4 vecchi in america

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Posted in TV USA, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 19 aprile 2014

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Da tempo volevo scrivere un post, ed oggi con questo tempo uggioso, chiuso in casa tipo inverno, sono riuscito a scrivere di un programma, che in realta’ non avevo mai visto in USA, ma che ho scoperto da qui in Italia (prossimamente vi parlero’ della TV americana sperimentata da me, che e’ una spanna superiore alla nostra tv feccia!).

E’ strano che io non abbia mai visto “what would you do” in USA, perche’ e’ un programma della reta ABC (che vedevo spessissimo), e’ programmato in “prime time” ed e’ iniziato dal 2008 (anno in cui sono arrivato in USA, ed al quale tornerei volentierissimo!).

What Would You Do e’ un programma tipo candid camera (che dura 60 minuti), ma la finalita’ non e’ propriamente quella a cui noi siamo abituati a pensare, cioe’ ridere, ma di far pensare (anche se a volte fa sorridere).

La serie e’ condotta da John Quiñones

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Nella serie di candid camera si affrontano temi sociali importanti e delicati (razzismo, cambio di sesso, abitudini di classi sociali, obesita’ problemi dei tenn ager ….) e si cerca di capire se le persone che assistono alle candid camera intervengono, come intervengono oppure se preferiscono non intromettersi.

Tanto di piu’ non posso dire, se non lasciare il link del programma  http://abcnews.go.com/WhatWouldYouDo/ e lasciare spazio ai video.

L’unica pecca dei video e’ che sono in inglese, anzi a volte in pesante slang americano!

Ma se si ascolta lo speaker che spiega la candid, si capisce abbastanza bene (ma bisogna capire comunque bene l’idioma americano).

Vi riporto solo alcuni episodi che mi hannno colpito, ma molti di piu’ ne troverete sul link ufficiale del programma.

Il primo episodio e’ a sfondo razziale ma al contrario di quello che noi immaginiamo, cioe’ non sono i bianche ad essere razzisti, ma i neri!

La candid e’ intitolata “Guy Brings His White Girl To Barbershop In Harlem And Gets Hated On By Black Hairdresser”,

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ed e’  una candid ambientata in una barberia ad Harlem, un posto non proprio  a maggioranza bianca. Un attore da appuntamento alla sua ragazza bianca (un’altra attrice) nella barberia, frequentata da quasi tutti afroamericani. Una terza attrice fa finta di essere una “barbiera” e quando vede la ragazza bianca inizia a trattarla male, solo perche’ e’ bianca. Si nota che in tutte le scene ci sono dei clienti che in qualche modo prendono le difesa della ragazza bianca, compresa la ragazza gay nera!

http://www.youtube.com/watch?v=ynYwTU7z6BI#t=214

Il secondo episodio e’ a sfondo razziale, ma al contrario del primo sono i bianche ad essere razzisti (situazione a noi piu’ familiare rispetto alla prima)! 

Il titolo e’ “Would You Do Racism In An Upscale Store”,

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ed e’ ambientato in un famoso negozio di modo di SOHO (quartiere di Manhattan). Qui sono andati sul pesante, infatti ad una signora nera (un’attrice) che stava facendo shopping in un megozio di moda, nel quale erano presenti quasi tutti bianchi, vengono rivolti insulti pesanti dalla commessa bianca, e viene perquisita da un bodyguard maschio del negozio (cosa che in USA e’ assolutamente vietata, infatti i maschi perquisiscono solo i maschi e le femmine solo le femmine). Su un centinaio di volte in cui la scena si e’ ripetuta solo il 20 % delle volte i clienti del negozio hanno difeso la signora nera!

http://www.youtube.com/watch?v=XbIUEiDBPPg

Il terzo episodio che vi propongo, e’ un tipo di razzismo a cui noi non siamo assolutamente abituati: il razzismo contro i messicani!

In USA la problematica “messicani” e’ veramente scottante.

A mio avviso molti afroamericani sono oramai integrati (e quelli che non lo sono forse non lo saranno mai)  o comunque sono accettati abbastanza tranquillamente con e senza pregiudizi.

Ma l’invasione dei messicani e’ un allarme sociale per le autorita’ americane.

Tanto per dare dei numeri, i messicani sono circa il 17 % degli abitanti USA (che sono + di 300 milinioni!!) e secondo statistiche sono destinati a diventare il 30 % (che di 300 milioni e’ 90 mioni circa!!) della popolazione americane entro il 2060. Mentre gli afroamerciani si sono oramai stabilizzati intorno al 14%. 

U.S. Census Population projections (2012)

2015

2060

Whites

77.4%

68.9%

Non-Hispanic Whites

61.8%

42.6%

African Americans

13.2%

14.7%

Asian Americans

5.3%

8.2%

Multiracial Americans

2.6%

6.4%

Hispanics/Latinos (of any race)

17.8%

30.6%

Non-Hispanics/Latinos (of any race)

82.2%

 

L’episodio si intitola “Mexican Ladies Insulted By White People”

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ed e’ interessantissimo in quanto nelle riprese (che sono state fatte a Springfield in Missouri, in un ristorante dove una bambina ed una mamma fanno finta di essere messicane. La bambina parla un fluente inglese mentre la mamma parla solo spagnolo. Un altro attore inzia a dare fastidio sia alla mamma che alla figlia, di fronte ad avventori sbigottiti, che pero’ intervengono in difesa delle due) si possono cogliere dei must, delle idee ben radicate nella gente americana.

Per esempio la maggiorparte dei cittadini USA sono convinti, come dice un avventore della candid, che gli USA sono la terra delle opportunita’. Un altro cliente dice che ha una esperienza di immigrazione alle spalle, lontani parenti che erano venuti in USA, che non sapevano una parola di inglese, che hanno studiato duro e che si sono ben integrati nelle tessuto sociale americano. Una signora dice che gli americani sono un popolo di persone venuti da ogni parte del mondo e che solo integrandosi bene tra razze si  potra’ vivere in pace.

Tutti questi concetti li ho capiti e sperimentati personalmente parlando con gli americani, e so che li pensano veramente e ne sono fermamente convinti, tanto da difenderli anche con la violenza!

http://www.youtube.com/watch?v=KHW0Gs-Lg68

Non vi nascondo che questo tipo di razzismo lo ho vissuto ad Huntsville (+ del razzismo nei confronti dei neri, che ad HSV esisteva ma poco visibile, anche perche’ la maggiorparte degli abitanti era nera!!).

PEr esempio la zona di Wall Triana era una zona che molti abitanti di HSV non frequentava, in quanto piena di messicani che spesso erano pericolosi.

Non era un caso che i lavori piu’ umili erano spratiti tra afroamericani e messicani. E che i messicani erano denominati handy manny e che il famoso aggiusta tutto dei cartoni animati (chiamato proprio handy manny) era messicano (e nei cartoni animati parlava sia inglese che spagnolo).

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Infatti i messicani in USA sono un po come i rumeni da noi, sanno fare tutto, lavori artigianali in piena regola (gente onesta) e furti alla luce del sole (ladri)!

Nel prossimo post vorrei farvi conoscere la realta’ dei confini Usa-Messico, che ai piu’ in Italia e’ sconosciuta.

Nell’episodio intitolato “Fat People Reprimanded By Waiter”

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che troverete al seguente link http://www.youtube.com/watch?v=peZHYQ1aRWg, si tratta di un altro problema che affligge gli USA: obesita’ e cibo.

Chi ha letto il blog. sa che in USA abbiamo incontrato persone veramente oversize!

Che il problema del cibo spazzatura esiste ed e’ molto sentito, tanto che Obama sta cercando di porvi rimedio (ma a mio avviso con scarsi risultati, sia perche’ l’alimentazione spazzatura e’ troppo radicata in queste persone, sia perche’ ci sono interessi economici importantissimo, legati a questi ristoranti trash).

La candid e’ carina, in quanto un cameriere maschio cerca di convincere una cliente cicciona (tutte e due sono attori) a mangiare di meno. Ma anche se i modi potrebbero sembrare non troppo rudi, per noi italiani, per gli americani il solo fatto di intromettersi in una decisione di un cliente, fa incazzare non poco gli altri clienti dei tavoli vicino, che difendono la signora, chiamano il maneger e che invocano il licenziamento in tronco del cameriere.

Le cose cambiano un pochettino quando il cameriere viene sostituto da una bella cameriera (attrice anche lei)

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che fa le stesse cose.

Qui la reazione dei maschietti e’ quasi ovvia: nessuno si arrabbia, mentre le signore invece se la prendono molto con la cameriera!

In conclusione un programma che aiuta meglio a conoscere gli USA e le abitudini degli americani. Se volete vedere qualche altro video eccone un sunto di seguito.

 

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IL SOGNO DI MOLTI: LA GREEN CARD!!!

Posted in green card, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 18 febbraio 2014

 

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IL SOGNO DI MOLTI: LA GREEN CARD!!!

 

Un sito a tema come quattrovecchiinamerica, non puo’ non trattare un argomento di cui si parla spessissimo, specialmente tra italiani che vivono in USA: la green card.

Prima di andare a vivere in America per me green card significava solo il bellissimo e simpatico film di Gerard Depardieu e di Andie MC Dowell:” green card”!

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Durante la nostra permanenza in Alabama, spesso con amici americani ed italiani abbiamo parlato di green card, ma non ho mai approfondito troppo l’argomento.

Ora ho cercato di capire meglio l’argomento, grazie a due commentatori del blog (Carlo e Barbara), utilizzando anche i loro contributi.

Insoma un post a 6 mani!

Anzi a piu’ mani, in quanto utilizzero’ dei contributi di altri bloggers e le loro parti saranno scritte in blu (cosa che di solito faccio quando riprendo parti di altri blog).

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Fondamentalmente esistono tre modi per ottenere la green card:

1) attraverso l’approvazione da parte dell’USCIS (US Citizenship and Immigration Service)

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della richiesta di rilascio da parte di un familiare;

2)  a domanda di un datore di lavoro americano;

3)   tramite la partecipazione al Diversity Visa Program.

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Trascorsi cinque anni dal rilascio della Green Card è possibile inoltre fare domanda per ottenere la cittadinanza americana.

Family Immigration Green Card

Si ottiene attraverso la famiglia, è necessario che un vostro parente (molto prossimo) sottoscriva una richiesta di Immigrant Visa compilando il modulo USCIS Form I-130 Petition for Alien Relative al costo di circa 500 dollari.

Employment Immigration Green Card

In questo caso bisogna avere uno sponsor, ovvero un datore di lavoro che vi richieda di lavorare con lui. In pratica non siete voi a cercare lavoro ma è lui a cercare un dipendente.

Una volta trovato lo sponsor occorre anche farsi assumere.

Il contratto di lavoro è il requisito essenziale per poter avviare le pratiche per ottenere la Green Card oltre, ovviamente, ai requisiti di legge da parte del lavoratore e al superamento di una visita medica.

Chi ottiene la Green Card, ottiene l’accesso ai servizi sanitari e d’istruzione ma non ottiene la cittadinanza.

Ogni Stato americano ha a disposizione una quota di Green card disponibili.

Esistono molti siti web che, a pagamento, vi propongono di ottenere la Carta Verde: diffidate, molto spesso si tratta di vere e proprie frodi, meglio affidarsi ai canali istituzionali.

Green Card Lottery

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Ebbene si non è solo un nome, si tratta di una vera e propria lotteria quella del Diversity Visa Program che ogni anno mette in palio Green Card.

Chissà forse è più facile vincerla che procere per vie burocratiche!

Annualmente sono 50.000 le Green Card in palio.

L’unico modo per partecipare al sorteggio è iscriversi gratuitamente al sito www.dvlottery.state.gov entro e non oltre il periodo indicato.

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Attenzione esistono tantissimi siti-truffa non autorizzati, dove si richiedono somme di denaro per registrarsi e partecipare all’estrazione.

I requisiti per la partecipazione sono quello di essere nati in un paese che partecipa al programma e il possesso di un diploma.

Ecco alcune informazioni utili in piu’, inviate da un commentatore del blog, Charlie, che ha come sogno quello di trasferirsi in USA ed aprire un nuovo blog (che noi seguiremo volentieri!):

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Ogni anno, gli U.S.A. assegnano 50.000 permessi di residenza a vita (la green card, carta verde) attraverso una lotteria ufficiale del Dipartimento di Stato.

La green card è un permesso di residenza a vita che vi permette di stabilirvi, lavorare, studiare, comprare casa, mandare i figli a scuola, in pratica vivere legalmente negli Stati Uniti a tempo indeterminato.

Dopo 5 anni è di residenza continuativa negli U.S.A è possibile naturalizzarsi e diventare cittadini americani.

È una lotteria governativa, ed è completamente gratuita.


Questo è il sito ufficiale del dipartimento di stato da quale potrete iscrivervi GRATUITAMENTE alla lotteria:

https://www.dvlottery.state.gov/

Le iscrizioni sono aperte ogni anno tra ottobre e novembre.

E dal primo maggio dell’anno successivo potrete controllare,sempre su questo sito, se siete stati estratti.

Dovrete successivamente compilare dei moduli e spedire delle foto negli USA, cmq tutte le informazioni vi verranno date sul sito in caso di vincita.

Viene assegnato ai vincitori un “case number” e da ottobre di quell’anno inizieranno a chiamare i vincitori per “l’intervista” al consolato americano di napoli.

Per sapere ogni mese quali numeri verranno chiamati dovrete controllare il visa bulletin a questo indirizzo :

http://travel.state.gov/visa/bulletin/bulletin_1360.html


Un forum utilissimo,pieno di informazioni e dove vi aiuteranno su tutto, dal compilare il modulo per iscriversi alla lotteria, ai moduli in caso di vincita fino all’entrata negli USA e oltre…. è questo:

http://wop98.com/

Una volta ottenuta la green card, ricordatevi che le leggi in USA sono severissime in generale ed anche in questo campo:

…. la Green Card e’ considerata un privilegio, per questo motivo puo’ essere revocata o messa in discussione in qualsiasi momento, ma principalmente in 2 casi:

1) Qualora si abbiano problemi con la legge: in questo caso chiaramente la Green Card verrebbe ritirata e voi rimpatriati (parlo di cose gravi che comportino un arresto).

2) Qualora si dia l’idea di non essere interessati a vivere in USA.

In questo caso ad esempio e’ sempre bene risiedere nel paese almeno 6 mesi all’anno: il sito ufficiale dice di non assentarsi per piu’ di un anno, ma io sarei molto piu’ cauto (in questo caso l’ufficiale alla frontiera potrebbe addirittura negarvi l’ingresso).

Qualora sappiate in anticipo che dovrete assentarvi per piu’ di un anno c’e’ una procedura da seguire.

A conferma ed integrazione di quanto detto sopra, ecco un contributo di Barbara (commentatrice del blog), innamorata degli USA, come molti lettori di quattrovecchiinamerica.

Anche di Barbara ho solo un avatar che non le rende giustizia!

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Allora ecco due righe per raccontare un pò come funziona la Green Card.

Ho chiesto a mio “bro” come lo chiamo ora eheh, che se ne sta in Alaska….di farmi un semplice riepilogo di quello che succede, eccolo:

Per partecipare alla lotteria per vincere la Green Card, il processo è molto semplice, lungo e gratuito ( almeno fino a quando si vince la Green Card ) .

Il sito ufficiale per partecipare è uno solo ed è

http://travel.state.gov/visa/immigrants/types/types_1322.html

Ora il periodo per partecipare è scaduto, bisogna aspettare il prossimo ottobre 2014 per partecipare al DV 2016 Program (2016 perchè è quando si otterrà la Green Card ) .

Tutti hanno la possibilità di partecipare, anche se ci sono alcuni parametri in cui bisogna rientrare, qui si trova il regolamento per il DV 2015 Program appena scaduto che non dovrebbe essere molto diverso da quello 2016

http://travel.state.gov/visa/immigrants/types/types_1318.html

Una volta compilata la domanda si aspetta .

Se si viene estratti, tra marzo e giugno si riceveranno dei documenti da parte del consolato americano, che bisognerà compilare e rispedire. La Green Card non e’ ancora sicura .

Si aspetta ancora e verso ottobre (a questo punto e’ passato un anno da quando si è fatto domanda) si riceveranno altri documenti necessari per effettuare le visite mediche e l’intervista all’ambasciata americana di Napoli (unica in Italia che rilascia permessi di residenza ) .

Questo è l’ultimo passaggio e a questo punto si è obbligati a pagare per la Green Card ottenuta, anche se si decide che non si vuole più.

In realtà , visto che la Green Card non può essere spedita al di fuori del territorio americano (durante il processo viene richiesto di inserire un indirizzo americano dove spedire la Green Card ) , verrà applicato sul proprio passaporto un visto di durata di 6 mesi .

Si esce dall’ambasciata come residente americano e con una busta che non va aperta , ma conseganta al primo scalo doganale negli Stati Uniti .

Si ha 6 mesi (validità del visto) per entrare negli Stati Uniti .

Al primo ingresso doganale negli Stati Uniti, in aeroporto, si consegna la busta all’ufficiale che controlla il passaporto e si viene portati nell’ufficio doganale .

Vengono prese impronte di tutte le dita , deve essere riconfermato l’indirizzo di dove spedire la Green Card e il gioco è fatto .

La Green Card arriverà all’indirizzo specificato in circa 4-6 settimane , ma legalmente si è già residenti e liberi di iniziare a lavorare e vivere il sogno americano .

Questo in breve quello che accade.

Io e il mio ragazzo ci siamo iscritti, inserito i dati e allegato la fotografia, che deve essere di forma e con posa corrette, altrimenti il programma non ti da l’ok.

Ma comunque, data la “quadrataggine” delle istruzioni americane, è impossibile sbagliare!

E ora attendiamo…

Ho molti amici che vivono negli States, due miei care amiche italiane, una è tipo mia sorella ormai…e moltissimi amici americani sparsi per gli States che lavoravano prima in base qui a Vicenza e ora son tornati a casa, e con cui mi sento sempre molto spesso…anche per tenere allenato il mio inglese…quindi anche per mio fratello è stato facile poi dare un indirizzo di riferimento. Una di queste mie care amiche si è sposata con un soldato che lavorava alla Caserma qui di Vicenza, era a Sacramento, ed è stato da lei per un pò. Così tutte le carte sono arrivate a casa sua.

Siamo fortunati perchè se tutto accadesse davvero, almeno un piccolo appoggio laggiù ce l’abbiamo.

Ecco se hai bisogno di sapere qualcos’altro dimmi pure…

Un abbraccio e saluta la tua family.

Come al solito, quando una cosa interessa, ci sono molte persone che cercano di approfittarsene, al fine di avere guadagni illeciti (in altre parole per dare delle sole, tipo quella di Toto’ che voleva vendere la fontana di Trevi all’americano).

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Ecco un altro contributo sulle “sòle”,  tratto dalla rete:

Se vi squilla il telefono e vi dicono che avete vinto una Green Card, ossia un permesso di residenza negli Stati Uniti, o se vi arriva una mail dello stesso tenore, come sta capitando a molti in questo periodo, non entusiasmatevi troppo.

È vero che esiste una lotteria annuale che assegna circa 50.000 permessi di residenza e di lavoro permanente negli USA, ma per poter vincere occorre partecipare: se non avete inviato nessun modulo di richiesta della Green Card, non vi pioverà certo in casa il permesso di andare a vivere negli Stati Uniti. Cosa più importante, per legge nessuna organizzazione commerciale è in grado di darvi reali vantaggi o garanzie di vincita.

Questo non ha impedito il fiorire di agenzie che promettono vincite assicurate o facilitate e che usano nomi ingannevoli (come US Green Card Office) e grafica molto curata, che le fanno sembrare emanazioni ufficiali delle istituzioni statunitensi, con tanto di link a Whitehouse.gov o altri siti governativi reali, immagini della Casa Bianca e tripudio di bandiere a stelle e strisce.

Siti come Usagc.com, Green-card.com, Usgreencardlottery.com, Usagchelp.com,  Usgreencardoffice.com, Usafis.org o Gic-us.com in realtà scrivono (in piccolo) che si ha il diritto di partecipare gratuitamente alla lotteria governativa e che i pagamenti richiesti servono a coprire le consulenze nella compilazione della domanda per la Green Card, ma molti utenti non se ne accorgono e aderiscono alle loro offerte, grazie anche a campagne di marketing ad alta pressione effettuate per telefono e via mail.

Formalmente, quindi, non si può neanche parlare di truffa, perlomeno se da qualche parte nel sito c’è indicato che non si tratta di un ente governativo (“not a governmental agency” o simili); è tutt’al più comunicazione ingannevole.

E nulla vieta a una società privata di fornire assistenza con la burocrazia statunitense.

Il primo indizio da tenere presente è il suffisso del sito: i veri siti governativi statunitensi hanno un nome che termina con .gov.

Qualunque sito che abbia altri suffissi, come .com o .org, non appartiene al governo degli Stati Uniti. Il numero di aquile o di bandiere in bella mostra nella pagina Web non conta.

Per avere informazioni corrette sulla lotteria delle Green Card, più formalmente denominata Diversity Visa Lottery Program, occorre visitare l’apposita sezione del Dipartimento di Stato USA presso Travel.state.gov (notate il suffisso), dove viene spiegato come si compila la modulistica, quali sono i requisiti (per esempio, solo i cittadini di alcuni paesi sono ammessi, perché gli altri hanno altre modalità) e come avviene realmente la notifica dell’eventuale vincita. Viene inoltre ribadito che l’iscrizione è gratuita, che il governo statunitense non impiega società esterne di consulenza per questo servizio e che fare i furbi inviando più di una richiesta squalifica il candidato.

Occhio al suffisso, quindi, e non cedete alle lusinghe dei venditori telefonici e online, anche perché se siete cittadini europei probabilmente non potete neanche partecipare alla lotteria per le Green Card, concepita per incoraggiare l’influsso di immigrati da altri paesi. Se vi interessa andare a vivere negli Stati Uniti ci sono anche altre modalità per ottenere la Green Card: le trovate descritte presso Uscis.gov.

E per chi volesse provare a cercare lavoro in USA, ecco alcuni siti web dove potrete cercare offerte di lavoro:

- careerbuilder.com
- careers.org
- hotjobs.com
- jobcenter.com
- jobweb.com
- craigslist.org

ROAD SIGNS – INSIDE ALABAMA DRIVER MANUAL AND USA (PART 4)

Posted in Escursioni-Viaggi, macchine, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 1 dicembre 2013

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ROAD SIGNS – INSIDE ALABAMA DRIVER MANUAL AND USA

(PART 4)

Chi ha letto la parte 1, 2 e 3 del post si ricorderà che a proposito della nostra patente di guida USA, il racconto si era interrotto dicendo che avevamo inziato a prendere confidenza con i segnali stradali americani, in attesa di una risposta da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza, che doveva dirimere il dubbio dei dubbi: deve prendere un militare italiano (e sua moglie) la patente dell’Alabama?

Il dubbio ce lo ha risolto la comunicazione che ci e’ pervenuta a casa (dopo meno di 5 giorni lavorativi dall’invio della mia richiesta!) che attestava il fatto che: “i militari di stanza in Alabama, ed i relativi familiari, sono esentati dal dover prendere la patente dello Stato”!

Dato che degli americani mi fido, ma so che sono assolutamente attaccati alla libretta, ho fatto un duplicato di tale lettera.

L’originale l’ho messo nella macchina di mia moglie, e quello fotocopiato nella mia.

Questo per far si che se qualche poliziotto americano ci avesse fermato chiedendoci la famosa frase “driving licence please”, invece di andare a spiegargli che noi avevamo una esenzione come da loro manuale di guida (cosa alla quale sono sicuro non avrebbero creduto), gli avremmo fatto vedere la lettera del loro dipartimento che ci esentava dal dover prendere la patente di guida.

In piu’ avevamo anche la patente di guida internazionale valida per 3 anni, che sarebbe stata comunque utile nel caso comunque il poliziotto avesse avuto ulteriori dubbi in merito!

Insomma come avrete capito, abbiamo deciso di non prendere la patente di guida dell’Alabama, non senza qualche paura.

Infatti come detto sopra, gli americani sono restii ad interpretazioni personali.

Di solito la legge e’ facile da interpretare e loro non sono neanche abitutati ad interpretarla (cosa opposta avviene in Italia, dove la legge c’e’ sempre, ma l’interpretazione e’ sempre soggettiva e varia dalla convenienza di chi la interpreta).

Quindi la mia paura era quella di incontrare uno zelante e palestrato poliziotto americano,

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il quale non interpretava la legge, ma la applicava!!

Vi posso anticipare che per fortuna siamo stati fermati poche volte e tutte le volte la polizia non ci ha creato troppi problemi.

Ma vi ricordo che il mio status era quello di Ufficiale dell’Esercito, e per loro essere un Army Officer, un poliziotto, un vigile del fuoco, e’ comunque sinonimo di persona per bene che va rispettata per definizione, a meno che non sgarri!

Ma anche se non abbiamo mai preso la patente americana,

(a dire il vero io ho preso un surrogato della driving license. Ho preso una ID, rialsciata dallo stesso dipartimento che rilascia la driving license, ma che non ne aveva i privilegi di guida. Insomma una driving license che pero’ era solo una carta di identità!! Non potevo lasciare gli States senza avere la mitica US driving license, se non nel contenuto almeno nel formato!)

abbiamo avuto tanti amici che la hanno presa e ci hanno raccontato aneddoti (sui knoledegement tests e road tests) simpatici che vi scrivero’ in un altro post.

Ma prima andiamo a vedere qualche altro cartello stradale americano diverso da quelli che vediamo sulla nostre strade.

Iniziamo con alcuni cartelli, il cui siginificato (seppur intuibile) in Italia e’ disconosciuto dai piu’, almeno a Roma!

Questo segnale sotto significa non parcheggiare sul marciapiede (non sul pavimento!),

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questo significa non parcheggiare MAI,

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e questo non parcheggiare motoveicoli sul limite o sul percorso pedonale,

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ed in USA sono quasi sempre rispettati, come del resto e’ rispettata tutta la segnaletica stradale (li’ la polizia non scherza).

La domanda nasce spontanea: gli stessi cartelli a Roma quale effetto sortirebbero??!!

Le foto di sotto sono meglio delle parole e ad onor del vero le foto sono state scattate in tutta Italia:

Le prime foto sono di persone che hanno poca classe nel parcheggiare sui marciapiedi: troppo facile e poca fantasia!

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Qui sotto invece gli stupidini creativi, che se ne fregano dei pedoni e degli esercizi commerciali.

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Poi saliamo di categoria ed incontriamo gli imbecilli, che posteggiano dove dovrebbe passare l’autobus o dove dovrebbero prendere l’autobus i passeggeri.

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La categoria sotto, la definirei “i creativi” del parcheggio.

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Qui sotto la creatività e’ di tipo “municipale”, in quanto vorrei conoscere il genio che ha progettato questo parcheggio.

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E per finire la categoria che da noi non manca mai: gli stronzi che parcheggiano dovunque, fregandosene degli handicappati!!

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Ma fuori dalle classifiche, ecco questi poliziotti che parcheggiano sul marciapiede e sullo scivolo per handicappati, nelle vicinanze di un bar!

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Il top della creatività (stronzaggine) lo raggiunge questo camioncino che vende generi alimentari probabilmente a Roma: di fronte al parcheggio epr handicappati!

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Da noi esisitono cartelli e regole simili agli USA, ma difficilmente vengono fatte rispettare. Non temo smentite, dato che ogni giorno per andare in Ufficio o ad accompagnare a scuola i bambini, trovo centinaia di macchine parcheggiate un po alla “come cacchio ce pare” e difficilmente si vedono vigili che fanno multe o carri attrezzi che le rimuovono!

Ai cultori delle leggi ecco cosa recita l’articolo 158 comma 1 e 2 del codice della strada in merito al divieto di sosta dei veicoli ed i commi 5-6-7 relativi alle relative sanzioni:

1. La fermata e la sosta sono vietate:

a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;

b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;

c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;

d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;

e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;

f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;

h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:

a) allo sbocco dei passi carrabili;

b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;

c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote

o due motocicli;

d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;

e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;

f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;

g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;

h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;

i) nelle aree pedonali urbane;

l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;

m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;

n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;

o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione.

……

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €38,00 a €155,00 per ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da € 80,00 a € 318,00 per i restanti veicoli.

6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €23,00 a €92,00 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da €39,00 a € 159,00 per i restanti veicoli.

7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

In UK ci sono questi volantini che cercano di far capire alle persone che parcheggiano sui marciapiedi che sono antisociali (tipico spirito inglese per non dire stronzi!).

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Continuando ancora sul tema dei cartelli inerenti al parcheggio, eccone sotto uno che tradotto potreebe significare la seguente cosa:” non pensate minimamente di parcheggio qui”!

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Poi ci sono i cartelli difficili da capire, tipo questo:

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questo sotto lo abbiamo trovato noi ad Atlanta nelle vicinanze del downtown.

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E pare che non sia ben frequentato!

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Spostandoci di poco dal tema parcheggio, ecco il cartello che indica l’impossibilità di fermarsi in qualsiasi momento.

194px-NYSDOT_NYP1-7.svg[1]

Anche qui potremmo parlare per ore di cio’ che vediamo quotidianamente in Italia sulle fermate delle macchine non conformi all’art. 158.

Io personalmente tornando dopo 3 anni dall’America sono rimasto sconvolto da come a Roma le persone lascino le macchine si fermino in doppia fila o addirittura in terza fila, quasi come se fosse normale. Si trovano macchine ferme in curva, su strade a scorrimento veloci, su strade ad una corsia, camion che scricano a tutte le ore del giorno ………………….

Una vera e propria giungla di macchine messe a cavolo, senza rispetto per nessuno. Il mio sentimento per questi personaggi e’ espresso da questo murales:

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I peggiori pero’ sono quelle che sono fermi in doppia e tripla fila, ma che sono dentro la macchina! Bloccano coscientement il traffico e se gli dici qualche cosa sono capaci di riposnderti male. Ma mi chiedo dove sono i vigili???!!!

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Ecco un altro cartello USA, che da noi e’ recepito quasi come un consiglio

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(da notare che ogni Stato ha la sua regolamentazione in materia di segnaletica stradale, e quindi se in Alabama non si possono mandare messaggini mediante cellulare, magari in Arkansas invece si!)

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E’ importante sapere che in USA, a differenza dell’Italia e di molti altre nazioni, si puo’ guidare mentre si parla al telefono!

In questo campo sembra che noi siamo piu’ avanti di loro.

Ci sono pero’ alcuni Stati in cui pero’ non e’ possibile guidare mentre si parla al cellulare:

It’s important for mobile office professionals to be aware of the fact that many jurisdictions have made it illegal to use your cell phone while driving. In some cases you can still use hands-free devices.

Ignorance of the law is no defence, so make note of where you cannot use your cell phone.

United States:

•Arkansas – only in force for school bus drivers

•Arizona – effective only for school bus drivers

•California – effective Jan. 2008 you must use a hands free device.

•Conneciticut

•Brooklyn, Ohio have passed an ordnance making it illegal to use handheld cell phones.

•District of Columbia

•New Jersey

•New York – hands-free use is allowable and emergency use of a hand-held cell phone.

Many States currently have legislation pending regarding the use of cell phones. Most States also cover using cell phones in the case of accidents or other law-breaking activities while driving a vehicle in their respective traffic legislation.

Questo sotto, non e’ un vero e proprio cartello stradale, e’ un avvertimento intelligente, che ho visto spesso,

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ma anche se sembra stupido (il cartello) ha la sua ragione di esistere, viste le foto di sotto!

Photo Pete Bannan bridge6

I cartelli di sotto sono a tema trafficlight o semaforo.

Questo di seguito ricorda che se si passa con il rosso, si debbono pagare 400 $ di multa. Per chi non ha vissuto negli USA, quando la polizia vi dice che deve riaasciare un ticket, non e’ una buona cosa! Infatti ricevere un ticket vuol dire ricevere e pagare una multa!!!

244px-CALTRANS_SR58.svg[1]

Questo cartello invece ricorda la fantastica propensione degli americani a normare tutto, anche il modo di attraversare la strada dei pedoni!

208px-MUTCD_R10-3b.svg[1]

Un segnale che conosco bene e’ questo di sotto, infatti noi abitavamo vicinissimi ad un passaggio a livello e tutti i giorni lo incrociavamo attraversando i binari sconnessi.

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Questo cartello avverte l’automobilista che a pochi metri c’e’ un attraversamento ferroviario, che puo’ essere con barriere o senza (in questo caso le barriere non esistono ed i binari da attraversare sono due).

Per gli amanti delle parole americane, attraversamento ferroviario si dice railroad crossing o anche crossbuck.

Rimando ad un altro post foto e parole sui treni americani, che in USA sono assolutamente affascinanti.

Vi dico solo che a quel passaggio livello sotto casa, se passava un treno merci (ed in 3 anni ho visto solo treni merci =  freight train), potevi assistere ad uno spettacolo unico: minimo due motrici se non tre,

a-complete-breakdown-of-freight-railroad-spending-in-the-us[1]

un treno lungo decine e decine di vagoni,

Trailers on express freight train, Arizona, USA

e container caricati a doppio!

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Ultimi cartelli stradali di questo post, sono quelli riferiti alle cinture di sicurezza, che in USA sono assolutamente da indossare, pena un ticket da parte della polizia!

207px-MUTCD_R16-1.svg[1]

In Alabama, allacciare le cinture di sicurezza si dice “buckle up”!

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NAturalmente anche qui le cinture di sicurezza si possono personalizzare con i gadget dei Roll Tide!

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Ma non posso non finire senza segnalare il fatto che in  USA quando si vede uno stop, o delle striscie pedonali gli automobilisti si fermano almeno 5 metri prima.

Ma non lo dico per esagerare, ma perche’ e’ vero!

Mentre da noi sulle striscie si fermano solo le macchine che bucano la gomma o quelle in cui il guidatore sviene!

Omni-Ped with Peds

Questo cartello simpatico lo troverete spesso nelle lande desolate dell’Alabama, e se lo trovate andate in chiesa, che e’ meglio!!!

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