4 vecchi in america

LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA, VISTA DA UN ITALIANO CHE VIVE IN ALABAMA

Posted in Cliniche e Dotttori, Usi e costumi by quattrovecchiinamerica on 25 marzo 2010

 

LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA,

VISTA DA UN ITALIANO CHE VIVE IN ALABAMA

 

Domenica scorsa, mentre tutti gli americani stavano godendosi il meritato riposo, i rappresentanti della camera bassa americani hanno lavorato duro (!!), per approvare la riforma sanitaria volute fortemente da Mr.President.

Naturalmente ho visto tutto il dibatto parlamentare in TV, da bravo americanino (come se la cosa mi toccasse davvero!).

La mia sensazione, dopo circa tre ore di “chiacchiere” degli onorevoli e’ che anche qui le cose non siano troppo diverse dai nostri “alti momenti politici”.

Nessuno dei deputati americani leggeva il giornale o giocava con il telefonino, tutti erano composti e l’ordine regnava sovrano nel dibattito (cosa da noi oramai dimenticata da tempo!).

Ma le parole dei politici sono state piu’ o meno le stesse, di quelle che i nostri politici spendono nelle nostre aule parlamentari. Chi governa loda sperticatamente la legge che caldeggia, chi fa opposizione dice tutto quello che di peggio si puo’ dire sul provvedimento, evocando costantemente scenari apocalittici!!!

Esattamente proprio come da noi.

Allora mi chiedo: e’ mai possibile che chi governa ha sempre torto marcio e chi fa l’opposizione abbia sempre ragione, ma si limiti solo a criticare????

Ci dovrebbe essere un pochettino di obiettivita’: vale a dire, chi governa potrebbe in parte accettare qualche lamentela (emendamento) dell’opposizione e l’opposizione dovrebbe battersi per migliorare (per quanto possibile) la legge, invece di criticarla solo perche’ viene da una parte politicamente avversa.

Ma questo e’ possibile solo tra persone perbene ed educate, che hanno a cuore la gente e non il loro posto di ben retribuito lavoro, pagato da noi!!!

Ma quando si fa muro contro muro cio’ e’ impossibile.

Da noi sono 10 anni che facciamo muro contro muro, e gli effetti politici e sulla gente si vedono.

Non credo che potevamo meritarci niente di peggio (sia a destra che a sinistra!!).

Invidio questi due onorevoli, almeno facevano ridere!!!

Vota Antonio, ma non Di Pietro (altra grande delusione)!!

Torniamo in america.

Qui in USA Obama ha cercato di far passare la legge in modo bipartisan (cioe’ con l’approvazione di tutte e due i partiti), ma non ci e’ riuscito.

Il progetto legislativo era stato approvato in prima battuta dal Senato a fine 2009 con “soli” 59 voti a favore.

Una quota che non avrebbe impedito l’ostruzionismo (filibustering) repubblicano.

Per accelerare i tempi dell’approvazione della riforma, Obama ha fatto ricorso alla procedura di riconciliazione che, attraverso un voto a maggioranza qualificata da parte della Camera dei Rappresentanti, permette di superare le pratiche dilatorie del Senato.

Per di piu’ la votazione e’ stata elettronica, e cioe’ non si e’ potuto capire chi votasse cosa!!

Questo per dare la possibilita’ ai democratici di votare in tranquillita’ e di non dover rispondere piu’ di tanto al proprio elettorato (in pratica non si sapra’ mai cosa ha votato un Senatore, perche’ la votazione e’ elettronica e non nominale). Cosa molto importante, data l’imminente elezione di Mid Term di Novembre!

Per farla breve dopo le dichiarazioni di voto, sono stati concessi 15 minuti ai senatori per esprimere il proprio voto.

La cosa era surreale, dato che non tutti hanno votato subito!

Infatti solo alcuni hanno votato nei primi minuti, mentre altri hanno continuato a parlottare tra loro, alla ricerca dei voti degli incerti.

Sulla TV scorreva il count down ed il risultato del voto, ed a 2 minuti dalla fine erano quasi pari!!

Poi c’e’ stato lo scatto in avanti dei democratici, che hanno vinto per 219-212 (anche se mi ricordavo 219-211)!!

La soglia necessaria per vincere era di 216.

Ma i democratici avevano ben piu’ di 216 rappresentanti (219+34=253).

Mentre i repubblicani hanno votato in blocco contro, 34 democratici hanno votato contro la riforma sanitaria ed Obama e’ riuscito a fermare l’emorragia di democratici, solo facendo una concezione antiabortista (executive order, che conserva lo status quo relativo al divieto di impiegare fondi federali per l’interruzione di gravidanza) ad alcuni rappresentanti democratici, che alrimenti avrebbero votato contro, vanificando tutto il suo sforzo!!!

Questa piccola concessione non e’ stata molto pubblicizzata, ovviamente!!

Comunque i democratici hanno vinto e subito sono iniziati i festeggiamenti allo storico evento!!

Nancy Pelosi, per l’occasione ha rispolverato un “martellozzo” famoso (usato nel passato per approvare leggi storiche) per l’approvazione della riforma!!!

Eccola gongolare, con tutti i compagni d’avventura!

Ecco Obama, che a stento riesce a mascherare la sua contentezza! Anzi non ci riesce!!!

Ecco sotto Obama, che con non poco populismo (infatti il bambino che gli sta accanto e’ un bambino che ha perso la mamma a causa della rescissione del contratto assicurativo sanitario, nel momento che si e’ ammalata!! Pratica purtroppo ancora in uso, da parte delle assicurazioni!!), firma la legge sulla riforma sanitaria!!

Mentre Obama firmava, ha trovato anche il tempo di scherzare!!

«Credo che ci vorrà un po’ di tempo»., scherzando sul fatto che, secondo quanto previsto dal cerimoniale, ha dovuto usare una penna diversa, in tutto 20, per ogni firma da apporre al documento.

«Questa non l’ho usata» ha detto ancora, cambiando velocemente la penna, con seduto al suo fianco Marcelas, un bambino di 10 anni che ha perso la madre, morta perchè l’assicurazione ha rescisso la polizza una volta che la donna si è ammalata gravemente. Una volta finito di apporre le firme Obama ha regalato le diverse penne ad alcuni dei protagonisti della lunga battaglia per arrivare alla riforma sanitaria.

Obama ha usato venti penne per firmare. È prassi negli Stati Uniti che per la firma di importanti provvedimenti il presidente utilizzi più penne che vengono poi donate ad alcuni tra coloro considerati fautori degli stessi.

La Casa Bianca ha così spiegato come sono state distribuite le penne destinate a diventare cimeli storici:

1) Presidente Barack Obama.

2) Vice-presidente Joe Biden.

3) Nancy Pelosy, speaker della Camera

4) Harry Reid, leader democratico Senato.

5) Vicki Kennedy, vedova del senatore Ted Kennedy.

6) Kathleen Sebelius, ministro della Sanità.

7) Sorella Carol Keehan, una suora attivista pro-riforma.

8-9) Nancy-Ann DeParle e Phil Schiliro, funzionari Casa Bianca

10-20) Membri democratici del Congresso. 

Sotto la legge firmata dai democratici.

I festeggiamenti pero’ sono durati poco, perche’ i Repubblicani stanno in questi giorni osteggiando in tutti i modi possibili la riforma.

Gia’ il giorno dopo 14 Stati (tra cui l’Alabama!), tra cui uno stato Democratico, ha fatto avviato un procedimento legale affinché il governo federale blocchi la riforma in quanto anti-costituzionale.

Gli esperti sostengono che questa azione è destinata a fallire in quanto la costituzione americana stabilisce che le leggi federali soppiantano le leggi dei singoli Stati.

Inoltre come detto da due giorni è iniziato un nuovo passaggio al Senato, per riconcialiare le due versioni (quella del Senato e quella dela Camera).

Il Senato, attraverso il processo legislativo noto come riconciliazione, sta in queste ore approvando le norme aggiuntive di finanziamento della riforma, approvate dalla Camera, sempre domenica, con 220 voti favorevoli e 211 contrari (e’ una votazione diversa da quella citata prima di 219-212!!).

Mr. Bohener, rappresentante repubblicano aveva concluso Domenica sera dicendo “The American people are angry,”  “This body moves forward against their will. Shame on us.”. Ed aveva promesso battaglia!

Ed i Repubblicani hanno promesso di uccidere il conto (kill the bill) che la riforma sanitaria porta con se!! Conti che sembrano abbastanza alti per gli americani, ai quali probabilmente verra’ elevato il livello di tassazione!!

E stanno cercando di mantenere le promesse bellicose, infatti nella fase di revisione l’opposizione repubblicana, hano trovato due emendamenti, considerati minori, che non possono essere approvati con il meccanismo della reconciliation!!

L’annuncio è stato dato da Harry Reid, portavoce democratico del Senato: “I Repubblicani hanno scovato due clausole che sono violazioni della procedura”, ha aggiunto.

Il ritorno del nuovo testo di legge alla Camera dei Rappresentanti potrebbe costituire un altro passaggio difficile per i Democratici.

Rimane infatti in teoria possibile che qualche deputato democratico – specie nel fronte antiabortista – possa, se non cambiare idea, cercare di ottenere qualcosa di più dalla Casa Bianca, specie perché l’atmosfera è tesa a causa dell’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato (Mid Term).

Detto delle vicissitudini e dei compromessi della legge, di seguito il mio pensiero sulla riforma ed un articolo preso da internet (www.rinascita.eu) che spiega bene cosa dovrebbe cambiare.

Il mio sintetico parere: anche se sembra che la riforma cambi tutto (almeno e’ questo che vogliono farci credere molti media italiani), in realta’ cambia pochino, ma quello che dovrebbe cambiare sara’ un bel passo avanti per tante persone povere.

Infatti se e’ vero che la maggiorparte degli continuera’ ad avere una assicurazione privata (valida in proporzione ai soldi investiti!), e’ altrettanto vero che chi non aveva una assicurazione (circa 32 milioni di persone) dovra’ per forza comprarne una, con supporto di contributi statali!

Ed i nuovi “forzati assicurati”, avendo una assicurazione sanitaria, risolveranno almeno i problemi di base della loro salute!!

Inoltre le assicurazioni finiranno nel dettare delle regole assicurative, cavilli contrattuali vessatori nei confronti degli assicurati (vedi articolo sotto) e probabilmente dovranno abbassare i prezzi delle loro polizze!!

Vai cosi’ Mr. President, di meglio non potevi fare!!!

L’articolo si intitola “La riforma con il trucco”, e’ fatto bene, semplice e spiega molte cose che i piu’ famosi giornali italiani non spiegano bene o non dicono!

Non e’ contro Obama, ma spiega bene i limiti della riforma.

In buona sostanza, la riforma è risultata molto affievolita nei suoi contenuti rispetto alle intenzioni iniziali quando si parlava di creare un sistema sanitario statale, la cosiddetta “opzione pubblica”, tale da tutelare tutti i cittadini ed in grado di essere concorrenziale con quello privato. E questo, grazie ad una assicurazione di Stato disponibile a tutti e a costi contenuti.

Il provvedimento, ha quindi ammesso Obama, non risolverà tutto ciò che riguarda la sanità ma permette di muoversi nella giusta direzione. Non è una riforma radicale ma è una riforma importante “per il cambiamento”.

La legge prevede l’assistenza sanitaria per 32 milioni di americani che finora ne erano privi.

Può sembrare una svolta progressista ma in realtà il trucco esiste ed è evidente.

Tutti questi milioni di cittadini dovranno infatti sottoscrivere una polizza assicurativa medica, un obbligo che porterà non pochi miliardi di dollari nelle casse delle compagnie già protagoniste delle massicce speculazioni che, unite a quelle delle banche, avevano innescato la crisi finanziaria del 2008.

Pero’ le stesse assicurazioni finite sul lastrico, e che sono state salvate dai fondi pubblici versati da Bush e Obama, oggi da dietro le quinte guidano la danza contro la riforma sanitaria, che pure le arricchirà non poco.

Tali proteste dipendono dal fatto che lo Stato, almeno a parole e a mo’ di contentino, ha varato misure punitive, versi di loro, che in realtà sono una semplice questione di decenza.

Infatti lo Stato Americano si è impegnato ad obbligare le assicurazioni ad abbassare il costo delle polizze e verserà un contributo pubblico alle famiglie che, nonostante tutto, non se le possono permettere.

Per rimarcare l’impronta “sociale” del suo provvedimento, Obama ha pure previsto che le compagnie assicurative non potranno rescindere una polizza quando il paziente si ammala e non potranno rifiutarsi di assicurare un bambino attaccandosi alla scusa che ci sono malattie preesistenti.

Questa era e resta a ancora oggi una pratica molto diffusa grazie alla quale le compagnie hanno risparmiato miliardi di dollari e che veniva considerata particolarmente odiosa dai cittadini.

Le compagnie non potranno più imporre tetti massimi ai rimborsi, una pratica ancora più odiosa delle precedenti perché riguarda i malati affetti da patologie grave come i tumori, che rappresentano la più alta causa di mortalità negli Usa.

Infine, in nome del principio “aiutare i bamboccioni”, è stato previsto che le famiglie potranno conservare nella copertura dell’assicurazione sanitaria i figli fino all’età di 26 anni.

Una misura contestata se si considera che gli Usa sono il Paese del “self made man” e del “rimboccatevi le maniche” ma che tiene conto del fatto che molti giovani, a causa della crisi non riescono ad ottenere un contratto di lavoro che è pur sempre legato ad un’assicurazione obbligatoria. Un vincolo che, se violato, d’ora in poi sarà sanzionato con multe pesanti.

La questione centrale della realtà Usa resta comunque che, a differenza dei Paesi europei, non esiste un sistema sanitario pubblico al quale tutti possono accedere.

Certo il governo finanzia programmi di assistenza per i poveri (Medicaid) e per gli anziani (Medicare) ma nella patria dell’individualismo è diffuso il principio, caro alle classi medio-alte, che sia il singolo individuo a dovervi provvedere.

La legge prevede un aumento delle tasse per i redditi superiori a 200 mila dollari annui ed anche un inasprimento fiscale per le case farmaceutiche proprio per finanziare i costi del nuovo sistema sanitario che necessiterà di 900 miliardi in 10 anni. Molto meno, si deve ricordare, dei soldi versati agli speculatori.

La legge, nei suoi aspetti salienti, entrerà in vigore solo nel 2014.

Da tale data il Medicaid garantirà cure gratuite a 16 milioni di cittadini fino al tetto di 29.000 dollari di reddito annuo lordo calcolati su una famiglia media di quattro persone.

Gli altri 16 milioni dovranno comprarsi una polizza assicurativa all’interno di nuova Borsa sorvegliata dallo Stato, e potranno ricevere aiuti pubblici per un massimo di 6.000 dollari.

La svolta che ha permesso ad Obama di raggiungere il quorum necessario si è avuto domenica quando il presidente ha vinto le rimostranze del democratico Bart Stupak deputato antiabortista del Michigan, che non voleva che la legge prevedesse finanziamenti pubblici per l’interruzione di gravidanza.

Obama ha quindi emanato un “ordine esecutivo” che rafforza il divieto di usare i fondi federali per gli aborti se non in casi estremi, come il pericolo di vita per la donna.

Resta il fatto che, come concessione alle lobby dei cristiani evangelici e integralisti, la legge preveda la possibilità di ricorrere alle assicurazioni per le interruzioni di gravidanza.

Ma le donne interessate dovranno pagare una polizza a parte oltre a quella per la copertura normale. 

Insomma qui sotto Obama se la ride, ma avra’ le sue belle gatte da pelare!!

Finisco con una osservazione: guardate la foto ed osservate lo spazio sotto la scrivania.

Come faceva la grassottella Levinsky ad entrare sotto la scrivania di Clinton (ed a “lavorare con cognizione di causa”??!!!)

Forse toglievano il cestino??

Si puo’ inoltre notare che davanti alla scrivania c’e’ un pannello in legno, che proteggeva la privacy della coppietta!!

Ed ironia della sorte, chissa’ quante volte Hilary (Clinton) entrera’ in questa stanza!!!

Comunque pare che Michelle sia gelosissima ed abbia fatto fare questa foto a suo marito per far capire all’america che lui non e’ Bill Clinton!!

Ed ogni sera prima di addormentarsi dice ad Obama la seguente frase:

 

ULTIMA ORA:

e’ di qualche minuta fa (22.00 americane) la notizia che la camera ha approvato la riforma sanitaria con i nuovi emendamenti!!

Ora i Repubblicani dovranno inventarsi qualche cos’altro per stoppare la riforma!!!

Ma sono convinto che non ce la faranno!!!