4 vecchi in america

LE STREET CAR DI SAN FRANCISCO

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 1 settembre 2010

 

LE STREET CAR DI SAN FRANCISCO

San Francisco non si puo’ dire di averla vista se non si fa un giro sulle street car (i tram), lungo le sue vie gibbose ed irte!

E’ un po come andare a Venezia e non fare un giro sulla gondola, o andare a Roma e non fare un giro sulla carrrozzella …………….

Allora noi da bravi turisti, decidiamo di prendere una linea di street car, con uno dei piu’ vecchi mezzi (risale al 1859 circa!!).

 

Il percorso e’ dritto come un fuso (ma con enormi saliscendi), dall’Embarcadero fino a Market Street, lungo California street.

Si passa in mezzo a Noble Hill ed a Chinatown.

Una caratteristica di questi mezzi e’ che si fermano ESATTAMENTE in mezzo agli incroci stradali, per far scendere e salire le persone!! 

Inoltre si sale e si scende sul tram, in mezzo la strada, senza marciapiedi.

Quindi un po di paura di essere falciati da qualche pirata della strada c’e’!!

Ma le signore di sotto, ben stagionate, non se ne curano piu’ di tanto!

Altra caratteristica, che si vede spesso nei film americani, e’ che si puo’ viaggiare (non piu’ di due persone alla volta),

in piedi sui gradini esterni dei tram!!

Non provare e’ quasi impossibile!

Anche Paolo ci prova, ma a tram fermo!

Qui Paolo e’ molto interessato al panorama  cittadino di SF,

mentre Sara fa le prove e si regge al palo, come una brava passeggera di tram!

Poi iniziano a fare casino!

Il mezzo e’ vecchio e se si vuole scendere, bisogna attaccarsi a questa corda, che fa suonare il campanello, in modo da avvertire il guidatore che deve fermarsi.

Il sistema di guida e’ semplice ed arcaico: una serie di leve!!

In piu’ c’e’ un birillo catarifrangente da mettere di fronte o dietro al tram, quando ci sono problemi meccanici ed una serie di leve per spostare i binari!

Guardare il guidatore che guida (o meglio che muove le leve) e’ uno spettacolo! 

Ed e’ faticoso, perche’ le leve sono toste da tirare, il rumore dalla strada e’ assordante (dato che si guida praticamente all’aperto) ed il freddo ed il vento si sentono!

 

Arrivati al capolinea, ritorniamo indietro verso il capolinea iniziale, dove avevamo lasciato la macchina!

Nella serie delle foto sotto si vede bene la pendenza del percorso!

La pendenza e’ presente non solo lungo il percorso dritto, ma anche a destra,

ed a sinistra, del percorso stesso.

Non potevano mancare le scale antincendio, sia in edifici bassi di legno,

che alti ed in muratura.

Dopo aver incrociato un altro tram, pieno di turisti, che andava nella direzione opposta,

ecco che si apre davanti ai nostri occhi un pezzo di percorso caratteristico e bellissimo: una discesa mozzafiato fino all’Emarcadero!!

Con il ponte (Bay Bridge) sullo sfondo!

Eccovi due foto che rendono bene il dislivello che si percorre.

Non e’ come scendere dal Kilimangiaro con la slitta, ma se si rompono i freni del tram sono guai!!

Ci fermiamo a Chinatown per qualche secondo

e poi arriviamo nella zona di uffici e grattacieli, dell’Embarcadero.

Carino questo bar, che sta tra scale antincendio e grattaciieli.

Prende il sole solo a mezzogiorno!!

Arriviamo al capolinea che e’ l’ora di pranzo e gli impiegati della zona fanno pranzo in questa zona con scalini e fontana.

Noi proseguiamo, con i nostri panini, per la nostra ultima tappa del viaggio: il Golden Gate Park!

CHINATOWN ED IL CIBO CINESE (SAN FRANCISCO)

Posted in Escursioni-Viaggi, Ristoranti e cucina by quattrovecchiinamerica on 22 agosto 2010

 

CHINATOWN ED IL CIBO CINESE (SAN FRANCISCO)

 

La mattina del 10 Luglio ci siamo subito diretti, al chiosco che ci aveva venduto i biglietti per Alacatraz (senza darceli!). Io ero dubbioso sul fatto di trovare i biglietti, ma il chiosco c’era , cosi’ come i biglietti per il pomeriggio!

Allora mentre aspettavamo le 15.30 per salire sul traghetto per Alcatraz, siamo andati a vedere la zona di Chinatown.

Prima di arrivare alla vera Chinatown, siamo passati un un quartiere che era pieno di cinesi, di negozi cinesi e di panni stesi, cinesi!!! 

 

Finalmente vediamo le famose scale antincendio, che sono presenti in tutti i film americani! 

Arriviamo nella zona di Chinatown, e come in tutte le Chinatown del mondo c’e’ all’entrata il colonnato con i leoni cinesi!

Ho detto leoni, ma sicuramente non saranno leon, ma qualche divinita’ a me sconosciuta, che Sara sfida impunemente!!

Sulla via principale ci sono una infinita’ di negozi che vendono le cose piu’ strane. I classici negozi di souvenir, quelli che vendono oggetti d’arte, quelli specializzati in coltelli e lame, negozi di cose da mangiare, quelli che vendono rayban a 10 $ ……………………… Insomma di tutto e Sara in ogni negozio si voleva fare una foto!

Qui sotto piangeva, perche’ non le avevo fatto subito una foto!

La via e’ abbastanza lunga ed ha qualche edificio caratteristico, ma meno di quanto pensassi. 

A meta’ della via, perpendicolare, c’e’ una classica strada di San Francisco molto pendente, con il classico tram che la percorre.

Ecco Paolo e Sara che fanno amicizia con una statua di bronzo!

Da questo punto in poi, la strada inizia a diventare piu’ interessante, con edifici, scritte e lanterne,

che rendono la via piu’ orientale.

 

Anche questo suonatore di strumento non noto, occhiali a specchio tipo Bruce Lee, da un tocco di orientaleggiante alla strada.

 

Questo grattacielo a forma di piramide, e’ un landmark di San Francisco. Si vede da molte parti della citta’!

Da www.infoturisti.com vi riporto alcune informazioni sul grattacielo.

Al 600 di Montgomery Street a San Francisco si trova la Transamerica Pyramid Building. Si tratta di un grattacielo alto 260 metri caratterizzato da una particolare forma piramidale che rappresenta la costruzione più alta della città.

  

Progettata dall’architetto William Pereira la costruzione del Transamerica Pyramid è iniziata nle 1968 e si è conclusa tre anni più tardi, nel 1972. Tra il 1972 ed il 1974 è stato il più alto grattacielo costruito a ovest del Mississipi.

Commissionato dalla famosissima compagnia assicurativa Transamerica (da cui il grattacielo deriva il suo nome) è stato a lungo associato con le sorti dell’azienda. Oggi la costruzione non è più di proprietà della compagnia ma ne ha mantenuto comunque il nome e rappresenta uno dei simboli più evidenti della città.

   

Il grattacielo è costruito a forma di piramide con base quadrata. La parte superiore è terminata da una guglia di 64.6 metri che contribuisce non poco all’altezza complessiva dell’edificio. su due lati due ‘Vele’ che contengono due ascensori dei 18 dell’intera costruzione.

La zona piu’ interessante, almeno per me, e’ la zona dei negozi di cose da mangiare. Da sempre sono staato attratto dalla varieta’, misteriosita’ e dagli odori cel cibo cinese.

Mi ricordo a Chinatown di Singapore, di aver visto delle zone di mercati alimentari con cibi ed odori incredibili (molti dei quali con sapore a me ostico ed odore ancor di piu’!!).

Il negozio qui sotto era lontano anni luce dai mercati alimentari poveri che avevo visto a Singapore, infatti sembrava un negozio di alimentari di lusso.

Tutti i cibi in scatole di vetro chiuse, con cibi misteriosi e dalle proprieta’ magiche!

Ma l’odore era forte ed un po fastidioso, per noi occidentali!

Il negozio era tanto bello, quanto i padroni antipatici! Infatti appena ci hanno visto fotografare il cibo nel negozio, si sono affrettati a dirci che non era possibile!

Mi chiedo cosa mai di segreto avremmo potuto fotografare!!

Usciamo dal negozio che non ci voleva bene, ed entriamo in un altro negozio cinese che io amo: il negozio di coltelli, lame e spade!

Si potrebbe fare un post intero sulle lame e sulla fantasia con cui le forgiano!

Vi faccio vedere questo bellissimo scorpione,

e questa testa di drago multi tagliente!!

Ma lasciamo le armi da guerra ed entriamo in panetteria, posto decisamente piu’ dolce e soffice!

Anche qui i dolci sono difficili da comprendere appieno, ma sono belli da vedere.

Questo rotolo ripieno sembra quasi mangiabile!

Cosi’ come questi puff pasty,

i cupcake alle noci,

ed i maccaroni al cocco!

Ritorniamo indietro, perche’ si era fatta quasi la una (come dicono nella Marche) e vediamo questo bell’edifico con forme super orientaleggianti, incastrato tra due palazzi normali.

Sulla strada c’erano molti ristoranti cinesi, ma non conoscendoli bene siamo andati a colpo sicuro.

La nostra amica virtuale di San Francisco (Vanessa di ItalyinSF) ci aveva consigliato un ristorante cinese in zona Ferry Building: Yank Sing, nel Rincon Center.

 

A pochissima distanza da Chinatown e vicina all’imbarco per Alcatraz.

Arriviamo di fronte al ristorante e parcheggiamo nel parcheggio sotterraneo.

Esperienza per guidatori piu’ che provetti! Mai visto un parcheggio con posti piu’ piccoli e tante colonne, poste in zone ad alto rischio per la manovra!

L’ideale per ammaccare una macchina a noleggio (se non te la ammacchi da solo, ci pensa qualche imbranato a battezzartela!).

Il ristorante e’ carino, pieno di gente del posto (e questo e’ un buon segno) e ci sediamo subito.

Il ristorante ha due zone tavoli, una fuori, all’interno della galleria del palazzo ed una dentro.

Quella fuori era piena e cosi’ ci siamo accomodati dentro.

Io come al solito mi sono dimenticato gli occhiali in macchina.

Mentre Stefania ed i bimbi erano in bagno, vicino al mio tavolo iniziano ad addensarsi cameriere con carrelli, pieni di ogni ben di Dio!

Carrelli ripieni di fritti cinesi di ogni pianta, animale o pesce. Carrelli con scatole di bambu’, con cibo al vapore.

Carrelli con verdure e dolci dagli odori potenti.

Io vedevo che le cameriere mi guardavano ed io guardavo loro ed i loro piatti caldi nel carrello, ma nessuno faceva la prima mossa!

Ad un certo punto, come se orchestrate da un comandante sapiente, le cameriere fiutando il gonzo senza occhiali, straniero e senza moglie (e si sa che le mogli dicono sempre di no a tutto!), si sono avventate sul mio tavolo!

Una ad una si sono presentate al tavolo e mi chiedevano cosa volessi dal carrello.

Io che non avevo letto il menu’ (perche’ senza occhiali), ho creduto che fosse una specie di antipasto misto a prezzo fisso (cioe’ pensavo di poter prendere tutto quello volevo dai carrelli, tanto avrei pagato al massimo il prezzo di un antipasto).

Cosi’ forte della mia convinzione, basata sul nulla, ho iniziato a prendere praticamente tutto! Anche a scatola chiusa, infatti alcune cose che stavano nelle ceste di bambu’ non le vedevo!

Ho riempito tanto il tavolo di ceste di bambu’ e  fritti,

che la “cameriera capa” e’ venuta al tavolo ed ha mandato via le ragazze con i carrelli, per non farmi prendere piu’ nulla!!

Aveva capito che non avevo capito!

Cosi’ mi ha spiegato che ogni cosa aveva un suo prezzo!

E non tutto era cosi’ a buon mercato!!

Infatti in alcune ceste c’era del pesce ed altre cose che erano piuttosto care!

Pero’ oramai non potevo fare la figuraccia di farle portare tutto indietro ed ho tenuto tutto, nella speranza di non pagare un botto!

Poi avevo fame e volevo provare il famoso Deem Sum cinese!

Ecco cosa e’ il Deem sum da Wiki:

Dim sum 点 (cinese semplificato) 心 (pinyin), pronuncia “diǎnxīn”, 點心 (cinese tradizionale) è un tipo di cucina della Cina meridionale, che comprende una vasta gamma di piatti leggeri da servire insieme al tè cinese. «Yum cha» (letteralmente bere il tè) è il termine usato per descrivere l’intera esperienza del pranzo, specie in cantonese moderno. Solitamente è servita al mattino, sino a mezzogiorno, nei ristoranti cinesi e in rivendite specializzate in dim sum dove sono disponibili durante l’intero giorno. I piatti sono formati da piccole porzioni e possono includere carne, pesce, verdure, oltre a dessert e frutta. Di solito le pietanze sono servite in un cestino o in un piattino. Alcune famiglie cinesi amano acquistare dim sum in occasioni speciali quali la festa della mamma o il capodanno cinese. Inoltre i genitori portano i loro bambini a mangiare dim sum la domenica mattina per incontrare e salutare i nonni. Alcuni portano con sé giornali e commentano le notizie con i familiari.

Devo dire che di tutte le cose che abbiamo preso,

poca roba non era mangiabile,

 

e la maggiorparte era di sapore e gusto decisamente ottimo!

 

 

Alla fine del pranzo poi anche la paura di strapagare e’ risultata infondata, infatti abbiamo pagato 100$ (che e’ tanto in USA), ma neanche troppo, per tutto quello che abbiamo preso!

Unica pecca e’ che non avevano il Sake’, che alle fine di un pranzo ci vuole sempre!

E poi la qualita’ era decisamente superiore alla media dei ristoranti cinesi.

Non fosse solo per il fatto che all’uscita i vestiti non puzzavano di fritto!!

Il ristorante era ubicato all’internodel Rincon Center uffici ed aveva una bellissima fontana, con acqua che cascava dal soffitto a vetri!!

 

Contenti del pranzo, che la macchina non era stata abbozzata in quel parcheggio bonsai ed ancor di piu’ di aver fatto presto (siamo entrati alle 13.30 ed usciti alle 14.3o), ci accingiamo ad andare al traghetto che ci portera’ ad Alcatraz (orario stimato di partenza ore 15.30).

FISHERMAN WHARF + GOLDEN GATE (SAN FRANCISCO)

Posted in Escursioni-Viaggi by quattrovecchiinamerica on 14 agosto 2010

 

FISHERMAN WHARF + GOLDEN GATE

(SAN FRANCISCO)

Appena usciti dal Bay Bridge, giriamo a destra e siamo in piena Downtown/Union street di SF.

Due minuti di gratacieli e poi siamo nel cuore della baia  di SF: Fisherman Wharf (con vista sempre su Bay Bridge, da questo lato) .

Prima di andare a visitare questa parte di citta’, avevo chiesto ad una amica di blog (Vanessa che abita a SF ed ha un blog su SF: “http://www.italyinsf.com“) cosa vedere di SF e lei fra le tante buone idee che mi ha dato, mi ha consigliato anche la zona del porto!

Avevo letto molte recensioni di viaggiaori, specialmente americani, che sconsigliavano caldamente questa parte di citta’.

Troppo turistica, pericolosa, piena di “gente di strada” e con mangiare pessimo!!

Noi ci siamo stati per + di un giorno e posso affermare con tranquillita’ che tutte le recensioni erano sbagliate, o meglio fatte da americani e non si attagliano bene a turisti europei!!

Leggete sotto (ed il prossimo post) e giudicate se ho ragione io od i viaggiatori americani! 

Il lungo baia parte praticamente dal Bay Bridge  ed arriva fino oltre il Golden Gate, ma a Fisherman Wharf e’ il centro della vita: negozi, ristoranti, acquario, USS Pampanito (la solita nave da guerra in esibizione statica), artisti di strada ed una vista sul mare/Alcatraz/Golden Gate meravigliosa!

Poco dopo il Bay Bridge, mentre cercavamo parcheggio, abbiamo visto questo caratteristico ristorante a forma di vagone di tram.

Noi siamo partiti dal pier 1, abbiamo parcheggiato al pier 25 circa (piu’ si va avanti e piu’ caro e’ il parcheggio. Vicino al pier 39 c’era un parcheggio multipiano enorme, ma e’ trafficatissimo e piu’ costoso di quelli all’inizio)

e  la vera vita inizia dal pier 33 (quello da dove partono gli unici traghetti che portano ad Alcatraz), ma ancora di piu’ al pier 39, vero centro di “ricreazione” del porto. 

Appena arrivati al pierr 33, vado subito a fare i biglietti per visitare Alcatraz (la famosa prigione federale, posta sull’isolotto di fronte a SF).

Ed ecco la brutta notizia: non ci sono biglietti disponibili fino al 13 Luglio (oggi e’ il 10 e noi partiamo il 13!!!).

Insomma la piu’ famosa attrazione di SF, per ora ci e’ negata!

Non fatevi fregare da altri tour in nave, solo dal pier 33 si parte e si attracca ad Alcatraz. Gli altri tour ci passano vicino ma non si fermano!!!

Quindi non fate i fessi come noi e se volete vedere Alcatraz, comprate i bilgietti in anticipo sul sito internet http://www.alcatrazcruises.com (unico sito che vende biglietti regolari per Alcatraz!!).

E costano anche di meno su internet!!

Per ora non ci resta che guardare la famosa isola ed il suo carcere con il cannocchiale!

Guardate quanto e’ vicina al porto! 

Ma poi vi raccontero’ quanto era difficile scappare dal carcere, a causa del mare ghiacciato e delle forti correnti della baia!

Un po tristi per non aver trovato i biglietti, ci avviciniamo al pier 39.

Proprio di fronte al pier 39 c’e’ il mega parcheggio con tanto di scultura astrusa annessa.

Qui iniziano le attrazioni.

Sara si fa la foto in una mascella di squalo. 

Il palato non avra’ di che lamentarsi per il numero elevato di ristoranti, tradizionali ed a ruote, che ci sono in questa zona.

 

 

Un banchetto di frutta non e’ proprio male, in una America che non pensa alla frutta, se non come guarnizione di dolci, cattivi!

Dietro il Pier 39 si puo’ ammirare in tutta la sua “nuvolosita’” il Golden Gate!!

Pensavo che solo artisti provetti e fortunati riuscissero a ritrarre il ponte con le nuvole, invece ogni giorno prima delle 11.00 le nuvole non si spostano dal ponte, ed anche chi ha la macchinetta digitale tascabile riesce a fare foto del ponte con la nebbia!!!

Piu’ vicino del Golden Gate c’e’ sole ed assenza di vento.

Sempre dietro al pier 39, si possono ammirare una delle attrazioni della zona: una colonia di leoni di mare.

Pensare che li volevano mandare via da li, poi qualche illuminato li ha fatti diventare parte integrante del paesaggio (protetti per legge) ed i turisti arrivano a frotte, per ammirare questi bestioni e sentire la loro puzza anche  100 metri di distanza!! 

 

Stefania e Sara che ammirano le bestie marine,

mentre qualcuno le scuoia!!

(Scherzo erano delle pelli messe in esposizione da volontari, che gestiscono l’affare leoni marini!).

Come detto sopra l’unica barca che va ad Alcatraz parte dal pier 33, ma ce ne sono una infinita’ (che variano per prezzo e fattezze) che girano in lungo e largo la baia.

Questa era una barca per fichetti!!

 

Questa foto la metto, perche’ mi piace!

Visto il pier 39, ci incamminiamo lungo la sfilza di negozi di souvenir (brutti come tutti i negozi di souvenir del mondo!)  ed i bimbi ne approfitano per farsi alcune foto da veri baby turisti!

 

Nella foto di sotto si sono messi in posa anche i passeggeri della macchina dietro!! 

Pero’ a forza di fermarci in questi negozietti, ho notato delle bancarelle che vendevano dei pacchetti turistici, per varie attrazioni.

Mi sono fermato ed ho trovato una persona sveglia e con la faccia furba.

Gli ho chiesto se mi poteva dare una indicazione su dove trovare i biglietti di Alcatraz.

Lui con sorriso sardonico, mi ha detto che la avevo trovata:  lui!!

Insomma tanto ha brigato che mi ha venduto, per la modica cifra di 200$, 4 biglietti per Alcatraz (per il giorno dopo), una gita su un autobus scoperto per il Golden Gate e Sausalito ed una “esilarante” (a dir suo) gita su un camion dei pompieri dismesso, lungo la baia!!

Io prima di pagare ci ho pensato molto, dato che mi sembrava tutto tranne che americano. Furbo e scaltro come un napoletano!!

La cosa poi che mi faceva pensare di piu’ che i biglietti di Alcatraza me li avrebbe dati solo il giorno dopo, dato che li doveva andare a comprare al pier 33 (dove ero stato poco prima e mi avevano detto che erano finiti).

Gli ho chiesto se i biglietti me li poteva dare prima di chiudere la sua bancarella, ma mi ha detto di fidarmi, perche’ i biglietti lui li sarebbe andati a prendere solo la mattina successiva.

Mi sono fidato ed ho pagato. Dato che non aveva il pos per pagare con carta di credito, mi ha fatto prelevare da un bancomat che stava dentro la sua bancarella e questo mi ha fatto pensare ancora di piu’!

Dato che lui aveva una bancone mobile, che metteva ogni giorno in strada di fronte al bancomat!!

Insomma degno dei migliori film, dove i turisti vengono truffati con le scarpe ed il cappello!!

Ma la voglia di andare a vedere Alcatraz era tanta ed ho rischiato!

Eccomi mentre mostro a Sara la ricevuta che il giorno successivo mi avrebbe permesso, forse, di vedere Alcatraz!!

Allora per provare che la sola non era stata perpetrata, andiamo subito a vedere se i biglietti del pulman scoperto  erano veri!

Per fortuna erano veri e siamo saliti alla volta del Golden Gate e poi di Sausalito.

Appena lasciato Fisherman Wharf , con sole e poco vento, ecco che arriviamo nei pressi del Presidio,  vicini al ponte, ed il tempo e’ completamente diverso!

La punta delle due torri del ponte e’ completamente sommersa dalle nuvole ed e’ freddino con vento forte!

Questo sotto e’ l’enorme prato-spiaggia del Presidio, completamente ciclabile. Infatti se si affittano le bikes dal porto si puo’ andare fino a Sausalito, passando sopra il Golden Gate!

Lo avremmo voluto fare, ma con i bimbi ed il freddo/vento non ci siamo azzardati. Poi la strada fino a Sausalito, non e’ facile (discese e salite) e dopo il ponte e’ anche pericolosa, dato che la discesa verso Sausalito non ha la pista ciclabile! 

Nel frattempo anche su Alcatraz si stavano addensando le nuvole! 

Dopo esserci rintanati nella parte coperta del pulman (faceva proprio freddo) eccoci davanti al mostro rosso, sempre coperto dalle nuvole!! 

La storia del ponte e’ affascinante ed alla fine dell’articolo ve la riporto (sunto da Wikipedia), con foto storiche bellissime, a mio parere.

Il ponte si puo’ attraversare in bici ed a piedi, in due corsie riservate a questi mezzi. La parte a piedi e’ solo quella che va verso Sausalito, mentre le bici possono andare nei due versi.

Questa sotto e’ la corsia che va verso Sausalito, utilizzabile solo da pedoni e da bici.

Nelle 2 foto di sotto vedete le altissime torri rosse del ponte, ancora avvolte dalla nebbia. 

 

ed i portentosi cavi di sospensione che sorreggono il ponte! 

Passato il ponte, ci accorgiamo che le nuvole stavano per lasciare il ponte, rendendo il ponte fotografabile in tutta la sua bellezza!

Ecco sotto la storia ed alcune foto del ponte ancora in costruzione prese da questo link:

http://www.co.marin.ca.us

 

Il Golden Gate Bridge è un ponte sospeso che sovrasta il Golden Gate, lo stretto che collega l’Oceano Pacifico con la Baia di San Francisco.

Collega San Francisco, sulla punta settentrionale dell’omonima penisola, con la parte meridionale della Marin County, e la sua bella cittadina di Sausalito.

Tutto il tratto occupato dal ponte, includendo anche il tratto per salire e scendere dal ponte, è lungo 2,71 km.

La distanza tra le torri (“campata principale”) è 1.282 m, e lo spazio disponibile sotto il ponte è di 67 m con condizioni medie di alta marea.

L’altezza delle due torri è 225 m sopra il livello dell’acqua.

Il diametro dei cavi della sospensione principale è 91,34 cm.

Quando fu ultimato nel 1937, il Golden Gate Bridge era il più grande ponte a sospensione del Mondo, e nel tempo è diventato simbolo internazionalmente riconosciuto della città di San Francisco.

L’idea di un ponte che collegasse San Francisco e la Marin county fu proposta dall’ingegnere James Wilkins in un articolo in cui ne sosteneva l’utilità per rendere più sicura e veloce la traversata dello stretto, fino ad allora fatta con i ferry.

Il ponte fu dovuto all’ingegno e alla straordinaria bravura di Joseph Baermann Strauss. Iniziò nel 1927 coi primi disegni che erano ben lontani dall’essere approvati, e spese oltre un decennio alla ricerca di sostenitori.

Altre figure chiave nella nascita dell’opera furono l’architetto Irving Morrow, responsabile per le decorazioni e la scelta del colore, l’ingegner Charles Alton Ellis ed il progettista di ponti Leon Moisseiff, che collaborarono alla risoluzione dei problemi matematici.

La costruzione iniziò il 5 gennaio 1933.

Guardate queste foto sotto che spettacolo!

Pensate che tali opere sono state eseguite piu’ di 80 anni fa!!

Il ponte fu completato nell’aprile del 1937 e fu aperto ai pedoni il 27 maggio dello stesso anno.

Il giorno seguente, a mezzogiorno, il presidente Roosevelt, da Washington diede il via ufficiale al traffico di veicoli attraverso il ponte, premendo un pulsante.

Per quanto riguarda la sicurezza delle persone che lavoravano alla costruzione, particolare ed efficace fu la rete di protezione tesa nella parte inferiore del ponte, che ridusse significativamente il numero di morti per caduta rispetto a quelli attesi per un simile progetto. 11 uomini morirono cadendo, mentre altri 19 furono salvati dalla rete. Degli 11, ben 10 morirono quando il ponte era vicino al completamento, a causa del cedimento della rete di protezione sotto la caduta di un ponteggio. I 19 che sopravvissero grazie alla protezione, divennero quindi membri di un club particolare: l’ Halfway to Hell Club (Il club a metà strada per l’inferno).

Dal suo completamento il ponte è restato chiuso a causa del forte vento solo in tre occasioni: nel 1951, nel 1982 e nel 1983.

Per commemorare la straordinaria figura dell’Ing. Joseph Strauss, una sua statua è stata posta vicino al ponte nel 1955, per ricordare a tutti quanto fu importante il suo lavoro nella costruzione del Golden Gate Bridge.

L’ampiezza della parte centrale del Golden Gate è stata la più lunga tra i ponti sospesi fino al 1964, quando il Ponte di Verrazzano (Verrazzano Narrows Bridge) fu eretto per unire Staten Island con Brooklyn, due quartieri di New York City.

Al momento della sua costruzione il Golden Gate possedeva inoltre le torri di sospensione più alte del mondo e detenne questo record fino in tempi recenti.

Nel 1957, il Michigan’s Mackinac Bridge superò in lunghezza tra gli ancoraggi il ponte di San Francisco, divenendo il ponte sospeso con la maggiore lunghezza totale.

Attualmente il ponte sospeso più lungo del mondo si trova in Giappone ed è il Ponte di Akashi-Kaikyo.

Traffico

Essendo l’unica via per uscire da San Francisco verso nord, il ponte fa parte sia della U.S. Route 101, sia della California State Route 1 ed in un giorno normale su di esso transitano circa 100.000 veicoli.

Ha 6 corsie in totale ed un marciapiede per lato.

Durante le ore della mattina dei giorni infrasettimanali, il traffico maggiore entra in città, quindi 4 delle 6 corsie sono dedicate alla marcia verso sud. Al contrario, durante i pomeriggi dei giorni lavorativi il traffico maggiore va verso Sausalito, quindi il maggior numero di corsie è dedicato all’uscita da San Francisco.

La linea di separazione tra i sensi di marcia è spostata a seconda delle necessità del traffico ed è segnalata da birilli che si conficcano nel terreno. Il cambio di posizione dei birilli avviene grazie ad uno speciale veicolo che possiede un basso pianale sul retro, dove stanno seduti due operatori. Il primo estrae i birilli dai fori dal suo lato e li passa al secondo che li installa sulla nuova linea separatrice. Fin dagli anni ottanta ci fu una proposta per l’installazione di una barriera mobile per separare i sensi di marcia e nel marzo 2005 il Consiglio di amministrazione del ponte si è impegnato a trovare i 2 milioni di dollari necessari a completarne lo studio.

Per quanto riguarda i marciapiedi, quello utilizzabile dai pedoni è soltanto quello ad est, e dalle 5 del mattino alle 21 da aprile ad ottobre. Negli altri mesi l’orario si riduce dalle 5 alle 18.30. Apertura e chiusura sono assicurate da cancelli automatici. I ciclisti (gli Skateboard non sono ammessi) possono usare sia il marciapiede est che quello ovest, a seconda dell’orario e del periodo dell’anno. Sul marciapiede est i ciclisti devono comunque dare la precedenza ai pedoni.

Il limite di velocità sul ponte fu ridotto da 55 miglia all’ora (90 km/h) a 45 mph (70 km/h) dal primo di ottobre del 1983.

Estetica

Il colore del ponte è una tonalità di arancione chiamata arancione internazionale. Fu scelto anche su consiglio dell’architetto Irving Morrow perché è intonato coi colori naturali dei dintorni e perché rende la struttura più visibile nella nebbia.

Il Golden Gate Bridge è largamente considerato uno dei più notevoli esempi di ingegneria applicata alla costruzione di ponti, sia per il progetto strutturale che per la sua estetica. È stato inoltre dichiarato una delle moderne Meraviglie del mondo dall’Associazione degli Ingegneri Civili Americani.

Verniciatura

Il ponte era in origine verniciato con minio rosso e vernice al piombo. A metà degli anni Sessanta prese il via un programma per prevenire la corrosione che consisteva nell’asportazione della vernice originale sostituendola con una a base di emimorfite (un silicato idrato di zinco) ricoperta da vernice vinilica. Dal 1990 il rivestimento usato è acrilico. Il programma è stato completato nel 1995 e attualmente ben 38 pittori lavorano costantemente per mantenere in buone condizioni lo strato di vernice che protegge il ponte.

Suicidi

Il Golden Gate Bridge è un luogo molto frequentato dai suicidi. Il conto ufficiale dei suicidi terminò nel 1995 quando ormai la cifra si avvicinava a 1000. Negli otto anni seguenti fino ad arrivare al 2003, la media era di un suicidio ogni due settimane, media che portò il computo non ufficiale a oltre 1300. I 220 piedi (67 m) del salto sono percorsi in 4 secondi e il saltatore colpisce l’acqua a una velocità di 75 mph, pari a 120 km/h. Al 2003 solo 26 persone sono sopravvissute al salto e lo hanno fatto perché sono entrati in acqua dai piedi; in ogni modo hanno riportato lesioni interne e numerose fratture. Nel 1979 un giovane uomo saltò dal ponte, giunto in acqua nuotò fino alla spiaggia e lì camminò sulla sabbia. Ma aveva riportato la frattura di alcune vertebre.

Una hot-line è presente sul ponte per i casi di tentativo di suicidio.

Molte possibili soluzioni sono state discusse per diminuire il numero di suicidi dal ponte. Una delle misure adottate è stata quella di chiudere il ponte ai pedoni la notte. L’installazione di barriere di contenimento per i suicidi è stata contrastata dagli alti costi, dalle difficoltà tecniche e dall’opposizione dell’opinione pubblica. Il 27 gennaio 2005 il Bridge District, che gestisce il ponte, ha riproposto per l’ottava volta l’installazione delle barriere anti-suicidi, citando “il notevole interesse destato dal problema nella stampa e nell’opinione pubblica”. L’11 marzo 2005 il Consiglio di amministrazione del ponte ha approvato l’investimento di 2 milioni di dollari in 2 anni per lo studio di fattibilità delle barriere. I favorevoli alle barriere hanno citato, ad esempio, l’Empire State Building e la Torre Eiffel, dove dopo l’installazione delle protezioni il numero dei suicidi è sceso a zero. Gli oppositori alle barriere argomentano che esse sono brutte, costose e avrebbero solo l’effetto di far cambiare metodo e luogo al suicida. Un metodo adottato per scoraggiare i suicidi è stato presentare una petizione chiamata Jump for life (Salto per la vita) verso la fine del 2005 per chiedere che sul ponte diventi possibile fare il bungee jumping, in modo da cercare di rendere il ponte meno affascinante come luogo per togliersi la vita.

Golden Gate al cinema

• The Bridge – Il ponte dei suicidi – Film-documentario sui numerosi suicidi avvenuti dal ponte.

• L’uomo bicentenario – Esso è ambientato a San Francisco, il ponte si intravede diverse volte attraverso il futuro, inclusa una vista in cui ha una struttura a due piani.

• The Core – Microonde mortali provenienti dal Sole passano attraverso il campo magnetico e fondono il ponte prima di friggere mezza San Francisco.

• Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo – “Scorpio” dirotta uno scuola-bus pieno di bambini e costringe il guidatore a dirigersi verso nord attraverso il ponte.

• Herbie il Maggiolino sempre più matto – Herbie è inseguito dall’avvocato di Hawk lungo i cavi principali di sospensione del ponte.

• Hulk – Hulk salta dal ponte per salvare un aereo da caccia.

• The Joy of Life – Il film di Jenni Olsen racconta la storia di un suicidio dal Golden Gate Bridge e presenta immagini del ponte girate a regola d’arte, insieme ad una riflessione sulla produzione del film di Alfred Hitchcock La donna che visse due volte (1958).

• Il mostro dei mari – Una piovra gigante terrorizza la città di San Francisco. Sebbene alcune riprese furono girate usando il vero ponte, le scene dove la piova cercava di distruggerlo avvolgendosi intorno alle torri vennero realizzate usando dettagliatissime miniature e la tecnica dell’animazione a passo uno, eseguita dal maestro degli effetti speciali Ray Harryhausen.

• The Rock – Il ponte si vede regolarmente sullo sfondo, poiché il film è stato girato sull’Isola di Alcatraz nella Baia di San Francisco.

• Mia moglie è una pazza assassina? – Una coppia appena sposata viaggia sul ponte verso la propria luna di miele.

• Star Trek IV: Rotta verso la Terra – Lo sparviero Klingon usato dall’equipaggio dell’Astronave Enterprise vola sotto il Golden Gate Bridge prima di schiantarsi nella baia.

• Superman – Superman salva uno scuolabus che sta per cadere dal ponte.

• La donna che visse due volte – In questo film di Alfred Hitchcock, il ponte è uno sfondo prominente in una scena girata a est (bayside) di Fort Point.

• Agente 007 – Bersaglio mobile – In questo film di James Bond, 007 e il cattivo Max Zorin combattono in cima ad una delle torri del ponte nella scena finale della pellicola.

• X-Men: Conflitto finale – Il ponte viene usato nel corso di un attacco ad Alcatraz.

• Un maggiolino tutto matto – Herbie tenta di suicidarsi provando a guidare sopra la barriera.

• La cosa più dolce – il film è ambientato in questa città e spesso la sua immagine compare.

• I fantastici 4 – in questo film il ponte compare una volta sola.

• Mostri contro alieni – i mostri combattono contro il primo alieno sul ponte facendolo crollare.