4 vecchi in america

THE END ……………IS JUST A NEW BEGINNING!

Posted in Attivita' bambini, Escursioni-Viaggi, Famiglia e dintorni, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 8 ottobre 2012

THE END ……………..IS JUST A NEW BEGINNING!

Come tutte le cose belle, anche la nostra avventura ha avuto il suo atto conclusivo: la partenza!

E come sempre i giorni prima della partenza sono stati frenetici>

Naturalmente abbiamo dato spazio ai saluti con i colleghi di lavoro (per me) ed alle colleghe di “compere, palestra e pranzi” (per Stefania).

Eccomi accanto al mio capo americano, mentre ricevevo il gadget di rito per le persone che lasciano  l’arsenale.

Qui sotto il mio collega di stanza (anche se di stanza vera e propria non si poteva parlare, perche’ in america si sfruttano molto gli uffici open space,dove tutti sentono e vedono tutti gli altri alzandosi in piedi)

tedesco!

Come in questi anni passati non vi parlero’ dei sentimenti e degli stati d’animo che vagavano dentro di me, ma vi assicuro che ero triste e mi sono chiesto piu’ volte se fosse stato intelligente rimanere in USA con la famiglia lasciando il mio lavoro italiano.

Ma il passo probabilmente sarebbe stato troppo azzardato (vista la situazione di lavoro in USA. Il mio lavoro in USA era sicuro, ma lasciando tutto sarebbe diventato tutto piu’ difficile ed incerto), e poi Stefania non aveva intenzione di rimanere.

Quindi siamo partiti, come la maggiorparte degli italiani passati da Huntsville.

Ma vi assicuro che ci sono stati degli italiani, piu’ coraggiosi ed intraprendenti di me, che sono rimasti e non si sono pentiti affatto!

Allora, dopo aver fatto le ultime spese di giocattoli a Walmart per far giocare i bambini sull’aereo,

un Lunedi’ mattina, molto triste di Settembre, abbiamo ripreso l’aereo che ci riportava a Roma.

Dei nostri cari amici ci sono venuti a prendere per portarci all’aeroporto di HSV ed abbiamo approfittato per lasciargli le ultime cose che non avevamo ancora venduto.

Nella mia testa rivevo tutti i momento belli e brutti che abbiamo passato in america.

Ed i ricordi andavano su e giu’, come sulle roller coster!

Cercavo di ricordare tutti i bellissimi posti visitati in USA,

ma alla fine ho dovuto prendere l’aereo, anche se non volevo!

I bambini erano felici di tornare a casa, anche se non avevano percepito bene che non era la solita vacanza americana, ma la fine della nostra avventura americana.

Stefania era contenta e come in tutti i viaggi era quasi pronta ad entrare in catalessi, dovuta ad eccesso di Tavor (utile a non avere paura in aereo!!).

Il viaggio era diviso in due tratte.

La prima tratta Huntsville-Detroit, un lungo stop di 7 ore e poi un volo diretto verso Fiumicino.

A Detroit, dove avevamo fatto gia’ scalo in un viaggio verso il Canada, siamo arrivati un un batter d’occhio, ma la lunga sosta si prosettava pesante.

Infatti aspettare 7 ore con i bambini in aeroporto (seppur grande come quello di Detroit), e’ scocciante.

Allora ho cmprato un daypass giornalierofamiliare, che dava il permesso di frequentare una mega area, dove c’era di tutto.

Mangiare e ber as much as you want, internet wi-fi libero, bagni e doccie da favola, armadietti per le valigie con lucchetto e comodissimi divani + poltrone! Insomma tutto quello che serve per passare 7 ore tranquilli e coccolati!

Qui sotto Paolo che gioca con il nuovo ipad, mentre si gode la vista di uno dei terminal dell’aeroporto.

Sara che si mangia una merendina presa dal buffet (non esageratamente ricco di pietanze, ma sufficiente per riempirsi la pancia con stuzzichini in compagnia di analcolici e superalcolici, a volonta’ !).

Sara e Stefania che si dirigono a rinfrescarsi al bagno.

Poi la solita routine di viaggio, lungo ma senza nessun inconveniente di tipo “aereo”!

Arrivati in Italia, il solito primo desolante impatto con l’aeroporto di Fiumicino e’ stato deprimente.

Io non ho mai visto un aeroporto nuovo, ridotto in cosi’ pessimo stato.

I corridoi, oltre ad essere spogli ed impersonali, sono sporchi.

Le indicazioni latitano e spesso sono ingannevoli.

Per prendere un carrello per le valigie, non ci sono macchinette cambia soldi funzionanti (e se funzionano non danno resto), se chiedi a qualche negozio di cambiare i soldi per il carrello quasi ti rispondono male.

Ma il top della penosita’ e’ il parco giochi destinato ad i bambini vicino al ritiro dei bagagli.

Intanto a mio avviso dovrebbero metterlo, come in molti aeroporti normali, alle partenze e non agli arrivi. Infatti si presume che ci sia bisogno di aspettare + tempo prima di partire, che quando si arriva!

Ma da noi si sa che i bagagli possono uscire (quando escono) dai 30 minuti in su!

Mentre nella maggiorparte delgi aeroporti dopo 5- 10 minuti i bagagli sono belli che consegnati!

Pero’ bando alle chiacchiere ed ecco il meraviglioso parco giochi che la capitale d’Italia offre:

una casetta con un tavolino, posti su un tappeto lercio e rovinato

ed un meraviglioso dondolo (pero’ ci sono degli stickers a forma di farfalla)!

Comunque dopo aver ammirato il parco giochi ed aver atteso 30 minuti per i bagagli, non avendo trovato un euro per il carrello dei bagagli (ne’ alla macchinetta cambia soldi ne’ attraverso i negozianti), abbiamo chiamato un porter.

In USA il prezzo del porter lo fai tu, in base al tuo buoncuore, qui in Italia i prezzi oltre ad essere sproporzionati, sono assurdi, infatti si fanno pagare anche gli zaini che poggiano sul carrello.

5 Euro a collo!

Contate i bagagli ed immaginate quanto abbiamo speso (in USA ce la saremo cavata con 5/10 dollari ed il porter sarebbe stato piu’ che contento!)

Ecco i bambini felici e contenti di essere arrivati a Roma.

Qui sotto invece il caos di macchine parcheggiate alla “come me pare”, che si ammira all’uscita dell’aeroporto della Capitale.

In poco tempo (1 ora!) abbiamo raggiunto casa, addobbata da mamma (mia) in onore del rientro definitivi dei nipotini!

Da oggi quindi per noi e’ finita una bellissima avventura americana, ma ne e’ iniziata una nuova.

Riabituarsi al caos, alla disorganizzazione ed alla maleducazione romana (non di tutti per fortuna) non sara’ facile, ma neanche impossibile.

Intanto inizieremo a ristrutturare la casa, a partire dalla camera da pranzo, che diventera’ la camera dei bambini.

Il giorno dopo il nostro arrivo abbiamo portato i ragazzi nella nuova scuola, ed eccoli, felici, in divisa al loro primo giorno di  scuola italiano.

Ed ecco le macchine parcheggiate in NORMALE doppia fila davanti alla scuola.

Per non perdere l’abitudine a scrivere, ogni tanto scrivero’ qualche posts di cose americane, mettendole a paragone con quelle italiane.

Ciao a tutti e grazie per averci seguito fino ad oggi, facendoci arrivare quasi ad 1 milione di click!

Non pochi per un blog completamente amatoriale!