4 vecchi in america

LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA, VISTA DA UN ITALIANO CHE VIVE IN ALABAMA

Posted in Cliniche e Dotttori, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 25 marzo 2010

 

LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA,

VISTA DA UN ITALIANO CHE VIVE IN ALABAMA

 

Domenica scorsa, mentre tutti gli americani stavano godendosi il meritato riposo, i rappresentanti della camera bassa americani hanno lavorato duro (!!), per approvare la riforma sanitaria volute fortemente da Mr.President.

Naturalmente ho visto tutto il dibatto parlamentare in TV, da bravo americanino (come se la cosa mi toccasse davvero!).

La mia sensazione, dopo circa tre ore di “chiacchiere” degli onorevoli e’ che anche qui le cose non siano troppo diverse dai nostri “alti momenti politici”.

Nessuno dei deputati americani leggeva il giornale o giocava con il telefonino, tutti erano composti e l’ordine regnava sovrano nel dibattito (cosa da noi oramai dimenticata da tempo!).

Ma le parole dei politici sono state piu’ o meno le stesse, di quelle che i nostri politici spendono nelle nostre aule parlamentari. Chi governa loda sperticatamente la legge che caldeggia, chi fa opposizione dice tutto quello che di peggio si puo’ dire sul provvedimento, evocando costantemente scenari apocalittici!!!

Esattamente proprio come da noi.

Allora mi chiedo: e’ mai possibile che chi governa ha sempre torto marcio e chi fa l’opposizione abbia sempre ragione, ma si limiti solo a criticare????

Ci dovrebbe essere un pochettino di obiettivita’: vale a dire, chi governa potrebbe in parte accettare qualche lamentela (emendamento) dell’opposizione e l’opposizione dovrebbe battersi per migliorare (per quanto possibile) la legge, invece di criticarla solo perche’ viene da una parte politicamente avversa.

Ma questo e’ possibile solo tra persone perbene ed educate, che hanno a cuore la gente e non il loro posto di ben retribuito lavoro, pagato da noi!!!

Ma quando si fa muro contro muro cio’ e’ impossibile.

Da noi sono 10 anni che facciamo muro contro muro, e gli effetti politici e sulla gente si vedono.

Non credo che potevamo meritarci niente di peggio (sia a destra che a sinistra!!).

Invidio questi due onorevoli, almeno facevano ridere!!!

Vota Antonio, ma non Di Pietro (altra grande delusione)!!

Torniamo in america.

Qui in USA Obama ha cercato di far passare la legge in modo bipartisan (cioe’ con l’approvazione di tutte e due i partiti), ma non ci e’ riuscito.

Il progetto legislativo era stato approvato in prima battuta dal Senato a fine 2009 con “soli” 59 voti a favore.

Una quota che non avrebbe impedito l’ostruzionismo (filibustering) repubblicano.

Per accelerare i tempi dell’approvazione della riforma, Obama ha fatto ricorso alla procedura di riconciliazione che, attraverso un voto a maggioranza qualificata da parte della Camera dei Rappresentanti, permette di superare le pratiche dilatorie del Senato.

Per di piu’ la votazione e’ stata elettronica, e cioe’ non si e’ potuto capire chi votasse cosa!!

Questo per dare la possibilita’ ai democratici di votare in tranquillita’ e di non dover rispondere piu’ di tanto al proprio elettorato (in pratica non si sapra’ mai cosa ha votato un Senatore, perche’ la votazione e’ elettronica e non nominale). Cosa molto importante, data l’imminente elezione di Mid Term di Novembre!

Per farla breve dopo le dichiarazioni di voto, sono stati concessi 15 minuti ai senatori per esprimere il proprio voto.

La cosa era surreale, dato che non tutti hanno votato subito!

Infatti solo alcuni hanno votato nei primi minuti, mentre altri hanno continuato a parlottare tra loro, alla ricerca dei voti degli incerti.

Sulla TV scorreva il count down ed il risultato del voto, ed a 2 minuti dalla fine erano quasi pari!!

Poi c’e’ stato lo scatto in avanti dei democratici, che hanno vinto per 219-212 (anche se mi ricordavo 219-211)!!

La soglia necessaria per vincere era di 216.

Ma i democratici avevano ben piu’ di 216 rappresentanti (219+34=253).

Mentre i repubblicani hanno votato in blocco contro, 34 democratici hanno votato contro la riforma sanitaria ed Obama e’ riuscito a fermare l’emorragia di democratici, solo facendo una concezione antiabortista (executive order, che conserva lo status quo relativo al divieto di impiegare fondi federali per l’interruzione di gravidanza) ad alcuni rappresentanti democratici, che alrimenti avrebbero votato contro, vanificando tutto il suo sforzo!!!

Questa piccola concessione non e’ stata molto pubblicizzata, ovviamente!!

Comunque i democratici hanno vinto e subito sono iniziati i festeggiamenti allo storico evento!!

Nancy Pelosi, per l’occasione ha rispolverato un “martellozzo” famoso (usato nel passato per approvare leggi storiche) per l’approvazione della riforma!!!

Eccola gongolare, con tutti i compagni d’avventura!

Ecco Obama, che a stento riesce a mascherare la sua contentezza! Anzi non ci riesce!!!

Ecco sotto Obama, che con non poco populismo (infatti il bambino che gli sta accanto e’ un bambino che ha perso la mamma a causa della rescissione del contratto assicurativo sanitario, nel momento che si e’ ammalata!! Pratica purtroppo ancora in uso, da parte delle assicurazioni!!), firma la legge sulla riforma sanitaria!!

Mentre Obama firmava, ha trovato anche il tempo di scherzare!!

«Credo che ci vorrà un po’ di tempo»., scherzando sul fatto che, secondo quanto previsto dal cerimoniale, ha dovuto usare una penna diversa, in tutto 20, per ogni firma da apporre al documento.

«Questa non l’ho usata» ha detto ancora, cambiando velocemente la penna, con seduto al suo fianco Marcelas, un bambino di 10 anni che ha perso la madre, morta perchè l’assicurazione ha rescisso la polizza una volta che la donna si è ammalata gravemente. Una volta finito di apporre le firme Obama ha regalato le diverse penne ad alcuni dei protagonisti della lunga battaglia per arrivare alla riforma sanitaria.

Obama ha usato venti penne per firmare. È prassi negli Stati Uniti che per la firma di importanti provvedimenti il presidente utilizzi più penne che vengono poi donate ad alcuni tra coloro considerati fautori degli stessi.

La Casa Bianca ha così spiegato come sono state distribuite le penne destinate a diventare cimeli storici:

1) Presidente Barack Obama.

2) Vice-presidente Joe Biden.

3) Nancy Pelosy, speaker della Camera

4) Harry Reid, leader democratico Senato.

5) Vicki Kennedy, vedova del senatore Ted Kennedy.

6) Kathleen Sebelius, ministro della Sanità.

7) Sorella Carol Keehan, una suora attivista pro-riforma.

8-9) Nancy-Ann DeParle e Phil Schiliro, funzionari Casa Bianca

10-20) Membri democratici del Congresso. 

Sotto la legge firmata dai democratici.

I festeggiamenti pero’ sono durati poco, perche’ i Repubblicani stanno in questi giorni osteggiando in tutti i modi possibili la riforma.

Gia’ il giorno dopo 14 Stati (tra cui l’Alabama!), tra cui uno stato Democratico, ha fatto avviato un procedimento legale affinché il governo federale blocchi la riforma in quanto anti-costituzionale.

Gli esperti sostengono che questa azione è destinata a fallire in quanto la costituzione americana stabilisce che le leggi federali soppiantano le leggi dei singoli Stati.

Inoltre come detto da due giorni è iniziato un nuovo passaggio al Senato, per riconcialiare le due versioni (quella del Senato e quella dela Camera).

Il Senato, attraverso il processo legislativo noto come riconciliazione, sta in queste ore approvando le norme aggiuntive di finanziamento della riforma, approvate dalla Camera, sempre domenica, con 220 voti favorevoli e 211 contrari (e’ una votazione diversa da quella citata prima di 219-212!!).

Mr. Bohener, rappresentante repubblicano aveva concluso Domenica sera dicendo “The American people are angry,”  “This body moves forward against their will. Shame on us.”. Ed aveva promesso battaglia!

Ed i Repubblicani hanno promesso di uccidere il conto (kill the bill) che la riforma sanitaria porta con se!! Conti che sembrano abbastanza alti per gli americani, ai quali probabilmente verra’ elevato il livello di tassazione!!

E stanno cercando di mantenere le promesse bellicose, infatti nella fase di revisione l’opposizione repubblicana, hano trovato due emendamenti, considerati minori, che non possono essere approvati con il meccanismo della reconciliation!!

L’annuncio è stato dato da Harry Reid, portavoce democratico del Senato: “I Repubblicani hanno scovato due clausole che sono violazioni della procedura”, ha aggiunto.

Il ritorno del nuovo testo di legge alla Camera dei Rappresentanti potrebbe costituire un altro passaggio difficile per i Democratici.

Rimane infatti in teoria possibile che qualche deputato democratico – specie nel fronte antiabortista – possa, se non cambiare idea, cercare di ottenere qualcosa di più dalla Casa Bianca, specie perché l’atmosfera è tesa a causa dell’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato (Mid Term).

Detto delle vicissitudini e dei compromessi della legge, di seguito il mio pensiero sulla riforma ed un articolo preso da internet (www.rinascita.eu) che spiega bene cosa dovrebbe cambiare.

Il mio sintetico parere: anche se sembra che la riforma cambi tutto (almeno e’ questo che vogliono farci credere molti media italiani), in realta’ cambia pochino, ma quello che dovrebbe cambiare sara’ un bel passo avanti per tante persone povere.

Infatti se e’ vero che la maggiorparte degli continuera’ ad avere una assicurazione privata (valida in proporzione ai soldi investiti!), e’ altrettanto vero che chi non aveva una assicurazione (circa 32 milioni di persone) dovra’ per forza comprarne una, con supporto di contributi statali!

Ed i nuovi “forzati assicurati”, avendo una assicurazione sanitaria, risolveranno almeno i problemi di base della loro salute!!

Inoltre le assicurazioni finiranno nel dettare delle regole assicurative, cavilli contrattuali vessatori nei confronti degli assicurati (vedi articolo sotto) e probabilmente dovranno abbassare i prezzi delle loro polizze!!

Vai cosi’ Mr. President, di meglio non potevi fare!!!

L’articolo si intitola “La riforma con il trucco”, e’ fatto bene, semplice e spiega molte cose che i piu’ famosi giornali italiani non spiegano bene o non dicono!

Non e’ contro Obama, ma spiega bene i limiti della riforma.

In buona sostanza, la riforma è risultata molto affievolita nei suoi contenuti rispetto alle intenzioni iniziali quando si parlava di creare un sistema sanitario statale, la cosiddetta “opzione pubblica”, tale da tutelare tutti i cittadini ed in grado di essere concorrenziale con quello privato. E questo, grazie ad una assicurazione di Stato disponibile a tutti e a costi contenuti.

Il provvedimento, ha quindi ammesso Obama, non risolverà tutto ciò che riguarda la sanità ma permette di muoversi nella giusta direzione. Non è una riforma radicale ma è una riforma importante “per il cambiamento”.

La legge prevede l’assistenza sanitaria per 32 milioni di americani che finora ne erano privi.

Può sembrare una svolta progressista ma in realtà il trucco esiste ed è evidente.

Tutti questi milioni di cittadini dovranno infatti sottoscrivere una polizza assicurativa medica, un obbligo che porterà non pochi miliardi di dollari nelle casse delle compagnie già protagoniste delle massicce speculazioni che, unite a quelle delle banche, avevano innescato la crisi finanziaria del 2008.

Pero’ le stesse assicurazioni finite sul lastrico, e che sono state salvate dai fondi pubblici versati da Bush e Obama, oggi da dietro le quinte guidano la danza contro la riforma sanitaria, che pure le arricchirà non poco.

Tali proteste dipendono dal fatto che lo Stato, almeno a parole e a mo’ di contentino, ha varato misure punitive, versi di loro, che in realtà sono una semplice questione di decenza.

Infatti lo Stato Americano si è impegnato ad obbligare le assicurazioni ad abbassare il costo delle polizze e verserà un contributo pubblico alle famiglie che, nonostante tutto, non se le possono permettere.

Per rimarcare l’impronta “sociale” del suo provvedimento, Obama ha pure previsto che le compagnie assicurative non potranno rescindere una polizza quando il paziente si ammala e non potranno rifiutarsi di assicurare un bambino attaccandosi alla scusa che ci sono malattie preesistenti.

Questa era e resta a ancora oggi una pratica molto diffusa grazie alla quale le compagnie hanno risparmiato miliardi di dollari e che veniva considerata particolarmente odiosa dai cittadini.

Le compagnie non potranno più imporre tetti massimi ai rimborsi, una pratica ancora più odiosa delle precedenti perché riguarda i malati affetti da patologie grave come i tumori, che rappresentano la più alta causa di mortalità negli Usa.

Infine, in nome del principio “aiutare i bamboccioni”, è stato previsto che le famiglie potranno conservare nella copertura dell’assicurazione sanitaria i figli fino all’età di 26 anni.

Una misura contestata se si considera che gli Usa sono il Paese del “self made man” e del “rimboccatevi le maniche” ma che tiene conto del fatto che molti giovani, a causa della crisi non riescono ad ottenere un contratto di lavoro che è pur sempre legato ad un’assicurazione obbligatoria. Un vincolo che, se violato, d’ora in poi sarà sanzionato con multe pesanti.

La questione centrale della realtà Usa resta comunque che, a differenza dei Paesi europei, non esiste un sistema sanitario pubblico al quale tutti possono accedere.

Certo il governo finanzia programmi di assistenza per i poveri (Medicaid) e per gli anziani (Medicare) ma nella patria dell’individualismo è diffuso il principio, caro alle classi medio-alte, che sia il singolo individuo a dovervi provvedere.

La legge prevede un aumento delle tasse per i redditi superiori a 200 mila dollari annui ed anche un inasprimento fiscale per le case farmaceutiche proprio per finanziare i costi del nuovo sistema sanitario che necessiterà di 900 miliardi in 10 anni. Molto meno, si deve ricordare, dei soldi versati agli speculatori.

La legge, nei suoi aspetti salienti, entrerà in vigore solo nel 2014.

Da tale data il Medicaid garantirà cure gratuite a 16 milioni di cittadini fino al tetto di 29.000 dollari di reddito annuo lordo calcolati su una famiglia media di quattro persone.

Gli altri 16 milioni dovranno comprarsi una polizza assicurativa all’interno di nuova Borsa sorvegliata dallo Stato, e potranno ricevere aiuti pubblici per un massimo di 6.000 dollari.

La svolta che ha permesso ad Obama di raggiungere il quorum necessario si è avuto domenica quando il presidente ha vinto le rimostranze del democratico Bart Stupak deputato antiabortista del Michigan, che non voleva che la legge prevedesse finanziamenti pubblici per l’interruzione di gravidanza.

Obama ha quindi emanato un “ordine esecutivo” che rafforza il divieto di usare i fondi federali per gli aborti se non in casi estremi, come il pericolo di vita per la donna.

Resta il fatto che, come concessione alle lobby dei cristiani evangelici e integralisti, la legge preveda la possibilità di ricorrere alle assicurazioni per le interruzioni di gravidanza.

Ma le donne interessate dovranno pagare una polizza a parte oltre a quella per la copertura normale. 

Insomma qui sotto Obama se la ride, ma avra’ le sue belle gatte da pelare!!

Finisco con una osservazione: guardate la foto ed osservate lo spazio sotto la scrivania.

Come faceva la grassottella Levinsky ad entrare sotto la scrivania di Clinton (ed a “lavorare con cognizione di causa”??!!!)

Forse toglievano il cestino??

Si puo’ inoltre notare che davanti alla scrivania c’e’ un pannello in legno, che proteggeva la privacy della coppietta!!

Ed ironia della sorte, chissa’ quante volte Hilary (Clinton) entrera’ in questa stanza!!!

Comunque pare che Michelle sia gelosissima ed abbia fatto fare questa foto a suo marito per far capire all’america che lui non e’ Bill Clinton!!

Ed ogni sera prima di addormentarsi dice ad Obama la seguente frase:

 

ULTIMA ORA:

e’ di qualche minuta fa (22.00 americane) la notizia che la camera ha approvato la riforma sanitaria con i nuovi emendamenti!!

Ora i Repubblicani dovranno inventarsi qualche cos’altro per stoppare la riforma!!!

Ma sono convinto che non ce la faranno!!!

REGALO DI NATALE PER 30 MILIONI DI AMERICANI!

Posted in Cliniche e Dotttori by quattrovecchiinamerica on 29 dicembre 2009

 

REGALO DI NATALE PER 30 MILIONI DI AMERICANI!

 

Per non perdere contatto con i fatti americani ecco un sunto di vari articoli, stranieri ed italici, sulla riforma sanitaria votata il 24 Dicembre in USA.

Alla vigilia di natale il Senato americano ha votato il programma di riforma sanitaria, alla fine di una seduta turbolenta, che garantirà l’assistenza medica a 30 milioni di americani ancora scoperti, nel 2019.

Diciamo subito che  gli americani sono molto sospettosi di questo nuovo piano. Infatti l’ultima rilevazione dei sondaggi di oggi conferma che solamente il 38,4% degli americani è favorevole alla riforma. La maggioranza resta contraria e l’indice di gradimento di Barack Obama è sceso per la prima volta al di sotto del 50%, al 49%.

Obama ha detto raggiante “E’ la vigilia di Natale, ma voglio dirvi che il Senato ha passato una riforma per la sanità importante per le famiglie americane”. “Ora dobbiamo continuare fino in fondo, perché si tratta del più importante pacchetto legislativo sociale da quando il Social Security Act (le pensioni) passò negli anni Trenta, e della più importante riforma sanitaria dall’introduzione del Medicare nel 1965”.

 

Torniamo alla votazione al Senato.

 

I democratici (gli Obama men) hanno dovuto superare lo scoglio principale (quello che ha costretto a tanti compromessi al ribasso) del voto procedurale che permette di bloccare il dibattito in aula e passare alla votazione finale.

I democratici hanno ottenuto il “magic number”, i 60 voti necessari ad impedire il “filibuster”, l’ostruzionismo ad oltranza da parte della minoranza repubblicana che ha votato compatta, 40 voti, contro il passaggio alla votazione in aula.

Pero’ per ottenere questi numeri (cioe’ per ottenere il voto compatto dei 60 del gruppo democratici) la riforma ha perso componenti importanti del piano originario (passate gia’ alla camera) voluto da Barack Obama, a partire dalla public option, l’ente pubblico di assicurazione.

 

Ora l’obiettivo più immediato è arrivare a un compromesso fra i due rami del Parlamento al più presto, al ritorno del Congresso dalle feste natalizie e di Capodanno. Il voto finale bicamerale e la firma di Obama del progetto in legge dovrebbero coincidere con il suo primo discorso del Presidente sullo stato dell’Unione, previsto per il 26 gennaio o per il 2 febbraio 2010.

Andiamo a vedere in sintesi i punti cardine della riforma votata al Senato e i meccanismi che ci sono dietro al voto.

  1. La polizza sarà obbligatoria per tutti, e le assicurazioni non potranno rifiutarla a chi è ammalato, al contrario di quanto avvenuto sinora, né i singoli e le aziende potranno esimersene, pena ingenti multe (Prevede ad esempio, l’eliminazione di numerose clausole vessatorie incluse ambiguamente nelle polizze di assicurazione, che impedivano il rimborso-spese per certe malattie pre-esistenti o ritardavano in attesa di accertamenti l’autorizzazione a cure mediche urgenti, spesso con conseguenze fatali persino per coloro che avevano una copertura assicurativa);

  2. Lo stato dara’ un sussidio ai poveri che non possono permettersi l’assicurazione, e ridurrà le tasse per le piccole imprese che la stipuleranno per i dipendenti;

  3. La legge estende la copertura di Medicaid (assistenza sanitaria per famiglie e individui poveri). Il risultato netto previsto è che circa 30 milioni di persone in più sarebbero assicurate nel 2019;

  4. Il governo impedirà la formazione di un cartello, in modo che gli americani possano scegliere tra molte concorrenti facendo abbassare loro i premi.

Inoltre Obama intende complementare la riforma con un legge che abolisca il divieto d’importazione di farmaci stranieri, che sovente costano una frazione di quelli made in Usa, divieto strappato al Congresso dalla lobby farmaceutica con finanziamenti ai limiti della corruzione.

Avevo notato che nelle farmacie non erano presenti le nostre medicine tradizionali, ma mai pensavo che c’era una legge che lo impediva!!!

Dal piano resteranno comunque esclusi circa 23 milioni di americani ancora nel 2019.

 

Il pacchetto del Senato promette di assicurare oltre 30 milioni di americani nel 2019, attualmente senza mutua, a un costo di 871 miliardi di dollari in dieci anni e con la prospettiva di 132 miliardi di dollari di riduzione del deficit.

La parte più grande dei fondi verrà da una riduzione dei servizi di Medicare,  il programma di assistenza sanitaria agli anziani. Il taglio è gigantesco: 483 miliardi. Il resto da tassazione di imprese produttrici di prodotti sanitari e altre fonti. 

La legge sembra un gigantesco trasferimento di assistenza dagli anziani a giovani che per diverse ragioni non possono o non vogliono assicurarsi, e che sono oggi comunque assistiti dal servizio sanitario di emergenza.

 

Interessante e’ capire i meccanismi di scambio che ci sono stati dietro il voto.

Innanzi tutto e’ importante capire che se la legge non fosse passata al Senato questa settimana non ci sarebbe stata un’altra occasione per farla passare!!! E questo me lo aveva gia’ fatto capire un mio collega americano.

Joe Biden aveva detto prima del voto, rivolgendosi ai colleghi democratici: “Condivido la loro frustrazione perchè il piano non include l’opzione pubblica,ma non c’è ragione di buttar via l’altra mezza pagnotta”!!!

Pero’ per ottenere i voti necessari a far passare la riforma ci sono stati negoziati lunghi e pieni di sorprese.

Infatti il cammino della riforma si è sbloccato dopo che si e’ riuscito a strappare il “sì” del senatore del Nebraska Ben Nelson, necessario per raggiungere la maggioranza qualificata dei 60 voti, che consentono di fermare l’ostruzionismo e di spedire il testo al voto dell’aula. Nelson ha ceduto convinto da un compromesso sull’aborto, ma anche da una esenzione permanente concessa al Nebraska dai nuovi costi del Medicaid, la mutua dei poveri. È un “regalo” valutato 100 milioni di dollari, di cui il senatore si è fatto un punto di orgoglio: «Metto sempre gli interessi del Nebraska avanti a tutto. Non ho avuto ogni centesimo che chiedevo, ma ci siamo quasi arrivati». Nelson non è stato il solo dei “magnifici 60” al Senato ad aver fatto guadagnare il suo stato di origine mantenendo a lungo una posizione intransigente sulla riforma.

Non solo lui e’ stato “pagato”, un altro irriducibile, l’indipendente-socialista Bernie Sanders del Vermont, è stato convinto un aumento dei fondi per Medicaid, mentre per la senatrice della Louisiana Mary Landrieu, che ha ceduto alcune settimane fa, il compensò è stato pari a 300 milioni di dollari.

Insomma non solo in Italia ci sono truschini in Parlamento!!!

 

Passiamo ai limiti della riforma.

 

La riforma non garantisce una protezione medica a tutti i 47 milioni di cittadini dimenticati, bensì a poco più di 30 milioni, a fine 2019.

Concede deroghe a ciascuno dei 50 stati della Unione, per esempio sull’aborto, le cui spese potrebbero essere escluse dall’assicurazione. Ed è aperta ad altri compromessi perché la Camera e il Senato dovranno unificare le due diverse versioni.

La riforma non è una picconata al principio della privatizzazione della sanità che distingue l’America dall’Europa, più legata al welfare.

Obama, tuttavia, non poteva fare di più. Il presidente si è invano appellato alla bipartisanship. Ancorati alla ideologia liberista, i repubblicani gli hanno votato contro in blocco, anteponendo al pubblico interesse quello del capitale. Sono ricorsi alle menzogne, dicendo che il paese non può sostenerne il costo, mille miliardi di dollari in dieci anni, una somma che ha però speso per le guerre dello Iraq dell’Afganistan e contro il terrorismo; e aggiungendo che la riforma accrescerà il deficit di bilancio mentre lo ridurrà di 130 miliardi di dollari. I democratici non sono stati molto migliori: invece di fare quadrato attorno a Obama, il partito di Roosevelt, Kennedy e Johnson, si sono divisi per paura di apparire “socialisti”, ossia comunisti, a meno di un anno dalle elezioni congressuali. Di qui, una riforma imperfetta.

 

Ora avete una idea piu’ chiara di quello che e’ successo e di quello che potra’ succedere, fatevi una vostra idea.

Di certo non fidatevi troppo di quello che dicono i nostri giornali, che vogliono farci capire che la riforma sanitaria di Obama e’ una cosa senza precedenti!! E’ un piccolissimo passo avanti per i non assicurati, ma poco di piu’!! Almeno per ora.

Cosi’ come i nostri giornali  hanno enfatizzato il fatto che Obama nel 20xx ritirera’ le sue truppe dall’Afghanistan. Ma non hanno detto, o meglio hanno glissato sul fatto che Obama ha rafforzato il contingente americano (contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale) in quel paese!!

 

La mia idea sulla riforma e’ che non sia cambiato poi tanto (rispetto alle aspettative dei democratici), se non che 30.000.000 di persone avranno una polizza assicurativa. Il resto sono chiacchiere di parte!! E la maggiorparte degli americani e’ contenta cosi’!!

Pero’ per i poveretti che avranno una assicurazione sanitaria sara’ una bella soddisfazione (anche se credo che la polizza base coprira’ veramente le cose basilari, ma e’ meglio che niente!!!).