4 vecchi in america

SANTA CLAUS’ JOKES

Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 25 Dicembre 2009

SANTA CLAUS’ JOKES

 

Come l’anno scorso faccio un post ben augurale per tutti noi.

La cosa strana e’ stata che il post dell’anno scorso e’ stato letto normalmente a Dicembre 2008, poi come naturale e’ stato letto pochissimo. A novembre 2009 il post ha sucitato di nuovo interesse fino al boom di dicembre (cliccato da + di 8000 persone). Potenza del Natale.

Ma ancor piu’ strabiliante e preoccupante la foto di Babbo Natale Pervertito (denominata cosi’ da me, e peggior titolo per una foto simpatica non potevo scegliere!!). Non vista da nessuno fino a Dicembre 2009. Poi d’improvviso il botto: in 2 settimane vista da + di 10.000 persone!!!

Questo mi dispiace un pochettino, dato che ho fatto molti post ben piu’ interessanti di una foto simpatica, ma intitolata male. Infatti chissa’ cosa cercavano queste persone digitando su google “babbo natale pervertito”.

Come eseprimento mediatico provero’ oggi a rinominare la foto e vedere se viene cliccata cosi’ tanto. Non credo proprio!!! Vi faro’ sapere!!!!

 Ma bando alle chicacchiere statistiche-etiche (!!) ecco alcune foto/jokes allegre (che cerchero’ di denominare meglio!!) di Santa Claus.

Santa prelibato!!

 

 Santa in ritardo. 

 Santa in love! 

 

 

Santa in sciopero!!

 

 

Santa senza cintura di sicurezza! 

 Santa sotto ricatto !!

 Differenti vedute sul Natale. 

Track Santa!! Non e’ uno scherzo se andate sul sito della Norad, potrete vedere dove sta consegnando i regali Santa (ma sbrigatevi perche’ il 25 sta finendo)!! 

 Santa sotto scorta.

Santa ed il suoi vestiti.

Santa a Las Vegas.

 Santa che non pensa solo alle renne, anzi!!! 

 

Santa in outsourcing!! 

Santa in camera da letto.

Il Santa che tutti i maschietti aspettano!! Ma non arriva mai!!!

 

Santa delle donne.

 

Per chi lo preferisce cosi’!!!

 

Santa dispettoso!

Santa in Australia sul surf.

Santa alle Hawaii, come Obama!!

 

 

 

 

HUNTSVILLE-FIUMICINO, QUANTE SORPRESE!!!!

Pubblicato in Escursioni-Viaggi da quattrovecchiinamerica il 22 Dicembre 2009

 

HUNTSVILLE-FIUMICINO, QUANTE SORPRESE!!!

 

Domenica mattina siamo finalmente partiti, dopo un anno passato in USA, verso l’Italia e per la precisione verso Roma.

Ecco step by step i preparativi, il viaggio, l’arrivo e le soprese, che non sono mancate!!

Come costume della famiglia 4vecchiinamerica (per merito o colpa di Stefania) le valigie alle ore 18.30 del giorno prima di partire non erano pronte. Di solito Stefania, che fa il grosso delle valigie (io mi occupo dei documenti, delle medicine e della parte elettronica, con intrusioni nel mangiare per il viaggio) ama prepararle la sera prima di partire.

Le fa quando andiamo tuttia dormire, sta sveglia fino alle 3-4 di mattina ed il giorno dopo e’ stanca morta. Inoltre dato che io invece preferirei averle pronte almeno 1 giorno prima, c’e’ elettricita’ nell’aria!!!

Normali dinamiche familiari tra marito e moglie (io ansioso e programmatore lei all’impronta)!!

Per gli affezionati ecco alcune foto della casa prima di partire, con qualche novita’.

Le due scaffalature ai lati del tavolo, sono nuove di zecca, anzi nuove di thrift shop!!!

Nota di costume: qui come detto tante volte, comprare non e’ un problema. Si puo’ cambiare con moltissima facilita’, se il prodotto non ti piace. Poi dopo averlo usato si puo’ sempre andare in un thrift shop (negozio in cui si lasciano i propri oggetti in vendita) e lasciare il prodotto in vendita. Non si paga nulla, se non il 2% del prezzo di vendita al proprietario del Thrift Shop.

Il thrift shop per me e’ stata una piacevole scoperta. Trovo tante cose quasi nuove a prezzi stracciati e quello di cui ti vuoi disfare non lo butto piu’ e ci ricavo sopra qualche soldino!!!

Questo forse perche’ gli americani sono ridotti maluccio ed anche perche’ sono abituati a comprare, cambiare e riciclare in massima liberta’.  Resta il fatto che e’ comodissimo, semplice e conveniente.

Sara che fa casino nella cesta dei panni puliti. 

Paolo che fa del patchwork. 

 Questo e’ il letto di Paolo di Cars, con suoi quadri che fa a scuola. 

Questa e’ la z0na Princess Sara.

Postazione multimediale. Computer portatile collegato al televisore al plasma. Due DVD, uno per i DVX ed uno multiregion. Il pianoforte, il mixer e l’arrangiatore. Casse con megabass e stampante fax.

Qui c’e’ tutto quello che serve ad un emigrante per stare in contatto conl’Italia, vedere gli amici sui internet e vedere le partite di calcio in streaming, sul mega TV.

C’e anche il router wireless (che collega l’altro computer in camera da letto), che uso con i fili (!!!) per la sicurezza dei bambini.

Divano, dal quale ammirare le partite di calcio, con quadro relax.

Ma torniamo alle valigie. Ecco Stefania che alle 18.00 stava ancora stirando i panni da portare in valigia!!!

Letto posa panni stirati.

Ancora una divagazione. Questo sotto sono io. Non ho preso la scossa ma sto solo preparandomi per andare dal barbiere!!

Infatti dato il basso livello dei barbieri, se vado coni capelli con la riga da un lato (come avevo prima di lavarli), poi mi ritiro con i capelli a spazzola, ma con la riga al lato!!!

Non sanno fare un taglio a spazzola, se vai con i capelli con la riga!!!

Allora memore di tanti tagli di capelli disastrosi, sono andato in questo modo osceno dal barbiere, in modo da fargli fare un taglio decente.

Devo dire che per la prima volta mi hanno fatto un taglio decente!!!

Altra diversita’ rispetto ad i barbieri italiani. Qui quando ti tagliano i capelli non guardi verso lo specchio, ma verso i clienti!!!

Chi ti taglia i capelli ha le spalle allo specchio!!! Usanza strane.

E’ simpatico il fatto che quando devono tagliarti i capelli tutto intorno alla testa (come quando fanno la rifinitura dietro il collo) loro stanno fermi e fanno muovere la sedia di 360 gradi, mentre tagliano con il cliente in movimento!!!

Ecco le nostre due vecchie targhe americane, attaccate nella stanza dei bimbi, come ogni famiglia americana!!!

Comunque anche questa volta Stefania ha fatto le valigie in tempo per le ore 9.00, ora prevista di partenza da casa. Ci viene a prendere un amico italiano con il figlio, ma dato il grande volume delle valigie dobbiamo prendere anche la nostra macchina per andare all’aeroporto!!!

Stefania ha confezionato:

- 4 valigie very big;

- due zaini pesantissimi (con dentro il cambio dei bambini, il mangiare per noi quattro da utilizzare in aereo (dato il livello bassissimo del cibo servito in aereo!!), un DVD per far vedere qualche cartone animato  ai bimbi, ed il portatile per noi + 2 macchine fotografiche ed una videocamera);

- un valigia di Paolo con i suoi vestiti e qualche gioco, a cui non ha voluto rinunciare per niente al mondo;

- due passeggini.

Peccato che si e’ dimenticata di pesare le valigie, come di solito facciamo!!

Arrivati all’aeroporto il check in si e’ rivelato pesante. Mezz’ora per rifare il check in, che avevo fatto il giorno prima via internet (!!!!!), poi arrivati al momento di imbarcare le valigie il dramma (si parla di dramma di viaggio, niente di piu’!).

La prima valigia pesava 64 pound, quando il limite per valigia (una per ogni viaggiatore) era di 50 pound. Io non gli ho dato molto peso tanto di solito a Roma non fanno troppe storie.

Sbagliato, la ragazza mi ha subito detto che dovevo pagare 150 $!!! Incredulo le ho chiesto se potesse fare una media per le 4 valigie. Insomma se la somma fosse stata 200 pound niente multa!!! Niente da fare la ragazza e’ stata inflessibile. Allora le ho chiesto  quanto era la somma da pagare ogni pound in +. Lei mi ha risposto candidamente che 1 pound o 300 pound non facevano differenza!!!

Allora le ho chiesto di farmi pagare come se avessi imbarcato 2 valigie (la prima e’ gratis la seconda costa 20 $, la terza 30 $ ….). neanche questo era possibile.

Anzi mi ha fatto pesare le altre valigie, dato che mancavano oramai solo 15 minuti alla partenza!!!

Morale, la seconda pesava 52 pound, la terza 47, la quarta 44!!

Totale della multa 300 $!!! Sempre perche’ mia moglie si e’ dimenticata di pesare le valigie. Lei dice che avrei dovuto farlo io (normale dare la colpa al coniuge, dopo un certo numero di anni di matrimonio!!). ma dato che le valigie le ha chiuse all 3-4 di notte, io stavo dormendo beatamente!

Per la cronaca la ragazza alla fine mi ha fatto lo sconto del 50 %, perche’ le facevamo un pochettino pena!!! Megli che 300 $.

La morale e’ che bisogna sempre pesare le valigie e se si e’ sovrappeso e’ meglio portare una valigia in piu’, invece che andare in sovrappeso!!!

Il viaggio e’ stato perfetto, tranne per l’atterrraggio ad Atlanta (abbiamo fatto scalo ad Altanta). L’atterraggio e’ stato veramente impressionante. Oltre ad atterrare a velocita’ folle, l’aereo e’ atterrato su una ruota violentemente e per leggi fisiche e’ andato ad impattare altrettanto violentemente sull’altra ruota. E questo rimabalzo si e’ ripetuto per 2-3 volte. Sembrava di doversi rovesciare da un momento all’altro!!!

Ecco il perfetto viaggiatore dei due mondi: giubotto di pelle e trolley (rosa!!) pieno di giocattoli, mentre attraversa con sicurezza (davanti a tutto il resto della famiglia) l’immenso aeroporto di Atlanta!!!

Ecco Paolo che guarda con ammirazione il 747 della NorthWest, veramente bello.

Guardate che bello spaccato del 747.

Invece l’attraversamento dell’oceano non ha dato problemi. Tranne il mangiare pessimo. Ma noi avevamo dei meravigliosi panini con pomodoro, mozzarella ed olio e mozzarella e prosciutto. Con Uva e panini con la nutella!!

Qui Sara che si gode il suo schermo personale.

E Paolo anche.

Qui siamo gia’ atterrati a Fiumicino, in modo lieve e delicato!!

Notate il taglio decisamente tattico dei barbieri di HSV!!!

Eccoci all’aeroporto di Fiumicino.

Come tutte le volte che torno in Italia ( da viaggi di lavoro frequenti) l’impatto con l’aeroporto e’ pessimo!!!

Tutta la zona che abbiamo percorso dall’aereo fino ai nastri dei bagagli era ghiacciata. La sporcizia si faceva notare facilmente, anche agli occhi di viaggiatori con 12 ore di viaggio + 4 di layover!!!

Ciliegina sulla torta: nella zona dei nastri trasportatori, dove arrivano le valigie, per prendere il carrello ci voleva un euro. Fino a qui nulla di strano. C’era una bella e nuovissima macchinetta, che in cambio d 5 Euro te ne restituiva ben 5!!!

Peccato che era rotta, inesorabilmente.

Intorno alla macchinetta rotta, il deserto dei tartari. Solo una signora che vendeva tessere telefoniche (che alla mia richiesta di cambio di 5 Euro, mi ha risposto a mezze parole, in romanesco dicendo + o – che lei non me le avrebbe cambiate mai!!) ed un negozio di cambio, che con educazione non ci ha neanche pensato a cambiare i miei 5 Euro!!

Nulla altro intorno!!

Alla fine un addetto che portava i carrelli me ne ha regalato uno (ma non di piu’ dato che i molti turisti stranieri, hanno visto la scena e si sono incazzati non poco!!!),. L’altro carrello lo ho rimediato perche’ un amico italiano (che era in aereo con me) mi ha prestato un altro Euro!!!

Insomma bisognava arrangiarci!!!! E da buon italiano lo ho fatto!

Inaudito in un aeroporto internazionale come Roma. Che di internazionale ha forse solo il nome!!

Inoltre il carrello e’ piccolissimo. C’entrano a malapena due valigie grandi.

Rcevute le valigie, con due carreli, due passeggini e due zaini + il trolletu di Paolo, guadagnare l’uscita non e’ stato facile. Per fortuna Paolo ha portato la sorella in carrozzina!!! 

Sotto le due valigie in sovrappeso!

Ecco le altre due valigie + il trolley di Paolo.

I due carrozzini, indispendabili per chi viaggia con i bimbi!!

Come al solito e’ venuto a prenderci babbo, che si e’ commosso alla vista dei nipoti!!!

Alle 8.40 eravamo pronti in macchina con i bagagli stipati all’inverosimile!!! Eppure e’ una macchina bella grossa!

Roma ha pensato subito di darci il benvenuto.

+ di 3 ore per arrivare a casa!!! Trafficco ed ingorghi sparsi sia sul raccordo che sulle strade consolari!!!

Pensare che in un anno non abbiamo mai visto il traffico!!!

Certo che molto del traffico e’ dovuto a macchine parcheggiate in doppia e tripla fila dappertutto ed in vicinanza di incroci!!!

E’ incredibile come nessuno abbia paura di nulla. Sul raccordo ho visto tante persone passare sulla corsia di emergenza, come se fosse la loro!!! Mi domando perche’? La risposta la so, penso: poco controllo da parte di chi deve controllare, ZERO EDUCAZIONE CIVICA e non certezza della pena!!!

Insomma ognuno fa un po cio’ che vuole, senza troppa paura!!!

Alle 11.00 arriviamo a casa e proviamo a fermarci vicino ad un bar per fare la nostra prima colazione decente dopo un anno!!! Trovare posto e’ impossibile. E mio padre parcheggia in doppia fila vicino alle strisce pedonali!!! Io timidamente faccio notare della piccola scorrettezza, ma lui mi fa capire che altrimenti non avremmo potuto fare la colazione!!

Taccio e mi godo la mia prima colazione dopo un anno di pessime colazioni!!!

Il bar, prima chiamato Parana’, faceva tra i migliori cornetti di Roma a mio parere. Pasta del cornetto da pasticceria, pesante, densa e gialla di uovo. Farciture semplici ma meravigliose, crema, danese, marmellata e poco altro piu’!!!

Ora purtoppo ha cambiato gestione, ma il caffe’ ed il cappuccino e’ di gran lunga superiore: Illy!!!

I cornetti sono buoni, ma lontani anni luce da quelli della gestione precedente!!!

Sono come si fanno i cornetti oramai in tanti bar: leggeri, appiccicosi ed ai gusti piu’ improbabili: pere e cioccolato, menta, mela e cannella ……………

Guardate pero’ il cappuccino di Stefy, meraviglioso, denso e buonissimo!!!

Ecco sotto i cornetti + il mio cappuccino. Si vede che e’ tutta crosta e l’impasto e’ vuoto, non pieno come i vecchi cornetti!!

Ecco il mio sguardo estasiato, dopo aver assaggiato il meraviglioso cappuccino. Per chi come voi ha la possibilita’ di assaggiarlo ogni giorno, fara’ stupore questa mia enfasi per un semplice cappuccino, ma dopo un anno senza buon cappuccino, credetemi non e’ una esagerazione!!! Poi io amo la colazione al bar e forse e’ l’unica cosa che mi manca davvero dell’Italia (dal punto di vista culinario, oltre la mozzarella).

Qui si vede bene la gioia del cornetto buono + il taglio di capelli.

Non contenti di cornetto e cappuccino, sia io che Stefania ci facciamo un ottimo caffe’!!!

Mentre io e Stefania ci godiamo la colazione, babbo e Paolo cercano di montare una macchina telecomandata!!

Gustarsi un buon caffe’ non ha prezzo!!!

Alle 11.30 arriviamo a casa ed ecco mamma, Alessandro (il cugino di Paolo) e Gianluca (mio fratello).

Dimenticavo di dirvi che a mia cognata e’ stata prese ad ombrellate da una signora anziana e dalla figlia. Pensate che la signora stava tenendo il posto alla figlia, con la sua macchina in attesa che la figlia arrivasse con un’altra macchina ancora (ed e’ arrivata dopo ben 10 minuti!!!!). Solo a Roma puo’ succedere!!!

Finiamo con una nota su Telecom-Fastweb.

Da poco a casa abbiamo cambiato gestore, dalla vecchia e “ladrona” Telecom alla nuova Fastweb. Il contratto lo avevo fatto via internet 15 giorni orsono. Al nostro arrivo telefono alla Fastweb per sapere come mai non avessero ancora attaccato la linea. Loro gentilmente mi hanno risposto che non potevano attaccare i loro servizi (telefono ed internet) perche’ Telecom non gli aveva staccato ancora la linea. La telecom il 17 Dicembre avrebbe dovuto staccare la linea, per permettere a Fastweb di attaccarsi.

Mi consigliano di telefonare a Telecom per chiedere chiarimenti.

Dopo la solita trafila di voci  preregistrate dopo 15 minuti riesco a parlare con una operatrice.

Credetemi, non ho mai sentito una persona piu’ maleducata, arrogante ed ignorante di questa operatrice. Oltre ad avermi trattato malissimo, non capiva nulla di quello che le dicevo, voleva avere sempre ragione lei, ha affermato che la Telecom non doveva fare nessun distacco e che Fastweb aveva detto una fesseria. Dopo un po le ho chiesto il suo nome perfare un reclamo con la Telecom e lei ha riattaccato!!!

Gia’ la Telecom sta sulle palle a tutti, per la questione del canone, che per anni ha estorto agli italiani in regime di dittatura telefonica, inoltre se assume gente incompetente ed ignorante come quella non andranno molto lontani!!!

Comunque dopo la telefonata, magicamente la Telecom ha staccato tutto ed ora siamo tutti di Fastweb. Almeno loro rispondono subito al telefono e sono cortesissimi!!!

 

E’ iniziata cosi’ la nostra vacanza romana!!!

100.000 VISITE, GRAZIE!!

Pubblicato in Varie da quattrovecchiinamerica il 17 Dicembre 2009

 

100.000 VISITE, GRAZIE !!

 

Mentre in Italia si discute se l’attentato a Berlusconi fosse una messa in scena o meno (siamo fuori di testa oramai!!!!) oggi parliamo di numeri.

 Ed i numeri non tradiscono mai!!! 

(che belle che erano!!)

(queste invece erano decisamente inguardabili)

Una divagazione: vi ricordate quando prima andavate al bar con 100.000 lire per prendere un cappuccino e cornetto? VI guardavano come un extraterrestre e non vi cambiavano mai i soldi!!! Ora vai con 100 Euro e nessuno fa piu’ una piega ( e sono quasi il doppio!!!), te li cambiano come se fossero mille lire!!!

A Luglio del 2008, quando abbiamo iniziato la nostra avventura a stelle e strisce, abbiamo aperto il blog, pensando che sarebbe stata una finestra da poter aprire a piacimento (da parte dei nostri parenti ed amici) sul nostro mondo americano. 

In effetti i primi tempi il blog lo leggevano pochissime persone, probabilmente solo i parenti.

E scrivere era pesante. Infatti non avevo dimestichezza con la piattaforma wordpress e tutto era lento e pesante.

Poi i lettori sono iniziati ad aumentare, settimana sopo settimana, mese dopo mese. Si e’ passati da 50 lettori al mese a 1000, poi 2000, poi a 5000 poi a 20.000 , per arrivare a 25.000 lettori al mese!!!!

Numeri senza senso per un blog che racconta le nostre avventure e vicissitudini in quel dell’America!!!

Pero’ questi sono i numeri ed i numeri sono incontrovertibili!!!

Qualche giorno fa abbiamo superato le 100.000 visite al blog!!!

Clamoroso al Cibali!!!

 

Certo non saranno 100.000 persone che hanno letto il blog, in quanto una parte dei 100.000 sono i motori di ricerca, che spazzolano il web. Ed anche questi entrano nel conto. Ma sono tanti, tanti.

 

Per gli amanti delle statistiche ecco i posts piu’ letti:

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COMPRO MA CAMBIO CON GROSSE DIFFICOLTA’ 100

Per me che seguo con interesse le statistiche ogni giorno, e’ di estremo interesse notare che nell’ultimo mese il blog e’ passato dai soliti 600 lettori al giorno ai piu’ di 2.000 di oggi. Questo e’ dovuto al fatto che c’e’ una visualizzazione clamorosa dell’articolo “buon babbo natale a voi tutti”, seguito da una foto che io ho denominato “babbo natale pervertito” (niente di volgare, ma simpatica).

Questo mi fa pensare. Infatti piu’ di 3160 persone hanno digitato su google babbo natale pervertito!!! Per divertimento!!! Spero di si!!!

Mi fa molto piacere che l’articolo sulle case americane abbia riscosso successo (dato che per me e’ stato interessante scriverlo). Era abbastanza scontato che l’articolo sul calcio in streaming riscuotesse successo (con quello che costa sky!!). Meno prevedibile il risultato della pizza in Alabama e del Italian breakfast vs american breakfast. Nei primi posti anche come comprare due macchine usate negli States.

Ci sono poi gli articoli come quello su Las Vegas,  quello sulle assicurazioni sanitarie e quello sul nostro arrivo ad Huntsville che non hanno sfondato!!! Eppure quello su LAs VEgas e’ interessante ed istruttivo. Per non parlare di come funziona il sistema sanitario USA, da noi misconosciuto o conosciuto MALE!!!

Per la cronaca Obama non dovrebbe riuscire a far passare la sua riforma sanitaria, ma solo piccole modifiche all’attuale sistema sanitario!!!

 

 

 

Finiamo con un altra novita’: il blog e’ clamorosamente finito nella classifica di wikio blog al 29 posto, per la sezione blog internazionali!!!

 

 

1 Camillo  
2 Distanti saluti  
3 NoiseFromAmeriKa  
4 Cindia Post  
5 Canada  
6 Chen Ying  
7 Perdukistan  
8 Homing Pigeon  
9 AID Agenzia Iran Democratico  
10 Marco Bardazzi  
11 Bloggato  
12 Annalisa Melandri  
13 MilleOrienti  
14 Honduras Resiste  
15 Walking class  
16 Spagna  
17 Etleboro Italia  
18 News dal Giappone  
19 Vero Sudamerica  
20 America Latina – Altri occhi e parole  
21 Crespi Enrico  
22 La Russia che non tutti conoscono  
23 Qui Berlino | Matteo Alviti  
24 Confini amministrativi  
25 Rotta a Sud Ovest  
26 Associazione Amicizia e Solidarietà ITALIA-NICARAGUA  
27 Youkoso Italia – Il ponte virtuale tra Giappone ed Italia  
28 Il blog di Italian Blogs for Darfur  
29 4 vecchi in America  
30 Viva Cuba!

 E numero 2758 in quella mondiale!!!

Anche questo e’ un successo inaspettato!!!

Questo grazie a voi lettori di buon cuore, che leggete, che una volta arrivati sul blog vi affezionate, a volte commentate e ci fate sentire meno lontani dalla nostra Italia!!! 

Ci vediamo a quota 500.000!!!

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SANTA CLAUS A BRIDGE STREET (e le sue origini)

Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 15 Dicembre 2009

  

SANTA CLAUS A BRIDGE STREET

(e le sue origini)

  

  

Circa un mese fa, a Bridge Street (unico mall con possibilita’ di passeggio tra negozi), e’ arrivato Babbo Natale, qui chiamato Santa Claus (se siete curiosi di sapere perche’ si chiama cosi’ leggete le notein blu, prese da Wikipedia).

Ecco i bimbi che si preparano ad andare al Mall. Sono abbastanza coperti, perche’ in quel periodo ha iniziato a fare freddo e non ha smesso fino ad oggi!!!

 

 

 

Eccoli che fanno le pernacchie al padre!!!

 

 

 

Agli americani basta poco per divertirsi. Infatti c’era una mega albero di Natale al centro del mall, un complessino che suonava musiche di Natale e BASTA!!! 

 

L’albero era spento inizialmente ed alle 18.00 lo hanno acceso. Non ti dico la felicita’ dei bambini (americani, i nostri non sembravano eccitati piu’ di tanto!!).

  

Ad un certo punto e’ iniziato anche a nevicare, neve finta!! Gli americani hanno Holliwood nella testa!!

 

 

Priam dell’accensione abbiamo passato un po di tempo vicino alle fontane.

 

 

 

Sara contenta dello spettacolo, che se fosse stato a Roma avrebbe ricevuto non poche cocenti critiche. Ma qui erano tutti contenti e felici!!

 

I due grilletti della casa.

 

 

Finalmente i 4vecchiinamerica, in posa da non ricordare!!!

 

 

Notare che se noi avevamo la giacca a vento, alcuni stavano in polo!!! Non li capiro’ mai.

Oggi ho visto una mamma che portava due bambini. Oggi facevano 8 gradi circa, ma il vento era forte e freddo. Questa testa di birilla li portava in maniche di camicia mentre io stavo in giacca a vento!!! L’avrei ammazzata (si dice cosi’ ma non e’ vero. Ora non si puo’ dire piu’ nulla pereche’ tutto e’ istigazione al reato, vedo quello che hanno fatto al Berlusca ieri!!)!!!

 

C’era poi chi stava sempre in manche di camicia, con messaggio non certo di pace!!

 

 

 

 

 

Questo sotto e’ Paolo che fa il manichino, dietro la vetrina di un negozio!!

 

 

 

Non poteva mancare Mamma Natale!!

 

Finito il misero evento, passiamo ad un mio dubbio: mi sono sempre chiesto perche’ in AMerica Babbo Natale viene chiamato Santa Claus.

Facile basta guardare su  internet, ed in special modo su wikipedia!!!

Le origini. 

Tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico, il Vescovo San Nicola di Mira della città di Myra (antica città dell’odierna Turchia), di cui si racconta che fosse solito fare regali ai poveri.

La leggenda di San Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.

Le origini sono da ricercare nella storia del crisitanesimo.

Il primo personaggio è San Nicola di Mira (più noto in Italia come San Nicola di Bari), un vescovo cristiano del IV secolo. Mira (o Myra) era una città della Licia, una provincia dell’Impero bizantino che corrisponde all’attuale Anatolia, in Turchia.

San Nicola divenne noto per le sue grandi elargizioni a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione. Originario di Patara, sempre in Licia (Asia Minore), scoprì molto presto la sua vocazione religiosa e dedicò interamente la sua vita alla fede cristiana.

Le reliquie di San Nicola furono traslate a Bari da alcuni pescatori e per ospitarle fu costruita una basilica nel 1087. Il luogo è da allora meta di pellegrinaggi da parte dei fedeli.

San Nicola è considerato il proprio patrono da parte di marinai, mercanti, arcieri, bambini, prostitute, farmacisti, avvocati, prestatori di pegno, detenuti.

È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia.

In Grecia San Nicola viene talvolta sostituito da San Basilio Magno (Vasilis), un altro vescovo del IV secolo originario di Cesarea.

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburgese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). L’equivalente di Babbo Natale in questi paesi è Kerstman (letteralmente “uomo di Natale”).

In alcuni villaggi delle Fiandre, in Belgio, si celebra la figura, pressoché identica, di San Martino di Tours (Sint-Maarten).

In molte tradizioni della Chiesa ortodossa, San Basilio porta i doni ai bambini a Capodanno, giorno in cui si celebra la sua festa.

Babbo Natale in America. 

Nelle colonie britanniche del Nord America e, successivamente, negli Stati Uniti d’America, i portatori di doni della tradizione olandese e di quella britannica hanno finito per identificarsi ancor più l’uno con l’altro.

Ad esempio, nella Storia di New York, di Washington Irving, si trova un Sinterklaas, americanizzato in Santa Claus, ma privo degli attributi vescovili, rappresentato come corpulento marinaio olandese avvolto in un mantello verde e con la pipa in bocca. Il libro di Irving era una satira della comunità olandese di New York e molti caratteri del ritratto sono dovuti alla sua invenzione umoristica.

L’aspetto moderno di Santa Claus ha assunto la forma definitiva con la pubblicazione della poesia “Una visita di San Nicola”, ora più nota con il titolo “La notte di Natale” (The Night Before Christmas), avvenuta sul quotidiano Sentinel della città di Troy (stato di New York) il 23 dicembre 1823.

L’autore del racconto è tradizionalmente ritenuto Clement Clarke Moore, anche se l’attribuzione è controversa. Santa Claus vi viene descritto come un signore un po’ tarchiato con otto renne, che vengono nominate (per la prima volta in questa versione) con i nomi di Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Donder e Blitzen; la versione italiana di tali nomi è Fulmine, Ballerina, Donnola, Freccia, Cometa, Cupido, Saltarello e Donato.

 

All’inizio, Santa Claus venne rappresentato in costumi di vario colore, assumendo man mano su di sé i caratteri di Babbo Natale, ma il rosso divenne presto predominante a partire dalla sua comparsa sulle prime cartoline di auguri natalizie, nel 1885.

Uno dei primi artisti a fissare l’immagine di Santa Claus nella forma che conosciamo oggi è stato il cartoonist statunitense Thomas Nast, vissuto nel XIX secolo. Nel 1863 una sua immagine di Santa Claus, che si ritiene sia stata ispirata dal personaggio di Pelznickle, apparve sulla rivista Harper’s Weekly. Un’altra immagine che divenne molto popolare è quella disegnata nel 1902 da Frank Baum, autore de Il meraviglioso mago di Oz, per il racconto La vita e le avventure di Santa Claus.

Le immagini di Babbo Natale negli Stati Uniti si sono ulteriormente fissate nell’immaginario collettivo grazie al suo uso nelle pubblicità natalizie della Coca-Cola, realizzate da Haddon Sundblom. La popolarità di tale immagine ha fatto sì che si diffondessero varie leggende urbane che attribuivano alla Coca-Cola l’invenzione stessa di Babbo Natale.

L’immagine della Coca-Cola e quella di Babbo Natale sono sempre state molto vicine, poiché pur non inventandolo viene comunemente rappresentato con i colori bianco e rosso, come quelli di una lattina di Coca-Cola, se si esclude la campagna del 2005 che ha visto la sua sostituzione con orsi polari.

 

Secondo alcune tesi, la rappresentazione di Babbo Natale al Polo Nord è lo specchio dell’evoluzione del comune sentire nei confronti dell’industria. In alcune immagini dell’inizio del XX secolo si vede Babbo Natale che realizza personalmente a mano i giocattoli che distribuisce, in un piccolo laboratorio artigianale.

In seguito si diffuse l’idea che i giocattoli fossero realizzati, sempre a mano e con tecniche tradizionali, da un nutrito gruppo di elfi che lavoravano per Babbo Natale.

Verso la fine del secolo, la realtà della produzione di massa in modo meccanico diventa più largamente accettabile per il pubblico occidentale; tale cambiamento di vedute si riflette nelle rappresentazioni più moderne della dimora di Babbo Natale, spesso rese ironicamente simili a una fabbrica completamente automatizzata, in cui le più avanzate tecniche di produzione sono controllate dagli elfi e Babbo Natale e Mamma Natale prendono il ruolo di manager.

  

Dove abita Babbo Natale?

  

La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni.

Negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord (situato per l’occasione in Alaska) mentre in Canada il suo laboratorio è indicato nel nord del paese.

In Europa è più diffusa la versione finlandese che lo colloca nel villaggio di Rovaniemi, in Lapponia.

Altre tradizioni parlano di Dalecarlia, in Svezia.

Nei paesi dove viene identificato con San Basilio viene talvolta fatto abitare a Cesarea.

 

La vigilia di Natale

  

Negli Stati Uniti la tradizione vuole che la sera della vigilia di Natale si lascino un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale.

In Inghilterra il suo pasto consiste invece di mince pie e sherry.

I bambini inglesi e statunitensi lasciano anche fuori casa una carota per le renne di Babbo Natale; un tempo veniva detto loro che se non fossero stati buoni tutto l’anno avrebbero trovato nella calza un pezzo di carbone al posto dei dolci, anche se questa pratica sembra ormai in disuso.

Secondo la tradizione olandese di Sinterklaas, invece, i bambini “mettono fuori la scarpa”, ovvero riempiono una scarpa con del fieno e una carota e prima di andare a dormire la lasciano fuori di casa (in alcuni casi il rito viene fatto diverse settimane prima della sera di San Nicola, la sinterklaas avond).

La mattina del giorno successivo il fieno e la carota sono stati sostituiti da un regalo, spesso una figurina di marzapane. Ai bambini cattivi si diceva che avrebbero trovato una fascina, ma questa usanza ormai è stata abbandonata.

 

Lettera a Babbo Natale

  

L’abitudine di scrivere una lettera a Babbo Natale è una tradizione natalizia che risale a molto tempo fa. Le lettere contengono di solito una lista dei giocattoli desiderati e la dichiarazione di essere stati buoni.

In molti paesi, le Poste accettano le lettere che i bambini scrivono a Babbo Natale; in alcuni casi le risposte vengono fornite dagli stessi impiegati postali o da volontari. In Canada, ad esempio, è stato predisposto un apposito codice postale per le lettere indirizzate a Babbo Natale: H0H 0H0(in riferimento all’espressione “ho ho ho!” di Babbo Natale) e dal 1982 sono oltre 13.000 gli impiegati delle poste canadesi che si sono offerti volontari per rispondere alle lettere. In altri casi sono associazioni caritatevoli dedicate all’infanzia a rispondere alle lettere che vengono dalle zone più povere o dagli ospedali pediatrici, per dare ai bambini dei doni che altrimenti non potrebbero ricevere. 

 

Canzoni di Natale 

 

Fra le  canzoni più note (dal punto di vista americano) che hanno come argomento Babbo Natale: 

 

 

Take Care Santa!!!

 

SMART START FOOTBALL

Pubblicato in Sport da quattrovecchiinamerica il 13 Dicembre 2009

SMART START FOOTBALL

 

Per la serie facciamo anche questo sport, ecco Paolo che si diverte (per quasi due mesi) a fare football americano. Niente di violento ed agonistico, ma solo apprendere le regole di base e fare esercizi connessi con questo sport, vitale per gli americani. Un po’ come per noi il calcio!!!

Paolo si e’ divertito moltissimo durante le lezioni, perche’ i primi 10 minuti erano di corsa pura. Ed a lui piace sopratutto correre!!!

Qui sotto le dalle ombre si intuisce che Paolo riesce a battere tutti, tranne il bambino di sette anni, che lo sovrasta fisicamente. A dire il vero anche una sua compagna bionda  di Preschool lo batte, ma e’ piu’ alta ed ha sei anni. 

Eccoli mentre fanno i salti. Se notate la bambina bionda e’ seconda e Paolo terzo!!!

Qui Paolo prende confidenza con la strana palla ovale. A dire la verita’ anche io ci ho preso gusto a lanciare la palla. Le prime volte non ci riuscivo, ma ieri sono riuscito a fare un lancio di 50 metri, con la palla che andava dritta  come un fuso!!!! Che soddisfazione!!!! 

Esercizio che serve a prendere confidenza con il calcio della palla. 

Here it goes!!!!

Questo e’ un altro esercizio che serve a prendere confidenza con la corsa, con palla sotto il braccio.

Altro esercizio per imparare a lanciare la palla nella cornice nera. 

Alle volte i bimbi si mettono questa cintura, con due flags ai lati e fanno esercizi utili all’agilita’. 

 Questo bimbo ha capito prima di Paolo come fregare le flags ai cmpagni!!!

Ecco un esercizio: un ragazzo grande avanza in un corridoio, con la palla in mano. Il bimbo deve andargli incontro, fermarsi davanti a lui e strappargli tutte e due le bandierine. Tutto senza contatto fisico!!

Sotto Paolo fiero delle sue due prede!!!

Ieri era l’ultima lezione ed i bambini avevano la loro maglia dello smart start basketball e le loro flags per gli esercizi. 

Oramai Paolo e’ diventatobravo a fregare le flags, anche se il ragazzo nero oggi faceva movimenti non solo frontali, ma si girava e scartava i bimbi. 

L’ultimo esercizio del corso e’ un po come la partita. I ragazzi partivano vicino il quarteback, poi si fermavano e ricevevano la palla che il quarteback gli lanciava. Se la prendevano al volo i tre ragazzi che vedete sotto in foto scattavano alla caccia delle flags, mentre che aveva la palla in mano doveva arrivare  di corsa fino ai tappeti blu in fondo alla palestra!!

Per i bimbi e’ stato un “blast” come dicono qui i locali (una esplosione di gioia!!). 

Ecco Paolo felice come una Pasqua dopo la fine della lezione. Lui ha fatto basket, tennis (due volte), calcio e football. Ma questo e’ stato lo sport che gli e’ piaciuto di piu’!!! 

Una considerazione: di solito gli start smart sports, costano 35 $, durano circa due mesi, danno diritto alle magliette per giocare e le lezioni sono ogni Sabato e durano un’ora.

Non so i prezzi in Italia, ma come al solito mi sembrano ridicoli in confronto ad i nostri!!!

In piu’ la palestra e’ aperta per il doposcuola ed ha un sacco di giochi per far divertire i bambini (naturalmente gratis).

Ecco alcune foto (brutte e controluce!!).

Il maxi schermo per vedere le partite.

La sala mensa con frigo e distributori di bevande. 

I tavoli per mangiare con il jukebox. 

La sala computer. 

Il distributore di caramelle. 

Il bigliardino. Guardate bene questo bigliardino: cosa c’e’ che non va???

Clamoroso per noi italici, invece del portiere ha tre mamozzi!!! 

Allora ho pensato, forse e’ un football game, invece no. Leggete la scritta soccer, che qui significa inequivocabilmente calcio!!! 

Il magazzino dei giochi da tavolo.

Questo e’ il biliardo, con fuori la zona tavoli e prato per giocare.

Finiamo con la sala dove si fanno le lezioni di pianoforte, prossimo impegno di Paolo, dopo le vacanze natalizie, oltre il basket.

Insomma una vera oasi per i bimbi di qualsiasi eta’!!! Da noi siamo lontano anni luce da questa organizzazione. Eppure non e’ cosi’ complicato, una volta che apri una palestra mettere queste facilitazioni per i bimbi e per i genitori, non e’ cosi’ oneroso. Basta pensarci!!!

Tutto a prezzo zero, se sei iscritto a qualche corso che si fa nella palestra!!! 

 

Come al solito un cenno di cronaca strana. In USA esiste una league denominata Lingerie footbal League.

E’ lo sport bellezza. L’abbigliamento è ridotto ai minimi termini ed è una delle caratteristiche delle gare della Lingerie Football Legue. L’abbigliamento e’ limitato ad un costume due pezzi, che copre le grazie delle atlete.

Qui la quaterback delle Chicago Bliss (‘bliss’ vuol dire ‘beatitudini’) pur di fermare la sua avversaria (delle Miami Caliente..) le si aggrappa addosso, con tanto di show fuoriprogramma per altro apprezzato dal pubblico!!

 

Ecco, in vesti diverse, l’inizio dell’ultimo esercizio di Paolo!!!

Tutto il mondo e’ paese, e le barzellette su sesso matrimoniale e football si sprecano!!!

 

ITALIAN CONNECTION IN ATLANTA

Pubblicato in Ristoranti e cucina da quattrovecchiinamerica il 11 Dicembre 2009

ITALIAN CONNECTION IN ATLANTA

 

Ho digitato su goggle immagini: “italian Connection” ed ecco cosa e’ uscito fuori.

Il famoso film “italian connection” del 1973, meglio conosciuto da noi come “la mala ordina”!!! 

 

Uno show di Toto Cotugno (truccato in modo osceno) e Rita Pavone!!!

Un panino coppa ed insalata!!!

 

Cosi’ ho capito che il titolo del post e’ fuorviante!!!!

Oggi infatti vi volgio parlare delle connessioni italiche (rapporti di conoscenze) che si sono create ad Atlanta in un ristorante italiano vero!!! 

Dopo aver visto il museo della Coca Cola (il venerdi’) e dopo aver visto l’acquario di Atlanta (il Sabato) ci siamo rifocillati in un meraviglioso ristorante italiano: Baraonda Caffe’ Italiano.

Io di solito sono restio a provare i risotranti italiani all’estero, perche’ al 90% si prende la sola: non possono fare un buon piatto di bucatini alla amatriciano a 20.000 Km di distanza dall’Italia!!!!

Pero’ avevo letto delle ottime recensioni su tripadvisor ed un nostra amica italiana di Huntsville ci era gia’ stata e lo consigliava.

Allora il Venerdi’ da soli ed il Sabato con un altra famiglia di italo-americani, abbiamo mangiato li.

Mai scelta fu piu’ azzeccata!!!!

Il ristorante e’ carino ed arredato con gusto. Tavoli di legno scuro, sedie comode, un bar tra i tavoli per prendere l’aperitivo  mentre si aspetta per sedersi al tavolo.

Tutto in una atmosfera di sano caos italiano. I tavoli infatti sono vicini e facilmente si puo’ sentire cio’ che dicono i commensali accanto. Ma questo e’ molto italico!!! Anche se non squillano all’impazzata i cellulari e non sei costretto a sentire: Ciao bbello, che sta affa”, “Marimbarza”,” Nun ce posso crede”,” Se ribeccamo”, ” Mitico” …… !!!

Ai muri quadri con pubblicita’ che ricordano la nostra infanzia.

Un bel deor, per mangiare fuori quando fa caldo (non in questi giorni!!).

Ma andiamo al sodo. Ecco Paolo che si mangia la focaccia con olio di oliva, che ti servono in attesa delle ordinazioni. Paolo la ha mangiata tutta ed e’ un segno buono, dato che non mangia mai nulla!!!

Una osservazione sullo sguardo mio. In questa espressione (da ebete in adorazione!!) rivedo mio padre, quando guardava noi due figli!!! Direbbe  Nonno Libero: “quello che sei, io ero; quello che sono, tu sarai”.

Qui sotto non ho preso un calcio sugli stinchi, ma assaggio (con evidente gusto per le papille gustative) una caprese!!!

 

Zoom sulla caprese!! La mozzarella era ottima e non sapeva di formaggio, come al solito in USA.

Stefania il Venerdi’ ha preso una spece di minicalzoni ripieni. Ottimi.

Il Sabato invece ha scelto una pizza con mozzarella di bufala, pomodori pachino e basilico. Veramente superlativa!!!!

 

Io sono andato sul classico: margherita, e non ho sbagliato!! 

Questo per merito del meraviglioso forno a legna e dei propietari, entrambi italiani.

Mentre aspettavamo per sederci, avevo detto a  Stefania: “quel signore che e’ passato e’ sicuramente italiano”. Stefania ha fatto finta di credermi, ma  naturalmente lo faceva per farmi contento!!!

Invece alla fine della cena il proprietario si e’ avvicinato al tavolo nostro ed ha iniziato a chiacchierare con noi. Mario, il proprietario, e’ stato molto simpatico ed affabile. Noi gli abbiamo fatto i complimenti per il ristorante e per il cibo, veramente ottimo. E ci siamo dati appuntamento alla prossima gita ad Atlanta.

Naturalmente ha Stefania le ho detto: “te lo avevo detto”!!

Appena tornati ad Hutnsville gli ho fatto una positiva recensione su tripadvisor (nel mio inglese  di Oxford!!):

Dec 7, 2009

I am from Italy, but I have been living in USA since July 2008. I was in Atlanta last week and I wanted to eat a real italian pizza. Usually I am not used to try any italian restaurant in USA, because most of them are not run by italian people and the taste of the food is not true italian taste (too much topping on the food, that is not really “italian way of cuicine thinking”). But having a look to the review on Tripadvisor me and my family decided to go to Baraonda Cafe’ Italiano. We were with another italian-american family from Huntsville AL.
First of all the atmosphere was really italian: not enough space between table, you could listen the speech of your neighboor table, a lot of people that were waiting in the bar, before having a table. Believe me this kind of atmosphere is really italian!!! Something that is not usual in the american restaurant, that usually seems to be, sometimes, aseptic!!!
But the outstanding was the food. We tried several dishes. The Caprese was excellent (slice of tasteful tomatoes,olive oil and “mozzarella di bufala”). The pizza Caprese was outstanding (perfectly cooked, thin, crusty, with marvellous mozzarella and diced tomatoes. Olive Oil as a topping if you want). I tried the Calzone and was very very good (with ricotta, pepperoni, tomatoes and mozzarella). The beer was OK. The focaccia, that they served while you are waiting for pizza ,was very good. My kids loved it.
At the end of the meal we met the owner, that was italian, and he was very very friendly with us.
I strongly reccommend this restaurant to whom want to try a real italian pizza and real mozzarella.
Perfect for a meal after or before a show to the Fox Theatre. Walking distance from the theatre!!

  

Dal sito del ristorante ecco altri due piatti da provare.

 

Il ristorante e’ in zona centralissima e vicino al famoso teatro FOX. Il parcheggio gratis e’ un problema, ma ci sono varie tipologiedi parcheggi a pagamento. Si parte da 5 $ fino a 20 $. 

Ultima connession italiana e’ stato l’incontro con altre due signore italiane.

Due italiane che hanno sposato due americani e si sono sistemate ad Atlanta. Una delle due insegna italiano per americani da 0 a 100 anni (recita il suo biglietto da visita!!). Le faccio un po di pubblicita’ senza nulla a pretendere (come direbbe Toto’): la sua societa’ si chiama Parlo Italiano!!!

Mentre l’altra ragazza fa lo stesso mestiere ma con i bambini.  Anche a lei un po di pubblicita’: http://www.ponteponente.org/ 

DIMENTICAVO, LA NEVE AD HUNTSVILLE!!!

Pubblicato in weather da quattrovecchiinamerica il 9 Dicembre 2009

DIMENTICAVO, LA NEVE AD HUNTSVILLE!!!

 

Mentre Venerdi’ sera a casa nostra dominavano i dinosauri, di tutti i tipi (!!), madre natura preparava una bella sorpresa per i bambini. 

 

La mattina del Sabato (ampiamente previsto dalle weather forecast) il paesaggio di fronte casa si presentava cosi’: 32 gradi Farenhait (zero gradi celsius) ed 1 piccolissimo centimetro di neve!!!! 

 Ecco le sdraio della piscina ricoperte da un sottilissimo strato di neve.

Il sole che fa capolino ed illumina la piscina. 

Una macchina del residence, coperta dalla neve. 

Qui sotto Paolo, che al ritorno dal football (che ricordo non essere calcio!!) prova a fare le palle di neve. 

E dopo essersi accorto al mare che l’acqua e’ bagnata, si accorge che la neve e’ fredda!!! Empirico al massimo. 

Una sudivision spruzzata di neve. 

Passiamo alle foto artistiche, non fatte da me, ma prese da blog.al

 

La foto sotto mi da lo spunto per dire che i locali appena c’e’ la neve vanno in tilt. Un po come quando fa la neve  a Roma. Non sono abituati e non sono preparati!!!

La polizia chiude subito le strade/autostrade, dato che sono sempre in sensibile salita/discesa, specialmente in corrispondenza degli svincoli.

Inoltre quando le strade sono chiuse, le assicurazioni non pagano in caso di incidente!!! 

 Pero’ a volte la neve cade copiosa ad Huntsville. Questa e’ una foto del 2006.

Una signora mi ha detto che circa 15 anni orsono, ci fu una tempesta di ghiaccio che fece venire meno la corrente elettrica per 7 giorni!!

Pensate che casino si creo’, in una societa’ in cui tutto e’ basato sulla corrente elettrica: la cucina e’ a piastre elettriche, il riscaldamento funziona con i condizionatori (che vanno a corrente), l’acqua calda si fa con i boiler elettrici, la luce ………….

Ci fu il solito assalto ai supermarket, ma per 7 lunghi giorni chi non aveva un generatore di corrente a gasolio e’ rimasto senza poter cucinare ed al freddissimo!!!! 

Pensate che neanche gli alberghi avevano il riscaldamento.

Questa signora voleva portare la sua famiglia a stare al calduccio in un albergo e provo’ a prenotarne uno. Tutto ok, ma l’albergatore le disse: “prima di venire si porti le coperte perche’ qui non c’e’ riscaldamento”!!!!

Anche questo Sabato c’e’ stato l’assalto ai supermarket, ma non ce ne era assolutamente bisogno. Potenza dei media!!!

 

Parlando di nevemi vengono in mente due meravigliosi ricordi:

1)  le meravigliose settimane bianche passate a Gennaio a Selva di Val Gradena. Piu’ precisamente all’Hotel CIR.

Ecco il CIR in versione estiva e con visto dalla parte opposta, rispetto alla foto di sopra. 

Mitico Hotel sul Passo Gardena, direttamente sulle piste. Molto spartano, ma pulito, con docce mitiche e ristorante ottimo. Forse il padrone se fosse stato meno tedesco (anche se era italianissimo!!) sarebbe stato ancora piu’ bello.

Davanti all’albergo c’era poi un ristorantino che faceva dei piatti clamorosi. Ricordo solo la pasta di wurstell (uno strato di due cm di wurstell piu’largo del piatto) con uova e pancetta. Mega pesante ma mega buono.

Ultimo ricordo culinario lo strudel che si faceva in un rifugio in Val Badia, prima della partenza della gran Risa.

Dalla foto di sopra la pista sembra facile, ma ecco sotto uno zoom su un muretto!!!

Non credete che e’ una pista ripida? Guardate la cartina sotto. Ci sono punti che sono al 60%!!!! Praticamente a strapiombo. Poi dopo aver mangiato la polenta con funghi, salsicce e formaggio, birrone ghiacciato e strudel, farsi  questa pista e’ da suicidio!!! Di solito se la facevamo prima di pranzo il risultato non era poi cosi’ disastroso, ma dopo pranzo sciavamo tipo vichinghi: SPAZZANEVE PIU” TOTALE, nei punti ad alto rischio!!!!

Lo strudel oltre ad essere di dimensioni monster, era farcito di crema calda calda.

In un rifugio qualche centinaia di metri avanti si faceva anche una polenta con funghi chiodini rossi, salsiccia e formaggio fuso, da applausi.

 

2) un capodanno, passato (con tanti amici e parenti) a Penna San Giovanni nel 1990 (circa), siamo andati a dormire senza neve e ci siamo svegliati con almeno 1 metro e mezzo di neve!!! Siamo rimasti bloccati (in almeno 15 persone) per tre giorni a Penna.

Guess what?? Sono stati 3 giorni meravigliosi: mangiate clamorose di carne di maiale alla brace, dolci  e clamorose partite a carte (tressette, pezzettoni (tressette a perdere), scopa trigianese….). Nell’occasione io e mio cugino abbiamo portato a casa un ciocco di legno di 50 Kg per farlo bruciare nel nostro megacamino, ma ancora oggi sta li come ricordo indelebile di quel Capodanno!!

AMANDA ACCENDE IL CUORE DEGLI AMERICANI

Pubblicato in Usi e costumi, Varie da quattrovecchiinamerica il 8 Dicembre 2009

  

AMANDA ACCENDE IL CUORE DEGLI AMERICANI

(e non solo)!!

  

Ieri sera mentre Stefania cercava di far mangiare i due diavoletti, mi sono messo in camera da letto a guardare la TV. Facendo zapping sfrenato, mi sono soffermato sulla CNN, che di solito vedo poco.

Ma ieri era interessante, dato che si parlava del caso Amanda Knox e di quella Perugia a cui sono molto affezionato. Primo perche’ ci ho passato un bellissimo periododi studi con vari amici, tra cui Graziano. Poi perche’ c’e’ il festival della cioccolata ed in ultimo perche’ mi ricorda un periodo bellissimo della mia vita lavorativa, quello passato nella ancorpiu’ bella Spoleto!!!

Ma torniamo a ieri.

Non ci crederete ma per piu’ di un ora, in prima serata, si e’ parlato solo ed esclusivamente di Amanda Knox, del sistema giudiziario italiano. E vi posso assicurare non troppo bene!!!!

Al Larry King c’erano i genitori di Amanda da Perugia, che con compostezza e dignita’, difendevano la figlia, giurando sulla sua innocenza.

Devo ammettere che oltre a farmi compassione, mi hanno fatto una ottima impressione. Non hanno mai parlato male dell’Italia e degli italiani, pur difendendo la figlia, ponendo l’enfasi sulle prove (necessarie alla condanna) che il processo non ha mai scaturito. A dir loro.

Cosa diversa invece per i molti giudici, avvocati e senatori che sono stati intervistati. Tutti hanno difeso a spada tratta la ragazza, facendo ironici apprezzamenti sul modo in cui il processo e’ stato portato avanti, sulla lentezza del processo e sul fatto che Amanda e’ dovuta stare per due anni in cella, in attesa di essere giudicata (senza prove!!) colpevole!!!! 

Certo che stare due anni in cella, in attesa di sapere se sei colpevole o no, e’ assolutamente intollerabile a mio avviso (non credo che avrebbe potuto inquinare le prove o scappare!!). 

La sensazione che ho avuto guardando la TV e’ che molti americani (giornalisti, commentatori e persone normali), senza aver mai seguito il processo ed aver letto le carte giudiziarie, si siano fatti nella testa un verdetto fai da te ed abbiano iniziato a tifare pro Amanda, senza ritegno!!!

C’e’ stato qualcuno che ha anche ipotizzato di boicottare il cibo italiano, i vini italiani e di mettere un warning sui viaggiatori che vanno in Italia (avvertendoli di stare attenti perche’ la legge non e’ uguale per tutti). Ma da questo punto di vista gli USA forse sono anche peggio. Quanti condannati a morte erano innocenti???

Qui in USA e’ veramente pericoloso venire in vacanza se non si conoscono le regole. Ed anche quando si conoscono, vivere in uno Stato dove c’e’ la pena di morte non e’ piacevole. E gli Stati in cui vige la pena di morte sono tantissimi!!!

Da un momento all’altro se sei sfigato puoi essere arrestato e condannato a morte, anche se sei innocente. Cito sempre il film Mio Cugino Vincenzo, perche’ e’ un classico esempio di come le cose potrebbero andarti male in USA!!!! Guardare per credere, per fortuna che e’ comico e tutto finisce bene!!! 

Questo ondata di americanismo spinto e’ dovuto al fatto che gli Stati Uniti tendono a difendere i propri cittadini sem­pre e comunque (vedi tragedia del Cermis, uccisione di Cali­pari) e mostrano diffidenza verso qualsiasi giurisdizio­ne straniera.

 

Ora pero’ (dopo la prima ondata di indignazione mediatica, pensate che ci sono migliaia di gruppi, sui social network, che dibattono sull’innocenza di Amanda!) sembra che l’America abbia scoperto la giustizia/ingiustizia italiana.

 

Prima i giornali americani si limitavano ad attaccare  Berlusconi, senza approfondire, ma ora che c’è di mezzo un cittadino Americano, si vuole capire come sia stata condannata la ragazzina di Seattle e soprattutto quali prove esistano a carico di una giovane partita per laurearsi a Perugia e finita in una cella dove ha la probabilità di restare un quarto di secolo. O uscire dopo l’appello??

Ci sono le sue impronte sull’arma del delitto? C’è qualcuno che l’ha vista uscire di casa subito dopo l’omicidio? Oppure altri che possono testimoniare che Amanda è l’assassina?

Molti sono convinti, che i nostri sono processi indiziari e che l’accusa conti sempre più della difesa.

Per Amanda si è scomodato perfino un nobel del giornalismo come il premio Pulitzer Thimoty Egan, che sul New York Times ha scritto parole di fuoco contro il processo umbro e il pm che lo conduce.

E anche una senatrice democratica americana si è preoccupata di capire quel che è successo a Perugia, rivolgendo direttamente a Hillary Clinton (la quale in una intervista alla CNN, ha ammesso di non consoscere il caso, ma ha promesso un suo interessamento) un appello contro i magistrati ideologizzati, ponendo seri dubbi sul sistema giudiziario italiano.

(Articolo di Belpietro sul Giornale)

Io non voglio entrare nel merito del processo e del verdetto, perche’ non ne ho le capacita’ tecniche, ma vi voglio solo riportare la grande eco che ha avuto questo processo in America, SOLO ORA che Amanda e’ stata condannata!!!

Per concludere una riflessione sull’eco mediatica che ha suscitato Amanda in Italia ed all’estero:

Il “devil with an angel’s face,” ha 11 pagine su Facebook dedicate a lei (7 dicono che e’ un angelo, 4 dicono che e’ un demonio), ha uno status di pop star, e’ stata votata persona dell’anno da una TV italiana in Dicembre (battendo Carla Bruni!!), la casa del delitto e’ una nuova attrazione macabra di Perugia,

e’ stata in prima pagina su numerose riviste internazionali tra le quali People Magazine, il suo processo e’ stato seguito da 140 giornalisti e da 86 televisioni straniere.

Gadget si vendono su internet (ma io dico: chi se li compra????????)

 

Per non parlare della clamorosa campagna mediatica, anti Amanda, fatta dai giornalisti Britannici (connazionali della povera Meredith, uccisa senza pieta’).

 

Certo che a guardarla bene in faccia, cosi’ bella ed angelica, faccio fatica a pensare che sia una assassina  spietata. 

 

Altro spunto di riflessione preso da

http://www.inviatospeciale.com/2009/12/amanda-knox-e-raffaele-sollecito-non-solo-un-problema-giudiziario/:

 

Al di là di ogni ragionevole dubbio è chiaro come il pessimo lavoro fatto dai mezzi di informazione abbia nutrito la confusione di indagini approssimative, non solo nel caso Kercher, ma anche per quanto riguarda la signora Franzoni o Alberto Stasi.

Per tutti e tre quei processi, amatissimi dai salotti tv, dai cronisti di giornali in crisi di vendite e dagli assetati di gossip si è assistito ad un balletto di presunte prove scientifiche che cambiavano dalla mattina alla sera, di armi del delitto mai trovate, di computer analizzati in modo non sempre avveduto, di contaminazioni della scena del crimine, di plastici, biciclette e zoccoli negli studi televisivi, di ‘opinionisti’ all’oscuro dei fatti, ma messi a cercare colpevoli quasi fossero l’ispettore Derrick.

Invece di cercare le prove e le confessioni, le televisioni e le aule dei tribunali si sono riempite di discussioni su profili psicologici, comportamenti, preferenze sessuali, persino analisi sulle espressioni del volto o sul tipo di abbigliamento.

Anna Maria Franzoni doveva piangere al funerale del piccolo figlio assassinato, Alberto Stasi essere più discorsivo, Amanda Knox “morigerata” e Raffaele Sollecito “pentirsi”, secondo le bislacche valutazioni di non pochi ‘esperti’.

Il Pm, Giuliano Mignini, chiedendo la condanna all’ergastolo, ha parlato anche di “reiterati attacchi” agli inquirenti e “pressioni” a livello internazionale da parte degli imputati e degli ambienti a loro vicini: “Reiterati attacchi”, ha sostenuto il magistrato, da parte dei parenti di Sollecito che non ha dimostrato “alcun pentimento” e che secondo lui è stato “freddo” durante la proiezione del filmato con la ricostruzione del delitto. Il giovane pugliese è stato definito “persona succube”, con un permanente “bisogno della approvazione da parte degli altri”. Per Amanda, invece, ha sottolineato Mignini, si sono costituiti “gruppi di pressione, lobby” per creare un caso giudiziario internazionale tale da mobilitare anche gli Stati Uniti. La ragazza per il Pm è una persona portata “alla trasgressione” e con una “anestesia affettiva”. Il movente? Per il pubblico accusatore la ragazza americana voleva “vendicarsi di quella smorfiosa” (Meredith Kercher) e poichè la considerava “troppo seria e morigerata” la uccise “in un crescendo incontrollato di violenza”, anche sessuale.

Nei casi di Cogne, Perugia e Garlasco è emersa una singolare tesi: quella di una imperante ‘morale comune’, lontana però migliaia di miglia dalle abitudini di gran parte dei cittadini. Anna Maria Franzoni non doveva andare dal parrucchiere e piangeva troppo o poco a seconda dei casi, Alberto Stasi guardava porno su internet, Amanda Knox pubblicava foto ‘ammiccanti’ su Facebook, Raffaele Sollecito collezionava coltellini.

I riscontri ’scientifici’, quasi si fosse in un telefilm (italiano, perchè in ‘Csi’ se si fa attenzione i colpevoli confessano sempre) non prevedono certezze assolute. Così per Franzoni un perito ha scritto che la “compatibilità del profilo dell’offender con la figura della signora Annamaria Franzoni nell’ omicidio di Cogne è alta”, senza accorgersi che il dubbio sta nella quantità ‘bassa’ rimasta. per Stasi si è scoperto che un computer fu analizzato male, mentre Sollecito avrebbe toccato il gancetto di un reggiseno come fosse un equilibrista, sfiorandone un angolino durante uno stupro con sgozzamento annesso, ma non lasciando altra traccia sull’oggetto in questione.

I salotti mediatici rimestano in perfetta sincronia con gli investigatori nell’inconscio di chi si trova indagato, ma mentre nessuno degli ‘opinionisti’ conosce le carte dei processi o ha mai incontrato le persone di cui parla, i magistrati hanno imparato da soli a come fare indagini complesse su omicidi oscuri, perchè nessun training particolare è previsto per loro. Infine, sono in pochissimi a disporre di reali competenze in ambito psicoanalitico o psicologico e così molti ’strizzacervelli’ dell’ultim’ora si trovano a certificare diagnosi da far rizzare i capelli.

A fissare in profondità nell’immaginario collettivo il delirio ci pensano i media, che intervistano passanti e curiosi e mescolano ‘colpevolisti’ ed ‘innocentisti’, quasi si fosse in un bar dello sport.

Il risultato è la costruzione di mostri, mantidi, satanisti, barabba, donne fatali o sterminatori. Si ricordi la terribile avventura dei due rumeni accusati dello stupro della Caffarella a Roma, alle conferenze stampa, alle manifestazioni di giubilo, alle descrizioni dei due imputati (subito privati dei nomi e definiti “il biondino’ e “faccia da pugile”), alle richieste di pene esemplari, alle prime pagine sparate ad alzo zero, ai risultati sul dna letteralmente inventati ed alla scoperta finale (per fortuna) della loro totale estraneità ai fatti.

In Italia, intanto, il Palazzo è sempre più coinvolto in affari di corruzione. La magistratura indaga, incrimina, processa e subisce attacchi durissimi. Qualcuno poi chiede riforme e cambiamenti, ci sono tentativi di intimidazioni e vere e proprie ‘guerre sante’.

Anna Maria Franzoni, Amanda Knox, Raffaele Sollecito sono i casi noti di un universo molto più vasto di processi nei quali la certezza assoluta della colpevolezza non c’è. Decine di cittadini in carcere in attesa di giudizio, condannati per errore, assolti in secondo grado o in cassazione.

La lotta al crimine organizzato ed ai politici collusi, la ricerca dei responsabili di stragi o incidenti misteriosi, il contrasto della corruzione,però, impongono la totale fiducia nel lavoro di investigatori e magistrati. Se nei casi più ’semplici’, quelli che non vedono in giudizio potenti ma solo semplici cittadini, non si è in grado di offrire una indiscutibile prova di capacità professionali e trasparenza come si potrà risanare il Paese dai mali che lo affliggono e godere della stima dei cittadini?

Se qualche giornale americano dovesse scoprire che una indagine giornalistica sul delitto Kercher può essere una fonte seria di ‘entrate’ c’è da scommettere che una task force di specialisti arriverà in Italia per rivoltare carte, persone, prove e documenti. Qualunque punto debole dell’inchiesta, allora, sarà passato al setaccio, senza tregua. Il rilievo internazionale diventerebbe enorme e mostrerebbe la fragilità del sistema giudiziario italiano, colpendo anche chi con competenza si occupa di reati ‘eccellenti’.

Così non è preoccupante l’attenzione di Hillary Clinton per Amanda Knox, ma l’associazione di dibattimenti più o meno disinvolti all’intero meccanismo. Un danno drammatico, le cui conseguenze potrebbero essere incalcolabili.

E tutto questo solo perchè in certi casi cercare un colpevole è diventato più importante del cercare il colpevole, a causa delle scorribande dei media o per il preconcetto di alcuni inquirenti.

I magistrati di Perugia non ci hanno pensato e forse questo è stato il loro errore più grave. Adesso forse è troppo tardi per rimediare.

  

Finiamo con dolce amaro. Una torta a tema ed una vignetta matriomonial-macabra.

 

 

L’ALCOOL ED IL SESSO IN ALABAMA E DINTORNI

Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 6 Dicembre 2009

     

 L’ALCOOL ED IL SESSO IN ALABAMA E DINTORNI

 

Oggi parliamo di due argomenti molto ma molto famosi: il sesso e l’alcool, ma in America!!

Niente di scandaloso e/o pernicioso, nessuna foto ose’!! Solo usanze e modi di vivere locali.

 

Tutto e’ nato da in occasione di un pranzo in un ristorante con amici americani. Sono andato a festeggiare il Natale con i colleghi dell’ufficio in un ristorante, che incredibile ma vero era un ristorante non catena!!! Era un meraviglioso, unico, normale ristorante, che aveva un arredamento unico, un menu’ unico che si puo’ trovare solo in quel posto!!! Per l’esattezza aveva solo tre piatti e non vendeva alcool.

Ecco che e’ nata la curiosita’. Infatti stavo ordinando la mia solita birra alla spina, quando la cameriera mi dice, con un sorriso (che si potrebbe fare ad i bambini che non sanno!!) sulla bocca, che il ristorante non serve birra, dato che e’ in una DRY COUNTY!!! 

Allora ho iniziato ad interrogare i malcapitati americani che erano al mio fianco e di fronte a me, per capire meglio!!

Allora dovete sapere che in america esistono Contee Dry e Contee Wet. Cioe’ Contee in cui si puo’ bere alcool e Contee in cui non si puo’ bere alcool.

Ma nelle dry non solo non si puo’ bere, ma non si puo’ neanche vendere alcool!

Nelle dry si puo’ solo bere in casa propria.

Ma bisogna portare gli alcolici a casa. E questo non e’ proprio semplice. Infatti se si e’ fortunati e si ha vicino una wet county, si puo’ andare un macchina li e comprare gli alcolici. Pero’ se si vuole trasportare il tutto a casa propria, bisogna mettere tutto nel portabagagli.

Attenzione dico portabagagli e non nel sedile di dietro o nella parte posteriore di un van o di un SUV, in bella vista. Insomma gli alcolici devono essere confezionati e non devono vedersi da fuori la macchina!!! Pena la confisca ed una multa salata; i colleghi americani non escludono l’arresto (dipende dalle leggi che vigono nelle varie Contee!!).

C’e’ poi la possibilita’ di vivere in Contee dry, ma con citta’ wet!!! Cosi’ e’ piu’ facile comprare gli alcolici. Non bisogna andare in un’altra contea!!!

Ecco la situazione dell’Alabama.

C’e’ una curiosita’: la contea dove si fabbrica  il famoso Jack Daniel’s Tennesse Whiskey e’ dry!!!

 

 

Passiamo alle Contee wet.

Li si possono compraregli alcolici, ma non si puo’ bere in pubblico, a meno che non si copra la bottiglia con della carta, in modo da non far vedere cosa si sta bevendo!! Insomma ti puoi fare del male, ma i vicini non devono vedere che cosa stai bevendo!!!

Questi stubbies non sono dei semplici gadget, ma servono a non andare in galera quando si beve birra per strada, oltre ad avere un leggero effetto rinfrescante sulla bibita!!!

Ci sono poi ristoranti nei quali, anche se la contea e’ wet, non si puo’ spostare la bottiglia di birra (per esempio) lontana dal tavolo in cui la cameriera la ha posata ed aperta!! La bottiglia puo’ stare solo sul tavolo!!! Quindi se pensate di fare i fichi ed andare a rimorchiare qualche donzella/donzello con la bottiglia di birra in mano e lontano dal vostro tavolo, scordatevelo pena l’arresto!!!

Voi penserete, me ne vado in campeggio e bevo quello che voglio!!! Neanche per sogno,  perche’ nella maggior parte dei parchi americani, non si possono portare alcolici e la polizia di frequente controlla gli zaini dei campeggiatori!!

Naturalmente non si vede in tv la pubblicita’ di alcolici neanche a pagare oro!!!

Insomma vita dura per gli amanti degli alcolici!!!

 

Allora si potrebbe pensare di fumare, ma di questo ho gia’ detto. Qui per i fumatori e’ peggio che per gli “ubriaconi”!!!

 

Non resta che il sesso!!!

Ma anche qui ci sono dei problemini, non e’ un vero e proprio happy hour!!!

Vi faccio una sintesi di un articolo di Yvonne Valle (intitolato “quello che fai in casa potrebbe condurti dietro le sbarre”!!), piuttosto interessante ed incredibile per mentalita’ aperte come quelle italiche!!! 

Anche se sembra strano (ma non a me, che dopo 1 anno e mezzo di vita in USA, ho iniziato a capire che ogni Stato, Contea ha le proprie leggi su tutto!!) le leggi che regolano le condotte sessuali delle persone che vivno sul suolo americano, sono diverse!!!

I differenti comportamenti sessuali come la necrofilia, la bestialita’ e la pedofilia sono giustamente normati e puniti con pene severissime in tutti gli stati americani. E fin qui nulla di strano.

Inizia a diventare strano quando in California si puo’ fare tutto, mentre ci sono stati come la Florida dove il sesso e’ ancora un tabu’!! Pratiche come il sesso orale e la coabitazione di due persone non sposate e’ illegale!!

Ma di peggio c’e’ che le pratiche orali, tra coppie sposate (!!!), sono illegali in 19 Stati Americani!!!

Non parliamo di sodomia, definita come condotta omosessuale in molti casi. In stati come il Kansas, Missouri and Indiana, il sesso orale e’ considerato sodomia!!!!   

In Georgia dove recentemente hanno fatto le Olimpiadi, il sesso orale (anche tra coppie sposate) puo’ dare la spiacevole sorpresa di passare da 1 anno a 20 anni in carcere!!!! Tutto vero, infatti ultimamente un marito e’ stato condannato a 5 anni di prigione per aver fatto sesso orale con la moglie!!!

I miei amici americani (non tanto inclini a parlare di questo argomento, ad uno straniero!!) mi hanno fatto capire che i mariti devono rigare dritto anche perche’ con queste regole ci vuole poco che la moglie ti denunci per aver infranto le regole dello Stato!!! La vignetta sotto non e’ proprio lontana dalla realta’!!!!

Queste leggi non sono molto conosciute, neanche dagli americani stessi, e sono un’arma che spesso gli avvocati americani usano per le cause di divorzio.  

Lo stato felice sembra essere la California. Dove la coabitazione, la sodomia, il sesso orale (tra eterosessuali e non!!) non sono illegali. Il solo limite che c’e’ e che nelle pratiche sessuali, il sesso in ogni forma, deve esssere fatto tra due adulti e solo due!!! Addio a menage a tre ed oltre!!

 

Ecco di seguito i crimini e le punizioni previste nei vari stati americani + qualche ridicolaggine!!

   

  • Stati in cui il sesso orale e’ illegale

  • Alabama, Arizona, Florida, Idaho, Kansas, Louisiana, Massachusetts, Minnesota, Mississippi, Georgia, North and South Carolina, Oklahoma, Oregon, Rhode Island, Utah, Virginia and Washington D.C.   

    Non restano che i palloncini!!!

  • Un erezione che si vede attraverso gli abiti di un uomo e’ illegale in:

  • Arizona, Florida, Idaho, Indiana, Massachusetts, Mississippi, Nebraska, Nevada, New York, Ohio, Oklahoma, Oregon, South Dakota, Tennessee, Utah, Vermont, Washington D.C. and Wisconsin.   

  • In Georgia le persone condannate per sesso orale e/o sodomia sono condannati, come detto spora, ad una pena che va da un anno a venti anni!!!   

  • In Harrisburg, Pennsylvania e’ contro la legge fare del sesso con dei guidatori di camion in galleria!!   

  • In Nevada e’ illegale fare del sesso senza preservativo.  

  • In Willowdale, Oregon e’ contro la legge per un marito, dire parolacce alla moglie durante il rapporto sessuale!!  

  • In Clinton, Oklahoma non e’ legale masturbarsi mentre si guarda due persone che fanno sesso in macchina.  

  • In Washington State non si puo’ fare del sesso con una vergine, in ogni caso (incluso la notte di nozze!!). Le lune di miele le faranno in un’altro Stato??!!  

  • In Newcastle, Wyoming e’ illegale fare del sesso nel locale freezer del macellaio!!!  

  • In Washington D.C. c’e’ una legge che obbliga a fare sesso solo faccia a faccia. Qui la monotonia sessuale impera!!  

  •  

    Anche gli animali non sono esenti da queste ridicole leggi:  

     

  • In Kingsville, Texas c’e’ una legge che proibisce a due porci di fare sesso in Kingsville airport property.  

  • In Fairbanks, Alaska e’ illegale per i topi fare sesso lungo i marciapiedi!!! (Almeno li i marciapiedi esistono!!)  

  • Anche la liberata California non e’ poi cosi’ comprensiva con gli animali: in Ventura County gatti e cani non possono fare sesso senza permesso!!!!

  •  

    Certo che i legislatori americani non hanno molto da fare!!! Pero’ come dice la vignetta di sotto si organizzano con le bambolegonfiabili, per non infrangere le assurde regole da loro introdotte!!!

    Finiamo con una curiosita’: se in Alabama e’ facile comprarsi le armi, e’ altrettanto difficile comprarsi un vibromassaggiatore!!! Recentemente sono stai messi al bando dai legislatori locali!!!

    Attenzione anche se riempite il classico tacchino del ThanksGiving!!!!

    CNN + ATLANTA ACQUARIUM

    Pubblicato in Escursioni-Viaggi da quattrovecchiinamerica il 3 Dicembre 2009

     

    CNN + ATLANTA ACQUARIUM

     

    Dopo il meraviglioso museo della Coca Cola (!!!), il Sabato Mattina ci dirigiamo verso un altro museo: quello dell CNN.

    Anche qui stesso problema di  parcheggio. Non e’ che non c’era, ma che non ne esisteva uno dedicato al museo, ma tanti e con prezzi vari (dai 5 ai 20 $).

    Arriviamo  nella mega hall del museo dove c’e’ tutto: food court (tanti ristorantini), Starbuck Coffee, mega albergo (Omni Hotel) e vari negozi di oggettistica a tema CNN.

    Questa sotto e’ una veduta della hall. 

    Prendiamo i biglietti (che avevo gia’ comprato questa estate, comprando l’Atlanta city pass. 115$ per 4 persone e si ha diritto ad entrare in tanti musei ed attrazioni di Atlanta. Ne vale la pena se si sta 3-4 giorni) e andiamo verso la guida. Lui ci spiega che non e’ possibile fare fotografie dentro la CNN. Allora mentre andiamo verso gli studi ne scatto una alla scala mobile piu’ inclinata del mondo(cosi’ giura la guida. In effetti sono quasi sette piani di salita!!) e subito la polizia mi cazzia, dal piano terra!!! 

    Quindi spengo la macchina fotografica e faccio il classico tour degli studi. Se il museo della Coca Cola mi e’ sembrato scarso, questo e’ stato ancora piu’ scadente!!!

    Si vedeva qualche studio, persone che leggevano il telegiornale e qualche telecamera. Non di piu’!! L’unica cosa degna di nota e’ lo schermo dal quale fanno le “weather forecast”. E’ interessante perche’ e’ tutto verde e chi fa le previsioni del tempo non guarda lo schermo  (dato che vedrebbe solo verde!!!) ma un video che gli permette  di muovere la mano in corrispondenza della localita’ che si vuole indicare (anche se come detto sullo schermo c’e’ solo il verde).

    Questo e’ stato un trucco utilizzato anche nel film di Hanry Potter, quando il maghetto scompariva sotto la coperta. Infatti basta mettersi sopra la testa una coperta verde, che si scompare dal video!!! 

    Usciti dal museo, scontento io entusiasta Stefania (il bello dell’avere teste diverse!!), siamo andati a mangiare nella food court. Dopo attenta ricognizione dei ristoranti, decidiamo di andare in un locale che faceva pizza. Prendiamo pizza con pepperoni (salame), margherita, lasagne e pizza ripiena di ricotta e spinaci. Di tutto questo ben di Dio solo la pizza con la ricotta e spinaci e’ finita nel mio stomaco. Il resto nel cestino!!!

    I ragazzi hanno poi preso delle patatine fritte ed un panino con arrosto da Airbys. Secondo me il meno peggio tra i fast food.

    Per fortuna che c’era il caffe’ di Starbuck Coffee, con la sua mitica lemon cake, con glass di zucchero ghiacciato!!!

    Ecco sotto la famosa scala mobile, che porta nel globo con la scritta CNN. 

    Finiamo il resoconto  di questo museo osceno, con la classica foto di fronte alla scritta CNN. 

    Considerazione: i fessi sono quelli che vanno a vedere il museo, non quelli che lo spacciano per museo!!!

    Comunque la visita dura solo 55 minuti. E’ quasi indolore!!

    Con la pancia semivuota e con lo sconforto di aver visto due fetecchie di musei, ci dirigiamo alla volta dell’acquario di Atlanta, spacciato per il piu’ grande dell’America. Ecco l’entrata di sotto.

    Prima di entrare nell’acquario vero e proprio ci sono due vasche di acclimatamento!!

    Devo dire con sincerita’ che mi aspettavo molto di piu’. Abbiamo visto due mesi orsono quello di Chattanooga e questo mi e’ sembrato inferiore, sia per numero di pesci sia per numero di vasche.

    L’unica cosa che era forse meglio erano alcune vasche, grandi e spettacolari, tipo quella qui sotto. Qui si passa in un tunnel dove sopra ed ai lati ci sono pesci di tutte le dimensioni.

    Questa e’ un altra mega vasca con pesci (20 x 6 metri) di tutte le specie e dimensioni.

     

    Altra vasca carina era quella delle meduse.

     

    Questo pesce mi e’ sempre piaciuto, ma non ricordo mai come si chiama!!!

    Generalmente e diabolicamente alla fine dei vari musei, attrazioni c’e’ sempre una mega area dedicata ad i bambini. Dico sadicamente perche’ la visita all’acquario e’ durata circa due ore (dato che era Sabato ed era un Sabato del ponte del Thanks Giving: tradotto c’erano un casino di persone, tante che ogni vasca bisognava apettare 2 minuti per poterla vedere!!). In queste 2 ore bisognava  fare attenzione a non perdersi i bimbi e quando intravedi l’uscita, ecco il parco giochi che non ti aspetti!!!

    I bambini che di solito hanno piu’ energie dei genitori, vogliono andarci a tutti i costi e noi li accontentiamo!!

    Pero’ il pericolo e’ dietro l’angolo. Infatti non sono posti dove il bambino entra da una parte e DEVE PER FORZE USCIRE dall’altra. In questi posti il bimbo sai da dove entra, ma non saprai mai da dove esce!!!! Tante sono le possibilita’ di scelta che il bambino ha nei labirinti di scivoli!!

    Inoltre dico sadici perche’ anche se si avesse la forza di seguirli tra i cunicoli e gli scivoli, tali luoghi sono costruiti apposta per bimbi e quindi seguirli (con la pancetta che incombe) e’ quasi un suicidio. A Disneyworld sono andato su uno scivolo di 3 piani per seguire Paolo. Lui si e’ buttato ed io ho cercato di seguirlo. Ma il mio “bottom” non entrava nell’alveo dello scivolo!!! Risultato che ho intasato lo scivolo fino a quando penosamente ho raggiunto il piano terra, con la movenze di un dinosauro che si muove in un luogo angusto!!!

    Anche questo luogo rispettava le regole sadiche, ma Paolo sono riuscito ad instradarlo in uno scivolo che andava si su per tre piani, ma entrava ed usciva dallo stesso posto. Cosi’ mi sono rilassato!!!

    Pero’ questa e’ una eccezione felice, infatti a Disneyworld Stefania accompagnava su i bambini e mi diceva in quale scivoo li stava per infilare ed io li riprendevo di sotto!!!

    Sembra una esagerazione, ma perdersi i bimbi in questi posti e’ molto facile!!!

     

    Altra cosa sadica e’ il posizionamento degli oggetti da regalo: sempre all’uscita e ci devi passare dentro per forza, se vuoi uscire!!!!

    Ma a questo siamo oramai abituati e riusciamo a gestire bene i bambini e le loro compere!!! 

    Dopo due ore usciamo ed e’ notte. Lo spettacolo era bellissimo. Fuori dall’acquario(che sta di fronte al museo della Coca Cola ed ad un block da quello della CNN) c’e’ un parco meraviglioso tutto contornato di grattacieli illuminati!!

     

    Ecco alcune foto di grattacieli illuminati.

     

     

     

     

     

     

     Il parco con figure natalizie illuminate.

     

     

     

    Sara che guarda estasiata le luci!

    La sera siamo andati a mangiare (con una coppia di amici italo-americani, che ci avevano raggiunto da Huntsville, il Sabato mattina, con il loro bambino) una pizza in un ristorante italiano, ci cui vi parlero’ in un prossimo post. Ne vale la pena.

    La Domenica mattina la scelta era varia. Infatti avevamo a disposizione molti altri musei da vedere, inclusi nel Atlanta pass. Ma vista l’esperienza di questi tre abbiamo deciso di non vederne nessun altro. C’era lo zoo, ma anche se era bel tempo faceva freschetto.

    Allora abbiamo deciso di andare in una zona con negozi lungo le strade e con marciapiedi “da passeggio”!!! La zona si chiama Atlantic Station. Raggiungerla non e’ stato facile, anche se avevamo il Tom Tom. E’ una zona nuovissima e le mappe non erano aggiornate. E come al solito le indicazioni stradali latitavano.

    Arrivati in loco sembrava come al solito un set cinematografico. Negozi, marciapiedi, ristoranti, ma nessuno che ci passeggiava!!!

    Questo sotto e’ il quartiere nuovo, costruito prima della zona con negozi, dietro quel grande grattacielo.

    Data la tristezza del luogo e il livello troppo elevato dei negozi (sembrava di essere in Rodeo Drive senza le persone!!) siamo andati sparati in un posto familiare: l’IKEA (che qui si pronuncia “AIKIA”!!).

    Prima siamo passati vicino alla copia dell’Arco di Trionfo !!! 

    Prima di arrivare al’Ikea ho notato una cosa: i semafori sono posizionati dopo l’incrocio!!! In questi giorni mi sono trovato infatti spesso in mezzo agli incroci, dato che mi fermavo sotto il semaforo!!!

    E cosa incredibile, a cui non avevo fatto attenzione, anche qui ad Huntsville e’ cosi’!!!! 

    Eccoci all’Ikea di Domenica.

    Chi non ricorda con terrore le Domeniche passate all’Ikea. Prima a Roma ne esisteva solo uno e quando Stefania mi diceva di andare all’Ikea mi veniva la pelle d’oca: 1 ora e mezzo per arrivare (ed 1 ora per tornare!!), parcheggio impossibile a meno di non metterla in zone vietate (con il rischio di fartela portare via!!), densita’ di clienti all’interno dello store clamorosa, per mangiare dovevi fare a cazzotti e litigare con quelli che ti passavano davanti senza nessun ritegno. Fila alle casse fantozziana!!!!

    Qui invece era sempre Domenica, ma c’era poca gente, il ristorante era spazioso e non affollato ed il mangiare era ottimo. Non americano ma svedede al 100%. Fila alle casse: 1 persona davanti a me!!!

    Basta poco per fare felice una famiglia che non torna in Italia da un anno!!!

    Infatti abbiamo comprato un carrello di roba (per lo piu’ inutile, tranne la poltrona per il computer della camera da letto)!! 

    Una cosa che abbiamo comprato e che i bambini hanno subito sperimentato il giorno successivo, sono stati i colori ad acqua.

    Eccoli novelli Giotto!!

    Concludo dicendo che Atlanta e’ una citta’ vera, grande, con negozi e marciapiedi!! Pero’ come tutte le grandi citta’ ha problemi di sicurezza, specialmente la notte.

    Io da buon pennese di adozione preferisco di gran lunga Huntsville, piu’ semplice da vivere. Stefania sembra preferire Atlanta, piu’ citta’ e piu’ piena di attrazioni, che poi (come Roma) non utilizzi data la difficolta’ di parcheggio, il traffico ………….

    ATLANTA ED IL MONDO DELLA COCA COLA

    Pubblicato in Escursioni-Viaggi, Ristoranti e cucina da quattrovecchiinamerica il 1 Dicembre 2009

     

    ATLANTA ED IL MONDO DELLA COCA COLA 

     

    Gia’ dal Giovedi sera, appena giunti ad Atlanta, avevamo capito di essere arrivati in una vera grande citta’ americana. Ecco di sotto il passaggio di una delle tante autostrade che confluiscono nel downtown di Atlanta. 

    Per dormire  ho scelto il Wingate by Wyndham at Buckhead. Ecco sotto la classica entrata degli alberghi americani, con in bella vista la Limousine, che l’albergo mette a dispozione per raggiungere la stazione dei treni o il vicino Mall, gratis!!

    Questa e’ la semplice e bella hall dell’albergo.

    La scelta dell’albergo l’ho fatta tramite Tripadvisor. Li si diceva che questo albergo era al primo posto in base ai giudizi dei lettori. Allora ho voluto provare.

    L’albergo e’ molto pulito, il personale gentile, la stanza (doppia) pulita e spaziosa.

    Il bagno uno specchio.

    Fino a qui tutto in accordo con le recensioni. Le note dolenti erano anche queste in qualche modo prevedibili leggendo le recensioni.

    Alcuni si lamentavano per la scomodita’ dei letti e dei cuscini. Tutto vero, infatti dopo la prima notte mi sono fatto cambiare il cuscino (troppo cicciotto), dato che farsi cambiare il letto era troppo difficile!!!

    La colazione invece sembrava essere la cosa migliore dell’albergo. Io pero’ ero dubbioso, e lo avevo anticipato a Stefania, perche’ le recensioni erano di americani veraci. E se loro dicono che la colazione e’ buona, vuol dire che e’ buona, ma loro amano il salato e non il dolce!!!

    Infatti la colazione era OK se si volevano omelette (fatte al momento dal cuoco), waffle e pancake condite da cose salate. Ma se si voleva un semplice pane e marmellata non c’era!!! Il caffe’ era quello americano, non c’era nemmeno un espresso. Yogurt solo con gusti  ”poco noti”. The di marche sconosciute!!!

    Praticamente non ho fatto colazione per tre giorni, tranne dei waffle con sciroppo di acero!!!

    Pero’, basandosi sul prezzo (meno di 90 $ a notte, colazione, internet e parcheggio incluso, per 4 persone!), devo dire che non era male.

    Io avevo scelto un altro albergo, il Twelve Centennial Park Hotel (in pieno centro), che costava 139 $ a notte, era un appartamento nuovo di zecca con due camere, cucina completa di stoviglie e terrazzo sul dowtown di Atlanta. Pero’ non era incluso nulla, ne internet, ne colazione ne parcheggio. Ma come si sa le donne decidono sempre e siamo andati al Wingate!!!

    Il venerdi’ mattina di buon ora ci dirigiamo in centro alla volta del World of Coca Cola Museum (non i Musei Capitolini, ma questo e’ quello che offre il convento!!).

    Prima cosa che noto e’ che mancano le indicazioni per le attrazioni piu’ importanti. Se non hai un navigatore e’ difficile orientarti, dato che le indicazioni sono quasi inesistenti.

    Arrivati davanti al museo (mi riesce difficile chiamarlo museo!) non c’e’ alcuna indicazione per il parcheggio. Qui ad Huntsville ogni attrazione ha il suo bravo parcheggio, indicato bene e facile da raggiungere!

    Inizio a girare intorno al museo e noto vari spazi per parcheggiare, gestiti da neri o da macchine automatiche. I prezzi variano da 5 a 20 $.

    Naturalmente scelgo quello da 5 $, pero’ sorge una difficolta’: come pagare???

    Questo e’ il cartello che si presenta davanti ai miei occhi.

    Pur leggendo attentamente il cartello varie volte non capivo dove dovevo pagare. All’inizio pensavo di dover mettere tanti coin in corrispondenza del numero della feritoia in cui avevo parcheggiato la macchina!! Ma mettere 5 $ in coin e’ una impresa, in una nazione in cui si paga tutto con la carta di credito!!!

    Allora ho chiesto agli indigeni e loro mi hanno spiegato che la tecnologia non era ancora arrivata in quel parcheggio!!

    Infatti bisognava mettere una banconota da 5 $ arrotolata nel buchino corrispondente a dove si e’ parcheggiata la macchina. Non esiste ricevuta!!!!

    I soldi si infilano con quel pezzettino di ferro che Paolo ha in mano!!!

    Il posto non sembrava molto ben frequentato visto il cartello di sotto!!!

    Dopo aver pagato il parcheggio, nella speranza di aver fatto bene e di non trovare una multa, ci avviciniamo al mueso della Coca Cola. Facciamo una strada che parte dal parcheggio si infila in una piazza con un mega parco, contornata da grattacieli.

    Ma vicino ad i grattacieli ci sono anche chiese piccole e basse!! 

    Ecco il parco con intorno grattacieli.

    Avvicinandosi al museo, abbiamo incontrato un altro Ruth’s Chris Steakhouse, anche questo inserito nell’Embassy Suites.Se questa non e’ globalizzazione!!!

    Altro grattacielo che si affaccia sul parco.

    Eccolo in primo piano. La punta (che corrrispondono a 10 piani!!) di notte si illumina tutta.

     

    Questo trabiccolo e’ fantastico, non ha comandi e si guida solo spostando il corpo da una parte all’altra o avanti ed indietro. E” facilissimo da utilizzare, basta un po di pratica, che si puo’ fare ai bordi del parco!

    Prima di entrare nel museo e per avere un’idea sul tipo di citta’ ecco una vista aerea del downtown di Atlanta.

    Ci siamo, ecco l’entrata del famoso museo, compreso tra le migliori attrazioni di Atlanta!! Non sto nella pelle (non e’ vero!!!).

    Appena si entra ci sono dei mega bottiglioni di coca cola di tutti i tipi, colori e foggie.

    Subito dopo  l’entrata c’e’ un breve documentario sulla coca cola e poi via alla visita.

    Inmancabile la mascotte della pubblicita’, con la quale ci si possono fare foto, dopo lunga fila!

    Sara che posa di fronte algi alberi di Natale. 

    Tra le sale da visitare c’e’ ne e’ una molto simpatica. Ci sono varie stazioni che distribuiscono, gratis, tutte le sode che la Coca Cola produce. Divise per continenti. Quello africano risulta il piu’ dolce, poi ci sono le sode asiatiche, quellenordamericane, quelle europee …….

    Ecco Sara che si gusta la sua amata coca cola.

     Questi sono i distributori di soda.

     

    Questa mega bottiglia di coca cola ditribuisce la classica coca.

    Paolo cheinvece beve la sua acqua!!!

    Qui siamo nella zona oggettistica e cartellonistica varia, con tema la Coca Cola, naturalmente!! 

    Macchina che distribuiva la Coca nel Sud America. 

    Due pubblicita’di Coca molto esotiche. 

     

    Catena di produzione di Coca Cola. Alla fine della visita si puo’ prendere, sempre gratis, una bottiglia di Coca fresca fresca!! 

    Frigorifero giapponese che ditribuisce Coca. 

    Coca Cola ed Italia 90!!! Quanti bei ricordi. Ricordate gli occhi spiritati di Schillaci!!! E la papera di Zenga??!! 

    I due puffi sul divano della Coca Cola. 

    Finiamo con la zona artistica, con affronto alla gioconda!!!

      

     

    Finita la visita al museo, che per me si puo’ tranquillamente saltare data la pochezza dello stesso (!!), siamo andati alla ricerca di un ristorante di pesce. 

    Prima abbiamo visto questo ristorante e la domanda ci e’ venuta spontanea: esistono in Atlanta anche illegal sea foods restaurant????!!!

    Naturalmente siamo andati in un ristorante consigliato da Tripadvisor: Atlanta Fish Market.

    Oltre ad essere ben recensito dagli internauti ha la partioclarita’ di avere un pesce di 20 metri (scultura!!) davanti all’entrata. 

    Ecco alcuni scatti del famoso pesce. 

     

    Abbiamo mangiato benissimo. Io per la prima volta ho mangiato delle gambe di granchio gigante con olio e sale. Veramente ottime!!!

    Torniamo felici in albergo. Io di piu’ perche’ mi hanno cambiato il cuscino!!!

    Ma il condizionatore e’ uno sfracelo, non riscalda piu’ di tanto e fa rumore per tutta la notte. In piu’ l’albergo e’  a temperature polari, negli spazi comuni. E fuori faceva molto freddo!!!

    THANKSGIVING 2 E VIA AD ATLANTA

    Pubblicato in Fiere-Feste-Musei da quattrovecchiinamerica il 27 Novembre 2009

    (Paolo e Luca, che non hanno visto nostro Signore Gesu’, ma solo degli ascensori all’interno della hall nel ristorante!!!)

     

    THANKSGIVING 2 E VIA AD ATLANTA

     

    Anche quest’anno trascorriamo il nostro giorno del ringraziamento in compagnia di italiani. Tanto se aspettiamo che un americano ci inviti, Paolo si sarà sposato!!!

    Quest’anno, dopo deocratica votazione, abbiamo deciso di non andare al solito Marriot, ma di provare un ristorante che si chiama Ruth’s Chris Steakhouse.

    Il ristorante e’ comunque inserito dentro l’albergo Embassy Suites. Quindi tanto lontani dal Marriot non siamo andati!!!!

    Ma trovare un ristorante tipo la nostra trattoria in campagna (dove festeggiare qualche ricorrenza), che non sia una catena di ristoranti, e’ una impresa ardua!!!

    Molti mi avevano parlato bene di questo locale ed ecco il resoconto!!!

    Al pranzo eravamo circa in 30 italiani e 4 tedeschi.

    Sotto Sara che aspetta di entrare al ristorante. Paolo e Luca non si vedono perche’ sono impegnati a mettere le mani ed i vestiti nella fontana, cercando di prendere i soldi che i turisti ci tirano dentro, neanche fosse la fontana di Trevi!!! 

    Appena entrati sistemiamo i bambini piu’ grandi in un tavolo a parte. Noi genitori ci mettiamo al tavolo a fianco nella speranza di controllarli.Rispetto all’anno scorso i bimbi si sono comportati meglio. Non hanno fatto eccessivo casino, come ben si ricordano i camerieri del Marriot!!! C’e’ stato solo un momento che hanno messo sotto assedio un tavolo di cinesi, correndogli intorno come dovessero catturarli da un momento all’altro.

    I cinesi non se la sono presa piu’ di tanto, infatti quando mi sono scusato con loro, non erano contrariati piu’ di tanto!! Pero’ come detto in articoli precedenti, al ristorante c’erano tanti altri bambini americani e stavano tutti seduti, dall’inizio alla fine del pranzo!!! Mi domando dove abbiamo sbagliato noi???!!! 

    Mi consolo dicendo sempre: “meglio vispi che minchioni!!!” Ma e’ la consolazione di chi non sa dire altro!!!!

    Manco a farlo apposta ecco la foto di Stefania che cerca di strappare il sale a Paolo. Chissa’ forse voleva cucinare i cinesi del tavolo accanto!!!

    Passiamo alla cronaca del pranzo (dato che di foto ne ho fatte pochissime!!!).

    Innanzi tutto il microclima era polare!!! Fuori erano 10 gadi Celsius, dentro forse di meno!!! Io non capisco come sia possibile accendere l’aria condizionata anche in pieno inverno!!!

    Abbiamo chiesto piu’ volte di spegnerla. Dopo insistenza la hanno spenta, ma dopo 10 minuti la hanno riaccesa di nuovo!!! La cosa brutta che non colpiva indifferentemente tutti i tavoli, ma alcuni li flagellava come i migliori tornado!!! Uno di questi era quello dei bambini, che pero’ si sono salvati, dato che hanno passato molto tempo sotto il tavolo a fare casino!!! 

    Le pietanze erano poche, praticamente tre. Che se paragonate al buffet infinito del Marriot, sfigura molto!!!

    Io ho preso come entree una Lobster Bisque’. Una ottima zuppa (crema) di aragosta con panna. Il sapore era ottimo e la quantita’ niente male.

    Il mio main course non poteva che essere il tacchino, con salsa di strawberry ed il famoso ripieno, messo tipo contorno. Il tacchino per me era tipo quello che si mangia nelle mense, dozzinale, senza sapore e secco. L’anno scorso al Marriot era MONDIALE!!! Il ripieno era non mangiabile. La salsa poteva andare bene con il burro ed una fetta biscottata la mattina, quando si fa la colazione, tanto era dolce. Ma se non sai fare il tacchino, perche’ organizzi il pranzo del thanks giving???

    Voto 4 (e sono buono!!).

    Il dolce che ho scelto io era un pecan pie. Un tortino di noci, con gelato di vaniglia e panna. Di una dolcezza raccapricciante!!! Mentre quello di Stefania era migliore. Era un tortino di pumpkin (zucca) con uva passa.

    Insomma a mio parere il ristorante non ha passato la prova, anzi!!!

    Pero’ lo ricordero’ per tutta la vita, in quanto alla fine ci hanno portato un caffe’ veramente eccezionale.

    Sapore ricco, gusto forte ma non da fare male, cremina sopra e lo zucchero non andava giu’!!!!!

    Per farvi capire che non sono un visionario, ecco due foto sotto una a campo largo ed una con focus sulla cremina!!!

    Eccomi che cerco di riprendere Paolo per accelerare la partenza. Infatti subito dopo il pranzo siamo partiti alla volta di Atlanta (Georgia)!!

    Dopo aver recuperato Paolo ecco Sara sulla poltrona destinata a quelli che si vogliono far pulire le scarpe. L’effetto acqua e’ una manipolazione elettronica!!!! 

    Finito il ringraziamento, alle 15.10 siamo partiti per Atlanta.

    Volevamo approfittare del ponte scolastico (le scuole sono chiuse dal 25 al 29 Novembre per il Thnaksgiving) e fare come ogni buon americano che si rispetti in questo periodo: partire!!!

    E se non abbiamo cari sparsi in USA da raggiungere, non fa niente basta partire e andare a cercare la sensazione che respirano i locali, in queste ore di festa (sentita piu’ del Natale, dato che questa e’ la vera festa per TUTTI gli americani. Infatti il thanks giving non ha connotazioni religiose, mentre Natale si)!!!

    Grazie al Tom Tom in 4 ore siamo arrivati. I bambini oramai sono dei provetti viaggiatori e hanno sopportato molto bene il viaggio.

    Ripeto sempre che guidare in autostrada in USA e’ un vero piacere: pilota automatico quasi tutto il viaggio (tanto che se non sei attento rischi di docere frenare ed i tuoi piedi sono in altri posti, tranne che vicino ai pedali pronti alla bisogna!!!), distanza di sicurezza rispettata da tutti e nessuno che ti sta a “culo” come se dovesse spingerti!!!!

    Pero’ in ogni viaggio che ho fatto fino ad ora ho visto sempre molte macchine della polizia che fermano e rilasciavano ticket a chi andava oltre le 70 miglie all’ora (circa 115 Km|h). Quindi il deterrente contro i guidatori spericolati c’e’ e lo usano molto spesso.

    Ecco i bimbi che appena sono arrivati in albergo, si sono sistemati al bar. Proprio come se fossero al bar centrale a Penna (paesino in cui ho passato le migliori giornate della mia giovinezza marchigiana)!!! Per chi conosce Penna mancava solo Gino|Corradino a servire il caffe’, sotto le ACLI!!!!

    BIZZARRE NEWS DAGLI USA!!!

    Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 24 Novembre 2009

     

     

    BIZZARRE NEWS DAGLI USA!!!

     

     

    La mattina per andare al lavoro ascolto sempre una radio locale. La stessa che ascoltava Piero, mio predecessore in questa citta’: 99.1.

    E’ una buona radio, trasmette buona musica, ma in particolare la mattina dalle 7.00 alle 9.00 trasmette un programma interessante. Due conduttori parlano di tutto con gli ascoltatori. Ascoltando (ammesso che si riesca a capire!!) si apprendono tante cose che non sono scritte da nessuna parte, se non nei discorsi tra americani.

    Alcune notizie mi hanno colpito in questi giorni e ve le racconto.

    La prima fa sorridere, ma non troppo!

    Una cameriera di un paesino sperduto nel Texas, una sera buia e tempestosa ha servito al capo della polizia locale un hamburger con delle vedure grigliate sopra. Il polizziotto la ha rimproverata severamente, perche’ di solito a lui servono la verdura grigliata, ma tritata!

     

    La ragazza non ha preso bene il rimbrotto, ha ripreso il piatto e’ andata in cucina, ha messo in bocca la verdura grigliata e la ha tritata con i suoi denti. Dopo di che la ha riposta sull’hamburger del poliziotto.

    Il capo della polizia si e’ mangiato il suo piatto predigerito dalla cameriera e se ne e’ andato a casa.

    La cameriera contenta di aver fatto un dispetto al poliziotto, non aveva fatto i conti con alcune persone che avevano visto tutto. Infatti e’ stata denunciata subito dopo!!!

    Ora rischia tra i 5 ed i 10 anni di carcere per spitting (sputo) ed harrassment of a  public servant (molestia/disturbo a pubblico ufficiale)!!!

     

     

    La seconda e’ per il popolo degli “impiccioni”, ovvero i forzati di Facebook (scherzo, non prendetevela troppo per l’attributo “impiccioni”!!).

     

     

    Se siete avezzi a mettere foto, fare commenti e mettere in pubblico tutto quello che vi riguarda, state attenti.

    Qui in USA prima di assumere una persona, le compagnie controllano su facebook, twitter, my space … tutto quello che vi riguarda!!!

    Se avete messo qualche cosa di compromettente, di ambiguo, contro la morale (qui in USA conta molto!!) state sicuri che non verrete assunti.

    Infatti le stesse compagnie consigliano di rimuovere i vostri tag/dati dai social network prima di chiedere di provare ad essere assunti da qualche parte!!!

    Meditate gente, meditate!!!

     

     

    La terza e’ abbastanza triste.

    In molte scuole americane i ragazzi oltre a fare le classiche esercitazioni antincedio, antitornado fanno anche le esercitazioni antiterroristiche!!!

     

    Ad ogni ragazzo viene assegnato un nascondiglio ben predefinito nella classe, ed al via tutti si nascondono , spegnendo la luce. I bambini non devono muoversi ne parlare fino a quando la maestra non da un ben definito segnale.

    In modo che se qualche maleintenzionato (qui in USA le notizie di pazzi che entrano nelle scuole e sparano all’impazzata non sono cosi’ rare, purtoppo!)  dovesse introdursi con armi nella scuola per fare stragi, vedrebbe le classi vuote, con le luci spente. Questo potrebbe salvare molte vite!!!

    Certo che tristezza. La scuola dovrebbe essere un luogo in cui i bimbi, oltre ad imparare, dovrebbero divertirsi. Ma se serve a salvare vite, ben venga!!!

     

     

    La quarta notizia viene dal Vermont e fa un pochettino schifo!!

    Un cliente stava gustando un ottimo Southwestern Whopper sandwich, presso un Burger King,  quando ha capito che qualche cosa stava andando storto!!

    “Ho sentito un gusto amaro ed al tempo stesso gommoso” ha dichiarato il cliente!!!

    Quello che aveva masticato era un condom, “unwarapped and possibly used”!! Non traduco perche’ il solo pensiero mi fa schifo!!!

     

    L’episodio e’ successo questa estate ed il cliente afferma che il oltre ad essere preso in giro dal maneger, ha ricevuto dalla nota catena una lettera di scuse vaghe che si concludeva con “Hope you come back and have a more pleasurable experience”!!!!

     

     

     

     

     

     

     

     

    La quinta non viene dalla radio ma dalla mia esperienza personale.

    Pensate che qui ad Huntsville il vaccino contro la swine flu, da oggi si fa anche al supermercato!!

    Stentavo a crederlo ma lo ho visto con i miei occhi.

    In un supermercato, GRATIS, c’era un banchetto che somministrava il vaccino H1N1 per via nasale!!

    Tutto veloce ed indolore.

    Ci si siede, la dottoressa ti spruzza una dose di vaccino in tutte e due le narici e si va via, contenti di non aver sentito il pic della puntura!!!

    Il vaccino LAIV (Live Attenuated Influenza Vaccine), qui in USA e’ molto diffuso e sembra essere piu’ efficace di quello tradizionale. Il vaccino contiene il virus dell’influenza vivo, ma attenuato.

    Lo possono fare le persone tra i 2 ed i 50 anni. Inoltre sembra avere meno controindicazioni di quello tradizionale.  

    Per oggi e’ tutto con le notizie curiose dagli USA.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     

     

    4 VECCHI’S PIZZERIA!!

    Pubblicato in Ristoranti e cucina da quattrovecchiinamerica il 22 Novembre 2009

     

    4 VECCHI’S PIZZERIA!!

    Proseguiamo sul tema dello scorso articolo. Dopo aver parlato della pizza di New York eccone un altro sulla pizza. Ma questa volta su quella fatta a casa Vecchi in Alabama!!

    Devo dire con poca modestia, che la pizza dei 4 Vecchi e’ sicuramente migliore di tutte le pizze mangiate qui ad Huntsville!!!

    Sopra potete vedere il pizzaiolo che si esibisce nel lancio dell’impasto, senza farla cascare per terra!!

    Analizziamo gli ingradienti fondamentali per una buona pizza.

    Partiamo dall’impasto. Eccolo sotto morbido, profumato e con il classico spacco a croce, per aiutare la crescita dell’impasto.

    La prima differenza che c’e’ rispetto agli ingradienti italiani e’ il lievito. Qui non ho mai visto il classico cubetto di lievito fresco. Si trovano solo bustine con lievito attivo (active dry  yest) granulato.

    Comunque una volta capite le dosi e’ facile da usare.  

    Per la salsa di pomodoro non si puo’ non usare la classica polpa pronta De Rica (ne abbiamo tante scatole che abbiamo portato con il trasloco nel Luglio 2008!!). Anche se sembra strano, le salse che si vendono qui sono lontane anni luce dal sapore delle nostre. L’odore della polpa pronta italiana ti inebria come uno champagne, rispetto all’odoraccio che hanno le salse qui in Alabama, spacciate per salsa di pomodoro. 

    Ecco che arriviamo all’ingradiente principe: la mozzarella. Qui ad Huntsville difficilmente si trova e quando si trova non ha nulla a che vedere con le nostre. Allora bisogna accontentarsi delle mozzarelle italiane importate. Di solito non sono cattive se si usano sulla pizza. Sono meno buone se si usano per una caprese. Questa volta abbiamo trovato la Bel Gioso!! 

    Come notate dalla confezione, non hanno acqua come le nostre!!!

     A destra c’e’ la mozzarella italiana a fette  comprata a Costco, mentre a sinistra la Bel Gioso.

    Ottime cipolle rosse, tagliate ala julienne, con olio di oliva e sale. L’olio di oliva si trova abbastanza facilmente anche se costa un po di piu’ rispetto all’Italia.

    Patate tagliate a fettine, con olio e sale (il pepe non lo avevamo a casa!!).

    Qui sotto Sara che infila la faccia nell’impasto!!! 

     

    Paolo che per la prima volta si cimenta a stendere la pizza. Oggi la ha stesa veramente tutta lui!!! Tale padre tale figlio!!!

     

     Non contento di averla stesa ci mette anche il pomodoro condito.

    Sara che copia tutto quello che fa Paolo, mette le patate e le cipolle sull’altra teglia di pizza. 

    Ecco le due teglie. La rossa diventera’ margherita, mentre quella senza pomodoro diventera’ meta’ patate e meta’ cipolla e patate.

    Naturalmente non metto la mozzarella subito, perche’ altrimenti si brucia!!! Infatti per cuocere la pizza civogliono circa 30 minuti e se si mette la mozzarella subito la si trova carbonizzata!!! 

    Eccomi sotto contento, infatti questa sera’ mangero’ qualcosa di buono!!!

    Faccio una divagazione sul forno americano. Mi sembra incredibile ma fino ad ora tutti i forni che ho visto cuociono solo sopra o solo sotto. Non ho ancora visto i forni che cuociono sia sopra che sotto!!!!

    Come e’ possibile, un popolo che e’ andato sulla luna e non usa il forno che cuoce sopra e sotto contemporaneamente!!! Forse perche’ sono andati sulla luna con l’aiuto di Von Braun (tedesc0) e della sua squadra(sempre tedesca)!!!

    Ecco la pizza pronta per essere servita. Questa volta mi sono superato. Era sottile sottile, saporita e la mozzarella non era male per nulla!!! 

    Ecco la sequenza che mostra Stefania nella fase di massimo sforzo quotidiano: alzarsi dal tavolo e prendere la pizza!!!

    Scherzo perche’ poi tutto il casino che lascio in cucina lo pulisce lei!!!

    Prima di iniziare una buon  bicchiere di birra ghiacciata, PERONI, Nastro Azzurro!!!

     

    Ed ecco il momento tanto atteso!!! Devo dire che mangiare la pizza margherita fatta in casa, ti fa dimenticare di essere cosi’ lontano da casa.

    Questa e’ la seconda teglia di pizza. Quella con la cipolla era buona e dolcissima!!!

    Paolo che si mangia, contento, la pizza stesa da lui.

    Stefania in relax dopo la pappata di pizza, con Sara che fa casino sotto sotto.

    La serata non si poteva concludere se non con un botto di Sara dal divano. Meno male che qui c’e’ la moquette!!!

    Sulla testa si metteva del ghiaccio di spider man!!!

    La pizza non sara’ quella di Lombardi di New York e il locale neanche quello di UNOS di Chicago, ma la pizza e l’atmsfera era decisamente superiore!!!

    Poi mangiare il Sabato sera a casa tua, in pigiama, con birra a volonta’ (direbbe Fantozzi con rutto libero!!), senza nessun estraneo, con la tua famiglia e senza dover pensare a quale casino potrebbero fare i bambini nel ristorante, NON HA EGUALI!!!!

    PIZZA PARADISE

    Pubblicato in Ristoranti e cucina da quattrovecchiinamerica il 20 Novembre 2009

     

     

    Pizza Paradise

     

    Ieri sera stavo guardando una trasmissione, su food channel, che mi ha preso molto. Ve la racconto. 

    La trasmissione raccontava la storia della pizza in America. Ed in particolare spiegava le differenze tra la pizza che si mangia a New York (thin crust, fina e croccante) e quella di Chicago (deep dish, pizza focaccia alta), con qualche puntatina sulla pizza che si fa in California. ’

    Non importa che sia guarnita con verdure, carne, mozzarella, pomodoro o caviale. Quello che si capisce e’ che la pizza in USA e’ un piatto a cui non si puo’ resistere ed e’ piu’ “mangiato” rispetto all’Italia!!! 

    Partiamo subito con la pizza di New York, quella fina. Tipo qella che si fa a Roma, per interderci.

     

    Il primo ristorante storico preso in considerazione e’ Lombardi’s Pizzeria.

    Il ristorante ha iniziato a fare pizze sin dal 1905, quando Gennaro Lombardi apri’ la prima pizzeria a Little Italy, circa 3 miglia da Ellis Island.

    Il negozio all’inizio (1897) era una drogeria (alimentari!!), ma dopo pochi anni (1905) muto’ in pizzeria, che vendeva “tomato pies” (incartate con fogli di carta e legate con un laccio) ai lavoratori. Spesso la tomato pies era talmente grande che i lavoratori non potevano finirla tutta. Cosi’ di decise di vendere slices di pizza invece della pizza intera.

    Dopo che mori’ Gennaro la pizzeria passo’ al figlio John, che la passo’ al nipote di Gennaro, Jerry. Nel 1984 Lombardi’s pizzeria chiuse i battenti. Ma John Brescio, amico del nipote di Gennaro, decise di riaprire la pizzeria, ma non nello stesso luogo. Riapri’ il ristorante un block (isolato) piu’ giu’rispetto alla sede originale, nella 32 Spring street.

     

    Oggi la pizzeria, dotata naturalmente di forno a legna, lavora a pieno regime e la gente fa lunghe file per provare il gusto di una vera pizza italiana!!! 

    Questo e’ il giudizio che da ZAGAT SURVEY su Lombardi’s Pizzeria: the very best ingredients, Coal fired ovens and long lines can attest to what ZAGAT SURVEY reviewers exclaimed as “Best on the Planet”. 

    Sara’ vero??? Basta andare a New York e provare!! Questo sotto e’ il menu, su un classico tavolo con tovaglia italiana ed ancora piu’ sotto una invitante pizza con funghi e mozzarella!!

     

    Il secondo ristorante preso in considerazione e’ Ray’s Pizzeria.

     

    La storia di questa pizzeria e’ abbastanza intricata.

    Capire oggi quale sia l’originale Ray’s pizza non e’ facile, dato che esistono molte variante sul tema: “Ray’s Pizza”,  ”Ray’s Original Pizza”, “The Famous Ray’s Pizza”, “World-Famous Original Ray’s Pizza,”……..

    Questi sono solo alcuni nomi di decine di pizzerie sparse in New York. Tutte sono indipendenti ma hanno simili menu’ e stesso logo!!!

    La prima pizzeria Ray’s pizza e’ stata aperta da Ralph Cuomo a Little Itlay (27 Prince Street Manhattan) nel 1959. Molto vicino alla prima pizzeria aperta da Lombardi nel 1905. Pero’ ora sembra gestita da cinesi!!!

    Nel 1970, due fratelli provenienti da Roio del Sangro (Abruzzo), aprirono un’altra pizzeria all’incrocio tra la 6th Avenue e l’11th Street.

    La pizzeria venne chiamata “The Famous Ray’s Pizza“, con scritto in piccolo “Famous Ray’s of Greenwich Village.” Mario Di Rienzo, il vecchio propietario, ha spiegato che il nome della pizzeria deriva da un soprannome che la sua famiglia avrebbe avuto: Ray!!!

    La pizzeria dopo l’11 Settembre, tappezzata di post it per i morti delle torri gemelle!!!

    Questo sotto e’ un menu di una pizzeria The famous Ray’s pizza. A guardare i prezzi la pizza non te la regalano!!!

     

    A complicare le cose c’e’ la pizzeria Ray’s Bari Pizza!!! Questa pizzeria (ora diventata catena di pizzerie) ha iniziato il suo lavoro nel 1973.

    “You come into the pizzeria and you’re one of the family,” says Ray. “It’s a family business and we want our customers to feel that way too.”

    La pizzeria e’ stata votata per 10 anni di seguito la migliore pizzeria di New York.

    Ray afferma che la sua ricetta per l’impasto della pizza e’ una ricetta che viene dalla Sicilia, che si usava per preparare lo “sfincione”.

    Questa pizzeria e’ molto famosa, al punto che la Warner Bros utilizza le scatole della pizza di Ray’s Bari per film e spettacoli televisivi.

    Pensate che c’e’ una battaglia legale per accaparrarsi il nome di Ray’s pizza, ma nonostante questo in ogni angolo di New York nascono pizzerie con il nome di Ray, che non appartiene a nessuno dei tre ristoranti citati sopra!!

    Concludendo se andate a New York non avete che l’imbarazzo della scelta tra queste tre pizzerie, che fanno pizze con ingradienti italiani e con forno a legna. NatuRalmente le pizzeria non sono solo tre ma molte di piu’, dato che solo di Ray’s Piazza ne esistono a bizzeffe.

    Guardando il servizio in TV e leggendo su internet a me il migliore sembra Lombardi, seguito da The Famouos Ray’s Pizza (ma non avendoli provati non posso garantire!!).

      

    Analizziamo ora le pizze di Chicago, che sono decisamente piu’ intriganti e diverse per noi.

     

    Prima di tutto la grande differenza tra le due pizze sta nella altezza delle pizze. Come detto quella di New York e’ fina e croccante, mentre quella di Chicago e’ alta e spessa.Sembra quasi una focacciona ripiena di tutto!!!La prima pizzeria presa in considerazione e’ la famosa Pizzeria UNO (ora naturalmente diventata una catena di pizzerie (+ di 200), in tutta l’America. Le pizze si possono ordinare anche via email e le spediscono in un giorno, in tutta l’America, congelata!!)
    La pizzeria ora chiamata Uno Chicago Grill, e’ conosciuta come Pizzeria Uno o piu’ informalmente come UNOS.La prima pizzeria UNO fu aperta nel 1943 da una star del football della squadra del Texas, Ike Sewell, e dai suoi compagni: .Anche qui le origini non sono chiare, infatti se molti credono che i fondatori della pizzeria UNO furono Ike ed il suo amico Ricardo, altri invece sono convinti (con tanto di foto ed azioni legali in corso) che la ricetta della pizza spessa fu creata dallo chef Rudy Malnati, padre di Lou Malnati.
    Chiunque fosse l’originatore della ricetta, tutti sono pero’ convinti che la pizza alta e’ una ricetta appartenente alla citta’ di Chicago (e di cui Chicago va fiera!!).La deep dish e’ semplice. Prima si mette uno strato di impasto sul fondo diuna tegliatonda ed alta, poi si mette la mozzarella, uno strato di salciccia e della salsa di pomodoro, poi un altro strato di impasto a chiudere il tutto. Sopra se si vuole si mette dell’altra salsa e dei pepperoni/funghi. Una bomba calorica, che seppur di dimensioni non enormi e’ quasi impossibile da finire da soli!!!

    Sewell, data l’estrema poplarita’ della sua pizzeria, nel 1955 apri’ un’altra pizzeria ad un isolato di distanza, chiamata Pizzeria Due (con estrema fantasia!!).

    Ike non si accontento’ ed apri’ anche un altro ristorante, messicano, accanto alla pizzeria Due: SU CASA.

    Oggi la Uno Restaurant Holding Corporation e’ uun franchising di  pizzerie, nata nel 1979.

    Stranamente I ristoranti della catena non hanno una grande presenza nella citta’ di Chicago. Infatti sono presenti solo 4 pizzerie UNO oltre alla originale Uno, Due e Su Casa.

    Ecco i tavolini di Uno e piu’ sotto la sua pizza da asporto.

     

    A contendersi la palma di ligliore pizza di Chicago, naturalmente c’e’ Lou Malnati’s Pizzeria.

    La pizzeria di Lou Malnati e’ una pizzeria (ora catena) gestita dagli eredi di Lou Malnati (e di suo padre Rudy).
    Lou Malnati e suo padre iniziarono a lavorare nel 1940 utilizzando la ricetta della pizza alta. Nel 1950 egli inizio’ a co-gestire la Pizzeria Uno con suo padre.

    A seguito della disputa sulla paternita’ della pizza alta, Lou apri’ nel 1971 la Lou Malnati’s Pizzeria. Il ristorante ebbe subito grande successo e la famiglia decise di aprire un altra pizzeria in Elk Grove Village.

    Ad Ottobre 2007 Malnati contava su una catena di pizzerie di 27 pizzerie nell’area di Chicago.

    Le sue pizze si possono trovare anche sui banconi dei supermercati!!

    Altri concorrenti di queste due pizzerie sono Giordano’s Pizza e Gino’s East.

    Giordano’s pizzeria inizio’ la sua attivita’ nel 1974 gestita dai fratelli Efren e Joseph Broglio, immigranti italiani. Il motto del ristorante e’ “Chicago’s World Famous Stuffed Pizza.”, dato che Giordano si ritiene essere il creatore della  stuffed pizza.

    La pizza pie, i cui ingradienti sono desunti dalla ricetta della signora Giordano di Torino (madre dei fratelli Broglio), e’ una delle piu’ famose di Chicago.

    Ecco due opere d’arte di Giordano. A vederle fanno venire fame!!!

    Ed insieme alla Pizzeria Uno, Lou Malnati’s e Gino’s hanno fondato una associazione la quale asserisce che se si vuole mangiare una buona deep dish, bisogna provare una di queste tre pizzerie!!

    Oggi Giordano ha 13 ristoranti in Chicago ed altri 30  nell’area metropolitana di Chicacgo.

    Finiamo il giro delle pizzeria di Chicago con Gino’s East Pizzeria, classificata numero uno delle pizzeria dal People Magazine. Il ristorante e’ situato in O’Hara Plaza Office, di fronte all’albergo Marriot.

     

    Molti non sono d’accordo con questa valutazione. Ecco due commenti da due americani:

    Gino’s is the most overrated of name Chicago pizzas, in my book. Bready and tired-tasting.

    Lou Malnati’s offers a much fresher-tasting example of the same style, not that that’s my favorite style anyway. There’s one within a reasonable distance of almost anywhere in the city.

    Please don’t waste your calories at Gino’s which is a tourist trap.

    Previous posters are correct, Lou Malnati’s and Pizzaria Due’s are way better. If you go to Lou Malnati’s, I recommend their sausage pizza. Rather than a cheeze pizza with crumbled balls of sausage on it, this pizza has a thick, solid sheet of sausage over the entire pie. It sounds disgusting, and I suppose it is, but it is really yummy!

    Pero’ la pizza non sembra niente male!!

    Finiamo il giro di pizze americane con la Caioti Pizza Caffe’, in California (Studio City), gestita da Ed la Dou (francese di origine).

    Se cercate un posto che faccia della pizza creativa questo e’ il posto giusto!! Ogni pizza e’ una creazione artistica. Dalla pizza con le vongole, mele e bacon, alla pizza BBQ (salsa barbecue, pollo ed ananas!!) potete soddisfare i vostri gusti culinari (dico i vostri perche’ una pizza con vongole, mele e bacon non fa per me, che amo solo la margherita, doppia mozzarella!!).

    Il menu e’ troppo sfizioso per non metterlo, in inglese!!
     

    Pizzetta Antigua

    Sea Salt, Sweet Roast Garlic, Balsamic Vinegar, White Truffle Oil
    Pizzetta Bianca

    Marrow, Goat Cheese & Flax Seeds

    Terra Bella

    Rapini & Radhichio with Gorgonzola, Roma Tomato Filets & Mozzarella Latte

    Montese
    Caramelized Garlic, Shallot & Onion with Morrocan Oil Cured Black Olives, Romano & Mozzarella Latte

    Margherita
    Roma Tomato, Basil, Garlic & Mozzarella Latte (in Usa fare la pizza margherita con aglio e’ un usanza, pessima, comune!!!)

    Rustica
    With Pancetta, Fresh Spinach & Pecorino Romano

    Salsiccia
    Italian Sausage, Mushrooms, Gorgonzola, Mozzarella Latte, Fresh Basil & Pine Nuts

    De La Mare

    Crab, Shrimp, Scallops & Lobster Sausage) with Basil Pesto, Roma Tomatoes Filets & Mozzarella Latte

    Pugliese
    Ripe Assorted Mediterranean Olives, Roma Tomato Filets, Romano & Mozzarella Latte

    Con funghi e sugo

    Porcini, Roasted Garlic, Fresh Arugula, Pecorino Romano & Mozzarella Latte
    Buffalo
    Ground American Bison, Caramelized Onions, Franks Hot Sauce, Mozzarella & Romano

    (una pizza simile l’ho assaggiata ad Huntsville e non era proprio male!)

    Sunchoke
    (Fresh Jeruseleum Artichoke Tubers) Applewood Smoked Bacon, Roasted Red Peppers
    Fresh Dill and Mozzarella

    LaDou’s Barbecue Chicken©

    Red Onion, Cilantro, Mozzarella & Smoked Gouda

    (di questa pizza hanno il copyright!!)

    Rockefeller©
    With Oysters & Shrimp, Spinach, Gruyere, Roast Peppers, Bread Crumbs & Mozzarella

    (e di questa anche!!)

    Sun Dried Tomato
    Marinated Artichoke Hearts, Garlic, Mozzarella & Goat Cheese

    Smoked Chicken
    Fresh Mushrooms, Sliced Peppers, Goat Cheese, Thyme

    Lamb Sausage
    Lemon Grilled Eggplant, Roasted Garlic, Feta, Mozzarella & Kalamata Olives
    Portobello
    Sliced Portobello Caps with Spinach, Tomatoes, Brie, Mozzarella & Slivered Almonds

    Chiudiamo con i fuochi di artificio e torniamo a New York da Nino’s Bellissima.

    Qui se volete mangiare una pizza con caviale, aragosta e salmone potrete pagare anche 1000 $!!!! Non avete letto male, MILLE DOLLARI!!!

    Ho visto la preparazione di quesa pizza e sembra che stiano lavorando alla costruzione di uno shuttle!!!

    Il propietario dice che il prezzo degli alimenti messi sulla pizza e’ di 750 $ e lui ci guadagna solo 250 $ sulla pizza!!!

    A parte lo sproposito della cifra che si paga per una pizza con caviale e salmone (anche se sono 4 tipi di caviali diversi) a me non sembra neanche buona!!!

    Pero’ gli abitanti di New York anche se non hanno soldi per i vestiti, hanno sempre denari per una pizza da Nino!!!

    Ora sapete molto di piu’ sulle pizze di New York e Chicago. Se capitate in queste due citta’ non dimenticate di provarle.

    Fatemi poi sapere il parere sui ristoranti di sopra e sul sapore delle pizze, dato che ancora io non le ho assaggiate!!!!

    Buona pizza americana a tutti.

    IL TELEFONO IN AMERICA

    Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 16 Novembre 2009

     

    IL TELEFONO  IN USA

    Il “telefonino” che in Italia e’ una oggetto di moda, un must da esibire oltre ogni limite della decenza e da usare in ogni luogo (pubblico e no) senza pensare a cio’ che si dice e senza pensare sopratutti a chi ci sta a sentire (quante volte abbiamo sentito i particolari piu’ intimi svelati sull’autobus o le litigate in diretta passeggiando per negozi od in ristoranti!!!), qui in USA e’ un mezzo di comunicazione “normale” come tanti altri. 

    I negozi di cellulari non la fanno da padrone come da noi, non si vedono persone attaccate al telefono (come se stessero in simbiosi con questo pezzo di plastica tecnologico) ) in ogni dove, non si sentono telefonate urlate in pubblico e non si e’ costretti a sentire le piu’ improbabili suonerie a tutto volume durante le conferenze od in chiesa!!!!

    L’unica cosa simile sono gli SMS, utilizzati pero’ con parsimonia dai giovanissimi.

    Da notare che l’uso dei telefonini e’ vietato nelle scuole. Prima di entrare in aula bisogna lasciarlo nel proprio armadietto. (andatelo a dire ad alcuni genitori italiani che si battono per far usare in classe il celllulare ai loro figli!!! Non sapendo che oltre ad essere poco educato utilizzare il telefonino in classe, ma far utilizzare il telefonino ai bambini non fa bene alla salute!!).

    Tutto e’ piu’ normale, educato e mirato alla comunicazione essenziale: “sono bloccato in un meeting, arrivero’ a casa alle 20.00”, no preamboli, no cazzeggio telefonico insomma no frills!!!

    Questo perche’ gli americani sono fondamentalmente educati, timidi e non abituati ad ostentare gli affari propri in pubblico.

    Pero’ c’e’ anche un altro motivo: la diversa tariffazione delle telefonate.

     

    Prima di parlare della tariffazione in USA bisogna capire tre differenze sostanziali nell’uso dei telefoni, cellulari e fissi, in USA, che determinano anche il modo di usarli. 

    La prima differenza sostanziale nell’uso del telefono di casa e che se si chiama da casa, non vi e’ alcuna differenza se si telefona verso un fisso o verso un cellulare (di qualsiasi compagnia).

    Questo e’ meraviglioso, infatti non ti devi arrovellare il cervello, come si fa in Italia quando si chiama un cellulare dal telefono di casa. Quanto paghero’??? Tanto e non e’ giusto!!!

    In questo modo io da casa posso telefonare anche ad i cellulari (che sono in America) e non pago nulla!! 

    Qui scatta la seconda cosa da sapere sui telefoni, cellulari questa volta, in USA.

    Se e’ vero che telefonando da casa ad un cellulare non si paga nulla e’ pero’ purtroppo vero che quando si riceve una telefonata su un cellulare Americano (qualsiasi sia la provenienza, fissa o mobile) SI PAGA!!!!!

    Poco (10 centesimi) ma si paga.

    Quindi l’utilizzo dei celllulari e’ moderato anche perche’ ricevere telefonate che non siano importanti, non e’ sempre un piacere!!! Infatti se ti chiama qualcuno per dirti una fesseria o per venderti qualche cosa, oltre a darti fastidio ti fa sborsare quattrini!!!

    Anche per questo l’uso del cell phone e’ moderato, e limitato al caso di necessita’!!!

    Ultima differenza da conoscere e’ che quando si legge un SMS, si paga lo stesso!!!!!  Anche qui poco ma 10 Centesimi te li scuciono!!!

    Stesso discorso fatto sopra, qui gli SMS si mandano se servono  e non a sproposito!!!

    Torniamo ai piani tariffari fissi.

    Se vivete negli USA probabilemente dovrete scegliere una compagnia che offra un servizio telefonico ed internet via cavo. Insomma un collegamento fisso.

    Io per esempio ho scelto Knology. Che mi offre telefonate illimitate a fissi in tutta l’America, internet 24/24 ad alta velocita’ e la televisione via cavo (con circa 80 canali tematici) a 100 $ a mese (70 Euro circa).

    Credo che il prezzo sia piu’ basso rispetto ad una simile offerta in Italia (solo Sky costa almeno 60 Euro al mese!!! E non ti da ne telefono ne internet).

     

    Poi pero’ serve avere un telefonino per essere sempre raggiungibili e per le emergenze.

    (quad band iper tecnologico)

    Le scelte sono tante, ma non troppe come da noi in Italia (mi ricordo i piani tariffari piu’ strani e curiosi: il vecchio You and me, Autoricarica, Tim Tribu’, Zero limit, Easy Day, Sempre light, Flash Tim, Infinity You and me, Tim Happy time ……………………….!!

    Scegliere il piano tariffario migliore in Italia non e’ assolutamente facile, bisogna essere un mostp tra ingegneri e commercialisti!! Serve l’aiuto di un sito specializzato. Oppure si sceglie in base al consiglio del solito amico bene informato!!!). 

    In USA si puo’ scegliere tra piani tariffari che prevedono un contratto annuale (ora per alcune compagnie non serve piu’ neanche un contratto annuale) o tra piani tariffari prepagati senza contratto.

    Per darvi un’idea sui costi di un piano tariffari che prevedono un contratto (ma da pochi giorni non si richiede piu’ un contratto annuale!!) ecco i costi  di T Mobile:

    Included Minutes

    Talk

    Talk + Text

    Talk + Text + Web

     

    Unlimited

    $49.99

    $59.99

     

    $79.99

    1000

    $39.99


     

    $49.99

     

    $69.99

     

    500

    $29.99

     

    $39.99

    $59.99

     

    Con 29.99 $ si puo’ parlare per 500 minuti/mese (6 ore/mese) verso tutti i telefoni, fissi e mobile. Senza nessun costo diabolico aggiuntivo, tipo scatto alla risposta e simili!!! Se si aggiungono 10 dollari al mese si possono mandare anche i messaggi (as much as you want!!). 

    Altre compagnie offrono piani leggermente diversi che includono un tot di minuti da utilizzare per telefonare verso altri operatori e chiamate illimitate verso telefoni della stessa compagnia. In piu’ Sabato e Domenica si puo’ telefonare a tutti gratis. Il costo si aggira sugli 80  $ al mese per il traffico di due telefonini.

    Vi faccio notare che generalmente il telefonini vengono dati gratis, dale compagnie che prevedono contratti. Praticamente il costo di un telefonino e’ azzerato in moltissimi casi!!! Altra grossa differenza rispetto a noi, infatti Ii negozi di telefonini hanno pochissimi telefoni che si pagano, sono quasi tutti a costo zero.

     

    Ritorniamo ai piani tariffari dei cellulari ma prendiamo in considerazione quelli prepagati.

    Di sotto vi spiego il mio piano tariffario.

    Io ho comprato due telefoni Motorola (costo di tutti e due 20 $, circa 16 Euro!!!) dalla Societa’ Tracfone e non hanno scheda SIM.

    Questo di sotto e’ il piano tariffario  della tracfone (simile a molte altre compagnie di telefoni prepagati, la differenza maggiore non sta nel prezzo delle telefonate ma nel tipo di telefono che le compagnie utilizzano):

     

     Tracfone Features:

    • 10¢ per minute rate to call across the U.S.

    • Local, Long Distance & Roaming Included.

    • Minutes Rollover With Active Service.

    • Airtime Balance Display on all phones.

    •  

    Che significa?

    Semplice che ogni telefonata costa 10 centesimi a minuto, verso chiunque (facile e non complicato come da noi. Infatti In Italia se telefoni da TIM verso Vodafone paghi un tot, se telefoni verso Wind paghi diversamente. A complicare le cose in Italia c’e’ il fatto che a volte tu credi di telefonare ad un TIM (guardando il prefisso) ma in realta’ e’ un Vodafone (e ti fai fuori la ricarica!!!!).

    Perche’ da noi e’ tutto  contro i consumatori e la chiarezza????

    La scadenza dei minuti e’ data dall’airtime Di solito quando si compra una ricarica (per esempio 200 minuti) annesso alla ricarica ci sono tre mesi in cui devi spendere i 200 minuti. Al termine dei tre mesi o si perdono i minuti o si ricarica di nuovo il telefono. Naturalmente l’airtime in questo caso si estende di altri tre mesi.

    Questo non e’ un problema dato che con due o tre ricariche si raggiungono 9 mesi di airtime che sono tanti!!

    In piu’ ci sono telefonini, come quello mio e di Stefania, che hanno la caratteristica di caricare il doppio dei minuti che si comprano con la scheda!!!

    Cioe’ si compra una scheda da 200 minuti ma si carica il doppio dei minuti (gratis), cioe’ 400, ed il doppio dell’airtime (cioe’ 6 mesi). Tutto comprando un telefono da 9.99 $!!!!

     

    Certo il telefono non ha un software di primo livello, solo funzioni  basiche, suonerie primordiali per noi italiani. Ma un telefono dovrebbe servire a telefonare e non a vedere film od a scattare fotografie o per sentire musica. Comunque quello di Stefania (sempre a 9.99 $ ha anche la macchina fotografica!!!).

     

     

    Ecco di sotto i prezzi delle ricariche:

     

    Double Minutes for the Life of your TracFone
    365 Days of Service
    800 minutes

    only $124.99

     

    400 Minutes &
    365 Days of Service

    only $99.99

     

    Double Minutes for Life Card
    0 Minutes & 0 Days of Service

    only $24.99

     

    450 Minutes &
    90 Days of Service

    only $79.99

     

     

    200 Minutes &
    90 Days of Service

    only $39.99

     

     

    120 Minutes &
    90 Days of Service

    only $29.99

     

     

    60 Minutes &
    90 Days of Service

    only $19.99

     

           
               

    Dai prezzi delle schede di sopra si capisce quanto costa telefonare in USA con un telefono prepagato (fermo restando che si pagano sempre 10 Centesimi a telefonata verso qualsiasi tipo di telefono):

    Se si compra la scheda da 60 minuti, si paga 19.99 $/60 min = 0.33 $/min

    (dimezzati nel caso di raddoppio dei minuti, come nel caso del mio telefono: 0.166/min)

    Se si compra la scheda da 120 minuti, si paga 29.99 $/120 min $ = 0.24 $/min

    (dimezzati nel caso di raddoppio dei minuti, come nel caso del mio telefono: 0.124/min)

    Se si compra la scheda da 200 minuti, si paga 39.99 $/200 min = 0.19 $/min

    (dimezzati nel caso di raddoppio dei minuti, come nel caso del mio telefono: 0.09/min)

    Se si compra la scheda da 450 minuti, si paga 79.99 $/450 min = 0.17 $/min

    (dimezzati nel caso di raddoppio dei minuti, come nel caso del mio telefono: 0.08/min)

     

    Io che compro sempre la ricarica da 200 (e me ne carica 400) pago 0.09 $ al minuto per telefonare a qualsiasi telefono in USA.

     

    Quanto sopra e’ per chi utilizza il telefono, fisso e mobile, negli USA.

    Per chi viene in vacanza ci sono altre  considerazioni da fare.

    In generale i cellulari europei ed in genere nel mondo utilizzano la tecnologia GSM “Global Service for Mobile Communication “

    Una delle caratteristiche tecniche del telefoni GSM e’ che utilizzano un piccolo chip semicondutore, chiamato SIM  (Subscriber Identity Module Card) il quale , tra le altre cose, immagazzina dati che consentono di identificare  chiama.

    Negli USA due sole compagnie utilizzano il GSM: Cingular e  T-Mobile.

    Mentre  Sprint, Verizon and Alltel utilizano un differente standard wireless, conosiuto come CDMA (Code Division Multiple Access) mentre Nextel utilizza iDEN (Integrated Digital Enhanced Network).

    Con entrambi i sistemi non si possono utilizzare i network  GSM  o si possono utilizzare con Verizon, Sprint, Alltel and Nextel utilizzando opzioni molto limitate.

    Addirittura anche utilizzando come provider Cingular o T-Mobile ed avendo un telefono GSM se si va fuori dal Nord America non si possono utilizzare tali telefoni!!

    Questo perche’ i netrwork GSM in North e South America operano a frequenze di 1900 MHz and 850 MHz, ma in Europa ed in molti altri paesi si usano frequenze di  1800 MHz e 900 MHz.

    Quindi per capirci meglio se volete utilizzare il vostro telefono cellulare italiano, in America dovete essere sicuri che funzioni alle seguenti frequenze 1900MHz+1800MHz+900MHz (tri band).

    Ma meglio se funziona a 1900MHz+1800MHz+900MHz+850MHz (quad band).

     

    Location

    GSM Frequencies Used

    USA, Canada + parts of South America

    1900MHz + 850MHz

    Most of the rest of the world

    1800MHz + 900MHz

     

     

    Ecco la mappa di copertura del GSM in USA (da qui si capisce che e’ meglio avere un quad band rispetto ad un triband. Infatti con I triband si puo’ utilizzare solo la frequenza di 1900 MHz in USA, mentre se si ha un quad band si possono utilizzare le frequenze a 1900 MHz e 850 MHz in USA).

    Questa e’ la mappa di copertura di TIM in Italia, relativa al GSM (alle frequenze di 1800 Mhz e di 900 Mhz):

     

     

    Capito quale telefono cellulaer bisogna avere, ora bisogna capire quale e’ la tariffa migliore per telefonare dalgi USA all’Italia con le schede Italiane.

    Troppo complicato da capire per me da quiggiu’. Trovate qualche sito specializzato che vi dara’ tutte le tabelle comparative del caso.

    Ma il consiglio che vi do io e’ quello di non utilizzare il vostro cellulare italiano (che comunque costera’ un “botto”), tranne per le emergenze, ma di utilizzare o le schede prepagate o il computer (tramite Skype o VoipStunt).

    Le schede prepagate sono facile da utilizzare, da trovare. Ce ne sono una marea ed anche qui basta farsi un giro su internet per capire quali sono le migliori. Sotto ve ne riporto alcune per avere una idea dei prezzi (sempre bassissimi confrontati all’utilizzo del cellulare italiano in USA!!!).

                                                              Costo/minuto    Minuti      Minuti        Minuti      Connection  Billing           Recharge

                                                                                               x10$            x20$       x50 $        fee                   increment   Option

                        
    CENTSIBLE
    1 ¢ 1000 2000 5000 $0.00 3 min. YES Compare
     
    GLOBAL CONNECT
    1.1 ¢ 909 1818 4545 $0.00 3 min. YES Compare
     
    EUROTEL
    1.6 ¢ 625 1250 3125 $0.00 3 min. YES Compare
     
    INFINITY
    1.7 ¢ 588 1176 2941 $0.00 3 min. YES Compare
     
    MOBILE CALLER
    1.9 ¢ 526 1053 2632 $0.00 3 min. YES Compare
     
    WORLD CALLS
    1.9 ¢ 526 1053 2632 $0.00 3 Min. YES Compare
     
    TALK USA
    2.2 ¢ 455 909 2273 $0.00 3 min. YES Compare
     
    EXPRESS CALL
    2.7 ¢ 370 741 1852 $0.00 1 min. YES Compare
     
     

    Le schede prepagate sono economiche ma bisogna saperle usare ed a volte non sono veloci e semplici come promesso. Generalmente si puo’ telefonare dai telefoni pubblici, a volte bisogna inserire una moneta (che spesso viene restituita). Si puo’ telefonare dai telefoni degli alberghi, ma l’utilizzo e’ sconsigliato dagli albergatori. I quali naturalmente tendono a scoraggiare i clienti dall’utilizzare tali schede, spaventandoli con fees (costi aggiuntivi) alte e NON LEGALI!!!

    Spesso mi e’ capitato di vedere il conto dell’albergo gonfiato piu’ del dovuto, a causa delle fees che mi avevano messo su telefonate effettuate con tali schede.

    Se pero’ si e’ fermi nel contestare tali ingiustificati balzelli, generalmente si riesce a non pagarli.

    Ma la cosa migliore e’ se si usa il proprio portatile o un internet point tramite I programmi Skype e Voipstunt.

    Le telefonate costano pochissimo ed i programmi sono facilissimi da utilizzare (ANCHE IN ITALIA!!!!).

    Io da piu’ di un anno uso VoipStunt. Pago 0.05 Centesimi di $ per una telefonata lunga quanto voglio in Italia!!! Per giunta la telefonata la passo sul telefono di casa ed ilcomputer si puo’ utilizzare per altri scopi!!!

     

    Finiamo con notizie pratiche:

    Per chiamare l’Italia, dagli USA, bisogna comporre lo 01139, seguito da prefisso della città italiana con lo zero e infine il numero dell’abbonato.

    Per telefonare in USA, dall’Italia, bisogna selezionare lo 001 seguito dal prefisso dell’area senza lo zero e dal numero dell’abbonato.

     

    E’ possibile far addebitare la chiamata all’abbonato che si vuole contattare tramite un servizio gratuito che si ottiene componendo uno dei seguenti numeri: 1800.5437662 (AT&T), 1800.2348259 (MCI).

     

    Una curiosita’ a tema, pubblicata da Francesco Federico, Martedì, 6 Maggio 2008 alle 08:00

    Già da tempo si parla di cellulari usa e getta, pensati per essere comprati e, una volta esaurito il credito incluso nel prezzo d’acquisto, gettati via come i rasoi in vendita alla cassa dei supermercati.

    Pare che questi cellulari, finora solo annunciati, arriveranno davvero in Europa al prezzo di 12€  l’uno dopo aver “conquistato” gli Stati Uniti d’America, dove dal 2002 vende moltissimo.

    Il cellulare altro non è che un sottilissimo involucro di plastica, delle dimensioni simili a quelle di una carta di credito, dotato solo dei tasti essenziali, senza display ed altri fronzoli. È un dispositivo che serve solo per chiamare e nient’altro, neppure gli SMS è possibile inviare da questo telefono.

    È buffo notare che il cellulare usa e getta arriva in Europa proprio quando in America inizia ad essere pesantemente criticato per il suo nefasto impatto sull’ambiente.

    Nonostante Hop-On, produttore di questi cellulari, assicuri che il prodotto è realizzato interamente con materiali ecosostenibili, un’analisi di Greenpeace solleva dubbi su queste affermazioni.

    Certo, è uno strumento che può avere i suoi impieghi utili, quale quello di cellulare di scorta per le emergenze, ma può averne anche tanti meno nobili, come quello di fornire una facile soluzione ai problemi di tracciabilità da cui i criminali devono “difendersi” quando usano i telefonini.

    Personalmente accolgo con sfavore questo genere di dispositivi. Il pianeta mi pare stanco di accogliere ulteriore immondizia hi-tech e i reali benefici di questo cellulare sono davvero irrisori rispetto alle conseguenze. Del resto l’apertura ai VMNO ha dimostrato che è possibile ideare soluzioni innovative di promozione legate alla telefonia mobile (si pensi al gruppo Auchan che offre minuti gratis sulle sue SIM, se si comprano determinati prodotti nell’ipermercato) che rendono questi telefoni usa e getta davvero poco interessanti.

      

    Qualche scatto di buon umore:

      

    Telefoni ed evacuazioni!

     

    Porta telefoni

    Cabina cellulare

     

    Telefono pistola

    Porta telefono 2

    Telefono dual use

    Cartello stradale ispirato!!

     

    Telefono e shuttle

    Ricordatevi di spegnere i cellulari al distributore di benzina!!

    VETERANS DAY: L’AMERICA CHE MI PIACE!!

    Pubblicato in Fiere-Feste-Musei, Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 13 Novembre 2009

     

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    VETERANS DAY: L’AMERICA CHE MI PIACE!!

     

     

    Mercoledi’ e’ stata festa qui in USA, dato che si celebrava il veterans day: il giorno dei veterani di guerra.

    Prima di tutto un cenno grammaticale. Si puo’ dire Veteran’s Day o Veterans’ Day (usando il possesive case) ma il Governo degli Stati Uniti ha dichiarato accettabile anche la forma attributiva Veterans Day!!!

    Il giorno dei veterani, in america, e’ una festa che ha lo scopo di onorare i veterani militari reduci di guerra. E’ una festa federale e generalmente si festeggia l’11 Novembre. Se l’11 Novembre cade di Domenica si festeggia il Lunedi’ successivo, se invece cade di Sabato si festeggia il Sabato stesso o il Venerdi’ precedente.

    E’ anche celebrato in altre parti del mondo con il nome di Armistice Day o di Remembrance Day, dato che l’11 Novembre e’ anche l’anniversario della firma dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale, nel 1918.

    Finita l’accenno grammaticale-storico passiamo alla cronaca.

    Il titolo dice l’America che mi piace, perche?

    Perche’ partecipando alla parata, chesi svolge in pieno centro di Hutnsville, si respira una aria di vero e proprio riconoscimento, che tutte le persone vogliono tributare a tutti i veterani di tutte le guerre (e qui di guerre ne hanno combattute a iosa!!!).

    Ma le parole valgono poco ecco l’atmosfera che si respirava lungo le strade della parata.

    Ore 10.55, arriviamo sulla strada dove passera’  la parata. Ancora c’e’ poca gente, la parata parte alle 11.00, ma passera’ davanti a noi dalle 11.20.

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    Qui sotto si vede una casa che ha messo a disposzione sedie e divani, per assaporare meglio la parata (che per la cronaca durera’ tre ore!!! Quindi se si ha una sedia comoda e’ meglio!!). 

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    C’e’ chi si e’ piazzato sul pick up, adatto a tutti gli usi!! 

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    Noi inizialmente ci mettiamo vicino a questa bella chiesa.

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    Altre persone occupano le panchine. 

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    Le signore, con bambini, aspettano per mostrare un cartello con scritto  ” grazie veterani, noi amiamo la liberta’!!”‘. 

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    C’e’ chi usa il portabagagli del van come salotto per i bambini, dato che fuori c’e’ un venticello fresco, che a lungo andare da fastidio. E fuori dal salotto le inmancabili sedie pieghevoli, che ogni buon Alabamiano, ha nella sua macchina. A dire la verita’ le abbiamo comprate pure noi, incluse tre tende pop up, ma ci dimentichiamo sempre di metterle in macchina!!!

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    La signora con la camicia stelle e striscie vedra’ la parata da questo posto di osservazione particolare!! 

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    I bimbi aspettano la parata, giocando con le foglie secche. 

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    C’e’ chi si mette sui gradini della chiesa presbiteriana. 

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    I preparativi sono finiti, tutti hanno un posto. Ecco che inizia la parata.

    La parata non e’ una esposizione di mezzi e soldati, ma tutt’altro. Sfilano naturalmente i veterani, con tutti i mezzi piu’ strani (vedere le foto per credere), ma anche i soldati e le persone normali. 

    Aprono la parata le bandiere, di non so che cosa!!

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    Subito dopo alcuni veterani della seconda guerra mondiale, in bella mostra su un carrello dietro un pick up!! 

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    Non potevano mancare le majorette. Queste sono le migliori.

    Vi regalo vista da davanti e da dietro!!! Scegliete voi la migliore!!! 

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    Un commento non poteva mancare: se da davanti non sono il top, la visione dal posteriore non e’ male. Si nota il tipico fondo schiena, arrotondato ed all’insu’, delle afroamericane del luogo (queste sono le piu’ magre!!). 

    La mia preferita e’ la prima da sinistra!!

    Passiamo alle bande musicali, ne sfilano tante,  molto colorate e con musica  a palla.

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    Dopo le bande ecco le macchine sportive, con dentro almeno un veterano. 

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    Come pensare di non vedere le moto che hanno riempito i film americani degli anni 50/60!! 

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    Qui in USA in una parata, non possono mancare i pompieri, veri idoli della popolazione insieme ai militari ed alla polizia (proprio come da noi!!!). 

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    E come vi dicevo sfilano anche le persone normali. Questa e’ una famiglia con due bambine, di cui una proprio piccola nel carrozzino da trekking. Certo che far fare 3 ore di sfilata a 2 bambini piccoli, con vento fresco e sferzante non e’ nelle corde di noi italiani (o alemeno nelle mie!!). 

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    Ecco che arrivano i militari.

    Devo dire, anche se sono di parte, che questa parte mi ha emozionato molto. A parte la perfezione della loro marcia (tranne il primo che ‘e fuori passo!), la cosa che colpisce sono i canti che intonano mentre marciano. C’e’ un Sergente/Maresciallo che cammina a lato del plotone e con voce potentissima canta qualche cosa ed il plotone all’unisono gli risponde cantando!!! 

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    Questo gigante dirige il plotone. E” due spanne in altezza sopra la media delle reclute. Non vorrei essere nei panni di una recluta che viene rimproverato!!! 

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    Per capire meglio l’altezza del ragazzo, guardatelo da dietro. E’ piu’ alto di 20 cm rispetto agli altri!!! 

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    Ecco una Jeep dotata di razzo anti carro sul tetto. 

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    Alcuni veterani hanno sfilato in carrozza, davanti ad i boy scout. 

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    Classico esempio di americano che ama il suo paese, tanto da indossarne i colori. 

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    Una famiglie che si gode lo spettacolo da casa. Il papa’ e’ quello con la camicia ed il cappello americano, il nonno e’ quello che ride con la mimetica!! 

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    Paolo con due bandiere americane, che prima della parata vengono regalate alle persone che sono lungo il percorso da volontari. Nessuna bancarella che vende bandiere o gadget. E’  tutto gratis!!!! 

    Naturalmente non esistono posteggiatori abusivi, che da noi nascono come funghi ad ogni evento!!!! Perche’ non c’e’ ne possiamo liberare!!!

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    Papa’ e figli che fanno le facce da fessi!! 

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    Nella citta’ dei razzi poteva mancare la NASA, motore portante delle attvitia’ lavorative di Huntsville??!! 

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    Sfilata delle macchinine. Come fa questo reduce ad entrare (o meglio ad uscire) da questa trappola di latta??? 

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    Ad un certo punto sono arrivate le sorelle in carne, delle majorette viste nelle foto di sopra!!! 

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    NO COMMENT!! 

    I signori hanno deciso di vedersi la parata dalla loro moto, sventolando e salutando ogni persona che sfila!! 

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    I genitori che si autoimmortalano!! 

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    E la volta delle macchine d’epoca. 

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    La sfilata volge al termine. Pero’ guardate la sedia a stelle e striscie che bella!!  

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    I bimbi che hanno visto le altre macchine attrezzate a salotto, hanno voluto anche loro il loro!! Tanto noi avevamo parcheggiato sul percorso della parata.

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    Paolo non si e’ accontentato del salotto, e dato che aveva visto altri bambini sul tetto delle loro macchine, ha voluto imitarli!! 

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    Sara che copia Paolo!!

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    Paolo che saluta gli ultimi veterani. 

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    Come avete visto la parata none’ stata imponente, ne emanava militari e mezzi da guerra. Era fatta da persone normali che hanno combattuto per il loro paese, e di persone che volevano tributargli gli onori,  per averli difesi. Questa e’ la sintesi di un paese che ama i suoi soldati, i suoi polizziotti ed i suoi vigili del fuoco!!!

    Alle 13.00 la parata e’ finita ed infreddoliti ci dirigiamo verso uno dei pochi ristoranti degni di nota: Landry’s. Che pero’ questa volta ha leggermente steccato (o meglio noi abbiamo scelto male!!).

    Ecco il nostro antipasto, in due: calamari fritti (espressamente richiesti senza pepe, senza salse e senza parmigiano grattato). Ottimi.

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    Paolo ha ordinato gamberi fritti e patatine fritte (buoni anche loro). Io una birra alla spina e Stefania un bicchiere di vino (qui si usa molto un bicchiere di vino. Se non sei un ubriacone, conviene. Costa molto di meno di una bottiglia e non ci si fa troppo male!!!). 

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     Stefania ha ordinato un piatto di pesce alla griglia. Ma il pesce e’ poco (quello che c’e’ e’ buono) mentre le verdure grigliate tropep, per il prezzo (circa 20 $).

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    Io invece, che di solito ordino gamberoni giganti fritti, grigliati e stufati, voglio cambiare. E faccio male!!

    Ordino la famosa insalata di pesce Landry’s. 

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    E’ un piatto pesante. C’e’ molta insalata, aglio e cipolla. Di pesce poco, freddo (ma proprio feddo)  e non saporito. Anche perche l’insalata avrebbe bisogno di essere girata,  ma e’ impossibile, pena la fuoriuscita di tutto dal piatto. Infatti il piatto straborda prima di essere girato!!!

    Pero’ se ho toppato con l’insalata di mare, il dolce e’ superbo. Una creme brule’ da 10 e lode!!!!

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    DOMENICA ALLA MARINA DI HUNTSVILLE

    Pubblicato in Escursioni-Viaggi da quattrovecchiinamerica il 10 Novembre 2009

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    (Tennessee River, in Huntsville)

     

    DOMENICA ALLA MARINA DI HUNTSVILLE

     

    Dopo tante Domeniche con tempo brutto, o con tempo bello ma con bambini con malanni, ecco finalmente una Domenica con tempo piu’ che primaverile: sole caldo, niente vento e temperature che sfioravano i 24 gradi Celsius!!!

    Non potevamo stare a casa, allora siamo andati a vedere la Marina di Huntsville. Niente di che, una piccola insenatura lungo il fiume Tennessee che passa per Huntsville, con delle barche da diporto. Ma l’atmosfera era cosi’ bella che anche uno specchio di acqua semplice sembrava meraviglioso!!!!

    Appena arrivati abbiamo trovato queste due macchine monster!!

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    Poi l’insenatura con delle barche strane. Guardate questa piatta in primo piano con le sedie ed il tavolino sul tetto.

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    In mezzo allo specchio di acqua il bar, con benzinaio annesso. Forse il bar neanche c’e', ma ci sono i distributori di coca cola!! 

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    Oltre alle barche strane ci sono anche quelle da fichetti di fiume!!! 

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    E se ancora la barca non e’ a mollo ecco il muletto che la adagia lentamente in acqua.

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    Guardate che bella foto, con cielo meravigliosamente striato ed albero in pieno foliage. 

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    Paolo che si diverte a raccattare pezzi di legno e foglie secche da terra.

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    La foto di sotto per me si potrebbe intitolare: “la domenica mattina in Alabama”. Natura rigogliosa con fiume, alberi, cielo e due afroamericani che pescano (con 6 canne in due!!). 

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    Altri alberi che vanno pigramente verso il fiume. 

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    Ponte traballante, chiuso al traffico. 

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    Spettacolare cielo, striato in modo particolarmente inusuale.

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    Qui siamo sul fiume Tennessee. 

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    Meraviglioso spiazzo di prato inglese, per fare picnic in riva al fiume. Neanche vi dico la solita cosa che dico sempre: non c’era l’ombra di cartacce o schifezze varie per terra!!!

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    Panchine con persone che mangiano il loro pranzo, regolarmente comprato da Mc Donald o simili. Da notare che in un posto cosi’ carino non c’e’ l’ombra di un bar (se non quello per fare la benzina) ne di un ristorante. Da noi avrebbero fatto a cazzotti per accaparrarsi un pezzo di terreno per costruirci un ristorante sul fiume.

    Qui e’ tutto nature!!

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    Finiamocome abbiamo iniziato: vista sul fiume Tennesse. A destra si entra verso Huntsville ed a sinistra si esce dalla citta’.

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    L’ENTRATA E L’USCITA DA SCUOLA AD HUNTSVILLE

    Pubblicato in Usi e costumi da quattrovecchiinamerica il 7 Novembre 2009

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    L’ENTRATA E L’USCITA DA SCUOLA AD HUNTSVILLE 

     

    La modalita’ di entrata e di uscita della scuola della citta’ dei razzi (Huntsville), mi ha colpito e quindi ve la racconto!!

    Voi direte che c’e’ da raccontare: si entra e si esce!!

    Non e’  proprio cosi’ semplice.

    Io ricordo il caos, la confusione, le macchine parcheggiate in doppia e tripla fila di fronte le scuole a Roma.

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    A proposito di parcheggi impossibili:

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    Ritorniamo alle uscite/entrate dalle scuole ed ecco che riecheggiano nella mia mente i clacson che strombazzano tipo trombe da stadio, i vigili inesistenti ed i ragazzi che sfrecciano in ogni dove, come fosse scoppiata la terza guerra mondiale!!!

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    Smog e motorini rombanti, attaccati ad ogni cosa esistente di verticale con catene e lucchettoni, conludono i miei oramai lontani ricordi scolastici.

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    Devo dire che con il passare del tempo le cose forse sono peggiorate. Vicino casa mia a Roma, passare di fronte alle scuole nell’orario di entrata e di uscita equivale a dire perdere minuti preziosi, innervosirsi per gli ingorghi che si formano a causa dei genitori, che vogliono lasciare il bimbo per forza di fronte al portone di ingresso della scuola, noncuranti di essere in tripla fila e di invadere l’opposta carreggiata!!!!!

    Ci sono poi momenti di assoluta follia come questi: 

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    Per non parlare del traffico che si incontra per andare a scuola.

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    (Classico esempio di icrocio a croce uncinata!!!  Tra i piu’ micidiali ed inestricabili!!Solo chi lo ha provato puo’ capire che significa essere li dentro, sapendo bene che non ne uscirai a meno di un miracolo!!!)

    Io per andare da casa mia alla mia scuola di Roma (non piu’ di 2-3 Km) ci mettevo almeno 30 minuti se non 45 in caso di pioggia (qualcuno mi spieghi come mai quando a Roma piove il traffico aumenta a dismisura. Capisco che qualcuno in piu’ possa decidere di usare la macchina, ma tragitti di 30 minuti diventano magicamente di 50 minuti !!!! Why!!!).

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    Passiamo all cronaca da Huntsville.

    Paolo va in una scuola che e’ distante 6 Km da casa nostra. Noi usciamo alle 7.30 ed alle 7.45 lui e’ gia entrato in classe (io lo ho gia’ accompagnato in classe e sono uscito!!!).

    Traffico zero!!!! Pensate che nei pressi del semaforo piu’ antipatico, presso il quale trovo 5 macchine davanti a me (!!!),  c’e’ una piccola deviazione che porta ad un negozio e poi sfocia oltre il semaforo. Io di solito prendo quella per evitare le 5 macchine davanti a me. Non ci crederete ma non ho visto mai nessuno fare questa piccola, inesistente scorrettezza. Tutti aspettano sulla strada principale il verde regolare!!!

    Ma fino a qui niente di straordinario, una citta’ con poco traffico, come tante nel mondo.

    La cosa pero’ straordinaria e’ come e’ organizzata la scuola per far entrare ed uscire i ragazzi. 

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    Innanzi tutto il primo giorno di scuola bisogna decidere se il bambino e’ un walker, un car rider o un bus rider. Il walker va a scuola a piedi ed entra dal portone centrale, il car rider viene portato dai genitori in macchina e viene lasciato dove c’e’ il cartello blu sulla sinistra se fa le medie o dove c’e’ il cartello giallo sulla destra se fa le elementari, il bus rider (sia medie che elementari) viene lasciato dove c’e’ il cartello verde (dietro la scuola).

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    (questa e’ l’uscita dei car rider delle elementari. Notare le macchine gia’ in fila alle 14.00, mentre i primi bimbi iniziano ad uscire alle 14.30. Si vede la pensilina dove i bambini vengono alloggiati all’uscita, in attesa di salire in macchina dei rispettivi genitori)

    Ad ogni entrata c’e’ qualcuno che prende in consegna i bambini e li porta in classe. Questo sistema vale sia per l’entrata che per l’uscita.

    Infatti all’uscita i bimbi vengono smistati (a seconda della loro tipologia) nelle 4 aree (due per i car rider, una per i bus rider ed un’altra per i walker). I bus rider salgono sul pulman e se ne vanno a casa (il pulman e’ gratuito!!) i car rider aspettano che una macchina li venga a prendere. E’ incredibile come tanti bambini siano ammassati ordinatamente sotto le tettoie, senza che nessuno gridi, scappi o meni ai compagni ………………… Pensate che sono centinaia di bimbi!!!

    I walker escono dalla porta centrale e se ci sono i genitori ad aspettarli vanno con loro altrimenti vanno a casa a piedi. Questo e’ il caso dei bimbi che abitano nel quartiere o di chi come noi non vuole aspettare per 45 minuti in macchina.

    Capito questo passiamo al piano traffico prima di Settembre.

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    I genitori che andavano a prendere i bimbi delle elementari passavano per la strada a destra con la freccia rossa. Si incanalavano in fila alle 14.00 ed aspettavano di andare a prendere/ lasciare il loro bimbo dove c’e’ il cartello rettangolare giallo. Tutti ordinatamente in fila (e vi assicuro che era una fila di almeno 100 macchine!!) lungo la strada, senza impegnare gli incroci!!!

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    (questa e’ la strada rossa, oggi alle 14.00. Nenache l’ombra di una macchina. Pensare che a Settembre la fila eradi quasi 800 metri oltre la curva in fondo!!)

    Sfasati di 30 minuti i genitori dei ragazzi delle medie facevano la stessa cosa, ma passando dalla strada di sinistra indicata dalla la freccia blu. Ed andavano a prendere/lasciare i ragazzi dove c’e’ il cartello retangolare blu.

    Su questa stessa strada passavano anche i bus, i quali depositavano i ragazzi dove c’e'  il cartello rettangolare verde.

    Il fatto che queste due strade fossero bloccate per almeno 30 minuti al giorno, non e’ stato preso bene dagli abitanti del quartiere, che si sono lamentati con la scuola e con la polizia.

    Lamento oggi, lamento domani, ecco che a Settembre e’ uscito il nuovo piano traffico!!!

    Guardate attentamente la cartina, perche’ e’ una cosa tanto semplice, quanto inapplicabile in Italia!!!

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    Tutti le macchine dei genitori (medie ed elementari) entrano dove c’e’ la scritta ENTER rossa, in alto a destra. Se sei delle medie devi seguire il percorso blu se sei delle elementari quello giallo. 

    Ipotizziamo di essere una macchina delle medie. Seguiamo il percorso blu e ci fermiamo a scaricare/riprendere il bambino dove c’e’ il cartello blu rettangolare, a sinistra del disegno. Poi si prosegue e si incontra il cartello verde dei walker rider. Questo significa che ci sono almeno 10 pulamn in fila che NON SI POSSONO SUPERARE PER NESSUNA RAGIONE, PENA L’ARRESTO!!!! Quindi se trovate i pulman dovete aspettare fino a che non partono!!!!

    Parentesi sui guidatori di busdriver: non si potranno superare, ma a volte si superano andando al sex show con il bus della scuola. Speriamo che non ci abbia portato i ragazzi!!!

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    Facciamo ora finta di essere una macchina delle elementari. Seguo il percorso giallo ed ad un certo punto devo passare nell’altra corsia, incrociando il percorso blu!!! Chi ha la precedenza ?? (Forse chi viene da destra, ma qui non c’e’ questa regola!!!).

    Passato questo punto infame si va a prendere il bambino dove c’e’ il cartello giallo rettangolare sulla destra e si esce da dove si e’ entrati.

    Stesso percorso fanno i pulman che entrano tutti da dove c’e’ scritto enter ed escono dove c’e’ scritto exit.

    Con buona pacedi tutto il quartiere, che si sviluppa davanti alla scuola (per capirci dove escono i walkers!!!

    Potenza dei neighboor!!!!!

    Una organizzazione cosi’ (secondo me logisticamente pessima, dato che il traffico e’ tutto dirottato su una strada laterale molto piccola che e’ diventata trafficata, dato che ora passano tutti li’) non sarebbe possibile in Italia, sia perche’ ognuno tenderebbe a fare come vuole, sia perche’ ci vorrebbero ogni giorno molti vigili a presidiare i varchi, che devono essere creati per la circolazione forzata. Infatti dopo l’entrata e l’uscita della scuola la circolazione ritorna normale!!!!

    Qui ogni giorno ci sono almeno 4 vigili che fanno questo lavoro, non ho mai sentito un clacson suonare e mai nessuno litigare per le precedenze. Tutti sanno che devono aspettare in santa pace. E lo fanno.

    L’altra cosa bellissima e’ che i walker possono andare a piedi, tanto le prime due strade sono chiuse al traffico, e le altre sono presidiate dalla polizia. I bambini che abitano nel quartiere possono tranquillamente andare a casa a piedi, tanto di macchine neanche l’ombra!!!

    Le due foto di sotto sono la strada di fronte alla suola, bloccate con dei varchi manuali (semplici birilli rossi). Da notare che nessuno si permette di spostare i birilli rossi. Solo una volta ho visto una afroamericana (qui i neri si fanno chiamare cosi’) spostarli, ma mi sembrava ubriaca!!.

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    Inoltre nelle prime due strade di fronte alla scuola NON SI PUO” PARCHEGGIARE!!! O meglio possono parcheggiare solo i residenti, che pero’ non ne hanno bisogno dato che hanno due garage per casa!!!

    Quindi quelli come noi che non vogliono aspettare per 30-40 minuti in macchina, arrivano 5 minuti prima della 14.10, parcheggiano a tre strade di distanza e vanno a piedi a prendere i bambini alle 14,15 (i walker escono 15 minuti prima dei bus e car rider!!!)

    Oppure arrivano alle 14.00, quando ancora la polizia non ha chiuso i varchi, parcheggia fronte alla scuola e se ne va alle 14.15 in punto, mentre gli altri stanno ancora in fila e per molto!!!

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    (nel pick up nero in fondo alla strada c’e’ la mia amica polizziotta, con la quale ogni giorno scambiamo 4 chiacchiere amichevoli. Tanto lei non e’ molto impegnata, infatti il grosso delle macchine passano da tutt’altra  parte e lei deve solo fermare il traffico (una macchina ogni mezz’ora) quando vede i walker che attraversano la strada!!!)

    Questa e’ il portone di ingresso principale all’uscita. Praticamente non c’e’ nessuno. Sono tutti sparsi nelle aree di ritrovo e non si vede quasi nessuno!!!

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    Questo e’ Paolo che esce felice da scuola. Gli unici bambini che incontra all’uscita sono i suoi amichetti walker. Non piu’ di 5 0 6!!!

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    Tutto sembra un orologio svizzero, la scuola sembra un plastico e sembra di vivere nel set del film The Truman Show (Jim Carrey). Dove ogni giorno e’ finto e simile all’altro, tutto ordinato e tutti sorridono, non si sa perche’!!!!!

    Pro’ vi assicuro che accompagnare il bambino a scuola e’ veramente un piacere!! Passeggiare senza nessuna macchina, senza sentire clacson, senza incavolarsi per il parcheggio e’ unico. Sembra veramente un film, ma e’ tutto vero.

    Capisco che nelle grandi citta’ italiane questo non e’ possibile, forse solo nei piccoli si puo’ fare qualche cosa di simile. Ecco l’isola felice di Spoleto, per l’esattezza l’uscita dalla scuola alberghiera. Tutto pulito ed ordinato, quasi come in USA!!!

    Non voglio parlare tanto dei miei ricordi, ma una cosa la devo dire: i miei 7 anni a Spoleto sono stati meravigliosi, sia per gli amici che ho incontrato, sia per l’esperienza lavorativa , sia per l’arte, non ultimo ilmeraviglioso cibo ruspante e saporito. Merita una citazione la torta di Catia: il pingui’, da provare!! Ci ho lasciato una parte di cuore. Non avrei dubbi a scegliere di viviere a Spoleto o Roma: Spoleto senza pensarci per nulla!!!

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    Comunque anche nelle grandi citta’ non sarebbe difficile avvicinarsi al modello di scuola americano.

    Basterebbe un po di buona volonta’ da parte di chi comanda e qualche sacrificio di noi utenti.

    Ma in Italia sembra che lo sport nazionale sia quello di dire sempre no a tutto, ma di contro pretendere sempre tutto, senza fare nessun sacrificio!!!

    Dopo la scuola ci siamo andati a mangiare una pizza in una nuova pizzeria: Mellow Mushroom.

    Il locale ha aperto da poco e vicinissimo a Tony’s Little Italy, quasi una sfida alla pizza italiana!!!

    L’arredamento e’ carino ed un po spaziale. 

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    Tavoli larghi e solidi, cosi’ come le sedie. I tavoli, dato che in america non usano le tovaglie, erano puliti e non appicicosi come la maggiorparte dei ristoranti senza tovaglie!!! 

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    A parte l’arredamento ed i camerieri (gentili ed educati, come quasi sempre in USA) ecco sotto la pizza.

    Per fare un paragone con Tony’s Little Italy, ho ordinato una pizza margherita, senza salsa di pomodoro, con pomodoro fresco a pezzettini e senza olio all’aglio. E’ strano ma qui se non dici nulla, quest’olio te lo propinano sempre sulla margherita, come se fosse una prelibatezza. Non e’ che sia cattivo, ma il gusto della pizza lo rovina .

    L’impasto era buono (tipo quello di Tony’s) la mozzarella era un po piu’ scarsa. Secondo me sapeva troppo di formaggio!

    Il gusto era passabile, ma l’impasto era un po troppo gommoso ed olioso.

    Giudizio: pizza decente, alla pari di Tony’s. Nettamente migliore dei soliti Papa’s John, Domino’s ………………………

    Prezzo di una pizza gigante 14 $e ci si mangia in due tranquillamente.

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     Finiamo con una vignetta sulla scuola: se avete ancora ricordi di matematica elementare la potrete capire, altrimenti riaprite i libri sui limiti!!!!

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    LA PRIMA MEDAGLIA DI PAOLO

    Pubblicato in Attivita' bambini da quattrovecchiinamerica il 5 Novembre 2009

     

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    LA PRIMA MEDAGLIA DI PAOLO

     

    Eccomi, come tutti i papa’ orgogliosi del figlio quando fa qualche cosa che agli occhi degli altri e’ normale (e che solo ai genitori sembra eccezionale!!!), a farvi vedere le foto di Paolo che prende la sua prima medaglia per una competizione!!

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    A dire la verita’ lui ha giocato circa 2/3 del torneo, perche’ le rimanenti partite le ha saltate per vacanza o febbre!! Pero’ la medaglia la ha meritata lo stesso.

    Devo dire che tra i vari sport che ha fatto qui, il calcio sembra essere quello che si adatta piu’ a lui. Si corre tutti insieme dietro la palla. E tanto basta per farlo divertire!!! Deve ancora capire che si gioca per vincere, ma un passo alla volta lo capira’. Per ora le partite viste fino ad ora erano un’accozzaglia di bambini che seguivano il pallone. Solo qualcuno distingueva la porta giusta dove realizzare il gol. Molti, tra cui Paolo, durante la partita giocavano tra di loro, con somma gioia del coach.

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    (Ecco i Tornado, soprannome della squadra di Paolo, in posa alla fine della partita)

    Comunque una buona esperienza per i bambini. Hanno iniziato a capire come si dovrebbe giocare in una squadra e che si puo’ giocare insieme per uno stesso obiettivo, il gol!!

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    Alla fine della partita Paolo amava andare a ghiande, sotto questo mega albero accanto al campo!!

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    La premiazione e’ avvenuta a Pizza Hut, nota catena di pizzerie americane. Di pizza hut ho gia’ parlato e male. Ma questa volta la pizza non era proprio orribile!!! 

    La cameriera (raro esempio di cameriera non giovanissima) era vestita a tema: da strega di Halloween. Anche se non si vestiva faceva la sua bella figura!!!

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    Alla cerimonia hanno partecipato i siblings (fratelli/sorelle dei piccoli giocatori). 

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    Un cenno particolare al gusto della pizza. La margherita era passabile, le altre proprio no, tranne la solita pepperoni pizza, che qui in USA e’ veramente buona!!!  Non si tratta di pizza con i peperoni, ma di pizza con salame piccante.

    Io che non avevo gli occhiali (mi ostino a credere che non mi servono!!) ho scelto questa pizza.

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    Pensavo che fosse una pizza con salame piccante e patate.

    Niente di piu’ sbagliato: era pizza con ananas!!!! Notate anche la salsaccia di pomodoro, verso la crosta. Di solito e’ una salsa di pomodoro molto marinata, che e’ cattiva moltissimo!!!

    Ecco che mi accingo a sfidare il gusto osceno dell’ananas con prosciutto (americano!!). La sfida “man versus food” e’ stata vinta dal food. Non sono riuscito a mangiare piu’ di un morso!!!!

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    Dopo la pizza sono arivati  i cup cake,  preparati dalle mamme americane.

    Il colore verde non invitava molto all’assaggio.

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    A Paolo e’ piaciuta molto la palla di plastica sopra il cup cake!

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    Anche Sara, che di solito prova tutto, era molto dubbiosa se mangiare o meno. Non ha mangiato il cup cake!!!! 

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    Dopo il pranzo (appuntamento ore 11.00 !!!) i bimbi si sono scatenati in una danza tribale intorno al tavolo. Che e’ durata 20 minuti!!!

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    Durante la danza si dava il cinque ai genitori. 

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    Il ragazzo con la maglia arancione a maniche corte, era il coach. Di lui i bambini si ricorderanno  per sempre a causa del suo mitico gioco “hit the coach”.

    Era il gioco che si faceva a fine allenamento. Tutti i bimbi con la loro palla dovevano cercare di colpire il coach per 5 volte consecutive!!!

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    Finiamo con la passione di Sara per gli animali, per fortuna non miei!!! 

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