Massachusetts, che fu riconosciuta ufficialmente il 1º giugno 1621.

Prima di allora infatti vi erano state spedizioni e insediamenti di natura governativa e militare, ma è con i Padri Pellegrini che ha inizio il massiccio flusso immigratorio che è poi proseguito nei secoli successivi.

Contrariamente all’opinione comune, i Padri Pellegrini altro non erano che un gruppo di privati cittadini inglesi di religione cristiana puritana.

Re Giacomo I aveva fondato a Plymouth, in Inghilterra, nel 1606 la Plymouth Company, chiamata anche New England Company, con lo scopo di stabilire delle colonie lungo la costa del Nord America.

Nel settembre 1620 (alcune fonti indicano il 6 settembre, altre il 16) salpò da Plymouth (UK) la Mayflower, con 102 persone a bordo compresi donne e bambini.

La traversata dell’Oceano Atlantico fu durissima, e ancor più duro fu il primo inverno durante il quale morirono di stenti più di 40 persone.

Erano approdati, infatti nel nuovo continente quando ormai l’inverno era alle porte e le terre circostanti deserte, selvagge e inospitali.

L’anno successivo però la colonia si era insediata ed era ben organizzata, aveva costruito case solide e coltivato le terre rivelatesi generose; aveva inoltre instaurato rapporti di amicizia con una tribù di indiani i quali avevano insegnato loro come coltivare il mais; eccetto per Washow, grande capo indiano di quel periodo, che gli diede non pochi problemi.

Felici per il raccolto e per la buona terra, decisero di festeggiare tutti insieme con i prodotti locali: tacchino, mais e torta di zucca.

Ebbe così luogo la prima Festa del Ringraziamento (Thanksgiving Day), una celebrazione molto sentita e che tuttora si festeggia negli Stati Uniti per commemorare l’arrivo dei Padri Pellegrini sul suolo americano.

Insomma leggendo avrete capito ce il posto non vale la visita per edifici, monumenti ed altro, ma per l’atmosfera di storia che si respira (e vi assicuro che trovare un po’ di storia in USA non e’ facile!).

Ed allora eccoci di fronte alle replica della Mayflower, anzi della Mayflower 2, che fu arrivo’ a Plymouth nel 1629 dagli UK con altri 35 coloni.

Paolo e Sara che studiano la rotta da seguire!

La visita all’interno della nave mi ha fatto immaginare quanto duro fu il viaggio, quasi 400 anni orsono!

Per rendervi conto di quanto era stretta ed inospitale una nave del genere guardate questa replica di un mercantile del 1700.

Qui hanno viaggiato per un tempo non ben precisato, ma si parla di almeno 3 mesi dalla partenza, almeno 135 persone (compresi i bambini)!

Comunque anche se la nave era piccola, tutto sembrava ben organizzato (ma vi assicuro che i letti oltre ad essere scomodi erano microscopici!).

La cosa carina che i letti erano familiari, cioe’ una famiglia aveva una tavolozza con materasso e ci dormivano tutti insieme!

La nave era gestita da una scoieta’ inglese che ha messo delle persone in costume dell’epoca nella nave, che replicano le gesta dei pellegrini.

E vi garantisco che appena aprono bocca si capisce imediatamente che sono inglesi!

Per gli amanti dei pesi e delle misure (come me).

Finita la visita della barca, ci siamo rimessi le giacche a vento, perche’ era freddino, e ci siamo diretti verso il porto per mangiare.

Il porto era piccolino, ma con costruzioni caratteristiche.

La scelta del ristorante non e’ stata difficile, primo perche’ ce ne erano solo 4 e poi perche’ appena ho visto questo sotto mi ci sono subito fiondato!

Era il tipico ristorante che si trova nei porticcioli americani: appena si entra ci sono tutti i pesci in esposizione, uno li puo’ vedere e decidere se comprarli o farseli cucinare.

Questa foto merita un commento, non per la sua bellezza, ma per lo spunto culinario.

Qui in New England abbiamo scoperto quanto sono buone le vongole fritte e le ostriche fritte!

So che vi sembra una bestemmia culinaria, ma non e’ cosi’!

Le vongole specialmente (che qui sono giganti) sono veramente un piatto che si sposa bene con la frittura.

Ecco una foto che parla da sola!

E per quelli che non sono tradizionalisti ed amano provare gusti nuovi, ecco la ricetta:

 

New England Deep Fried Clams

 

12 clams in their shells

1/2 c flour

1/2 c corn flour or masa harina

1 t salt

1/2 t freshly ground black pepper

1 c buttermilk

Shuck the clams. Pat dry on a paper towel.

Mix together the flour, corn flour, salt & pepper.

Dip each clam in buttermilk and then the flour mixture. Deep fry until golden. Drain on a cake rack, sprinkle with salt.

Makes 2 servings.

Notes:

It is important to use corn flour not corn meal for this dish. Be careful when you shuck the clams to keep them whole. Serve with Tartar sauce and hot sauce.

Noi all’entrata abbiamo scelto delle aragoste, che i bambini hanno voluto prendere in mano senza paura!

Qui sotto Sara che ha voluto imitare Paolo.

E dopo poco ecco il piatto: due aragoste a testa, con contorno di vongole fritte e patatine fritte!

Couldn’t ask for a better plate!

E naturalmente se si vuole gustare un’aragosta, bisogna sporcarsi le mani, ma ne vale la pena!

E dopo una mangiata di pesce che rimarra’ nei miei sogni americani (aragosta, vongole fritte, patate fritte e birra ghiacciata, tutto in un ristorante semplice, senza fronzoli ed abbastanza economico con vista mare),

ci siamo diretti alla Plymouth Plantation (a pochi Km dal porto).

Sara aveva portato anche la sua tartaruga di SuperMario, che avevamo comprato a Salem (questa e’ l’ultima volta che la tartaruga e’ stata con noi. Poverina si e’ persa, chi ne avesse notizia ci chiami!)

Con il biglietto combo (che qui in america fanno sempre risparmiare. In pratica si comprano due o piu’ attrazioni insieme, nel nostro caso la Mayflower 2 e la plantation,  e si risparmia molto sul prezzo dei biglietti), siamo subito entrati nella plantation, passando per la chiesa, che vedete nella foto di sotto.

Questa foto sotto a mio avviso da l’idea della belllezza del villaggio e mi fa tornare indietro di circa 300 anni, con l’immaginazione!

Questo e’ il panorama che i padri pellegrini e le loro famiglie vedevano ogni giorno!

E queste sono le loro case, dall’interno.

Naturalmente anche qui, come sulla Mayflower 2, ci sono persone (con accento UK) che lavorano ogni giorno in abiti dell’epoca. E fanno tutte le attivita’ che si facevano allora, proprio come si faceva un tempo.

Gli animali non sono dell’epoca!

Prima di andare via Sara si e’ fatta delle foto con le galline e galli,

ed io con i miei “selvaggetti”!

Ci siamo rimessi in macchina “satolli di storia” ed in un’ora siamo arrivati al mitico Top Mast  a North Truro. 

Il complesso non era esteticamente meraviglioso, ma gli appartamenti erano tutti sul mare, nuovi e pulitissimi,

Noi ne avevamo uno al piano terra, ed appena siamo entrati abbiamo lasciato i bagagli per andare sulla spiaggia!

Il mare era trasparente, piatto, ma GHIACCIATO!

Iniziava a tramontare il sole e questo e’ uno dei tanti momenti belli che ci siamo goduti dalla spiaggia!

Come vedete lungo la spiaggia ci sono moltissimi cottage, tutti di legno e caratteristici (se ne volte affittare qualcuno, andate prima a vederlo o consultate tripadvisor, perche’ io ne ho visti alcuni, ma non tutti meritvano la “pena” di dormirci!

Ed andando verso Provincetown 

se ne trovano molti di piu’.

 

Ecco Paolo felice che rientra a casa.

E due scatti del tramonto bellissimo di quella sera (ma ogni sera ce ne era uno cosi’).

Davanti ad ogni appartamento c’era il BBQ personale ed il tavolo privato per mangiare di fronte al mare ed al tramonto!

Insomma un posto da 10 e lode: natura, semplicita’ ed assenza di tutto quello che puo’ essere commerciale e fastidioso (bar, lidi, negozi, macchine …….). 

In poche parole Cape Cod!