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IL SOGNO DI MOLTI: LA GREEN CARD!!!

Posted in green card, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 18 febbraio 2014

 

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IL SOGNO DI MOLTI: LA GREEN CARD!!!

 

Un sito a tema come quattrovecchiinamerica, non puo’ non trattare un argomento di cui si parla spessissimo, specialmente tra italiani che vivono in USA: la green card.

Prima di andare a vivere in America per me green card significava solo il bellissimo e simpatico film di Gerard Depardieu e di Andie MC Dowell:” green card”!

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Durante la nostra permanenza in Alabama, spesso con amici americani ed italiani abbiamo parlato di green card, ma non ho mai approfondito troppo l’argomento.

Ora ho cercato di capire meglio l’argomento, grazie a due commentatori del blog (Carlo e Barbara), utilizzando anche i loro contributi.

Insoma un post a 6 mani!

Anzi a piu’ mani, in quanto utilizzero’ dei contributi di altri bloggers e le loro parti saranno scritte in blu (cosa che di solito faccio quando riprendo parti di altri blog).

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Fondamentalmente esistono tre modi per ottenere la green card:

1) attraverso l’approvazione da parte dell’USCIS (US Citizenship and Immigration Service)

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della richiesta di rilascio da parte di un familiare;

2)  a domanda di un datore di lavoro americano;

3)   tramite la partecipazione al Diversity Visa Program.

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Trascorsi cinque anni dal rilascio della Green Card è possibile inoltre fare domanda per ottenere la cittadinanza americana.

Family Immigration Green Card

Si ottiene attraverso la famiglia, è necessario che un vostro parente (molto prossimo) sottoscriva una richiesta di Immigrant Visa compilando il modulo USCIS Form I-130 Petition for Alien Relative al costo di circa 500 dollari.

Employment Immigration Green Card

In questo caso bisogna avere uno sponsor, ovvero un datore di lavoro che vi richieda di lavorare con lui. In pratica non siete voi a cercare lavoro ma è lui a cercare un dipendente.

Una volta trovato lo sponsor occorre anche farsi assumere.

Il contratto di lavoro è il requisito essenziale per poter avviare le pratiche per ottenere la Green Card oltre, ovviamente, ai requisiti di legge da parte del lavoratore e al superamento di una visita medica.

Chi ottiene la Green Card, ottiene l’accesso ai servizi sanitari e d’istruzione ma non ottiene la cittadinanza.

Ogni Stato americano ha a disposizione una quota di Green card disponibili.

Esistono molti siti web che, a pagamento, vi propongono di ottenere la Carta Verde: diffidate, molto spesso si tratta di vere e proprie frodi, meglio affidarsi ai canali istituzionali.

Green Card Lottery

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Ebbene si non è solo un nome, si tratta di una vera e propria lotteria quella del Diversity Visa Program che ogni anno mette in palio Green Card.

Chissà forse è più facile vincerla che procere per vie burocratiche!

Annualmente sono 50.000 le Green Card in palio.

L’unico modo per partecipare al sorteggio è iscriversi gratuitamente al sito www.dvlottery.state.gov entro e non oltre il periodo indicato.

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Attenzione esistono tantissimi siti-truffa non autorizzati, dove si richiedono somme di denaro per registrarsi e partecipare all’estrazione.

I requisiti per la partecipazione sono quello di essere nati in un paese che partecipa al programma e il possesso di un diploma.

Ecco alcune informazioni utili in piu’, inviate da un commentatore del blog, Charlie, che ha come sogno quello di trasferirsi in USA ed aprire un nuovo blog (che noi seguiremo volentieri!):

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Ogni anno, gli U.S.A. assegnano 50.000 permessi di residenza a vita (la green card, carta verde) attraverso una lotteria ufficiale del Dipartimento di Stato.

La green card è un permesso di residenza a vita che vi permette di stabilirvi, lavorare, studiare, comprare casa, mandare i figli a scuola, in pratica vivere legalmente negli Stati Uniti a tempo indeterminato.

Dopo 5 anni è di residenza continuativa negli U.S.A è possibile naturalizzarsi e diventare cittadini americani.

È una lotteria governativa, ed è completamente gratuita.


Questo è il sito ufficiale del dipartimento di stato da quale potrete iscrivervi GRATUITAMENTE alla lotteria:

https://www.dvlottery.state.gov/

Le iscrizioni sono aperte ogni anno tra ottobre e novembre.

E dal primo maggio dell’anno successivo potrete controllare,sempre su questo sito, se siete stati estratti.

Dovrete successivamente compilare dei moduli e spedire delle foto negli USA, cmq tutte le informazioni vi verranno date sul sito in caso di vincita.

Viene assegnato ai vincitori un “case number” e da ottobre di quell’anno inizieranno a chiamare i vincitori per “l’intervista” al consolato americano di napoli.

Per sapere ogni mese quali numeri verranno chiamati dovrete controllare il visa bulletin a questo indirizzo :

http://travel.state.gov/visa/bulletin/bulletin_1360.html


Un forum utilissimo,pieno di informazioni e dove vi aiuteranno su tutto, dal compilare il modulo per iscriversi alla lotteria, ai moduli in caso di vincita fino all’entrata negli USA e oltre…. è questo:

http://wop98.com/

Una volta ottenuta la green card, ricordatevi che le leggi in USA sono severissime in generale ed anche in questo campo:

…. la Green Card e’ considerata un privilegio, per questo motivo puo’ essere revocata o messa in discussione in qualsiasi momento, ma principalmente in 2 casi:

1) Qualora si abbiano problemi con la legge: in questo caso chiaramente la Green Card verrebbe ritirata e voi rimpatriati (parlo di cose gravi che comportino un arresto).

2) Qualora si dia l’idea di non essere interessati a vivere in USA.

In questo caso ad esempio e’ sempre bene risiedere nel paese almeno 6 mesi all’anno: il sito ufficiale dice di non assentarsi per piu’ di un anno, ma io sarei molto piu’ cauto (in questo caso l’ufficiale alla frontiera potrebbe addirittura negarvi l’ingresso).

Qualora sappiate in anticipo che dovrete assentarvi per piu’ di un anno c’e’ una procedura da seguire.

A conferma ed integrazione di quanto detto sopra, ecco un contributo di Barbara (commentatrice del blog), innamorata degli USA, come molti lettori di quattrovecchiinamerica.

Anche di Barbara ho solo un avatar che non le rende giustizia!

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Allora ecco due righe per raccontare un pò come funziona la Green Card.

Ho chiesto a mio “bro” come lo chiamo ora eheh, che se ne sta in Alaska….di farmi un semplice riepilogo di quello che succede, eccolo:

Per partecipare alla lotteria per vincere la Green Card, il processo è molto semplice, lungo e gratuito ( almeno fino a quando si vince la Green Card ) .

Il sito ufficiale per partecipare è uno solo ed è

http://travel.state.gov/visa/immigrants/types/types_1322.html

Ora il periodo per partecipare è scaduto, bisogna aspettare il prossimo ottobre 2014 per partecipare al DV 2016 Program (2016 perchè è quando si otterrà la Green Card ) .

Tutti hanno la possibilità di partecipare, anche se ci sono alcuni parametri in cui bisogna rientrare, qui si trova il regolamento per il DV 2015 Program appena scaduto che non dovrebbe essere molto diverso da quello 2016

http://travel.state.gov/visa/immigrants/types/types_1318.html

Una volta compilata la domanda si aspetta .

Se si viene estratti, tra marzo e giugno si riceveranno dei documenti da parte del consolato americano, che bisognerà compilare e rispedire. La Green Card non e’ ancora sicura .

Si aspetta ancora e verso ottobre (a questo punto e’ passato un anno da quando si è fatto domanda) si riceveranno altri documenti necessari per effettuare le visite mediche e l’intervista all’ambasciata americana di Napoli (unica in Italia che rilascia permessi di residenza ) .

Questo è l’ultimo passaggio e a questo punto si è obbligati a pagare per la Green Card ottenuta, anche se si decide che non si vuole più.

In realtà , visto che la Green Card non può essere spedita al di fuori del territorio americano (durante il processo viene richiesto di inserire un indirizzo americano dove spedire la Green Card ) , verrà applicato sul proprio passaporto un visto di durata di 6 mesi .

Si esce dall’ambasciata come residente americano e con una busta che non va aperta , ma conseganta al primo scalo doganale negli Stati Uniti .

Si ha 6 mesi (validità del visto) per entrare negli Stati Uniti .

Al primo ingresso doganale negli Stati Uniti, in aeroporto, si consegna la busta all’ufficiale che controlla il passaporto e si viene portati nell’ufficio doganale .

Vengono prese impronte di tutte le dita , deve essere riconfermato l’indirizzo di dove spedire la Green Card e il gioco è fatto .

La Green Card arriverà all’indirizzo specificato in circa 4-6 settimane , ma legalmente si è già residenti e liberi di iniziare a lavorare e vivere il sogno americano .

Questo in breve quello che accade.

Io e il mio ragazzo ci siamo iscritti, inserito i dati e allegato la fotografia, che deve essere di forma e con posa corrette, altrimenti il programma non ti da l’ok.

Ma comunque, data la “quadrataggine” delle istruzioni americane, è impossibile sbagliare!

E ora attendiamo…

Ho molti amici che vivono negli States, due miei care amiche italiane, una è tipo mia sorella ormai…e moltissimi amici americani sparsi per gli States che lavoravano prima in base qui a Vicenza e ora son tornati a casa, e con cui mi sento sempre molto spesso…anche per tenere allenato il mio inglese…quindi anche per mio fratello è stato facile poi dare un indirizzo di riferimento. Una di queste mie care amiche si è sposata con un soldato che lavorava alla Caserma qui di Vicenza, era a Sacramento, ed è stato da lei per un pò. Così tutte le carte sono arrivate a casa sua.

Siamo fortunati perchè se tutto accadesse davvero, almeno un piccolo appoggio laggiù ce l’abbiamo.

Ecco se hai bisogno di sapere qualcos’altro dimmi pure…

Un abbraccio e saluta la tua family.

Come al solito, quando una cosa interessa, ci sono molte persone che cercano di approfittarsene, al fine di avere guadagni illeciti (in altre parole per dare delle sole, tipo quella di Toto’ che voleva vendere la fontana di Trevi all’americano).

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Ecco un altro contributo sulle “sòle”,  tratto dalla rete:

Se vi squilla il telefono e vi dicono che avete vinto una Green Card, ossia un permesso di residenza negli Stati Uniti, o se vi arriva una mail dello stesso tenore, come sta capitando a molti in questo periodo, non entusiasmatevi troppo.

È vero che esiste una lotteria annuale che assegna circa 50.000 permessi di residenza e di lavoro permanente negli USA, ma per poter vincere occorre partecipare: se non avete inviato nessun modulo di richiesta della Green Card, non vi pioverà certo in casa il permesso di andare a vivere negli Stati Uniti. Cosa più importante, per legge nessuna organizzazione commerciale è in grado di darvi reali vantaggi o garanzie di vincita.

Questo non ha impedito il fiorire di agenzie che promettono vincite assicurate o facilitate e che usano nomi ingannevoli (come US Green Card Office) e grafica molto curata, che le fanno sembrare emanazioni ufficiali delle istituzioni statunitensi, con tanto di link a Whitehouse.gov o altri siti governativi reali, immagini della Casa Bianca e tripudio di bandiere a stelle e strisce.

Siti come Usagc.com, Green-card.com, Usgreencardlottery.com, Usagchelp.com,  Usgreencardoffice.com, Usafis.org o Gic-us.com in realtà scrivono (in piccolo) che si ha il diritto di partecipare gratuitamente alla lotteria governativa e che i pagamenti richiesti servono a coprire le consulenze nella compilazione della domanda per la Green Card, ma molti utenti non se ne accorgono e aderiscono alle loro offerte, grazie anche a campagne di marketing ad alta pressione effettuate per telefono e via mail.

Formalmente, quindi, non si può neanche parlare di truffa, perlomeno se da qualche parte nel sito c’è indicato che non si tratta di un ente governativo (“not a governmental agency” o simili); è tutt’al più comunicazione ingannevole.

E nulla vieta a una società privata di fornire assistenza con la burocrazia statunitense.

Il primo indizio da tenere presente è il suffisso del sito: i veri siti governativi statunitensi hanno un nome che termina con .gov.

Qualunque sito che abbia altri suffissi, come .com o .org, non appartiene al governo degli Stati Uniti. Il numero di aquile o di bandiere in bella mostra nella pagina Web non conta.

Per avere informazioni corrette sulla lotteria delle Green Card, più formalmente denominata Diversity Visa Lottery Program, occorre visitare l’apposita sezione del Dipartimento di Stato USA presso Travel.state.gov (notate il suffisso), dove viene spiegato come si compila la modulistica, quali sono i requisiti (per esempio, solo i cittadini di alcuni paesi sono ammessi, perché gli altri hanno altre modalità) e come avviene realmente la notifica dell’eventuale vincita. Viene inoltre ribadito che l’iscrizione è gratuita, che il governo statunitense non impiega società esterne di consulenza per questo servizio e che fare i furbi inviando più di una richiesta squalifica il candidato.

Occhio al suffisso, quindi, e non cedete alle lusinghe dei venditori telefonici e online, anche perché se siete cittadini europei probabilmente non potete neanche partecipare alla lotteria per le Green Card, concepita per incoraggiare l’influsso di immigrati da altri paesi. Se vi interessa andare a vivere negli Stati Uniti ci sono anche altre modalità per ottenere la Green Card: le trovate descritte presso Uscis.gov.

E per chi volesse provare a cercare lavoro in USA, ecco alcuni siti web dove potrete cercare offerte di lavoro:

- careerbuilder.com
- careers.org
- hotjobs.com
- jobcenter.com
- jobweb.com
- craigslist.org

ROAD SIGNS – INSIDE ALABAMA DRIVER MANUAL AND USA (PART 4)

Posted in Escursioni-Viaggi, macchine, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 1 dicembre 2013

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ROAD SIGNS – INSIDE ALABAMA DRIVER MANUAL AND USA

(PART 4)

Chi ha letto la parte 1, 2 e 3 del post si ricorderà che a proposito della nostra patente di guida USA, il racconto si era interrotto dicendo che avevamo inziato a prendere confidenza con i segnali stradali americani, in attesa di una risposta da parte del Dipartimento della pubblica sicurezza, che doveva dirimere il dubbio dei dubbi: deve prendere un militare italiano (e sua moglie) la patente dell’Alabama?

Il dubbio ce lo ha risolto la comunicazione che ci e’ pervenuta a casa (dopo meno di 5 giorni lavorativi dall’invio della mia richiesta!) che attestava il fatto che: “i militari di stanza in Alabama, ed i relativi familiari, sono esentati dal dover prendere la patente dello Stato”!

Dato che degli americani mi fido, ma so che sono assolutamente attaccati alla libretta, ho fatto un duplicato di tale lettera.

L’originale l’ho messo nella macchina di mia moglie, e quello fotocopiato nella mia.

Questo per far si che se qualche poliziotto americano ci avesse fermato chiedendoci la famosa frase “driving licence please”, invece di andare a spiegargli che noi avevamo una esenzione come da loro manuale di guida (cosa alla quale sono sicuro non avrebbero creduto), gli avremmo fatto vedere la lettera del loro dipartimento che ci esentava dal dover prendere la patente di guida.

In piu’ avevamo anche la patente di guida internazionale valida per 3 anni, che sarebbe stata comunque utile nel caso comunque il poliziotto avesse avuto ulteriori dubbi in merito!

Insomma come avrete capito, abbiamo deciso di non prendere la patente di guida dell’Alabama, non senza qualche paura.

Infatti come detto sopra, gli americani sono restii ad interpretazioni personali.

Di solito la legge e’ facile da interpretare e loro non sono neanche abitutati ad interpretarla (cosa opposta avviene in Italia, dove la legge c’e’ sempre, ma l’interpretazione e’ sempre soggettiva e varia dalla convenienza di chi la interpreta).

Quindi la mia paura era quella di incontrare uno zelante e palestrato poliziotto americano,

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il quale non interpretava la legge, ma la applicava!!

Vi posso anticipare che per fortuna siamo stati fermati poche volte e tutte le volte la polizia non ci ha creato troppi problemi.

Ma vi ricordo che il mio status era quello di Ufficiale dell’Esercito, e per loro essere un Army Officer, un poliziotto, un vigile del fuoco, e’ comunque sinonimo di persona per bene che va rispettata per definizione, a meno che non sgarri!

Ma anche se non abbiamo mai preso la patente americana,

(a dire il vero io ho preso un surrogato della driving license. Ho preso una ID, rialsciata dallo stesso dipartimento che rilascia la driving license, ma che non ne aveva i privilegi di guida. Insomma una driving license che pero’ era solo una carta di identità!! Non potevo lasciare gli States senza avere la mitica US driving license, se non nel contenuto almeno nel formato!)

abbiamo avuto tanti amici che la hanno presa e ci hanno raccontato aneddoti (sui knoledegement tests e road tests) simpatici che vi scrivero’ in un altro post.

Ma prima andiamo a vedere qualche altro cartello stradale americano diverso da quelli che vediamo sulla nostre strade.

Iniziamo con alcuni cartelli, il cui siginificato (seppur intuibile) in Italia e’ disconosciuto dai piu’, almeno a Roma!

Questo segnale sotto significa non parcheggiare sul marciapiede (non sul pavimento!),

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questo significa non parcheggiare MAI,

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e questo non parcheggiare motoveicoli sul limite o sul percorso pedonale,

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ed in USA sono quasi sempre rispettati, come del resto e’ rispettata tutta la segnaletica stradale (li’ la polizia non scherza).

La domanda nasce spontanea: gli stessi cartelli a Roma quale effetto sortirebbero??!!

Le foto di sotto sono meglio delle parole e ad onor del vero le foto sono state scattate in tutta Italia:

Le prime foto sono di persone che hanno poca classe nel parcheggiare sui marciapiedi: troppo facile e poca fantasia!

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Qui sotto invece gli stupidini creativi, che se ne fregano dei pedoni e degli esercizi commerciali.

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Poi saliamo di categoria ed incontriamo gli imbecilli, che posteggiano dove dovrebbe passare l’autobus o dove dovrebbero prendere l’autobus i passeggeri.

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La categoria sotto, la definirei “i creativi” del parcheggio.

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Qui sotto la creatività e’ di tipo “municipale”, in quanto vorrei conoscere il genio che ha progettato questo parcheggio.

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E per finire la categoria che da noi non manca mai: gli stronzi che parcheggiano dovunque, fregandosene degli handicappati!!

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Ma fuori dalle classifiche, ecco questi poliziotti che parcheggiano sul marciapiede e sullo scivolo per handicappati, nelle vicinanze di un bar!

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Il top della creatività (stronzaggine) lo raggiunge questo camioncino che vende generi alimentari probabilmente a Roma: di fronte al parcheggio epr handicappati!

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Da noi esisitono cartelli e regole simili agli USA, ma difficilmente vengono fatte rispettare. Non temo smentite, dato che ogni giorno per andare in Ufficio o ad accompagnare a scuola i bambini, trovo centinaia di macchine parcheggiate un po alla “come cacchio ce pare” e difficilmente si vedono vigili che fanno multe o carri attrezzi che le rimuovono!

Ai cultori delle leggi ecco cosa recita l’articolo 158 comma 1 e 2 del codice della strada in merito al divieto di sosta dei veicoli ed i commi 5-6-7 relativi alle relative sanzioni:

1. La fermata e la sosta sono vietate:

a) in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie o così vicino ad essi da intralciarne la marcia;

b) nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici, salvo diversa segnalazione;

c) sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;

d) in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;

e) fuori dei centri abitati, sulla corrispondenza e in prossimità delle aree di intersezione;

f) nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione;

g) sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;

h) sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

2. La sosta di un veicolo è inoltre vietata:

a) allo sbocco dei passi carrabili;

b) dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;

c) in seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote, due ciclomotori a due ruote

o due motocicli;

d) negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei veicoli circolanti su rotaia e, ove questi non siano delimitati, a una distanza dal segnale di fermata inferiore a 15m, nonché negli spazi riservati allo stazionamento dei veicoli in servizio di piazza;

e) sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;

f) sulle banchine, salvo diversa segnalazione;

g) negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide di cui all’art. 188 e in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra i marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;

h) nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;

i) nelle aree pedonali urbane;

l) nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;

m) negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature destinate a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica;

n) davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani o contenitori analoghi;

o) limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale ed in loro prossimità sino a 5m prima e dopo le installazioni destinate all’erogazione.

……

5. Chiunque viola le disposizioni del comma 1 e delle lettere d), g) e h) del comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €38,00 a €155,00 per ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da € 80,00 a € 318,00 per i restanti veicoli.

6. Chiunque viola le altre disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da €23,00 a €92,00 per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da €39,00 a € 159,00 per i restanti veicoli.

7. Le sanzioni di cui al presente articolo si applicano per ciascun giorno di calendario per il quale si protrae la violazione.

In UK ci sono questi volantini che cercano di far capire alle persone che parcheggiano sui marciapiedi che sono antisociali (tipico spirito inglese per non dire stronzi!).

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Continuando ancora sul tema dei cartelli inerenti al parcheggio, eccone sotto uno che tradotto potreebe significare la seguente cosa:” non pensate minimamente di parcheggio qui”!

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Poi ci sono i cartelli difficili da capire, tipo questo:

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questo sotto lo abbiamo trovato noi ad Atlanta nelle vicinanze del downtown.

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E pare che non sia ben frequentato!

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Spostandoci di poco dal tema parcheggio, ecco il cartello che indica l’impossibilità di fermarsi in qualsiasi momento.

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Anche qui potremmo parlare per ore di cio’ che vediamo quotidianamente in Italia sulle fermate delle macchine non conformi all’art. 158.

Io personalmente tornando dopo 3 anni dall’America sono rimasto sconvolto da come a Roma le persone lascino le macchine si fermino in doppia fila o addirittura in terza fila, quasi come se fosse normale. Si trovano macchine ferme in curva, su strade a scorrimento veloci, su strade ad una corsia, camion che scricano a tutte le ore del giorno ………………….

Una vera e propria giungla di macchine messe a cavolo, senza rispetto per nessuno. Il mio sentimento per questi personaggi e’ espresso da questo murales:

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I peggiori pero’ sono quelle che sono fermi in doppia e tripla fila, ma che sono dentro la macchina! Bloccano coscientement il traffico e se gli dici qualche cosa sono capaci di riposnderti male. Ma mi chiedo dove sono i vigili???!!!

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Ecco un altro cartello USA, che da noi e’ recepito quasi come un consiglio

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(da notare che ogni Stato ha la sua regolamentazione in materia di segnaletica stradale, e quindi se in Alabama non si possono mandare messaggini mediante cellulare, magari in Arkansas invece si!)

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E’ importante sapere che in USA, a differenza dell’Italia e di molti altre nazioni, si puo’ guidare mentre si parla al telefono!

In questo campo sembra che noi siamo piu’ avanti di loro.

Ci sono pero’ alcuni Stati in cui pero’ non e’ possibile guidare mentre si parla al cellulare:

It’s important for mobile office professionals to be aware of the fact that many jurisdictions have made it illegal to use your cell phone while driving. In some cases you can still use hands-free devices.

Ignorance of the law is no defence, so make note of where you cannot use your cell phone.

United States:

•Arkansas – only in force for school bus drivers

•Arizona – effective only for school bus drivers

•California – effective Jan. 2008 you must use a hands free device.

•Conneciticut

•Brooklyn, Ohio have passed an ordnance making it illegal to use handheld cell phones.

•District of Columbia

•New Jersey

•New York – hands-free use is allowable and emergency use of a hand-held cell phone.

Many States currently have legislation pending regarding the use of cell phones. Most States also cover using cell phones in the case of accidents or other law-breaking activities while driving a vehicle in their respective traffic legislation.

Questo sotto, non e’ un vero e proprio cartello stradale, e’ un avvertimento intelligente, che ho visto spesso,

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ma anche se sembra stupido (il cartello) ha la sua ragione di esistere, viste le foto di sotto!

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I cartelli di sotto sono a tema trafficlight o semaforo.

Questo di seguito ricorda che se si passa con il rosso, si debbono pagare 400 $ di multa. Per chi non ha vissuto negli USA, quando la polizia vi dice che deve riaasciare un ticket, non e’ una buona cosa! Infatti ricevere un ticket vuol dire ricevere e pagare una multa!!!

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Questo cartello invece ricorda la fantastica propensione degli americani a normare tutto, anche il modo di attraversare la strada dei pedoni!

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Un segnale che conosco bene e’ questo di sotto, infatti noi abitavamo vicinissimi ad un passaggio a livello e tutti i giorni lo incrociavamo attraversando i binari sconnessi.

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Questo cartello avverte l’automobilista che a pochi metri c’e’ un attraversamento ferroviario, che puo’ essere con barriere o senza (in questo caso le barriere non esistono ed i binari da attraversare sono due).

Per gli amanti delle parole americane, attraversamento ferroviario si dice railroad crossing o anche crossbuck.

Rimando ad un altro post foto e parole sui treni americani, che in USA sono assolutamente affascinanti.

Vi dico solo che a quel passaggio livello sotto casa, se passava un treno merci (ed in 3 anni ho visto solo treni merci =  freight train), potevi assistere ad uno spettacolo unico: minimo due motrici se non tre,

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un treno lungo decine e decine di vagoni,

Trailers on express freight train, Arizona, USA

e container caricati a doppio!

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Ultimi cartelli stradali di questo post, sono quelli riferiti alle cinture di sicurezza, che in USA sono assolutamente da indossare, pena un ticket da parte della polizia!

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In Alabama, allacciare le cinture di sicurezza si dice “buckle up”!

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NAturalmente anche qui le cinture di sicurezza si possono personalizzare con i gadget dei Roll Tide!

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Ma non posso non finire senza segnalare il fatto che in  USA quando si vede uno stop, o delle striscie pedonali gli automobilisti si fermano almeno 5 metri prima.

Ma non lo dico per esagerare, ma perche’ e’ vero!

Mentre da noi sulle striscie si fermano solo le macchine che bucano la gomma o quelle in cui il guidatore sviene!

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Questo cartello simpatico lo troverete spesso nelle lande desolate dell’Alabama, e se lo trovate andate in chiesa, che e’ meglio!!!

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ITALIA vs USA DUE ANNI DOPO (part 1)

Posted in differenze tra Italia ed USA, Usi e costumi, Varie by quattrovecchiinamerica on 20 novembre 2013

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ITALIA vs USA DUE ANNI DOPO

(part 1) 

 

“Ciao, ci tenevo a ringrazianti perché a differenza di quasi tutti gli altri siti sugli USA, tu mi dai la possibilità, con i tuoi racconti di vita quotidiana, di vivere il mio sogno. Che ovviamente è, fin dall’infanzia, quello di vivere in America. Spero non ti fermerai presto. Qualora avessi voglia di scambiare due chiacchiere sulla meravigliosa vita negli USA e di raccontare aneddoti, non esitare a contattarmi” 

Le parole riportate sopra, sono quelle di uno dei tanti commenti ricevuti ultimamente sul blog.

Perche’ ho riportato questo commento?

Per autoincensare il blog?

Assolutamente no!!

Ma solo perche’ in questi anni di commenti e di blog ho avuto alcune critiche perche’ secondo alcuni lettori il blog raccontava “favole americane” e che affermavano che l’America vera e’ un’altra cosa.

A tali critiche ci ho pensato piu’ volte e sono arrivato alla conclusione che il blog naturalmente non e’ una favola americana, ma e’ la vera realta’ che noi abbiamo vissuto, senza che la stessa fosse stata romanzata, travisata o artefatta da me, per far vedere che gli USA sono meglio dell’Italia o viceversa.

Di certo il taglio delle storie risente del “social environment” in cui ni siamo vissuti e cioe’ quello di un ufficiale ingegnere militare che lavorava per gli USA in un Arsenale Americano, con uno stipendio assolutamente da non disprezzare.

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Quindi di una famiglia che potrebbe essere paragonata ad una famiglia americana di medio alta borghesia.

Ma questa peculiarita’ non ha affatto influenzato i racconti ed i posts, infatti ho sempre cercato di far rivivere ai lettori cio’ che noi vedevamo e percepivamo indipendentemente da quanto guadagnavo o dal lavoro che facevo.

E questa sensazione di racconto indipendente e non turistico e’ stata spesso confermata da moltissimi commenti.

Riporto sotto il commento di Barbara (la quale ha permesso la pubblicazione sia del suo nome che del commento), in quanto oltre ad aver visitato Huntsville (Al) e la Jack Daniel Distillery in Tennessee, ha potuto constatare di persona che quanto ho raccontato io non erano balle, ma cose piu’ che vere!

 

ciao Ezio…

sono Barbara ti scrivo da Vicenza…è una settimana oggi che siam tornati dagli States…quarta volta per me…terza per il mio ragazzo…e siamo in piena depressione da rientro…

e siamo stati solo in vacanza…

ho iniziato a leggere il tuo blog per caso proprio in questi giorni…

sai che siamo passati per Huntsville? ho conosciuto pure una ragazza molto simpatica di lì, Courtney e siamo stati a Fayetteville dopo aver visto la Jack Daniel’s Distillery?

Mi viene da piangere…

Abbiamo fatto intorno ai 4000km, 3 settimane…un bel viaggione…

Ma dopo NY e la California..finalmente abbiamo visto la vera america…

e mi viene da piangere…

Ho letto le tue parole e … me le togli dalla bocca…

Le cose funzionano, la gente ti saluta, ecc ecc….

Ho proprio toccato con mano tutto questo veramente e forse solo per la prima volta così da vicino, con occhi più aperti che non da turista medio…

e mi viene da piangere…ora…

E so che tu sai cosa voglio dire…

Volevo solo ringraziarti per il tuo blog, mi fa tornare là…

Spero che tu non sia veramente tornato ad essere quello che eri perchè io di essere inkattivita con gente che ti fa inkattivire anche se non lo sei non ci sto più…

Intanto continuo a leggerti per finire tutto quello che hai scritto e spero anche di sentirti, così mi fai sapere come va adesso, e come sta la tua family.

Chi non c’è mai stato non può capire, chi si rifiuta di capire è meglio che se ne stia qui in Italia….

 

Grazie

 

Barbara

Ed e’ proprio il commento di Barbara che ha ispirato questo post.

Infatti lei sottolinea la forte differenza che ha riscontrato viaggiando attraverso gli USA, rispetto al nostro paese. 

Ed allora ho pensato di fare un post comparativo a distanza di due anni dal nostro rientro in Italia.

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A due anni dal nostro rientro in Italia ed ancora sento la mancanza di quello Stato cosi’ arretrato denominato Alabama e di quella citta’ piccolo, inesistente e quasi deserta nei week end, che si chiama Huntsville. 

Sento la mancanza:

-   dei politici onesti;

-   del prezzo della benzina negli USA;  

-   della mia squadra di football universitario americano, gli invincibili Roll Ride!

-   del mitico NFL football Monday night;

-   delle finali di NBA di basket:

-   dei panini dal gusto unico e fantasioso Americano;

-   dell’educazione di quella gente e del loro rispetto delle regole;

-   della semplicita’ delle azioni quotidiane e del loro modo di vivere;

-   della pulizia dei bagni pubblici quasi in ogni dove;

-   del “complete customer care orientation” della Societa’ Americana;

-   della pulizia e cortesia degli alberghi;

-   dell’organizzazione delle chiese americane;

-  delle procedure user friendly che si utilizzano in Banca, alla Posta, al Supermercato, in Assicurazione, in agenzia viaggi, per fare dei contratti per il telefono, per il gas, per l’elettricita’, per l’acqua;

-   della cortesia dei camerieri nei ristoranti;

-   della completa disponibilita’ dei commessi nei negozi;

-   dei bei parchi giochi e delle aree attrezzate per i bambini, sicure e ben mantenute;

-   degli asili di gran lunga piu’ belli di quelli italici (piu’ puliti, grandi, attrezzati con grandi aree verdi) e delle scuole pubbliche, che sono dei very gioielli a confront con le nostre;

-   della sanita’ Americana (piu’ avanti mi spieghero’ meglio);

-  dell’assenza di persone lungo le strade che infastidiscono i passanti (tipo extracomunitari irregolari e/o italiani che vendono oggetti falsi, che richiedono l’elemosina, che ti vogliono pulire i vetri a forza con acqua sporca, che dormono e fanno i propri bisogni per strada, che  vogliono soldi per il parcheggio della macchina, che vendono droga ai nostril ragazzi;

-   dell’assenza di traffico;

-   dell’assenza dei furbetti di quartiere e dei maleducati;

-  dell’assenza di Societa’ (di qualunque tipo: assicurazioni, telefoniche, governative, negozianti) che con paletti assurdi cercano di impedire ai consumatori di ottenere i loro diritti. 

Praticamente mi manca quasi tutto, tranne la paura dei tornado e delle sparatorie nelle scuole e nei luoghi pubblici!

Vediamo ora cronologicamente o quasi, quali sono state le cose che ho trovate peggiorate o migliorate in Italia (poche), mettendole quando possibile a paragone con quelle americane.

Indubbiamente quando si arriva in Italia due cose subito si fanno notare: l’aeroporto di Fiumicino (o meglio Leonardo Da Vinci)

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ed i collegamenti con la citta’ (taxi autorizzati ed abusivi).

Proviamo ad uscire dall’aereo e dirigiamoci verso l’uscita dell’aeroporto.

Se sfochiamo le fotografie tutto sembra abbastanza normale,

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ma se facciamo un po di attenzione noteremo che oltre a corridoi ed ambienti bassi ed angusti, le infrastrutture sono fatiscienti e non sono degne di una capitale di una nazione Europea.

Pannelli di legno sconnessi e distaccati a vista,

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sedie scomodissime, con maglie di operatori dello scalo dimenticate come souvenir,

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pavimenti seminuovi, ma sporchi di liquidi non meglio identificabili,

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e se si vuole telefonare nel percorso che va verso l’uscita, la situazione non cambia molto!

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Dopo qualche indicazione farlocca e molta strada fatta in corridoi tutt’altro che gradevoli ecco che si arriva alla zona bagagli, dove un display da le indicazioni del nostra da raggiungere per recuperare il vostro bagaglio (se la fortuna vi assiste!).

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Prima di tutto bisogna procurarsi un carrello.

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Se si e’ fortunati di trovarlo, bisogna pagare ben 2 Euro A PERDERE!!!

Nel senso che si paga ben 2 Euro per un servizio che molti aeroporti internazionali danno gratis o che fanno pagare molto di meno.

Io ricordo piu’ di una volta di essere arrivato la mattina presto dagli States e di non avere due euro spicci per il carrello. La macchina che eroga i carrelli non funzionava con le banconote, non esisteva nessuna macchina cambia monete in funzione ed i pochi negozi aperti non ti cambiavano le banconote! Ma tanto i carrelli non c’erano, cosi’ come il servizio di facchinaggio!!!

Questo e’ cio’ che pensano dei turisti ed anche io, del servizio carrelli di Fiumicino!

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Ma se siete stati fortunati avrete trovato un carrello, quindi dovrete solo andare al nastro segnalato (spesso in modo inesatto) ed aspettare un robusto tempo per vedere arrivare le vostre valigie (se la fortuna e’ dalla vostra parte, dati i numerosi casi di furti dalle valigie, ben documentati e puniti in modo impercettibile).

Nel frattempo potrete ammirare la sporcizia che regna in queste zone!

Comunque chi volesse impegnare il suo tempo in attesa dell’arrivo delle valigie (che secondo me a Fiumicino arrivano mediamente in 20-30 minuti, mentre nel resto del mondo moderno se si arriva a 15 minuti e’ tanto), c’e’ un meraviglioso parco giochi (degno di un paese sottosviluppato), nel quale far giocare (su tappeti sporchissimi) i propri bambini!

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Mi chiedo quanto avranno speso del loro budget, per comprare dei giochi cosi’ brutti e posizionarli nel peggior posto di un aeroporto: poco prima dell’uscita!! Di solito si posizionano in zona partenza, in modo che quando si deve aspettare una coincidenza con i bambini, loro giocano ed i genitori si riposano. Qui lo hanno messo a 50 metri dall’uscita:che senso ha??!!

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A 20 metri dall’uscita (ma ancora dentro la zona doganale) c’e’ poi questo meraviglioso chiosco, che dovrebbe vendere e far degustare un caffe’ da sogno (dato che sei arrivato nel paese del caffe’, della pasta, della pizza e …… non dicamo altro sui politici).

Piu’ volte ho preso il caffe’ qui, e vi assicuro che fa veramente schifo, oltre al personale che ti tratta in modo indegno (sempre ingrugniti, arrabbiati e quasi maleducati. Un po’ come se fossero offesi dal fatto che tu li hai fatti lavorare, ordinando un caffe’)!!!

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Ma il turista, stanco del lungo viaggio per arrivare alla meta italiana, non ci fa tanto caso e passa la dogana sperando di raggiungere la citta’ eterna velocemente e pagando un prezzo congruo.

Niente di piu’ sbagliato!!!

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Appena uscito dalla zona doganale, il turista diventa oggetto di una caccia al’uomo all’ultimo sangue. I cacciatori sono i tassisti abusivi, che circondano l’ignaro turista (da spennare) per farlo salire sul loro taxi, naturalmente abusivo!

TOIATI Fiumicino per Tagliapietra. NON FIRMARE LE FOTO.

Dal Messaggero di Agosto 2013:

«Presto non avremo più nessuna presenza di tassisti abusivi nelle nostre stazioni e nei nostri aeroporti». Il sindaco Ignazio Marino dichiara guerra agli Ncc e ai «taxi» abusivi.

SITUAZIONE ESPLOSIVA

Dopo i blitz della Municipale della scorsa settimana, invece, alla stazione Termini gli abusivi sono spariti. Almeno per ora. A Fiumicino, al contrario, la situazione è esplosiva. A denunciarlo sono i leader delle cooperative di taxi romane. Tra loro c’è chi teme le solite «dichiarazioni spot con blitz quasi inutili e risultati simili allo zero sulla lunga distanza», spiega Loreno Bittarelli patron dei 3570. Un tesi condivisa pure dagli altri colleghi, come Massimo Mancinelli della coop Samarcanda e Alessandro Genovese di Ugl Taxi che chiede al sindaco «di passare dalle chiacchiere del passato ai fatti concreti». Dura anche la posizione di Marco Salciccia, portavoce dell’Associazione Taxi Roma Capitale, da mesi impegnato a combattere il sistema messo in piedi da alcuni Ncc al Leonardo da Vinci. «L’altro ieri sono arrivate un’auto dei vigili e una della Finanza – spiega il tassista – I noleggiatori fuorilegge sono rimasti all’esterno del salone arrivi, ma hanno continuato ad agganciare i turisti». E ancora: «Le liti – aggiunge Salciccia – sono all’ordine del giorno. La questione è ormai di ordine pubblico». Tra i tassisti c’è pure chi è disposto a scioperare, lasciando i turisti alla mercé dei falsi «taxi» in livrea nera. «Ma sarebbe quasi una resa», ribattono dalle associazioni.

LA RICHIESTA

E a questo punto entrano i gioco Marino, il questore Della Rocca e il prefetto Pecoraro. Chiamati in causa proprio dai tassisti che chiedono ai responsabili della sicurezza della città «il ripristino delle condizioni di legalità del settore». Perché i problemi ormai non riguardano più solamente stazioni ed aeroporti. Il business degli Ncc (con licenza, ma che di fatto esercitano come normali taxi) si sta allargando a macchia d’olio anche in centro (piazza Berinini a San Saba, via di San Gergorio, piazza Repubblica, solo per citare alcuni punti), richiamando autisti da mezza regione. Un malcostume, ribadiscono i tassisti, che oggi a Roma non è più sotto controllo.

L’ignaro turista che non viene accalappiato dai tassisti abusivi ha due possibilita’ per arrivare a Roma: o prende i taxi “regolari” o prende il treno.

Prendendo un taxi regolare non si dovrebbero avere grosse fregature, perche’ la tariffa e’ normata da apposita tariffe flat:

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Stazione Ostiense 45 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Mura Aureliane 48 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Stazione Tiburtina 55 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Porto di Civitavecchia 120 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Castello della Magliana 30 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Nuova Fiera di Roma 25 euro

da e per l’Aeroporto di Fiumicino-Ciampino Aeroporto 50 euro.

Il costo del servizio è comprensivo del bagaglio, per un massimo di quattro passeggeri.

Ma non sempre i taxisti conoscono bene questa tabella, infatti anche a me (non turista e non straniero) e’ stato chiesto di pagare 65 Euro per portarmi a casa (ben 10 Euro + del dovuto!), per motivi comprensibili solo al tassista!

Io di solito scelgo sempre di prendere il treno, perche’ comodissimo e se non si prende il Leonardo Express (per Termini senza fermate) non e’ neanche caro (a confronto con altre capitali Europee).

Per arrivare a prendere il treno bisogna fare una strada che dire sporca e’ un complimento.

Ecco 4 scatti fatti nel degrado e nella sporcizia del percorso che collega il terminal alla stazione ferroviaria:

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Finisco con una nota sui treni.

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Il Leonardo Express (servizio no-stop dedicato esclusivamente ai passeggeri aeroportuali, per/da Roma Termini con partenze ogni 30 minuti e tempo di percorrenza di 31 minuti), che costa   14 Euro e’ un bel treno caro, ma pulito e degno di una capitale Europea.

Il trenino regionale  (della linea FL1 da/per altre stazioni di Roma, tra cui Roma Tiburtina, con partenze ogni 15 minuti nei giorni feriali e ogni 30 nei giorni festivi) e’ piu’ economico (8 Euro) ma e’ osceno: sporco dentro e fuori, con bagni da incubo. 

Una ultima nota sulla visuale che offriamo ogni giorno a migliaia di turisti che prendono il treno per Roma: nei pressi di OStiense, sotto un ponte c’e’ un accampamento di zingari, con tanto di letti, materassi, cucine, immondizia ……… che da il benvenuto ai turisti!

Sono anni che la polizia ogni tanto sgombra tale accampamento a cielo aperto, e sono anni che sta ancora li!!

Concludo con un commenti di un italiano, sul nostro aeroporto romano, che non si discosta molto dal mio giudizio:

Aeroporto: a Barcellona ultramoderno, spazioso, arioso, iperorganizzato, accogliente, con il servizio TAXI perfetto, economico, supervigilato, controllato. E con servizi di assistenza ed accoglienza di assoluta qualità.

A Roma? Mi viene da ridere (per non piangere): arrivi e si è accolti da un TUGURIO di aeroporto, buio o spesso poco e malamente illuminato, sporco, con pavimenti dove la sporcizia, se non sparsa in giro, la trovi agli angoli dei muri, con il “bellissimo” biglietto da visita di 2 EURO PER UN CARRELLO porta valige. Ma dico, in quale altro posto?

E poi, appena usciti dalla zona controlli, vogliamo prendere un taxi? ASSALITI dagli abusivi o insistenti NCC (noleggio con conducente) che chiedono se vuoi un’automobile (non possono, devono stare nei loro stands), tassisti che provano a lucrare su tariffe etc…

Prendiamo il treno? Guardate, risparmio la descrizione del servizio che è roba indegna di una CAPITALE EUROPEA.

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