4 vecchi in america

SULLA ROUTE 66 VERSO SANTA MONICA

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 14 luglio 2010

 

SULLA ROUTE 66 VERSO SANTA MONICA 

Dopo aver passato tre meravigliosi giorni in mezzo alla natura dell’Arizona, ci aspetta una lungo viaggio in mezzo al deserto per raggiungere Hermosa Beach, luogo che abbiamo scelto per passare 5 giorni al mare, sulle coste della California.

Il viaggio, di circa 800  Km, dovrebbe durare tra le 8 e  le 9 ore, senza soste!

Questa volta, forse l’unica in tanti anni, ci organizziamo perfettamente!

Stefania la sera ha preparato le valigie, io alle 7.00 le ho caricate in macchina ed alle 8.30 siamo partiti, con i bambini con la colazione fatta ed i panini pronti per il pranzo!!!

Per andare ad Hermosa Beach (spiaggia a 30 minuti a Sud da Los Angeles), potevamo fare tutta autostrada o fare qualche deviazione per percorrere l’originale Arizona US 66 (Route 66 dell’Arizona).

Facendo i calcoli, con google map, passando per i pezzi di Route 66 originali in Arizona, ci avremmo messo 12 ore, senza soste!!

Un po troppo per i bambini, e quindi abbiamo tirato dritto per l’autostrada.

Comunque alcune pezzi di strada originale li avevamo gia’ fatti a Kingman, Williams e Flagstaff.

Pero’ la storia della Route 66 e’ interessante e ve la racconto in breve con l’aiuto di Wikipedia e di qualche foto.

La U.S. Route 66 o Route 66 è una highway (strada a carattere nazionale) statunitense. È una delle prime highway federali; fu aperta l’11 novembre 1926, anche se fino all’anno seguente non furono installati tutti i cartelli indicatori.

Originariamente collegava Chicago alla spiaggia di Santa Monica attraverso gli stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona e California.

La distanza complessiva era di 3.755 km (2.347 miglia).

La Route 66 fu una strada usata per la migrazione verso Ovest, specialmente durante il dust bowl, e supportò l’economia delle comunità attraverso le quali passava. Le popolazioni prosperarono per la crescente popolarità della strada, ed alcune di queste combatterono per tenere in vita la strada dopo la nascita del nuovo Interstate Highway System.

Prima di proseguire vediamo cosa sono stati i terribili Dust Bowl.

Con il termine Dust Bowl (in inglese: conca di polvere) si indica una serie di tempeste di sabbia che colpirono gli Stati Uniti centrali e il Canada tra il 1931 e il 1939, causate da decenni di tecniche agricole inappropriate e dalla mancanza di rotazione delle colture. Il terreno fertile delle Grandi Pianure era esposto ad arature profonde che finivano per distruggere l’erba che ne assicurava l’idratazione. Durante la siccità, il suolo si seccò diventando polvere, e venne soffiato via verso est, principalmente in grandi nuvole nere.

Talvolta queste nuvole di polvere oscuravano il cielo fino a Chicago, e gran parte della terra rimossa si perse completamente nell’Oceano Atlantico. Questo disastro ecologico causò un esodo da Texas, Kansas, Oklahoma, e dalle grandi pianure circostanti, con oltre mezzo milione di americani che restarono senza casa. Molti migrarono ad ovest in cerca di lavoro. Il termine può anche indicare l’area geografica colpita dal fenomeno, corrispondente alla regione compresa tra Texas, Kansas, Oklahoma, Colorado e Nuovo Messico.

Torniamo alla Route 66.

La US Route 66 fu ufficialmente rimossa dal sistema delle highway nel 1985, quando assieme alle altre fu rimpiazzata dall’Interstate Highway System.

La strada esiste attualmente con il nome di “Historic Route 66”.

Ed e’ così tornata sulle mappe in questa veste.

Quando la highway venne dismessa, i vari tronchi della strada vennero trattati in modi molto diversi. Per molte città divenne un collegamento commerciale con le interstate. Alcuni tratti diventarono strade statali, locali, private od addirittura abbandonate. Più dell’ottanta percento del tracciato originale e delle varie modifiche possono essere percorsi ancor oggi con un’attenta pianificazione. Alcuni tronchi sono ancora ben conservati, incluso quello fra Springfield (Missouri) e Tulsa.

Alcuni stati hanno tenuto la designazione 66 per parte della highway come strada dello stato. Le Highway 366, 266 e 66 dello stato del Missouri sono tratti originali della 66.

La Oklahoma State Highway 66 rimane un percorso gratuito vicino alle Turnpike.

Un lungo tratto in Arizona chiamato Arizona State Highway 66 collega Seligman a Kingman. Un pezzo della strada che collega San Bernardino a La Verne, conosciuta come Foothill Boulevard nella parte orientale di Los Angeles ha preso il nome di California State Highway 66.

Molte strade delle varie contee e strade cittadine continuano ad avere il nome di 66.

Insomma molta storia degli States e’ stata scritta su questa Historical Route.

Ecco alcune attrazioni lungo il tratto della Route 66 dell’Arizona. 

 

La citta’ abbandonata di Oatman. 

La strada che da Topok va verso le Black Mountain.

Se andate a questo link

http://www.theroadwanderer.net/route66.htm

potrete trovare tutte le foto e le informazioni sulla Route 66, compresa una mappa interattiva!

Torniamo al nostro viaggio perfetto!

Facciamo di volata 4 ore e subito dopo Kingman, il panorama diventa desertico ed il caldo si fa sentire sui vetri bollenti della macchina, nonostante l’aria condizionata!

Ecco cosa ho visto a destra ed a sinistra per circa 2 ore!

 

Arrivati alle 13.30 e quando il termometro arrivava a 107 gradi (!!),

dovevamo per forza uscire dal clima quasi fresco della nostra macchina, per mangiare qualche panino.

Ci siamo fermati nell’unica stazione di servizio dopo circa 3 ore di deserto.

Ma come noi la maggiorparte dei viaggiatori, camion compresi!!

Il locale che vendeva un po di tutto era stracolmo di viaggiatori ed anche prendere una coke era quasi una impresa.

Abbiamo trovato dei tavolini all’aperto nell’unico punto con una copertura. Ci siamo messi a mangiare, con aliti di fuoco che provenivano da tutte le direzioni!

Qui Paolo che si gode il suo panino con frittata e salsiccia!

Ma con quel caldo serve l’acqua!

Passiamo 5 o 6 minuti sotto la tettoia, ma per il caldo oltre non si puo’ stare ed allora veloci come razzi ci infiliamo nella macchina e ripatiamo sparati (a 75 miglia all’ora!) verso Hermosa Beach.

Alle 17.00 siamo gia’ sulla spiaggia di fronte al nostro albergo, fronte mare (senza neanche una strada da attraversare!).

La spiaggia e’ larghissima e pulita, il mare e’ oceano (quindi freddo, mosso e con correnti preoccupoanti) e la temperatura non va oltre i 62 gradi!!! 

Per andare al mare ci vogliono le felpe, perche’ anche se non e’ freddissimo (circa 19 gradi Celsius) c’e’ un vento fetente e freddo!

Ecco Sara e papi con felpa da spiaggia, che purtroppo ci accompagnera’ sempre, nei nostri giorni di mare Californiani!

 

Poco a destra dell’albergo c’era una zona con ristorantini ed un lungo molo (solo per passeggiare), che andava direttamente nell’oceano per vari metri.

La mattina dopo la situazione non era migliore, circa 20 gradi, nuvoloso e forte vento!

In spiaggia non c’era quasi nessuno se non noi e pochi altri!

Ecco una foto che potrebbe essere una icona delle spiaggie Californiane:  la “casa dei bayatch”!!

Sotto una baywatch in erba!

E visto che al mare non si poteva andare, il pomeriggio siamo andati a vedere dove finisce la Route 66: al Pier di Santa Monica!!

Eccolo nei suoi primi giorni di vita,

 

ed oggi!

 

La sera il freddo era diventato piu’ intenso ed allora ci siamo infilati nel Bubba Gump Restaurant (quello dedicato a Forrest Gump)

 

per mangiare naturalmente gamberi!

Questa e’ la nave di Forrest, che contiene patate fritte per i bimbi

ed il famoso ed orrendo dolce blu, che Stefania ha provatoa mangiare, senza successo! 

Finito il pranzo andiamo a giocare al Luna Park, costruito sul mare!!

Ecco i ragazzi, con felpa e giacca a vento smanicata + cappello (alla faccia del clima temperato di Los Angeles), in attesa di un giro in giostra!!

Giochiamo a tutti i giochi pu’ fessi dei luna park, tipo corsa di cavalli (quelli che vanno avanti facendo cadere una palla in appositi buchi), pesca con le canne da pesca magnetiche, pac man, supermario, far cascare i birilli con una palla ……………………………….

Vinciamo qualche souvenir, tipo 2 cani di pezza ed una scimmia, sempre di pezza e paghiamo tanto!

Ed infreddoliti, senza neanche tentare di fare un giro sulla ruota panoramica piu’ ventosa del mondo, ce ne torniamo in albergo! 

 

OAK CREEK CANYON:ONE OF ARIZONA’S MOST SCENIC DRIVES!

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 11 luglio 2010

 

OAK CREEK CANYON:

ONE OF ARIZONA’S MOST SCENIC DRIVES!

 

Il giorno dopo aver visto il Grand Canyon, non avevo molte idee su dove andare, anche perche’ dopo avere visto il Grand Canyon, tutto mi sembrava di minore importanza!

Mi sono messo alla ricerca di cose belle e poco famose da vedere e dopo aver scartato varie attrazzioni sulla route 66 (molto turistiche e lontane da Flagstaff), ho deciso di provare la strada (riportata di sopra ) che da Flagstaff porta giu’ fino a Sedona, passando per l’Oak Creek Canyon e Slide Rock.

Dato che la colazione che ci offriva l’albergo era di bassissimo livello (per me, ma non per gli americani, che mangiavano a 4 ganasce uova e bacon, minestra di non so che cosa, waffle e sciroppo di acero e salsicce!) noi prima di partire ci siamo fatti il nostro caffe’ italiano, con la nostra caffettiera ed il nostro fornello elettrico (forse eredita’ di Piero!!).

Il dolce era americano ed e’ rimasto quasi tutto intatto nella confezione!!

Appena imboccata la strada, subito ho la netta sensazione di aver preso una decisione giusta.

Paesaggi di montagna, strada con curve e discese da brivido!! Insomma la montagna a cui siamo abituati noi italiani!

Nettamente diverso dall’approccio che abbiamo avuto ieri al Grand Canyon: arrivo al GC in quasi autostrada, senza nessuna pendenza!

La strada da Flagstaff scende improvvisamente di 800 metri e ci infiliamo in un bosco fittissimo, che proseguira’ quasi fino a Sedona.

Dagli squarci che si aprono nel bosco si iniziano a vedere le rocce che formano l’Oak Creek Canyon.

Dopo meno di 20 minuti da Flagstaff, ecco che ci troviamo a Slide Rock.

Facciamo un fila di 20 minuti per parcheggiare e dopo che il Ranger mi ha chiesto gentilmente di quale parte dell’america fossi, dato il mio pretty strong american accent, entriamo nel parco!

Il parco praticamente e’ una immensa piscina (formata da un fiume di montagna) sotto il Canyon!

L’accesso al fiume e’ semplice ma non troppo, se si hanno carrozzini e diavolerie del genere!

Una volta messo il piede nell’acqua (neanche a dirlo ghiacciata!) capisci perche’ si chiamano slide rock!!

Il fondo del fiume e’ scivolosissimo e se non si hanno scarpe adatte si casca (come me qui sotto!)

Io devo dire che me la sono cavata fin troppo bene, rispetto ad altri figuri. Ho visto giovani e baldi ragazzotti (con scarpe antiscivolo) schiantarsi di sedere e dopo di testa sulle rocce del fiume!!

L’unico modo per non cascare era camminare con il sedere, come faceva quel fifone di Paolo!!

Poi Stefania si ricorda di avere dei calzini nello zaino, ed allora il gioco e’ fatto!

Con i calzini non si scivola affatto, e’ come avere le catene sulla neve!!

Cosi’ possiamo lasciare Paolo e Sara un po’ da soli, tanto non cascano.

Noi stavamo verso la fine delle piscine, ma risalendo c’erano dei posti migliori (pero’ poco accessibili con carrozzini e non proprio per bambini piccoli).

Da qui si provava il proprio coraggio, tuffandosi da 3 metri nel fiume. Non era cosi’ facile come potrebbe sembrare, perche’ sotto le rocce non erano a filo. In poche parole se ci si dava poca spinta, si cascava sulle rocce!!

Acquafan preistorico: una scivolo del tutto naturale, che andava giu’ per parecchie decine di metri tra la spaccatura della roccia!

Sara che si gode la sua stabilita’ (senza calzini non voleva neanche entrare!).

Tutte le piscine erano a picco sotto queste meravigliose rocce!

Stiamo per 4 ore circa e mangiamo in un emporio, i panini che avevamo fatto in albergo. I prezzi dell’emporio erano bassissimi! 

Ripartiamo per Sedona (altri 20 minuti di viaggio) e gli alberi lasciano il posto alle rocce, sempre piu’ belle e dai colori variegati (con predominanza del rosso).

 

Questa foto mi ricorda alcune vignette di Tex Willer!

Sotto 4 foto fatte prima di arrivare a Sedona.

 

Arrivati a Sedona si rimane incantati dal paesaggio che la circonda a 360 gradi. Solo rocce di color rossastro in tutte le forme!

La cittadina ha una strip dove sono concentrati i negozi e dal “corso” si vedono le varie formazioni rocciose.

Qui sotto Paolo che visita un negozio stile far west.

Naturalmente si vendevano cinturoni con tanto di pistole

 e queste fantastiche magliette american-patriottiche (che la gente si mette normalmente!).

Qui sotto alcune foto fatte dalla strip, dalle quali si vede lo sfondo di rocce che circonda la citta’, in ogni scatto!

In una citta’ che ricorda il far west, non poteva mancare John Wayne!! 

Prima di ritornare a Flagstaff, ci fermiamo nel nostro solito Starbucks Coffee.

Questo aveva la particolarita’ di avere dei tavolini fuori, dai quali si vedevano panorami mozzafiato, mentre si degustava un buon caffe’ (se dico buono, vuol dire che mi sono scordato il buon caffe’ italiano!!).

Sotto Stefania che si rilassa, con il suo cappello nuovo, su una panchina di Starbucks. 

Arrivati a Flagstaff, prima di tornare in albergo facciamo un velocissimo giro in citta’.

Flagstaff e’ una delle piu’ importanti citta’ dove passava (passa) la Route 66.

Questo hotel e’ molto famoso ed antico, per gli amanti della route 66.

Che siamo sulla route 66, ce lo ricordano in continuazione!

Chiudiamo con questo cartello monster, che ci ricorda di tornare a casa a preparare le valigie, perche’ domani ci aspetta un viaggio pesante: Flagstaff-Heromsa Beach (30 minuti a sud di Los Angeles).

Durata stimata, senza soste, 8 ore e mezza!!

Non poco con i bambini!!